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LUCE, COLORE, EROS…I TROYAN E LO SPOT

DI BRUNO FONTANESI
brunotto588

Guardare “criticamente” gli spot pubblicitari è un ottimo modo per allenarsi a riconoscere il messaggio manifesto ed il “veicolo” latente sul quale viaggia, ad individuare le necessarie dinamiche di tensione – quiete: necessaria la prima per “svegliare” lo spettatore ed attivarne l’ attenzione, la seconda per “somministrare” il messaggio pubblicitario in una condizione di “pace raggiunta”, al massimo delle possibilità ricettive.
( Ci mettiamo forse a discutere con nostra moglie quando ha un diavolo per capello, o non preferiamo farlo dopo aver creato un’ atmosfera distesa e rilassata ? )
Il bello ( o il brutto ) dell’ immagine pubblicitaria è di riuscire ad ottenere questo in modo completamente indipendente dalla nostra volontà, e con la velocità di qualche millesimo di secondo …

Potreste poi allenarvi a riconoscere le situazioni più usate come “veicoli”: il sesso, l’ evasione, un’ atmosfera calda e familiare, l’ avventura; e gli espedienti più usati per “far passare il messaggio”.
Infine, spingendovi un po’ più addentro nello specifico dell’ immagine, potreste provare a “rendervi conto” di come l’ uso di una determinata illuminazione, o di un determinato colore, influiscano sul vostro modo di sentire …
Dapprima occorre un po’ di allenamento, occorre “rallentare” la percezione per coscientizzarla; poi verrà più automatico, anche perchè gli espedienti non sono poi tantissimi ed il linguaggio dell’ immagine, come abbiamo detto, è universale e sempre uguale …
Inoltre è un linguaggio “già scritto” dentro di noi: basta prenderne coscienza.

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IL COLORE, per esempio, ha un suo linguaggio ben preciso: può essere caldo ( e trasmetterci una sensazione di benessere e sicurezza ) o freddo ( e trasmetterci una sensazione di distacco ): siamo automaticamente attratti da tutta la gamma del rosso – giallo – arancio che giudichiamo “piacevoli”, attraenti, caldi, in antitesi alla gamma dell’ azzurro – blù che consideriamo “freddi”.

Il motivo di ciò è banalmente semplice: i primi sono i colori del sole, della luce; i secondi quelli della notte. E non c’è bisogno dello psicologo per capire che rispecchiano due “universali – contrari” ( giorno e notte, appunto ) che volenti o nolenti ci portiamo interiorizzati dagli albori della vita stessa, associando da sempre sicurezza al giorno e paura alla notte.

Nella figura sulla destra il “richiamo” erotico ed invitante dato dalla figura femminile è rafforzato da un semplice espediente cromatico: la ragazza è situata tra i due colori antitetici e complementari blù e marron, tra il “freddo” dell’ esterno ed il “calore” dell’ interno, e costituisce la soglia da superare per passare dall’ uno all’ altro; la sua “disponibilità” è sottolineata dal volgersi della figura verso l’ interno, verso il calore della casa.
Ben altro significato avrebbe assunto la stessa immagine se si fosse rivolta verso l’ esterno: qui siamo appena entrati, la situazione che si preannuncia calda ed erotica è appena al preludio … e noi non ce lo facciamo certo ripetere !!!
( Ma se la figura fosse rivolta verso quel freddo blù dell’ esterno, ecco che la situazione assumerebbe psicologicamente il significato di un rifiuto, di una resistenza, insomma, di non-accoglienza … ! )

Ora la nostra attenzione è stata destata, il “significante”, il “veicolo” del messaggio ha anche sollevato tutti i nostri desideri più forti e più ancestrali: la sicurezza del calore e della casa, in contrapposizione al freddo dell’ esterno; il sesso, il preludio ad una situazione chiaramente erotica …
E molto probabilmente ora tali aspettative verranno abilmente dirottate verso qualche oggetto commerciale ( che sia un profumo, o un gioiello, poco importa ), quale “unica soluzione possibile ed immediata al desiderio appena destato”. Prego notare come tutto il meccanismo esclude qualsiasi intervento della nostra volontà superiore e del nostro raziocinio, appunto perchè fa leva su meccaniche ancestrali e subliminali.

