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MA PERCHE' IN ITALIA NO ?

DI DAVIDE STASI
ilribelle.com

Questa sta diventando ormai una domanda ossessiva ovunque ci siano persone che parlano della situazione economica o politica del paese. Per non dire della Rete, dove è diventata una specie di ossessione compulsiva postare foto delle manifestazioni greche, spagnole e portoghesi, e poi chiedersi, appunto: perché in Italia no? Con un regolare automatismo pavloviano, la risposta pressoché unanime fa riferimento, con toni sconfortati e indignati, all’ignavia che gli italiani portano con sé quasi a livello genetico, o al loro degrado talmente profondo da renderli “mobilitabili” solo toccandogli il superfluo, ad esempio il calcio.

Non che tutto ciò non abbia un qualche fondamento, sia chiaro. Ma nel gruppo dei PIIGS non siamo i soli, eventualmente, ad avere quel tipo di caratteristiche, nelle quali gli spagnoli, ad esempio, ci somigliano molto. Eppure loro scendono in piazza, e senza tante storie vanno allo scontro fisico. E allora, al netto dell’innata inerzia italiana e dello sconforto disarmante portato dal disagio economico e sociale, cosa tiene gli italiani, tranne poche eccezioni, chiusi in casa a rintontirsi davanti alle partite di calcio o ai talent show? Cosa abbiamo di troppo, e cosa ci manca rispetto a greci, spagnoli e portoghesi, che ci demotiva a tal punto da lasciarci immiserire e prendere in giro senza colpo ferire? Vale la pena provare a rispondere, e tentare di capire il motivo della paralisi civile, pur di fronte a una macelleria sociale, economica e istituzionale senza precedenti.

Divide et impera è la principale chiave di lettura. Furono i nostri avi latini ad inventare il concetto e il motto che l’esprime, declinato poi con precisione scientifica da quello che è forse il più sincero italiano mai esistito nell’affrontare la politica e i suoi meccanismi, Niccolò Machiavelli. E così, comunemente, il problema dei lavoratori FIAT non è un problema dei lavoratori sardi. La vertenza sull’ILVA di Taranto è affare di chi ne è coinvolto, quindi non è un problema dei precari della scuola o della sanità. Allo stesso modo, i tagli presso gli enti locali di tutte le risorse assistenziali riguarda chi ha un anziano non autosufficiente o un diversamente abile in casa, quindi non è il problema di chi si trova la linea del tram o del bus soppressa, causa tagli al bilancio. E così via.

L’Italia è la terra delle contrapposizioni e delle corporazioni, degli orticelli recintati e in costante e radicale concorrenza reciproca. È il paese dove le problematiche si mettono in classifica, e l’ordine decrescente è deciso dalla pressione (economica, ricattatoria, politica o tutte queste cose assieme) che il singolo raggruppamento è in grado di esercitare sui decisori. Uno scenario dove il denominatore comune non si trova mai, dove non è mai possibile che, ad una voce, si senta una riflessione finalmente unanime ed esatta sul fatto che è l’intero impianto, il sistema in sé ad essere sbagliato e a generare i diversi disagi circoscritti. Quando ci si avvicina a un punto del genere, c’è sempre qualcuno che alza la mano e solleva l’eccezione che divide, il cavillo che disgiunge e demotiva qualunque istinto allo sviluppo di un approccio trasversale e solidale ai problemi.

Si dice che questo alla contrapposizione sia un istinto innato, scritto nel nostro DNA e nella storia. Ma i cittadini di altri paesi vicini, che oggi sono insieme in piazza, non hanno storie diverse, quindi l’alibi non regge. La causa dunque risiede altrove, anzitutto nel fatto che lo sviluppo civico degli italiani è stato ed è scientemente represso. Quel processo di maturazione che altrove ha fatto ben digerire il tramonto delle ideologie, da noi è ancora lontanissimo. Il boccone è ancora in gola, dove è marcito infettando tutto. Per questo, ad esempio, attecchisce ancora da noi un Berlusconi che parla di “pericolo comunista”, formula che ormai dovrebbe essere buona al massimo per una battuta da cabaret.

