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L'OMICIDIO RITUALE E LE DIFFICOLTA' DI ACCERTAMENTO

DI PAOLO FRANCHESCHETTI (BLOG)

Il delitto rituale e la giustizia. Cenni al delitto di Cogne e quello di Erba.

1. Premessa. 2. L’omicidio rituale: concetto. 3. Come riconoscere l’omicidio rituale. 4. Il calcolo della data 5. Due esempi pratici. I Delitti di Cogne ed Erba. 6. Problematiche di accertamento dell’omicidio rituale. 7. Ragioni storiche e culturali dell’attuale situazione. 8. Un aneddoto conclusivo. 9. Bibliografia.

Premessa.
L’omicidio rituale è uno degli omicidi più diffusi da secoli. Tutt’oggi sono delitti rituali molti dei delitti “inspiegabili” della nostra cronaca quotidiana; tali delitti sono inspiegabili e misteriosi infatti solo perché per una serie di motivi (coperture ad alti livelli, disinformazione da parte della gente comune, ecc.) vengono trattati come delitti comuni. Da qui le contraddizioni nelle indagini, gli aspetti oscuri in vicende che sono quasi quotidianamente all’attenzione dei mass media come i delitti di Cogne, Erba, Meredith e Garlasco. Inoltre, a parlare di omicidi rituali, si finisce per essere presi per matti, quindi quei pochi che intravedono la verità spesso tacciono, mentre quelli che ne parlano apertamente come Gabriella Carlizzi, vengono considerati dei visionari.

L’omicidio rituale. Concetto.
Vediamo cos’è l’omicidio rituale, per poi capire il motivo dell’apparente disinteresse degli apparati investigativi e della letteratura scientifica (sia essa psichiatrica o forense).

L’omicidio rituale è quello compiuto non per motivi contingenti e variabili, ma per una finalità precisa, ulteriore al delitto stesso, e funzionale agli interessi di un gruppo organizzato (religioso, sociale, o di altro tipo) o del singolo. Per essere annoverato nella categoria degli omicidi rituali il fatto deve presentare delle caratteristiche costanti, funzionali al raggiungimento dello scopo finale.
In tal senso sono omicidi rituali, oltre ai delitti di gruppi satanici, molti delitti di mafia (non tutti), i delitti di un serial killer, e i delitti massonici.
Nei delitti di mafia, ad esempio, gli omicidi seguono spesso una precisa ritualistica quando si tratta di eliminare un affiliato che ha parlato troppo o ha tradito. Nel libro “Gomorra” Roberto Saviano descrive ad esempio l’uccisione da parte della camorra di un affiliato che si era pentito, che viene ritrovato in mezzo alla strada, col corpo martoriato in modo terribile e la lingua mozzata. Il traditore, in altre parole, non può morire in un modo qualsiasi, ma deve morire seguendo un preciso rituale che serva da deterrente per i delatori futuri, e serva al tempo stesso da sfoggio di potenza da parte dell’organizzazione.
Sono delitti rituali quelli commessi da organizzazioni sataniche, come le cosiddette Bestie di Satana, una delle poche sette che sono incappate nella maglie della giustizia (le altre invece sono libere di agire come a loro pare, grazie alla cospicua letteratura scientifica di esperti famosi che insistono nel sostenere che il satanismo sia un fenomeno poco diffuso, in cui al massimo si sgozza qualche gallina; esperti che però non forniscono mai una risposta alla domanda “che fine fanno le centinaia di bambini italiani che spariscono nel nulla senza lasciare traccia, secondo i dati ufficiali della polizia di stato?”).
Assolutamente mai trattato, nella letteratura, è l’omicidio massonico, così come noi lo abbiamo esposto in articoli precedenti. Eppure l’omicidio massonico vanta una tradizione secolare, sussurrata, ma mai analizzata a fondo. Una tradizione che vede tra le vittime illustri persone come Mozart (si pensa che venne avvelenato perché nella sua opera il Flauto magico aveva rivelato alcuni segreti massonici; e si racconta che il suo requiem è un’opera incompiuta perché lui la stava scrivendo per se stesso, sapendo che lo avrebbero ucciso), e imperatori come Ludovico II di Baviera che non a caso muore in una data ammantata di simbologia rituale massonica: 13 giugno 1886, data il cui valore numerico è – non a caso – 33 (1+3+6+1+8+8+6).

La cosa che colpisce di più è che manca una trattazione degli omicidi rituali anche in opere specialistiche; ad esempio nel manuale “Crime Classification Manual”, cioè il manuale dell’FBI sulla classificazione e investigazione dei crimini violenti, manca totalmente una voce corrispondente a “omicidio rituale”. Troveremo “omicidio domestico”, “omicidio domestico spontaneo”, addirittura “omcidio a sfondo sessuale di donna anziana”, ma neanche un accenno a omicidi rituali di altro tipo. Una dimenticanza non casuale, probabilmente, dato che il rapporto tra omicidi a sfondo sessuale di donna anziana, contro gli omicidi rituali satanici nel nostro paese, è di 1:1000.
Mentre digitando in Internet la voce “omicidio rituale”, oppure cercando dei libri specifici sull’argomento, troverete una marea di libri e informazioni sull’ “Omicidio rituale ebraico”, con tutte le polemiche recenti sul libro di Ariel Toaff “Pasqua di sangue”; poi migliaia di pagine sull’omicidio del Piccolo Simonino da Trento avvenuto nel 1475; ma nulla sull’omicidio rituale dei nostri giorni. Silenzio assoluto.
Non c’è da meravigliarsi poi se le indagini sugli omicidi rituali, come i dodici omicidi presi in considerazione nell’articolo precedente a questo, non vengano riconosciuti come tali. Perché delle due l’una: o chi indaga appartiene all’organizzazione, quindi quando riconosce la simbologia avrà cura di non rivelarla. Oppure chi indaga non la conosce, e inevitabilmente gli parrà fantascienza l’idea di trovarsi davanti ad un’organizzazione tanto complessa da avere collegamenti e radici ovunque, in grado di bloccare ogni indagine in virtù del giuramento di segretezza che vincola gli appartenenti a queste organizzazioni in ogni grado.

Come riconoscere l’omicidio rituale.
L’omicidio rituale si riconosce da alcuni indizi. Un indizio è la data. Poi un indizio importante, nei delitti della Rosa Rossa, è il mancato ritrovamento dell’arma del delitto, che viene acquisita per gli scopi esoterici dell’organizzazione. Un ulteriore indizio è dato dal ritrovamento sulla scena del delitto di oggetti simbolici, come una rosa, dei cerchi, piramidi (nei delitti del mostro di Firenze ad es.) e altro ancora.
Talvolta il simbolo non è in un oggetto ritrovato, ma nel luogo del delitto, o addirittura nel nome degli assassini.
Un esempio di luogo simbolico: nel delitto Pantani il ciclista viene trovato all’hotel “Le Rose”.
Un esempio di delitto ove la firma è nel nome: nell’omicidio di Annalaura Pedron avvenuto nel 1988, gli indagati sono Rosalinda Bizzo e suo figlio David Rosset (quindi la madre dovrebbe chiamarsi Rosalinda Rosset, RR, cioè la firma della Rosa Rossa). Una bella coincidenza. E – ulteriore coincidenza – i due sospettati facevano parte di un’associazione esoterica denominata “Cenacolo 33”. Ce ne sarebbe a sufficienza, solo leggendo un semplice articolo con questi dati, per approfondire la pista del delitto rituale.
Poi ci sono ulteriori indizi: i depistaggi, la sistematica eliminazione dei testimoni, l’appartenenza dei familiari a gruppi esoterici, ecc… Spesso in alcuni delitti, come quello di Cogne e di Erba, ad es. gli indizi che fanno concludere per la ritualità dell’omicidio sono ben più che i classici tre indizi che fanno prova.

