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MANCANZA DI PANAFRICANISMO NEI COLLOQUI PER IL CONGO E LO ZIMBABWE

DI TAFATAONA MAHOSO (AFRICAN FOCUS)

NdT: Questo articolo è stato ripreso da “The Herald” del 9/11/2008 (nell’immagine, come appariva quel giorno la relativa pagina web) . Alcuni giorni dopo l’articolo non era più presente. Attualmente è reperibile in lingua inglese su questo forum. Sembrava al traduttore che l’articolo fornisse un punto di vista stimolante sulla situazione attuale in Africa Centrale ed è per questo che ne viene ugualmente divulgata la traduzione.

Nel caso dello Zimbabwe, Morgan Tsvangirai [1] e il suo MDC-T [2] stanno giocando il ruolo dei ribelli (dissidenti) cui va la responsabilità di provocare una guerra economica che non solo colpirà il popolo dello Zimbabwe, ma che sta rendendo difficile alla Southern African Development Community (Sadc) [3] di reintervenire nella Repubblica Democratica del Congo [DRC] e (una volta ancora) fermare la spartizione della DRC, così come voluta dall’Europa e dagli Stati Uniti. Inoltre, l’MDC-T di Tsvangirai ha sempre rivendicato, per conto della GB, USA e Rodesia, la rimessa in discussione e l’annullamento delle politiche di riforma agraria e di reclamo delle terre, e degli accordi commerciali e minerari fra lo Zimbabwe e i suoi alleati orientali: Cina, Russia, Iran, Malesia, India e Indonesia.

Nel caso della DRC, il Generale traditore Laurent Nkunda [4] si è unito una volta al governo di Kabila al solo scopo di nascondersi, prendere tempo e cercare di rilanciare al momento opportuno la sua rivolta, sponsorizzata dagli stranieri. Laurent Nkunda non si pone solo come un emergente liberatore di tutta la DRC. Egli pone anche delle rivendicazioni per conto degli interessi britannici, statunitensi e europei: riaprire e modificare gli accordi commerciali, minerari e infrastrutturali, accordi sottoscritti tra la DRC e i suoi alleati orientali: Cina, Russia, India ed altri.

Quindi, esiste una forte somiglianza tra il modo con cui viene posta la questione nazionale nello Zimbabwe da parte dell’MDC-T e il modo con cui viene posta la questione nazionale nella DRC da Laurent Nkunda. E il problema non è di per sé l’internazionalizzazione dei problemi nazionali. Il problema è che questo modo di fare ha il chiaro significato di servire gli interessi britannici, statunitensi e europei contro gli interessi dei popoli della DRC e dello Zimbabwe, contro gli interessi del SADC e contro i principi dell’Unione Africana e del Panafricanismo.

In breve, ciò che colpisce è che, con l’assenza degli strateghi panafricani, non c’è nessuno che possa formulare chiaramente l’interesse Panafricano (ed anche del SADC) nelle due simultanee conferenze in Kenia e Sud Africa. Quell’interesse panafricano che è dimenticato anche dai mezzi di informazione qui e all’estero.

Quando si internazionalizza la questione dello Zimbabwe e della DRC lo si fa e lo si sente soprattutto dal punto di vista della Gran Bretagna, degli USA e dell’Unione Europea e degli interessi dei coloni bianchi. Nel caso dello Zimbabwe, c’è la richiesta di rimpiazzare Cde Thabo Mbeki [5] come mediatore, la richiesta di rimpiazzare il SADC, la richiesta di portare la questione al G8 e quindi al Consiglio di Sicurezza dell’ONU; nel caso della DRC, c’è la domanda di sostituire le forze dello Zimbabwe, della Namibia e dell’Angola con una forza di pace “ONU”, ambivalente e debole, e la richiesta di ridiscutere e di annullare gli accordi per il commercio e per le infrastrutture, cosicché i monopoli occidentali possano continuare a depredare la DRC nello stesso modo con cui lo hanno fatto negli ultimi 120 anni.

E’ importante collocare la minaccia imperialista in questo contesto. Zimbabwe, Angola, Namibia e Sud Africa (mediante il SADC) hanno cercato di costruire uno scudo SADC, con lo scopo di allontanare gli interventi intrusivi nella regione di USA, GB e UE. .

Ma quando Laurent Nkunda rilanciò la sua proposta di dividere la DRC, tutte e tre le potenze occidentali immediatamente mandarono i loro funzionari, con al seguito gruppi di numerosi giornalisti “di corte”, in una missione che aveva lo scopo di mettere in luce il ruolo dell’Occidente, di far crescere il ruolo di Nkunda e di diminuire i ruoli del governo della DRC, la AU [6] e il SADC. I funzionari di alto livello erano il Vice Segretario statunitense per gli Affari Africani, Jendayi Fraser; il segretario britannico agli Esteri, David Miliband e il Ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, per la presidenza dell’UE.

