M5S nemico pubblico come Bossi 30 anni fa

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Nella mia ormai lunga esperienza, di cittadino e di giornalista, diciamo nell’arco, all’incirca, degli ultimi trent’anni, solo in un altro caso mi è capitato di assistere a un fuoco concentrico come quello a cui oggi è sottoposto il Movimento 5 Stelle, per cui basta che al suo interno si scompigli anche un solo pelo per darlo per morto e finito.

Il caso cui mi riferisco è quello della prima Lega di Umberto Bossi. L’Umberto, come allora familiarmente lo si chiamava, e che io considero l’unico, vero, uomo politico italiano dell’ultimo quarto di secolo, aveva in testa un’idea che allora parve dirompente e blasfema ma che se la guardiamo con gli occhi di oggi (“la Storia è il passato visto con gli occhi del presente” diceva Benedetto Croce) è diventata molto attuale.

Secondo quella Lega, l’Italia andava divisa, perlomeno da un punto di vista amministrativo, ma anche legislativo, in tre parti, Nord, Centro, Sud, perché rappresentavano tre diverse realtà, economiche, sociali, culturali e anche climatiche. L’idea di Bossi andava poi oltre i confini nazionali. Pensando a un’Europa politicamente unita, il Senatùr riteneva che i punti di riferimento periferici di quest’Europa non sarebbero stati più gli Stati nazionali, ma aree coese dal punto di vista sociale, economico, culturale che avrebbero oltrepassato i confini tradizionali. L’unità politica europea non si è poi, almeno per ora, realizzata, ma l’idea bossiana rimane valida e spendibile per il futuro.

Di questo vasto programma, che aveva alle sue spalle anche un giurista del peso di Gianfranco Miglio, l’Italia partitocratica di allora non capì il valore, o forse lo capì fin troppo bene (è ovvio che in un’Europa unita i partiti nazionali avrebbero perso, come alla fine finiranno per perdere, il loro peso). La Lega bossiana fu quindi attaccata da ogni parte (“le tre repubblichette”), da tutti i tradizionali partiti nazionali che avrebbero perso il loro potere e dai poteri sovranazionali, finanziari ed economici, che in un’Europa unita e confederata, alla maniera degli Stati Uniti d’America, vedevano un pericoloso concorrente. Umberto Bossi sovracaricato di reati di opinione (tipo “vilipendio alla bandiera” e simili) finì per impaurirsi e soccombere alleandosi con quello che in Italia era il suo nemico naturale, alias Silvio Berlusconi, globalizzatore, filoamericano e quindi assolutamente all’opposto di un “localismo” intelligente. Io che allora avevo ottimi rapporti con l’Umberto, uomo del popolo e che del popolo capiva le esigenze, avevo un bel dirgli: “Guarda che i tuoi sono reati di opinione che nulla hanno a che vedere con quelli di Berlusconi.

Fate una battaglia, sacrosanta, contro i reati di opinione, eredità del Codice fascista di Alfredo Rocco”. E per la verità Umberto Bossi questo lo aveva ben capito. Nel discorso del 21 dicembre 1994 in cui fece cadere il governo Berlusconi, un discorso perfetto anche nello stile, alla faccia di chi lo considerava, come Di Pietro, un personaggio rozzo, pose le premesse per un’Italia diversa e nuova. Ma non ci fu niente da fare. Le forze, nazionali e internazionali, che si opponevano a questo cambiamento ebbero la meglio. Complice anche una malattia, che solo chi è animato da una vera passione può essere colpito, il mio caro e vecchio amico Umberto perse la testa, si rialleò con Berlusconi e questa fu la fine sua e del suo movimento.

Perché ho fatto questa lunga premessa che sembra non c’entrare niente con l’Italia di oggi? Perché i Cinque Stelle, che hanno un programma molto meno ambizioso di quello della Lega delle origini, ne subiscono la stessa sorte. Qual è il programma dei Cinque Stelle? Nella sostanza è un ripristino dell’onestà (come loro la chiamano, ma io avrei preferito il termine “legalità”, perché l’onestà è qualcosa di più profondo che può appartenere anche a un malavitoso, è una coerenza etica) e un tentativo di ridare un ragionevole equilibrio sociale e anche meritocratico in un Paese dove, come in tutto l’Occidente, le disuguaglianze hanno assunto livelli insopportabili che umiliano quella che, senza rendersi conto dell’implicito disprezzo che c’è in questa denominazione, viene chiamata “gente comune”.