Il calcolo della data.
Ma soffermiamoci sul metodo di calcolo delle date.
I numeri utilizzati negli omicidi sono in genere i seguenti:
– 7, il numero perfetto. Il numero che, secondo Oswald Wirth ha una particolarità in quanto nel sigillo di Salomone tutti i numeri opposti riconducono al sette, secondo la “legge del settenario” (Oswald Wirth, pag. 82)
– 8 (che nella cabala simboleggia la giustizia, quindi uccidere qualcuno significa fare giustizia),
– 11 (che ha assunto lo stesso significato dell’8 nella ritualistica rosacrociana della Golden Dawn; fu infat
ti la Golden Dawn – ai cui rituali si rifà la Rosa Rossa – che cambiò il significato di questo numero, attribuendogli quello della giustizia),
– 13 (che simboleggia la morte e la trasformazione). Il 13 ricorre in particolare, oltre che nei delitti della Rosa Rossa, anche nei delitti di gruppi satanici organizzati. Nei delitti satanici talvolta ricorre anche il 18, perché 18 non è altro che 6 per tre, cioè 666.
– infine quasi tutti i multipli di 11, in particolare il 33, che oltre ad essere il numero 11 moltiplicato per tre, è anche il numero del massimo grado dell’iniziazione massonica.
Occorre infine ricordare che, a parte i multipli dell’ 11 e il numero 13, tutti gli altri numeri vanno sempre ricondotti a un numero di una cifra (ad esempio se il valore numerico di una data è 25, occorre poi sommare nuovamente 2 e 5 e il risultato è 7).
Alcune date sono poi particolarmente simboliche perché ricorrono due o tre simboli numerici in contemporanea. I numeri infatti possono essere combinati anche in modo differente dalla semplice somma aritmetica (Papus, “La scienza dei numeri”).
Ad esempio nell’omicidio di Ludovico II di Baviera (13.6.1886) ricorre il 13 iniziale, numero della morte, con il 33, numero della più alta iniziazione massonica; come dire: morte massonica. La sua morte fu archiviata come suicidio per annegamento, ma in epoca contemporanea si è accertato che è stato vittima di un complotto.
Oppure, facendo un esempio recente, Cecilia Gatto Trocchi (una delle maggiori esperte di esoterismo italiane, che aveva spesso parlato del satanismo dei cosiddetti “colletti bianchi” e dei potenti uomini di stato) muore il 11.7.2005. Sommando solo le ultime cifre, 2 e 5, si ottiene un sette; cosicché i simboli numerici che si leggono sono 11.77. Cioè: 11: giustizia; e 77, simbolo che troviamo spesso nei delitti satanici. Inoltre il valore numerico della data nel suo complesso è 7 (1+1+7+2+5 uguale 16 cioè 1-6 che fa 7) simbolo di perfezione ma anche numero della Rosa Rossa. In altre parole già analizzando la data, e considerando gli argomenti di cui si occupava la dottoressa, si può ipotizzare un omicidio e ci sarebbero sufficienti questi spunti per indagare ancora; ma è inutile dire che il caso è stato archiviato come un suicidio.

Due esempi pratici. Cogne e Erba.
I delitti di Cogne e di Erba per chi è esperto di esoterismo sono chiaramente dei delitti rituali. Non sono però riconosciuti e trattati come tali per una serie di motivi. Vediamo come giungiamo a questa affermazione.
Iniziamo dalla data.
Erba: 11.12.2006. Valore numerico 13. Da notare che il giorno è l’11, altro numero altamente simbolico negli omicidi.
Cogne: 30.1.2002. Valore numerico: 8.
Poi abbiamo altri indizi. Le armi del delitto non vengono ritrovate; ora, se questo è un fatto teoricamente possibile nel delitto di Erba, dove gli assassini avevano una certa libertà di movimento per far scomparire l’arma, più difficile è capire come sia possibile che Anna Maria Franzoni abbia fatto sparire l’arma del delitto in pochi minuti in una località isolata come quella di Cogne.

Altro indizio. La grande quantità di sangue sparsa ovunque. Al bambino addirittura viene sfondato il cranio, e da un buco fuoriesce materia cerebrale; considerando che la Rosa Rossa utilizza parti di cadavere per i suoi riti, viene il dubbio che quella violenza non derivi dalla brutalità della madre o da quella di un maniaco assassino, quanto dalla volontà di asportare un feticcio da utilizzare per i riti esoterici successivi.
Notevoli poi le similitudini tra questi delitti e quelli esaminati nell’articolo precedenti, delle dodici morti romane: oltre al valore numerico delle data, l’assenza dell’arma del delitto e la grande quantità di sangue persa dalle vittime.

Poi ci sono tanti altri fatti e accadimenti, tutti trascurati dagli inquirenti. Un mese prima del delitto di Cogne, Gabriella Carlizzi – l’investigatrice che più di ogni altra si è occupata di questa organizzazione – aveva avvertito alcuni inquirenti che la Rosa Rossa avrebbe colpito e ucciso un bambino di tre anni dal nome biblico, in una località che richiama il Paradiso.
Ma si sa – si sa – la Carlizzi è pazza, e in tempi moderni un uomo razionale e intelligente non può credere a queste idiozie da superstiziosi.
Però guarda tu che coincidenza… Il delitto è avvenuto proprio come ipotizzato dalla Carlizzi e la questione è ben raccontata in alcuni articoli apparsi sulla rivista Disinformazione.
Poi abbiamo un’altra coincidenza curiosa, rilevata da un criminologo, Carmelo Lavorino. Costui è uno dei criminologi più famosi in Italia, e si è occupato di molti casi importanti, dal mostro di Firenze al giallo di Arce. Egli, analizzando la scena del delitto, è giunto alla conclusione che non poteva essere stata la madre a uccidere, ma il delitto è stato compiuto da qualcuno di esterno. Inoltre la vicenda dei coniugi di Cogne (dal loro trasferimento in una località di montagna, all’uccisione del bambino) è stranamente identica a quella narrata nel racconto di un autore francese, Charles Ramuz, morto nel 1947: due coniugi si trasferiscono in una località di montagna con i due figli di sette e tre anni; il piccolo, che si chiama Celeste, muore in modo analogo a Samuele, nel momento in cui la mamma si allontana per un po’ da casa..
Curiosa coincidenza, vero?
Coincidenze che avrebbero meritato ben altri approfondimenti e – a tacer d’altro – avrebbero dovuto perlomeno portare ad un’assoluzione della Franzoni per non essere raggiunta la piena prova della sua colpevolezza.
Ma coincidenze sulle quali nessuno ha voluto lavorare, né lavorerà.

