MANGIAMO ANIMALI MORTI ?

MANGIAMO ANIMALI MORTI ?

DI KEVIN BARRALON

huffingtonpost.fr

La domanda può sembrare assurda. Ovviamente, per essere mangiati, gli animali devono prima essere uccisi. Sappiamo tutti che dietro a una bistecca, c’è un animale morto.
Tuttavia, per la maggior parte del tempo, facciamo dell’animale un elemento estrinseco alla carne.
Ci crea sempre fastidio quando, a tavola, un vegetariano ci ricorda che il cosciotto d’agnello è innanzi tutto una carogna.
Questi moralizzatori!
Così, spesso, abbiamo fatto finta di dimenticare. Dopotutto, bisogna mangiare carne per vivere!
Questo è un alibi.

La necessità della carne, è il nostro pretesto. E poi, se si ammette che la carne non è, come è ovvio, necessaria, si potrà sempre dire che, poiché ci piace mangiarli e li mangiamo, il consumo di animali è giustificato di fatto.
Il mio piacere di mangiare una bistecca vince perché così ho deciso. Gli animali hanno solo bisogno di essere trattati bene. Uccisi con amore.
Come è possibile conciliare l’amore che diciamo di provare per gli animali “domestici” (gatti, cani, ecc), con il massacro a cui partecipiamo dando il nostro denaro a coloro che “uccidono con amore”?
Martin Gibert, che insegna etica e filosofia del diritto, nel suo ultimo saggio di recente pubblicazione, “Voir son steak comme un animal mortVéganisme et psychologie morale” (“Vedere la sua bistecca come un animale morto – Veganismo e psicologia morale”) spiega questa ambiguità inerente alla natura umana attraverso il concetto di “dissonanza cognitiva” che si manifesta, in relazione alla carne, con il seguente sintomo: “noi amiamo gli animali ed amiamo mangiare i loro cadaveri”.

Il cadavere sul mio piatto

L’immagine del cadavere, noi la temiamo; e questo, gli industriali lo hanno compreso perfettamente.
È la ragione per la quale non troveremo mai sulle confezioni di dentifricio la scritta: “Contiene animali morti”; perché, presentati così, molti prodotti sarebbero molto meno vendibili.
Allora, il problema si camuffa.
In effetti, è in circostanze simili che, secondo Martin Gibert, interviene la “percezione morale”.
Ma la percezione morale dei mangiatori di animali è piuttosto “confusa” e infatti potrebbe succedere che un telespettatore che mangia solitamente bistecche, rimanga sconvolto dal fatto che un partecipante ad uno show televisivo uccida un maiale in diretta per nutrirsene definendo questa violenza “non necessaria”, e ignorando il fatto che non lo sia uccidere un animale in generale.
Se uccidere degli animali non è necessario, perché si mangia ancora carne?
La domanda è, secondo Martin Gibert, “Come si fa a non essere vegan?”.
È vero, è difficile rimanere indifferenti alla sofferenza degli animali, dice Gibert, “Chi può vedere senza rabbrividire l’agonia di un bue o di un maiale?”.
Tuttavia, teniamo alla nostra bistecca ed è proprio in questa cornice contraddittoria che bisogna analizzare la psicologia dell’onnivoro.
C’è, nei nostri rapporti agli animali, una continua contraddizione da superare. Possiamo, ad esempio, persuaderci che gli animali non soffrano veramente, o del fatto che abbiamo realmente bisogno delle proteine che, per credenza popolare, si dice siano contenute solo nei prodotti di origine animale ma, quando ci viene dimostrato il contrario, inneschiamo automaticamente un processo di rimozione della colpa.
Sosteniamo in questi casi che “le cose non dipendono da noi” e che, anche se mangiamo animali, non siamo responsabili della loro uccisione.
E, così ci piace dire, in nessun caso, smetteremo di mangiare carne perché sono i vegani che smettono di farlo, e i vegani sono una setta.
Dire questo ci rassicura, perché i vegani costituiscono un campanello d’allame per la nostra “dissonanza cognitiva”.

