MACHIAVELLI IN AMERICA LATINA

MACHIAVELLI IN AMERICA LATINA

MENTI COLONIZZATE: LA STUPIDITA' E' COSI' DIFFICILE DA COMBATTERE?


DI MANUEL FREYTAS
IAR Noticias

Ogni figura storica ebbe una sua frase emblematica e Lenin ebbe la sua: "La stupidità è la cosa più difficile da combattere." Ed è la stupidità che generalmente salta alla vista quando qualcuno domanda (e ridomanda) utilizzando logica e buonsenso.

“E per quale motivo dovrebbero invadere (il Venezuela) per petrolio se Lei se lo vende già tutto agli USA?" fu la domanda fatta dal presidente peruviano Alan García, al vertice UNASUR, lasciando Chávez per la prima volta a bocca aperta e senza risposta.

In quale libro di strategia militare si consiglia che per vincere una guerra bisogna vendere le risorse strategiche e di sopravvivenza al nemico e trasformarsi nel suo primo socio commerciale?Questo è proprio quello che fa Chávez: principale fornitore di petrolio ed principale socio commerciale degli USA in America Latina.

Secondo le cifre della Camera del Commercio ed Industria Venezuelana (Venancham) che raggruppa le imprese venezuelane e le multinazionali americane che operano in Venezuela, lo scambio commerciale tra USA e Venezuela ha raggiunto i 70.000 milioni di dollari nel 2008.

La cifra rappresenta - secondo la Camera del Commercio - un vero e proprio record storico e mette in evidenza che le turbolenze diplomatiche tra i due paesi non colpiscono il commercio bilaterale.

Secondo il presidente di Venancham, Edward Jardine "questa cifra di scambio economico nel 2008 dimostra la solidità delle relazioni commerciali che esistono tra entrambi i paesi."

Venancham associa più di 1.000 imprese venezuelane e multinazionali americane che danno impiego diretto ad approssimativamente 700.000 persone e la maggioranza degli specialisti stimano che se si producesse una rottura commerciale tra USA e Caracas, probabilmente l'economia venezuelana collasserebbe.

La principale spinta alla bilancia commerciale bilaterale fu l'alto prezzo del petrolio registrato a metà del 2008. Il Venezuela vende giornalmente agli Stati Uniti più di 1,1 milioni di barili.

I dati ufficiali dimostrano che: A) Gli USA sono il principale cliente delle esportazioni venezuelane, in particolare per l’industria petrolifera B) Il Venezuela invia più di un milione di barili di greggio al giorno al mercato statunitense, in gran parte a raffinerie di sua proprietà che alimentano il sistema delle stazioni di servizio Citgo, di proprietà venezuelana C) Dagli USA proviene circa un terzo dalle importazioni venezuelane D) Gli USA rappresentano il 50% delle relazioni commerciali del Venezuela con tutto il mondo, secondo quanto detto dal precedente presidente di Venancham, Edmond Saade.

Un recente comunicato di Venancham, segnala che dai dati dei primi tre mesi dell'anno in corso, si dimostra che il 96% delle esportazioni è stato costituito dal petrolio, essendo solo il 4% restante formato da esportazioni non petrolifere.

Secondo quanto espresso recentemente dal presidente della Camera, Edward Jardine, le imprese americane che operano in Venezuela "promuovono la massima crescita commerciale ed industriale, come anche gli investimenti tra le due nazioni."

In conclusione Chávez, non solo secondo le cifre ufficiali mantiene intatto il sistema capitalista in Venezuela (commercio controllato dalle corporazioni transnazionali Usa) ma è inoltre il principale fornitore latinoamericano dell'unica risorsa strategica che gli USA non hanno (producono solo il 25% del loro fabbisogno): il petrolio.

Una domanda logica, semplice ed ovvia: come può Chávez pensare di essere un pericolo strategico per la sopravvivenza degli USA?

In questo scenario, segnato da statistiche ufficiali e numeri reali, un Chávez rivoluzionario ed anti-USA è tanto "illogico" per il buonsenso, come pensare che in Cuba ci fosse una rivoluzione con Fidel Castro come principale alleato commerciale di Washington per L’America Latina.

