“MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO…”

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI GIACOMO DI GIROLAMO

Facebook

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.

E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?

Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.

Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.

Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?

Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.

Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.

Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.

Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.



Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.

Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.

Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo

Articolo pubblicato su Facebook

Visto su : http://www.cloroalclero.com/

14.04.2009

Commenti (61)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 20 caricati
    1. nessuno 15 aprile 2009

      leggi qui

      http://tinyurl.com/cu82o9

    1. LucaV 15 aprile 2009

      Infatti in friuli hanno fatto da soli! Altro che stato!

      Fosse solo Messina...Irpinia...in Umbria anche dopo dieci anni c'è chi vive nei container

    1. virgo_sine_macula 15 aprile 2009

      Vivono nelle baracche non certo per la mancanza di aiuti me solo per l'accidia e l'inedia che contraddistingue molti popoli del sud,in friuli dopo un anno dal terribile terremoto non c'erano piu' baracche,tutto era ricostruito.Informati meglio tu,possibilmente non in un centro sociale.

    1. nessuno 15 aprile 2009

      ci fu il terremoto in sicilia,terra natia dell'autore,se tutti avessero ragionato come lui a messina ci sarebbero ancora i baraccati.



      ti distingui sempre per le cazzate che scrivi a MESSINA c'è ANCORA GENTE CHE VIVE NELLE BARACCHE DAL TERREMOTO.

      Prima di ragliare informati

    1. LucaV 15 aprile 2009

      Ho donato tre euro. Con tre sms. E non ne dò altri.

    1. IVANOE 15 aprile 2009

      Approvo in pieno e purtroppo anche non essendolo ci metto un briciolo di lucido e reale cinismo :
      adesso i nostri politici dell'intero arco costituzionale compresi i signori sindacalisti all'acqua di rose avranno una scusa in più per non aumentare le pensioni e i salari per i prossimi 10 anni !!
      avranno la scusa per giustificare nuove tasse e nuovi aumenti della benzina.
      Purtroppo và tutto a loro favore perchè loro hanno il potere e dominano la collina. Pertanto qualsiasi disgrazia accada in questo nostro sciagurato paese, loro se la rigirano sempre e comunque a loro favore.
      Perchè invece di scaricare sull'intera collettività i danni provocati, purtroppo e dico sempre purtroppo (e non voglio fare di tutta un'erba un fascio) non li scaricano su quelle comunità proprio abbuzzesi che sono stati conniventi e magari responsabili del disastro ? ( quanti condoni, quanti migliaia di metri cubi hanno costruito in terre pericolose per fare le case ai figli, ai nipoti ecc. ecc. senza magari fare un piano serio di recupero edilizio ? ).
      Allora dico và bene la solidarietà, ma fino ad un certo punto. Che cominciassero a recuperare i soldi dall'evasione fiscale, alla rinuncia del ponte sullo stretto, dalla tassazione delle alte rendite.
      Purtroppo e dico sempre purtroppo abbiamo assistito nella catastrofe alla propaganda politica ( tutti compresi ) con il dispiego di uomini e mezzi a ioa ed avrei voluto vedere in quanti lavoravano veramente...
      Godranno solo loro avendo purtroppo dalla loro parte anche la buona stella e una buona scusa a non fare politiche serie per la ripresa economica con una più equa distribuzione della ricchezza situazione causa ed effetto anche della catastrofe abbruzzese.

