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LUCI E OMBRE DELLA MEDICINA TRADIZIONALE

DI FRANCO LIBERO MANCO
luigiboschi.it

Nel 1535 Jacques Cartier salpò dalle coste della Francia diretto verso Terranova con un equipaggio di 110 uomini. In 6 settimane 100 uomini si ammalarono di scorbuto. Un indigeno disse loro di bere succhi dei frutti di un albero che crescevano in quella zona e gli uomini guarirono nel giro di pochi giorni. Da quell’episodio capitani di navi accorti e lungimiranti comandarono al loro equipaggio di consumare succhi di arancia e limone per scongiurare lo scorbuto. Ci volle molto tempo prima che il mondo medico accettasse questa semplice soluzione, ma alla fine nel 1795 dovette soccombere al buon senso e il succo di limone diventò obbligatorio nella dieta dei marinai.

Uno dei motivi per cui le infezioni sono così numerose in ospedale è che molti infermieri amano più gli antibiotici che lavarsi le mani. Quando nel 1843 Oliver W. Holmes suggeriva ai medici di cambiare gli indumenti e lavarsi le mani dopo aver visitato i pazienti affetti da febbre puerperale le sue richieste vennero completamente ignorate. Anche l’avvento dell’anestesia è stata per lungo tempo trascurata se non osteggiata dal mondo medico e venne ufficialmente accettata soltanto quando la regina Vittoria diede alla luce il principe Leopoldo sotto l’effetto del cloroformio. Fino al 1980 era prassi comune operare i bambini senza anestesia perché si riteneva che fossero incapaci di provare dolore.

Da dati riportati da vari libri e giornali, pare che oggi i medici causano più malattie e decessi del cancro o delle cardiopatie. Una persona su 6 si trova in ospedale a causa del medico. Le reazioni negative ai farmaci sono la quinta causa di morte negli Usa perché i medici non comprendono i pericoli associati ai farmaci. Il 40% delle persone che assume farmaci subisce pesanti effetti collaterali, daltronde nessuno può stabilire in anticipo quali saranno le conseguenze sulla salute di un farmaco lanciato sul mercato. Molte più persone vengono uccise dai farmaci prescritti che dall’uso illegale di droghe. Solo in Australia ogni anno vengono ricoverate quasi mezzo milione di persone perché dei medici li hanno fatti ammalare e 18.000 di questi muoiono ogni anno a causa di errori medici, tossicità dei farmaci, errori chirurgici ecc., mentre negli Usa i casi di mortalità a causa dei medici si aggira intorno alle 200.000 unità. E le cifre in Europa non sono più incoraggianti dove medici e medicine pare che uccidono più persone di tutti i tipi di cancro. In realtà i medici rappresentano una delle principale causa di malattie e morte molto più di tutti gli altri tipi di problemi messi insieme, compreso cancro e malattie cardiache.

Daltronde, come afferma la stessa rivista British Medical Journal, 6 trattamenti su 7 non sono supportati da prove scientifiche. Il problema di fondo è che gran parte della ricerca medica è organizzata, pagata, commissionata e sponsorizzata dall’industria farmaceutica che è fatta per produrre buone recensioni e non certo arrecare danno a se stessa. Pare che molti degli scienziati implicati sono pronti a modificare i risultati dei loro esperimenti se questi non danno i risultati sperati. Si calcola che almeno il 12% delle ricerche scientifiche siano false.

Anche gli esami e le analisi per le diagnosi mediche pare non siano affidabili: non riescono a prevedere l’andamento di una malattia nel 50% dei casi. Dei patologi hanno effettuato diverse centinaia di autopsie scoprendo che più della metà dei defunti era morto per una causa diversa da quella diagnosticata, praticamente aveva ricevuto un trattamento medico sbagliato. E se la vita media si è allungata (ma non certo il benessere della persona) ciò non è dovuto ai medici e alle medicine ma all’igiene, all’acqua corrente, al riscaldamento centralizzato, al poco lavoro, alla riduzione della mortalità infantile, alla carenza di guerre. Ci sono più malati oggi di quante ce ne siano stati in tutta la storia umana. In sostanza si può dedurre che dopo i 65 anni di età il cittadino è un peso per lo Stato e cerca di sostituirlo con chi produce.