Insomma il programma dei Cinque Stelle, senza assumere quella visionaria di Umberto Bossi, è assolutamente basico. Ma è sufficiente per scatenare contro “los grillinos”, come li chiamano in Spagna, tutte le forze pro sistema, non solo i partiti tradizionali che vedono messo in pericolo il loro strapotere, ma anche le lobby della finanza internazionale. Molti nemici molto onore, si dice. Ma don Chisciotte è destinato storicamente a perdere. Ma noi, pur consapevoli, preferiamo essere dalla sua parte che da quella dei vincitori di giornata. Anche perché la Storia cambia e, con la velocità a cui van le cose attualmente, i perdenti di oggi potrebbero anche essere i vincitori di domani.

 

Massimo Fini

30 Comments
  1. Vincenzo Siesto da Pomigliano says

    Uno degli errori (ammesso che lo sia stato in buona fede) del M5S é stato quello di credere che si potesse abbattere la casta liberal-capitalista con le elezioni… Voleva asfaltare il sistema ma é stato esso stesso ad essere asfaltato [dal sistema].
    Elezioni che sono una farsa in una pseudo-democrazia dove le leve del potere stanno in mano ad una casta a sua volta vilmente asservita al sistema finanziario anglo-giudaico-americano! Inoltre la nostra “architettura” costituzionale non permette al popolo di decidere su questioni vitali che non siano a favore della casta.
    Io penso che il M5S (i suoi vertici cioè) abbia scientemente “buttato acqua” su una rivoluzione(che covava sotto la cenere) necessaria per rinnovare una società in fatale decadenza all’interno di un criminale sistema in putrefazione.
    Ma non bisogna disperare perché il cambiamento, la vera rivoluzione verrà! Una rivoluzione non è un qualcosa legato ad un’ideologia, non è una moda dell’ultima decade. E’ un modo perpetuo insito nelle società umane per permettre ad esse di rinnovarsi e impedire che periscano sotto il peso delle loro contraddizioni. Orsù dunque: non disperiamo ma andiamo avanti! I giusti ideali non muiono mai!

  2. Lupis Tana says

    che dire! grande Massimo…

  3. Panthera Pardus says

    Mi dispiace per Massimo Fini ma questo è un grande scivolone.

    Bossi è stato un ignorante che ha raggiunto per caso il potere – il citato Miglio è stato messo da parte dal suddetto il 16 maggio 1994, Miglio lascia la Lega Nord dando una opinione non positiva.

    Ricordiamo poi come Bossi faccia fuori Rocchetta della liga veneta e si inventa la bueata dei Celti con cerimonie dell’acqua del po per poi svettare con il figlio trota e la vicenda Belsito sul tema appropriazione fondi pubblici per uso privato.

    Codesto buffone – Bossi – a momenti distruggeva la Lega, che solo sull’orlo del disastro lo scaricava ( sia lui che il dimenticabile Maroni) e veniva salvata da Salvini che *azzera* le idiozie celtiche.

    Bossi non può essere sbattuto fuori perchè al picco della sua potenza si faceva nominare da statuto presidente a vita, stile nord korea 🤣

    Disclaimer: lo scrivente ha avuto la tessera liga veneta e vota lega da quando è arrivato Salvini – Zaia da sempre.

  4. bysantium says

    Il Fini deve essere alquanto confuso.
    Quando,prima del Conte 1, di già auspicava una intesa 5S-PD credeva che il PD fosse un partito antisistema?

  5. Pas de deux says

    Io di bossi ricordo positivamente il fatto che si fosse messo contro la nato e a favore della serbia, in quella maledetta guerra di aggressione. Pero’ ricordo negativamente che si piego’ a berlusconi contro gheddafi, dopo aver detto che sarebbe stato contro. Il m5s che purtroppo ho votato, ho capito poi che era stato creato dagli usa per evitare una sorta di gile’ gialli che in italia, piu’ disastrata della francia, avrebbe avuto un impatto ben piu’duro. Insomma tutto perr evitare e fregare le classi deboli, un calcio ennesimo al barattolo. Un’escamotage…e sono d’accordo completamente con vincenzo!