    1. Tonguessy 15 aprile 2009

      Ricevo quotidianamente richieste di finanziamenti per svariate ONLUS, ogni giorno che dio manda in terra ci sono collette per ogni tipo di malattia e problemi, Telethon in testa. Tralasciando le furberie di Big Pharma che invece di spendere soldi in ricerche ce li fa spendere a noi ma poi tutti i benefici se li intasca lei (o lui), anche nei casi dolenti di associazioni che assistono persone in difficoltà sussiste sempre il caso di mantenere prima il carrozzone burocratico e con quello che avanza si fa contento un paio di malati. Si parla di 80% di soldi di mantenimento dell'organizzazione e 20% di spese per fini umanitari. Bono (U2) e Geldof lo sanno bene.
      Io non voglio mantenere più nessun carrozzone. A chi mi chiede l'obolo rispondo che le mie costosissime tasse le pago tutte. Se poi lo Stato Italiano reputa sia meglio spendere miliardi in consulenze, invasioni, militarizzazioni, grandi opere irrealizzabili o inutili/dannose etc. magari spostandoli da servizi essenziali come sanità ed educazione mi incazzo. ma di più non posso fare. Credo sia nell'interesse generale vedere come i soldi di tutti noi vadano buttati o investiti. Purtroppo la malattia nazionale (pulcinellismo acuto) tende a favorire piuttosto che sfavorire questi fenomeni sociali che, per contraltare, generano altri mostri che si chiamano pseudosolidarietà e pseudogenerosità. Scaricatevi la coscienza e date quei due euri, magari mentre aspettate tutto il giorno al pronto soccorso in preda a dolori lancinanti, così fino alla prossima disgrazia collettiva siete a posto. Non lamentatevi, ma scucite l'euro. Non incazzatevi, non urlate, non fate disobbedienza, ma versate l'obolo nella mano di chi vi chiede di sostenere i baracconi della pseudosolidarietà. L'importante è che le cose restino come sono.

    1. unoqualunque 15 aprile 2009

      Mi viene in mente il ...comma FUDA
      mi viene in mente ....l'INDULTO
      mi vengono in mente i 500 milioni dati ad alemanno per ROMA
      mi vengono in mente i milioni dati a ...CATANIA
      ......
      ......
      prego DIO, se c'è,
      che una scossa di 10 gradi scuota il parlamento quando TUTTI saranno lì a votare i finanziamenti per i caccia imposti dai portatori di democrazia !

    1. Pausania 15 aprile 2009

      Eh, quando c'e da cacciare la grana, invece che riceverla, tutti anarchici diventano...

    1. okinawa 15 aprile 2009

      "Il terremoto non ha mai ucciso nessuno. Semmai sono le costruzioni (mal fatte) degli uomini ad uccidere la gente"

      http://anoldseed.blogspot.com/2009/04/terremoto.html

    1. virgo_sine_macula 14 aprile 2009

      Il fatto che alcuni politici abbiano detto delle sciocchezze o che lo stato sprechi quantita' immense di denaro non costituiscono una giustificazione al fatto di non dare soldi o aiuti a gente meritevole come quella abruzzese:quando ci fu il terremoto in sicilia,terra natia dell'autore,se tutti avessero ragionato come lui a messina ci sarebbero ancora i baraccati.
      Gli italiani sono i soliti autolesionisti:aiuti a profusione per la tragedia del ruanda che e' causata dall'uomo e precisamente da uomini stupidi e selvaggi che si scannano da anni,ma nessun aiuto ai terremotati abruzzesi perche' sono italiani e dunque non "usciamo" i soldi.Complimenti

    1. nessuno 14 aprile 2009

      Ottimo articolo

      Una cosa che non ho trovato nei commenti è la domanda:"le nostre abitazioni sono sicure?"

      Quanti di noi conoscono l'esatto stato di manutenzione, di costruzione delle loro abitazioni?

      Credo nessuno se non pochissimi

      Quanti di voi hanno cambiato la pianta della casa?


      Magari condonando dopo?

      Non crediate che spostando un tramezzo non si intacca la struttura proprio e perché le italiche case sono costruite a cazzo, progettate da architetti e/o ingegneri che firmano ma non seguono i lavori che anche in questo caso vengono affidati in sub/sub appalto a caporali che impiegano scalzacani invece che dei muratori

      Non diamo contributi ma incominciamo noi stessi a fare prevenzione informandoci sullo stato delle nostre abitazioni.

      Anche se poi non avete i mezzi per fare lavori di consolidamento almeno vi renderete conto che al primo tremito della terra dovrete fuggire a gambe levate.