Il numero delle persone che muoiono a causa dei medici è 4 volte maggiore di quello delle persone che muoiono per incidenti stradali. Praticamente il medico ha più probabilità di ucciderci della nostra automobile. In realtà i medici oggi sono solo un canale commerciale dell’industria farmaceutica e gran parte dei medicinali che prescrivono non si conosce gli effetti perché tutti i medicinali, nessuno escluso, sono sperimentati sugli animali. Insomma i medici uccidono più persone di quante non ne curino e causano più malattie e disagi di quanti ne riescano ad alleviare: il motivo è da ricercare nel fatto che la classe medica è in stretta alleanza con l’industria farmaceutica.

Almeno il 70% degli esami e dei test richiesti dal medico non sono necessari. Un sondaggio ha dimostrato che le analisi del sangue e delle urine consentono al medico di formulare una diagnosi esatta solo all’1% dei casi. Uno studio recente ha dimostrato che su 93 bambini cui erano state diagnosticate malattie di cuore solo il 15% erano realmente malati.

Se si dovesse classificare l’industria del cancro in base al suo fatturato sarebbe tra le più importanti del mondo; ma se la si dovesse considerare in base alla sua capacità di sconfiggere la malattia che si prefigge di combattere sarebbe tra le industrie più fallimentari del pianeta.

Nel 1970 una persona su 6 poteva ammalarsi di cancro; nel 1980 il rischio era raddoppiato; nel 1990 si arriva a circa il 40%. Non solo, oggi il tasso di sopravvivenza al cancro è lo stesso del 1950. I tempi della dichiarata guarigione dal cancro rientrano nei 5 anni: se una persona muore dopo 5 anni e un giorno il caso verrà considerato un successo. Sembra che lo scopo dominante sia tenere in vita il paziente per quei 5 anni. Uno studio approfondito ha dimostrato che i pazienti che avevano rifiutato i trattamenti convenzionali del cancro sono vissuti in media tre anni di più. In realtà la guerra contro il cancro è stata un fallimento come quella contro la droga. E i medici che osano consigliare terapie alternative, naturali, vengono sistematicamente isolati, scherniti, disprezzati.

I risultati delle ricerche mediche dipendono da chi le finanzia. Ma nessuno sembra interessato a scoprire perché ci si ammala di cancro, o di qualunque altra patologia: questo farebbe diminuire i profitti e il fatturato. Nessuno ha intenzione di far capire alla gente che il nostro organismo è in grado di neutralizzare, senza l’ausilio di medici e medicine, di 9 malattie su 10 .

Un gruppo di ricercatori ha esaminato le cartelle cliniche di 100 pazienti: solo il 53% degli infarti era stato diagnosticato. Nel corso di uno studio è stato chiesto a 80 medici di esaminare un modello di seni femminili al silicone: i medici sono riusciti a trovare solo metà dei noduli anomali nascosti. Un altro studio ha dimostrato che su pazienti in punto di morte una diagnosi su 4 era sbagliata e che il 70% dei deceduti sottoposti ad autopsia presentavano patologie gravi mai state diagnosticate. In un altro studio avente per oggetto 400 autopsie in più della metà dei casi era stata formulata una diagnosi sbagliata. Anche gli errori della lettura di raggi X si aggira intorno al 30% e anche quando le radiografie vengono visionate una seconda volta solo un terzo degli errori commessi viene individuato.