Nonostante questa realtà di dipendenza commerciale con l'Impero che dice di combattere, Chávez, nel 2005, nella Cumbre de las Americas in Argentina, si eresse come portavoce contro l'Alca (Trattato di libero scambio delle Americhe) che gli USA volevano imporre all’America Latina.

Come si può essere nemico (a morte, come si definisce Chávez) degli USA e contemporaneamente essere un suo principale alleato commerciale? Questo è il punto che una mente logica e non alienata, non comprende di Chávez.

Chávez, storicamente, costruì potere politico e consenso elettorale, interno ed esterno, ricorrendo a due cavalli di battaglia: la guerra antimperialista e la minaccia di un'invasione da parte degli USA in Venezuela per impadronirsi delle sue risorse petrolifere.

C'è di più, tutta la campagna immaginaria della sinistra sulla "militarizzazione imperialista" gira su l'ipotesi che gli Usa vogliano invadere il Venezuela per impadronirsi della sua principale risorsa strategica.

Torniamo alla domanda ovvia di Alan García a Chávez: “E per quale motivo dovrebbero invadere (il Venezuela) per il petrolio se Lei se lo vende già tutto agli USA?”

Per trovare una risposta logica a questa domanda bisogna allinearsi alla strategia di dominio coi "nemici di paglia."

REALTÀ E FINZIONE

Probabilmente Chávez, dopo il referendum che vinse nel 2004, siglò un patto con l'imprenditorialità locale e transnazionale (uno dei cui attori principali fu il multimilionario Gustavo Cisneros) che lo tutelò dalla cospirazione economica per rovesciarlo come quella dell’aprile del 2002.

Probabilmente: lo Stato venezuelano, il suo Parlamento, le sue istituzioni, i suoi partiti politici, i suoi funzionari, il suo sistema elettivo-parlamentare, non sono rivoluzionari bensì capitalisti-borghesi.

Probabilmente: l'ambiente di funzionari e d’imprenditori che circonda Chávez non è rivoluzionario bensì capitalista-borghese e fa affari privati con il petrolio venezuelano.

Probabilmente: la struttura socio-economica del Venezuela non è rivoluzionaria bensì capitalista a tal punto che la sua società di consumo riflette una delle piramidi più marcate dalle linee di contrasto tra i "ricchi" e i "poveri" nella regione.

Probabilmente: le forze armate del Venezuela e la sua struttura non sono rivoluzionarie bensì forze al servizio di un Stato capitalista. In molti casi i suoi generali (come il resto dei militari in America Latina esclusa Cuba) furono addestrati dal Comando Sur degli USA, e la maggioranza di essi continua mantenendo fluide relazioni col Pentagono ed il dipartimento di Stato.

Probabilmente: i servizi di intelligence del Venezuela mantengono relazioni storiche con la CIA, la DEA, FBI e con il resto delle agenzie nordamericane nate dalla lotta contro il "narcoterrorismo" ed il "crimine organizzato."

Probabilmente: il Venezuela è un Stato capitalista, con una struttura economico capitalista ed una società stratificata tra "ricchi e poveri" ideologizzata nei parametri del consumismo capitalista che non differisce, salvo Cuba, dal resto dell'America Latina.

Probabilmente: il Venezuela capitalista è un socio commerciale strategico degli USA e se rompesse le relazioni con Washington la sua struttura economica collasserebbe.

E Chávez non è il presidente di Cuba, un paese che fece una rivoluzione, ma solo il Presidente del Venezuela.

MACHIAVELLI IN AMERICA LATINA

Nonostante la realtà dei numeri e delle statistiche della relazione commerciale (simbiotica) di Chávez con gli USA, perchè la sinistra continua a richiamare "rivoluzionario" il suo governo?

Perché la parte maggioritaria della sinistra internazionale chiama "rivoluzionario ed antimperialista" Chávez, se né il suo governo, né le sue politiche tanto economiche come sociali, mai ruppero la struttura del sistema capitalista che sempre ha governato in Venezuela?

