MA E' GIUSTO MANIFESTARE PER L'UCCISIONE DI UN CANE ? (A PROPOSITO DI SNOOPY)

MA E' GIUSTO MANIFESTARE PER L'UCCISIONE DI UN CANE ? (A PROPOSITO DI SNOOPY)

DI BERENIKE

senzasoste.it

Questi giorni di clamore mediatico sollevato dalla scellerata uccisione del cagnolino Snoopy (nella foto) (la notizia qui) mi hanno visto seguire, a volte divertita a volte sbigottita, i commenti e le critiche mosse a chi, come me, ama gli animali.

Quello che è successo è inqualificabile, quindi chi giustifica o minimizza quel gesto non merita la mia attenzione.

Invece la mia riflessione la rivolgo a coloro che pensano di poter valutare con obiettività cosa è giusto e cosa non lo è: qual è la misura giusta dell’amore, qual è la causa giusta per poter manifestare il proprio dissenso, ma anche a quelli (e ne ho letti a decine) che sono convinti che una forma di amore ne escluda un’altra e una presa di posizione o un impegno in prima persona automaticamente ti renda impermeabile ad altre sollecitazioni.

Credo di essere in grado di decidere, in perfetta autonomia, quanto amore donare a qualsiasi essere vivente, umano o animale che sia, senza dover essere giudicata o bacchettata da nessuno.

Le forme dell’amore sono tante e diverse, invece di “promuovere” solo quelle più aderenti al proprio modo di vivere o di pensare, proviamo ad allargare un po’ la nostra visuale, chissà, potrebbe arricchirci.

Una forma di amore non ne esclude un’altra e non esiste un serbatoio limitato che rischia di esaurirsi se siamo in grado di provare amore ed empatia in più di una direzione.

In questo modo rispondo anche a quelle persone che ritengono più giusto indignarsi e/o manifestare per qualsiasi altra ingiustizia o problematica. Tranquilli!! Parafrasando il Che, sono in grado di incazzarmi per qualunque ingiustizia commessa contro chiunque nel mondo, specialmente se più debole ed indifeso.

Si sono levate molte voci a ricordare di scendere in piazza per cose più serie: bene, io già lo faccio, ricordatevelo anche voi dopo aver perso tempo a scriverlo. Disoccupazione, emergenza casa, ecomostri, diritti negati...mi hanno sempre vista in piazza, a fianco di chi difende il proprio posto di lavoro così come accanto a chi chiede giustizia per le 140 vittime del Moby Prince, ma questo non mi impedisce certo di chiedere con forza una legislazione più severa per quel che concerne i crimini perpetrati a danno degli animali.

E’ stato copiosamente scritto che ci sono mille problemi ben più gravi. Bene. Attivatevi in prima persona perchè da dietro una tastiera si conclude ben poco. Non ritenete di sprecare tempo prezioso a criticare chi fa qualcosa quando invece potreste impiegare questo tempo per tentare di risolvere tutte quelle storture ed ingiustizie che denunciate nei vostri commenti e nei vostri post? E se già lo fate, non ritenete sia vostro sacrosanto diritto poterlo fare in santa pace senza essere giudicati o offesi da chi si dedica ad altro?

Questi miei interrogativi non vogliono essere un’accusa contro nessuno, ma credo fermamente che il mondo sarebbe di gran lunga migliore se passassimo meno tempo a criticare chi fa qualcosa e ci rimboccassimo le maniche per attivarci, ognuno di noi, in qualsiasi voglia priorità affine alla propria sensibilità.

Solo altri due piccoli appunti per concludere.

Il primo è una rassicurazione per chi scrive “si commuove per un cane e poi mangia la bistecca”. Ho smesso da tempo di cibarmi di qualsiasi animale, proprio in virtù dell’amore immenso che nutro nei loro confronti. E sto di lusso. Il secondo è per quelli che, in nome di Snoopy inneggiano alla gogna pubblica, all’odio, alla vendetta. Siete proprio sicuri di avere imparato bene la lezione che i nostri amici animali vogliono darci? Non ne sarei così sicura...

Berenike

Fonte: www.senzasoste.it

Link: http://www.senzasoste.it/la-vostra-voce/lettera-a-proposito-di-snoopy

14.08.2015

14 agosto 2015

Commenti (31)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. lanzo 19 agosto 2015

      Allora, caro cittadinoF - quando vedi un cane al guinzaglio per strada, se fai caso. non e' l'umano che PORTA il cane ma il contrario. Se il cane e' davanti e tira, significa che il cane non ti considera proprio.

