MA DI CHI E’ LA COLPA SE HA VINTO RENZI ?

MA DI CHI E’ LA COLPA SE HA VINTO RENZI ?

DI TONGUESSY
comedonchisciotte.org

I recenti risultati elettorali hanno scatenato la prevedibile, lunghissima serie di commenti negativi sul carattere assolutamente conservatore del popolo italiano, mosso com'è (sempre secondo questa ben nota analisi) da una mentalità che ha una paura innata verso il cambiamento. Pare quasi che carattere e mentalità siano un dono infuso, e non delle capacità indotte.

Troppo spesso sento parlare degli italiani in questi termini, come se il nostro DNA fosse solo questo, e non ci fossero elementi condizionanti all'interno del panorama culturale (in senso lato) del Belpaese. Ma a ben vedere gli elementi di condizionamento del comune sentire (quindi del carattere e della mentalità del popolo italiano) non mancano. Ad esempio: come siamo messi a libertà di stampa? Secondo Reporter senza frontiere l'Italia occupa il 57° posto, la Francia il 37° ed il Regno Unito il 29°. [1] E come viene usata quel poco di libertà che dicono esistere? Esiste una qualche pluralità di informazione oppure c'è solo un granitico blocco mediatico che ripete ossessivamente gli stessi mantra, indipendentemente dal tipo di emittente?

Come siamo messi poi nella classifica della corruzione? Transparency International ci classifica al 69° posto contro Francia al 25° e Regno Unito al 20°. [2]
E come dimenticare il problema del conflitto di interessi, del voto di scambio, dell'influenza delle lobbies nelle scelte politiche e così via? Non a caso il Giappone è scivolato di parecchie posizioni nelle classifiche internazionali a causa del disastro di Fukushima (a causa dell'informazione falsata per soddisfare le esigenze delle lobbies).

Il conflitto di interessi merita un discorso a sé. Ciò che viene chiesto per garantire un buon funzionamento dello Stato sono una serie di “chiare regole per affrontare conflitti di interesse specifici, un contesto legale che punisca i comportamenti scorretti, una sorveglianza da parte sia della legislatura che della società tramite sue organizzazioni, il pubblico accesso ai documenti interni, la presenza di una stampa indipendente. Tali meccanismi sono tanto più efficaci quanto nella società sono diffusi i principi di integrità e onestà e valori che enfatizzino la fiducia e la lealtà.”[3]

Capito come funziona? Non c'entra nulla il DNA di un popolo, conta invece molto a cosa quel popolo viene esposto. L'ultima frase virgolettata esprime il classico gioco a spirale (cane che si morde la coda): se una classe politica dà continui esempi di pessima gestione della Res Publica e ottima gestione dei propri interessi, quali “principi di integrità e onestà” potranno mai attecchire nella mentalità del popolo da loro governato?

Quello che intendo dire è che qualsiasi corpo sociale immerso per un periodo prolungato nei miasmi del consociativismo, del berlusconismo, del vendolismo (“il paroliere delle Puglie” secondo un amico salentino) e via elencando alla fine non può non puzzare. Nei paesi dove il consociativismo, ad esempio, non è la prassi politica ma esistono ancora schieramenti contrapposti con proprie identità non in svendita, le cose stanno in modo diverso. E facilmente i commentatori non si affannano, come qui su CDC, a scrivere peste e corna su sè stessi e sulla gente che sta attorno a loro.
Invece nel paese del Partito Unico (pure con molte ed inutili sfumature) cosa succede? “All'insegna del consensualismo e sotto la parola d'ordine del meticciato culturale, si scatena un'orgia centrista, che travolge ogni barriera. Unico punto fermo rimane l'originale impianto liberale, ininterrottamente ribadito e rinforzato”.[4]

Berlusconi (aiutato nel ventennio del suo califfato dai suoi sodali a “sinistra”) ha sicuramente dato una gran mano nel plasmare l'italica mentalità nella direzione opposta a quanto auspicato dal sito della “Cultura dell'integrità nella Pubblica Amministrazione”[3] proprio a causa dei molti e verificati legami esistenti tra i rendimenti dei titoli mediaset e la sua permanenza in parlamento. [5] Non solo: queste ultime elezioni ci offrono anche la prova di come i vincoli di legge possano mutare i rapporti tra le forze politiche, e l'Italia non fa eccezione.

