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MA COS’E’ QUESTA CRISI ?

DI CARLO BERTANI

L’aria che si respira, durante la riunione sindacale della CGIL, è pesante. Non si parla solo della frattura sindacale con CISL ed UIL, dei contratti di carta straccia, di leggi e leggine, le quali piovono sulla scuola come coriandoli in uno scenario che, di Carnevale, non ha nulla.
C’è il segretario provinciale, che tratteggia la situazione e sciorina dati: la cassa integrazione è triplicata in breve tempo, ed anche coloro i quali sono privi di qualsiasi protezione sociale aumentano, compresi i precari della scuola che rimarranno a spasso. Un camposanto.
Anche le frecciate sul piccolo ministro della Funzione Pubblica rimangono sullo sfondo, poiché la domanda che aleggia nell’aria – inespressa ma presente sui volti – è la stessa: dove andremo a finire?

I dati sul reale impatto della crisi economica si susseguono e s’accavallano: ciascuno cita una cifra più alta di quella del giorno prima, mentre il governo ha scelto la strada d’urlare più forte per tacitare i brusii. Se non basta proclamare urbi et orbi che esiste il traffico d’organi, si monta subito una bella disfida di Barletta su Eluana. Domani? Speriamo che il solito rumeno ne combini qualcuna, altrimenti siamo spiazzati. Ci salverà il Grande Fratello, ma è un’ancora di salvezza poco affidabile.
L’impressione che si ricava da questa crisi finanziaria è quella di una spada di Damocle sospesa, che non si sa con precisione quanto incombe e quando calerà con fragore.
Si scomodano, allora, i precedenti storici e, ovviamente, la crisi del ’29 la fa da padrone. Sarà sufficiente?
Gli aggettivi si sprecano: “epocale”, “imprevedibili effetti”, “catastrofica”…ma…le ragioni?
Certo, quelle più evidenti sono state chiarite: la creazione di ricchezza fasulla, di una montagna di carta straccia timbrata come moneta o certificato di credito, poi rivenduto, ecc. Perché è stato permesso? Qui, la cosa si complica, perché esiste un legame fra le guerre degli ultimi decenni e la cosiddetta “crisi finanziaria”.

Per capire le ragioni profonde ed importantissime di questa crisi – di questa punta dell’iceberg – potremmo partire all’incirca dall’anno di Grazia 1500, quando Cabral sbarca sulle coste del Mozambico e fonda le prime colonie portoghesi. Ho scritto “potremmo”, poiché le colonie oltre il Capo furono solo il seguito di quelle create ad Occidente del Capo di Buona Speranza, già nel XV secolo. Qual era la ragione di tanto ardire? Giungere alle isole delle spezie per mare, senza dover sottostare alle esose richieste dei mercanti arabi.
Quei piccoli borghi medievali fortificati sulle coste dell’Africa, rappresentarono un crinale della Storia: prima, Oriente ed Occidente erano appena consci della presenza, l’uno, dell’altro. Pochi anni dopo, iniziavano a confrontarsi.
Fino a quel momento, la Cina godeva d’alcuni primati tecnologici, soprattutto nella costruzione d’altiforni e nella chimica: la polvere da sparo fu una loro invenzione, anche se non ci sono prove storiche così certe.
In pochi anni, però, il primato passò all’Occidente: perché? Poiché era Cristiano.

Superiorità religiosa? No, più prosaicamente, una questione metallurgica: i Cristiani fabbricano campane, gli orientali i gong.
Se “allungate” un gong potrete ottenere al massimo un catino, mentre se “snellite” una campana otterrete un cannone: i primi fabbricanti di cannoni, già nel XIV secolo, erano tutti ex fonditori di campane.
Anche i cinesi usarono la polvere da sparo per la propulsione di lancio, ma utilizzarono i bambù come recipienti e – si comprende facilmente – un cilindro di ferro, più capiente e robusto di uno di bambù, lancerà più lontano un proiettile più pesante.
Ecco la “chiave”, una prima risposta per capire come mai l’Oriente diventò “territorio di caccia” per gli occidentali e non il contrario.

Le cronache riportano una lunga sequenza di “accordi commerciali” e “protettorati”, nati e cresciuti all’ombra di un vascello o di una cannoniera ancorati di fronte alle coste altrui.

I secoli seguenti vedono l’affermazione dapprima commerciale, poi decisamente coloniale, dell’Occidente: le Compagnie delle Indie ed i viceré nelle colonie sono carte dell’identico mazzo.
Ancora nell’800, le cannoniere americane di Perry (1854) “aprirono” le porte del Giappone, mentre quelle francesi servirono identica “portata” (con la battaglia navale di Fu-Chan, nel 1884) alla Cina.
La prima metà del ‘900 non muta lo scenario, mentre la seconda inizia con qualche sussulto: nel 1953, per convincere il riottoso Primo Ministro iraniano Mossadeq ad accettare le “generose” offerte delle compagnie petrolifere occidentali (il 6% agli iraniani, il 94% alla BP & soci), Eisenhower invia un emissario “speciale” – il generale Norman Schwarzkopf sr, ricordate questo nome? – il quale riesce, con un colpo di stato abilmente diretto da Washington, a cancellare ogni anelito d’equità nella ripartizione delle risorse iraniane.
Nel 1948 nasce Israele, il quale – oltre ad una serie di ragioni ben note relative al sionismo – ha il compito di “sentinella” per il Canale di Suez e per gli sviluppi del sistema d’approvvigionamento petrolifero, in questo coadiuvato dalla famiglia regnante degli Al Saud.
Il sistema neocoloniale ancora tiene: le piccole caravelle di Cabral continuano a segnare il tempo ed a riproporre la prassi dell’appropriazione, spesso truffaldina, delle risorse altrui. Ma i giorni passano.

La lunga guerra in Vietnam rivela, per la prima volta, che gli USA non sono invincibili, ma non è questo il “giro di boa”. Lentamente, l’Oriente si risveglia: in Occidente si ride, alla comparsa sulle bancarelle dei mercati rionali, delle bamboline in legno e pezza “made in China”. Ma guarda ‘sti cinesi…riusciranno a farle così bene perché hanno le mani piccole…
Nel 1991, un altro Norman Schwarzkoft (jr, il figlio del precedente “inviato” in Iran, buon sangue non mente) guida la “Felicissima Armada” che convince Saddam Hussein a “mollare” il Kuwait, e tutto sembra continuare come sempre: se alzi la testa, l’Occidente – unito – spara ad alzo zero.
Verrebbe da dire “e arriva l’11 Settembre”, ed invece non lo affermiamo proprio, perché c’entra poco o nulla.
Arrivano, invece, computer dalla Cina e software house dall’India: poi, tutto precipita. Dal Brasile all’Iran, dalla Malesia alla Russia, il “non-Occidente” si mette a fabbricare ed a commercializzare di tutto: elettronica, energia, meccanica, chimica…
Le caravelle di Cabral s’arenano e, con esse, cinque secoli di predominio mercantile e militare sul Pianeta.
La risposta?

Secondo copione, partono le cannoniere, ma ottengono ben poco: per comprendere in qual basso stato siano giunte le armi occidentali, basti pensare che, pochi giorni or sono, a Kabul hanno dato l’assalto al palazzo presidenziale. Karzai s’è salvato per miracolo, mentre l’Iraq è oramai un affare chiuso: un fallimento che attende solo l’Ufficiale Giudiziario.
La forza dell’Occidente, per questi cinque secoli, è stata sorretta da due aspetti: denaro e cannoni. I quali, se manca il denaro, servono a poco. E allora? Se non possiamo più stampare vagoni di carta moneta a ufo…creiamo ricchezza finanziaria fasulla!
Nel volgere di mezzo secolo, gli USA sono passati dal controllare il 50% del commercio mondiale al 20%, oggi forse ancora meno, e l’Europa non ha certo colmato quei vuoti.
Li stanno colmando legioni di uomini d’affari cinesi, indiani, brasiliani…che vendono di tutto, di tutto di più. Vendono perché fabbricano, fabbricano perché progettano, progettano perché studiano: noi, siamo ridotti a creare truffe.
Domandiamoci, allora, la natura di questa crisi partendo da tre ipotesi di “scuola” marxista:

1) Una crisi ciclica del capitalismo.
2) La crisi terminale del capitalismo.
3)
Una crisi d’assestamento verso nuovi equilibri internazionali.

Abbiamo distinto le ipotesi 1 e 3, anche se presentano molti punti in comune, sulla base delle cause: endogene, ossia crisi di ristrutturazione degli apparati produttivi nel primo caso (modello anni ’70 del ‘900, ad esempio, oppure le grandi trasformazioni della seconda metà dell’Ottocento, ecc) e cause geopolitiche nel terzo, pur rendendoci conto che esistono parecchi aspetti interdipendenti fra i due fenomeni.