      E in futuro di terremoti ne vedremo parecchi parlo proprio di sisma anche in posti indicati a bassa sismicità

    1. xmas 14 aprile 2009

      Meno male, pensavo di essere l´unico a NON VOLER DARE NIENTE.
      Il punto NON é che, "io non do per protesta", "io non do perché se li rubano".
      Per chi non l´avesse capito, i soldi che versate sul conto, sms, telefono etc. (quando si tratta di battere cassa é incredibile come siano solleciti a semplificarti la vita ...), tali soldi solo in minima parte arriveranno veramente a chi ne ha bisogno.
      Perché, quando qualcuno non se ne impossesserà nella forma piú sfacciata, se li ruberà in forma indiretta (come fai a controllare dei fondi che in teoria non sarebbero neanche dovuti esistere, non si riesce a controllare i fondi regolari, e persistenti, creati dalla legge di bilancio ..). C´é da comprare attrezzature per 100, ... bene, ci sará l´impresa amica, che senza gara d´appalto, visto l´emergenza, provvederá - facendo pagare 300 -. Poi si presentano in televisione mostrando l´attrezzatura, e in quei 20 secondi di servizio nessuno si renderá conto che é stata pagata il triplo. Per non parlare di quando vengono destinati ai propri progetti futuri: progetti sulla carta supercostosi, superconsulenze, servizi inesistenti e strapagati ....

      Quindi, teneteveli i 2 euri, non vi basta aver visto come si sono comportati in Irpinia etc. ... SE DI 2 EURO, SARANNO SPESI NELLA FORMA CORRETTA 20 CENTESIMI, sará un ottimo risultato ..., chiaro avrete anche contribuito anche alla fortuna di qualche politico/imprenditore che domani la userá per fregarvi di nuovo ..., ma non si puó avere tutto, no ?
      ... e se proprio avete necessità di pulirvi la coscienza;
      se volete che quei 2 euri vi salvino dall´inferno, forse é meglio che siano usati meglio; capita a volte di scorgere in qualche angolo delle nostre meravigliose cittá, persone indigenti, che a volte si vergognano pure di chiedere l´elemosina ... potrebbero rivelarsi i beneficiari giusti, per quei 2 euri di coscienza.
      L´italiano medio si crede furbo, ma la storia dimostra come si faccia sempre fregare, da chi é veramente senza scrupoli.

    1. afragola 14 aprile 2009

      14/04/2009versione stampabile
      Per la guerra i soldi non mancano

      I nuovi caccia F-35 costeranno 13 miliardi

      Berlusconi tra i terremotati abruzzesiMercoledì scorso, due giorni dopo il terremoto in Abruzzo, le Commissioni Difesa di Senato e Camera hanno espresso parere favorevole sul piano governativo per l'acquisto di 131 caccia-bombardieri F-35 e per l'ampliamento della base aerea di Cameri (Novara) dove i velivoli verranno assemblati.
      Un piano di riarmo che in diciotto anni ci costerà oltre 17 miliardi di dollari, pari a 13 miliardi di euro.
      Una spesa enorme - soprattutto se paragonata alle centinaia di milioni che il governo non trova per aiutare i terremotati abruzzesi - "a cui si farà fronte - si legge nel documento della Commissione camerale - attraverso risorse già individuate nell'ambito delle disponibilità dello stato di previsione del Ministero della Difesa nonché attingendo ad altre fonti di finanziamento".
      Ora al piano manca solo la formale approvazione in aula, dove si prevede un largo consenso 'bipartisan'.
      Vi riproponiamo l'articolo che PeaceReporter aveva pubblicato appena appresa l'esistenza di questo piano.

      26 marzo 2009 - Entro il 16 aprile le commissioni Difesa di Camera e Senato dovranno esprimersi sul programma di riarmo aeronautico presentato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, che prevede l'acquisto di 131 caccia-bombardieri da attacco F-35 Lightning II nell'arco dei prossimi diciotto anni. Spesa complessiva: oltre 13 miliardi di euro. Velivoli 'stealth' di quinta generazione che dal 2014 dovrebbero progressivamente sostituire tutta la flotta aerea d'attacco italiana, attualmente composta dai Tornado e dagli Amx dell'Aeronautica e dagli Harrier-II della Marina. Sessantanove F-35A a decollo convenzionale verrebbero destinati alle forze aeree, mentre sessantadue F-35B a decollo rapido o verticale andrebbero a finire sui ponti delle portaerei 'Garbaldi' e 'Cavour'.