Il processo di presa di coscienza naturale di una realtà globale che cambia e che coinvolge tutti è stato, con calcolo, soffocato nella culla dalla permanenza di retoriche post-ideologiche, certificate e perpetuate da mass-media, servi fedeli di un sistema che garantisce loro una ricca sopravvivenza, ma non solo. Complici di questo stato di cose sono le forze sindacali, distinte in Italia ancora da riferimenti ideologici inesistenti. Da noi il loro ruolo è fare la faccia truce, a fasi alterne, gettando acqua sul malcontento e la protesta, mentre altrove, come in Portogallo, accendono con intransigenza la miccia della ribellione, senza remora alcuna e con l’obiettivo dichiarato non di ottenere 30 euro lordi in più nella busta paga di questa o quella categoria, bensì di cambiare l’impianto generale con cui il popolo tutto viene governato.
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In Italia, insomma, non c’è nessuno, organizzazione o singolo, capace di suscitare nelle masse a disagio per ragioni apparentemente concorrenti l’idea che il problema è complessivo, sistemico, e che come tale va affrontato. In compenso, tutto è costruito perché attorno alla tavola riccamente imbandita degli interessi costituiti, i cittadini si scannino tra di loro per raccogliere le sempre più piccole briciole che da essa cadono. In quest’ottica, anche l’unica apparente luce che si intravvedeva, il Movimento 5 Stelle, finisce per mancare il colpo, chiuso com’è nel recinto della Rete, e annoverando tra le proprie fila schiere di attivisti che si dichiarano più puri degli altri, e quindi pronti ad epurare chiunque.

Quella luce, priva com’è di un impianto di idee dichiaratamente sistemico e trasversale, invece di incendiare e illuminare, rischia di incanalare e sterilizzare la protesta, recintandola in una comoda “riserva elettronica”. Ma soprattutto crea l’ennesima fazione inefficace e irriducibile. I promotori dell’unica iniziativa davvero avanzata (forse anche troppo), dell’unica opportunità concreta di cambiamento vista da anni, restano così a trastullarsi col PC e a scannarsi a vicenda, dichiarando alta la propria superiorità. Mentre altrove il ricco banchetto per pochi continua, avendo per sottofondo il clangore della nostra guerra tra corporazioni di poveri che pretendono ovviamente di essere più poveri degli altri.

Davide Stasi

www.ilribelle.com
28.09.2012

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Pubblicato da Davide

  • alvise

    Oltre al calcio aggiungerei il ludico, cellulari, iPod &C. Infatti mi sono chiesto; quanto durerà questo individualismo? Secondo me fino a quando le fasce medio borghesi ce la fanno ancora a sopportare l’inflazione e le tasse. Infatti un conto è che chi subisce le tasse come tutti, abbia, col classico conto della serva, un reddito tra i 3500/4000 mila euro (sto parlando di media borghesia), cioè la somma delle entrate di una famiglia di tre persone, e per via dell’inflazione, considerando pure tutte le spese dei servizi, gliene rimangono 2200/2300, a costoro, di andare in piazza non gliene fregherà nulla, loro riusciranno in qualche modo a sopravvivere, ma per quanto? Essi staranno a guardare sulla tv il film della guerriglia di attori sconosciuti, ma quanto può durare, analizzando cosa sta succedendo di nuovo nei mercati, e con la merkel che dice «ci sono ancora molti compiti da fare a casa»? Un anno? un anno e 1/2? E poi? Poi, quando verrano a chiedere aiuto gli daremo un bel calcione….