Un secondo aspetto, da approfondire, concerne l’analisi “tecnica” degli eventi, ossia le evoluzioni parallele dei fenomeni in atto, se confrontate con altri sconquassi economici del passato.
La crisi del 1929 ben si presta perché è vicina a noi – gli “attori” portano, a volte, quasi gli stessi nomi, gli Stati coinvolti pure, ecc – e, soprattutto, poiché consente d’analizzare gli eventi utilizzando i parametri dell’economia contemporanea.
Ci sono, ovviamente, delle differenze: ad esempio, all’epoca era ancora in vigore l’ancoraggio all’oro di parecchie monete, ma non è questo il fatto saliente.
Una crisi, se analizzata partendo dagli effetti puramente economici (parametri, ecc), può condurre a parallelismi che non hanno ragion d’essere poiché, come avviene per la diagnosi di una malattia, effetti simili od addirittura perfettamente sovrapponibili possono derivare da cause molto diverse. E’ questo il caso.

La crisi del 1929 non fu minimamente catalizzata da eventi esterni all’Occidente: nessuno, all’epoca, era in grado d’impensierire il commercio internazionale gestito dalle potenze dell’epoca. Tutti i Paesi, oggi emergenti, erano colonizzati od asserviti oppure, come l’URSS, alle prese con infiniti guai interni. Grandi Paesi come la Cina od il Brasile, nel commercio mondiale, valevano pressoché zero.
La crisi del 1929 rivelò i rischi di un capitalismo lasciato galoppare senza freni – le “bolle finanziarie” spadroneggiarono anche allora – ma era il contesto economico reale (la cosiddetta “Main Street”), ossia la potenzialità di ricchezza, la possibilità d’espansione economica ad essere diversa rispetto all’oggi.
Per questa ragione, ebbero successo le politiche keynesiane: la “Tennessee Valley” fu possibile perché lo Stato (per nulla indebitato) varò il deficit spending per incentivare l’agricoltura ed i trasporti negli stati del Sud.
Oggi, un ipotetico “piano” per “Silicon Valley” sarebbe improponibile perché Silicon Valley, nel nostro tempo, è in Cina, India, Malesia…
Queste premesse, ci portano a concludere che l’attuale crisi del capitalismo non è una crisi “terminale”, proprio perché – da qualche parte – esistono aree che possono ricevere nuova industrializzazione, incrementare i consumi, ecc.
Sull’altro versante, un simile spostamento di ricchezza, produzione, conoscenza, ricerca…non può “transitare” senza scossoni epocali: perdere cinque secoli di predominio, è un trauma equivalente alla caduta di un impero dell’antichità.

La fiaba, raccontata in tutte le salse, della produzione “diversificata” e globalizzata e, dall’altra, di una finanza accentrata in poche mani occidentali, sta svanendo come neve al sole.
L’opulenza della piazza finanziaria di Londra si consuma nell’evidenza dei licenziamenti, nelle banche salvate dalla mano pubblica, ossia in una partita di giro che vede caricare sulle spalle dei cittadini le perdite del sistema finanziario. Un partita di giro truccata, poiché a soffrire dei disastri finanziari è prevalentemente la parte più ricca della popolazione, mentre a subirne gli effetti saranno – con l’estinguersi dello stato sociale – i settori meno abbienti.
Mentre metà del Pianeta s’interroga su dilemmi di natura espansiva – finanziari, tecnologici, ambientali, ma sempre espansivi, poiché ci sono secoli di domanda interna da colmare – l’altra metà non trova risposte, perché quelle risposte esigerebbero proprio la presa di coscienza di un mondo non più “eurocentrico” oppure “amerocentrico”.
Al più, dopo i fallimenti della politica unilaterale di Bush, si torna a parlare di “multipolarismo”, ma il diritto di veto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU rimane solidamente ancorato nelle mani di cinque attori, tre dei quali sono potenze un tempo coloniali o neocoloniali: si stenta a comprendere che un “G20”, oggi, deve prender forma su piani d’assoluta parità.
Ancor più drammatico, è capire quale potrà essere il futuro di vecchie ed azzimate signore – un tempo padrone del pianeta – che oggi si ritrovano con le pezze al sedere. Premere sull’acceleratore dell’innovazione tecnologica?

Non si può certo rifiutare lo sforzo per la conoscenza, ma aspettarci grandi frutti da queste politiche è incerto, giacché bisogna fare i conti con la novità: non siamo più in testa, stiamo inseguendo.
Anche nel nuovo comparto energetico – l’unico che, forse, consente all’Occidente il vantaggio di un’incollatura – dobbiamo considerare che le potenzialità dell’Oriente – ricerca, finanza, produzione – crescono con numeri a due cifre, non con i nostri asfittici “0,…%”. Se i cinesi si mettessero a costruire pannelli solari, c’è da giurarci che in breve tempo li costruirebbero migliori ed a minor costo rispetto ai nostri.
L’unica sfida che l’Occidente dovrebbe accettare non è nella corsa economica o tecnologica: la presa di coscienza della propria condizione di “poveri in divenire”, dovrebbe accelerare il dibattito sulla distribuzione della ricchezza, sul valore stesso di “ricchezza”, sulla necessità d’essere “ricchi”.
In fin dei conti, restiamo Paesi “ricchi”: non ci mancano certo i beni primari e la protezione sociale, e siamo in grado d’avere anche un po’ di superfluo; ciò che non ci potremo più permettere, è di vivere credendoci nababbi hollywoodiani.

Roma fu invincibile e padrona assoluta per secoli: eppure Roma lasciò poco, mucchi di macerie che oggi chiamiamo “ruderi”. Atene non dominò quasi nulla, però i suoi fondamenti sono, ancora oggi, le basi della nostra conoscenza.
Diventa allora essenziale riportare il dibattito sui valori fondanti del nostro vivere: aspetti giuridici ed economici, difesa e rivalutazione dei grandi principi costituenti da un lato, serrato dibattito per riportare alla collettività le leve dell’economia.
Recentemente, un uomo politico italiano (poco importa chi è, la pensano quasi tutti così) ha dichiarato “di non essere attratto dalla decrescita”: “decrescita” non potrà più essere un vago concetto sul quale decidere “quoto” o “non quoto”, poiché ai cinesi frega assai di cosa “quotiamo”. E, se lasceremo fare al “mercato”, non otterremo mai risposte perché il “mercato” non prende in considerazione aspetti culturali: valuta l’incremento, o il decremento, e su quella base decide.
La decrescita, invece, non può fare a meno di una profonda rivisitazione – su basi culturali – del nostro vivere: solo dopo si potrà decidere se costruire autostrade od incrementare la ferrovia, se passare ad un sistema di produzione/consumo d’energia su piccola scala, se intervenire sull’obsolescenza dei beni, ecc.
La politica, insomma, senza valori culturali di riferimento, si riduce ad un mero esercizio di calcolo: di soldi, di voti, di favori.

Voglio portare un esempio che può sembrare provocatorio, e che non lo è per niente.
L’Italia è un Paese fortunato, fortunatissimo. Non abbiamo quasi petrolio, ed abbiamo industrie che anche altri hanno, spesso più solide delle nostre.
La Francia ha Versailles, la Spagna il Prado, la Russia l’Hermitage, la Germania i castelli del Reno…ma nessuno ha la reggia di Caserta, gli Uffizi, Venezia irripetibile, Roma mozzafiato, antichità greche, rinascimentali…anche il più sperduto borgo ha qualcosa che all’estero si sognano. Viviamo in un grande museo a cielo aperto.
E’ mai possibile che dobbiamo perdere terreno
nei confronti d’altri Paesi europei proprio sul turismo?!? Ogni anno che passa, quando si fanno i conti sulla stagione turistica, è un fazzoletto di lacrime in più rispetto a quello precedente.
Eppure, gli studi sul turismo evidenziano che l’unico settore che “tiene” è quello dell’arte, soprattutto per i milioni di “nuovi ricchi” orientali. Non potremo mai fare concorrenza alle spiagge tropicali, mettiamocelo in testa: non riusciamo nemmeno a reggere il confronto con Spagna e Croazia.
Osserviamo, allora, l’importanza che l’Italia assegna al suo patrimonio artistico – il suo petrolio! – dai nomi dei ministri chiamati ad amministrarlo. Buio pesto, che più pesto non si può.
Dai palesi incompetenti – Bondi, Urbani – a quelli in altre faccende affaccendati, Veltroni e Rutelli: non uno che abbia fatto qualcosa, che abbia varato consistenti investimenti per la manutenzione e per il restauro d’altri, enormi patrimoni ancora sotterra o nei sotterranei dei musei.
Questi patrimoni, domani – se affiancati da una politica d’investimenti nei settori di supporto (alberghiero, ricettivo, ecc) – si potrebbero trasformare in milioni di posti di lavoro per tutti quegli italiani che non possono fare concorrenza ai cinesi nel produrre magliette e computer.
Perché non viene attuato nulla? Un caso? No, troppo semplice.

