MAI PIU' !

(POSSONO ESSERCI ECCEZIONI. OFFERTA NON VALIDA A GERUSALEMME, HEBRON O GAZA)

A CURA DI LAWRENCE OF CYBERIA

Il quotidiano The Guardian (qui e qui), Amnesty International (qui e qui) e Ynet sono stati tra gli organismi che hanno riferito di graffiti razzisti ed eliminazionisti lasciati dietro di sé dei soldati israeliani nelle case palestinesi che avevano occupato durante il recente attacco contro la striscia di Gaza.

Ho notato che “ahmed“, un commentatore di mondoweiss, ha osservato quanto segue durante la discussione su quel blog riguardante l’articolo di Ynet: “immagino che sia un hate crime [letteralmente “crimine di odio”, del genere del reato di “istigazione all’odio razziale” presente nell’ordinamento italiano n.d.t.] solo quando i disegni rappresentano svastiche”. Forse “ahmed” era in qualche modo ironico in questo commento; ma si dà il caso che abbia ragione.

Akiva Eldar ha scritto su Ha’aretz nel gennaio 2003 dei graffiti in ebraico nelle strade di Hebron e di Gerusalemme che incitano alla sterminio degli arabi. Egli ha anche notato che le persone che si opponevano a tali graffiti, e al lungo periodo a cui era loro permesso di restare sui muri, avevano scoperto un nuovo modo per indurre le autorità municipali a cancellarle:

A seguire: “Soldati dell’IDF lasciano graffiti razzisti nelle case di Gaza” (Ynet) e “Il viaggio di Amnesty: Arrivo a Gaza” (Concetti Quotidiani Blog).

Nell immagine: un graffito a Hebron con la scritta “Arabi nei crematori” (foto di Shabtai Gold, Ha’aretz.)


Alcune settimane fa l’obiettivo del fotografo Shabtai Gold ha catturato la frase ” arabi nei crematori” accanto a una stella di David su un muro della enclave [di coloni sionisti a Hebron n.d.t.]. Da allora qualcuno ha mascherato la scioccante iscrizione. Non lontano da essa, su un altro muro, qualcuno ha scritto “arabi-subumani”.

Un tale genere di graffiti appare spesso nelle strade di Gerusalemme. Attivisti di sinistra hanno scoperto che tali improperi rimangono a lungo sui muri, perciò, per accelerare l’azione della città contro di essi, hanno trovato un agghiacciante ma efficace modo per farli rimuovere: dipingere una svastica accanto ad essi.

Perciò, la prossima volta che passeggiate per Gerusalemme con la vostra bomboletta di vernice spray, e vi chiedete quale sia la cosa migliore da scrivere per far guadagnare immortalità ai vostri graffiti, ricordate semplicemente che:

“Arabi nei crematori” + stella di David = non offensivo + permesso di rimanere;

“Arabi nei crematori” + svastica = offensivo + sarà cancellato.

Titolo originale: “Never Again! (some exceptions may apply; offer not valid in Jerusalem, Hebron or Gaza)”

Fonte: http://lawrenceofcyberia.blogs.com
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30.01.2009

SOLDATI DELL’IDF LASCIANO GRAFFITI RAZZISTI NELLE CASE DI GAZA

A CURA DI YNET

I residenti di Gaza facendo ritorno alle loro case nel quartiere di Zeitun hanno trovato le loro abitazioni coperte di slogan quali “morte agli arabi” e “uno di meno, ne mancano 999999”. L’IDF: i responsabili saranno rimproverati[1].

Un doloroso ricordo dell’Operazione Piombo Fuso è rimasto in evidenza a Gaza sotto forma di graffiti razzisti e sfacciati lasciati sui muri delle case dai soldati dell’esercito israeliano.

I residenti del quartiere di Zeitun che hanno fatto ritorno alle loro case una volta terminati gli scontri nella zona hanno scoperto che i loro muri erano stati segnati con slogan quali “morite tutti”, ” fate la guerra non la pace”, “morte agli arabi”, “gli arabi devono morire” e “uno di meno, ne mancano 999999” [2].