  • siletti86

    Non è così caro Stasi! La rivolta popolare, a differenza di come la pensano in molti, è la regola e non l’eccezione! Se vedi la storia dei paesi sottosviluppati, noti come vi siano “rivolte permanenti” senza che si giunga mai a soluzioni definitive! Perchè, te lo ripeto, LO STATO DI RIVOLTA E’ REGOLA E NON ECCEZIONE!!! Rivoluzione e Rivolta non vanno affatto di pari passo! La rivoluzione semmai ha il suo apice nella rivolta! Anzi, per come la vedo io (e so di inimicarmi parecchie persone su questo blog), l’Italia sta dimostrando una maturità maggiore degli altri paesi del sud Europa nel “postecipare” la rivolta (perchè, fìdati, ce ne saranno anche quì, ed addirittura di più pesanti!!!)! Più postecipi la rivolta e più hai speranza che questa accenda una rivoluzione! Se guardi ad esempio alla Germania o alla Russia (ma un discorso molto simile potrebbe essere fatto ad esempio per l’Inghilterra o gli Stati Uniti) noti come negli ultimi 90 anni ci siano stati solo pochissimi periodi caratterizzati da rivolte, rivolte che poi hanno generato rivoluzioni! Se guardi invece ad un qualsiasi paese del sud America, noti come le rivolte siano frequenti, e non generano mai rivoluzioni!

  • stefanodandrea

    Bah!
    Il fatto che la disoccupazione ufficiale in Grecia e in Spagna sia al 22% e quindi sia più del doppio di quella italiana è irrilevante? Scommettete che quando in Italia la disoccupazione avrà raggiunto il 22% noi faremo almeno quello che stanno facendo Greci e Spagnoli (cioè niente, pensateci bene)?
    Il fatto che in Grecia fino al 2011 il PIL era già crollato del 14% e da noi del 5 (ma nel 2010 e nel 2011 c’era anche stato un piccolo recupero) non significa nulla? Allora attendete che nel 2012 il pil scenda del 3%, nel 2013 di un altro 3% e nel 2014 di un altro 3%, ossia attendete che l’Italia si trovi nella situazione greca del 2011 e vredrete che gli Italiani faranno più di ciò che fanno i Greci o almeno ciò che fino ad ora hanno fatto i Greci (nulla).

  • spartan3000_it

    Volendo limitarsi ad un approccio complottista suggerirei che in Italia sono stati condotti e si conducono tutt’ora esperimenti avanzati di psicotronica apllicata alle masse. L’inerzia delle masse e l’inamovibilita’ delle corrotte classi dirigenti e’ da considerarsi conseguenza principale di uno stadio avanzato di tecnocontrollo psicotronico che indebolisce e neutralizza ogni spirito di rinnovamento andando a colpire selettivamente quei soggetti che potrebbero farsi promotori della protesta in base a un programma di profilazione psicologica allertato fin dalle prime fasi adolescenziali di ingresso nel mondo adulto. Qui lo dico e qui lo nego.

  • oriundo2006

    Spartan, lo dici…e HAI RAGIONE ! E’ così. Ma tieni presente l’influsso nefasto della Chiesa Cattolica, la stupidità del genere femminino nel continuare ad affidare a preti i giovani pargoli per la loro ‘educazione’ sui ‘valori’ del cristianesimo, ecc.: cioè anche i metodi ‘antichi’ di controllo del pensiero sperimentati da secoli in una nazione che a differenza di altri stati ‘cattolici’ ha la chiesa IN CASA. Certo oggi c’è il ‘progresso’…non è più come un tempo…ma il risultato è poi sempre lo stesso. A quello che hai scritto aggiungerei anche un’elemento non compreso nella sua importanza a questo proposito di ‘controllo delle masse’ e cioè la presenza di legioni di extra-comunitari che distruggono il tessuto connettivo di una nazione non avendo legami di alcun genere con questa se non quelli del mercato ( degli schiavi ). La società proprio ‘grazie’ alla loro presenza non può reagire ‘come un sol uomo’ e dunque non arriva al ‘punto di fusione’ tra intenzioni individuali e nascita di una volontà collettiva determinata a eseguirli: la presenza di genti estranee inibisce per l’impossibilità di prevederne l’azione e costringe tutti alla ‘difesa’…e non all’attacco.

  • eresiarca

    Gli “scontri di piazza” non producono una “rivoluzione”: quella la fa un partito che vince le elezioni e poi fa come dice lui.