La ricchezza che si creerebbe, mettendo finalmente a frutto il nostro patrimonio artistico, sarebbe diffusa sul territorio, ne godrebbero milioni di “signori nessuno”, giovani senza lavoro, gente di mezza età che lo perde. In altre parole: noi. E’ lo stesso, perverso meccanismo che mette bastoni fra le ruote alla produzione energetica diffusa.
Ancora una volta, l’ostacolo è di natura culturale: la ricchezza diffusa (anche modesta) genera cittadini, quella dispensata dall’alto per non cadere in miseria, produce sudditi.
E, non sia mai, che ciò comporti una perdita di potere da parte di quel milione d’italiani che vive di politica, di mala politica, d’affari legati alla politica, poiché entrerebbe in contraddizione con il primo, vero articolo della nostra Costituzione:

Art. 1 bis: L’Italia è una repubblica oligarchica, fondata sul conflitto d’interesse e sul potere delle Caste.

Perciò, partendo da questo semplice esempio, possiamo capire ciò che c’attende per la cosiddetta “crisi economica” – che di strettamente economico ha ben poco – poiché l’economia (“governo della casa”) non è un dogma e tutti dovremmo parteciparvi. Non è accettabile dover sottostare ad imposizioni dettate da personaggi che fanno parte dello stesso mondo che fabbrica ricchezza fasulla! Perché un signore in doppiopetto di un’agenzia di rating – spesso collusa con le banche truffaldine – può decidere il futuro dei miei figli?
Per imbonirci, i politici nostrani usano strategie diversificate: si nasconde la testa sotto la sabbia (centro destra), oppure si vagheggiano astrusi parallelismi con la (per ora, tutta da verificare) politica di Obama (centro sinistra). In definitiva, ci raccontano solo un mare di frottole.
Nel primo caso, servono potenti anestetici (c’è il traffico d’organi! Eluana! Grande Fratello forever!) per tentare d’addormentare la popolazione sempre più stanca ed avvilita, mentre nel secondo si mesta nel torbido, perché è facile promettere una politica d’innovazione, soprattutto energetica, senza affrontare il nodo della gestione. A che servono, auto elettriche “targate” ENEL od ENI? A cambiare cappio, per strozzarci in un altro modo?

Non perdiamo altro tempo per analizzare, per spaccare il capello in quattro e conoscere finalmente il nome di colui che stampava carta straccia, e nemmeno se può essere più affidabile del suo socio: domani, potrebbero semplicemente scambiarsi la scrivania. Il passaggio storico è di quelli da far rizzare i capelli – questo è da tenere in primo piano! – e non sono stati i trucchi di quattro banchieri a generare il disastro: c’era già prima.
Ciò che la Storia c’insegna, è che questi enormi mutamenti richiedono la nostra attiva partecipazione: nuove idee, nuovi stili, nuovi obiettivi.
Ci arriveremo? Senza dubbio, ma la Storia ci racconta anche qual è il discrimine, il crinale che separa l’accettazione supina dalla fattiva elaborazione: milioni di morti.

Caro Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com/
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/02/ma-cose-questa-crisi.html
15.02.2009

Pubblicato da Davide

  • sultano96

    D’accordo coi milioni di morti, cominciamo con quel milione da lei indicato!

  • gelsomino

    Il problema è solo uno: far capire alle masse che i politici non agiscono nel nostro interesse ma esclusivamente in quello dei banchieri e, conseguentemente, nel loro.

  • Truman

    Mi resta il dubbio che il dominio dell’occidente sia dovuto, più che ai cannoni, ad un dio particolarmente cattivo, un dio irascibile e vendicativo, mentre l’oriente aveva dei più malleabili.

    In Asia le antiche religioni induiste, taoiste o buddiste, tese ad un rapporto armonico con il mondo più che alla guerra, non resistettero alla cattiveria dell’occidente.

    In modo analogo lo scontro tra le divinità dei nativi nordamericani e gli invasori europei fu senza storia, anche perchè il monoteismo è tendenzialmente più cattivo dei politeismi.

    Particolarmente cattivo è il dio ebraico.
    Non è una battuta, per millenni l’organizzazione sociale è stata plasmata dalla religione e per lungo tempo i capi di stato hanno preteso di essere divini o hanno voluto un’investitura religiosa.

    Chiaramente le religioni si evolvono nel tempo. Oggi la vera religione è quella economica, basata sul dio dollaro, un dio che ha serie difficoltà.

    Qui si intravede un possibile ritorno del politeismo, che potrebbe ridiventare vincente sul monoteismo.

  • WONGA

    Ma come sono buoni i cinesi,i nuovi padroni del mondo asiatici,son sicuramente più buoni di noi…
    Riporto un documento che elenca le principali torture in voga in Cina,mi aspetto che mi diranno che sono razziste e che questa è tutta propaganda ”americana”,della setta del falun gong,di tutto il resto…sono tutte balle eh sì…anche l’olocausto ucraino…eh…vero?Collezione di Clearwisdom: Ritatto delle torture (foto grafiche)

    Compilato da Clearwisdom.net

    (Clearwisdom.net) Nel luglio 1999, è stato lanciata in Cina una persecuzione crudele contro decine di milioni di praticanti del Falun Gong che credono nei principi di Verità Compassione e Tolleranza.

    Le politiche di genocidio usate contro questo gruppo di persone buone sono:

    “Danneggiare la reputazione dei praticanti del Falun Gong, rovinarli finanziariamente e distruggerli fisicamente”

    “Nessuno sarà ritenuto responsabile se i praticanti del Falun Gong sono picchiati a morte, consideratelo un suicidio”

    “Non è necessario fare indagini, basta cremarli.”

    Vengono impiegati più di cento tipi di metodi di torture crudeli:

    Scosse elettriche continue per durata estesa con bastoni elettrici ad alto voltaggio, le mani ammanettate con “le manette a denti di lupo”, alimentazione forzata, praticanti legati sul “letto per i morti”, abusi sessuali, “schiacciamento sotto il letto ”, cella piena d’acqua, percosse, congelamento, esporre i praticanti sotto il sole cocente, “il banco della tigre”, iniettare grandi quantità di droghe per danneggiare il sistema nervoso centrale, chiodi inseriti nelle punta delle dita dei praticanti, aborti forzati, un praticante legato dietro a una macchina e trascinato a tutta velocità, riduzione in schiavitù, privare i praticanti del sonno per parecchie settimane, ago elettrico ad un’intensità estremamente alta ed così via…

    Le torture sono usate abitualmente contro i praticanti del Falun Gong, particolarmente contro coloro che rifiutano di rinunciare al loro credo nella Verità-Compassione-Tolleranza. Neanche gli anziani, le ragazze adolescenti e le madri in maternità possono sfuggire alle torture.

    Scarica Eletrica

    Un praticante dimostra le “scosse elettriche” sofferte dai praticanti in Cina

    I bastoni elettrici sono usati comunemente dagli ufficiali di polizia e dalle guardie carcerarie per perseguitare i praticanti del Falun Gong. Usano i bastoni elettrici ad alta tensione fino a 300.000 volt. per provocare schock nelle parti sensibili dei praticanti e nelle parti intime come: bocca, orecchio, palme, sotto i piedi, genitali e seni. A volte usano perfino più bastoni elettrici per percuotere simultaneamente i praticanti.

    La Sig.ra Gao Rongrong ha sofferto una scossa elettrica continua di 7 ore e la sua faccia è stata sfigurata

    La Sig.ra Gao Rongrong, 36 anni, lavorava nella divisione finanziaria dell’Università di Belle Arti di Lu Xun nella città di Shenyang. Ha subito scosse elettriche per 7 ore consecutive e la sua faccia à stata gravemente sfigurata. Ora si trova inl pericolo di vita.