  6. federico18 says

    Tentativo mal riuscito di nascondere la vicenda 5 Stelle e di raccontare cosa è veramente successo, cioè un movimento che, dopo aver ottenuto consensi stratosferici, ha pensato bene di tradire su TUTTO e allearsi con il nazismo economico piddino-europeista, alla faccia di chi davvero credeva in un ritorno alla sovranità nazionale e alla Costituzione. Come si fa a non vedere una vigliaccata di tale portata??? Come si fa???

  7. enricodiba says

    Il problema sono gli italiani che votano a moda.

  8. PietroGE says

    I 5S non necessitano delle “scatenate forze pro sistema” contro di loro per scomparire, lo possono fare benissimo da soli, come si è visto in questo ultimo anno. E poi il loro programma non è “basico” , è una accozzaglia di misure giustizialiste e assistenzialiste che non toccano minimamente i problemi reali del Paese. Non hanno una politica economica degna di questo nome e hanno rinnegato praticamente tutte le promesse elettorali fatte. Il risultato? Dal 33% si è passati al 14% di oggi, e non parliamo neanche delle elezioni regionali. L’unico modo per salvarsi sarebbe andare subito alle elezioni prendere quel 14% che ancora hanno e ricominciare con un nuovo programma e nuovi leader. Paragonarli alla Lega di Bossi è una assurdità. Quella Lega ha espresso i più competenti amministratori regionali e comunali del Paese, andate a vedere come viene amministrata la capitale e vi verranno i capelli bianchi.
    Le macroregioni europee non sono politicamente fattibili e attuali, anche se in teoria lo sarebbero economicamente. Potrebbero esserlo solo nel caso, poco probabile, di una unione politica europea.
    Bossi invece aveva ragione quando parlava di macroregioni italiane. Questa è una riforma istituzionale che (insieme alla abolizione del Senato) farebbe risparmiare miliardi in costi della politica, miliardi necessari per investimenti e taglio delle tasse. Salvini dovrebbe riprendere queste misure nel programma da fare dopo le prossime elezioni.

  9. merolone says

    Non si capisce dove sta la persecuzione, qua quello che rischia la galera è Salvini per presunti reati commessi da ministro, i 5 stellasse sono passati dal no euro e no UE al si euro e si UE, erano alleati di Farage che per i suoi ideali ha rischiato la vita e ha vinto e adesso con Conte sono lo zerbino della Merkel, sono passati dal no a Renzi al governiamo con Renzi, dal no al PD al governiamo con il PD.
    Non solo sono stati abbandonati dagli elettori schifati da tanto ributtante comportamento ma vengono pure abbandonati dai parlamentari che si fanno cacciare e se ne vanno nel misto, ormai sono diventati talmente tanti e aumenteranno ancora, perchè ai parlamentari certi di non essere rieletti conviene non pagare e farsi buttare fuori andando nel gruppo misto, dove non si pagano quote a nessun partito.
    Tra qualche mese se questo governo regge sarà il primo monocolore PD-Gruppo Misto, una anomalia storica mai vista al mondo.
    Di Battista è scappato in Iran e dopo aver litigato su Facebook con dei militanti si rifiuta di rientrare, forse per evitare il linciaggio da parte dei militanti che ha truffato.

  10. 4T-5PA-4GR/TEU says

    Ottimo articolo

  11. MarioG says

    Questo articolo farebbe dubitare della lucidità intellettuale di Fini, se non si tenesse conto dell’ambiente editoriale in cui scrive e naturalmente del radicato antiberlusconismo di Fini da una vita (che non significa che uno deve essere ‘berlusconiano’, come chi detesta l’anticraxismo di un Travaglio non deve essere un craxiano).
    Vorrebbe imputare il più clamoroso squagliamento di una forza politica degli ultimi tempi al sabotaggio delle lobby e magari dell’informazione asservita.
    Il M5S è stato demolito (scientemente on no, o in parte l’uno e l’altro) dalla sua stessa classe dirigente.
    Di più: il giornale su cui scrive Fini, è proprio uno dei principali artefici della disfatta. Il Fatto Quotidiano di Travaglio e Fini ha ispirato la campagna elettorale suicida dei M5S alle europee, impostata -ci ricordiamo tutti- prima di tutto contro la Lega, presunto alleato di Governo. Come è noto, Travaglio ha lavorato alacremente per separate i due partiti (come pontificava Massimo Cacciari) e riportare il PD al Governo (nonostante il vituperato Renzi). Il disastro elettorale alle Europee ne è stato diretta conseguenza, forse voluta. E da lì la discesa della china è stata inarrestabile.
    Quindi io non mi stupisco dell’articolo straniato che ha scritto Fini.
    Ma non basta. Se qualche lobby ha tramato per far fuori il Movimento, allora deve avere avuto, nell’atto finale, Grillo come punta di diamante. Ma non ho letto nulla su Grillo in questo articolo… Hanno sacrificato Di Maio, facendogli rinunciare addirittura alla poltrona di Palazzo Chigi, pur di scongiurare un governo giallo-verde bis.
    Figuriamoci se le lobby della finanza internazionale sono preoccupate del “ripristino dell’onesta’“, della cosiddetta “legalità” grillina della rendicontazione spicciola, quella che mette in carcere “gli evasori”, indisciplinati sudditi del sistema liberal finanziario. Ho l’impressione che siano altri i contenuti politici che possano impensierire le suddette lobby.