  • tersite

    Ma perché fate i vaghi, cari giornalisti? chi ha …voce(!) siete voi. Chi deve rendersi conto per primo di ciò che accade siete voi. Chi deve informare siete sempre voi. Fine. Punto. Non c’è altro da aggiungere. Analisi su analisi che non servono a un.. pene di nulla. Tutto per non dire che avete le mutande piene di cacca. Smettetela di coprirvi di ridicolo! Io mi domando, come fa un articolo che si pone una domanda del genere a non citare mai : repubblica, corriere della sera o qualsiasi tg o programma di informazione??… (perché) la risposta la conosciamo in pochi.

  • stefanodandrea

    Bravo

  • nigel

    Limitarsi a scagliare sassi e slogan facendosi manganellare può produrre risultati ?
    La rabbia che cova silenziosa e’ meno pericolosa del dissenso urlato a squarciagola in piazza ? A marzo vedremo se siamo un popolo di rincretiniti da media, tronisti e veline o se c’e un minimo di coscienza di quanto sta accadendo. Anche perché i consumi si stanno contraendo anche nell’ambito della “classe media”..

  • tersite

    e se con una bella e fantasiosa legge elettorale viene impedito a quel partito di accumulare consenso e voti??? che si fa? se i media creano scandali ad arte in quel partito, sabotandolo di brutto? naturalmente le mie sono ipotesi…per nulla confermate dalla realtà…ci mancherebbe!

  • massi

    ..Servono le ennesime elezioni per confermare che popolo siamo?
    Io non ho dubbi… comunque vedremo, sarei felice di essermi sbagliato.

  • Nauseato

    Saremo felici di esserci sbagliati in due. Anche se – onestamente – l’unica cosa che mi sento di votare è il NULLA.

  • Nauseato

    Sorprende (ma fino ad un certo punto) chi piagnucola rammaricandosi “ma perché in italia no ?” facendo elucubrazioni varie in tema.

    Come già scritto in forme diverse da altri, non si crederà davvero che oceaniche manifestazioni di dissenso potrebbero mai produrre davvero qualcosa ?!?!? Va benissimo farsi prendere la mano da visioni epiche da ’48, ma finite quelle, si veda di tornare alla ben più cruda realtà.

    Infatti o si va a Roma a tirare fuori a calci da senato e parlamento TUTTI quelli che odorano di partito politico quale sia, o si arriva in altre parole a una quasi guerra civile,.. o 5, 10, 20 manifestazioni con cori e variopinti girotondi di invettive conditi da un po’ di ossa rotte e vetrine sfasciate a innocenti negozianti, non produrranno proprio un bel nulla.
    Nel primo caso però vorrei proprio vedere i bellicosi agitatori con la tastiera in mano (che ridicolmente criticano gli altri “tastieristi”) … davanti ai vari plotoni di Carabinieri e Celerini (o come a Genova pure della GdF …) schierati a difendere MILITARMENTE la piazza.

    Lasciamo stare, va.

  • alberto_his

    Perché in Italia no? Grazie della domanda. Si potrebbero avanzare alcune ipotesi che potrebbero anche coesistere tra loro. L’operazione di atomizzazione della società e rimbecillimento della massa è riuscita molto meglio che altrove, complice l’atavica ignavia delle genti italiche. L’Italia è un paese di vecchi (lo è anche l’Europa in generale, ma il nostro paese in particolare), e da che mondo è mondo le rivolte sono roba da giovani; i giovani nel nostro paese sono in discreto numero immigrati o figli di immigrati, arrivati da realtà altre ben più difficili delle nostre e ancora non hanno magari un legame così forte con la nuova patria. Potremmo aggiungere che ancora la gente possiede qualcosa (una casa, una minima fonte di rendita, risparmi messi da parte, un impiego pubblico, una pensione di anzianità o di invalidità vera o falsa) e ha paura che dopo una rivolta anche i loro miseri averi possano prendere il largo. Certo chi si dimostra mite e/o connivente ha un limite superato il quale tutto può succedere, ma questo limite sembra per ora essere un pò lontano.