      Per le missioni all'estero. Nei mesi scorsi il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, aveva definito l'acquisizione degli F-35 "assolutamente vitale per la difesa" del nostro Paese.
      In realtà, per la 'difesa' propriamente detta dello spazio aereo italiano sono già stati spesi oltre 7 miliardi di euro per l'acquisto di 121 caccia Eurofighter in sostituzione dei vecchi F-104.
      Pur definendo il programma come "destinato alla difesa nazionale", il testo che il ministro La Russa ha sottoposto alle commissioni parlamentari - e di cui PeaceReporter ha ottenuto copia - enuncia chiaramente la destinazione d'impiego degli F-35 "nelle missioni internazionali a salvaguardia della pace" in virtù della loro "spiccata capacità di impiego fuori area".

      Un affare per Finmeccanica. I caccia F-35 sono il frutto del programma di riarmo internazionale Joint Strike Fighter (Jsf) lanciato dagli Stati Uniti a metà degli anni '90, al quale hanno aderito molti Paesi alleati, tra cui l'Italia nel 1996 con il primo governo Prodi (adesione confermata nel 1998 dal governo D'Alema e nel 2002 dal secondo governo Berlusconi). Il nostro Paese partecipa al consorzio industriale Jsf - guidato dalla statunitense Lockheed Martin - tramite l'Alenia, l'azienda aeronautica del gruppo Finmeccanica. Lo stabilimento piemontese di Cameri (Novara) verrà attrezzato per diventare l'unica linea di montaggio finale del velivolo al di fuori fuori dagli Stati Uniti, dove verranno assemblati tutti gli F-35 destinati alle forze aeree del Vecchio Continente (per ora è certa l'Olanda). Secondo i piani, l'Alenia di Cameri si occuperà anche delle successive revisioni e aggiornamenti per tutta la vita operativa degli F-35, vale a dire per altri trentacinque anni circa.

      Un riarmo contro la crisi. Secondo la Difesa, il super-bombardiere F-35 creerà almeno 10 mila posti di lavoro, genererà un forte sviluppo tecnologico dell'industria italiana e determinerà un incremento del Pil. Insomma, il riarmo come via d'uscita dalla crisi economica, come con la Grande Crisi degli anni '30 e con la Grande Depressione di fine '800. Peccato che in entrambi i casi questa strada abbia condotto a guerre mondiali. Di certo - questo il documento di La Russa non lo dice - l'impiego dei nuovi bombardieri nelle missioni "di pace" produrrà anche morti, mutilati e sofferenza. E se non dovessero mai venire usati - improbabile - risulteranno del tutto inutili. Forse questi 13 miliardi di euro di denaro pubblico - nostro - potrebbero essere investiti in qualcosa di più utile alla collettività. Spetta alle due commissioni parlamentari decidere nelle prossime settimane.

      Enrico Piovesana
      http://it.peacereporter.net/articolo/14849/Per+la+guerra+i+soldi+non+mancano

    1. myone 14 aprile 2009

      Di soldi se ne intascano a valanghe, e vanno sempre in bordelli.



      Peccato per i terremotati, anche se di colpa ne hanno pure loro.

      Richiedere un attestato all' acquisto di casa antisismica, e' il minimo per no essere coglionati.

      Rimettersi a posto una casa sapendo che prima o poi crollera', e' il minimo.



      Io terremoterei tutti i politici e gli scribacchini predicatori del nulla.

      Anzi, facitori del peggio.

      Condivido l' articolo, ma purtroppo l' apparato caritas-stato, funziona come istituzione.

      Dovrebbe funzionare come intelligenza, ma il bordello sta' in piedi uguale.

    1. massi 14 aprile 2009

      Condivido pienamente.
      Chi vuol capire ha capito il senso dell'articolo.
      Tutta la mia stima a Giacomo Di Girolamo.

