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MA UN COLLASSO COMPLETO SAREBBE POI TANTO GRAVE ?

DI JOHN CHAVEZ
examiner.com

Tornate con il pensiero alla prima volta in assoluto in cui avete imparato qualcosa fuori da un’aula di lezione. Per alcuni sarà stato da bambini prima di iniziare la scuola e ad altri forse non è ancora capitato nella vita.
A me successe a cinque anni quando, dopo essere salito sul recinto del giardino di casa, caddi ammaccandomi il cranio. I miei genitori mi sgridarono perché mi ero arrampicato, ma ciò che mi fece davvero imparare la lezione fu il dolore alla nuca provocato dalla caduta.
Il sistema nervoso umano è ciò che ci fa sentire dolore quando ci cimentiamo in attività quali lo sventolare la mano su una fiamma ardente o il farci ripetutamente scazzottare in faccia. La maggioranza degli esseri umani prova avversione al dolore e ai suoi effetti sul corpo, ma in realtà esso è un modo per proteggerci da danni ulteriori e più traumatici, come il decesso.Quando mettiamo la mano nel fuoco, ci facciamo male e così impariamo ad evitare di farlo.
Quando il nostro naso è colpito da un oggetto contundente, proviamo un dolore acuto fino a che impariamo a schivare correttamente il “proiettile” abbassandoci o spostando la testa di lato.
Senza le conseguenze del dolore, gli esseri umani avrebbero una probabilità molto maggiore di pervenire alla propria fine ultima a causa dell’incapacità di reagire ad eventi pericolosi.
Noi della specie homo sapiens siamo progrediti, abbiamo imparato e ci siamo evoluti come società in questo modo. E per questo è necessario porsi una domanda che pertiene all’attuale situazione economica… ma un collasso completo sarebbe poi tanto grave?

Dicendo collasso completo faccio riferimento alle proposte di pacchetti di stimolo economico, che viene costantemente spacciato come il salvatore delle comunità finanziarie ed economiche in generale. Di recente, il mantra dei media è stato che, senza “stimoli” o infusioni di contante nuovo di zecca nel “sistema”, gli Stati Uniti come li conosciamo potrebbero non esistere più.
Di sicuro le case produttrici di automobili nazionali potrebbero andare a picco, e ne risulterebbero enormi perdite in termini di posti di lavoro, ma sfortunatamente talvolta… così vanno le cose.
General Motors e Ford dovrebbero patire le conseguenze per aver lavorato in maniera tanto inefficace e inefficiente nel corso di vari decenni. Il mercato ha decretato che, dal momento che in giro c’è effettivamente di meglio, certi macchinoni inaffidabili che tracannano benzina non sono più un prodotto desiderabile. In pratica, non c’è bisogno di mangiare da McDonald’s quando dall’altro lato della strada si trova cibo migliore, più economico e più sano.
Non è altro che la bestiale natura dei cicli economici.

Io sono dell’idea che non ci dovrebbero essere pacchetti di stimolo di alcun genere e che, se proprio bisogna fare qualcosa, si dovrebbero abbassare le tasse per tutti.
Le industrie prive di liquidità sufficiente a superare periodi economici difficili dovrebbero essere costrette ad affrontare le conseguenze del non essersi sapute gestire in modo responsabile. Per un vero progresso di questa società, è la mentalità di queste aziende e del grande pubblico che deve cambiare.
È tutta una questione di apprendimento attraverso il dolore.
Il collasso porta al dolore.
Il dolore porta ad una forma di apprendimento naturale e vero.
L’apprendimento naturale e vero porta ad una reale innovazione.
La reale innovazione porta ad un progresso solido e ad una ripresa sostenibile.
Che cosa sarebbe successo se a cinque anni non mi fossi fatto male cadendo sulla testa? Magari ora mi arrampicherei su ponti o grattaceli senza essere consapevole dell’estremo pericolo cui mi sto esponendo.
Che cosa succede se la società non prova mai dolore per le proprie spese irresponsabili e per le proprie azioni irrazionali? Finisce con il perpetuare questo ciclo infinito di debito/spesa/bancarotta.
Sì, il dolore è necessario… molto, molto necessario al futuro di questo Paese.