  • sandrez

    credo passerà molto più tempo…in fondo sanno fare il loro lavoro…se ci fosse un cambio veloce di situazione, la gente se ne accorgerebbe e reagirebbe…invece viene attuato un cambiamento lento (leggasi…impoverimento lento) per cui la gente non se ne accorge…o meglio non se ne accorge “tutti insieme consapevolmente” per cui chi protesta oggi è visto come un caso isolato (colpa sua…direbbero i qualunquisti)…quando si tornerà alla fame che mi raccontavano i nonni, allora si muoveranno i quli dalla poltrona…ma IMO serviranno +5/10 anni…quando ormai ci saremo già scavati la fossa con le nostre mani..fine del piano 😉

  • oggettivista

    Ma perché credete che il grillo favorevole all’euro dei banchieri rappresenti un’alternativa credibile???

  • massi

    Io non voto da tempo.
    Penso che chiunque conservi un minimo di amor proprio non meriti l’umiliazione di essere costretto a scegliere tra lo schifo e il vomito.
    Chi accetta il sistema e vuole continuare è liberissimo di farlo.

  • Bellerofon

    Condivido l’ipotesi del controllo mentale delle masse in Italia, esposta dall’utente sopra. E’ un forte sospetto che nutro da tempo, corroborato dal numero immenso di dispositivi a radio-onde disseminate su tutto il nostro territorio (fateci caso lungo le autostrade e lungo le ferrovie…). Noto da anni, con immenso stupore, che nessuno in Italia ricorda più la manipolazione esterna del terrorismo politico degli anni ’70, i retroscena oscuri dell’assassinio Kennedy, la manipolazione mentale del “Mani Pulite Project”, etc. Del Panfilo Britannia, solo pochi eletti sanno qualcosa…Tutti in compenso, di fronte a questi argomenti, sgranano gli occhi in un’espressione di stuporoso dissenso. Come le pecore.
    Drogati dagli staus symbols di Apple e Daimler-Benz/Audi, gli Italiani per ora affondano nell’ignavia, nell’inerzia e nella vigliaccheria più vergognose.
    Ma al momento opportuno, la rivoluzione arriverà anche qui: quando finalmente ci si renderà conto, troppo tardi, che siamo un allevamento di maiali al servizio di…PIIGS, insomma. Oppure, semplicemente, quando qualcuno cambierà la trasmissione delle antenne pigiando un pulsante.

  • radisol

    E invece il dato che in Italia non ci sono ancora stati significativi moti di piazza è, pur se grave, alquanto banale …. le file per i nuovi prodotti della Apple le fanno pure in Spagna ed in Francia e pressochè ovunque e non è quindi questo il termine di paragone …. il problema vero è, come dicevo, banale …. in Grecia, Spagna, Portogallo, Francia, persino in GB, le manifestazioni di piazza e gli scioperi sono indetti da tutti i sindacati …. poi certamente una parte significativa dei manifestanti fa “più uno” e trasforma gli scioperi ed i cortei in “riots” … in Italia invece i sindacati istituzionali, con parzialissime eccezioni, sono del tutto asserviti al “governo tecnico” ed alle varie controparti …e limitano al minimo ogni conflittualità ….. ed allora semplicemente manca spesso la “miccia”, l’occasione perchè si incendi la prateria … ma l’incendio arriverà fatalmente pure qua ….. e, come al solito, molti di voi che la “rivolta” sotto casa non la vogliono proprio, parleranno di “infiltrati”, di provocatori ecc. ecc. …. come è già successo per il 15 Ottobre 2011 a Roma o per i blocchi di Gennaio 2012 dei Forconi e degli autotrasportatori, persino per la battaglia contro la Tav ….. ma questo è un altro discorso … lo “scoglio” non potrà arginare il mare ….

  • goslow

    dove sono andate a finire tutte quelle sigle anarchiche e non di sinistra e/o di destra ,tutti quegli ideali condivisibili e non, tutte quelle stragi ,tutte quelle vittime innocenti (vedi strage di bologna) se fossero esistite veramente ossia se non fossero state pilotate da servizi deviati o da governi ombra oggi come oggi statene certi che nessuna sede di equitalia o di chi ci lavora sarebbe ancora vivo!