Alcuni dei graffiti sono stati scritti sulle rovine delle case della famiglia al-Samuni, che ha perso decine di suoi membri durante la guerra. Un portavoce dell’esercito israeliano ha affermato in risposta all’articolo: “non è questo il modo in cui sono stati educati i soldati dell’IDF. Ciò va contro il codice etico dell’IDF. Stiamo indagando la questione e i responsabili verranno severamente rimproverati”.

Note del Traduttore

[1] Per chi si aspettava di trovare il termine “puniti”: il vocabolo utilizzato è “reprimanded” che vuol dire “riprendere, rimproverare” o più esattamente “punire, in particolare con critiche o rimproveri” (“reprimand”: atto o espressione di critica o censura; censura severa).

[2] The Guardian riporta anche la frase “Arabi 1948-2009”.

Titolo originale: “IDF soldiers leave racist graffiti on Gaza homes”

Fonte: http://www.ynetnews.com
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28.01.2009

Articoli scelti e tradotti per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

6 Commenti
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virgo_sine_macula
virgo_sine_macula
1 Febbraio 2009 19:25

Caro Lawrence hai mai visto i graffiti lasciati dai soldati di napoleone portatori di liberta’ a palazzo del the a mantova sopra affreschi di incredibile valore?Nulla di nuovo sotto il sole.

WONGA
WONGA
2 Febbraio 2009 6:17

Sia detto per inciso,non sono d’accordo con virgo sine macula,ma non ha senso rispondergli ”o f****o…”così si trasforma una discussione in uno sfottò volgare e comunque,infantile(come del resto tutto ciò che è volgare).Ci sono insulti ben peggiori di ”o f****o”,”apologeta di crimine di guerra”,per esempio va meglio no?E rimane nella storia,nonchè fa riflettere chi prende posizioni con troppa facilità,ma ribadisco che non mi piace chi anzichè fare una discussione ti propina un insulto infantile.Se io devo discutere con uno che difende degli assassini gli rispondo:”dimmi quello che vuoi ma stai difendendo degli assassini”.L’ho fatto a suo tempo con Grimaldi sul Tibet,ricordo che a quel tempo il gioco era a parti invertite,il sito faceva l’apologia dei massacri cinesi in Tibet mettendoci di mezzo la Cia,io gli ho detto ”dimmi quello che vuoi,ma quelli sono assassini”.Per me la situazione adesso non cambia,il problema è che la gente prende posizione in maniera ideologica,del tipo:”io sono comunista ergo sono filopalestinese”,”sono di destra sono filoisraeliano non sopporto quei centrosocialati”(Uriel),”sono comunista,sono filocinese,se qualcuno denuncia massacri è tutta propaganda anti-cinese”.E’ inutile fare la voce grossa,quando pressochè il 90% delle persone ragiona così e si arrabbia persino quando qualcuno si permette di dire ”in Ucraina c’è stato un… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
2 Febbraio 2009 7:15

PER CHI VOLESSE CONTRIBUIRE AD AIUTARE I PALESTINESI UN APPELLO CON ALCUNI RAGGUAGLI: Distrutta clinica Caritas a Gaza Caritas Internationalis ha lanciato un appello di emergenza in risposta sulla crisi umanitaria di Gaza. L’appello giunge dopo che un aereo israeliano, nella giornata di venerdì 9 gennaio ha distrutto una delle sei cliniche di Caritas Gerusalemme a Gaza. La clinica, nel distretto Al Maghazi nella zona centrale di Gaza, è stata completamente rasa al suolo dalle bombe che hanno devastato anche quattro case, mentre almeno altre venti abitazioni circostanti sono state danneggiate dall’esplosione. Siccome tutte le famiglie avevano già evacuato la zona trasferendosi in alcune scuole del distretto, non ci sono stati feriti. Con il suo appello, Caritas Gerusalemme chiede di sostenere il servizio medico fornito attraverso i suoi cinque centri rimanenti, i quattro ospedali di Gaza e un ambulatorio mobile. Inoltre, promuove la raccolta di cibo, coperte, strumenti per l’igiene, fondi economici per le popolazioni colpite dalla crisi. I destinatari dell’intervento sono circa 4.000 famiglie. La situazione è sempre più difficile: sono quasi finite le scorte di medicinali, cibo e coperte, mentre la possibilità di portare aiuti umanitari resta estremamente complessa. La rete Caritas cerca di proseguire gli interventi in… Leggi tutto »