    1. robocop 14 aprile 2009

      Ieri abbiamo visto i funerali solenni delle vittime del terremoto di L'Aquila, 280 persone di tutte le età.



      Siamo veramente un bel popolo, tutti uniti di fronte la tragedia, ma mi chiedo: dove eravamo quando si creavano i presupposti di questa tragedia e delle tante tragedie che il nostro paese ha vissuto e continuerà a vivere?



      C'erano tutti politici ed amministratori (destra, centro, sinistra), tutti in prima fila a rappresentare tutti gli Italiani, ma io non mi sono sentito affatto rappresentato, non so quanti Italiani si siano sentiti rappresentati, ma so che sono molti che la pensano come me.



      Non so a voi ma a me questa sfilata di politici, mi ha ricordato i funerali di Falcone e Borsellino uccisi da uno stato che li aveva abbandonati.

      La solita farsa Italiana, dove questi politici e giornalisti (parassiti con le facce come il culo, senza offesa per il sedere), vorrebbero che alla loro farsa ipocrita si unissero tutti gli Italiani; cittadini che vengono chiamati in causa solo quando c'è da piangere i morti, fare i volontari e fare le collette.



      Queste disonorevoli sanguisughe, fanno finta di non sapere che tutti i giorni gli Italiani pagano, sulla loro pelle, i danni di una classe politica corrotta che fa gli interessi di lobby economiche e mafia e sempre meno dei cittadini.

      Certo l'Italia è fatta anche di persone che si nutrono di sport e film, incantati da nani, ruffiani e ballerine, milioni di pecore che ora si accodano al cordoglio perché oggi è quello che gli dice di fare la televisione, poi quando la televisione gli dirà, che si deve guardare avanti, che la vita continua e li libererà dal condizionamento, riprenderanno a pensare alle solite cose idiote, fregandosene della società che li circonda .

      Invece agli Italiani veri gli si spezza il cuore e si arrabbiano molto quando assistono a queste tragedie, perché oltre tutti i soldi che questi farabutti ci hanno rubato, dobbiamo anche piangere i nostri morti.



      Ora chiedo a voi Italiani (quelli veri): "fino a quando volete continuare a fare la comparse in questo grande teatro in cui è stata trasformata la nostra Italia?".

      Io da questa fiction tutta italiana sono uscito da qualche anno, quando mi sono reso conto che fuori dalla finzione scenica, il nostro paese sta avviandosi verso una spaventosa decadenza.



      Ho gettato la mia maschera, ho lasciato il mio posto in questo grande teatro che è diventata l'Italia e mi sono messo alla ricerca di persone, che prima di me avevano compreso e fatto il mio stesso gesto. Ho scoperto che siamo tanti e che molti di noi, non trovando spazio per le loro idee in questa fasulla farsa italiana, stanno usando internet per denunciare questo degrado e proporre soluzioni.



      Si dice che in questi momenti non bisogna fare polemiche (lo dicono loro), che bisogna essere uniti nel dolore, ma è proprio il mio dolore e soprattutto quello delle persone che hanno perso tutto, persone care, abitazioni, i loro averi, la loro città, i loro paesi ecc.., che invece mi fa gridare questa polemica.

      Chi conosce gli abruzzesi sa che sono gente forte, concreta, orgogliosa ma che oggi non possono gridare, perché distrutti dal dolore e perché ostaggio di queste istituzioni corrotte, al quale i poveri Aquilani dovranno elemosinare per anni gli aiuti che gli spettano di diritto.



      E' penoso vedere questa gente dover chiedere aiuto a questi politici e giornalisti corrotti, che da decenni sono collusi e coprono: banche, finanzieri e imprenditori mafiosi che hanno derubato e stanno derubando gli Italiani speculando su tutto, ma in special modo sull'edilizia pubblica.

      In Italia quello che doveva costare 10 ed essere realizzato in 2-4, dopo 20-30 anni è costato 100, e non vale nemmeno i 5 che sarebbe costato in un paese civile; siamo un paese particolare, i costi ed i tempi si moltiplicano per 2, 5 e 10, mentre la qualità dei lavori si riduce.





