Home / ComeDonChisciotte / 'LUNGA VITA ALLA MORTE ! ABBASSO L'INTELLIGENZA !'

'LUNGA VITA ALLA MORTE ! ABBASSO L'INTELLIGENZA !'

DI VICENTE NAVARRO
Counterpunch

La Guerra Civile Spagnola, 70 anni dopo: Il silenzio assordante sul
genocidio di Franco

Come la Chiesa Spagnola persegue ancora l’agenda fascista

La guerra civile spagnola, iniziata con il golpe militare fascista il 18 luglio 1936, è stata il primo atto della Seconda Guerra Mondiale. Il cast di personaggi che le ha dato forma e che è apparso nella Seconda Guerra, si trovò per la prima volta assieme in Spagna. La Guerra Civile, come la Seconda Guerra Mondiale, è stata una guerra fra le forze progressiste e l’asse del male dell’epoca – il fascismo, il nazismo e i reazionari. E’ interessante, tuttavia , che nella guerra spagnola le democrazie occidentali sostenessero o, peggio ancora aiutassero indirettamente lo schieramento fascista.
Perchè?
Per rispondere a questa domanda, dobbiamo capire cos’è accaduto in Spagna prima del golpe del Generale Franco il 18 luglio 1936. Quel golpe ha interrotto il governo più progressista e modernizzatore visto in Spagna nella prima metà del Secolo XX. La II Repubblica, stabilita nel 1931, mise in campo alcune delle riforme più importanti che la società spagnola abbia mai visto: introdusse riforme del sistema della scuola pubblica, osteggiate dalla Chiesa, che fino a quel momento controllava la maggior parte del sistema educativo. Introdusse le tanto necessarie riforme fondiarie, che andavano contro gli interessi dei grandi latifondisti e dell’oligarchia (Chiesa inclusa). Istituì riforme di previdenza sociale, che furono
avversate dalle banche e dalle società assicurative private (Juan March, il più grande banchiere spagnolo e leader del partito liberale, finanziò il golpe militare). Stabilì il diritto al suffragio per le donne, anni
prima di molti altri paesi in Europa occidentale. Introdusse diritti sul lavoro, che furono combattuti dai grandi industriali, come Cambo, un leader dei nazionalisti catalani e delle forze liberali. Introdusse la legge sul divorzio ed il diritto all’aborto, azione che ha ulteriormente contrapposto la Chiesa. Ed ha messo in campo molte altre riforme che hanno reso la Spagna un punto di riferimento per le forze progressiste in Europa.

Poi, nel 1936, un’alleanza di partiti di centro e sinistra (il Fronte Popolare) fu eletta al Parlamento spagnolo, con un programma che estendeva e rafforzava le riforme effettuate dal primo governo della II
Repubblica (1931-1933). Pochi mesi dopo, tutte le forze che avevano mantenuto la Spagna uno dei paesi più retrogradi in Europa ed i cui i privilegi erano stati ridotti dalle riforme della Repubblica, si riunirono per istigare un golpe militare, guidato dal Generale Franco. Il golpe fu sostenuto attivamente da Hitler e Mussolini, che fornirono a Franco ogni genere di equipaggiamento e supporto militare. Anche se Franco si presentò come difensore della Spagna e le forze fasciste si definirono “nazionaliste,” la maggior parte
delle truppe di Franco che invasero la Spagna del Sud era in effetti composta da militari stranieri, tra cui la Legione Straniera e le truppe more (mercenari marocchini). Come fa notare lo storico britannico Herbert Graham, è paradossale che “la crociata spagnola per difendere la civiltà cristiana sia stata condotta da mercenari islamici”. Il Generale moro Mohamed Mizzian, che guidava queste forze, note per la loro crudeltà, aveva recentemente presenziato in Marocco ad un evento cui partecipavano
l’ambasciatore spagnolo Luis Planas e due generali dell’esercito spagnolo.