    Bruciare il corpo con oggetti caldi

    La dimostrazione dei praticanti

    La tortura bruciando: Questa tortura è estremamente crudele. Molti praticanti sono stati ustionati dagli ufficiali di polizia o dalle guardie della prigione con sigarette, il che ha lasciato le loro facce piene di cicatrice nere di bruciato. Ciò che è estremamente crudele era che alcuni ufficiali depravati della polizia hanno perfino bruciato deliberatamente le praticanti donne, gioveni e graziose, del Falun Gong e hanno sfigurato le loro facce.

    Questa forma di tortura include: usare gli accendini per bruciare le facce dei praticanti (bruciando persino le sopracciglia), il mento, le mani, le cosce, o le parti intime.

    Altre volte, vengono messe dell barre di ferro speciali nel carbone ardente fino a farle diventare roventi. Poi vengono usate per bruciare il petto e le coscie dei praticanti.

    Il Sig. Tan Yongjie, un praticante di Guangdong, soffre di 13 brucchiature di 3° grado, lesioni che affondano in profondità nei muscoli

    Il Sig. Tan Yongjie, un praticante del Falun Gong della provincia di Guangdong è stato torturato e ha più di 10 ustioni sulle gambe. È fuggito negli Stati Uniti ed è stato salvato dalla morte. I medici a Houston hanno diagnosticato che le sue 13 ferite erano ustioni di terzo grado. Le lesioni sono arrivate in profondità nei muscoli. Persino due mesi dopo la tortura che ha sofferto, le sue ferite erano ancora troppo spaventose da guardare. I medici hanno eseguito un innesto di pelle sulle ferite che erano troppo grandi e troppo profonde per guarire.

    Allimentazione Forzata

    Alimentazione Forzata che è di natura devastante

    L’alimentazione forzato è un metodo brutale di tortura fatta in nome dell’umanitarismo, che mira a costringere i praticanti che subiscono questa tortura a rinunciare al loro credo di Verità-Compssione-Tolleranza. I praticanti sono sottoposti all’alimentazione forzata con acqua salata concentrata, sciroppo di amido appiccicoso, succo di peperoncino e acqua, medicine irritanti, liquore di alta gradazione, detersivo, urina ed escrementi e così via. Per evitare che i praticandi del Falun Gong resistano all’alimentazione forzata, quasi tutti i praticanti che fanno lo sciopero della fame vengono strettamente legati con differenti generi di strumenti di tortura per limitare il movimento dei loro corpi. Per esempio, i praticanti sono legati con corde, catene pesanti, o le loro mani ammanettate dietro la schiena, vengono messi “cappelli di ferro” sulle loro teste per limitarne il.

    Una donna in affari di successo ha subito una brutale alimentazione forzata

    La Sig.ra Wang Yuzhi era una donna di successo nel business. Le sue grave malattie erano completamente guarite grazie alla sua pratica del Falun Gong. Poiché ha rifiutato di rinunciare alla sua pratica del Falun Gong ed ha rifiutato di smettere di chiarire la verità, è stata imprigionata illegalmente per tre volte. Durante la sua detenzione al campo di lavoro di Wanjia nella provincia di Heilongjiang, ha subito una brutale alimentazione forzata. La crudele tortura le ha fatto quasi perdere la vista e la sua vita era sul punto di finire.

    Circa 100 praticanti del Falun Gong sono morti per l’alimentazione forzata

    Wang Xuzhi ha subito l’alimentazione forzata con urine ed escrementi. È morta a causa della persecuzione. Chen Aizhong della Provincia di Hebei Duan Shiqiong della Città di Chongqing

    Gao Xianmin della Provincia di Guangdong Yang Mei della Provincia di Hebei Wang Xiuying della Provincia di Heilongjiang

    Secondo le statistiche disponibili, circa 100 praticanti del Falun Gong sono morti a causa dell’alimentazione forzata. Sono: Xiao Liya, Gu Xiuxian, Liu Xiaoling, Wu Baowang, Liu Guiying, Tan Chengqiang, Guo Meisong e Kong Deyi dalla provincia di Heilongjiang; Han Yuzhu, Wang Xianyou, Han Cuiyuan, Li Shuqin, Jiang Shulan e Liu Hong dalla provincia di Jilin; Liu Xuguo dalla provincia di Shangdong; Gao Xianmin dalla provincia di Guangdong; Mei Yulan di Pechino; Zhao Dongmei e Li Huiwen dalla provincia di Shanxi; e Li Weihong da Schang-Hai e così via…

    “Il letto dei morti”

    Una praticante dimostra l’essere legato strettamente e poi messo sotto un letto che è schiacciato giù da oggetti pesanti o da persone che si siedono sopra e premono con forza

    “Il letto dei morti” è anche chiamato “il letto che allunga”. È usato per torturare i praticanti del Falun Gong che fanno lo sciopero della fame o quelli che rifiutano di rinunciare alla loro pratica. Quando i praticanti che fanno lo sciopero della fame vengono legati strettamente al “letto dei morti”, le loro mani e piedi non possono muoversi. Poi le guardie della prigione o altri detenuti criminali circondano i praticanti per sottoporrli all’alimentazione forzata attraverso il loro naso. Molti praticanti sono morti a causa di questa tortura.

    Yoko Kaneko una volta è stata legata “sul letto dei morti” per 20 giorni consecutivi e ha sopportato tutti i tipi di torture disumane

    La Sig.ra Yoko Kaneko, una praticante del Falun Gong e moglie di un giapponese è stata ammanettata sul “letto dei morti” per 20 giorni di fila. Le sue mani e i suoi piedi erano così strettamente ammanettati e legati, da farle sanguinare i polsi. È stata sottoposta ad alimentazione forzata e non le è stato permesso di usare il bagno. Invece, è stato inserito a forza un catetere nella sua uretra. Quando è stata liberata dal letto, era già in punto di morte. Il suo intero corpo era diventato insensibile ed era incapace di muoversi. La pelle sulla sua schiena era piena di ulcere. La privazione del sonno e il lavaggio del cervello hanno fatto aumentare la sua pressione sanguigna e ha quasi perso la vista.

    Abusi Sessuali

    Uno dei metodi di tortura contro le donne praticanti: schiacciare con forza la parte inferiore del loro corpo. Torture rivolte alle donne praticanti: insulti sessuali

    La persecuzione disumana contro le donne praticanti fa bollire la gente dalla rabbia. Gli ufficiali depravati della polizia usano i bastoni elettrici per percuotere i loro seni,cappezzoli e parti intime. Hanno inserito perfino un baston elettrico nella vagina delle donne praticanti e non risparmiano nemmeno le donne praticanti non sposate. Gli ufficiali della polizia o le guardie della prigione violentano o violentano in gruppo le praticanti donne. Hanno tolto i vestiti delle donne praticanti e le hanno gettate nelle celle degl uomini. Alcune donne praticanti sono state violentate per la strada…

    Le donne praticanti del Falun Gong vengono denudate e gettate nelle celle dei detenuti maschi

    Nel giugno 2000, nel campo di lavoro di Masanjia nella città di Shenyang, 18 donne praticanti del Falun Gong sono state denutate e gettate nelle celle dei detenuti maschi

    Il disegno sopra mostra una praticante donna che è stata denutata, appesa e percossa.

    Una studentessa è stata violentata dagli ufficiali di polizia di fronte ad altre detenute

    Nella sera di 13 maggio 2003, la Sig.rina Wei Xingyan, una studentessa laureata dall’università di Chongqing è stata violentata da un ufficiale di polizia davanti altre due detenute nella prigione di Baihelin (centro di detenzione) del distretto di Shapingba.

    Il disegno sopra mostra degli ufficiali di polizia che violentano da soli o in gruppo delle donne praticanti del Falun Gong.

    Una donna praticante è stata violentata da un ufficiale di polizia sulla strada

    Una donna praticante del Falun Gong di Pechino è stata picchiata da un ufficiale di polizia in borghese di pattuglia e è stata violentata pubblicamente. L’ufficiale di polizia si è seduto sul suo corpo ed ha usato tutta la sua forza per inserire un bastone di plastica nella sua vagina. Queste due foto sopra sono state scattate 9 giorni dopo l’avvenimento.

    Schiacciati sotto a un letto

    Il Sig. Chen Gang che è stato salvato dalla Cina ed è venuto negli Stati Uniti sta rilasciando un’intervista.

    Chen Gang, era il responsabile logistico alla fabbrica di birra Carlsberg a Pechino. È stato sottoposto alla tortura di “essere schiacciato sotto il letto di legno”. Le guardie della prigione hanno ordinato a più di 10 detenuti criminali di picchiarlo, fino a che la sua faccia era diventata irriconoscibile. Dopo che lo hanno picchiato, hanno legato strettamente le sue gambe e i suoi piedi; le sue braccia erano legate dietro la schiena. Poi i detenuti criminali hanno legato così strettamente il suo collo contro le gambe che lo hanno quasi soffocato. Dopo che lo hanno legato, lo hanno spinto sotto un letto e hanno messo sempre più persone a sedersi sopra per comprimere la sua schiena. Si sentiva che le sue ossa stavano per spaccarsi. Dopo questa tortura, non ha potuto camminare per due settimane. Un altro praticante Lu Changjun ha sofferto la stessa tortura ed è rimasto paralizzato.