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Non notate anche una sorprendente similitudine col modo che hanno i ben noti virus “Troyan” di introdursi nel nostro computer ?
E non pensiate che qui ci troviamo in una “situazione limite” per la presenza dell’ elemento “erotismo”: le stesse, identiche dinamiche funzionano anche in situazioni molto più tranquille e “domestiche”…

Facciamo subito un esempio pratico: io abito nelle vicinanze di Parma, sede della famigerata Barilla, di cui tutti avrete ben presente gli spot televisivi.
Ebbene, vi assicuro al limone che qui non solo non ci sono scogliere in riva al mare ( siamo nel mezzo della pianura padana ! ), ma tantomeno quei colori caldi, quei tramonti, quel sole “filtrante”, insomma, quell’ atmosfera “Rembrandt”, calda ed accogliente, e sapientemente costruita dal regista, che caratterizza sempre i marchi Barilla e Mulino Bianco. ( Quando va bene, qui siamo fuori dalla nebbia ).
Ecco il meccanismo: senza voler nulla togliere alla qualità dei marchi citati, sarà innanzitutto quella particolare atmosfera a “far breccia” in noi, osservatori distratti dello schermo televisivo.
Probabilmente non ce ne accorgiamo nemmeno ( coscientemente ), ma il nostro spirito sta già “godendo” di quell’ ambientazione, tanto più se siamo stressati, tanto più se abbiamo avuto una giornata difficile.

E’ fatta: il “troyan” è già passato: ha catturato il nostro livello di attenzione subliminale; ora sarà sempre compito di un’ abile regia far si che l’ attenzione appena ricevuta non svanisca, ma si “finalizzi” sul bersaglio, sul prodotto da vendere.
Ricordate il parallelismo con le Dinamiche che in musica reggono il flusso Armonico?
( Tensione e Qiete, Dominante e Tonica; Attivazione e Rilassamento ….
Ebbene, a questo punto l’ accordo di Settima di Dominante è stato suonato: ora dovrà “inevitabilmente” risolversi, come un sasso lanciato per aria deve inevitabilmente tornare al suolo ).
Vediamo dunque – e qui siamo costretti a farlo in modo molto sommario – come viene condotta l’ architettura dello spot:
In sequenza viene dapprima introdotto l’ elemento “umano”, sotto la forma di una famigliola “Assoluta”, ossia “modello desiderabile ai più, da imitare e conseguire”.

Ed ecco un’ altro espediente importantissimo: LE PERSONE SONO COME OGGETTI, mentre, come vedremo in seguito, GLI OGGETTI DIVENTANO PERSONE.
Mi spiego:
Anche le persone della nostra famigliola saranno dei “Thopos”, degli assoluti, dei modelli astratti, ed il regista starà ben attento a non introdurre nessun elemento di caratterizzazione specifica in tali persone.
Non una barba, non una testa pelata, non un naso grosso, ma neanche persone eccessivamente belle, o donne particolarmente avvenenti.

Perchè è l’ idea di “normalità” che si sta proponendo, un modello “alto, ma non impossibile” ….
E caratterizzare un modello significherebbe personificarlo, farlo “scadere” dalla categoria di “assoluto” per renderlo una persona comune ….
Ma chi di noi vorrebbe identificarsi nel nostro vicino di casa ?
Non siamo piuttosto sempre propensi a scorgere ogni suo possibile difetto ?

E TRE: tutta la “personalità”, l’ individualità che in qualche modo è stata tolta alle vere persone, andrà alla fine riversata sul prodotto: perchè è proprio QUEL determinato marchio di maccherone che si vuol proporre, e non la PURA IDEA di maccherone !
Ossia: al committente interessa che rimanga ben in testa allo spettatore proprio il SUO marchio, non l’ idea di una pastasciutta qualsiasi ….
Quindi ecco che il prodotto andrà caratterizzato e “personificato” al massimo delle possibilità: dall’ uso sapiente dell’ illuminazione, ai colori della confezione, all’ animazione ( i maccheroni “saltano” dalla pentola, si animano, sono vivi … )

Ora il gioco è fatto; ripercorriamone le fasi, e, usando una terminologia molto più prosaica, vediamo come ci parla lo Spot:

1 ( Risveglio inconscio del desiderio ): “Oh, sfigato che sei appena tornato dal lavoro col traffico all’ inverosimile, che stai sempre chiuso tra quattro mura, guarda come si sta bene qui, guarda che ambientino rilassante …
2 ( Il desiderio non è poi così irraggiungibile ! ): “Ma guarda qui, c’è una famigliola esattamente come la tua, una famiglia normale, guarda come sono felici, come stanno bene, come sono rilassati, ecc….
3 ( Ecco come puoi arrivarci ! ): “Traslocare in riva al mare ? Cambiare moglie ? Vivere in una casa costruita apposta da Renzo Piano ?