      Faresti meglio, se sei interessato, a googlare Cesar Millan che un paio di cose ce le spiega.
      Io non ho il problema, ho 4 cani educati in quanto vivono in un branco di gente umana educata che li tratta bene, sanno che non devono rompere le palle, non abbaiano o se lo fanno per 10 secondi massimo - mi trasmettono amore ed un senso di protezione 2 sono rottweiler tosti e due sono trovatelli trovati mezzi morti per strada - ma sono diventati un branco unito e che difenderebbe sia me e - magari a malincuore - anche i 3 gatti di casa, da qualsiasi minaccia esterna. Chi vuol capire capisca.
      Poi la storia che i vegani/vegetariani tirano sempre fuori e' che i canoigatti sono carnivori - Quindi ? Ammazziamo tutti i cani e gatti - Fateme capi', questi ancora fanno finta di non capire che viviamo su un pianeta infernale dove il pesce mangia pesce, l'uccellino carino mangia il vermino carino, il ragno mangia il povero insetto, le formiche, i formichieri mangiano le formiche, le foche i pesci, gli squali le foche - ossia siamo in una situazione di orrore cosmico, non e' che se riusciamo a diventare vegetariani cambiamo qualche cosa.
      E quando moriremo, sia vegani o carnivori saremo divorati da vermi NON polically correct che ci spolperanno allegramente.

    1. lanzo 19 agosto 2015

      Stessa cosa per i cani e pure i gatti- magari il branco sia gattesco che canino, non ammazza l'estraneo ma lo fa fuggire.

      Bestiacce incivili che non conoscono il politically correct e si rifiutano di aderirerire al veganismo.
    1. clausneghe 19 agosto 2015

      Non so Lanzo... Io di cani ne ho avuti parecchi, pensa che andavo pure a caccia, con il mio povero papà... E gatti ne ho , o meglio li ha mia moglie, una decina e più.

      Non credo tu possa insegnarmi molto sul come tenerli, e cmq non accetto scusanti per il malvagio idiota che ha sparato al Piangi.
      Dovessi averli davanti, il rozzo sparatore e il tenero gattino, sul famoso ponte, getterei giù senza esitazioni l'umano degenerato.
    1. cittadinoF 19 agosto 2015

      Quando vedo un cane al guinzaglio mi piacerebbe tanto vedere il suo padrone nella stessa situazione (la cravatta non vale, anzi va portata solo in chiesa come manifestazione della propria eresia ma non divaghiamo..), mi piacerebbe vedere l'entità che dichiara di essere superiore a qualsiasi animale essere strozzata perché fa solo quello che natura gli ha insegnato essere libero di andare dove vuole e non dove vuole il suo padrone, non vivere tutto il giorno in un monolocale abbagliando e bestemmiando perché non c'è lo spazio nemmeno per far finta di cacciare (è giusto addomesticare? chissà cosa avrebbe detto San Francesco al riguardo!).

      la falsa retorica ti inganna, mi hanno mostrato-indottrinato (TV) che l'ippopotamo è un animale docile e mansueto, forse quando sta da solo sul fondale, tu prova ad avvicinarti per accarezzarlo e con grande meraviglia ti accorgerai di non avere più un braccio se sei fortunato.
      mi hanno detto che gli animali non si uccidono tra membri della stessa specie!? (propaganda WWF?!) ma un leone quando invade un territorio non suo viene immediatamente massacrato dai leoni proprietari di quella zona e quando il re della foresta conquista ,la prima cosa che fa e quello di eliminare le cucciolate degli sconfitti, mi ricorda molto il comportamento delle bestie umane! io parlo per me stesso perché in questo tempo spazio posso parlare solo per me stesso come ognuno dovrebbe fare, siamo solo stupende singolarità e no ci manifestiamo per essere menti collettive!
      Ama e odia tutte le cose, ma ricorda che sono te.
    1. lanzo 18 agosto 2015