    La cella piena d’acqua

    La cella piena d’acqua: ai praticanti vengono tolti i vestiti e spinti dentro l’acqua sporca all’altezza del petto del praticante. I praticanti sottoposti a questa tortura non possono vedere il sole per un lungo periodo di tempo. Gli ufficiali della polizia o le guardie della prigione decidono a loro piacimento quanto tempo dura la tortura. Nel peggiore dei casi, i praticanti muoiono per la tortura. Nel caso meno grave, i corpi dei praticanti sono ricoperti di ulcere.

    La Sig.ra Ding Yan è stata torturata a morte nella prigione di Chengde

    La Sig.ra Ding Yan, 32 anni, proveniva dalla città di Shijiazhuang. È stata torturata a morte nella prigione di Chengde, dove è stata rinchiusa in una cella piena d’acqua.

    Percosse spietate

    I praticanti dimostrano l’essere “appesi e percossi”

    Un’istruttrice dell’università è stata picchiata, la qual cosa le ha causato 3 vertebre fratturate

    La Sig.ra Zhao Xin era una giovane insegnante dell’Università d’Industria e di Commercio di Pechino. Mentre era detenuta nella prigione (centro di detenzione) legata alla polizia di Haidian a Pechino, è stata picchiata gravemente, il che le ha causato la frattura di 3 vertebre all’altezza del collo. Dopo sei mesi di sofferenza e di estremo dolore, è morta la sera del 11 dicembre 2000.

    L’anziano signore Liu Yufeng, onesto e corretto, è stato picchiato a morte

    Liu Yufeng, un uomo di 64, era un operaio pensionato del villaggio di Xiaozetou della contea di Songcun, Wendeng, provincia di Shandong. Era un uomo onesto e corretto. Aveva un cuore aperto ed era pubblicamente riconosciuto una buona persona. Dopo aver praticato la Falun Dafa, il suo corpo malato ha riguadagnato la salute. Ha sofferto tremende torture nella prigione di Wendeng (centro di detenzione) ed è morto per le torture. L’analisi dagli esperti medici legali ha mostrato che del sangue versato è stato ritrovato nella sua palpebra destra. C’erano tagli e contusioni sulla sua faccia e i segni blu e neri rimasti dalle scosse elettriche praticate sulla sua gola, petto e gambe. La pelle era quasi staccata dal corpo ed il tessuto morbido sotto la pelle era danneggiato. È stato scoperto che la seconda, terza e quarta costola su entrambi i lati erano fratturate. La parte superiore dello sterno era rotta. Il suo intero corpo era coperto di contusioni e di lesioni.

    Un giovane è stato picchiato a morte

    Li Zhongmin, un giovane di 31 anni, è stato torturato a morte il 3 marzo 2003. Quando è morto, alcuni testimoni hanno visto le numerose ferite sul suo corpo, con le macchie di sangue sulla parte posteriore della sua testa e una grande zona con delle contusioni all’interno della sue coscie. C’erano molti segni rossi sulla sua schiena ed i suoi bulbi oculari erano sprofondati. Le foto sopra sono state prese nel maggio 2001, una settimana dopo che era stato picchiato alla substazione di polizia della Via di Harbin nella Zona di Sviluppo di Dalian. A quel tempo, le sue ferite erano un po’ migliorate.

    Un studente laureato da Tsinghua Università è stato torturato a morte

    Yuan Jiang, 29 anni, laureato bell’università più prestigioso della Cina, l’Università di Tsinghua. Era gentile, semplice ed aveva un talento brillante. Prima di praticare il Falun Gong, soffriva di malattie di vario genere. Ha dovuto prendere una volta un congedo di un anno dalla scuola per malattia. Dopo aver praticato il Falun Gong, la sua salute fisica e mentale è migliorata drammaticamente. Era Vice Direttore Generale della Compagnia d’Ingegneria di tecnologia e d’informazione, una filiale dell’Ufficio di telecommunicazione della città di Lanzhou. Nel settembre 2001, è stato arrestato a Dunhuang, nella provincia di Gansu e da allora è stato torturato brutaòlmente per due mesi. Su di lui è stato utilizzato un camion pieno di strumenti di tortura. Il suo intero corpo era ricoperto di ferite e di cicattrice troppo orribili da vedersi. Più tardi è morto.

    Congelamento ed esposizione dei praticanti sotto il sole cocente

    I praticanti dimostrano la tortura

    Congelamento: In inverno, con temperature di 20°C e 30°C gradi sotto zero, gli ufficiali di polizia o le guardie della prigione hanno obbligato i praticanti a stare in piedi all’esterno con soltanto la biancheria intima in modo da costringerli a rinunciare al loro credo di Verità-Compassione-Tolleranza.

    Esposizione sotto il sole cocente: Nell’estate torrida, gli ufficiali di polizia mettono i praticanti del Falun Gong ammanettati all’esterno sotto il sole cocente per un lungo periodo di tempo, il che ha causato spesso ai praticanti lo svenimento, ustioni sulla pelle e perdita di fluido fisiologico. In alcuni corsi di lavaggio di cervello, per coprire ciò che facevano, gli ufficiali della polizia hanno usato metodi ancora più perversi. In piena estate, hanno rinchiuso per un lungo periodo di tempo i praticanti in una piccolissima stanza, chiusa ermeticamente, ed hanno aperto il riscaldamento al massimo per soffocare i praticanti.

    Una signora di 59 anni è stata costretta ad arrampicarsi a piedi nudi nella neve ed è stata torturata a morte

    I vestiti intrisi di sangue della Sig.ra Chen Zixiu, lasciati in cortile dagli ufficiali della polizia.

    Chen Zixiu, 59 anni, abitava nel villaggio di Xujiaxiao, Beiguan, distretto di Weicheng, città di Weifang, provincia di Shangdong. È stata picchiata con i bastoni elettrici e di gomma dotati di spine. Il giorno prima che morisse, dopo aver sopportato un altro giro di percosse con i bastoni e avendo quasi perso i sensi, ancora non rinunciava al suo credo di Verità-Compassione-Tolleranza. Nel giorno in cui è morta, è stata costretta a arrampicarsi nella neve con i piedi nudi. Infine è crollata, ha perso i sensi ed è morta.

    Panca della Tigre

    Il Sig. Liu Chengjun è stato legato alla Panca della Tigre per 52 giorni in una cella nel Prigione di Tiebei (un Centro di Detenzione)

    Iniezioni di Droghe per Danneggiare il Sistema Centrale Nervoso

    Per forzare i praticanti a rinunciare al loro credo, ai praticanti determinati che risolutamente persistono nel loro credo di Verità-Compassione-Tolleranza vengono spesso iniettate delle droghe per danneggiare il loro sistema centrale nervoso. Alcuni sono stati torturati fino a provocare un squilibrio mentale. Alcuni sono stati persino torturati a morte.

    Casi di morte causati dalle iniezioni di alta quantità di droghe sconosciute

    Lu hongfeng
    La Sig.ra Lu Hongfeng, donna di 37 anni, era vice direttore amministrativo ed educativo della Scuola Elementare Numero 1 della città di Lingwu, nella provincia di Ningxia. Era una insegnante superiore e un insegnante eccellente nel suo distretto. In un ospedale psichiatrico locale, ha sofferto varie torture per mezzo di droghe ed è morta.

    Zhang Fangliang
    Il Sig.Zhang Fangliang, 47 anni, era il vice Magistrato della contea di Rongchang, città di Chongqing. Era un funzionario onesto ed incorruttible. Durante la sua detenzione nella prigione di Tongliang (centro di detenzione) gli sono state iniettate alcune droghe sconosciute ed è morto dalle torture il 9 luglio 2002.

    Xu Guiqin, 38 anni, era una praticante del Falun Gong della città di Taian, provincia di Shangdong. Durante il suo imprigionamento di un anno nel Campo di lavoro Numero 1 per le donne, è stata torturata brutalmente. Due giorni prima del suo rilascio, poiché ha rifiutato di rinunciare al suo credo, ancora una volta è stata picchiata e le sono state inniettate alcune droghe che hanno danneggiato il suo sistema centrale nervoso. Dopo che era tornata a casa, appariva mentalmente anormale ma 9 giorni più tardi è morta.