Dati questi indizi si tratta di trovare la firma, sia essa la firma della Rosa Rossa o di un’altra organizzazione.
Bene.
Nel delitto di Cogne, la località presenta un particolare curioso; essa sorge nel massiccio del Gran Paradiso, a poca distanza dal Monte Rosa.
Mentre nel delitto di Erba l’omicida si chiama Rosa Bazzi, coniugata con Olindo Romano. Ovverosia il suo nome è Rosa Romano. Ancora una volta ricorre RR, senza considerare gli altri riferimenti simbolici e rituali, come la città (Erba… e l’erba richiama il verde, colore per eccellenza dei Rosacroce) o il nome di una delle vittime, Valeria Cherubini: apparentemente un nome come un altro, per chi ritiene l’esoterismo un mucchio di sciocchezze per superstiziosi. Ma un nome che indica molto di più a chi conosce la disputa teologica tra Rosacroce e Chiesa Cattolica.

Non siamo gli unici visionari a pensare che il delitto di Cogne sia un delitto rituale, in realtà. Lo pensa anche Giuseppe Cosco (un investigatore esperto in sette sataniche e criminali) che in un suo articolo reperibile in Internet
http://cosco-giuseppe.tripod.com/esoterismo/samuele.htm
sostiene la tesi del delitto satanico e ritiene che il significato della data consista nel fatto che il 2 febbraio è la festa della candelora, una festa importante per il calendario satanico.
La tesi, pur essendo plausibile, non mi convince, a fronte di tutti gli altri indizi, ben più numerosi, che riconducono, appunto, alla Rosa Rossa, a cominciare dalla data e dal luogo, nonché scorrendo anche i nomi degli affiliati a questa organizzazione che, negli anni, si sono occupati di questa vicenda in veste di esperti.

La nostra, ovviamente, è solo una tesi, suscettibile di approfondimento. Alla luce di quello che diciamo, però, si spiegherebbero bene tutte le contraddizioni apparenti di questa inchiesta. Come mai il padre, pur sapendo che la madre ha ucciso il figlio, decide di mettere al mondo un altro figlio e le sta vicino per tutto questo tempo?
Come mai la madre non ha mai ceduto né confessato? Se ha commesso il fatto in un momento di follia, come mai ha retto psicologicamente senza mai cedere? E se è sana di mente, perché ha ucciso il figlio?
Come mai l’arma del delitto non fu trovata?
Queste e altre domande tr
overebbero una risposta molto semplice: il padre sa bene la verità e la conosce anche la Franzoni. Ma se la dicessero, chi crederebbe loro?
E se qualcuno gli credesse, quanto resterebbero al loro posto di lavoro, o addirittura quanto potrebbero restare in vita gli inquirenti che provassero ad approfondire la questione?
Ma soprattutto… quanti – anche tra coloro che leggono – sono disposti ad approfondire una simile ipotesi di lavoro, che nessun autore, neanche Dan Brown o Stephen King hanno mai ipotizzato?

Sarebbe interessante poi notare le similitudini tra questi delitti, i dodici precedenti, e quello di Meredith ad esempio dove, guarda tu che coincidenza, non viene trovata l’arma del delitto e il valore numerico della data fa ancora una volta – altra coincidenza – 13. E dove la Rosa Rossa è stata deposta dal padre, come si può leggere in questo articolo on line su Repubblica:
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/perugia-uccisa/prima-notte-in-carcere/prima-notte-in-carcere.html
Ma ovviamente il discorso ci porterebbe troppo lontano e ai nostri fini è sufficiente fermarci qui.

Problematiche di accertamento dell’omicidio rituale.
A questo punto è chiaro il motivo per cui nessuno, per molti decenni ancora, tratterà l’omicidio rituale.
In primo luogo è un problema pratico. Chi arriva alla verità muore o viene trasferito.

In secondo luogo c’è un problema culturale. La massoneria – lo si capisce chiaramente anche solo scorrendo l’elenco delle grandi personalità del passato e del presente appartenenti a questa istituzione – ha fatto la storia del mondo, abilmente occultando i suoi segreti più preziosi. Logico quindi che essendo la nostra cultura ufficiale una cultura massonica, ovverosia influenzata grandemente dalla sapienza massonica, è stato espunto dai documenti ufficiali tutto ciò che potesse essere ricondotto in qualche modo a tale associazione e che ne svelasse i segreti. Quindi occorre una paziente opera di studio del simbolismo massonico per poi vedere chiaramente tale simbologia non solo nelle architetture degli edifici, nell’arte, nella cultura, ma anche nei delitti.

A chi obietta che la nostra visione è fantascientifica e sembra opera di un visionario che vuole scrivere un libro di fantascienza, possiamo rispondere agevolmente come segue.

In primo luogo nessun romanzo ha mai rivelato queste verità perché se qualche romanziere lo facesse non farebbe in tempo a pubblicare il libro; sarebbe controproducente mettere in circolazione simili racconti dato che il lettore potrebbe domandarsi “e se fosse vero?”. Ecco perché i romanzi in genere, anche quelli di Le Carrè o Dan Brown, sono molto meno fantasiosi della realtà.

Seconda obiezione. Prima di bollare queste ricostruzioni come fantasie, occorre conoscere ciò di cui si parla.
Se una persona senza conoscere la mafia e senza sapere neanche cosa è Cosa Nostra andasse in Sicilia e trovasse una persona morta e incaprettata, probabilmente riterrebbe fantasia parlare di un’associazione che controlla addirittura la Sicilia intera, uccidendo i traditori in quel modo.
Oppure, per fare un altro esempio, se un investigatore che non conosce il Cristianesimo trovasse in alcuni delitti seriali un riferimento a passi della Bibbia, li archivierebbe come frasi senza senso e non riuscirebbe a individuare la simbologia cattolica in essi contenuta. Quindi, magari, non utilizzerebbe quelle frasi per ricostruire la personalità dell’assassino.
Bene. Coloro che si occupano di delitti rituali senza conoscere la simbologia e la storia massonica, è come se camminassero in una nazione straniera senza conoscerne la lingua; logico che poi sulla scena di un delitto non trovino il bandolo della matassa, non riescano a spiegare le apparenti contraddizioni e trascurino indizi assolutamente evidenti per i non profani.
Se a questo aggiungiamo che i media sono sotto il controllo diretto o indiretto della massoneria, si spiegano le difficoltà riscontrate nell’individuazione della verità per la maggior parte – per non dire tutti – questi delitti.

C’è un terzo motivo, ed è quello psicologico. La realtà, così come la raccontiamo noi, è difficile da accettare e quindi è logico che istintivamente la gente comune non voglia ammettere che possa esistere una situazione del genere. Questa realtà, la maggioranza delle persone non vuole neanche vederla, tanto è intrisa dal razionalismo e dal conformismo della cultura dominante. Spesso viene negata dagli stessi parenti delle vittime, che preferiscono pensare alla sfortuna, ad un accanimento di una sorte avversa che fa capitare loro investigatori incapaci, giornali che per fare scoop riportano notizie false, piuttosto che credere ad un meccanismo complesso come lo abbiamo descritto noi. Complesso e preciso come un orologio, perché da secoli certe realtà sono solo “sussurrate” e raramente venute fuori in modo esplicito.