E perché l'Impero capitalista americano, nonostante l’accettazione provata da parte del Venezuela all’ordine e la governabilità capitalista, continua a considerare a Chávez come al "nemico numero uno" del suo sistema di dominio in America Latina?

C'è un principio strategico (di natura machiavellica) che sostiene che per evitare che sorga un nemico reale che metta in pericolo il sistema di potere vigente, è necessario inventare un "nemico di paglia" controllabile ed inoffensivo, il quale si presenterà come se fosse il nemico reale, o la "principale minaccia" del sistema.

A parte il discorso "rivoluzionario", i governi di sinistra guidati da Chávez non cambiano le condizioni di stabilità economica, governabilità politica e "pace sociale" che le banche ed imprese transnazionali capitaliste necessitano per continuare a depredare le risorse strategiche dell'America Latina dentro una cornice di "legalità democratica."

I governi di sinistra, indipendentemente dai loro discorsi mediatici anti-USA nei fori regionali, trovano la propria sopravvivenza economica e politica elettorale legata al destino dello Stato Capitalista e sono i primi difensori della legalità e governabilità democratica nella regione.

In questo scenario la strategia con un "nemico di paglia" ha come obiettivo principale quello di "disattivare" i conflitti sociali e le lotte popolari (naturalmente violente e antisemite) ed incanalarli su binari "pacifici" e meramente "reclamativi" attraverso la sua integrazione nel "sistema democratico" controllato da Washington e dall'establishment economico capitalista nella regione.

La relazione vincolante - FARC e governi di sinistra - tracciata dall'intelligence nordamericana come principale ipotesi di "terrorismo" e di "destabilizzazione", nasconde un profondo pensiero machiavellico che è quello di "dividere per dominare", creando un falso avversario e controllando in forma simultanea i due rivali.

Chávez ed Uribe, Colombia e Venezuela + il "terrorismo" delle FARC, sono solamente l’involucro (mascherato da “conflitto maggiore”) di un intreccio di interessi sotterranei dell'Impero nordamericano e del capitalismo transnazionale, (corporazioni e banche) che controllano i governi dell'America Latina, al di sopra delle istituzioni giuridiche-statali che la designano come “nazioni indipendenti”.

In questo scenario il "terrorismo" delle FARC serve:

A) Serve a che il Complesso Militare Industriale ed i fabbricanti d’ armi le vendano agli eserciti latinoamericani che combattono il "terrorismo" sotto la "protezione" del Comando Sur degli USA.

B) Per giustificare gli spiegamenti militari imperiali intorno alle fonti strategiche delle risorse naturali e d’energia del "giardino dietro casa" che Washington considera e controlla come suo.

C) Per giustificare la dottrina di futuri compiti di repressione e criminalizazzione dei conflitti sociali che iniziano a prendere impulso causa il processo recessivo-inflazionistico originato dalla crisi globale del sistema capitalista.



E a che servono Chávez e i "governi di sinistra?"

Chávez, secondo come lo dipingono i media dell'Impero, è una figura emblematica, in sintesi è l'immagine rappresentativa della materializzazione in un tutt’uno del "pericolo dittatoriale" e "terrorista" che incombe sull'America Latina.

Col presidente venezuelano come astuto “dittatore-terrorista”, gli USA compensano la mancanza di un "nemico reale" che all’epoca della guerra per aree di influenza con l'URSS fu rappresentato dalla Cuba di Fidel Castro esportatrice di rivoluzioni armate.

In Chávez coincidono mediaticamente e psicologicamente il "terrorismo" delle FARC ed il "nemico rosso" dell'epoca della Scuola delle Americhe e della Dottrina di Sicurezza Nazionale.

Come dicono i concetti basilari di qualunque libro di strategia politica: bisogna inventarsi un nemico falso, malleabile e controllabile che opacizzi e sottragga protagonismo al nemico reale che possa presentarsi.

L'immagine di "terrorista" e "destabilizzatore" che Washington ed il Dipartimento di Stato addossano a Chávez è orientata a neutralizzare l'apparizione di veri nemici.

Ossia di quei leader popolari che ancora organizzano scioperi generali, bloccano strade, occupano imprese e mettono a rischio la "governabilità" ed i "commerci" delle banche transnazionali capitaliste in America Latina.

