L'OLIGARCHIA FINANZIARIA ATTACCA BEPPE GRILLO E LO DEFINISCE PERICOLOSO PER IL SISTEMA”

L'OLIGARCHIA FINANZIARIA ATTACCA BEPPE GRILLO E LO DEFINISCE PERICOLOSO PER IL SISTEMA”

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI

Libero pensiero


La necessità primaria (da parte dell’oligarchia finanziaria) di eliminare quanto prima Beppe Grillo dall’orizzonte elettorale.

Sul numero on line de “Il Fatto Quotidiano” di oggi, compare un articolo dal titolo “Grillo e il patto segreto di Francia e Germania” a firma di Michele Boldrin, economista liberista italiano, che è tra i fondatori del sito/gruppo/movimento (partito?) “fermare il declino”, il cui capo riconosciuto è l’altro economista liberista Oscar Giannino. L’articolo di Boldrin inaugura una nuova tappa nell’attuale campagna elettorale, ed è utile parlarne perchè riguarda tutti noi. Ed è anche un interessante termometro della sicumera della destra neo-liberista conservatrice italiana, ormai rassicurata dal fatto di aver preso possesso dell’intero territorio mediatico nazionale. Non a caso, i grandi difensori dello status quo sono ospiti di rigore in talk show televisivi “apparentemente di opposizione” come Piazza Pulita, oppure scrivono anche su Il Fatto Quotidiano.

L’esistenza di un Vuoto Culturale Perenne comporta ormai la totale latitanza di necessari distinguo, per cui i codici si sono mescolati e tutto è diventato lecito. Il Fatto combatte per la salvaguardia dei Diritti Civili – è il suo cavallo di battaglia- però non appena la magistratura condanna Sallusti per diffamazione e falso, affida al proprio vice-direttore, Marco Travaglio, la sua difesa. Nel corso della trasmissione “in onda”, qualche giorno fa, Sallusti è stato intervistato ed è stato definito più volte “ vittima di questa sentenza……ecc” mistificando la realtà e facendo un davvero pessimo lavoro nel campo della democrazia di pensiero, perché è stata presa una verità oggettiva, è stata falsificata e poi capovolta. Sallusti, approfittando di tutto questo ben di Dio è montato in groppa al cavallo e ha fatto un comizio spiegando che “il vero cancro del paese è la magistratura”.
E invece la vittima (come la sentenza ha spiegato) è il giudice diffamato e attaccato da un agente dei servizi segreti. Il giornalista denunciato, processato e condannato nel corso di un regolare processo in uno Stato di Diritto, risulta quindi “imputato trovato colpevole in seguito a inoppugnabile prova documentale”. Forse si è trattato di uno scivolone, forse è stato ingenuo, forse è stato ingannato. Io non lo so.
Così funziona lo Stato di Diritto che tutti sostengono di volere.
Com’è possibile che soltanto in Italia, a conclusione di un regolare processo, il condannato –colpa ammessa- risulti vittima? Vittima, di che? Se non di se stesso?
Sono delle precisazioni semantiche che vanno fatte, perché si rischia un pericoloso contagio. Allargando il concetto ed estendendolo a diversi ambiti, se passa il principio tale per cui un imputato condannato reo confesso viene “trasformato in vittima” dalla propria corporazione di appartenenza (che quindi trasforma subdolamente il giudice diffamato in un persecutore, abolendo in tal modo l’essenza stessa dello Stato di Diritto) si può anche arrivare al punto di sostenere che Totò Riina sia un cittadino perseguitato dalla cattiveria e dall’invidia sociale, perché si abbatte e si elide il concetto cardine della società civile, colonna della democrazia: chi commette un reato, e tale reato viene documentato, provato e quindi sancito attraverso una sentenza nel corso di un regolare dibattimento dove sono state salvaguardate tutte le garanzie dell’imputato, ebbene, allora l’attore del reato deve pagare la sua colpa sociale; a seconda del tipo di reato si tratterà di multa pecuniaria, sanzione, servizi sociali, il carcere.
Questa confusione totale consente a persone come Fiorito di identificare se stesso come “vittima”. Anche Lusi si considera “vittima”.
Non capisco perché Sallusti debba essere considerato una vittima e Fiorito invece no.
E’ arrivato il momento di denunciare questo stato di cose per entrare nella necessità utopistica di “pretendere” l’applicazione del concetto elementare per cui “chi commette un reato paga le conseguenze del fatto di aver violato la Legge”: punto e basta.
Altra cosa è discutere se quella legge sia una legge giusta, moderna, oppure no
O uno lo Stato di Diritto lo vuole. Oppure non lo vuole.
Urge immediata chiarezza per tutti noi, implumi cittadini allo sbando.