Infine, c’è un quarto motivo. Ammesso e non concesso che un tribunale volesse prendere in considerazione l’ipotesi dell’omicidio rituale, ammesso e non concesso che questo tribunale sia immune da contaminazioni massoniche (ipotesi praticamente fantascientifica), sorgerebbero delle difficoltà di accertamento processuale insormontabili. Se con una certa difficoltà si potrebbero individuare gli esecutori (questo, anche se raramente, talvolta è stato fatto, come è accaduto nei delitti del Mostro di Firenze e di Erba) è quasi impossibile individuare i mandanti, trattandosi di un’organizzazione che non comunica certo per lettera o telefono, ma tramite messaggi veicolati da frasi in codice, con qualsiasi mezzo di comunicazione, dalle comuni lettere, ai giornali e alle Tv, ai libri (libri talvolta diffusi in edizione limitata tramite cerchie ristretti di aderenti ad associazioni o clubs, ecc.), ma comunque sempre tramite una simbologia e un linguaggio sconosciuti ai non iniziati.
Quindi l’ipotesi di un tribunale che indaghi sui delitti della Rosa Rossa, è assolutamente fantascientifica perché l’organizzazione non potrebbe mai processare se stessa essendo essa incardinata fino ai più alti vertici dello Stato.

Ragioni storiche e culturali dell’attuale situazione.
So che quello che dico e le cose che scrivo in questo articolo faranno sì che la maggior parte delle persone mi considererà un visionario. E ciò è comprensibile.
Quando avevo vent’anni, ritenevo assurde e deliranti le tesi del difensore di Pacciani, Fioravanti, che indicava la pista esoterica per quegli omicidi, cercando di scagionare il suo assistito.
E quando, anni dopo, cominciai a capire “il sistema”, penetrando i suoi segreti più nascosti, o semplicemente intuendoli, rimasi a lungo perplesso e la mia principale domanda fu: “se non sono pazzo, e quello che ho scoperto è vero, come è possibile creare un meccanismo del genere? Come è possibile essere giunti fino a questo punto di raffinatezza criminale, da parte dei poteri occulti, e di ignoranza da parte di noi cittadini ignari? Come è possibile una così sistematica presa in giro da parte di tutti, politici, mass media, inquirenti”?
Poi, lentamente, è venuta fuori la risposta.

Il problema dell’omicidio rituale è prima di tutto culturale e storico.
Tutti noi siamo infatti circondati dalla cultura Cattolica (che in genere conosciamo a sufficienza da saperla riconoscere nei principali fatti della vita quotidiana); ma siamo anche un popolo circondato dalla cultura massonica; con la differenza che la cultura massonica non la conosce nessuno se non gli uomini di potere e di cultura; quindi i suoi simboli e i rituali, il modus di agire, sono sconosciuti alla maggioranza.
Infatti per secoli i Rosacroce, i Templari e la massoneria in genere si sono nascosti per sopravvivere alla feroce lotta che la Chiesa e i sovrani muovevano contro di loro, a causa delle ricerche e del
le idee che costoro portavano avanti.
Queste associazioni hanno quindi effettuato in segreto ricerche scientifiche, tecnologiche, ed esoteriche, perché altrimenti il potere ufficiale di allora non l’avrebbe permesso.
La segretezza attuale dell’associazione Rosa Rossa, quindi, ma al tempo stesso la sua potenza e onnipresenza nello stato, non deve stupire, perché è la logica conseguenza storica del comportamento della Chiesa per secoli. I Rosacroce e le altre associazioni segrete erano spesso collegate tra loro, e hanno sviluppato una struttura sempre più efficiente.
Nei secoli si sono rafforzate e strutturate sempre più e hanno rovesciato le monarchie.
Per secoli si sono fronteggiati due poteri: la Chiesa (e gli imperatori) e la Massoneria; la prima in modo visibile, la seconda in modo quasi invisibile.
E ci vorranno ancora parecchi decenni prima che la massoneria esca completamente alla luce e sia visibile a tutti.
Finché non si inizierà a studiare la cultura massonica e la storia della massoneria (che poi è anche la storia del mondo occidentale degli ultimi 8 secoli), finché la cultura massonica non sarà studiata anche dalla gente comune, ma soprattutto da investigatori e giornalisti, tutti i delitti massonici rimarranno sempre irrisolti.
Il mio parallelo con la cultura cattolica non è casuale. Come dice uno dei massoni più intelligenti e sottili, cioè il Gran Maestro Di Bernardo (curiosa “coincidenza” che il cognome del Maestro sia lo stesso di San Bernardo, il monaco che codificò la regola dei templari): “ci sono due Chiese oggi: La Chiesa Cattolica e la Chiesa Massonica”. La Chiesa massonica è stata per secoli, come loro giustamente rivendicano, il tempio del libero pensiero, in contrapposizione alla Chiesa Cattolica, che voleva imporre il suo credo ovunque bollando come eretico chiunque osasse mettere in dubbio le scienza ufficiale di allora; quindi si mandava al rogo chi affermava teorie innovative sulla terra e l’universo (Giordano Bruno), e si massacrava in massa chiunque, pur aderendo al messaggio Cristiano, non riconosceva la gerarchia ecclesiastica (i Catari).
Oggi la massoneria rosacrociana e templare, cioè quella più potente e segreta (quella speculativa, che si rifà veramente alle sue origini e non utilizza la struttura massonica per finalità di potere), continua ad essere il tempio del libero pensiero, per quanto riguarda alcuni aspetti della nostra vita spirituale e culturale. Ma purtroppo utilizza il vincolo di segretezza massonico per proteggere se stessa e i delitti commessi dai loro associati nonché per eliminare coloro che ne rivelano i segreti. Inoltre la massoneria continua a tenere per sé molte delle sue conoscenze acquisite nei secoli, non più per crescere ed elevare spiritualmente l’uomo come invece faceva nei secoli scorsi ma esclusivamente per finalità di potere e per tenere soggiogati i cittadini, che credono alla verità dei giornali e telegiornali, all’oscuro di quel che avviene realmente nelle stanze del potere.

Un aneddoto conclusivo.
A proposito delle difficoltà di accertamento dei delitti rituali mi ricordo un episodio capitatomi personalmente. Un funzionario della Digos ci stava interrogando sull’avvelenamento di Solange; alcune cose non gli quadravano; decidemmo allora di aprirci completamente e di raccontargli alcune vicende che fino a quel momento avevamo omesso.
– Perché non le avete raccontate prima? – chiese lui un po’ arrabbiato.
– Sa, perché si tratta di vicende complicate, non tutti sono preparati per affrontarle e non sapevamo se voi eravate competenti in materia. –
– Di che si tratta? – domandò lui
– Massoneria – dissi io – ma non so se siete competenti anche su questo.
– Certo che siamo competenti in fatti di massoneria – rispose lui – Siamo la Digos, noi, mica “pizza e fichi” –
– Bene. Cominciamo dall’inizio. Sa, il padre della mia collega era iniziato al Grande Oriente d’Italia….
– Cosa è il Grande Oriente? – chiese il funzionario.
A quel punto capii che l’interrogatorio si sarebbe risolto come in effetti si risolse: Solange si era avvelenata da sola, forse si drogava, e io la coprivo perché, abitando nella stessa casa, non potevamo che essere amanti e io quindi ero suo complice.
Figuriamoci se avessimo spiegato al funzionario il problema della data e dei simboli.
Inutile dire che quando siamo stati vittima di alcuni tentati omicidi, in epoca successiva non siamo mai più andati alla Digos. Tentati omicidi in date – guarda tu che coincidenza – dal valore numerico 8 per il primo caso (17.9.2007) e 13 nel secondo caso (2.1.2008); abbiamo denunciato il fatto ai carabinieri ove perlomeno non ci hanno trattato come matti, ma, anzi, quando abbiamo detto che avevamo subito due incidenti di moto nello stesso giorno, il commento è stato un più professionale “avvocato, avete rotto le scatole a qualche politico, vero?”.
Per la precisione, la denuncia fu fatta solo per i fatti del 17, che coinvolgevano anche Solange. Quelli del 2 coinvolgevano me in prima persona, e non andai mai a denunciarli, perché si sa, da quando mi occupo di queste cose sono suggestionabile e mi allarmo per niente. E poi vedo Rose Rosse dappertutto. E avendo capito perfettamente come funziona la giustizia, preferisco affidarmi a quella divina, che mi farà morire non un minuto prima, né un minuto dopo, rispetto a quello che il destino mi ha preparato.
In questo la massoneria potrebbero avere una parte di ragione: il mondo è fatto di pesi, numeri e misure, e conoscere il segreto dei numeri significa conoscere il segreto dell’universo.