WONGA
WONGA
2 Febbraio 2009 7:24

CRISI UMANITARIA A GAZA APPELLO URGENTE PER IL POPOLO PALESTINESE Situazione Umanitaria Corrente Nel mattino del 27 Dicembre scorso, un pesante attacco missilistico è stato attuato contro la Striscia di Gaza, riaccendendo le ostilità tra Israeliani e Palestinesi. Il bilancio delle vittime si è fatto drammatico sin dalle prime ore: 195 civili palestinesi uccisi e oltre 200 feriti. Trattandosi di stime approssimative, è molto probabile che il numero di morti e feriti sia destinato a crescere, soprattutto se le incursioni israeliane si protrarranno a lungo, sprofondando il popolo palestinese – ancora una volta – nell’incapacità di fornire cure e soccorsi adeguati a tutti, nonché nell’ennesima, critica emergenza umanitaria. Secondo quanto riportato dalla BBC, quest’ultimo attacco rischia di essere il peggiore in termini di vittime e feriti dal 1967. Fonti cliniche palestinesi, riferiscono di almeno 80 feriti arrivati in ospedale letteralmente “a pezzi”, e il Ministero della Sanità ha confermato la situazione di sovraffollamento in tutti i centri di soccorso. La Risposta di Islamic Relief Islamic Relief Worldwide ha tempestivamente stanziato un fondo per rispondere all’emergenza. Una squadra di soccorso si è recata sul posto per effettuare sopralluoghi nelle aree colpite e visitare ospedali e centri di pronto soccorso, in modo… Leggi tutto »

alcenero
alcenero
2 Febbraio 2009 12:24

Il commento dell’utente nessuno è stato cancellato perchè contenente insulti ad un altro utente

alcenero
alcenero
2 Febbraio 2009 13:01

Il viaggio di Amnesty: Arrivo a Gaza Concetti Quotidiani [concettiquotidiani.blogspot.com] 1 febbraio 2009 Ha qui inizio la traduzione delle relazioni su Gaza pubblicate da Amnesty International dopo i bombardamenti. La traduzione è a cura del sottoscritto. I grassetti sono miei. Già dal suo primo contributo il team di Amnesty ci informa su fatti e circostanze raccapriccianti che nulla hanno a che vedere con la tutela dello stato israeliano e con la lotta al terrorismo. Tra questi: a) l’utilizzo di bombe al fosforo, il cui utilizzo in aree popolate provoca ustioni e corrosione dei tessuti organici (le anime sensibili che si turbano per le bandiere israeliane in fiamme dovrebbero forse pensare a quanti esseri umani palestinesi sono stati bruciati dal fosforo); b) l’intralcio, il sabotaggio e l’uccisione deliberata del personale sanitario che cercava di portare soccorso alle vittime dei bombardamenti; c) l’espulsione di giornalisti (tipica di chi non ha nulla da nascondere) e operatori umanitari (tipica di chi vuole colpire i terroristi ma non la popolazione civile) dalla Striscia durante la guerra. d) il mancato rispetto della tregua: continuano i raid aerei e le morti palestinesi. *** Testo originale su: http://livewire.amnesty.org/2009/01/19/we-had-arrived-in-gaza/#more-629 [livewire.amnesty.org] “Sabato 17 gennaio, mentre attraversavamo il confine tra Egitto… Leggi tutto »