      Poi si vantano dei complimenti dei paesi esteri alle nostre squadre di intervento (che stimiamo e ringraziamo), peccato che non ci dicono quello che pensano gli stranieri sul fatto che le nostre strutture antisismiche hanno ucciso persone, con un terremoto che in altre nazioni civili, non avrebbe procurato nessun danno.



      In Italia i politici ed i giornalisti hanno pochi compiti che è facile riassumere:

      1) Spartirsi il potere

      2) Fare gli interessi dei loro padroni (banche e multinazionali)

      3) Partecipare ai riti di stato.

      4) Fare leggi a favore delle lobby



      Ma il compito più gravoso è quello di far credere agli Italiani di vivere in una vera democrazia e per fare questo è stato allestito un grande palcoscenico (secondo solo a quello degli USA), dove sono tutti li a recitare il copione dell'uomo buono e onesto, mentre nella realtà sono egoisti, cinici e ladri.



      Quando vedo politici, giornalisti, presentatori, attori, ballerine, vallette, parlare di queste tragedie parlando di impegno, unità e giustizia, mi viene da piangere; con le loro recite perfette, fanno sentire l'uomo comune un povero scemo egoista, Il povere italiano che pensa: "loro si stanno impegnando così tanto" mentre lui povero operaio, già stanco del suo lavoro, si sente in colpa perché il massimo che può fare è donare pochi spiccioli.



      Il povero misero Fantozzi, però si riconsola pensando che almeno lui non è uno sciacallo, ma per fortuna che i nostri politici stanno già facendo una legge per punire severamente questi esseri ignobili; peccato che prima hanno fatto i condoni per gli amministratori pubblici e gli imprenditori che si sono rubati miliardi e dopo lasceranno che le solite imprese insieme alla politica rubino la maggior parte degli aiuti alla ricostruzione.



      Perciò nessuno si senta in colpa, questi politici corrotti e questo codazzo di ruffiani e di mignotte, sono la prima causa di questa Italia corrotta e decadente; questi campano alla grande sulle nostre spalle ed il loro unico compito, è ammansire gli Italiani affinché si lascino derubare senza fare problemi.



      Ora che ci sono i riflettori sul terremoto e lo spettacolo è in onda, gli attori coinvolti stanno dando il meglio di se, ma tra qualche mese quando si dovranno spartire gli appalti, lo spettacolo sarà meglio se si sposterà su un altro evento, non sia mai che gli Italiani capiscano come vengono gestiti i loro soldi.



      Ci sarebbe ancora molto da dire ma il nostro compito è più arduo del solo criticare, e quindi dopo che ho esposto quelli che sono i fatti (a mio modo di vedere); vediamo se da quello che è successo riusciamo ad imparare qualcosa.



      Cominciamoci ad assumere anche le nostre responsabilità, e quindi (a onor del vero) bisogna dire che tutti noi partecipiamo a questa grande recita (magari solo come comparse) ed è da ipocriti sperare, che proprio le persone che vivono di questo grande spettacolo, si ravvedano e gettino per prime la maschera.



      Questo (a mio avviso) è il più grande problema Italiano, viviamo tutti in una grande recita e siamo tutti cosi impegnati per fare in modo che la finzione funzioni, che per la realtà vera non rimane che il tempo per vivere alla giornata.

      Non è un caso che siamo governati da un signore che è padrone di televisioni ed organi di informazione, non sarebbe possibile senza avere questi mezzi nascondere la realtà agli Italiani, che per quanto siano la caricatura di Fantozzi, se li tocchi al portafoglio si arrabbiano molto.

      In questi anni mentre venivamo addomesticati dalla TV e dai giornali, ci hanno sottratto tutte le ricchezze dello stato, che i nostri nonni e padri avevano costruito con grande sacrificio, da qualche anno stanno rubando anche i nostri risparmi ed hanno già da tempo indebitato le prossime 3-5 generazioni.



      Di fronte a tutto questo gli Italiani devono chiedersi se gli conviene ancora partecipare a questo grande spettacolo, che serve solo per lasciare in mutande le loro famiglie fino ai pronipoti.



