MADAME MI5: L’INTELLIGENCE BRITANNICA OCCUPATA A CREARE EVENTI TERRORISTICI

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DI KURT NIMMO
Another Day in the Empire

Madame Eliza Manningham-Buller, direttore generale del MI5, vuole che i britannici abbiano paura.

“Vi sono fino a 30 presunti complotti terroristici con ‘vittime su vasta scala’ in funzione in Gran Bretagna, come pure centinaia di giovani musulmani britannici su un cammino di radicalizzazione”, riferisce l’Independent. “Descrivendo le dimensioni del problema terroristico nazionale, ha detto che il MI5 e la polizia sono venuti alle prese con 200 gruppi o reti ammontanti a più di 1.600 individui identificati nel Regno Unito che erano ‘impegnati attivamente nell’ordire o nell’agevolare atti di terrorismo’”, non importa che tali atti di terrorismo raramente si realizzino, solitamente invece di essere sputacchiati fuori con asserzioni assurde su bombe liquide ed altri complotti fantastici stroncati sul nascere, o come ci si aspetta che crediamo, vale a dire dopo che sospendiamo i criteri di credibilità, ancora per l’infinitesima volta.
In aggiunta alla credibilità liofilizzata, la Manningham-Buller ci vorrebbe anche curvi per amnesia.

Un po’ di attività investigativa su Google da dei risultati imbarazzanti per la profondità e l’ampiezza del coinvolgimento britannico nel terrorismo. Ad esempio, come ora è chiaro, la cosiddetta Guerra Sporca in Irlanda del Nord è stata una faccenda del MI5, con i britannici che sono giunti fino al punto di procurare”equipaggiamento all’infrarosso che è stato utilizzato per fornire all’IRA tecnologia avanzata per la detonazione di bombe”, secondo il Sunday Herald.. Secondo “un ex soldato che era entrato a far parte dell’ala estremista dell’IRA su richiesta dei servizi segreti dell’esercito” , erano nell’impresa sia il MI5 che l’FBI, ha riportato nel 2002 il Guardian. Ancora, secondo Neil Mackay, redattore capo interni del Sunday Herald, risulta pure che alcuni dei membri più violenti e temuti dell’IRA erano di fatto dei membri delle forze speciali britanniche, incluso John Joe Magee, annunciato come il “torturatore in capo” dell’IRA.

In contrasto ai commenti della Manningham-Buller, ovviamente intesi ad ingannare gli ingenui nell’accettazione di maggiore ingerenza da stato di polizia, vi è il fatto riportato che i servizi segreti britannici sistemarono in un rifugio Abu Qatada—il “presunto capo spirituale della rete terroristica al Qaeda”, “il braccio destro di Osama bin Laden in Europa” e “ritenuto da diversi paesi europei essere un personaggio centrale del terrorismo internazionale”—, un’affermazione a quanto pare confermata dai servizi segreti francesi, secondo il Guardian. Invece di consegnare Qatada alla giustizia, “i servizi di sicurezza britannici gli offrirono l’opportunità di fuggire in Afghanistan”, riportò altrove il Guardian. Infatti, se dobbiamo credere ad un resoconto pubblicato dal Times Online, Qatada “è stato scoperto come doppio agente operante per il MI5”.

In aggiunta, l’intelligence britannica ha allevato al-Muhajiroun, che è detto essere una filiale di reclutamento per al Qaeda a Londra, uscita fuori dalla moschea di Finsbury e gestita da Abu Hamza al-Masri, ora in prigione. Secondo l’esperto di intelligenceJohn Loftus, Haroon Rashid Aswat, il braccio destro di Abu Hamza al-Masri, “è ritenuto essere la mente di tutti gli attentati a Londra”. Aswat aveva legami con i servizi segreti britannici e mentre “l’intera polizia britannica lo sta cercando . . . un’ala del governo britannico, il MI6 o Sevizio Segreto britannico, lo nasconde”.

Ma, secondo due esperti di intelligence francesi, è peggio, molto peggio. “L’intelligence britannica ha pagato grandi somme di denaro ad una cellula di al Qaeda in Libia per un fallito tentativo di assassinare il colonnello Gheddafi nel 1996 e ha ostacolato gli iniziali tentativi di portare davanti alla giustizia Osama bin Laden”, ha riferito il London Observer nel novembre del 2002. “La più recente denuncia è del coinvolgimento del MI6 con il terribile Gruppo Combattente Islamico in Libia, che è collegato ad uno dei fidati luogotenenti di bin Laden”.

A causa “dell’assoluta dimensione di quello che il MI5 si trova di fronte, il problema” di prevenire il terrorismo “è scoraggiante”, ha raccontato la Manningham-Buller al dipartimento di Storia Britannica contemporanea al Queen Mary College di Londra. O, piuttosto, considerando quanto sopra, a causa della assoluta dimensione di quello che MI5, MI6, CIA, FBI, e Mossad hanno creato in collaborazione, il problema di prevenire “30 presunti complotti terroristici con ‘vittime su vasta scala” sarà scoraggiante a meno che il popolo britannico non acconsenta a vivere in uno stato di polizia.

Versione originale

Kurt Nimmo
Fonte: kurtnimmo.com
Link: http://kurtnimmo.com/?p=647
09.11.2006

Versione italiana

Fonte: http://freebooter.da.ru/
Link: http://freebooter.interfree.it/mi5dit.htm

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