Quello che appare straordinario è che le forze e gli interessi rappresentati dai tre alti funzionari sono gli stessi implicati nell’assassinio di Patrice Lumumba [7] e nella divisione del Congo sotto la guardia della cosiddetta forza di pace ONU nel 1961.

Come scrisse Ludo Martens nel 1988 riferendosi all’Angola e alla DRC:

Fra il 1994 e il 1998, l’ONU aveva una forza di pace in Angola. La Missione ONU in Angola aveva fino a 7000 soldati e il suo costo è stato di 1,5 miliardi di dollari. Ma durante quei 4 anni, i contro-rivoluzionari e i banditi (dell’UNITA [8] di Savimbi [9]) sono stati in grado di mantenere più di 30000 soldati armati, e, cosa ancora peggiore, hanno ottenuto un cospicuo programma di riarmamento con materiali pesanti, che non possedevano prima dell’arrivo della forza di pace: questa semplicemente permise all’Unita di Savimbi di prepararsi ad una importante offensiva con lo scopo di distruggere il governo dell’Angola e l’esercito angolano… è la stessa cosa per il presidente della DRC, Laurent Cabila, e i nazionalisti congolesi?”.

Martens scrisse questo subito dopo due conferenze di pace (Windhoek, Namibia, e Lusaka, Zambia), che gli invasori e i loro collaboratori interni alla DRC usarono per prendere tempo.

Nello stesso periodo l’Executive Intelligence Review pubblicò un articolo con un paragrafo intitolato: “Le compagnie minerarie appoggiate dalla Gran Bretagna stanno depredando il patrimonio dello Zaire (DRC)”.

In esso si prediceva che l’economia globale neoliberale, basata sulla speculazione nei mercati azionari, sulla speculazione finanziaria e creditizia, sarebbe crollata (come in realtà è successo dall’8 ottobre 2008). Ma cosa ancora più importante, vi si concludeva che questo tsunami finanziario mondiale avrebbe fatto crescere il valore dell’Africa nelle strategie occidentali per la sopravvivenza e nelle geopolitiche, e, inoltre, avrebbe determinato un incremento nell’assalto imperialista, in particolare nell’Africa centrale e meridionale.

Questo spiega perché Jendayi Fraser, David Miliband e Bernard Kouchner si stavano recentemente pestando i piedi e si sgambettavano sulla DRC, mentre il presidente francese, Nicolas Sarkozy, guidava una missione in Cina e il primo ministro britannico, Gordon Brown, ne guidava un’altra in Arabia Saudita, Emirati Arabi e Kuwait. Le eccedenze necessarie a coprire il disavanzo combinato di USA, GB e UE, pari a 10 trilioni di dollari, devono venire dai preziosi e strategici minerali dell’Africa centrale e meridionale così come dal petrolio del Medio Oriente e della Russia e dalle riserve cinesi.

Ma in Africa Centrale e meridionale, il saccheggio e l’estrazione di tali surplus dipenderà dai vari Laurent Nkunda e dai vari Morgan Tsvangirai della regione che prospereranno per ingannare le masse, indebolire il pan-africanismo e i nazionalisti, e sostenere i livelli necessari di caos e disorientamento mediante l’esteriorizzazione di affari interni.

Il ruolo giocato da Jonas Savimbi a favore dell’imperialismo, il ruolo che Savimbi ha ereditato da Moises Tshombe [10] e Mobutu Sese Seko [11], è ora stato riempito da Laurent Nkunda e Morgan Tsvangirai. Ma che cosa significarono per l’imperialismo Tshombe o Savimbi? A parte il creare la mancanza caotica di sovranità e di regole, cose che hanno favorito la rapina straniera, Tshombe e Savimbi sono anche serviti come mezzi per apportare fondi ad altri banditi e insorti, sponsorizzati dall’Occidente. Il quadro classico è esemplificato dalle attività del Colonnello Oliver North [12] nella saga dei Contra [13], dirette dall’ex presidente USA, Ronald Reagan.

Secondo Ludo Martens:

Negli areoporti di Entebbe e Kigali, ci sono molti aerei non registrati, così come molti aerei cargo provenienti dall’Ucraina e dagli Emirati Arabi. Questa flotta è stata impiegata durante queste ultime settimane per trasportare enormi quantità di armi pesanti all’Unita e alla rivolta. Gli Stati Uniti usano i mercenari neri dell’Angola, Ruanda e Uganda per ricolonizzare il Congo e l’Africa Centrale”.