      Non possiamo più continuare in questo modo, siamo in una fase economica discendente che impoverirà milioni di Italiani, con conseguenze pericolose anche sulla stabilità sociale. Dobbiamo il prima possibile uscire da questo immenso teatro, e costruire realtà sostanziali e smettere di fare in milioni le comparse di questa grande recita.



      Io insisto nella soluzione di uscire dalle città perché, secondo me, se metti un uomo in una città, dove vive come un automa, a fare per 80% del suo tempo cose utili solo a questa grande scenografia, come possiamo pretendere che lui cambi la realtà; alla fine è cosi immerso nella recita che non sa nemmeno più cosa sia la realtà.



      Bisogna tornare alla vita semplice, a contatto con la natura ed ai rapporti veri tra le persone, solo allora l'uomo potrà capire chi è realmente e guidato dalla sua parte più elevata (quella spirituale), sarà in grado di ideare e costruire un nuovo modello di sviluppo.



      Se rimaniamo come siamo, la scena teatrale sarà forzatamente sempre più bella (per nascondere i danni che provoca) e la virtualità scenica dei computer (non realtà virtuale, perché non è una rappresentazione virtuale della realtà, ma della recita) diverrà sempre più sofisticata; mentre la realtà vera nascosta dalla finzione diverrà sempre più decadente.



      Già è facile notare come i problemi reali delle persone, stridono con una televisione, che da pacchi milionari, occupa il tempo degli italiani con reality che sono pura finzione, e si occupa di temi futili per nascondere una realtà in decadenza.

      Bel trucco chiamare una realtà programmata in un ambito ristretto reality, ci condiziona a pensare che quella che viviamo è una realtà libera scelta da noi, mentre invece è una realtà forzata nel quale siamo costretti a vivere; e come far vedere agli animali di una riserva altri animali che vivono in uno zoo, a quel punto i primi penseranno di essere liberi.



      Siamo arrivati al punto che la scusa di chi fa televisione idiota è che non si può più mostrare la vera realtà economica, perché questa indurrebbe le persone ad una reazione in grado di far crollare lei stessa la nostra economia.

      Mi faccio un domanda: non è che questo accadrebbe solo perché la nostra economia è fasulla?

      O che loro non vogliono far vedere la realtà economica, perché le persone si accorgerebbero del saccheggio che stanno perpetrando ai danni del popolo Italiano.



      Comunque sia, cosi non si può più continuare, non si può vivere in una fiction per sempre; perché ad un certo punto la realtà (struttura portante) decadrà ad un punto tale, che tutto ci crollerà addosso.

      Ora io penso che se siamo capaci di de-ristrutturarci da soli, questo rappresenterà un momento di crescita, mentre se aspetteremo che crollerà tutto, rimarremo tutti sotto le macerie e ci vorranno decenni per ricostruire.



      Dobbiamo capire che noi siamo la prima generazione a cui è permesso di passare tanto tempo in una recita collettiva ed in una realtà scenica virtuale, mentre la vera realtà decade.



      La cosa che nel passato, ha permesso alle nazioni occidentali questo falso sviluppo e di vivere al di sopra delle loro possibilità, è stato il saccheggio (operato per secoli) nei confronti degli altri popoli meno sviluppati; fortunatamente questo è sempre più difficile in quanto diversi paesi stanno uscendo dal sottosviluppo, pensiamo a Cina, India ed America latina e quelli che sono rimasti da sfruttare (Africa su tutti), sono ora terreno di conquista anche delle nuove economie nascenti.



      Ma quello che (da decenni) è il sostegno di questo falso sviluppo mondiale sono la scienza e la tecnologia che, purtroppo, aumentano la capacita produttiva anche in un sistema inefficiente; molti continuano a pensare (secondo me sbagliando) che la scienza e la tecnologia evolvendosi, possano risolvere tutti i problemi di inquinamento che da tempo stiamo generando con la nostra inefficienza ed i nostri sprechi.



      Invece secondo me, se per tenere in piedi questo costoso ed inefficiente teatro, continuiamo a distruggere la realtà (il mondo in cui viviamo), finisce che anche la scienza e la tecnologia per risolvere problemi sempre più grandi, si metteranno al servizio della grande finzione dello sviluppo (in effetti già lo sono).