  12. tucalar says

    articolo fuorviante tutto un’annuncite per nn parlare della verità,su come sono andate veramente le cose

  13. Holodoc says

    Dividere l’Italia per zone climatiche?
    Allora la toscana va divisa così: la costa al Sud, gli appenini al Nord, il resto al Centro.

    Per il resto su una cosa sono d’accordo: la follia di Bossi.
    E la non minor pazzia di chi gli è andato dietro.

    Voleva separare il Nord integerrimo e efficiente dal Sud corrotto e lassista, e infatti si è sposato una fattucchiera siciliana al clan della quale ha messo in mano il partito… capolavoro!

  14. oriundo2006 says

    Fini prende per esito dovuto ad astio contro i 5Stelle quello che è stato invece un obiettivo, riuscito, delle elites realizzato scientemente a partire dalle elites stesse del Mov: spingere in un angolo le tendenze ‘socialiste’ e di cambiamento vero, saccagnarlo mediaticamente attraverso i suoi leaders ( mettendoli in schizofrenica competizione ), oppure esaltarlo ad di là delle sue effettive qualità, fargli fare tutto ed il contrario di tutto pur di spingerlo nella direzione voluta, cioè le braccia del Mostro tentacolare. Una volta avvenuto questo, divorarlo e liquidare come un vecchio straccio sporco quello che resta ( dove c’è ancora parecchio di buono in diversi parlamentari ).
    Il risultato è avvenuto attraverso l’astio e la competizione spinta anche a livelli personali, ed anche attraverso una sovraesposizione mediatica ‘positivizzante’ almeno alle origini: ma all’interno del Mov stesso, cosa poi ampiamente enfatizzata dai media, che vivono come sciacalli sui cadaveri altrui e se non li trovano li creano.
    La cosa è ben riuscita, dimostrando peraltro un fatto che Fini trascura, esser i 5 Stelle un movimento costruito a tavolino proprio per raggiungere lo scopo, ovvero dar un supporto di massa al Piano delle elites, cosa ben differente dalla Lega, almeno delle origini ( più vicina ad altre istanze ). Le persone dei soci fondatori lo dimostrano ampiamente, al di là di ogni complottismo, oggi compiutamente realizzato.
    Questo è avvenuto attraverso l’inconcludente politica ‘valoriale’ declamata e non attuata se non marginalmente: apposta, che altro non era se non asseverare quanto le sardine oggi tentano a nuovo, ovvero quella di rivestire di una verginità politica ‘positiva’ il Piano attraverso i ‘ggiovani’. Piano che è sempre lo stesso da un bel pò a questa parte: io sò io e voi non siete un cazzo…dunque obbedite e lasciateci fare come vogliamo. E il faccione di Grillo ne è la maschera un tempo ridanciana, oggi fallimentarmente drammatica nel tradimento di quanto lui stesso aveva detto e fatto in precedenza.
    P.S.: ma cosa davvero hanno detto al Beppone nazionale le elites di tanto importante da spingerlo nella LORO direzione ? Qui gatta ci cova…

    1. Pas de deux says

      C’e’sempre stato. E’lui che hanno studiato a tavolino. Una faccia comica che tra il serio e il faceto ti mette qualcosa in qualche parte e non te ne accorgi. Meglio di cosi! Ora non si sente semplicemente perche’non serve piu’, e’ finito il suo compito!