Bibliografia:

Per la simbologia numerica:
Oswald Wirth, I Tarocchi, ed. Mediterranee.
Papus, La scienza dei numeri, ed. Mediterranee.
Si tenga presente che questi due autori sono massoni e rosacrociani, tra i più colti e famosi, quindi si tratta di opere autorevoli.

Sulla disputa teologica tra massoneria rosicruciana e Chiesa Cattolica:
Angela Pellicciari, I Papi e la massoneria, ed. Ares
AA.VV. La Massoneria, Ecco il nemico, Edizioni Civiltà Brescia.
AAVV La massoneria e i suoi segreti. Edizioni Civiltà Brescia.

Per una storia completa dei rapporti tra massoneria e Chiesa, fino al Nuovo ordine mondiale attuale: Ephifanius, Massoneria e sette segrete, la faccia occulta dalla storia.

La citazione di Di Bernardo è tratta da Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, ed. BUR

Alcune informazioni sulla Rosa Rossa sono contenute in: Gabriella Carlizzi, Gli affari riservati del Mostro di Firenze.

I rituali magici della Golden Dawn (rituali cui si rifà la Rosa Rossa), sono pubblicati in Italia da Edizioni Mediterranee, a cura di Sebastiano Fusco (ma ne esiste in commercio un’edizione precedente a cura di I. Regardie).

Poscritto.
A seguito dell’articolo Gabriella Carlizzi se l’è un po’ presa, perché l’ho definita “pazza”.
Si rendono quindi doverose alcune precisazioni.
Il termine era ironico, e ciò mi pareva evidente perché anche io mi sono definito pazzo all’interno dello stesso articolo.
Inoltre, subito dopo ho detto che le sue previsioni si avverarono… e le previsioni di un pazzo non si avverano, in genere, specie quelle particolarmente precise realtive ad argomenti difficili come questo,
Gabriella è la prima persona che ha parlato esplicitamente della Rosa Rossa, svelandone i rituali e i segreti.
Leggendo il suo libro “Gli affari riservati del mostro di Firenze” capimmo, ad esempio, che la rosa rossa deposta sull’uscio di casa di Solange dopo la morte del padre non era il regalo di un innamorato anonimo, come lei aveva pensato per anni, ma la firma dell’organizzazione.
Grazie alle indicazioni della Carlizzi io mi salvai la vita il 2.1.2008.
Anche se è un personaggio difficile da capire, e per certi versi contra
ddittorio, è quella che conosce meglio di ogni altro questa organizzazione e spero che un giorno metta a disposizione di tutti le conoscenze che lei ha relativamente a questa organizzazione.
Se lei è pazza, lo sono anche io, perchè entrambi abbiamo il difetto di vedere rose rosse ovunque.

Paolo Franceschetti
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com/
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/09/lomicidio-rituale-e-le-difficolt-di.html
2.09.08

Pubblicato da Davide

  • Fabriizio

    il limite tra il dubbio investigativo e la paranoia è dato dal buon senso.
    Questo articolo ne è privo.

  • mat612000

    Quindi la strage di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Ustica e più o meno tutti i drammi e i delitti irrisolti sarebbero omicidi rituali dal momento che ricorrono praticamente tutti gli indizi rivelatori indicati.

  • sultano96

    Se fosse veritiero quello che sostiene l’autore, per renderlo tale, dovrebbe offrire le motivazioni del perchè e a quale scopo questi omicidi rituali. Dove sta il contrasto tra la Chiesa Cattolica e la Massoneria? In altra sede avevo suggerito all’autore di andarsi a leggere la Cronaca dell’Akasha, se ne fosse stato capace. Lo stesso sostiene che morirà nell’istante stabilito dal Buon Dio, ne un minuto prima ne uno dopo, quest’ultima tesi mi sembra in contrasto con il tema dell’articolo. A meno che il Buon Dio non si conceda delle pause nei momenti dei “rituali” dedicandosi alla lettura di Nietzsche e di Manu.

  • Zret

    Il numero 11 è definito nella tradizione la dozzina del diavolo. Questo numero, insiene con i suoi multipli, ricorre in molte azione dal 911 ak 311 etc. Chi ha orecchie per intendere…

    La verità è inverosimile.

  • vraie

    Le argomentazioni mi sembrano numerose e ben circostanziate. Immaginavo una percentuale di incredutli sul 70-80% al massimo; qualche dubbioso-incuriosito e almeno 1 entusiasta
    purtroppo siamo messi male: in italia in fondo tutti “vogliono” che solo la tv o i giornali possano dire la verità, per comodità, così non tocca scervellarci
    pensate che ormai persino gli americani non credono + alla favola dellì11 settembre e … ci fanno pure della numerologia sopra

  • Mattanza

    Io trovo l´articolo inquietante e molto interessante,pero´rimango scettico al riguardo della tesi che sostiene che praticamente quasi tutti i potenti del mondo sono degli stregoni o apprendisti tali.
    Non che ritenga sia sicuramente una cazzata…e´che veramente gli indizi che “confermano” l´omicidio rituale sono molti…specie quelli numerici,facile “per caso” trovarne alcuni forse in quasi tutti gli omicidi…
    Poi la ipotesi e´incredibile,pero´questo significa poco.
    E poi non c´e´accenno a che tipo di rituali potrebbero servire,perche´tutto cio´??…cioe´non possono essere tutti folli,quindi deve esserci un tornaconto…gia´che c´era poteva dircelo che in questa maniera ricevono poteri magici taumaturgici direttamente dal maligno o da qualche antico dio e risultava piu´convincente…just my 2 cents.

  • kant

    prima di dire che sono tutte cazzate di un paranoico bisognerebbe approfondire la materia, per esempio studiando un po’ gli articoli pubblicati sul blog dell’autore.

    mettiamo il caso che Dio esista: non potrebbe/dovrebbe allora esistere anche il diavolo?

  • marko

    Se i numeri sono 7, 8, 11, 13 e 18, prendendo un mese a caso, il corrente 09/2008, sui trenta giorni che lo compongono, 27 riescono ad entrare nella “definizione”. Esempi? Oggi 4/9/2008, 4+9=13, voilà. Restano fuori da semplici somme il 5/9/2008, il 14/09/2008 ed il 23/9/2008, ma con un po’ di fantasia, si può ottenere tutto. Ad esempio, il 05/09/2008 come somma totale delle singole cifre dà 24, che a sua volta dà 2+4=6, sei è la “radice” di 666, il numero del diavolo.

    Devo continuare?