Il giornalista americano John Whittaker riportò un incontro con il Generale Mizzian: “Ho incontrato questo generale vicino a Navalcarrero, quando le sue truppe gettarono ai suoi piedi due ragazze con meno di 20 anni. Scoprì nella tasca di una di loro una tessera del sindacato. La portò alla scuola pubblica del villaggio in cui stavano riposando quaranta soldati mori. Gliela gettò. “Un enorme grido risuonò nell’edificio”, scrive Whittaker, sconvolto da cosa vedeva. Il Generale Mizzian sorrise e liquidò la protesta di Whittaker dicendo “non sopravviverà più di quattro ore”. Nè l’ambasciatore spagnolo nè i due generali spagnoli che rendevano omaggio a un tale assassino furono rimossi dal governo socialista spagnolo in
carica.

L’enorme supporto militare che Franco ricevette da Hitler e Mussolini era in stridente contrasto con la mancanza di sostegno delle democrazie occidentali per il primo regime democratico in Spagna nel Secolo XX. Non mossero un dito in aiuto. La loro inerzia di fronte al massiccio sostegno militare alle truppe fasciste da Hitler e Mussolini avrebbe dovuto essere offensiva per qualunque persona con una sensibilità democratica. Cosa ci spiega questa mancanza di azione? Era un interesse di classe. Nessuno fu più chiaro
di Winston Churchill quando disse (come riferito nella “Breve storia della Guerra Civile Spagnola” di Helen Graham) che le democrazie occidentali avevano messo i loro interessi di classe – la loro paura che le riforme di sinistra effettuate dal governo repubblicano sarebbero apparse attraenti alle loro classi popolari, contaminandole con un desiderio di cambiare la società – davanti ai loro interessi nazionali e
geopolitici: opporsi al nazismo ed al fascismo in Spagna.

La realtà è che le classi dominanti delle democrazie occidentali erano più a loro agio con
un regime fascista in Spagna (forte difensore del reazionismo e dello status quo) che con le politiche di riforma di un governo spagnolo democratico. Con la vittoria del fascismo nel 1939, iniziò una repressione da incubo. In soli cinque anni, furono assassinate quasi 200.000 persone (secondo il Ministro della Giustizia del governo Franco, gli assassinii furono registrati come esecuzioni o morti in campi di concentramento). I fascisti sapevano che la maggioranza degli Spagnoli li avversava e richiesero
apertamente ciò che chiamarono “sano terrorismo”. Infatti, ci vollero tre anni perché le forze fasciste, pesantemente armate, sconfiggessero la resistenza popolare guidata dal Governo Repubblicano, che aveva pochi armamenti a sua disposizione. (Su alcuni fronti, i Repubblicani avevano solo un fucile ogni due soldati). I fascisti di solito parlavano apertamente della necessità di terrorizzare una popolazione che sapevano essere ostile.

Secondo Edward Malefakis, professore di storia europea alla Columbia University, per ogni assassinio commesso da Mussolini, Franco ne ha commessi 10.000. Il terrore era ancora più grande di quello creato in Cile da Pinochet, un allievo di Franco all’accademia militare spagnola. (Ancor oggi, la statua di Franco presidia l’ingresso dell’accademia).

La crudeltà raggiunse dimensioni inaudite, come l’omicidio dei genitori cosicché gli assassini potessero adottare i loro figli. La brutalità e la bestialità delle forze fasciste sono state bene illustrate dalla
risposta dal capo della legione straniera spagnola, il Generale Millan Astray, ad un discorso critico fatto da Miguel de Unamuno, presidente dell’Università di Salamanca (la più vecchia università in Europa), in un incontro cui aveva assistito Astray. Unamuno era un intellettuale liberale che aveva sostenuto il golpe fascista perché temeva la mobilitazione della classe operaia.

La repressione brutale dalle forze fasciste, tuttavia, lo aveva scosso e disilluso. Denunciò la repressione delle forze di Franco, con la famosa dichiarazione, “Vincerete ma non convincerete perché anche se avete la forza bruta, non avete la ragione”. Il generale Astray rispose urlandogli “Lunga vita alla morte! Abbasso l’intelligenza!” Che divenne lo slogan di un regime fascista che era responsabile di un genocidio di schiacciante brutalità.