    La Sig.ra Zhang Dezhen, 38 anni, era una praticante del Falun Gong del Villaggio di Xie, città di Jiuzhai, contea di Mengyin, provincia di Shandong. È stata arrestata illegalmente dall’ufficio 610 della Contea di Mengyin e dall’ufficio della polizia locale. In una situazione di estrema debolezza, le è stata iniettata una grande quantità di droghe, che hanno causato la sua morte da arresto cardiaco.

    Infilare i Bastoncini di Bambù

    I praticanti dimostrano il metodo di tortura che consiste nell’ “infilare bastoncini di bambù” sotto le unghie.

    Infilare bastoncini di bambù: I lunghi bastoncini di bambù sono stati infilati sotto le unghie dei praticanti del Falun Gong, causando alle vittime un dolore estremo.

    – Il praticante del Falun Gong, Cheng Fengxiang dalla Contea di Yongnian, provincia di Hebei aveva subito questa tortura dei bastoncini di bambù.
    – La Sig.ra Liu Jinfang dalla provincia di Henan è stata picchiata e ferita dagli ufficiali di polizia del dipartimento politico e di sicurezza della città di Xiangcheng. Dopo aver sopportato vari tipi di torture, gli ufficiali di polizia le hanno infilato dei bastoncini di bambù sotto le unghie delle mani e dei piedi. Il dolore era talmente enorme, che ha perso conoscenza. La polizia ancora una volta ha infilato i bastoncini di bambù sotto le unghie delle mani e dei piedi per costringerla a svegliarsi.
    – Il Sig.Zhang Zhigang era un praticante del Falun Gong di Deyang, provincia di Sichuang. Gli ufficiali di polizia l’hanno picchiato e poi hanno infilato i bastoncini di bambù sotto le unghie e hanno infilato mozziconi di sigaretta ancora rossi e caldi sotto la sua biancheria intima.

    Aborto forzato

    I praticanti dimostrano il metodo di tortura dell’Aborto Forzato.

    Aborto forzato: Per potere “trasformare” le praticanti del Falun Gong incinte nei campi di lavoro, le guardie le hanno costrette ad abortire forzatamente, senza badare alla lunghezza della gravidanza era e se fossero state messe a rischio le loro vite.

    – Fare iniezioni per indurre l’aborto, i poliziotti guardano una praticante mentre abortisce:
    Atto perverso compiuto dai poliziotti della città di Mengzhou, provincia di Henan. Per potere mandare la praticante Sig.ra Geng Juying in un campo di lavoro forzato, i poliziotti l’hanno costretta ad abortire. Le hanno praticato un’iniezione che induce l’aborto contro la sua volontà. Quando il dolore era insopportabile, alcuni poliziotti la guardavano e ridevano crudelmente. Mentre loro guadavano il suo aborto, dicevano indecentemente: “Non sei bella, vogliamo solo guardarti mentre abortisci.” Così la Sig.ra Geng Juying ha perso il suo bambino sotto gli occhi indecenti di questi poliziotti malvagi. In seguito, Geng Juying è stata messa in un centro per il lavaggio di cervello nella città di Jiaozuo, provincia di Henan.

    – Imprigionata al secondo mese di gravidanza e forzata ad abortire al settimo mese di gravidanza:
    La Sig.ra Liu Sujun, 37 anni è stata arrestata quando era incinta di due mesi. Conoscendo il suo stato fisico, la polizia l’a comunque legata mani e piedi con catene pesanti. Ha sofferto questa tortura disumana fino a sette mesi di gravidanza. Allora, è stata costretta a terminare la sua gravidanza.

    – Una praticante incinta di otto mesi è stata costretta ad avere un parto indotto, il destino del neonato è rimasto sconociuto:
    La praticante del Falun Gong Sig.ra Liu Qiuhong, 39 anni, era un’operaia della Compagnia di Medicina Zhongce. Quando era incinta di otto mesi, è stata arrestata dagli ufficiali di polizia a casa sua. È stata costretta ad avere un parto indotto. Il suo bambino era vivo e piangeva quando era nato. Ma dopo che il bambino è stato portato via, il suo destino è rimasto sconosciuto. Dopo che la Sig.ra Liu è stata costretta ad avere un parto indotto, non le è stato permesso di riposarsi. Anzi, è stata tenuta nell’ufficio di Fenghuangtai per ricevere il lavaggio di cervello per quasi un mese. Recentemente, è stata condannata ai lavori forzati.

    Legare un praticante dietro una macchina che va a tutta velocità

    Dimostrazione dei praticanti

    Trascinare i praticanti con una macchina: I poliziotti hanno legato dei praticanti del Falun Gong che non rinunciavano al loro credo e che si opponevano pacificamente alla persecuzione dietro ad una macchina della polizia o a un motociclo, poi guidavano la macchina a tutta velocità, trascinando i praticanti e coprendo i loro corpi di ferite e di contusioni e spaccando le loro ossa. Le ossa potevano essere viste dalle ferite provocate dal trascinamento Era troppo orribile da guardare.

    Gli atti perversi degli ufficiali di polizia dalla città di Baiguo, città di Macheng: Mettere una praticante del Falun Gong che era ancora vivo sul fuoco e trascinare i praticanti per terra con una moto

    – La Sig.ra Wang Huajun aveva circa 30. Nell’April 2001, è stata picchiata quasi a morte dagli ufficiali del governo locale ed è stata trascinata sulla porta di ingresso dell’Amministrazione della Città. Hanno versato del gasolio sul suo corpo e le hanno dato fuoco. È stata bruciata a morte; ma la polizia ha detto alla gente che stava guardando l’evento che si trattava di una “Auto-immolazione”.

    – I poliziotti hanno anche legato due praticanti del Falun Gong alle moto sono partiti. La scena di quei due praticanti trascinati per terra era così brutale che la gente non ne poteva sopportare la vista.

    Lavoro in schiavitù

    I praticanti dimostrano il lavor in schiavitù

    Lavoro in schiavitù: In questi ultimi cinque anni, decine di migliaia di praticanti del Falun Gong sono stati illegalmente imprigionati e costretti a lavorare in schiavitù senza alcun compenso. L’ambiente di lavoro era estremamente cattivo. Gli oggetti da loro prodotti includono confezioni di bastoncini da pasto, giocattoli da regalo per i ristoranti fast-food e prodotti per capelli per Henan Rebecca Hair Product Inc., un’azienda importante che produce reddito in valuta estera per la città di Xuchang.

    – Produrre bastoncini da pasto “igenicamente testati”
    Il Dipartimento di Spediziione dell’Ufficio d’Educazione al Lavoro di Pechino ha costretto la gente nel campo di lavoro a lavorare per un numero eccessivamente lungo di ore per fare le bacchette “igenicamente testate”, dalle 6:00 di mattino fino alle 9:00 di sera, a volte anche oltre mezzanotte. Non soltanto i praticanti del Falun Gong sono stati costretti ad impacchettare le bacchette, ma anche altri detenuti inclusi i drogati, le prostitute, i ladri ed i rapinatori. Le bacchette così impacchettate sono ben lungi dall’essere “igienicamente testate”. Con dozzine di detenuti rinchiusi in una piccola stanza, le bacchette da imballare sono state buttate arbitrariamente sul pavimento e spesso calpestate dalle operaie. Molte di loro hanno malattie della pelle, scabbia ed alcuni erano tossicodipendenti o con le malattie sessualmente trasmesse. Alcuni detenuti nutrono ostilità nei confronti della società e quindi deliberatamente spalmano delle cose sporche sulla punta delle bacchette. Alcuni persino strofinano le bacchette sui loro piedi o su altre parti sporche dei loro corpi. Il pagamento per il lavoro forzato è diventato un reddito per i poliziotti dei campi di lavoro.

    – Produrre candele di cera che emettono forti odori chimici
    Da luglio 2001, i funzionari del campo di lavoro Longshan hanno costretto i praticanti del Falun Gong a produrre candele di cera in vari colori. Molti praticanti sembravano pallidi, hanno sofferto di vertigini e debolezza ed hanno perso appetito dopo aver inalato dei questi odori tossici emessi dalle candele.

    – Produrre i cuscini per i sedili d’automobile
    Il campo di lavoro forzato di Jiamusi ha costretto i praticanti del Falun Gong a produrre cuscini per sedili d’automobile dalle 7 di mattina fino alle 8 di sera, senza pause. Questo tipo di cuscini produce molta polvere, nociva alla salute, irrita il sistema respiratorio e causa pruriti in gola e difficoltà di respirazione. Nell’area di produzione non c’erano misure di sicurezza.