I dati dell'affluenza (in calo generale) registrano un aumento proprio nel Regno Unito (+5%) e in Francia (+2%), Paesi dove esistono ancora (pur con tutti gli evidenti limiti) delle possibilità per sviluppare un dissenso sociale (libertà di stampa, legalità, scarso consociativismo e corruzione etc..). Al contrario in Italia il calo registrato è dell'8%. Mauro Fotia, analizzando i guasti del consociativismo, annotava già alcuni anni fa come siamo abituati alla “spassionatezza e al distacco, come se nessuna virtù politica fosse più in grado di mobilitare verso un ideale. Su questa base non può non insinuarsi nella coscienza collettiva come una sorta di inutilità dei perdenti”.[6] Un perdente considerato inutile, ecco come ci hanno abituati a considerarci, in perfetta sintonia con il pensiero mainstream che attualmente alberga nelle menti degli italiani. Pavlov non avrebbe potuto istruire i suoi cani in modo migliore.

Secondo quanto esposto la mentalità che ci ha portati a questi risultati elettorali sono il risultato di politiche culturali ben studiate, e non sono il frutto casuale di una pianta sconosciuta. Se il modello culturale è ciò che produce il "fittest to survive" (darwinismo sociale), quando siamo stati per decenni bombardati di messaggi (neanche tanto subliminali) di eterna giovinezza, soldi a volontà, belle donne, auto veloci, ville prestigiose e via elencando cose acquisite con furberia al limite (e spesso ben oltre) della legalità, cosa ci si può aspettare che venga riconosciuto come valore primario? Forse una sanguinosa rivoluzione? Oppure quel borghese "coltivare il proprio orto" nella speranza che passi anche questa tempesta?

Insomma senza pretendere di assolvere gli italiani che in questo processo involutivo hanno dato carta bianca al neoliberismo di “sinistra” (alla Soros), credo che applicare le attenuanti generiche prima di decretare la sentenza finale sia un atto dovuto. Sennò va a finire che è colpa dello studente se il docente insegna cose sbagliate. Certo, lo studente deve sempre stare attento ai cattivi maestri, ma se ne trovano ancora, di buoni maestri?

“Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; cioè, la classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante” K. Marx


[1]http://rsfitalia.org/classifica-mondiale-della-liberta-di-stampa-2013/classifica-liberta-di-stampa-2013-tabella-con-i-179-paesi/#jp-carousel-6494
[2]http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_percezione_della_corruzione
[3]http://integrita.sspa.it/?page_id=5783
[4]M. Fotia “Il consociativismo infinito”, pg 231
[5]http://www.economiaweb.it/mediaset-sbanda-sulla-crisi-di-governo/
[6] M. Fotia “Il consociativismo infinito”, pg 55

Commenti (43)

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    1. Gil_Grissom 28 maggio 2014

      Ecco quello che mancava, qualcuno che attribuisse a Berlusconi la colpa della mentalita' sbagliata degli italiani che ha favorito la débâcle del Movimento 5 stelle e la clamorosa affermazione di Renzi: ma quella mentalita' avrebbe dovuto essere presente anche poco piu' di un anno fa quando invece il PD usci' bastonato dalle urne e Grillo trionfante. Se le cose sono cosi' cambiate in poco piu' di un anno e mezzo lo si deve solo ed esclusivamente a macroscopici errori politici compiuti dai 5 stelle che si sono dati, purtroppo, la zappa sul piede da soli senza alcun aiuto esterno.


    1. searcher 28 maggio 2014

      che negli ultimi 20 anni almeno l'italiano sia stato massacrato mediaticamente e' persino scontato ripeterlo (pasolini lo avevo pure profetizzato lucidamente anche quando questo fenomeno di massa era agli albori,molto tempo prima)
      da noi pero il terreno era già particolarmente fertile per mettere le sue radici che non altrove..

      la colpa e' tutta nostra,inutile accampare scuse!

      http://youtu.be/Ygp2jMdbcjs

    1. tania 27 maggio 2014

      Aggiungo ( a questa interessante analisi ) un incoraggiamento .
      A mio parere questo 40% di Renzi non poggia su solide fondamenta , perchè non poggia su passioni politiche : è effimero , volatile come l'era post ideologica di oggi ( con piccole eccezioni sia a Sinistra che a Destra ).
      Insomma anche se alla passione per la politica si è sostituita quella per il personaggio leader , quest'ultima passione non potrà essere solida , durevole , appunto perchè i personaggi sono a-politici : tenderanno a differenziarsi per il sorriso o il broncio .. Insomma credo che un buon 80/90% dell'elettorato inizierà ad essere sempre più fluido tra un'elezione e l'altra .
      Ora però non sono sicura di aver mostrato una situazione proprio incoraggiante , ma ci siamo capiti..