E tutto ciò fu fatto con la partecipazione attiva della Chiesa Cattolica. In ogni villaggio, paese e città, erano la gerarchia ecclesiastica spagnola (che aveva chiesto un golpe militare durante il governo Repubblicano) ed i preti a preparare le liste delle persone da mandare all’esecuzione. Un obiettivo primario della repressione erano gli insegnanti, considerati i principali nemici della Chiesa. La sua opposizione attiva alle riforme popolari dei governi repubblicani spagnoli ed il suo invitare l’esercito a
ribellarsi contro il governo popolare eletto, spiega la rabbia sentita da grandi settori della classe operaia, condotti da anarco-sindacalisti, verso la Chiesa. Il giorno dopo il golpe di Franco, tantissime persone decisero di farsi giustizia con le proprie mani, bruciando chiese e uccidendo preti. Questi abusi avvennero contro il desiderio dello stato democratico, che si oppose attivamente a tali azioni. Il terrore non fu mai una politica della Repubblica. Era, tuttavia, parte integrante del regime fascista. Ed il terrore del regime fascista non finiva mai. Gli assassini politici avvennero con regolarità. Pochi mesi prima della sua morte nel 1975, Franco firmò gli ordini per cinque esecuzioni che furono motivate politicamente.

[Francisco Franco]

La dittatura di Franco e la transizione alla democrazia

Le democrazie occidentali che erano rimaste silenziose durante il golpe di Franco, sostennero palesemente il suo governo, considerando Franco come loro alleato contro l’Unione Sovietica. La Guerra Fredda era la giustificazione usata dalle democrazie occidentali (guidate dal governo degli Stati
Uniti e dal Vaticano) per sostenere orribili dittature — come quella di Franco — che imposero arretratezza economica, culturale e politica ai loro paesi. Quando il dittatore spagnolo morì nel 1975, l’85% della popolazione adulta del paese non aveva che un’educazione scolastica elementare. Le spese
sociali pubbliche erano di gran lunga le più basse d’Europa — persino di Grecia e Portogallo, che hanno pure sofferto sotto regimi di ultra-destra.

Quando Franco morì, l’esercito, la chiesa e l’oligarchia fondiaria cercarono di mantenere il fascismo senza Franco. Anche le comunità bancarie e d’affari lo avrebbero apprezzato, poiché trassero enormi benefici dalla dittatura, ma non pensavano fosse possibile. I loro interessi economici risiedevano nel mercato europeo e l’Europa non avrebbe accolto con favore un regime fascista nella comunità. Inoltre, la classe operaia era stata mobilitata contro un regime che negava loro i più elementari diritti d’associazione (nel
1975, la Spagna ebbe il maggior numero di scioperi in Europa). Così, bisognava fare qualcosa, e bisognava consentire alcuni cambiamenti per conservare i rapporti di potere fra le classi, durante la dittatura. Ma qualsiasi cambiamento politico doveva avvenire — ed in effetti così fu — sotto
il dominio e l’egemonia della destra. Venne così istituita la monarchia, come garante dei privilegi che assicuravano le relazioni di forza esistenti. Alla chiesa e all’esercito, per esempio, si assegnarono
speciali privilegi con la nuova costituzione. Si dette alle scuole di proprietà della Chiesa ed amministrate dalla Chiesa lo stesso peso nel sistema scolastico delle scuole pubbliche, ricevendo massicci sussidi statali. E si dette all’esercito il diritto di sorvegliare lo stato, come garante dell’ordine sociale e della “unità spagnola”, un nome in codice sotto il fascismo per il dominio di uno stato altamente centralizzato e giacobino. Inoltre, nella Costituzione, si garantì alla proprietà privata uno status di sacralità.

L’eredità del passato Fascista nella Spagna d’oggi

Il sentimento dominante sul passato fra le forze conservatrici e cristiano-democratiche spagnole è che il golpe militare fosse necessario per fermare il comunismo. Questa visione del passato è promossa dal
principale alleato del presidente Bush nell’Europa continentale, Aznar ed il suo partito, il Partito Popolare (PP), il cui presidente onorario è Fraga Iribarne, Ministro degli Interni durante il regime Franco e
responsabile dell’odiata polizia politica. La chiesa, di solito definita il ramo religioso del PP, è stata ancor più eloquente della direzione del PP nel sostenere il golpe e la dittatura di Franco. Ancor oggi, molte chiese in Spagna hanno monumenti che celebrano il golpe.