Nel 1950 un bambino su 14 si ammalava di cancro; nel 1985 la cifra era salita a uno su 4 e nonostante gli ingentissimi finanziamenti le industrie ricercatrici non sembrano provare il minimo imbarazzo per l’abissale fallimento, anzi continuano a chiedere altri e poi altri fondi. In realtà la scienza medica non sa come affrontare il cancro. Se una persona ammalata di cancro e si fa visitare da tre medici diversi riceverà sicuramente tre diverse terapie.

Il problema è che la quasi totalità dei medici non accetta che ci sia un legame tra stile di vita e malattia, tra cibo e cancro, anche se la National Academy of Sciences afferma che il 60% dei casi di cancro nelle donne e il 40% negli uomini sono collegati a fattori nutrizionali. Anche la Britisch Medical Association calcola che almeno un terzo dei casi di cancro è attribuibile all’alimentazione, anche se il legame tra grassi-proteine animali e cancro è ormai inconfutabile. Negano l’esistenza tra stress e sistema immunitario, tra tossiemia e malattie congenite. Ma i medici si ostinano a ignorare tale equazione e si rinnova la nemesi karmica che da millenni grava sulla classe medica, a danno della popolazione.

Fin da quando fu introdotta la mammografia al seno mediante raggi X i medici si accorsero che poteva procurare più casi di cancro di quanti non ne rilevasse. Ogni dose media di raggi X equivale ai danni di 6 sigarette.

Alcuni studi negli Usa hanno dimostrato che l’incidenza del cancro in una determinata zona di un determinato paese aumenta con il numero dei medici presenti in quella zona. La propensione per la radiografia da parte dei medici forse spiega tale fenomeno.

Spunti tratti dal libro “Come impedire al vostro medico di nuocervi” di Vernon Coleman

Ma anche se il meccanismo instaurato in campo medico ha allontanato i medici dal principio ippocratico che recita “Primo non nuocere”, ritengo ingiusto trascurare l’importante contributo della medicina e di molti medici i quali, con vero spirito di sacrificio personale, in molte circostanze risultano determinanti per alleviare sofferenze e salvare molte vite, specialmente nei casi di emergenza. L’operato dei medici dovrebbe essere improntato a combattere le cause delle malattie e considerare simultaneamente l’entità umana in tutte le sue componenti fondamentali ed quindi uscire della logica settoriale e dei sintomi in una visione olistica in cui la medicina naturale rientra come branca insostituibile e complementare per il bene integrale dell’uomo.

“Un medico è un uomo che viene pagato per raccontare delle fandonie nella camera del malato, fino a quando la natura

non l’abbia guarito o i rimedi non l’abbiamo ucciso” (A. Furetière).

“Un terzo di ciò mangiamo serve a vivere, gli altri due terzi a far vivere i medici” (Papiro egiziano).

Franco Libero Manco
Fonte: www.luigiboschi.it
Link: http://www.luigiboschi.it/?q=node/34233
1.08.2010

Pubblicato da Davide

21 Commenti

  1. “Nel 1950 un bambino su 14 si ammalava di cancro; nel 1985 la cifra era salita a uno su 4”

    l’articolo centra il problema, ma forse qualche dato è errato..