  • ilBabbaleo

    >3500/4000 mila euro (sto parlando di media borghesia)
    2000 euro sottoproletariato urbano?

  • terzaposizione

    E per questo Caro stasi che la massa umana piema di individualismo definta Popolo Italiano, non avrà Nessuna Kortesia all’Uscita di questa Era.

  • patrocloo

    Perchè in Italia no? E’ semplice: sono tutti impegnati a fare la fila per comprarsi l’aifòn 5!

  • stefanodandrea

    impeccabile

  • brezzarossa

    Mah…. Io ricordo anche un’altra Italia, quella degli anni settanta e non era una Italia come quella descritta in questo articolo. Ciò che è stato può tornare.

  • vraie

    concordo
    l’italia ormai è un presepe meccanico

  • Jor-el

    E’ proprio così.

  • Jor-el

    Perché in Spagna no? Ma piantiamola con queste banalità: le file per il lancio dell’Iphone 5 ci sono state dappertutto, anche in Spagna, in Grecia, in Francia e Portogallo. Fra una rivolta e l’altra… 😉

  • Jor-el

    Una generazione politica degli Anni ’70, quella della sinistra rivoluzionaria, è stata annientata. Sono rimasti quelli che erano contro, quelli che sono stati sempre contro, i vari Napolitano, D’Alema, Veltroni, cioè gli eredi del PCI, il più grande partito “comunista” dell’Occidente (quelle virgolette, da sole, rispondono alla domanda di questo articolo). E non dimentichiamo che anche quelli che poi, negli Anni ’90, diventarono i “rifondatori comunisti”, al momento della resa dei conti, nel 1977, rimasero dentro il PCI.

  • Tao

    In Italia per adesso nessuna manifestazione anti-austerity come a Madrid e ad Atene

    ROMA — L’anomalia italiana si chiama “governo tecnico” sostenuto da una grande coalizione. Se le piazze nostrane restano vuote mentre si riempiono quelle madrilene e quelle di Atene e Salonicco per protestare contro le politiche di austerity è soprattutto perché da noi manca un’opposizione di sinistra che faccia da sponda ai movimenti sociali. La tesi emerge da un’indagine in progress (“La politica sotterranea”) che sta realizzando un gruppo di ricercatori, guidati da Donatella Della Porta, professoressa di sociologia presso l’Istituto universitario europeo di Firenze, con il coordinamento della London School of Economics.

    C’è il contagio della speculazione, non quello della protesta. La moneta unica non ha unificato le piazze, un po’ come con lo spread.Certo, ci sono le proteste dei lavoratori dell’Alcoa, degli operai dell’Ilva, dei minatori del Carbosulcis, dei cassintegrati della Fiat di Termini Imerese. Addirittura gli scioperi sono aumentati nell’ultimo anno del 25 per cento. Qua e là affiorano pure proteste dei precari. Ma ciascun gruppo protesta per sé, spesso scegliendo forme estreme: la discesa a quattrocento metri di profondità, le notti sui tralicci o sulle torri a sessanta metri di altezza.

    Qualche anno fa la salita sui tetti dei ricercatori. Nessuno, però, unifica le proteste. Non c’è un collettore. Nemmeno i sindacati lo sono, nonostante siano quasi sempre parti della protesta. Ma pesano le loro divisioni e lo scarso appeal tra i movimenti sociali di base.Dice Della Porta: «Le politiche che gli economisti definiscono liberiste non hanno risentito del passaggio da Berlusconi a Monti, al netto della delegittimazione e dell’inaffidabilità del primo. Ma quanto c’era il governo di centro-destra tutta una serie di organizzazioni più o meno vicine al Pd andava in piazza, offriva le risorse logistiche, mentre ora frena».Perché, al di là dello spontaneismo dei movimenti modello indignados od occupy, una protesta richiede uno sbocco politico.