No, il “Troyan” sarà anche troyan ma non è stupido: sa benissimo che queste cose non sono facilmente raggiungibili, non fosse altro che per la fatica e la progettualità che implicano…..
Quindi ci propone l’ unica scarica “IMMEDIATA e POSSIBILE” del desiderio appena generato: una bella scatola di maccheroni.
Ed attenzione: non è che siamo tutti tanto stupidi da berci qualsiasi idiozia ci venga detta, è che il nostro inconscio assimila il messaggio “perchè a questo punto non può far altro”, perchè è stato, suo malgrado, condotto a tale conclusione, perchè è “questo” l’ accordo di tonica che viene proposto come risoluzione della Dominante, ed il tutto in modo subliminale, in modo talmente ineluttabile e “privo di difese coscienti” da non lasciarci praticamente scelta …..
TENSIONE e QUIETE, come dicevamo …………………

( Anzi qui il discorso nella fattispecie diventa addirittura perverso, perchè facilmente coinvolgerà anche un’ altra dinamica: quella della frustrazione cosciente.
Ossia: la nostra risposta cosciente, anzichè “accorgersi” criticamente della trappola che le è stata tesa, rafforzerà ancor di più l’ inganno, con un ragionamento “di compensazione” che potrebbe suonare all’ incirca così:
“Si, grazie tante, e come vuoi che faccia io a vivere come quelli lì ?
Moglie dai, metti su una bella pasta, e non se ne parli più … )”

Come si dice ? Cornuti e mazziati ….

E c’è ancora da dire che la mia è stata un’ analisi molto superficiale, poichè le dinamiche che entrano in gioco in quei “fatidici 30 secondi” di Spot sono molto più complesse, ed agiscono “simultaneamente”, rafforzandosi, ed in modo del tutto indipendente dal nostro pensiero superiore … Non c’è praticamente difesa.

Ed ora provate a riportare le stesse dinamiche viste sopra e relative a soli 30 secondi di Spot, ad una vita intera di simile e continuo “bombardamento” culturale ….
( Gli aspetti culturalmente e socialmente nefasti di un esasperato e perverso indottrinamento mediatico sono ormai sotto gli occhi di tutti, e coinvolgono aspetti della vita ben più importanti della scelta di una marca di Pasta; ma questo è un discorso che spetta ai Sociologi …
Come spetterebbe agli Educatori insegnarci tali tecniche …. per poterci difendere ! )

Bruno Fontanesi
Fonte: http://brunotto588.blog.espresso.repubblica.it
Link: http://brunotto588.blog.espresso.repubblica.it/il_linguaggio_dimenticato/2007/02/luce_colore_ero.html
20.02.07

Pubblicato da Davide

  • cloroalclero

    grande. Veramente grande articolo….
    🙂

  • loco

    Bravissimo. Articolo scritto in maniera semplice ma penetrante. Gli effetti subliminali che gli spot televisivi lanciano sono tanto potenti quanto impercettibili dal nostro io cosciente. E’ davvero difficile, come dice l’autore dell’articolo, riuscire ad innalzare barriere così forti da limitare l’impatto delle pubblicità sul nostro raziocinio.
    A mio avviso, l’autore dimentica di sottolineare, ma credo solo per circostanziare l’argomento, che ciò che ci rende maggiormente vulnerabili ai modelli di consumo, è la VELOCITA’ alla quale la nostra vita é sottoposta. Pertanto il nostro spirito critico e la nostra coscienza, sono messi sotto torchio ed é praticamente impossibile applicare una resistenza assoluta al borbandameto psicologico che subiamo.
    Se analizziamo sotto tutti gli aspetti la vita moderna, si potrebbe riconoscere tutto ciò, con tragica serenità. Il nostro, come accennavo, è un mondo caratterizzato dalla velocità. Questa di per sè, genera agitazione, mancanza di equilibrio, forte emotività e frustazione.
    Su un tale sfondo, è facilissimo per gli psicologi di marketing, fare leva sugli impulsi più primordiali dell’essere umano: sesso, competitività, potere.. . Non ci vuole una arte così sofisticata di seduzione per raggiungere l’obiettivo di rendere appetibile un prodotto. Certo, beninteso, gli stimoli e gli archetipi che vengono mossi sono profondissimi, aprono una breccia nel nostro inconscio proprio come un “Troyan”.
    Gli psicologi ed i sociologi, dovranno lavorare proprio su tematiche come queste, se vorranno educare la società ad un uso più vigile della coscienza.