In altre parole, ciò che ha rimpiazzato il comunismo nella maggior parte dei paesi europei è stato un connubio mafia-capitalismo-CIA, lo stesso che è solito finanziare i suoi rivoltosi e i suoi scagnozzi nell’America Centrale, nell’Africa centrale e meridionale, così come è solito travasare la ricchezza mineraria al Nord. Come risultato l’Unita di Jonas Savimbi nel 1998 aveva riserve in valuta straniera superiori ai 500 milioni di dollari.

“Noi possiamo adesso elencare tutte le varie fonti che hanno permesso agli invasori (della DRC nel 1998) di finanziare la loro Guerra di aggressione. Ed esse sono cinque: l’aiuto finanziario degli USA; i fondi dell’Unita; le rimesse del FMI e della Banca Mondiale al Ruanda e Uganda; il denaro delle giacenze dei seguaci di Mobutu; e infine le ricchezze rubate alla Repubblica Democratica del Congo”.

Dopo l’eliminazione di Jonas Savimbi e l’incorporazione di elementi dell’Unita nello stato angolano, l’imperialismo ha cercato di rimpiazzare la base strategica di cui aveva goduto per 30 anni nelle aree dell’Angola controllate dall’Unita. Il principale ostacolo è stata la forza e l’esperienza, sia ideologiche che militari, dello Zimbabwe, dell’Angola e della Namibia.

Questo significa che le forze che mirano al rovesciamento dell’ordine costituito devono essere più scaltre nello Zimbabwe e nell’Africa del Sud di quanto non lo fossero nella DRC e in Angola prima della morte di Savimbi. La sovversione deve apparire più civile che militare. Quando assume la forma militare, deve essere tecnologica e giustificata solo in termini di mettere in quarantena la regione contro al-Qaeda.

Essa deve usare i miti dei diritti umani, della democrazia e della guerra contro il terrorismo. Ecco perché si sono rivolti al Botswana chiedendo di fare tre cose: primo, permettere al cartello dei diamanti di rifinire, produrre e commerciare diamanti finiti in Botswana, dove un MDC-T e qualsiasi altro futuro movimento dissidente sarà facile da fondare con i guadagni; secondo, fornire una base e una copertura alle attività dell’MDC-T, che attrarrebbe troppa attenzione delle forze di sicurezza se fosse all’interno dello Zimbabwe; terzo, ospitare il comando sud-africano per il sistema militare statunitense chiamato Africom [14].

In altre parole, i profitti rubati all’Angola per più di 30 anni attraverso la depredazione dei diamanti e i profitti rubati alla DRC per più degli ultimi 50 anni si uniranno adesso ai surplus rubati al Botswana (quando inizierà il processo di raffinamento dei diamanti). Lo Zimbabwe sta adesso combattendo per fermare questa massiva rapina dei propri diamanti da parte di elementi sponsorizzati dalle stesse forze che chiedono un cambio di regime.

Questi profitti rubati non serviranno solo a tappare i buchi lasciati dallo tsunami creditizio in Europa e nel Nord America, ma anche a progettare cambiamenti di regime fondamentalmente auto-finanziandosi.

Non è una coincidenza che Laurent Nkunda e Morgan Tsvangirai cerchino entrambi di esteriorizzare gli affari della DRC e dello Zimbabwe verso l’Europa, l’USA e l’ONU opponendosi nello stesso tempo rispettivamente all’intervento del Sadc nella DRC e alla mediazione del Sadc nello Zimbabwe.

Ciò che è grave è che le stesse forze occidentali, che incoraggiarono il nuovo regime del Ruanda ad usare la DRC come una valvola di sfogo per alleggerire la pressione della sua popolazione affamata, abbiano dato inizio ad una campagna mondiale per tenere fuori dalla DRC lo Zimbabwe, l’Angola e la Namibia.

Hanno anche lavorato duramente per sopprimere un rapporto dell’ONU che documentava il saccheggio di oro, diamanti, legname, avorio e altre risorse della DRC da parte degli stati del Nord Atlantico, nascosti dietro l’invasione e l’occupazione di quel paese da parte del Ruanda e dell’Uganda.

Note del traduttore:

[1] Morgan Tsvangirai, nato il 10 marzo 1952, è un attivista politico e sindacale dello Zimbabwe, presidente del Movimento per il Cambiamento Democratico, principale partito di opposizione.

[2] MDC-T: movimento per il cambiamento democratico, partito d’opposizione nello Zimbabwe.

[3] SADC: Nata nel 1980, la Southern African Development Community, che comprende oggi14 stati, ricerca politiche alternative allo sfruttamento coloniale.