    1. Tonguessy 27 maggio 2014

      Siamo d'accordo, ho solo calcato un po' la mano.....

    1. Georgios 27 maggio 2014

      Ho scritto "caso" ma poi ho specificato che intendo. Non e' come con i dadi.
      OK?

    1. Onilut 27 maggio 2014

      http://robertotulino.wordpress.com/2012/01/02/una-profezia-fra-le-altre/


    1. A 27 maggio 2014

      dipende, cosa gli raccontava il nonno? è un pò come l'uovo e la gallina...

    1. Tonguessy 27 maggio 2014

      Ma perché quel potere che controlla le masse non è riuscito a controllare anche la sua mente Tonguessy?

      Bella domanda. Per rispondere occorre accettare un assioma: la cultura è quell'interfaccia che permette ad un individuo di trovarsi a proprio agio all'interno di una società. Beh, per me quell'interfaccia non ha funzionato. Se Marx aveva ragione quando parlava della cultura dominante, allora io ho sempre cercato una cultura "altra". Altre interfacce. Sicuramente l'imprinting familiare ha avuto il suo ruolo. Giusto per fare un esempio: sessant'anni fa non essere battezzato in Italia era già una garanzia di non potere accedere a quell'interfaccia. Credo che il cavo di collegamento tra la nuca e Matrix spieghi molto bene la cosa: dipende tutto da dove va a finire quel cavo.

      Non me ne faccio vanto, quindi, e forse è proprio come dice Georgios: tutta una questione di caso. Peccato che io al caso non ci creda.....

    1. oldhunter 27 maggio 2014

      Vince la partitocrazia e non è cambiato nulla

      di Massimo Fini - 27/05/2014

      Fonte: Massimo Fini



      Non è affatto vero che, come hanno scritto quasi tutti i giornali e gli editorialisti, la maggioranza degli italiani ha dimostrato di preferire “la stabilità”.

      E' vero il contrario.

      Se si sommano gli astensionisti ai voti di Grillo si vede che più del 60% degli italiani non ne può più di questa partitocrazia mascherata da democrazia e vorrebbe sradicarla una volta per tutte.
      Ma la maggioranza di questa minoranza (il 40%) ha scelto invece la partitocrazia votando il Pd, il più partitocratico di tutti i partiti in lizza, quello che conserva ancora, quasi intatti, gli apparati che sono saldamente incistati in ogni settore della società e che, insieme allo sfaldamento dei conservatori di Forza Italia, sono all'origine del suo successo, molto più parziale di quanto appaia dalle percentuali perché solo un italiano su cinque l'ha votato.

      Matteo Renzi, che ha fatto quasi vent'anni di carriera all'interno della partitocrazia, è l'abile Gattopardo messo in quel posto (anzi che ce l'ha messo in quel posto) per fingere che tutto cambi purché nulla cambi.
    1. Tonguessy 27 maggio 2014

      "l'italiano"al netto delle spiegazioni antropologiche di tonguessy è praticamente un ritardato mentale

      Tentavo di dimostrare che qualsiasi popolo, condizionato come il popolo italiano da decenni di consociativismo, abusivismo, affarismo, paraculismo (tutti valori appartenenti alla nostra elite politica) si comporterebbe così.
      Insegna a tuo figlio che l'Italia è a forma di ciabatta (è solo un esempio), e lui si ritroverà a sostenere questa affermazione davanti ad amici e conoscenti. Sarebbe lui il ritardato mentale, o tu che gli insegni quelle cose?