    Chi va in piazza deve anche pensare che le proprie ragioni troveranno ascolto in Parlamento, quella che i ricercatori chiamano «opportunità politica». Altrimenti muta la natura della protesta che diventa testimonianza. Nel Parlamento italiano — sostiene Della Porta — «c’è una grande coalizione, anche se non si può dire dopo lo scontro nella stagione del berlusconismo». Questa è l’anomalia. Perché nella stagione dell’emergenza finanziaria, non c’è spazio per la formula antica dei “partiti di lotta e di governo”

    Roberto Mania
    Fonte: http://www.repubblica.it
    28.09.2012

  • brezzarossa

    Vero. Ma quelli che scendevano in piazza allora (e si beccavano le manganellate e i gas lacrimogeni) non erano quei traditori di cui stai parlando. Eravamo noi la gente comune. Se si continua così non penso manchi poi tanto alla resa dei conti).

  • RicBo

    Questa volta ti sbagli, radisol. In Spagna e Grecia le manifestazioni non sono indette da nessun sindacato o sigla politica. Al limite le appoggiano. E’ proprio questo il motivo per il quale le persone accorrono in massa.

  • RicBo

    E’ davvero divertente la tesi che alcuni avanzano su un controllo delle masse tramite onde radio o simili artifici.
    Mi chiedo se davvero ci credono, o se sono solo le conseguenze di una lettura troppo vorace dei libri di Philip Dick.
    Il controllo delle masse indubbiamente esiste, ma è portato avanti con metodi molto più prosaici e visibili: è il controllo dei mass-media del linguaggio, della comunicazione, della semiotica. E’ il controllo ideologico da parte dei sindacati, dei partiti e del sistema educativo.

  • Cornelia

    Ringraziate quel partito di traditori che si chiama PD.

  • radisol

    Informati bene …. scioperi e manifestazioni ( gli scioperi poi per legge , anche in Grecia possono dichiararli solo i sindacati ) sono regolarmente indetti da tutte le organizzazioni sindacali esistenti, comprese quelle apertamente di destra … solo i vetero-comunisti trinariciuti del KKE – che col loro rifiuto di allearsi con Syriza hanno permesso la vittoria delle forze filo-Bce – hanno a volte indetto cortei autogestiti di partito … Poi è persino ovvio che i sindacati ed i partiti ( Syriza compresa) non sono assolutamente in grado di gestire le dinamiche di piazza …. e che la partecipazione di massa va ormai ben oltre i lavoratori dipendenti “rappresentati” dai sindacati ma vede anzi il predominio sociale del “lumpenproletariat” giovanile, autoctono ed anche immigrato, delle banlieues di Atene e Salonicco, spesso provenienti dalle organizzazioni delle curve calcistiche ed altrettanto spesso i protagonisti assoluti degli scontri con la polizia … ma anche di un ex ceto medio ( soprattutto piccoli e medi commercianti ma anche piccoli e medi imprenditori) ormai ridotto alla fame … ma la “miccia” regolarmente, salvo alcune rarissime eccezioni, è rappresentata principalmente dagli scioperi unitari …. che in Italia invece i sindacati istituzionali si guardano bene dal praticare …

  • Truman

    Nel frattempo che qui stiamo a discutere, qualcuno si muove:

    Assedio al parlamento Italiano.

  • alvise

    ho precisato “famiglia”, non procapite

  • misunderestimated

    Per una volta concordo, anche perché qui in italia i sindacati organizzano manifestazioni rivolte al solo pubblico impiego e ai pensionati: non mi sembra di aver visto particolare movimento riguardo alle vicende Ilva e Alcoa, e nemmeno un minimo interessamento per il continuo stillicidio di posti di lavoro. Mah…

  • misunderestimated

    Concordo.

  • ilBabbaleo

    Ho capito bene, per famiglia: diciamo i due genitori e due figli in età scolastica. E va bene se a fine mese gli stipendi sono erogati regolarmente. Non è una situazione tanto strana, anzi … Se in Italia la famiglia media può risparmiare 2000 € al mese andiamo alla grande!

  • Skoncertata63

    Per favore: la ridica come se la dovesse spiegare a un bambino di 8 anni. Perchè ci vedo molto senso, ma mi sfuggono diversi termini e concetti.

  • Skoncertata63
  • Skoncertata63