[4] Laurent Nkunda Batware, nato il 2/2/67, è un generale dell’esercito della Repubblica Democratica del Congo, attualmente capo dei ribelli, alleati delle milizie Tsuti del Ruanda. Attualmente Nkunda, che Amnesty International accusa di aver impiegato bambini soldato, è sotto inchiesta per crimini di guerra da parte della Corte Penale Internazionale. La maggioranza dei suoi, e lui stesso, si dichiarano Cristiani Pentecostali, e Nkunda afferma di essere un sacerdote della Chiesa Avventista del Settimo Giorno e di ricevere aiuti dagli statunitensi che vogliono diffondere il cristianesimo pentecostale.

[5] Cde Thabo Mbeki è l’attuale presidente del Sudafrica.

[6] AU [African Union] è una confederazione di 53 stati africani (tutti ad eccezione del Marocco), che hanno aderito agli scopi di questo organismo: accelerare l’integrazione politica, economica e sociale del continente, promuovere le istituzioni democratiche, il buon governo e i diritti umani, impiegare truppe di pace nei conflitti interni all’Africa.

[7] Lumumba

[8] UNITA (União Nacional para a Independência Total de Angola: Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola) è un’organizzazione che prese aprte alla guerra civile angolana ed è oggi un partito politico dell’Angola. Jonas Savimbi ne è il fondatore. Inizialmente seguiva una politica inspirata all’ideologia maoista, ma in seguito finì per avvicinarsi agli USA e sostenere la democrazia e il libero mercato.

[9] Jonas Malheiro Savimbi, detto El galo negro, ucciso in battaglia nel 2002 all’età di 68 aa, è il fondatore dell’UNITA. Di religione protestante, ha collaborato con il Sudafrica durante l’apartheid; per due volte ha iniziato una guerriglia interna; è stato accusato di crimini contro l’umanità.

[10] Mose Ciombe o Moïse Kapenda Tshombé, morto in carcere in Algeria all’età di 50 aa nel 1969, era un politico della DRC, legato alle grandi compagnie di affari statunitensi e europee; riuscì con l’aiuto di truppe mercenarie ad ottenere la secessione del Katanga; venne condannato a morte per l’assassinio di Lumumba e per alto tradimento.

[11] Mobutu Sese Seko, ex Joseph-Désiré Mobutu deceduto nel 1997, era un politico della DRC, di cui ne fu presidente per 6 anni (dal 1965 al 1971). Si alleò a Lumumba che lo nominò Capo di stato maggiore; con quella carica Mobuto arrestò LumuMba, su pressione delle potenze occidentali, facendolo assassinare. Fu successivamente autore di un colpo di stato che lo portò ad autoproclamarsi presidente. Della sua “presidenza” si ricordano la condanna a morte (eseguita in uno stadio, aperto al pubblico) di cinque ministri del governo e la carneficina che causò la morte d un numero imprecisato di studenti scesi in piazza (sepolti poi in fosse comuni). La sua salita al potere fu sostenuta dagli USA e dai governi occidentali: si ricorda l’invito di George Bush padre a tenere una conferenza alla Casa Bianca. In realtà Mobutu fece un’operazione di maquillage del colonialismo: cambiò il nome al paese (da Congo a Zaire), proibì i nomi cristiani, impose l’uso dei costumi tradizionali del paese, ribattezzò il nome di alcuni laghi, ecc. ma non toccò lo sfruttamento delle risorse del paese da parte delle multinazionali.

[12] Oliver Lawrence North è un tenente colonnello statunitense coinvolto nello scandalo Iran-contra. Attualmente è un giornalista televisivo e un politico conservatore.

[13] Contra. L’Iran-contra (irangate) è lo scandalo che vide coinvolti in un traffico d’armi clandestino verso l’Iran numerosi funzionari dell’amministrazione Reagan. I guadagni derivanti dalla vendita di armi servirono a finanziare i Contras contro il governo sandinista del Nicaragua. Tutti i colpevoli vennero amnistiati da Bush padre, una volta presidente degli USA (nel periodo dello scandalo era vicepresidente).

[14] Africom: il braccio africano del CENTCOM (Comando Centrale degli USA), che ha la responsabilità di tutte le operazioni militari in Asia.

Fonte: The Herald 9 novembre 2008-12-08 (http://www1.herald.co.zw)
Link all’articolo in inglese.

Traduzione a cura di www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da Truman

  • Fabriizio

    “… sembrava al traduttore che l’articolo fornisse un punto di vista stimolante sulla situazione attuale in Africa Centrale ed è per questo che ne viene ugualmente divulgata la traduzione…”. E infatti io ringrazio VIVAMENTE il traduttore ed il sito di avermi permesso di capire qualcosa in piu’ della geopolitica centro africana. GRAZIE.

  • Stopgun

    sulla Voce del Gongoro c’è un articolo sulla geo-politica africana:

    http://gongoro.blogspot.com/2008/12/afrika-vs-amerika.html

    Saluti
    StopGun