      @ klaus e Franchino

      Il discorso e' lungo ma la colpa e di chi non sa tenere i cani.
      Cominciamo x klaus con i gatti: Vivo con 5 cani e 4 gatti che convivono abbastanza pacificamente - non che si amino - allora, hanno sparato al tuo gatto ? E qui bisogna fare distinzioni, sicuramente c'e' piu' gente che odia i gatti che gente che odia i cani - retaggi medioevali probabilmente.
      Io per esempio mi trovo un paio di gatti che entrano dentro casa e si pappano tutto quello che trovano, gli avrei sparato.
      I cani ogni tanto se ne accorgono del gatto incursore e fanno il casino proforma ma mai che abbiano azzannato il colpevole.
      Poi, un episodio vero - a Roma - zingarelli si sono divertiti ad ammazzare una gatta che aveva partorito e gli hanno bruciato i gattini con la benzina.
      Sempre Roma, il mio quartiere e' il Flaminio, non vedo piu' gatti in circolazione. Totalmente scomparsi. In compenso gli zingari sono super aumentati.
      Cani, ricordo stavo studiando e c'era sto cazzo di canetto su un balcone che abbaiava in continuazione, ti giuro se avessi avuto un fucile gli avrei sparato. Ero giovane, non sapevo niente, attribuivo al cane la stronzaggine e ignoranza del padrone. Il cane e' come un bambino, non sa e non puo sapere se quando esci torni, hanno una differente concezione del tempo. sto cagnetto manco so se aveva l'acqua, no, l'avevano lasciato sul balcone sotto il sole ! I miei cani non abbaiano quasi mai, vabbe' 2 sono rottweiler e lo fanno per 20 secondi solo per dimostrare che si guadagnano il vitto e alloggio, il mio vicino ha 4 cani e probabilmente uno dei gatti incursori, ma abbaiano solo se qualche estraneo arriva vicino al cancello.
      Se il cane vive in un ambiente equilibrato non da' problemi.
      Il cane in questione mi sembra sia un mix di pastore australiano con qualcosaltro - il pastore australiano e tutti i cani da pastore necesittano esercizio, tipo il padrone lo dovrebbe far camminare almeno 2 ore al giorno, per scaricare l'energia insita - invece lo tiene a casa come fosse un gatto o uno gnomo da giardino.

    1. castagna 18 agosto 2015

      Bella lì franchino22! Pensavo di essere da solo... “Candidato no-dog” suona da dio! non ci sarei mai arrivato a queste definizione di marketing politico.. Chissà se ci arriviamo a liberarci da questa inciviltà dei cani in città. Io un candidato sindaco che non capisca neanche la merda, nel senso letterale del termine, non lo prendo in considerazione.


    1. mincuo 18 agosto 2015

      Secondo me è stato un buon test.

    1. franchino22 18 agosto 2015

      Completamente d'accordo con makkia e castagna.
      Probabilmente esistono padroni responsabili, ma non ne ho mai incontrato uno.
      Se uno lavora ed e' obbligato a lasciare il cane (abbaiante) sul terrazzino per ore e ore, allora non dovrebbe avere un cane. Con il mio vicino (un tipo veramente menefreghista) succede troppo spesso - e di notte, dato che lui lavora in un locale!
      Anche il mio voto al primo candidato no-dog!!! Mi dispiace per i padroni responsabili, ma ad azione corrisponde reazione...
    1. natascia 18 agosto 2015

      Amo troppo gli animali per costringerli a vivere con me. Unica eccezione le api con le quali ho una certa promiscuità e che cerco, come tutti gli alienati umani di sfruttare ( o esserne sfruttata? ) con scarsi e dolorosi risultati. Ecco, l'osservazione delle api, e' molto utile per comprendere come andremo a finirei. Era una delle possibilità e a questo sembra siamo diretti a tutta velocità. Un macro-organismo senza individualità, efficente, intelligente, completamente intercambiabile dove la regina vive 5 volte piu' dell'operaia e dove le nutrici possono decidere la morte della regina. Si, lontani ancora milioni di anni, ma li' arriveremo.