In sintesi, con Chávez, Morales e Correa, non c’è nessuna possibilità di crescita della sinistra rivoluzionaria nelle strade, ma c'è una crescita della sinistra elettorale e governativa. Una sinistra da salotto istituzionale, disciplinata, assimilata ed integrata al sistema.

Una sinistra di Stato capitalista, con apparati sindacali, movimenti e partiti di sinistra che compiono la loro funzione di "opposizione" dentro la cornice del sistema "democratico" e dei parametri stabiliti per preservare la "governabilità", la "pace sociale" e la "stabilità", precisamente quello ciò di cui il sistema ha bisogno per la sua "crescita economica" senza redistribuzione sociale della ricchezza.

La falsa lite tra Uribe e Chávez, con la FARC come detonante, sintetizza le due punte di strategia del "nemico di paglia" per dominare e controllare a "sinistra" e a "destra", secondo il vecchio detto machiavellico aggiornato da Washington e dai suoi strumenti di potere.

Tanto Chávez (in misura minore) come Uribe (in forma totale) hanno le loro linee di comando e di intelligence militare infiltrate dalla CIA e dal Comando Sur degli USA, i realizzatori della strategia di controllo militare di Washington nella regione.

In pratica, se Chávez volesse ordinare una guerra contro la Colombia che non figurasse nei piani degli USA sarebbe eliminato o rovesciato da un golpe interno e questo indica chiaramente che se scoppiasse un conflitto militare è perché Washington lo sta utilizzandolo per i suoi piani.

In questo scenario, gli analisti superficiali e i giornalisti del sistema (pagati da imprese e consorzi mediatici) possono solo vedere il guscio senza arrivare al contenuto. La falsa guerra Chávez-Uribe, ha il suo scopo nella "governabilità democratica" imposta da Washington come strategia di dominio nella zona.

La falsa guerra di "sinistra" e "destra", con le FARC nel mezzo, rimane demolita di fronte ad una realtà.

In politica, sia i governi di sinistra come quelli di destra, si reggono su due principi basilari: 1) Difesa incondizionata del "sistema democratico" come mezzo di regolazione politica e sociale stabilita dal sistema capitalista 2) Programma di lotta contro il "terrorismo", il "narcotraffico" ed il "crimine organizzato", stabilito come ipotesi di conflitto dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dal Pentagono.

E se Chávez, Correa e Morales, nella realtà concreta e statistica, fanno la stessa cosa di Uribe, Alan García o Calderon? In che cosa si differenziano?

Nel discorso, solo nel discorso. Machiavelli (Usa) ha separato la realtà dal discorso e ha trovato la formula cercata: i nemici di paglia.

La colonizzazione mentale, la manipolazione informativa, la frammentazione della realtà, la comprensione atomizzata dei processi politici e sociali e la programmazione delle masse con la "democrazia" demente made in Usa, ha fatto il resto.

Ha vinto Machiavelli, e si è fatta realtà la massima di Lenin: "La stupidità è la cosa più difficile da combattere".

Manuel Freytas è giornalista, investigatore, analista di strutture del potere, specialista in intelligenza e comunicazione strategica.

Titolo originale: "Mentes colonizadas: ¿La estupidez es lo más difícil de combatir?"


Fonte: http://www.iarnoticias.com

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31.08.2009

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da LILIANA BENASSI

Commenti (42)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. laura 15 settembre 2009

      Chi genera la criminalita' di solito? La poverta'!
      eccome no infatti i grandi criminali sono poveri, poverissimi; non nego che la criminalità sia a suo agio nella miseria; ma che dire dei banchieri tanto per citare una categoria di "poveri", che dire delle grandi corporazioni ? questa sì che è Criminalità, con la "c" maiuscola