I liberali hanno concordato con questa lettura del fascismo come diga contro il comunismo – sebbene ritenessero la dittatura forse troppo crudele e forse troppo lunga. Avrebbero preferito un golpe breve e pulito. Anche se hanno disprezzato il fascismo, pensavano fosse necessario per arrestare un nemico
ancora peggiore, il comunismo. L’unica differenza fra i conservatori ed i cristiano-democratici da un lato, ed i liberali dall’altro, è che il primo gruppo ammirava il fascismo ed il secondo lo disprezzava. Ma tutti loro ne avevano bisogno e lo giustificavano. È interessante notare che il ramo liberale della destra, che non ha avuto problemi etici nel difendere l’esigenza del fascismo, di solito utilizza le opere dei Trotzkisti e
degli anarco-sindacalisti (come “Omaggio alla Catalogna” di George Orwell e “Tierra y Libertad” di Ken Loach) per dimostrare che il principale nemico in Spagna era effettivamente il comunismo. Queste opere esagerano notevolmente il ruolo e l’influenza del partito comunista in Spagna e la sua dipendenza
dall’Unione Sovietica, ritraendo la guerra civile come “una rivoluzione tradita dal Comunismo e dall’Unione Sovietica”. La realtà era abbastanza differente. L’influenza del partito comunista in Catalogna era relativamente modesta, sebbene fosse aumentata in seguito al fatto che l’Unione Sovietica era
l’unico paese europeo a fornire equipaggiamenti militari alla Repubblica (con il risultato che la maggior parte della popolazione spagnola non espresse mai sentimenti anti-sovietici). Le Brigate Internazionali, con i loro 30.000 soldati stranieri, in tutto, durante la Guerra Civile (1936-1939), svolsero un ruolo importante ed eroico, ma i loro numeri in qualsiasi dato momento (12.000) erano esigui. In contrasto, Mussolini spedì 74.000 soldati al lato fascista. Il governo catalano, legittimo ed eletto democraticamente (di cui il partito comunista era un componente secondario) voleva riguadagnare il controllo della principale agenzia di comunicazioni governativa controllata dagli anarco-sindacalisti e dai Trotzkisti, che resistettero a restituire il controllo al governo. Questo generò conflitti all’interno delle forze repubblicane, che indebolirono sensibilmente lo sforzo militare. Orwell, che non conosceva la Catalogna (e non parlava
catalano o spagnolo), divenne una “autorità” sulla Catalogna — sbagliando nomi e luoghi mentre scriveva il suo libro. Oggi, Orwell è un eroe per coloro che, dedicandosi all’anti-comunismo, ignorano la reale lotta di classe avvenuta in Spagna.

Alla fine della dittatura di Franco ed all’inizio del periodo democratico, fu concessa un’amnistia ad assassini che avevano ucciso, torturato e derubato le forze democratiche in Spagna. Inoltre, si concordò “un patto del silenzio”, un completo silenzio sul passato, compresi gli orrendi crimini del regime di Franco — un patto per dimenticare cos’era accaduto in Spagna. Nessun altro paese in Europa è rimasto silenzioso sul suo passato come la Spagna. Le morti di decine di migliaia di anti-fascisti rimangono non riconosciute; 30.000 persone sono semplicemente sparite, nessuno che sappi dove sono state sepolte o abbandonate. Ma quel patto del silenzio valeva da un solo lato. La destra ha continuato a rendere omaggio al Generale
Franco e alle sue forze fasciste. In molte città spagnole (tranne, di nuovo, Catalogna e Paesi Baschi) ci sono ancora monumenti fascisti. Persino le amministrazioni comunali e regionali di sinistra hanno paura di
distruggerli. Ed attraverso la Spagna, ci sono frequenti celebrazioni che onorano gli assassini. Di recente, il PP si è opposto ad una dichiarazione dal Parlamento Europeo che condanna la dittatura spagnola, come fecero alcuni elementi di ultra-destra del governo polacco.