    1. Tonguessy 27 maggio 2014

      Non vedo come tu possa essere in disaccordo con quanto ho scritto, dato che io sono d'accordo con quanto tu affermi (non so a quale categoria di sofismi questa affermazione appartenga...).
      Stranamente alcuni interventi (tra i quali il tuo) si soffermano sulle strategie del M5S, mentre il senso del mio scritto andava da tutt'altra parte, senza soffermarsi necessariamente sui meriti e demeriti delle forze politiche in campo, ma tentando di smontare quell'aura di imbecillità che avvolge il popolo italiano adesso (e non solo adesso) e facendo il punto su come in realtà tutto il sistema elettorale sia stato viziato non meno di quanto sia stata viziata l'informazione nucleare in Giappone nel dopo Fukushima. Se troviamo ancora dei pescatori che tranquillamente lanciano le loro reti nel mare circostante oppure elettori che votano (o non votano) forze politiche, forse è perchè le logiche di mercato (vedi Marx) hanno avuto, ancora una volta, il sopravvento sui valori che contraddistingono ogni società civile. E così i greci hanno vissuto sopra le loro possibilità, i giapponesi sono degli imbecilli ad avere progettato quella centrale e gli italiani ancora una volta si sono dimostrati codardi e piccolo borghesi.

      "Dare la colpa al popolo, poi, è un errore
      strategico. Chi sta dalla parte del popolo deve lavorare per farlo
      crescere, nonostante i problemi giganteschi esistenti. Dare addosso al
      proprio principale alleato è un errore grossolano e autolesionista."

      E' esattamente quello che ho cercato di dire nell'articolo. A questo punto o l'ho scritto veramente male, oppure l'hai letto veramente male.

    1. Georgios 27 maggio 2014

      Non vorrei fare di Tonguessy un eroe rivoluzionario (che poi può darsi che se lo meriti ma non sarò certo io a giudicarlo), ma credo che la risposta sia "il caso". O la legge delle probabilità in contemporanea con le condizioni di vita di ognuno ossia le condizioni sociali. Personali e collettive.
      In definitiva il popolo. Perché durante i periodi di crisi acute esistono delle persone del popolo che riescono per conoscenza, cultura, esperienza, scelta di classe, voglia di giustizia, dignità e cosi via a intravedere le cause e proporre delle iniziative di lotta che se azzeccate verranno senz'altro accolte dalla maggior parte del popolo.
      Perché queste persone sono figli del popolo, sono il popolo, perché il popolo scrive la storia nel piccolo e nel grande, nell'eroico e nel vigliacco, in tutte le sue manifestazioni umane. Altra cosa e' il popolino termine caro al potente, a chi considera il popolo come gregge in bisogno di un pastore e senza volontà propria. Il problema per loro e' che questo gregge talvolta e' arrivato al punto di tagliare anche delle teste. Non succede ogni giorno ma succede. Per questo usano tutto il potere a loro disposizione per tenere il popolo disinformato, incantato e succube.
      Poco tempo fa si e' visto che il M5S ha raccolto un 26% dal nulla. Quella era stata un'iniziativa di lotta giusta ed fu accolta dal popolo. Che poi qualcosa sia andato male, questo e' un problema per il passo successivo al quale però arriveremo senza complessi di inferiorità di "razza".
      E' quest'ultimo punto che l'articolo mette in evidenza.

    1. Giaurro 27 maggio 2014

      Avranno anche avuto, Inghilterra e Francia, un aumento percentuale cospicuo nel turnout elettorale rispetto al 2009, ma si badi che, mentre in Italia la percentuale dei votanti rimane un solido 60%, in Inghilterra è al 36% ed in Francia al 44%. Se si deve valutare il grado di possibilità di sviluppare "dissenso sociale" anche dalle percentuali di voto, l'Italia è in quel campo un paese rivoluzionario rispetto ad inglesi e francesi, ed a gran parte dell'Europa. Se si passa a valutare il grado di possibilità di sviluppare "dissenso sociale" dai contenuti del voto, ovvero dal risultato delle elezioni, allora il quadro è ancora meno favorevole a britannici e oltralpini. in Inghilterra primo partito UKIP, in Francia FN, in Italia PD. Inglesi e francesi "dissidenti" sociali per aver votato partiti di estrema destra il cui orizzonte necessario e sufficiente è quello di combattere disperatamente il degrado delle privilegiate (su scala mondiale) classi nazionali medio-piccole e bianche, anche al ridente costo di deportare od al meglio ghettizzare una manciata di milioni di persone? La dinamica non è differente dall'individualistica affezione al particolare che sarebbe propria degli italiani, ma soltanto trasferita sul piano macroscopico della grande individualità collettiva che si assume implicitamente quando, come nel caso inglese e francese, si opta per un voto evidentemente fondato sull'unità etnica e cetuale compattata alla bisogna per respingere il barbaro alle porte. Va da sé che la paura innata verso il cambiamento, se per cambiamento si intende il processo di impoverimento dei ceti medio-piccoli europei e lo spettro dell'ascesa dei migranti, è evidentemente più forte in Inghilterra ed in Francia che non in Italia. Se questo è "dissenso sociale", magari progressivo, stiamo e staremo freschi.