    1. GioCo 18 agosto 2015

      La disillusione data dalla mente e da un attenta manipolazione dei nostri programmi mentali (cioè i costrutti che ci abilitano al pensiero) cerca di opporre all'idea di convivenza con il contesto selvatico, un idea di obbligatorio "ritorno al passato". Sono tutte sciocchezze.
      La tecnologia non è in discussione, non lo è mai stata e mai lo sarà. Posso inventarmi un aereo che vola senza dovermi impestare di merda le nari e squartarmi i timpani di rumore, anche perché così è iniziata l'avventura del volo, non con i fratelli Wright nel 1903, ma con i Montgolfier nel 1780: non noti come si dimentica questa evidenza così facilmente? Posso avere treni in tubi pneumatici di facile deposito e mantenimento e bassissimo costo energetico, la tecnologia era già disponibile nel 1806. Tali costrutti sono mantenibili a energia rinnovabile, oggi potrebbero solcare gli oceani, come fanno i tubi del Gas, sfruttando gli stessi identici macchinari installatori.
      Posso cioè avere un mondo tecnologico ma non tecnofrenico che incentiva la tecnologia adatta e adattabile a un contesto essitente affiancato e protetto, rispettoso della vita che vi trovo, non semplicemente consumato a morte e per qualsiasi sciocchezza irragionevolmente "libera" mi passi per la cucuzza. Posso averlo, è facile, è quello che da principio avremmo dovuto avere.
      Se, non fossero intervenuti interessi, corruttele, speculazioni, denaro-potere-ricchezza a palate, cioè putroppo la bestia oscura medioevale apocalittica dell'Abisso.

      Il mondo che ha vinto è il mondo della scommessa. Abbiamo scommesso che se ci mangiavamo i coglioni avremmo potuto comunque fare figli. Oggi stiamo diventando sterili, non solo perché sognamo corpi di percore cibernetiche in cui migrare, in quanto "migliori" di quelli che la storia ci consegna, ma perché abbiamo perso il filo del nostro pensiero. Non solo non sappiamo cosa stiamo pensando, perché lo stiamo pensando, ma neppure come funziona il pensiero. Pensiamo "liberamente" stupidaggini alimentate che vogliamo siano nostre per non impazzire all'idea che non abbiamo la proprietà di niente. Tanto del corpo come del pensiero.
      Credi che esagero? Dovresti il contrario. In effetti, cerco in ogni modo di limitarmi perchè sono perfettamente cosciente che altrimenti nemmeno i pochi e molto resistenti che mi seguono potrebbero ascoltare. Ma le cose (putroppo) stanno immensamente peggio di così ...

    1. clausneghe 18 agosto 2015

      Una storia simile se non uguale è capitata,mesi fa, anche a me, anzi al mio gatto, per sfortuna.

      Infatti, qualche buon, si fa per dire, vicino, me lo ha ferito mortalmente con una pistola, ho via la palla estratta dal veterinario.
      Il gattino, Piangi si chiamava, è morto, dopo grosse sofferenze e a me è rimasta la parcella da pagare oltre alla sofferenza nel vederlo con la zampa dilaniata.
      Ho denunciato il fatto ai CC, sottolineando che nella via c'è un individuo che spara nell'abitato con una pistola o simile.
      Credete che abbiano fatto indagini? Seeee...
      Auguro allo sparatore folle che il male causato gli possa ricadere addosso.
      Provi lui, magari per un tumore alla gamba, il dolore che ha causato ad una bestiola innocente.
    1. giannis 18 agosto 2015

      Che poi le razze dei cani non sono dei veri animali ma " esseri " creati in laboratorio , per questo hanno problemi di salute

    1. RenatoT 18 agosto 2015

      Infatti, sono sempre i padroni dei cani i responsabili dall'equilibrio psicologico del cane che si ritrova a vivere tralaltro nel suo matrix, completamente scollegato dal vero motivo per cui la natura lo ha selezionato per l'esistenza.


      Ne ho viste di storie da te descritte... mio padre era uno di quelli che andava fuori di testa se veniva disturbato nei momenti in cui recuperava le forze o di notte, per lui le 10 di sera, per altri, si sa', il momento della buonanotte puo' arrivare alle 3 del mattino.
      Molte cause in cui hanno guadagnato solo i tribunali e gli avvocati, mai violenza, ma urlate e botte di scopa sui soffitti che perdevano ormai intonaco alle 2 di notte.... ne ho viste molte. La gente puo' andare fuori di testa per certe cose specialmente se è infelice... cioè tutti.

      Quel povero cagnolino probabilmente soffriva di sindome da abbandono, un classico, il cane vive in ansia praticamente tutta la vita... finchè non gli viene un cancro o muore molto prima per cibo incompatibile con la sua natura... dopo aver foraggiato veterinari e la solita industria.