    LOL

  • PaoloFranceschetti

    guarda che il giorno di oggi, come somma fa 23, non 13. Mi sa che sei un po scarsino in matematica eh…?

  • sultano96

    Mi sono sempre molto divertito con la numerologia, condivido la sua obiezione. Mi sembra un rebus circolare, il risultato te lo adatti al momento, ognuno si aggiusta la soluzione che più gli aggrada.
    Per cadere sempre in politica! E’ sufficiente assistere al modo di trattare i numeri dei nostri “geni parlamentari”, le combinazioni si formano sempre ed esclusivamente secondo le loro intenzioni e, noi tutti, a bocca aperta ad ammirare le meravigliose soluzioni, inspiegabili al nostro nano intelletto. Alitalia docet.

  • PaoloFranceschetti

    aggiungo che uno dei giorni che tu hai scartato, invece fa proprio 33, cioè il 14.9.2008. Se proprio devi perdere tempo a fare calcoli, almeno falli bene

  • PaoloFranceschetti

    No mi sono incartato anche io…. 🙂
    il 14.9.2008 fa 24. 1 +4+9+2+8

  • sultano96

    Come può rispondere al mio commento se s’incarta in semplici operazioni aritmetiche?

  • marko

    no text

  • marko

    Come hai verificato da solo, la data che ho scartato non faceva 33. Difficile sbagliare con un foglio excel. Comunque, se tu leggessi le obiezioni che ti vengono mosse e pensassi prima di scrivere, ti renderesti conto che il 33 non lo avevo considerato “valido”. Se vuoi, tanto meglio: più numeri “validi” ci sono, più facile è ottenere, da qualsiasi data, un numero “valido”. Per curiosità: perché 33 si e 3+3=6 no?

    Ricapitolando:

    -hai dimostrato che non ho sbagliato i conti

    -hai sbagliato tu nella foga

    -mi muovi un’obiezione che in realtà ribadisce ulteriormente la mia tesi

    Che dici, è tempo di andare a giocare a bocce?

  • edo

    A me interesserebbe sapere se Gabriella Carlizzi ha finalmente deciso di scrivere ciò che sa sulla “scrittura reticente”.

  • Fabriizio

    Questo articolo mi è servito per capire che da ora in poi saltero’ a pie’ pari articoli scritti dal medesimo autore.

  • Egon

    metti che ti uccidono il 13 del 33 del 6666 alle ore 72

  • Egon

    comunque io parteggio per Franceschetti, ho letto alcuni articoli sul suo blog, e anchio, nonostante la mia tenera età e la mia ignoranza, ho sempre pensato che Pasolini l’avessero ammazzato in modo losco.
    sulla Franzoni pensavo a qualcosa più tipo, una fiction reale in cui è tutto costruito solo per creare quel casino che mi ha rotto le palle da 4 anni,
    non so quanto abbia influito su di me ma immagino un bambino che a cinque anni vede alla tivu una madre che uccide il figlio, non è proprio bellissimo, in più la tivù glielo ripete in continuazione, prima di Dragonball.

  • mat612000

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4980&mode=&order=0&thold=0
    Scusate ma questo forum sta diventando la grancassa delle stronzate “credibili perchè indimostrabili”?
    Se la risposta è sì ditemelo chiaramente che mi cancello.
    Grazie.

  • mat612000

    OK.
    Scusate ho riletto meglio l’articolo sull’ontopsicologia.
    Stiamo attenti però a non dare visibilità a simili ciarlatani anche se per denunciarne la loschezza e disonestà.
    La tesi di Franceschetti la trovo fuori dal buon senso e continuo a non capire per quale motivo queste sue uscite debbano avere così tanto spazio.
    Sui motivi della mia chiusura alle spiegazioni esoteriche dei fatti e degli eventi ne ho ha già parlato anche con lui.
    Fondamentalmente non vedo il motivo per cui si debba interpretare nel modo che fa lui, fatti che hanno spiegazioni razionali.

  • PaoloFranceschetti

    Vorrei fare alcune considerazioni partendo da un esempio.

    Se qualcuno scrive un articolo dicendo che il mostro di loch ness esiste, e produce della fotografie sbiadite, è legittimo non credergli.
    Tuttavia io non mi sognerei mai di andare a smentire l’autore dicendo che la foto “potrebbe” essere un fotomontaggio. Questo perchè perchè di un qualsiasi fatto , di per sè, non può quasi mai darsi una dimostrazione negativa, ma solo negativa. Non si può dimostrare che Diio non esiste, possiamo tutt’al più trovare degli argomenti a favore. Non si può dimostrare che non esistono gli UFo, ma solo portare degli argomenti a favore, a cui poi ciascuno è libero di non credere o meno. Da qui la mia domanda: cosa fa sprecare tanta fatica a chi legge i miei articoli per cercare di dimostrare che dico delle sciocchezze? Oltre a dimostrare un ignoranza storica e culturale (perchè chiunque si informi di cultura massonica sa bene che questa istituzione vive di simboli e rituali) cercare di dimostrare che una cosa non esiste, è una fatica inutile, perchè si tratta di un’operazione impossibile

    E se

  • marko

    Da qui la mia domanda: cosa fa sprecare tanta fatica a chi legge i miei articoli per cercare di dimostrare che dico delle sciocchezze?

    Il fatto che dici delle sciocchezze. E di conseguenza svaluti quell’1% di buono che ci può essere su questo sito, come sulla rete in generale.

    Sei forte a ribaltare l’onere della prova. Uno ti dice “guarda che le tue dimostrazioni fanno acqua da tutte le parti” e tu rispondi dicendo che non ha senso muovere questa critica visto che si può solo provare l’esistenza, non la non-esistenza. Quindi, secondo il tuo pensiero, non si può dar contro ad uno che sostenga l’esistenza di qualsiasi cosa.

    Passa da me un giorno che ti mostro il drago che ho in garage.

    Io non dico che non esista la massoneria. Dico solo che quello che tu chiami “prove” sono coincidenze per niente rare statisticamente. Mi viene in mente Lourdes: se i “miracoli” sono meno dei casi di remissione spontanea, non posso dire che i miracoli non esistano, ma posso dire che Lourdes è una boiata pazzesca.

  • PaoloFranceschetti

    Scusa, ma se su questo sito c’è solo un uno per cento di buono come faccio a svalutarlo? Curioso modo di ragionare il tuo…

  • mat612000

    Io credo che per avere un simulacro di verosimiglianza l’interpretazione che propone Franceschetti sarebbe corretto un doppio lavoro: prima la confutazione dell’intepretazione razionale e secondo l’id quod plerumque accidit dei fatti oggetto dell’indagine, poi, in un secondo momento la loro interpretazione secondo altri criteri (esoterici, simbolici, nuerologici e altro).
    Una volta dimostrata l’insufficienza dell’interpretazione corrente (razionalmente accettata dalla maggioranza degli interlocutori), si passa a proporre un’ipotesi alternativa.
    Franceschetti, invece, sovrappone e non confuta quello che esclude.
    La mia domanda non è “perchè devo credere a te?”, ma “perchè non devo credere alle risultanze di processi, indagini, commissioni d’inchiesta e di tutti quegli strumenti interpretativi che non considerano l’esoterismo ma si svolgono con strumenti interpretativi di logica, razionalità e linguaggio corrente”?