  15. Pfefferminz says

    Ma come si fa a tessere gli elogi di un partito, i 5 Stelle, che ha tradito su tutti i punti fondamentali del programma? È un’onta per la democrazia che siano ancora tutti là, seduti sui loro scranni.

  16. Dante Bertello says

    Come accade nella savana quando un animale sta per morire, le belve necrofaghe si contendono la sua carcassa.
    Questo è il motivo dell’attacco nei confronti del M5S.

    Vedendolo in fin di vita cercano di anticiparne la dipartita per accaparrarsi i suoi elettori e, visto che la parte meno vicina alla sinistra come orientamento politico, se ne è già andata, i rimanenti sono appetiti dai sodali al Governo che cercano di farne un sol boccone.

    Una decina di anni fa avrei avuto voglia di fare una domanda a Bossi che era:

    ”Se Lei un giorno dovesse scoprire di essere non solo non più utile alla Lega, ma addirittura dannoso, avrebbe il coraggio di dimettersi da segretario?”.

    La medesima domanda potrei farla ora ai vertici del M5S.

    Volendo ricercare i motivi che hanno indotto gli elettori ad abbandonare il Mov, il primo e più importante è sicuramente il voltafaccia su Europa ed Euro.
    Da anti europeisti e anti Euro, siamo diventati portatori d’acqua per chi avremmo dovuto combattere.

    I tradimenti si pagano, per questo è sempre più difficile trovare qualcuno che spenda una parola in nostra difesa (non mi riferisco ai deputati che sanno di poter contare solo su questa legislatura).

    Certo, se avessimo tenuto fede ai programmi avremmo anche potuto perdere, come chiosa Fini, ma con l’ Onore delle Armi; invece così la sconfitta è sicura, in più saremo come additati come traditori della Patria.

  17. Truman says

    Giusto una cosetta marginale.

    Fini dice: “don Chisciotte è destinato storicamente a perdere.”

    E mi torna in mente Orwell “Siamo impegnati in un gioco in cui non possiamo vincere. Alcuni fallimenti sono migliori di altri, questo è tutto.”

    1. Vincenzo Siesto da Pomigliano says

      Mi torna in mente De Coubertin: l’importante non è vincere, ma partecipare.😉

  18. Vittorio says

    L’onestà è niente senza la competenza,al limite meglio un politico competente ladro che uno onesto incompetente,e questo è il motivo principale del fallimento dei 5 stelle. ps niente moralismi sui politici che devono essere onesti e competenti perche visto lo stato attuale della politica italiana sono solo masturbazione intellettuali.

  19. Denisio says

    Interessante ricordare che lo stato ITAGLIOTA spende euro 70 milioni al GIORNO per la guerra e che i pidioti con i cinquini non hanno fiatato quando Conte ha promesso ulteriori euro 4 MILIARDI all’anno di soldi pubblici per questo criminale e genocidiario business…

    Intanto nel quasi totale silenzio dei media impegnati a ribadire la morte di un famoso cestista americano come se dovesse essere qualcosa che interessa a qualcuno, gli Iraniani rispondono agli americani dopo l’assassinio di Soleimani e lo fanno abbattendo aereo ed equipaggio degli esportatori di democrazia eliminando il più importante membro in capo alle operazioni in medio oriente: BOOM!!!

    https://www.gospanews.net/en/2020/01/28/middle-east-cia-commander-ayatollah-mike-maybe-dead-on-plane-downed-in-afghanistan/

    Perché CDC non riporta questa notizia?

  20. Predator says

    Secondo me Gianfranco Miglio è morto per disperazione, e poi tutta questa statura politica tanto decantata è solo affumicamento da incenso personale. Non dimentichiamoci tutte le magagne sue e di suo figlio che l’anno spinto a forza nel dimenticatoio della storia.

    1. Pfefferminz says

      Però l’idea di dividere l’Italia in tre non è malvagia. Ogni parte rigorosamente con la propria moneta.

  21. Primadellesabbie says

    Gli articoli di Fini hanno sempre qualche fondamento per chi ha condiviso quegli anni.
    Ho, forse erroneamente, sempre pensato che se il Paese fosse stato diviso, o trasformato in federazione, sarebbe dovuta cambiare anche la “ragione sociale” e, presumibilmente, avrebbero perso forza alcuni impegni ed obblighi internazionali, come le condizioni di resa, quelle segrete firmate a Malta in particolare (c’é il precedente del cambio da Regno a Repubblica che ha permesso di evitare di processare i mille e passa criminali di guerra che vantavamo), e che questa fosse la ragione prima per cui il disegno di Bossi, sensato o meno che fosse, sarebbe rimasto negli sproloqui di Pontida.