    1. laura 15 settembre 2009

      ma le tecniche consigliate dal machiavelli le hanno seguite anche gli Zulu quando si allearono ai conquistatori bianchi contro i loro fratelli neri; invitarono molte persone di una etnia loro vicina, persone che in quella etnia erano in qualche modo influenti, le invitarono per un incontro amichevole e le uccisero tutte. ( consiglio dato dal machiavelli al suo principino ). Peccato che non ricordo il nome di quella gente . Ho letto questa storia in un libro di testo di una mia nipote e suppongo sia vera; la storia continua con il racconto di come quella gente tradita riuscì a fermare la valanga di violenza che di solito si forma in situazioni simili: se ne andarono, invece di cercare vendette seppero vedere un'alternativa migliore, i superstiti lasciarono quei luoghi e andarono a vivere altrove, dove tutt'ora vivono, anche se ora sono di nuovo minacciati dall'invadenza senza limiti delle popolazioni " civilizzate"; chi è veramente civile in questa storia ?
      il machiavelli diceva che nei momenti di riposo andava a " ingaglioffirsi alla locanda "; mi domando se si ingaglioffiva di più alla locanda o quando scriveva i suoi ottimi consigli per un " BUON GOVERNO"..........
      chissà cosa avrebbe pensato se avesse saputo che i suoi consigli sarebbero stati reinventati dagli Zulu

    1. vic 11 settembre 2009

      La spinta viene dal sud: Cile, Argentina. Brasile.

      Stan pulendo il cortile dalle foglie secche. Altri seguono a ruota.

      E ricordiamocelo: L'America Latina ce l'ha fatta per ora ad essere (ufficialmente) denuclearizzata. Non e' poco!

      Paz y salud

    1. vic 11 settembre 2009

      Chavez fa parte della vecchia guardia. Il suo governo, vista la criminalita' che si ritrova, non mi pare abbia fatto dei grandi passi avanti per chi ci vive, in quel paese.

      Praticamente rischi di venire ammazzato tornando dal negozio dove hai fatto la spesa.

      Se Chavez vale qualcosa, lo vedremo da come prepara il dopo-Chavez.

      Saludos

    1. ventosa 11 settembre 2009

      Scusa, Galileo, giusto per avere un'idea sulla portata delle testimonianze da te raccolte: con quanti cazzo di venezuelani hai parlato per poter asserire che (anche se non lo dici, appare assiomatico nel tono dell'affermazione) "tutti i venezuelani"?
      Così, per la statistica...
      Saluti.

    1. NerOscuro 11 settembre 2009

      Lo heavy crude oil è una delle qualità di petrolio: averne le maggiori riserve non vuol dire avere le maggiori riserve di petrolio.

    1. ventosa 11 settembre 2009

      Io non ho ancora inquadrato Chavez e non ho avuto l'opportunità di visitare il paese, le mie conoscenze sono perciò frutto di colloqui con persone che hanno avuto esperienza diretta e letture varie. Però commenti come quelli di Dario sono delle osservazioni che possono fotografare la situazione attuale, ma non tengono conto della situazione pre-Chavez e del contesto dell'America latina tutta. Modificare un contesto come quello venezuelano prima di Chavez era inimmaginabile. La delinquenza, lo sfruttamento e la povertà non le ha certo introdotte Chavez. Io credo che per ogni piccola o grande rivoluzione o cambiamento ci sia un prezzo da pagare, un tempo per svilupparsi e e attuarsi mentre i vecchi "proprietari" si barricano in casa e, piuttosto che andarsene, danno fuoco al tetto, alle fondamenta e a chi ci abita.
      Inoltre, ritengo molto importanti gli sviluppi popolari che si stanno susseguendo nei paesi vicini sulla spinta dell'esperienza venezuelana.
      Saluti.

    1. Tonguessy 11 settembre 2009

      Vero. Però nutro ancora la speranza che il sudamerica rinasca e si tolga il giogo che da troppo tempo porta. Poi non è detto che si comporti diversamente da chi il giogo ha imposto, ma questo è ancora tutto da vedere. Sicuramente ci sono segnali preoccupanti da una parte e interessanti dall'altra, come questa discussione testimonia.

    1. mikaela 10 settembre 2009

      Grazie avremo sicuramente modo di riparlarne
      ciao

    1. vic 10 settembre 2009

      Infatti, andava postato piu' sopra il piccolo commento.

      Sorry!

    1. vic 10 settembre 2009

      ?