    – Produrre giocattoli da regalo per i ristoranti fast food
    I funzionari del campo di lavoro forzato Hewan nella città di Wuhan hanno costretto i detenuti a produrre giocattoli da regalo per ristoranti fast food fuori della Cina, compreso i giocattoli a forma di aquila e di orso. L’officina apre alle 6 di mattina e rimane in attività fino alle 2 di notte.

    – Produrre bastoni per il controllo trafico e stuzzicadenti:
    Il campo di lavoro Changlinzi ha costretto i praticanti del Falun Gong con la vista migliore a saldare insieme i bastoni per il controllo del traffico usati dalla polizia stradalei. I bastoni sono esportati in Corea del sud. I praticanti con la vista meno buona sono costretti a fare gli stuzzicadenti. Il campo di lavoro li ha costretti a lavorare fino a 16-17 ore al giorno. Coloro che non sono in grado di lavorare velocemente finiscono col lavorare giorno e notte. Gli spaghetti e il pane di farina di mais sono gli unici cibi disponibili. I praticanti subiscono le torture di scosse elettriche e percosse sempre.

    Praticando il Falun Gong, le loro vite erano state piene di vigore. Tuttavia, non volendo rinunciare al loro credo di Verità-Compassione-Tolleranza, sono stati sottoposti alla repressione e alle torture e alcuni di loro sono stati persino torturati a morte…

    Il Sig. Ma Xuejun, un praticante del Falun Gong, è stato un funzionario dell’Ufficio Ferroviario della città di Jiamusi. È stato torturato così duramente in prigione che ora è sul punto di morire.

    Il Sig. Ma Xuejun, un uomo felice e in buona salute dopo essere diventato un praticante del Falun Gong Il Sig. Ma Xuejun, dopo aver subito un anno di persecuzione

    Prima che il Sig. Ma Xuejun praticasse il Falun Gong, soffriva di anemia aplastica e di epatite B. Il suo dottore gli disse che non sarebbe sopravissuto. Alla fine di 1994, ha cominciato a praticare il Falun Gong ed è completamente guarito dalle malattie. Il Sig. Ma è stato riconosciuto come una buona persona che lavora duro e con coscienza. Non si è fatto corrompere.

    Solo perchè Ma Xuejun ha sostenuto saldamente la sua pratica del Falun Gong, negli ultimi quattro anni, è stato tenuto in detwnzione senza ragione due volte per sei mesi ogni volta. È stato condannato una volta a 3 anni di lavori forzati. È stato mandato a casa dopo un anno e sei mesi di prigionia quando la sua salute aveva raggiunto un punto critico, durante la prigionia era stato torturato severamente con vari mezzi, compreso percosse con i bastoni elettrici e sedie elettriche, colpi alle caviglie con le gamba delle sedie, calci con le scarpe di cuoio sulla schiena e il petto, soffocamento con sacchetti di plastica…

    La praticante del Falun Gong Wu Lingxia della provincia di Heilongjian è stata torturata a morte

    La foto della Sig.ra Wu Lingxia e suo figlio

    La Sig.ra Wu Lingxia, 37 anni, aveva subito torture fisiche e mentali tremende durante la sua detenzione nella prigione di Shuangyashan (centro di detenzione), il che l’ha portata a soffrire di ascite provocata da una cirrosi al fegato. È stata mandata a casa ed è morta nel mese di luglio del 2002.

    La Sig.ra Chen Xingtao della città di Yueyang, provincia di Hunan è rimasta paralizzata a causa della persecuzione ed è stata più tardi torturata a morte

    Il suo osso sacro era ferito ed è visibile un grosso buco

    La Sig.ra Chen Xingtao, nata nel 1963, era una praticante del Falun Gong del gruppo di Xinzhuang, villaggio di Guqiao, Yanglin, città di Yueyang, provincia di Hunan. Nel gennaio 2001, è stata imprigionnata illegalmente nel campo di lavoro femminile di Baimalong nella città di Zhuzhou, provincia di Hunan. Durante il suo imprigionamento, è stata torturata crudelmente. Di conseguenza, la parte inferiore del suo corpo è rimasta paralizzata ed insensibile; soffriva di incontinenza. È stata liberata dal campo di lavoro nel maggio 2001 e dopo più di un anno di sofferenza, è spirata.

    Secondo le statistiche disponibili, fino a 29 agosto 2004, almeno 1032 praticanti del Falun Gong sono stati torturati a morte.

    Più di 6000 praticanti sono stati condannati illegalmente alla prigionia.

    Oltre 100.000 praticanti sono stati mandati nei campi di lavoro forzato.
    Alcuni migliaia di praticanti del Falun Gong sono stati rinchiusi forzatamente in ospedali psichiatrici e sono stati trattati con droghe che danneggiano il loro sistema nervoso centrale.

    Numerosi praticanti del Falun Gong sono stati rapiti e tenuti nei “centri per il lavaggio del cervello” in differenti posti, dove sono stati sottoposti a torture mentali. Più persone sono state picchiate, fisicamente punite e perfino derubate dei loro soldi.

    Decine di milioni di familiari di praticanti del Falun Gong, colleghi e amici sono stati coinvolti e sottoposti al lavaggio di cervello a vari gradi.

    A causa dello stretto blocco delle informazioni da parte della banda di Jiang per quanto riguarda la brutale persecuzione, una grande quantità di fatti riguardanti la persecuzione non sono stati esposti. In più, alcune delle torture sono talmente crudeli, che non possono essere dimostrate né con immagini né con ricostruzioni reali, per cui ciò che esponiamo qui è solo una piccolissima parte della persecuzione per ciò che concerne profondità che ha raggiunto, la sua portata ed il suo grado di severità.

    Cari Amici,
    Le vostre parole gentili
    La vostra simpatia e amore
    La vostra firma
    Sono tutte preziose per noi

    Ogni piccolo sforzo di bontà verrà unito insieme per spezzare l’oscurità
    Stop alle torture

  • WONGA

    Come è cattivo il nostro Dio,com’è cattivo…e come sono buoni i cinesi…

  • marcello1950

    Carissimo Carlo Bertani,
    secondo me hai trovato la chiave della soluzione della sostenibilità economica del sistema “Italia” anche se non penso ma sarebbe più giusto dire non pensiamo che tutto si possa risovere con un po di turisti in più che oltre un certo limite numerico costituiscono un problema “insostenibile”. oltre tutto non dobbiamo diventare un Museo a cielo aperto sarebbe veramentediventare la terra dei Morti.
    ripeto comunque carissimo hai centrato, a mio modesto parere, la chave di soluzione. mi piacerebbe presentarti alcune linee di tale possibile soluzione, oltre tutto mi parli di CGIL la quale è uno dei problemi del sottosviluppo dell’Italia attuale, una economia di massa senza qualità, ma potrebbe anche lei essere una delle chiavi della soluzione, anche se non spero in un atto di indipendenza da PD e politici vari e confindustria da sindacalisti selezionatti come Yes men, manipolatori manipolati che dicono bugie ed alla fine non sanno più quale sia la verità.
    magari ripeto riusciremo a parlarci

  • Tetris1917

    Questa crisi e’ una crisi nuova che in passato non e’ mai esistita (da quando siamo sotto il sole del capitalismo) e’ la crisi che segna la morte del capitalismo parassitario-finanziario. Ossia quello che ha permesso all’occidente di continuare a consumare e a depredare risorse altrui, attraverso il D-D’ (denaro-denaro maggiorato). Per quanto mi riguarda, questa e’ la crisi che segna la fine dell’avanzata capitalista, e apre lo scenario a quello che Marx chiamo’ ritorno alle barbarie e all’alto medioevo.

    P.S Caro Bertani, le ricordo che plotoni di operai cinesi, stanno ritornando nelle campagne perche’ i cavatappi che producevano per noi che non ne abbiamo piu’ bisogno, a loro sono completamente inutili. Per cui stanno ritornando alle loro mansioni, di sempre.

  • WONGA

    Ma che bontà…
    http://it.clearharmony.net/a_images/2004/09/2004-09-07-2004-7-6-gao_rongrong_more.jpg e poi http://it.clearharmony.net/a_images/2004/09/2004-09-07-m2_big.jpg e poi http://it.clearharmony.net/a_images/2004/09/2004-09-07-mxj-2.jpg tutti fotomontaggi…ecco i vostri nuovi padroni…contenti?Io vado dal dalai lama,abbiamo una riunione Cia…saluti ”armoniosi”.