      ... e la stessa cosa, piu' o meno, succede alle persone.

    1. natascia 18 agosto 2015

      Concordo, ma rilevo la totale impossibilità umana di vivere essa stessa in un giusto ambiente, e di vivere la sua giusta opera di vita. Quindi, in un'ipotetica situazione di miglior ambiente, l'animale ormai alienato morirebbe o di buon grado ritroverebbe un equilibrio naturale, per l'uomo, la vita ormai spetterebbe ai piu' tecnologici e ai piu' sfruttatori. Il processo e' irreversibile, le macchine hanno plasmato ormai le nostre menti. Amare e vivere con un'animale oggi, altro non e' che un goffo tentativo di riproduzione di un lontanissimo e falso dejà-vu, anch'esso utile alla nostra allenazone..

    1. RenatoT 18 agosto 2015

      io credo che nell'ecosistema del pianeta terra, siano molto importanti le formiche, come lo sono tutti gli esseri viventi che vivono in equilibrio da sempre con tutti gli altri... fino all'arrivo dell'uomo con l'agricoltura e industrializzazione.


      Solo noi stiamo distruggendo l'equilibrio... quindi egoisticamente parlando, si il cane è piu' importante, ma nel mondo reale è probabilmente piu' importante una formica, un ape ... gli stessi microbi sono fondamentali per la vita... ne abbiamo 1.5 kg. nel nostro corpo... che distruggiamo con gli antibiotici che ormai vengono dati per qualunque cosa, anche per problemi virali... o cancro.

      Il cane da compagnia di oggi, fa una vita innaturale, infatti quasi tutti i cani hanno problemi psicologici... come gli esseri umani daltronde.

    1. temuchindallaCina 18 agosto 2015

      Io adoro gli animali, ne ho avuto tanti in vita mia e mai ho permesso loro di rompere gli zebedei agli altri.

      Per esempio, come mai nessuno manifesta mai, quando un pit-bull rovina o uccide un bambino? Di chi è la colpa? Del cane o del padrone?

      Concordo su tutto ciò che hai detto.

    1. GioCo 18 agosto 2015

      Nello spazio di un era industriale dove domina lo zucchero, raffinato o chimico dietetico che sia, comunque più tossico e pericoloso della cocaina, liberamente mescolato in quasi tutti i prodotti alimentari per indurci al bisogno di cibo e nutrire la scommessa dell'industria alimentare, che spazio avrebbe la discussione sul cibo sano?
      Che senso ha parlare della dannosità della carne o della brutezza intriseca del nutrirsi di un altro animale nei superaffollati scaffali dei reparti di "cibo per bestie" ... umane comprese ... piene soprattutto di cibo spazzatura?
      Nel caso del discendente del "canis aureus", meglio conosciuta come "canide", poca, dato che nasce quasi onnivoro, ma con preferenza per la carne, viva o morta che sia (si nutre in preferenza di carogne). Non credo che saremmo feilici di dare in pasto al nostro cane delle carogne, ma almeno ideologicamente, riusciamo a fare di meglio. Infondo siamo umani e quindi riusciamo distinguerci sempre rispetto la bestia per le migliori performace deprecabili.
      Siamo felci di rinnovare il suo ruolo di "garbage collector" alimentare, potenziandone le prestazioni. Certo, un po' a caro prezzo, ma volete mettere i risultati?
      Riusciamo a farli felici di consumare certe schifezze che nemmeno il McDonald osa offrire ... per adesso. Ma dategli tempo, sono certo che per i miracoli sono al lavoro per noi.

      Scherzi a parte, la questione del cibo non verte mai sulla questione ben più critica del suo prodursi. Le industrie del cibo hanno già messo le mani avanti rendendo illegali i semi che accompagnano la nostra storia alimentare da sempre nei siti di produzione agroalimentare più importanti del pianeta, trasformando i sottoproditti in farine che permangono ricche sopprattuto di agenti patogeni e residui di anticriptogamici ed erbiciti vari, oltre che alle persistenze di altri agenti altamente tossici, come quelli chimici dovuti all'alterazione della qualità dell'aria, delle polveri degli idrocarburi, delle nanoparticelle etc. etc. etc.
      Senza dimenticare la polverizzazione della plastica e altri agenti immessi nell'ambiente dalle guerre e dagli scarti industriali.
      Sottoforma di farina e poi riutilizzata dall'indutria si evitano i controlli e così cani e umani permangono i collettori del pattume. Ma il problema è la carne, no?