P.S.: La controargomentazione del collasso è che, senza misure di stimolo economico, molti Americani sarebbero alla fame e senza tetto. Be’, per vostra informazione, questo succede già e c’è gente che tuttora viene gettata in mezzo a una strada. Amici miei, pensate a dove, di preciso, finiscono gli stanziamenti…

John Chavez

Fonte: www.examiner.com
Link: http://www.examiner.com/x-8340-SF-Business-Examiner~y2009m4d22-Would-a-Complete-Collapse-Be-All-That-Bad
22.04.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ORIANA BONAN

Pubblicato da Davide

  • Saysana

    Forse si, forse no.

    L’istinto personale e’ una cosa, la coscienza collettiva un’altra.

    Finche’ la nostra economia e’ basta sulla moneta debito non avremo altro che crisi ricorrenti create ad hoc (guerre, collassi economici e cosi’ via), il tutto a beneficio dei pochi che vogliono comandare i tanti.

    Il popolo e’ bue, la memoria e’ corta e la storia si ripete.

    Un collasso economico non credo che basterebbe a cambiare il sistema dei poteri forti, una catastrofe naturale globale forse si, ma solo forse.

    Io sono convinto che altre civilta’ siano esistite prima di noi, probabilmente non progredite come la nostra ma sicuramente evolute, e che siano state spazzate via dalla memoria a causa di cataclismi naturali. Sarebbe interessante sapere come vivevano ai loro tempi, magari discutevano delle stesse cose che si discutono qui, prima della fine e del nuovo inizio che, come vedete, non sta portando a niente di buono per l’uomo comune.

  • francesco67

    uno degli articoli piu inutili della storia… si parla solo de lle conseguenze e non delle cause … sento dolore pero questo non é un male… che vada a fare l’omeopata o al meglio che si dimentichi della botta in testa presa ai suoi 5 anni e vada a fare l’uomo ragno arrampicandosi a ponti o grattacieli.
    Che il collassso non sia grave lo sanno tutti, che le conseguenze possono essere pericolose anche, poiche se collassiamo andiamo dritti dritti verso il NWO.

  • Alex84

    Non capisco perché molti “opinionisti” sembrino quasi augurarsi una catastrofe capace di dare una lezione al mondo (occidentale) e di rinnovarlo. Evidentemente, le comodità moderne ci sono diventate così noiose e scontate che sogniamo una sorta di regresso, inteso come ritorno all’innocenza, ignorando però tutte le difficoltà e le privazioni che ne nascerebbero.

  • Galileo

    Bertrand Russell (in Autorità e Individuo) scrisse:

    “Può darsi che le tendenze attuali verso la centralizzazione siano troppo forti, perchè ci si possa opporre a esse prima che abbiano condotto al disastro; e che, come accadde nel quinto secolo, tutto il sistema debba andare a pezzi, prima che gli esseri umani possano nuevamente acquistare quel grado di libertà personale, in mancanza del quale la vita perde ogni sapore. Spero che la cosa non sia così, ma certamente questo sarà il nostro destino se non ci si rende conto del pericolo e se non si prendono provvedimenti energici per combatterlo.”

  • stephano

    Il parallelismo con la tua esperienza a 5 anni è del tutto fuori luogo. La differenza sostanziale è che su quella staccionata tu NON sei stato obbligato a salirci, ci sei andato perchè eri curioso, NON PER NECESSITA’! I tuoi genitori non volevano che tu ci salissi, nessuno ti ha spinto su quella staccionata.
    Chi chiede un prestito, chi non ha soldi e si rivolge alle banche (=usurai) è perchè ha bisogno di quei soldi, non perchè è curioso di fare una nuova esperienza. E purtroppo chi ha bisogno di soldi, per esempio, per comprarsi una casa, non ha uno stipendio adeguato per potersi permettere il lusso di fare a meno dei prestiti. Le soluzioni sono: o va a rubare, o va a chiederli alle banche o agli usurai. Insomma, ha NECESSITA’ di quei soldi. E quindi è spinto per forza di cose a rivolgersi ad una banca, e così ne diventa schiavo, dipendente, succube.

    Se c’è qualcuno che dovrebbe provare dolore, dovrebbe imparare qualcosa da quella staccionata, è chi su quella staccionata ti obbliga a salire, e poi come un vero bastardo ti spinge giu!!!

    Insomma, ci siamo capiti vero?