    1. Tetris1917 27 maggio 2014

      Concordo con Tonguessey. Oggi su megachip.info, un articolo di questo tenore poneva il problema dei rapporti sociali esistenti in Italia che determinano poi i risultati elettorali. E come dice Marx i rapporti sociali sono determinati dai rapporti di produzione; i rapporti di produzione sono rapporti di classe. Ecco, men che ne dicano i vari detrattori, in Italia come in Grecia o in Germania esiste ancora il conflitto tra le classi, vinto chiaramente da chi determina poi l'andamento elettorale, ossia la classe dominante. Dite che volete, ma noi quando ci rechiamo alle urne non votiamo un cazzo, se non quello che vogliono che votiamo. Ecco perche' Grillo e' frutto della societa' attuale che e' frutto della globalizzazione e dell'individualismo esasperato e dell'apparire a tutti i costi. Mi spiace per renzi ma lui continua a essere solo e semplicemente una comparsa, un parvenu. Dopotutto in Italia dove un quarantenne ben dotato di intelligenza e di capacita' superiori alla media, non riesce se lavora, nemmeno ad aumentare di livello contrattuale se il proprio superiore non voglia, lui il furbetto di Firenze, ha fatto il sindaco, ha scalato il primo partito nazionale, ha conquistato la presidenza del consiglio, ha preso il 40% alle europee....in meno di due anni!! Cosa vi dice questo? A me dice molto sul potere di classe che sorregge il tabaccaio fiorentino.

    1. cardisem 27 maggio 2014

      Non so se indirettamente ti riferisci anche a me che ho commentato l’articolo. Ne approfitto per completare il mio pensiero.

      In linea di principio io non do mai la colpa al "popolo”, anche perché il popolo è concettualmente il "sovrano” e sarebbe "lesa maestà” qualsiasi mancanza diu riguardo verso il "sovrano".

      Qui però stiamo parlando di "elettorato” che è cosa diversa dal "popolo”.

      Non credo che sia fare un torto al "popolo" essere critici verso l’«elettorato» ed analizzare le modalità che hanno portato al "responso elettorale”. Esiste il reato del "voto di scambio”. Niente impedisce di pensare che se si potesse mettere in vendita apertamente il proprio voto, al migliore offerente, potrebbe esservi un fiorente commercio di voti...

      Niente impedisce di pensare che una stampa disonesta (che esiste nel nostro caso) abbia volutamente e deliberatamente disorientato l’elettorato.

      Niente impedisce di ritenere che chi comunque chiede il responso delle urne delle tener conto di tutti i fattori e trovare le giuste strategie di comunicazione...

      E così via...

    1. mazzam 27 maggio 2014

      Tralascio gli eventuali errori dei pentastellati di cui non mi occupo e mi concentro sulla decisione del popolo che pur sentendo la puzza di carogna del mondo politico (vedi scandali su scandali su scandali....etc... Son fin stanco da tanti ce ne sono) ha armato ancora la conservazione cancerosa e putrefascente (e non so che altro dire tanto è il disgusto) dei politici (politici?) del grande arco costituzional- massonico-catto-comunista-giudaico-fascista attuale.

      Leggo che poverino il popolo si è spavenato dalle facce scure del grillo canterino ma chissenefrega questo popolo va anientato, schiacciato, frustato, sputato un popolazzo del cazzo che merita Genny a carogna al comando (e che in effetti in buona sostanza è al comando).

      Io mi vergogno di essere nato qua e vorrei sparire ora, ma voi mi fate davvero schifo.

      Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri,
      traditori, non è vittima, è complice.
      George Orwel


      Italiani del cazzo... Andate a fare in culo!

    1. Gibilee 27 maggio 2014

      Sì, Beppe Grillo ,che non è un giovanotto, deve praticare una buona dose di 'suadenza'scudocrociata. D'altro canto il malox serve poco, meglio un poco di diazepam e una ripassata a Petrolini prima dei comizi.

    1. oldhunter 27 maggio 2014

      Non c’è dubbio: chi controlla le menti, controlla anche il potere.