  • PaoloFranceschetti

    Mat, vedo che hai letto attentamente il mio articolo e fai delle domande intelligenti, quindi ti risponderò. Farò 4 considerazioni. PRIMA CONSIDERAZIONE. Parto da un esempio che ho già fatto. Se in terra di mafia un investigatore che non ha mai sentito cosa è la mafia, trovasse una persona incaprettata, concluderebbe dicendo che un sadico serial killer, prima di uccidere la vittima, l’ha legata e poi seviziata. Solo conoscendo la mafia, la prima ipotesi che si formulerebbe sarebbe quella dell’omicidio di mafia. Bene…. la stessa cosa vale per questo tipo di omicidio. Solo conoscendo la massoneria riesci a distinguere un omicidio massonico da un omicidio comune. SECONDA CONSIDERAZIONE Giustamente tu dici che io non escludo l’ipotesi che sia stata la Franzoni, ma la sovrappongo. Hai visto giusto. Se tu leggi la sentenza, che dovrebbe essere il risultato di un processo razionale e coerente, come giustamente dici tu, scoprirai che non è per niente coerente nè razionale. Infatti i giudici non si spiegano la mancanza dell’arma del delitto, non si spiegano la mancanza di uno dei calzini nella stanza del delitto, non si spiegano neanche il movente arrivando ad affermare che “forse” la Franzoni era malata di mente affetta da “stato crepuscolare orientato”. Scrivono i giudici (riporto testualmente, perchè ce l’ho davanti) che “la diagnosi è stata formulata non in termini di certezza, ma come ipotesi maggiormente plausibile”. E’ chiaro questo punto? Ipotesi maggiormemente plausibile. Sai che significa? Che non ne sono certi, perchè ci sono troppe lacune nella ricostruzione. In altre parole… la sentenza non è affatto coerente e razionale. Si limita a dire che la colpevolezza della Franzoni è l’ipotesi più probabile. TERZA CONSIDERAZIONE. Tu dici: perchè dovrei credere alla pista esoterica e non ad alte ipotesi, più razionali? La sentenza non è affatto razionale come ti ho detto, e lo ammettono gli stessi giudici, ma soprattutto l’esoterismo E’ un sistema razionale. Se lo si conosce è un sistema assolutamente razionale di simboli e riti. Ora, dal momento che tutta la massoneria è un’associazione esoterica, non c’è nulla di strano o irrazionale nel ricostruire alcuni omicidi entro gli schemi esoterici. Occorre solo conoscere la massoneria, studiarne la storia, i simboli e i riti; e ti ricordo che in Italia sono oltre 50.000 gli iscritti a questa associazione, e non si tratta di pazzi, o di ignoranti, ma sono le persone più colte del paese. QUARTA CONSIDERAZIONE. Il problema, mat, non è se io abbia ragione o no. Occorre spostare l’angolo visuale. Prima bisogna studiare la massoneria, il suo simbolismo e i suoi riti. Poi ci si deve calare nel LORO modo di ragionare, e ci si deve domandare se effettivamente dal loro punto di vista un determinato fatto è logico o meno. Così come, per tornare all’esempio della mafia, il fatto che a me paia una follia che una persona possa morire incaprettata, non mi esime dal dovermi porre nell’ottica mafiosa e cercare di spiegarmi l’omicidio dal loro punto di vista, non dal mio. Per capire la massoneria, quindi, occorre prima studiarla. Poi si può iniziare a discutere dopo esseci calati nella LORO ottica, non nella nostra. Ma è ovvio che chi ha posto questi commenti, probabilmente, non sa nulla di questa associazione e quindi ragiona con i propri schemi mentali. Il che è esattamente quello che certe persone vogliono, perchè il risveglio sarebbe pericoloso, per loro.

  • sultano96

    paolo non possiedo nemmeno la tessera delle “Giovani Marmotte”. Ho notato che pur usando il dizionario della lingua italiana, noi due abbiamo concezioni antitetiche sugli argomenti da lei normalmente trattati. Massoni, volenti o nolenti, lo sono tutti coloro che esercitano arti, mestieri, professioni e quant’altro, quindi la cifra da lei indicata dell’ordine di 50.000 è molto lontana da quella dei possessori di partita iva, probabilmente, anzi certamente, quei 50.000,compreso il Di Bernardo, sono altra cosa, non certo Massoni. Se lei ha letto Goethe, sicuramente sarà a conoscenza dell’intendimento massonico e giurisprudenziale di questo grande che io condivido pienamente, al cui confronto l’idea che Berlusconi ha sulla magistratura o sulla massoneria è acqua di rosa. Se lei non conosce la “Leggenda del tempio e la leggenda aurea” non so di che massoneria stia parlando. In quanto agli UFO se non si è mai confrontato con qualche astronauta non le conviene trattare l’argomento. Stessa cosa dicasi per la sua numerologia.
    Probabilmente lei è di quelli che crede che l’attentato perpretato nei confronti del già magistrato Carlo Palermo sia opera della mafia come l’assasinio del gen. Dalla Chiesa e di sua moglie e che l’on. Aldo Moro sia stato ammazzato dalle BR, o che i comunisti non esistano più perchè sono diventati tutti sostenitori del PD e quindi democratici. Democratici come Gelli massone. Se lei non va a leggersi la “Cronaca dell’Akasha”, come da me già più volte suggeritole, non conoscerà MAI la verità.

  • StefaniaNicoletti

    “Se lei non va a leggersi la Cronaca dell’Akasha, come da me già più volte suggeritole, non conoscerà MAI la verità.”
    Ma bene. Siamo ai livelli “se non hai letto un certo libro non potrai mai conoscere la Verità”. Rasentiamo il fondamentalismo religioso. O settario.
    Quindi lei crede che se una persona non ha letto un determinato libro, da lei arbitrariamente scelto quale unico depositario di verità, non può conoscerla? Un po’ riduttivo come pensiero.
    Secondo: lei cita alcuni tra i più noti attentati e omicidi degli ultimi decenni (Palermo, Dalla Chiesa, Moro), ma evidentemente non ha letto ciò che Paolo Franceschetti e la sua collega Solange Manfredi hanno scritto proprio sui fatti da lei citati. Per cui sarebbe stato opportuno che lei si documentasse, prima di “accusare” non conoscendo ciò che pensano le altre persone. Era così facile digitare l’indirizzo del blog e andare a controllare… Probabilmente molto più facile che leggere la Cronaca dell’Akasha.
    p.s.: Putroppo io sono tra quegli ingenui che ritengono ancora che la cosiddetta Verità non si trovi né in quel libro né in nessun altro, ma altrove.

  • sultano96

    Stefania Nicoletti è forse l’avvocato difensore dell’avvocato Paolo Franceschetti? La sua arroganza è pari alla sua ignoranza, lei rivolge a me le accuse che dovrebbe indirizzare a se stessa. Ho già invitato l’indicato autore a leggere la “Cronaca dell’Akasha” che NON è un libro e la sfido a dimostrare che sia tale. Ho letto tutto quello che ha pubblicato il duo S.M.-P.F. ma in discussione, nel post, erano le organizzazioni occulte e la numerologia ed eventualmente la semiotica.
    Le ho risposto per educazione, cosa che NON ha adottato il Franceschetti nei miei confronti e si è ben guardato dal farlo, proprio per i nostri precedenti trascorsi. Forse non aveva argomenti validi ad obiettare le mie osservazioni in merito. Ho colto che si è premurato a rispondere alle superficialità accampate da altri frequentatori del forum, se è soddisfatto lui! Le consiglio, per il futuro, di informarsi presso le persone coinvolte, prima di emettere giudizi sferzanti e stigmatizzanti, resto in attesa delle sue formali scuse.