Uno dei principali estimatori del regime del Franco è la Chiesa, che imperterrita ne rimane un forte sostenitore. La chiesa spagnola, sostenuta dal Vaticano, è il principale avversario dell’attuale governo
socialista di Zapatero, invocando addirittura l’insurrezione e chiedendo ai cattolici di disobbedire alle leggi spagnole approvate dal Parlamento, come la legalizzazione dei matrimoni fra gay e l’adozione di bambini per le coppie omosessuali, l’introduzione del “divorzio per direttissima”, l’abolizione dell’educazione religiosa obbligatoria nelle scuole pubbliche e l’autorizzazione alla ricerca sulle cellule staminali. Tutte queste leggi hanno portato la Chiesa a rinnovare la sua crociata contro il governo socialista. La Chiesa inoltre si è unita ad alcune figure militari di primo piano nel richiedere il mantenimento della “unità spagnola”. E la Chiesa e l’esercito si sono opposti alle trattative di Zapatero con l’ETA, il gruppo
separatista basco. La recente visita di Papa Benedetto XVI a Valencia per partecipare al congresso internazionale della famiglia è stata progettata dalla gerarchia cattolica spagnola come un palese atto di provocazione e sfida al governo spagnolo. Il governo regionale di Valencia, controllato dal PP, ha organizzato un’accoglienza sfarzosa e molto costosa per il Papa, in contrasto alla sua mancanza di attenzione per la manutenzione della metropolitana cittadina, responsabile di un incidente in cui sono morte 44 persone (la maggior parte delle quali della classe operaia) una settimana prima della visita del Papa.

[Matrimonio = uomo e donna]

Il fondamentalismo religioso sta isolando la Chiesa in Spagna. Secondo un recente sondaggio, l’80% dei giovani in Spagna non si fida della Chiesa, e ancor più diffida della NATO o della comunità economica. La
percentuale dei più giovani che si definiscono cattolici è calata dal 77% di dieci anni fa al 49% di oggi. Nel frattempo, la Chiesa spagnola, l’Opus Dei e i Legionari di Cristo (il cui fondatore era un molestatore di minori) stanno realizzando una statua del Papa a Madrid — che è stata creata, incidentalmente, dallo stesso scultore — Juan de Avalos — che ha realizzato il monumento fascista La Valle dei Caduti, fuori Madrid.

Il governo socialista spagnolo si è impegnato, nel suo programma elettorale, a correggere questo silenzio, a riconoscere e rendere omaggio alle vittime del fascismo e ad eliminare le leggi che ancoa si riferiscono ai combattenti della libertà, che combatterono contro le forze di Franco, come criminali. Ma il governo socialista non lo ha fatto ancora e sembra posporre tali azioni, non riuscendo a mantenere le sue promesse. Così, rimane il silenzio assordante su quei terribili crimini. Come indicato dal giudice Juan
Guzman (che portò a processo il Generale Pinochet) e dal giudice Hugo Cañon (il giudice argentino che portò a giudizio le autorità militari) in un recente congresso a Barcellona, il silenzio in Spagna sugli orrori dello stato di Franco è un insulto alle forze democratiche del mondo intero; è uno scandalo che deve essere denunciato. Nessuno dei media spagnoli, incidentalmente, ha riferito le dichiarazioni dei giudici. Nel frattempo, il giudice spagnolo Garzon, acclamato in tutto il mondo per aver ottenuto l’estradizione di
Pinochet dalla Gran Bretagna in modo che dovesse subire il giudizio di una corte spagnola, continua a tacere sull’amnistia che permette a degli assassini di girare liberamente per la Spagna. In tutta la Spagna ed all’esterno della Spagna, l’assordante silenzio continua.

Vicente Navarro è professore di Scienze Politiche e Politiche Pubbliche all’Università di Pompeu Fabra (Spagna) e all’Università John Hopkins (Usa). Nel 2002 ha ricevuto il premio Anagrama (in Spagna equivale al premio Pulitzer) per la sua denuncia del modo in cui si è costruita la transizione dalla dittatura alla democrazia, nel suo libro “Bienestar Insuficiente Democracia Incompleta, De lo que no se hable en nuestro pais (Benessere insufficiente, democrazia incompleta; un libro su ciò su cui
si sta tacendo in Spagna).

Fonte: http://www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/Navarro07192006.html
20.06.06

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FILMARI

Pubblicato da Davide