      E parrebbe quindi giusto compatire, come lei fa, Tonguessy, i deboli che a quel potere soggiacciono scusandoli con ciò della loro fragilità e influenzabilità.


      Ma perché quel potere che controlla le masse non è riuscito a controllare anche la sua mente Tonguessy?

      Oppure quella dei tantissimi che non si accontentano delle notizie confezionate dai fabbricanti di opinioni e dalla schiera dei pennivendoli di servizio assunti dal sistema?

      Quei tantissimi che, anche talvolta sbagliando, si danno da fare innanzi tutto ragionando tra sé e sé notando incoerenze, contraddizioni, dissonanze dell’informazione – dai libri di scuola, all’impero sterminato dei media – e poi ponendosi domande e cercando, leggendo, studiando o, come oggi sarebbe forse meglio dire, contro-informandosi senza sottostare supinamente ai dictat silenziosi delle cosiddette “élite” al potere, alla storia scritta dai vincitori, al ‘volere’ della maggioranza o del partito, alla morale indotta dalle religioni, dalle costumanze o dalle convenienze, dalle divisioni indotte quali destra e sinistra, progressisti e conservatori, e tutti quei dualismi che ci allontanano dalla meta vera impedendoci l’evoluzione interiore a cui saremmo altrimenti destinati.


      Cos’è che ha reso costoro refrattari agli occulti imperativi dei costruttori di quegli stati d’animo scientemente fabbricati al fine di dirigere le masse laddove è conveniente al potere?

      Qual è la loro dote nascosta che li fa liberi anche in un mondo che non sa più che sia la libertà? Un atavico orgoglio, l’insito ribellismo di una psiche potente?


      Io non so definire che sia, ma di costoro è sicuramente il futuro…


      Quanto agli altri, al popolo “incapace di autogoverno”, come afferma una grande mente contemporanea, esso “finisce per selezionare i peggiori” in quanto “è incapace di sforzo intellettuale, o almeno di umiltà davanti a chi di questa fatica è capace naturalmente”.

    1. Georgios 27 maggio 2014

      Un intervento eccellente. Non posso concordare meno del 100%.
      Non capisco perché il discorso nei commenti si e' spostato rapidamente sulla recente sconfitta elettorale del M5S. O forse la mancata vittoria, perche tali erano le aspettative di chi cerca di ragionare col cervello e non di riflesso.
      Certo e' il tema scottante, ma il punto di Tonguessy, mi sembra, era illustrare quello che riporta in chiusura dell'articolo per bocca di Marx: La classe dominante impone in maniera subdola la sua ideologia sul resto della società.
      Cosi come una volta credevano che il loro Re era anche figlio di un dio, anche noi dobbiamo credere in certe cose perché diversamente e' impossibile, quasi fosse legge della natura.
      Una volta reso chiaro questo, potremo fare la nostra critica e la nostra autocritica senza strapparci i capelli per la disgrazia di essere nati italiani o greci o spagnoli.
      Insomma, il DNA non c'entra niente. C'entra la società che fa l'uomo e l'uomo che fa la società.

    1. A 27 maggio 2014

      ogni popolo è condizionato dagli elementi culturali del proprio paese, gli inglesi come i francesi passando per i cingalesi, pure i marziani come i renziani. il fuoco di fila contro grillo e i 5 stelle è qualcosa di inedito considerato che, comprende, partendo dal basso, buona parte degli "antagonisti rivoluzionari" passando dai radical shit e quindi tutto l'arco istituzionale da destra sinistra e ritorno passando per il centro, tutti uniti appassionatamente su ogni supporto mediatico, dalla rete ai social network, fino a carta e televisioni eccetera: grillo è un pericoloso pazzo fascista stupratore dittatore cafone maleducato spietato miliardario assassino autoritario agente della cia massone ladro bugiardo stronzo merda omofobo pedofilo. 24h su 24h, no stop, per un anno. ora, visto che "l'italiano"al netto delle spiegazioni antropologiche di tonguessy è praticamente un ritardato mentale e lo ha dimostrato anche a questo giro se i 5 stelle abbassano i toni e si azzardano ad andare in televisione alla prossima tornata prendono il 10%, e a quella dopo, disperati, le mazzette. data la campagna che hanno fatto, un gesto sportivo sarebbe dimissioni immediate di tutti i parlamentari a 5 stelle, ritiro di grillo con dissoluzione del movimento e via libera agli italiani verso il baratro.

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