  • StefaniaNicoletti

    Uh, quanto astio! Per un commento, il mio, che non conteneva accuse nei confronti di nessuno e voleva essere assolutamente pacifico e innocuo.
    1) Non sono l’avvocato difensore dell’avvocato Franceschetti, che è perfettamente in grado di difendersi da solo.
    2) La mia arroganza? Mi citi un passo del mio intervento che ritiene arrogante.
    3) Non mi sembra di averle rivolto alcuna accusa. Quindi quali accuse dovrei indirizzare a me stessa?
    4) La “Cronaca dell’Akasha” è un libro di Rudolf Steiner. Se poi è anche qualcos’altro me lo dica, così lo leggo e colmo la mia ignoranza.
    5) Dice di aver “letto tutto quello che ha pubblicato il duo S.M.-P.F.”, ma non mi pare che sia così, dato nel suo commento precedente afferma: “Probabilmente lei è di quelli che crede che l’attentato perpretato nei confronti del già magistrato Carlo Palermo sia opera della mafia come l’assasinio del gen. Dalla Chiesa e di sua moglie e che l’on. Aldo Moro sia stato ammazzato dalle BR”. Se avesse davvero letto tutto non sarebbe di questo parere. Il mio commento diceva semplicemente questo.
    6) La semiotica c’entra ben poco con l’argomento del post. Forse l’ha confusa con la simbologia. Sono due cose molto diverse. Ma non vado oltre, altrimenti mi accusa di arroganza, e forse anche di pedanteria.
    7) Forse “il Franceschetti” non le ha risposto perché magari ha anche un lavoro.
    8) Si ricordi la legge dello specchio: chi accusa gli altri di essere arroganti… Per questo può restare in attesa quanto le pare: non chiedo scusa per qualcosa che non ho fatto. Né tantomeno quando le scuse mi vengono imposte.

  • sultano96

    Lei ha scritto:” Ma bene. Siamo ai livelli “se non hai letto un certo libro non potrai mai conoscere la Verità”. Rasentiamo il fondamentalismo religioso. O settario. Quindi lei crede che se una persona non ha letto un determinato libro, da lei arbitrariamente scelto quale unico depositario di verità, non può conoscerla? Un po’ riduttivo come pensiero. Secondo: lei cita alcuni tra i più noti attentati e omicidi degli ultimi decenni (Palermo, Dalla Chiesa, Moro), ma evidentemente non ha letto ciò che Paolo Franceschetti e la sua collega Solange Manfredi hanno scritto proprio sui fatti da lei citati. Per cui sarebbe stato opportuno che lei si documentasse, prima di “accusare” non conoscendo ciò che pensano le altre persone. Era così facile digitare l’indirizzo del blog e andare a controllare… Probabilmente molto più facile che leggere la Cronaca dell’Akasha.
    In Italia le leggi vengono promulgate dal Parlamento ed interpretate dai magistrati, lei si è perfettamente adeguata a questo uso, io essendo prisco mi attengo al significato etimologico del dizionario della lingua italiana, considero quello da lei scritto offensivo nei miei confronti. Ed ancora, se lei avesse metabolizzato ciò che Steiner ha scritto sulla sua “Cronaca dell’Akasha” si sarebbe risparmiata la figuraccia! L’invito che ho rivolto al Franceschetti era di leggere sull’antonomasica “Cronaca dell’Akasha” citata nei Veda molto prima di R.Steiner. La sua natura tautologica non le permette di consapevolizzare il reiterare delle sue affermazioni favorevoli al Paolo.
    Per ultimo le consiglio di compulsare un qualsiasi tutore culturale che le aiuti a far suo il significato di semiotica.
    Il suo segno zodiacale di nascita non sarà lo Scorpione?

  • StefaniaNicoletti

    Il mio segno zodiacale è il sagittario.
    Non posso aver metabolizzato la “Cronaca dell’Akasha” di Steiner, dato che non l’ho letta, e nel mio commento precedente non ho mai detto di averla letta. Lo deduce lei, non so da dove. Così come non so da dove deduce che l’avvocato Franceschetti pensi ciò che lei ha detto su Moro, Dalla Chiesa e Palermo. Ma tant’è. Rimanga con le sue convinzioni. Un umile consiglio da un’irrecuperabile ignorante come me: eviti di sfoggiare le sue “presunte” doti linguistiche scrivendo post che non hanno né capo né coda. Si capisce che lo fa solo per compiacersi. Un’ultima cosa: se ha ritenuto quello da me scritto offensivo nei suoi confronti, mi dispiace per lei. Le sue offese, invece, scivolano sul piano inclinato della mia indifferenza.

  • rodigi

    …per me puoi cancellarti subito tanto io prendo il tuo posto, mi sono appena iscritto perchè solo ora ho, casualmente, trovato questo sito. Se anche ad altri non dispiace, s’intende.
    Cordialmente.

  • rodigi

    .azz.!!!! dai toni di molti commenti mi sembra d’intuire che ci siano parecchi ma..ssoni da queste parti; e pensare che mi sembrava un sito interessante ma vedo che già dalla prima volta che lo leggo mi passa la voglia ma ciò solo perchè vedo molte “voci” ostili alle parole del Sig. Franceschetti che non conosco e di cui sino a ieri non conoscevo l’esistenza ma che reputo meriti la mia stima per il coraggio con cui espone le sue “teorie”.
    Buona serata a tutti, meno che ai massoni, soprattutto a quelli “segreti”.
    Sempre cordialmente.

  • jade

    ci sono tantissime cose che paiono fuori dal mondo perchè
    semplicemente non le conosciamo. quest’articolo è molto
    coraggioso perchè espone i fatti con dovizia di particolari
    e dire che è privo di buon senso significa viaggiare con le
    federe sugli occhi e non volere vedere certe cose che invece
    ci sono,e continuano ad esserci. Io ero scettica prima di leggere
    o venire a conoscenza di molte cose: ero scettica sugli omicidi
    di mafia,sapevo naturalmente che la mafia esiste ma non credevo
    ci fossero tutti questi “rituali” negli omicidi mafiosi ed ho dovuto
    ricredermi..ero scettica all’inverosimile su di una setta dove
    i bambini venivano violentati in nome di dio ed ho dovuto ricredermi
    e su tante altre cose.. Purtroppo certe cose esistono.
    volevo fare una domanda al sign. Franceschetti sempre
    che non mi prenda per una stupida. sono anni che sono convinta
    che l’attore River Phoenix sia stato ucciso. e ora,leggendo il suo
    articolo questo dubbio mi ha assalito di nuovo,dopo anni che non
    ci pensavo più,perchè ci sono troppe cose che non tornano..
    volevo soltanto chiedere al sign.franceschetti se sa qualcosa al riguardo
    e se ritiene che possa essere riconducibile al delitto rituale.
    volevo sapere anche un’altra cosa. la setta dei children of god
    (presente anche in italia) è possibile sia legata alla massoneria?
    se ho fatto una domanda stupida mi scuso in anticipo,so davvero poco
    di queste cose,non so ad esempio se anche fuori dall’italia può esserci
    oppure no. se vuole cmq rispondermi mi farebbe un grosso favore
    perchè questo dubbio mi attanaglia da troppo tempo.

    grazie,Jade