    1. Kevin 10 settembre 2009

      Molto semplice. Chavez non è Castro. La sinistra si illude: è finita un'epoca.

    1. vic 10 settembre 2009

      Sono franco, non sono abbasrtanza informato su Israele e tutta la problematica Palestinese. Mi ha aperto gli occhi un'intervista con Barnard su YouTube in cui m'ero imbattuto tempo fa'. Ricapitolava la storia del sionismo. Mi son detto, cavolo e queste cose uno deve scoprirle per caso sul web? Com'e' possibile? Poi ripensandoci mi son detto che in effetti molti altri temi vengono ignorati allo stesso modo dai media tradizionali. L'informazione con cui ci bombardano in realta' non spiega mai nulla. A parte forse le moviole sportive.

      Israele L'atteggiamento di Israele, e del congresso mondiale ebraico, non lo condivido per niente. Incomprensibile proprio. Quel che ho capito e' che la situazione ha radici storiche ben precise, ci sono promesse che non sono state mantenute e c'e' un popolo che ha il sacrosanto diritto di vivere a casa sua in santa pace. Come tutti i popoli d'altronde.

      In quanto al terrorismo, e' da ridere, ma all'ONU, con tutti quei funzionari superpagati, non sono riusciti ad accordarsi sulla definizione. A quanto pare poiche' ci finiva dentro dritto come un fuso Israele e probabilmente anche altri paesi.

      E' una questione di mentalita'. Ci sono paesi in cui la parola guerra e' lontanissima dal sentire comune. Altri in cui entra nel discorso anche se si sta parlando di lumache. Gli USA ed Israele sono del secondo tipo.

      Tornando alla tua domanda, non vedo cosa centri lo stato d'Israele con l'America Latina. Ma la mia impressione non conta nulla, potrei sbagliarmi del tutto.

      Vedo invece molto bene l'influenza dei nazisti sparpagliatisi brillantenemente nel continente Americano, anche con la collaborazione del Vaticano e perfino della Croce Rossa. Mi preoccupa molto questo tipo di mentalita' che sembra diffondersi in quasi tutto il mondo, Israele compreso, come una pandemia. Oserei dire che si tratta della vera pandemia da combattere con un adeguato vaccino!

      Sulla questione Israele-USA e' difficile per l'uomo della strada capire di che genere sia la relazione. Cioe' chi controlla chi. In tutto questo, quei poveracci che subirono quel che subirono, mi sa che per il congresso mondiale ebraico contino meno del due di picche. Forse in quanto numeri contano qualcosa, quando i dirigenti del congresso mondiale ebraico vanno in giro a farsi risarcire di miliardi a destra ed a manca. Miliardi che finiscono nelle loro avide tasche, come ennesima beffa verso i loro stessi connazionali che subirono l'olocausto, nel cui nome raccolsero i miliardi.

      La Bibbia fa si' che siamo parenti D'altronde non dobbiamo commettere l'errore di dimenticare che noi veniam fuori da una cultura essenzialmente giudaico-cristiana nelle sue radici, poi condita dalla rivoluzione francese, l'illuminismo ecc. La Bibbia, tramite l'educazione cattolica c'e' stata inculcata dentro, volenti o nolenti. E il popolo eletto della Bibbia e' il popolo ebraico. Spartiamo un bel po' della loro cultura storico-religiosa.

      Anche qui ci sarebbe moltissimo da dire. Moltissimi distinguo da fare. Perche' la Bibbia e' la Bibbia e la storia e' la storia.

      E poi c'e' la storia precedente che forse aiuterebbe a inquadrare meglio la Bibbia stessa. La quale e' essenzialmente la presunta storia del popolo eletto, a parte forse la Genesi che e' un riassunto striminzito di mitologie della creazione di civilta' ben anteriori. Ho detto presunta storia perche' certi personaggi storicamente insignificanti, nella Bibbia vengono ingigantiti a causa della lente d'ingrandimento ebraica. Lo stesso per molti avvenimenti storici importanti per il popolo ebraico, ma insignificanti per l'umanita' di allora.