      Se poi ci spostiamo alla questione puramente di rapporti civili tra noi è l'essenza della vita, scopriamo che la nostra gioia e pervicace sensualità salutista urbana, sparisce di fronte alla vita che selezionaniamo per principio. Ratti, blatte e corvi, prodotti della nostra follia. Meno male che il problema è la carne, no?

      Ora vediamo come stiamo a rapporto con le bestie a noi più vicine. Quelle allevate. Se per un poco si distoglie lo sguardo dai canidi e iniziamo a posare lo sguardo sul desolante panorama di mucche, galline, maiali, solo per citarne alcuni, in quelle meravigliose megalopoli d'accoglienza bestiale che sono gli allevamenti intensivi, potremmo inziare a chidereci con un certo senso di ironia se il problema del prendersi cura dei corpi, della carne, non sia un problema del nostro cervello. Non dico che a una bestia fa piacere essere macellata, ma che ogni bestia è contenta di essere allevata, anche la bestia umana. Tra le braccia dell'accudente e premurosa madre, stiamo certamente meglio che indifesi in una vasca di squali o nel bel mezzo della savana.
      Ma cosa accade se la madre accudente e premurosa è una bambola di plastica che affamati squali hanno costruito per farci stare "spensieratamente" accessibili alle loro mascelle?
      Quale accidenti di premura potremmo avere per la vita dell'altro essere vivente se conta solo la sua morte?

      Per ciò, sono convinto, in effetti è un problema di carne, ma anche di cosa sia rispetto per la vita e dei corpi, rispetto per l'essenza spirituale di quello che mangiamo.
      Mangiare sano per me non è mangiare cose che fanno bene, ma sapere che ciò che mangiamo ha vissuto nel giusto ambiente e ha compiuto la sua giusta opera di vita.

    1. castagna 18 agosto 2015

      Condivido quanto scritto da Makkia, MarioG e Jor-el. Ma la cosa che fa più ribrezzo dei cagnisti/animalisti è che fanno finta di non sapere che per mantenere il loro giocattolo vivente, il “cane”, devono ammazzare centinaia di animali per sfamarlo nel corso della sua servile esistenza.

      Poi però sono vegani etici, sopra tutto etici...


      Non c'è nessuna etica, è' soltanto una ipocrisia viscida ed egoista.


      Chi ha ammazzato quel cane (per causa dell'inciviltà del padrone) è il vero amico degli animali: infatti ha salvato centinaia di animali dal macello che sarebbero stati ammazzati per sfamare l'organismo geneticamente modificato ( era uno sciacallo/lupo, guardate come lo avete ridotto!) detto “cane”. Cane che fa da sollazzo ad un poverino che ne vampirizza l'energia vitale e se ne serve per riempire i propri vuoti emotivi che non vuole affrontare: meglio schiavizzare un “cane e farsi “amare”...


      Escrementi di cani, abbaiare di cani, aggressioni di cani... è “amore” !! ..indubbiamente.


      Adesso in Milano , credo per colpa della giunta pidiota, dovevano fare i fuochi d'artificio in Darsena senza “botti” per non molestare i cani !!!! (Fortunatamente se ne sono fottuti e hanno fatto ugualmente i sacrosanti botti di Ferragosto.)


      Avete capito? Non gliene frega niente ai bigotti cagnisti dell'abbaiare dei cani che disturbano.. al contrario, sono gli uomini che si devono limitare per non molestare i cani!!!


      E' evidente che questa mania malata di tenere cani in città è un indice del degrado umano a cui molti soccombono.


      Da parte mia ho promesso da tempo il mio voto solo a quel candidato sindaco che proibisca di tenere cani in città (Milano): chi già ce l'ha se lo tenga ma non se ne possono “immatricolare” di ulteriori, andiamo ad esaurimento. Chi ha i vuoti emotivi trovi qualche altro modo di compensarli.