Rendere la realtà più digeribile

“Dovunque, si creano degli eufemismi per rendere la realtà più digeribile”. Secondo Martin Gibert, riprendendo il termine coniato dalla psicologa americana Melanie Joy, “La maggior parte delle persone sono carniste”.
Dietro a questo neologismo, c’è “l’apparato ideologico che ha per funzione il soffocamento della dissonanza cognitiva”.
Il carnista fa appello a innumerevoli alibi per giustificare delle pratiche e mantiene la posizione che nell’immaginario collettivo è maggioritaria, secondo la quale non c’è niente di male ad abbattere degli animali se tutto questo è visto come naturale e necessario.
Martin Gibert vede il carnismo come una “barriera ideologica che nasconde la realtà dello sfruttamento”.
“L’allevamento industriale riguarda l’82% degli animali in Francia, eppure molto spesso si fa appello, per giustificare la pratica del mangiare animali, ad un ipotetico podere felice in cui gli animali sarebbero trattati bene.
Ma la questione della necessità ritorna costantemente: perché porre fine alla vita di un animale privandolo di tutto ciò che avrebbe potuto vivere quando non è necessario?
Si potrebbe dire, per esempio, che è legittimo uccidere il mio cane in modo “felice e umano” perché io voglio andare in vacanza?
Perché sarebbe legittimo uccidere un maiale solo per mangiare un pezzo di salsiccia?
Sicuramente non è la presunta “carne felice” la risposta a questi dubbi e il presunto concetto di necessità fa acqua da tutte le parti.

Il veganismo come soluzione

Ma il problema della carne va oltre la questione legata all’uccisione e allo sfruttamento degli animali.
Come giustamente ricorda Martin Gibert, anche la questione ambientale deve essere presa sul serio.
Nonostante le ambizioni apparenti dei governi in materia di politica ambientale, il problema dell’influenza degli allevamenti di bestiame sull’ambiente è in gran parte nascosto. Questi sono responsabili del 14,5% delle emissioni di gas a effetto serra, secondo un rapporto della FAO pubblicato nel 2013; più che “tutti i mezzi di trasporto”.
Perché il problema viene ignorato anche da coloro i quali pretendono di definirsi “ambientalisti”?
Come si può giustificare questa disparità tra le nostre convinzioni e le nostre concrete abitudini?
Basta fermarsi a mentire a se stessi.
Se penso che gli animali non devono essere uccisi senza necessità, è perché credo che abbiano un interesse a perseguire la loro esistenza.
Il consumo di carne non è compatibile con la presa in considerazione gli interessi degli animali e dei requisiti ambientali.
L’imperativo è quello di eliminare la carne dalla nostra dieta.

Versione originale:

Kevin Barralon

Fonte:b www.huffingtonpost.fr

Link: http://www.huffingtonpost.fr/kevin-barralon/voir-une-viande-comme-un-animal-mort_b_7550278.html

10.05.2015

Versione italiana:

Fonte: www.veganzetta.org

Link: http://www.veganzetta.org/mangiamo-animali-morti/

22.06.2015

Traduzione a cura di Ada Carcione per Veganzetta

Commenti (62)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Psachno 28 giugno 2015

      Commento senza capo né coda. Assumermi una responsabilità? Fare la differenza? Siete proprio come Don Chisciotte che attaccava i mulini a vento e per questo devo dire che il sito vi è capitato a fagiolo. Si mangia la carne come si mangiano le lenticchie, la pasta, i carciofi e quant'altro... non c'è nessuna morbosità, nessuna anormalità. Senza quel "che non c'è nulla di male" nel tuo commento, mi pareva stessimo parlando di un reato penale!!! ("ammetti che ti piace mangiare la carne", confessa le tue colpe! ahah) Solo una cosa e chiudo: chi è onnivoro, di solito non fa articoli, campagne, o ammorba in qualsiasi altro modo le castagne agli altri sulla loro alimentazione. Fate una cosa. Prendete esempio.

    1. bert53 27 giugno 2015

      Facciamo così, eliminiamo le mucche, i maiali, i conigli e le galline ... poi
      vediamo come fanno i possessori di animali domestici ad alimentarli oppure la
      gente comune a vestirsi etc. Già lo vedo, cani e gatti vegetariani (morti?) e
      la gente con le scarpe di tela o di plastica per fare un esempio.
      Me la vedo
      la mucca che piange e il vegetariano di turno che la convince che è perchè
      vuole bene al suo cane o gatto ...
      Mi faccia lei il piacere ....