  2. “In realtà i medici rappresentano una delle principale causa di malattie e morte molto più di tutti gli altri tipi di problemi messi insieme, compreso cancro e malattie cardiache e fin qui tutto bene, ma il legame tra grassi-proteine animali e cancro è ormai inconfutabile.
    Nessun accenno alle nanoparticelle che, stando ad alcuni studi, sono la principale causa di cancro nel mondo. Una prova? Proprio qui sul forum di cdc era apparso un articolo che spiegava come una ricerca approfondita avesse appurato che al tempo dei faraoni il cancro fosse una malattia sconosciuta. Erano tutti vegetariani? No, anche loro mangiavano carne: ”
    Dall’allevamento e dalla caccia nelle paludi venivano anatre, oche piccioni, quaglie e pellicani con le relative uova.
    Si consumava poi carne suina e ovina, più raramente quella bovina. La carne era cucinata lessa, arrosto o allo spiedo.”
    http://www.anticoegitto.net/alimentazione.htm
    Quindi? Dove sarebbe l’inconfutabilità del legame proteine animali e cancro in una persona perennemente immersa nelle nanoparticelle?
    Come dire che chi si scaccola ha danni irreversibili al sistema neuronale, senza tenere presente che quella persona assume quotidianamente mercurio.
    A parte questo macroscopico orrore l’articolo dice cose ampiamente condivisibili: il principale nemico della nostra salute è il modello di sviluppo nazista (come ho tentato di chiarire nei miei articoli) cui partecipa attivamente la classe medica, manipolata com’è da Big Pharma.
    Volendo andare oltre, non credo ci sia una differenza sostanziale tra medici allopatici e medici alternativi (salvo le debite eccezioni): nessuno dei due usa l’ascolto come metodo di cura. Entrambi sanno che esiste una corrispondenza statistica tra assunzioni di certi principi farmacologici e guarigione/fallimento. Nessuno dei due sa dire in quale delle due percentuali andremo a finire. La differenza semmai sta tutta nel tipo di principi assunti: principi naturali, con cui l’uomo ha imparato a convivere da sempre, sono sicuramente meno dannosi di agenti chimici, creati “senza storia” in laboratorio. Per tutto il resto siamo in piena area deterministica, dove ad azione corrisponde adeguata reazione mentre la volontà, la storia e la rete di relazioni individuali non contano nulla.

  3. Articolo pieno di inesattezze : “Fino al 1980 era prassi comune operare i bambini senza anestesia perché si riteneva che fossero incapaci di provare dolore…” . Io, bambino sono stato operato nel 1968, e mi hanno beatamente anestetizzato.

  4. ..concordo… R.Vacca dice che ogni anno vengono immesse nell’ambiente e nell’alimentazione decine di migliaia di nuove molecole senza alcuna sperimentazione…chi si scaccola produce danni irreversibili al sedile della macchina..ciao.

  5. questo articolo è un ottimo esempio di come “mandare in vacca” argomenti fondamentalmente corretti, ma che, volendo tritare l’universo in poche righe, si “debunka” da solo a causa delle inesattezze, falsità ed errori grossolani e sillogismi troppo deboli.

    A parte il fatto che anch’io, nel 1966 credo, sono stato operato di tonsille CON anestesia, e a parte il fatto che il lavarsi le mani era stato consigliato ai medici per EVITARE che le pazienti, visitate dopo il sezionamento dei cadaveri, s’ammalassero di febbre puerperale, ci sono troppi dati buttati lì quasi a casaccio, talvolta assurdi (“oggi un bambino su quattro si ammala di cancro?“), senza riferimenti (“53% degli infarti era stato diagnosticato? “dove? quando? chi?) o semplicemente ridicole come la perla: “Ogni dose media di raggi X equivale ai danni di 6 sigarette” Mammamia che paura!!!

    E poi “Nessuno ha intenzione di far capire alla gente che il nostro organismo è in grado di neutralizzare, senza l’ausilio di medici e medicine, di 9 malattie su 10“. Come “nessuno”? C’è un sacco di letteratura sull’argomento ed era meglio mettere tre o quattro links corretti (disinformazione.it, ad esempio) piuttosto che una percentuale a vanvera (9 su 10) che non vuol dire assolutamente nulla!

    Articolo inutile a chi già sa, e offre il fianco a una fin troppo facile critica per chi è invece dall’altra parte…

  6. Si, anch’iio lo trovo inutile. Forse poteva servire solo a riproporre l’argomento. Chi e’ veramente interessato a queste cose trova gia di tutto in rete da temp, naturalmente “cum grano salis”.