  • marcello1950

    rispetto all’Articolo 1°
    io cambierei la definizione in quanto la nostra società non è oligarchica il che implica un certo compiacimento nobiliare in chi lo ha scritto, e postula l’esistenza di in un’etica cosa che tutte le aristocrazie hanno e che purtroppo alle nostro specifico manca, non si vede proprio, ma è invece una socità bassamente corporativa con spiccati caratteri mafiosi, la prima casta è quella dei giudici naturalmente,

    …………………………………………………………………………………………..
    tale sistema èbasato sui privilegi delle caste che si manifestano nella possibilità di trasgredire le regole che valgono per tutti gli altri in quanto detentori di un potere, a cui si contrappondono poteri imperiali (o boss) fondati su accumulo di poteri diversi in regime di monopolio (realizzati in conflitto di interesse) che sono legittimati perchè si presentano come difensori del popolo dallo strapotere delle caste e dei violenti.
    …………………………………………………………………………………………………….
    per cui la dizione a mio parere sarebbe
    ……………………………………………………………………………………………………
    Art. 1. L’Italia è una repubblica corporativa governata dal Boss in grado di accumulare il maggior numero di poteri, fondata sul diritto di abuso e su un’etica mafiosa.

  • brunotto588

    Va bene Carlo, ma insomma è sempre il solito problema del gatto che si morde la coda … Come pensare e proporre il nuovo, se il sistema è ( ottusamente sì, ma pur sempre “lucrosamente” ) assolutamente chiuso e persecutorio nei confronti di tutto quanto non sia controllabile e vantaggioso al perpetuarsi del sistema stesso ??? Decrescita ? Certo, ma solo in un sistema che avrà già dovuto rinnovarsi, in questo è impossibile … o meglio, sarà possibile solo farsi nuovamente derubare dell’ “Archetipo” di decrescita, che sarà astutamente cavalcato e deragliato verso i soliti interessi … che cambieranno il pelo, la maschera, non i sistemi … perchè ben sanno che la crisi è opera loro, ma proprio ad essa puntano, non alla sua soluzione !
    Siamo sempre lì: il comune “Buonsenso” suggerirebbe decine di possibili direzioni … ma non c’è spazio, semplicemente, perchè TUTTO funziona secondo un’ unica IDEA FORTE.
    La via è sempre quella di NON FARCI PORTATORI di questa idea forte, ma questo non si potrà realizzare nel tempo breve.
    La mia personale esperienza nel Settore Turistico riassume emblematicamente ( se ti serve un esempio vivente chiamami ) quanto affermi nel post: “tagliato fuori” a 45 anni da un mercato troppo “privatizzato e clientelare”, cerco di mettere la mia esperienza a girare su un livello più “basso”, più schietto, su quello che dovrebbe essere il “territorio” ed un progetto, se non di decrescita, di “Rivalutazione del piccolo”.
    Ecco: con questa ottica mando in giro una serie di mail a piccoli operatori e associazioni: e per tutta risposta una “Pro Loco” mi “diffida ufficialmente” dall’ inviare altre proposte …!!!
    Al che non resta altro da pensare che forse sia proprio la spada, molto più della parola, a poter ferire ( e risolvere qualcosa ).

  • mazzi

    Crisi voluta, studiata e messa in pratica. Certo non una crisi al di sopra di ogni sospetto. Mi domando perche’ a nessuno viene in mente di connetterla con la virata a destra dell’occidente, che da anni si prepara alla mattanza con leggi e decreti liberticidi. Tranquilli e’ tutto sotto controllo. Certo si sta giocando una mano difficile, ma se le parole non bastano ci sono le menzogne, e se anche le menzogne non bastassero piu’, come sembra probabile, l’esercito e’ gia’ schierato nelle strade. Sembra proprio che nessuno voglia vedere questa correlazione – gia’ dimenticavo le torri le hanno tirate giu’ una dozzina o piu’ di arabi armati di temperino. Tranquilli! Tanto per cominciare i demoni Cinese e Indiano sono gia’ stati esorcizzati… E vi par poco? Ma il bello deve ancora venire; come dice Pratchett, ‘we’re living interesting times’.

  • nessuno

    Sei documentatissimo Komplimenti!!!Quando ci fai un elenco dei crimini che tutti i giorni i tuoi amici giudei affiancati dai cani americani compiono contro le popolazioni arabe?
    Immagino che per te non sarà difficile reperire notizie in merito.
    Forse tu non te ne sei reso conto ma i cinesi li abbiamo già in casa, tu non li vedi perchè sei troppo intento a studiare i loro crimini ma sono qui.Hanno già invaso l’Italia con i loro negozi,ristoranti e tutte le attività commerciali che possono aprire.Tengono un profilo basso il più possibile non si impicciano di politica loro sanno come fotterci con i soldi.
    I tuoi amici ameriKani sono già nelle loro mani se l’america è ancora in piedi è perchè lo vuole la Cina…ma forse anche di questo non ti rendi conto.
    Pensa che addirittura le scarpe dell’esercito americano le fanno in Cina.
    Noi italiani che siamo dei furboni, quando la Cina ha aperto al mercato ci siamo precipitati sperando di fare come in Albania : mano d’opera a costo zero e via discorrendo.
    I primi sono stati i boss del tessile, hanno portato giù due macchine scassate e pensavo di aver trovato l’america.Quello che non hanno considerato e che neanche tu hai capito che i regimi komunisti producono milioni di laureati e un laureato in un paese komunista non è come quello italico(tipo cepu) I piccoli cinesi hanno guardato le macchine le hanno copiate migliorandole alla grande e ora ci fanno neri.
    Also quando hai tempo facci un resoconto dei crimini perpetrati in danno dei detenuti dai tuoi amici americani, le violenze sugli afro/ispanici ecc.
    Le leggerò volentieri

  • Eurasia

    … in futuro, i dannati della terra (nel 2007 1,2 miliardi di abitanti che vivevano negli slum, habitat densamente popolato e altamente inquinato e che nel 2030 diventeranno 5 miliardi) potrebbero non appartenere più alla famiglia dell’Homo sapiens, ma dar vita a una nuova specie, che Salza – autore del libro Niente – ha battezzato con l’Homo nihil… ovvero quello dell’homo non habens… inquietante… io dico che imploderemo (noi occidentali) … tra l’altro lo stesso Salza dice (sul Venerdì di Repubblica di questa settimana) “Le radiazioni e l’inquinamento ai quali vengono sottoposti gli inurbati poveri sono mutagene. Aggiungiamoci il contesto selettivo, la separazione dall’esterno, i vari muri di Gaza, la promiscuità e la natalità accelerata, le epidemie: sono tutti prerequisiti per una speciazione. La miseria è ereditaria, passa nel patrimonio genetico dei discendenti, anche se nascono e vivono in condizioni migliori. Cambia anche l’intelligenza. Per non parlare dell’influsso dei rapidissimi cambiamenti culturali.” Ho come l’impressione che anche uno degli elementi di questa crisi economica sia quello che Salza paventa… mentre qualcun’altro aveva già previsto … in quegli studi che vengono fatti in segreto e che vengono chiamati, a seconda dell’argomento, a breve, medio o lungo termine…
    Complimenti Bertani per l’articolo… leggo molto volentieri anche Lei oltre a Grimaldi… grazie ad entrambi.

  • Truman

    Diceva qualcuno che la peggiore maledizione che si può augurare ad un nemico è: “Ti auguro di vivere in un periodo storico interessante.”

  • Affus

    ammazza che storico in gamba !

    Infondo è una questione di campane , se troviamo la campana giusta da suonare , risolviamo la cisi.

  • Franky_Ramone

    cmq sono delle fottute bestie, per quanto ritenga aggressiva la politica estera americana, penso che i metodi cinesi siano di gran lunga più bestiali e incivili.

  • nessuno

    hai ragggione infatti bollono i bambini e se li pappano.
    Aggressiva la politica estera americana?Su questo non c’è ombra di dubbio ma io parlavo della politica interna americana.La repressione nei confronti degli afro degli ispanici ecc.
    Le sevizie della polizia ai fermati e le torture nei loro carceri.
    Smettetela di pensare che l’amerika sia il bel paese è una cloaca a cielo aperto dove lobby corruzione, predicatori esaltati integralisti religiosi e pedofili se non sadici & mafie imperano.
    Andateci in amerika ma non vi limitate a fare il giro turistico a ny o a la girate gli altri stati quelli che genrano il kkk l’integralismo religioso e fatti come columbine.
    In america stanno crescendo generazioni di alienati le violenze sessuali famigliari sono al top nelle scuole ci vanno armati di pistole e le gang giovanili tengono in scacco interi quartieri.
    Questa è la democraticissima america.