    1. PanzaSancho 25 giugno 2015

      Infatti le la lacrime di una mucca o le grida del maiale stanno a dimostrare la loro gioia all'idea di sacrificarsi per i nostri palati....per non parlare di conigli e galline, felicissimi di stare in strette gabbie uno sopra l'altro....

      ma mi faccia il piacere.....
    1. RicardoDenner 25 giugno 2015

      La carne piace perché da energia immediata..mentre gli alimenti vegetali devono essere incorporati alla nostra energia di base..


      Il discorso morale non c'entra..centra invece la nostra vocazione al potere..che trova nella carne uno strumento utile allo scopo..

      Mangiare vegetali implica un a riconversione energetica..oltre a saperli cucinare per bene..cosa ormai dimenticata..

      Essere vegani per motivi etici conduce alla denutrizione..

    1. alsalto 25 giugno 2015

      A questo punto concordo.

      Andava assicurato meglio.
      Come al solito la sbidiguda risulta scivolosa.
    1. alsalto 25 giugno 2015

      ...rigorosamente dopo esser caduti a terra maturi immagino, vero?

      Ho letto di una tipa che dopo esser divenuta vegana s'e' evoluta decidendo di nutrirsi esclusivamente di sperma.

      Non necessariamente umana, la sperma.
      Sborratariana?
      http://www.nextquotidiano.it/lory-midorykawa-la-ragazza-che-dice-di-nutrirsi-di-sperma/
    1. poisonedtooth 25 giugno 2015

      Come sempre accade su CDC, quando l'argomento tratta di dieta con o senza cadaveri il pueblo si scatena come non mai, fornendoci la prova provata della “dissonanza cognitiva” ben descritta nell'articolo.
      E così anche questa volta, dissonanze cognitive come se piovesse. Il pueblo onnivoro non ci sta e rivendica fortemente il suo diritto al libero arbitrio alimentare giustificandosi col "da che mondo è mondo". e avallando moralmente il più aberrante, insalubre, distruttivo risultato del processo di trasformazione dell'uomo da sapiens-sapiens a sapiens-industrialiis dove tutto, uomo compreso, diventa prodotto mercantile e l'animale vivo e senziente una merce alla stregua di un rasoio qadrilama o uno smartphone.
      E pensare che basterebbe il minimo raziocinio, un atlante degli animali e uno specchio per confrontare la propria immagine riflessa con le foto di altri mammiferi e cercare le somiglianze: leone carnivoro, cane onnivoro, mucca vegetariana, gorilla (scimmia antropomorfa) frugivoro. Indovinato?

      Infine un consiglio: sbrigatevi a mangiare i pesci perchè è probabile che tra 2/3 decenni saranno dichiarati estinti, come del resto molte altre specie, proprio grazie al modus vivendi dell'homo-industrialiis. A questo punto l'unica speranza che rimane alla terra per evitare la sesta grande estinzione è che si estingua prima la causa, quindi possiamo solo auspicare una rapida trasfromazione della nostra specie da homo-industrialiis a homo-sexualis.
      Viva la revoluciòn

    1. FBF 25 giugno 2015

      L'inizio della discussione è: Che cos'è il cibo? Attualmente il cibo è vita per cui superstizione. Visto che molti mirano ad essere superstiti si alimenta la sicurezza. La sicurezza non esiste poiché anche questa è superstizione. Il Lavoro nella "costituzione più bella del mondo" è diventato superstizione e la religione attuale è superstizione soprattutto per gli "atei devoti" che vengono ripagati profumatamente. Per cui è esatto quello che dice: Partenza sbagliata.

      La discussione sensata è nel mio commento più in basso tra i commenti e sono sicuro poiché in politica sappiamo cosa accade, ma se c'è qualcuno vuole diventare un pollo incosciente da cortile è libero anzi ci fa un piacere. Il loro pacchetto viaggio comprende il poter razzolare qua e là e godersi il paradiso in terra beccando un poco di mais dorato, offerto il più delle volte dal solito goloso che dopo averli usati li metterà in padella.
    1. ottavino 25 giugno 2015

      E' difficile dibattere su questi argomenti proprio perchè si inizia a discutere spesso partendo da una posizione legata al sentimento, all'emozione.