      Ed allora ci diranno che il problema delle scorie radioattive si può risolvere, che possiamo alimentarci senza problemi con gli OGM (organismi geneticamente modificati), che le fonti d'acqua inquinate non sono un problema (basta alzare per legge i limiti), ecc....................................................... .



      E' quello che è successo e sta succedendo con l'economia (anche lei vittima di questa recita planetaria), visto che l'economia reale dei paesi occidentale è ferma dal 1973, sono quasi 4 decenni che abbiamo creato una economia scenica che si basa sul debito.

      Difatti in questi ultimi anni, siamo in una crisi economica, dovuta proprio a questi enormi debiti che stanno paralizzando l'economia reale. Ed a questo dobbiamo trovare velocemente una soluzione.



      Dobbiamo lasciare che l'economia scenica si autodistrugga (controllandone la caduta) e questo anche se doloroso (secondo me) è il male minore che potremo avere. La distruzione dell'economia scenica, distruggerà anche tutte le altre sceneggiature che si alimentano da questa, e ci obbligherà a ripensare velocemente ad un nuovo modello di sviluppo.



      Se invece noi salviamo questa economia, con altro debito (continuando una economia scenica), corriamo il rischio che il crollo non derivi dall'economia, ma dall'eccessiva distruzione della natura (da parte di questa grande, inquinante e costosa recita umana); ed allora sia l'economia scenica che quella reale crolleranno, tutto si paralizzerà, e l'uomo non avrà più nessuna possibilità di modificare la realtà terrificante nel quale si ritroverà.



      Non penso abbiamo molto da scegliere o ristrutturiamo la nostra economia, costruendo un nuovo modello sociale e di sviluppo, o ci crollerà in testa; ma comunque non vi preoccupate perché politici, economisti, giornalisti, ruffiani e ballerine, ci consoleranno dicendoci che purtroppo tutto questo non si poteva prevedere.



      Ho preparato un articolo che spiega cosa accadrà all'economia delle nazioni occidentali nei prossimi anni, scritto sulla base delle ultime decisioni del G20 e degli Usa; vi anticipo solo il titolo: Occidentali, preparatevi a diventare poveri.



      Saluti

      http://www.ecolcity.it [www.ecolcity.it]

    1. AlbaKan 14 aprile 2009

      Trovo questo articolo ridicolo. Quale sarebbe il modo per cambiare le cose? L'autore dell'articolo, non dice se va a votare...questo già sarebbe un'indizio...Al di là dell'indignazione sacrosanta che abbiamo TUTTI, nessuno è in grado di dare un'alternativa. La SCUSA di dire "io non faccio beneficenza perchè i soldi non vanno dove dovrebbero andare" è l'alibi delle persone menefreghiste. Nemmeno io mi sono commossa davanti alle lacrime di coccodrillo di certi politici, o al finto interessamento per tanta povera gente, ma essendo una pesona onesta SO per certo che le persone oneste esistono, e anche se solo un decimo dei soldi raccolti servissero ad aiutare quacuno io sarei soddisfatta...anche perchè parliamoci chiaro...non è che qualcuno si fa un mutuo per fare beneficenza, rinunciare a 2 euro non cambia la vita, e il nobile fine (per le persone oneste), vale il rischio che si corre.....Dire alle vittime di questa tragedia "Non avrete i miei soldi perchè in Italia ci sono una sacco di sprechi"....è ripugnante...per il resto sono d'accordo..........................................""""Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso"""".............................E' giusto poter esprimere le proprie opinioni, ma ricordiamoci che gli ITALIANI non sono solo questi....

    1. castigo 14 aprile 2009

      grazie per averlo pubblicato qui.

      e complimenti a Di Girolamo, ma è ancora poco.....

    1. TitusI 14 aprile 2009

      Uno dei migliori articoli che io abbia mai letto su CDC.
      Condivido in pieno, non ho altro da aggiungere.

      Grazie.

Visualizzati 20 di 61 commenti approvati.