      A riprova che i padroni dei cani in città sono al 99% degli incivili che hanno una qualche forma di gratificazione nello spargere escrementi e latrati basti pensare che per impedire al proprio giocattolo vivente di rompere i coglioni ai vicini basta una rete di plastica alta un metro per impedire al cane di vedere fuori e di abbaiare contro chiunque passi... Dovrebbe essere obbligatoria per i cagnari che tengono i cani nei giardini di casa o, peggio ancora , nei balconi. Credete che un cagnaro ci arrivi di suo la metta la rete? No! E perché no? Perché ci gode a rompere i coglioni agli altri, ci gode nel fare frastuono... E' una forma di autoaffermazione: do fastidio ergo sum..

      Avete mai visto un cagnaro approntare una cassetta per i bisogni del suo giocattolo vivente come fanno gli estremamente più civili padroni dei gatti? No! E perché no? Perché è un povero disadattato che esprime le proprie frustrazioni e rancori contro la società spandendo escrementi sul suolo pubblico, se appronta la cassetta per i bisogni del cane poi non può esprimere se stesso tramite le deiezioni sul suolo pubblico.

      Il povero giocattolo vivente si deve tenere i bisogni finché non arriva il padrone a portarlo fuori ( è “amore”, è “amore” non preoccupatevi...). Poi dicono che il cane li ama, che quando arrivano il cane gli fa le feste... per forza!! non può neanche pisciare senza il permesso del suo aguzzino!

      Aguzzino evoluto: non vuole solo la totale sottomissione, vuole “l'amore”, l'ha modificato geneticamente per avere un organismo innaturale da cui più facilmente può vampirizzare l'energia vitale.... Terribile, no?


      I più raffinati tra i cagnari arrivano poi all'assurdo delle perversione. Dopo avere lasciato il loro organismo geneticamente modificato per essere predisposto alla vampirizzazione dell'energia vitale, il così detto “cane”, ad abbaiare in casa o sul balcone trattenendo i propri bisogni fisiologici (neanche a Guantanamo...) aspettando il “padrone” che finalmente lo porterà a cagare, lo portano finalmente a scaricare sul suolo pubblico. E lì si nota la perversione in tutto il suo degrado: i più pervertiti dal buonismo cagnista non fanno solo cagare il cane, no.... ben di più. Quelli del peggior degrado scelgono di farlo cagare in qualche luogo ben in evidenza, ovviamente mentre parlano ad alta voce al cane... e poi, dopo avere espresso il proprio disagio mostrando a tutti l'edificante scena di un cane che defeca, compiono il gesto più “civile” di tutti, il culmine della desolazione che hanno di dentro: si guantano la mano con un tenue sacchettino di plastica ben trasparente, si chinano sulla merda bella calda e fetente, e la raccolgono a mano!!! Poi fanno un bel fiocchetto al loro sacchettino di merda di cane e con l'aria di “vedi quanto sono civile io?” lo portano con professionale indifferenza verso un cestino dei rifiuti. Professionali, professionali... e certo! dieci o quindici anni a raccogliere merda di cane a mano! tutti i giorni! Ma neanche al mio peggior nemico darei una pena tale! (state ben attenti quando qualche cagnaro cittadino vi vuole stringere la mano...)


      Ma cosa sono queste se non richieste di aiuto, manifestazioni di disagio interiore, bisogno di affetto e qualche delirio di onnipotenza?


      Poi magari si ritrovano 400 alla volta per urlare il proprio disagio, la propria incapacità di amare, la falsità di difendere un animale ( il loro ovviamente, il “cane”) per il quale ne devono uccidere cento...


      E' amore, è amore... non preoccupiamoci , è soltanto amore.



    1. Earth 18 agosto 2015

      Premessa, credo che sia ingiusto ammazzare un animale se non per seri motivi.

      Comunque trovo che la gente si mobilita piu' per gli animali che non per le persone disgraziate.

      Probabilmente perche' un essere umano e' dotato di libero arbitrio, quindi quando gli succede qualche disgrazia pensiamo sempre ci poteva pensare prima cazzi suoi, se era sveglio i segnali li vedeva, ecc.

      Un animale invece poverino si trovava li per caso, un essere umano e' troppo piu' forte di un animale, bisogna proteggerlo dagli umani.
      Quindi tutto torna, gli umani sono cattivi e devono essere puniti.