  7. niente fonti: ->>harakiri!!.

    detto da uno che le tenta tutte, dai fumenti con le erbe,
    all’autoproduzione di argento colloidale
    per non prendere rumenta da medici e farmacisti

    alla fine stare al calduccio e riposare e “digiunare” è l’unica cura
    per la maggior parte delle cazzate
    del resto non sanno curare neanche una tosse, un herpes, la forfora…

    ovvio che a volte serve l’insulina, o un antibiotico mirato,
    o un massaggio cardiaco,
    o la sutura di un’arteria…
    o una trasfusione
    o una ingessatura…

  8. Ragazzi, questo è un mondo che promuove la sperimentazione delle chemio e impedisce la sperimentazione della NMG del Dott. Hamer, perchè sanno che potrebbe essere MOOOLTO PERICOLOSO.
    Di che stiamo parlando…

  9. Come si vede che hai letto i libri del Dott. Shelton e del dott.Tilden, due medici onesti. Mi hanno salvato la vita nientepopodimeno che 27 anni fa.

  10. in questo sito pullulano persone di buon senso ….

  11. il guaio è che sono un numero inconsistente,la massa è ormai addomesticata dal sistema

  12. Come ho avuto modo di scrivere non esistono statistiche al 100%. E nessun medico, causa la mancanza di ascolto, sa dire in quale delle due statistiche (guarigione-fallimento) sta il caso esaminato.
    Il metodo Hamer non fa eccezione:

    http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2009/29-ottobre-2009/a-processo-rossaro-medico-anti-chemio-1601932233442.shtml
    Purtroppo è così…..

  13. Questo articolo mi sembra scritto in malafede.
    Presenta dei dati arbitrariamente inventati, frutto della rabbiosa fantasia di qualcuno.
    Non è corretto scrivere così e divulgare certi articoli. Si corre solo il rischio di ingannare chi è ignorante e non può capire che questo modo di presentare informazioni non ha metodo razionale e scientifico. Inoltre si ingrassano i debunker.
    Sono veramente stupita dalla vistosissima mediocrità (per usare un eufemismo) di questo lavoro.

  14. Daccordo. Ma sperimentiamo, perdinci, almeno ci togliamo dai coglioni un ex oncologo benestante che ha mandato a puttane tutto per questa megatruffa, oppure scopriamo che è la medicina farmacologica, cioè ufficiale e viceversa, che ragiona al contrario. Invece a tutt’oggi Hamer è costretto a nascondersi. Nascondersi, cazzo. L’articolo che hai postato può anche significare un’incapacità da parte di un singolo, o no? Sarebbe carino, da parte dei media, fare un articolo per ogni morto di cancro sotto terapia ufficiale: ci vorrebbe un quotidiano. Saluti.

  15. Stai sfondando una porta aperta. Certo, sarebbe bello che si giocasse alla pari e non, com’è adesso, con il banco che detiene in 99% delle carte in tavola.
    Detto questo ripeto: le statistiche di guarigione significano gran poco davanti al caso singolo. Può succede che anche in presenza di terapie alternative (caldamente da preferire, sottolineo) succeda l’irreparabile.
    Putroppo.

  16. “Uno dei motivi per cui le infezioni sono così numerose in ospedale è che molti infermieri amano più gli antibiotici che lavarsi le mani.”
    Niente di più falso, gli infermieri sono all’avanguardia rispetto ai medici nella prevenzione delle infezioni, anzi a volte sono proprio gli infermieri a ricordare ai medici di lavarsi le mani….

  17. Assolutamente daccordo. Per come la vedo io, la statistica è utilissima per verificare l’andamento di un fenomeno(a patto che vengano inseriti dati esatti, o meglio, corretti), che non serve a un tubo quando se ne cercano le cause prime.

  18. Fu Florence Nightingale ad introdurre la sana idea di mettere le lenzuola nei letti degli infetti e di cambiarle ogni volta che il paziente se ne andava. Ed era infermiera, naturalmente.