      Partenza sbagliata.
      L'inizio della discussione è: Che cos'è il cibo?
      Solo rivedendo tutto quello che normalmente viene dato per scontato è possibile fare una discussione sensata.
    1. FBF 25 giugno 2015

      PREMESSA: SENZA CADERE NEL PANTEISMO poiché l'ecologia, il salutismo, l'amore per gli animali è il solito trucco del potere che offre prima una riconversione all'economia agraria, un distacco dall'industria e il ritorno ad un rapporto più diretto con la natura per poi e far cadere nel tranello del cosiddetto paganesimo per cui nel sangue suolo e dunque nell'attrazione istintiva e naturale per la razza che non è il modernissimo amore. Lo sanno ben i tedeschi. https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Walther_Darr%C3%A9

      Detto questo abbasso i toni e dirò in tutta coscienza e non per moralismo indotto che si può arrivare ad una SINTESI tra carnivori e vegetariani e ridiventare finalmente ONNIVORI. Si può cambiare l'attuale dieta stereotipata a base di sola carne. Ora si preferisce una veloce bistecca con quattro verdure in croce il più delle volte insapore, a piatti diversi. Perciò si tratta di limitarne il consumo se proprio la carne fa bene. Si limita anche la sofferenza se avete scrupoli. Il potere non li ha.

      Per cui mangereste la solita bistecca o … per fare un banalissimo esempio ... un bel piatto di pasta con pomodorini, aglio, olio, basilico e formaggio grana, poi melanzane al forno con formaggio fuso e filante, gorgonzola e mascarpone con pane croccante e come dolce ... una fetta peccaminosa di tiramisù accompagnato da un ottimo prosecco? E per finire … in Paradiso quello vero intendo … un caffè macchiato con panna montata?

      Io sono vissuto di carne, anche cruda, per cui - ritornando alla mia premessa - mi saprei difendere dai famelici, poveri, malati, cannibali che ci circondano e che scandiscono il nostro tempo. E sono tanti. Loro aspettano che sbagliamo per divorarci. Usano tutti i trucchi più meschini e ci riescono sempre in un modo o nell'altro in un sol morso o a piccoli brandelli. Bisogna avere un bel fegato. Porgiamoli quello.

    1. Earth 25 giugno 2015

      Cazzo che schifo tutti vegani e carnivori, nessuno che parla di essere frugivori.

    1. Earth 25 giugno 2015

      Chi te l'ha detto che siamo evoluti mangiando animali morti?

      Il processo stesso di evoluzioni da dove lo tiri fuori? Ancora rimane irrisolta la questione dell' anello mancante quindi dire che noi ci nutrivamo di animali per vivere e' tutto in discussione.

      L'essere umano e' frugivoro, visto che al 99% deriviamo dai primati e loro mangiano frutta.
    1. andriun 24 giugno 2015

      beh, visto come se l'è presa per una mia semplice osservazione(non era certo mia intenzione irritarla in questo modo), il senso dell'humor sembra averlo perso pure lei. No, sa le cappelle mi sono indigeste, pure quella sistina, considerandone le dimensioni, meglio la signora, su questo non c'è il minimo dubbio. Poi perchè fare tutto sto casino, bastava puntellarlo in modo che non cadesse. Sa, per i passanti, potrebbe essere pericoloso.

    1. luiginox 24 giugno 2015

      per i "vegani" i mangiatori di carne sono malvagi.

      per i "carnivori" i vegani sono stupidi

      "temi di più lo stupido del malvagio" diceva mio nonno
    1. Giamboniere 24 giugno 2015

      Forse l'autore dovrebbe considerare il fatto che se non ci fosse richiesta di carne gli animali che si trovano negli allevamenti non verrebbero nemmeno messi al mondo. I maiali sono dei giovani prosciutti, è triste ma è così. Ed è l'uomo garantire loro l'esistenza, in quanto ne necessita per nutrirsi. Sul benessere animale poi si può aprire una discussione (qua in Italia al riguardo abbiamo forse la legge più severa al mondo, e ci sono strade per renderla ancora più stringente).