    PS – Che dotarsi di un apparato dirigente degno di questo nome sarebbe stato, date le premesse costitutive, “il problema” dei 5stelle era più che una certezza per qualsiasi osservatore, e l’impossibilità, più che l’incapacità, di risolverlo spiega abbondantemente ogni cosa.

  22. alessandroparenti says

    Ogni tanto una voce fuori dal coro. Fini non lo condivido sempre ma ultimamente spesso.

  23. Proder says

    Massimo Fini è una delle poche persone mai banali e sempre sopra la media, a maggior ragione in questi giorni in cui i “presstituti” ci stanno ammorbando con il coronavirus. Non che concordi sempre con lui ma sempre val la pena leggerlo. Premesso che non mi sembra affatto, come da alcune parti si è detto, una difesa del m5s, il primo argomento credo sia molto interessante e poco sviluppato: la prima Lega, così come il primo m5s sono stati attaccati in tutti i modi possibili dai partiti mafioso-costituzionali senza distinzioni così come dalla stampa padronale, Repubblica in testa. Perché? Una possibile risposta è che i due parvenus rappresentassero qualcosa di nuovo e di alieno, percepito come grave minaccia allo status quo in cui pascolavano i soggetti di cui sopra e i loro burattinai. Per entrambi il principio della fine è stato sporcarsi con l’establishment, berlusca da una parte e salvini dall’altra poi i compromessi si sono moltiplicati e lo spirito iniziale ha iniziato a vacillare fino all’imbastardimento totale. Tutto ciò da adito però a un’ulteriore domanda, questa sì esiziale: può esistere realmente in Italia un partito “diverso” (non dico rivoluzionario, anche se qui da noi basta poco per esserlo) e in grado di mantenere la rotta e la propria dignità in mezzo al letamaio consolidato della nostra pseudodemocrazia? Un partito in grado di resistere agli sputtanamenti, agli scandali inventati di sana pianta, alle blandizie e alla corruzione, alle minacce anche personali e ai ricatti di un sistema politico-mafioso corrotto e collaborazionista con centrali straniere a Washington, Londra, Parigi, Vaticano? Temo che la risposta, alla luce di queste vicende, sia un no definitivo e tombale. A nessuno è permesso di mutare lo status quo così come non era permesso nella cosiddetta prima repubblichetta. Sollazziamoci con i guitti, con i salvini, i renzi e quant’altri, l’importante è non disturbare il manovratore.

  24. gianlu says

    ma stavolta massimo fini mi delude molto, moltissimo. Bossi”… l’unico, vero, uomo politico italiano dell’ultimo quarto di secolo”. Ma cos’è uno scherzo? Cos’ha fatto quest’uomo per meritarsi così tanta ammirazione? Come ministro non lo ricordo per nulla DI SPECIALE: NON PERVENUTO. Cosa abbia fatto come leader della Lega per la sua gente non saprei. Sicuramente 5 stelle e Lega hanno in comune una cosa: si sono presentati come rivoluzionari ma alla fine non hanno cambiato nulla…tutto come sempre. Bossi oltrettutto non ha dimostrato tanta onestà…qualche condanna l’ha avuta. I reati di opinione poi li avesse commessi in un altro stato tipo francia e Usa avrebbe avuto altri problemi ma qui ormai siamo alla derive…

  25. maboba says

    Mah! A me pare che questo quadro del m5s come nemico pubblico sia dipinto dall’interno, più che da nemici esterni. A giudicare da attacchi, reazioni e quant’altro il nemico pubblico del sistema siano Salvini e la Lega. Il M5s nel momento decisivo, quello dell’assnzione del potere della responsabilità del governo, si è reso omogeneo al sistema, altro che nemico pubblicoo

  26. Marco Tramontana says

    Un articolo che incensa Bossi e idealizza il m5s… Santa pazienza.

  27. sandrez says

    “chi dice di combattere una dittatura dall’interno, è già complice”

    così nel 1994, così oggi.

    “chi non conosce la storia è destinato a ripeterla”

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