  19. “Supponiamo che oggi, allo stesso modo, venga un altro innocente che si metta a guarire il cancro. Manco s’immagina che genere di musica gli farebbero subito ballare! Sarebbe veramente fenomenale! Ah! Meglio che prenda doppie misure di prudenza! Ah! Meglio che sia avvertito. Che se ne stia maledettamente bene in guardia! Ah! Sarebbe tanto di guadagnato se si arruolasse immediatamente in una qualche Legione Straniera! Niente è gratuito in questo basso mondo. Tutto si espia, il bene come il male, si paga prima o poi. Il bene è molto più caro, per forza. (Louis-Ferdinand Céline, Il dottor Semmelweis)”

    
La vicenda, molto cupa, del dottor Semmelweis, ce la racconta Céline in un piccolo ma incredibile libriccino (che poi era la sua tesi di laurea, a quanto ho capito) – (ha capito benissimo! n.d.r).


    Siamo a metà dell’ottocento. Nei reparti di ostetricia a Vienna, nelle cliniche universitarie, la febbre puerperale uccide molte donne, troppe. Ma di fronte alla sofferenza, a questi drammi umani, i dotti, i sapienti, altro non fanno che disquisire con parole vuote, ipotesi strampalate, in una sorta di fatalismo senza pudore. Il dottor Semmelweis, semplicemente animato dal desiderio di lenire e guarire chi soffre, semplicemente ponendosi delle domande (è anche a suo modo divertente seguire i suoi dubbi, le sue intuizioni parziali, i suoi tentativi), arriva alla soluzione. Prima di toccare le puerpere bisogna lavarsi le mani. Questa semplice ed ovvia regola che previene le infezioni non era neanche presa in considerazione, dai grandi dotti della materia.
Cosa accade quando il dottor Semmelweis sta per dimostrare l’efficacia della sua scoperta? Accade che dà molto fastidio, accade che il mediocre primario Klin fa di tutto per ostacolarlo, accade che tutta una schiera di persone ostili e in malafede cerca in tutti i modi di screditarlo, di emarginarlo. Difatti il protagonista farà una brutta fine, e dovranno passare ben 40 anni perchè vengano adottate le sue misure di profilassi, 40 anni di sofferenze inutili.
Quanti dottor Klin ci sono al mondo? Sempre moltissimi.

    http://diegod56.wordpress.com/2010/11/13/semmelweis/

  20. leggo solo ora questo articolo: pollice verso per Franco Libero Manco.
    Come hanno già detto giustamente altri commentatoro questo è un lavoro di una mediocrità incredibile. Ragione ha WeeWee di Medbunker a passare le nottate a demolire il pensiero di siffatti personaggi. Questi, come il Mondini o il Simoncini, andrebbero zittiti proprio dalle persone che si oppongono alla medicinia scientista in maniera seria e DOCUMENTATA. Un articolo così, scritto SENZA FONTI senza le fonti degli studi per dio! dice che la ricerca non è affidabile perchè gestita da chi la finanzia, e poi cita “degli studi”, “un altro studio dice…” “UN SONDAGGIO DICE CHE…” (MA STIAMO SCHERZANDO?), senza specificare chi, quando, come… Assurdo. Dall’altra parte saranno anche scientisti, saranno anche riduzionisti, ma sanno usare il pensiero logico, e articoli così te li smontano mentre si lavano i denti, Risultato: si manda in vacca, delegittimandolo, tutto il lavoro fatto da ricercatori e medici che SERIAMENTE cercano di contrastare il delirio medico-farmacologico occidentale. Come Mazzucco, stessa cosa, che passa dall’11/9 al bicarbonato, sporcando in questo modo anche il lavoro di Blondet, Quaglia, etcc…

    P.S. “…pare che oggi i medici causano più malattie…” Almeno i congiuntivi però, e che cazzo, adesso ti guardo tutto, eh…

  21. WeeWee, con i suoi colleghi Attivissimo, CICAP, QuackWatch, Freedom Consumers Choice etc etc sono vergognosi, ma finché vengono scritti articoli come questo hanno vita facile…