      Sono l'unico a considerare il veganesimo occidentale - al di là degli aspetti dietologici - una sorta di "mercantilismo morale"?
    1. andriun 24 giugno 2015

      Vede Pino, nemmeno a me va di convincere nessuno, si tratta semplicemente di ragionamento e quando trovo qualcuno che la pensa diversamente da me e porta delle motivazioni, non mi tiro mai indietro; nemmeno con le donne, sebbene che, parlare di ragionamento con loro, sia quasi inutile(non per colpa loro, ma salvo qualche eccezione non ci sono proprio portate). Tornando a noi, vede, la carota che lei chiama biologica viene nutrita e il nutrimento deriva dal concime molto probabilmente di origine animale se le va bene, umano se le va meno bene. Molte delle tossine contenute negli alimenti finiscono quindi nel letame e non è detto che non arrivi anche a sorbirsi anche qualche dose di cocaina, se deriva da quello umano. Inoltre "l'agricoltore" può scrivere prodotto biologico, ma vuoi per una ragione vuoi per l'altra, potrebbe scoprire un domani che biologico non lo era, almeno non per come lo intendeva lei. Cosa si pensava tempo fa a proposito del vino, che potesse essere tagliato con lo zucchero(pratica che in italia risulta illegale, ma all'estero non lo è o comunque al tempo non lo era), non di certo che contenesse una base al metanolo. Come dicevo nel precedente post, la differenza la fa l'origine del prodotto non il prodotto stesso che andiamo a scegliere.

    1. alsalto 24 giugno 2015

      Ecco, magari ci avessi messo la cappella sistina al posto della signora parisi le sarebbe risultato altrettanto incomprensibile, temo.


      "il paragone non regge, l'intonaco e la malta bastarda sono indigesti. Per non parlare dei coppi. Perche' i cacciatori-raccoglitori...."
    1. alsalto 24 giugno 2015

      Senso dell'humor?

      S'e' fagocitato pure quello?
    1. DeborahLevi 24 giugno 2015

      nutrirsi da vegetariani andrebbe anche bene ma la dieta vegana mi sembra davvero eccessiva..

      e comunque deve essere una libera scelta...
    1. PinoRossi 24 giugno 2015

      Ciao Andriun,

      capisco il filo del tuo ragionamento. Lungi da me il voler convincere, te o chiunque altro.
      Il punto è solo che la scelta non va motivata. Non c'è niente di disonorevole nel mangiare prodotti animali per abitudine, tradizione e sapore.
      Entrando nel merito, anche io mi feci lo stesso ragionamento. Ma ti propongo un equazione semplice: 1 pannocchia ogm, vs. un pezzo di grasso di un manzo di 3 anni nutrito a pannocchie ogm, antibiotici, dolore e puzza di morte (adrenalina).
      Se sei tra i pochi fortunati che ha i polli in cortile niente da dire, se li avessi un ovetto ogni tanto lo mangerei anche io. Ma coi prodotti animali mangi il concentrato della storia di quell'organismo. Direi non paragonabile con una carota biologica.
      Te lo dico solo perchè è un calcolo che feci anche io a suo tempo.

      Con un pezzo di formaggio, mangi il concentrato delle secrezioni di ghiandole mammarie affette da mastite (tutte le mucche da latte in allevamenti industriali hanno infezioni), di bestie mantenute in vita con dosi massicce di antibiotici. Per non parlare della lavorazione industriale dei formaggi.
      Ovviamente tutto questo si somma all'eventuale abuso di proteine animali, che è dannoso di per se.
      Se compri le cose solo dal contadino biologico di fiducia, è un altro discorso, ti rimane solo l'abuso di proteine animali (eventuale).

      Il nocciolo comunque è: se scelgo di mangiare carne, e lo faccio consapevolmente (dell'inquinamento, dell'essere involontario mandante di campi di sterminio e tortura per bestie, di cosa contengono i prodotti animali del supermercato), non mi devo vergognare di nulla. E non devo motivarlo a nessuno.

      Io ero un grigliatore dedito e assiduo, per 7/8 della mia vita, poi sono cambiato, e proprio non ho potuto più farlo. Anche con i latticini, vista la vita che fanno le mucche da latte, ho smesso. Ma più egoisticamente, nonvoglio che il mio corpo sia fatto di quel dolore, e di quello schifo.

      un abbraccio
      Pino Rossi

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