      Mi domando, cosi' per curiosita', cosa pensano gli animalisti quando sono gli animali contro gli altri animali ad uccidersi e come l'uomo dovrebbe comportarsi di conseguenza.
    1. makkia 18 agosto 2015

      Educare un cane...
      ... parliamo di Rolf. Un alsaziano gigante.
      Che sapeva riconoscere il padrone (il proprietario della baita) e i "padroni junior" (i turisti ospiti della baita).
      Un giorno salgo in baita con un amico che stava giù in paese e vedo Rolf che ci punta. Strano.
      (non mi rendevo conto che io ero solo un padrone junior, non avevo lo status di branco per dare libero accesso a un estraneo).
      Avanzo lo stesso, perché Rolf era buonissimo (con me). Abbaia. Il mio amico istintivamente arretra. Rolf smette, orecchie dritte e ci guata.
      Vado avanti verso Rolf. Niente. Faccio segno al mio amico. Bau! Bau!
      Cerchiamo di capire cosa innesca l'abbaiare e notiamo una specie di sentiero, giusto un solco di erba schiacciata. Il confine della proprietà. Gli altri contadini e vicini seguono quel confine semi-invisibile perché sanno che finché lo rispettano Rolf non gli farà niente.
      Ci divertiamo anche un po', col mio amico che mette un piede dentro il confine (bau!) e lo rimette sul sentiero (silenzio). Più volte, ammirati dalla competenza di Rolf.
      Finché il padrone esce sull'aia a vedere cosa cavolo ha Rolf da abbaiare (sorpresa! Per i contadini, il cane abbaia solo se c'è motivo, non per "dimostrare esuberanza" o per "felicità nel vedere il padrone". In natura abbaiano solo per paura e/o per incutere timore).
      Il padrone fa un gesto di richiamo verso di noi e — magia! — il mio amico è istantaneamente diventato anche lui "padrone junior" e può avanzare. Rolf si avvicina, ma le orecchie sono rilassate. Insegno al mio amico a farsi annusare la mano e ad accarezzarlo da sotto il mento e non da sopra la testa, che per i cani è un gesto vagamente minaccioso e implica sottomettersi all'umano: non sempre gradiscono. Soprattutto quelli "autonomi" (che agiscono senza ordini diretti del padrone) come Rolf, hanno una cosa che chiamerò orgoglio per mancanza di un termine migliore.

      ...

      Non è questione di taglia. Rolf era un gigante, mia nipote di 3 anni lo cavalcava. Era meraviglioso coi bambini, anche estranei*. Era pure piuttosto vecchio, mezzo cieco. E gli alsaziani sono notoriamente "vocali" (il termine che i padroni di cani usano per giustificare il loro animale, chiedendoci di credere che è condannato a rompere le balle al prossimo "perché è la razza che è così").

      La questione è che se un contadino con la terza elementare può addestrare un cane in questo modo, perché un laureato di città non può fare, non dico di meglio, ma almeno altrettanto?

      Perché non glie ne frega niente di farlo: il cane non è un partner, o uno strumento, se si preferisce, nella propria vita e nella proprietà.
      E' sicuramente un simpatico e affettuoso soprammobile animato, dotato solo di valore "emozionale" (concetto discutibile) ed estetico (sì, sono stupendi), ma non un vero "soggetto" in un rapporto uomo-animale.

      E nessuno mi toglie dalla testa che un cane come Rolf, che sa ESATTAMENTE cosa il padrone vuole da lui e qual'è il suo posto nel branco e il suo compito, sia molto meno stressato di uno Snoopy che abbaia dal balcone per attirare l'attenzione del padrone sul fatto che si annoia in quei 5 metriquadri per 12-16 ore al giorno. O per rivendicare, dagli altri cani che passano, un'improbabile supremazia territoriale rispetto a una gerarchia di branco impossibile da instaurare.
      Vorrei dire "felice", ma Rolf era solo un soddisfatto e tranquillo membro di un branco, nel quale la sua posizione gerarchica era solida e incontestata: "felice" è un concetto umano, non animale.


      *Questo dei bambini è particolarmente delicato, perché rispetto a un bestione così, un bambino (o anche una ragazza bassina) non ha la taglia sufficente a farsi considerare come "individuo alfa".
      Bisogna insegnarglielo, altrimenti sarà imprevedibile coi bambini che non sono di famiglia (= parte del branco), e che spesso lo sfidano o ne stuzzicano l'attitudine predatoria senza volere.

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