      A pensarci bene, colpisce l'aggressivita' dello stato d'Israele moderno, cosi' come colpisce l'aggressivita' del nostro e loro Dio dell'antico testamento. Soprattutto le sue modalita' di tenersi fedele il popolo eletto, con metodi che ricordano molto da vicino i metodi di sottomissione mentale usati dai novelli servizi d'intelligence.

      Ops sto uscendo dal seminato. ;-)

      Cordialmente

    1. Galileo 10 settembre 2009

      Ma qui non stiamo parlando di criminalità. Mi sembrava il discorso fosse spostato su di un altro livello. Se così non fosse, non ho capito ugualmente a cosa ti riferisce in quanto per me il discorso è: chi è Chavez?

    1. buran 10 settembre 2009

      Considerazione che condivido in pieno. Cancellare da un giorno a un altro gli accordi commerciali stipulati con la controparte fa parte della metafisica, sarebbe puro velleitarismo. La strada della rinegoziazione dei prezzi e dell'allargamento progressivo dei partner commerciali, basandosi su rapporti di forza favorevoli, è, nella concreta situazione internazionale, l'unica che può avere successo.

    1. owanda 10 settembre 2009

      Si vabbe', la meta' di queste cose succedono anche in italia mentre berlusconi fa le feste a villa certosa. O durante il derby...

    1. trotzkij 10 settembre 2009

      La solita vile tiritera: Chavez è uguale a Bush, Morales è uguale a Uribe, e così via a ciarlare da finto 'amico degli oppressi'.


      Mi sembra il solito discorso da militante volontario da ong occidentale, che mentre da una parte predica, agli altri, ai morti di fame, la bontà e la bellezza del vivere 'con poco' e con 'parsimonia'; del non farsi tentare dal 'demonio occidentale' (la scuole? gli ospedali? l'insegnamento? l'abbondanza di cibo?); dall'altra razzola succose indennità, spese di viaggio, SUV e alberghi a 5 stelle da fare invidia anche alle escort di berlusconi.


      Non ci provare con questi predicozzi. Ne ho incontrati di tipi 'solidali' così...

    1. mikaela 10 settembre 2009

      vic non pensi che tutte queste manovre strategiche in europa e in medioriente sono avvenute anche per proteggere lo stato canaglia che e' Israele che non ha mai voluto raggiugere un accordo di pace dividendo il territorio e creando uno stato palestinese? tutta questa tensione sarebbe gia' finita da un bel po' se Israele non fosse lo stato satellite americano in medioriente ?
      Ciao

    1. mikaela 10 settembre 2009

      leggi tu stesso cosa c'e' scritto qui in inglese, non penserai mica che sono andata a controllare i reggistri del governo. venezuelano?wikipedia in inglese dice che e' uno dei 5 maggiori grandi esportatori di olio con la maggiore riserva di olio nero--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- non ho ancora letto il tuo link ma lo faro' questo in inglese racconta tutta la storia del oil venezuelano ed e' molto interessante (credo d'avers scambiato first con fifth e chiedo venia cio' non toglie che Chavez puo' sconvolgere gli interessi USionista nel mondo).............................
      http://en.wikipedia.org/wiki/History_of_the_Venezuelan_oil_industry-----------------------------------------------------------------------
      Today and the future
      Today, Venezuela is the fifth largest oil exporting country in the world with the largest reserves of heavy crude oil. Venezuela has the greatest potential for capacity expansion in the Western Hemisphere and could possibly increase its production capacity by 2.4mmbpd from 2001 level (3.2mmbpd) to 5.6 mmbpd by 2025[24].

      In 2005, PDVSA opened its first office in China, and announced plans to nearly triple its fleet of oil tankers in that region. Chávez has long stated that he would like to sell more Venezuelan oil to China so his country can become more independent of the United States. The United States currently accounts for 65 percent of Venezuela's exports[25].

    1. Galileo 10 settembre 2009


      Pierorolla…non fa una grinza quanto scrivi.


      Però indipendentemente dall’articolo di qui sopra, è da un po’ di tempo che Chávez mi suona stonato in testa. Sai! Quando ricevi una nota che non concorda con le altre? Perchè? Il perchè lo stò cercando.

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