Veniamo all’articolo del prof. Michele Boldrin, il quale identifica Beppe Grillo in un “pericoloso nemico” spiegandone anche i motivi: il leader del M5S pretende che in Italia –e in Europa- paghino quelli che hanno affossato il paese e il continente, ovverossia i colossi finanziari, le multinazionali dell’energia e dell’alimentazione francesi e tedesche, l’intera classe politica dirigente attiva negli ultimi 30 anni. Boldrin, invece, pretenderebbe che l’elite venga salvaguardata e a pagare siano i ceti sociali più fragili.
Dice l’economista nel suo articolo: “Durante la trasmissione “Piazza Pulita” di giovedì scorso ho affermato che Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 Stelle (M5S) dice spesso “cretinate” quando parla di questioni economiche……Io sostengo che la “teoria” sia una “cretinata” inventata di sana pianta per dare agli italiani che si identificano con il M5S – e sono giustissimamente incazzati per le misere condizioni in cui questa classe politica ha ridotto il paese – un facile nemico da odiare e contro cui scaricare la propria rabbia impotente. Con questa assurda teoria, Grillo assolve più o meno interamente i politici italiani ….. E non propone alcuna soluzione se non quella del default, ossia lo stupro di milioni di cittadini italiani che detengono tutt’ora debito nazionale o ben direttamente o ben attraverso i loro depositi bancari. Assurdità pericolosissime proprio per quegli umili cittadini che Grillo teoricamente difende e pretende rappresentare.
E qui sta il punto: il malessere, lo sdegno, l’incazzatura per la situazione economica e le mille truffe che questa classe dirigente (politica e non) ha fatto subire agli italiani da 40 anni a questa parte e che il M5S esprime sono, nella maggior parte, giustificate. Totalmente giustificate……….
Ma ingiustificate, assurde, “cretine” insomma, sono sia l’analisi delle cause di questi problemi sia i rimedi che il leader di quel movimento ed i suoi collaboratori più stretti propongono e propagandano, urlandole ai quattro venti…. Il fatto è che, da un lato, in Italia l’informazione economica è quasi uniformemente un disastro, ragione per cui anche i cittadini più volenterosi fanno fatica a capire se non sono degli addetti ai lavori. Dall’altro, le analisi e proposte avanzate dai partiti politici tradizionali sono altrettanto improbabili ed ugualmente dannose, nella misura in cui si limitano a far pagare ai cittadini comuni i costi dei disastri che questa classe politica ha causato senza offrire alcuna prospettiva per uscire dal declino e tornare a crescere. Diventa quindi comprensibile che molte persone vogliano illudersi che le semplicistiche ricette di Grillo funzionino. Però è anche pericoloso, proprio per quelle medesime persone oltre che per il resto del paese.
Detto altrimenti: Grillo è pericoloso non per quello che il M5S denuncia ma per l’analisi che fa e le politiche che propone. È per questa ragione che vorrei sfidare Beppe Grillo (o chi per lui) ad uno, due, dieci, cento dibattiti pubblici sui temi di politica economica oggi sul tappeto. Dibattiti pubblici, con ugual tempo per ognuno dei due, con una parterre di giornalisti stranieri, prestigiosi e neutrali, che pongano le domande e controllino la veridicità dei fatti riportati. Dibattiti senza urla, senza insulti, senza parlarsi sulla voce. Dibattiti in cui si affrontano le questioni reali per ciò che sono, le si documenta e si propongono delle soluzioni verificandone la fattibilità. Io son qua pronto a farlo ogni volta che Beppe Grillo sia disposto.
avete presente il trio Berlusconi, Bossi e Tremonti? Ricordatevi che al peggio non c’è mai limite. Per questo occorre discutere con Grillo ed i vari dirigenti del M5S: per sbugiardarli davanti agli elettori. Io son qui, pronto a discutere, signor Grillo. Mi faccia sapere se le interessa, la palla è davanti ai suoi piedi, ora.”.

Se vi interessa, potete andare a leggervelo per intero sul blog de Il Fatto.
Un economista non è tenuto a saper scrivere ma in quest’articolo esistono delle storture logiche che vanno chiarite. La prima, la più lampante, consiste nel fatto che l’articolista dimentica che sta parlando a un leader politico di una formazione, in piena campagna elettorale, che rappresenta – stando ai sondaggi- il secondo partito più votato dagli italiani. Mentre Boldrin (almeno per il momento) è ancora un professore economista. Sarebbe come se il prof. Bagnai domani sfidasse Angiolino Alfano, che Senso mai avrebbe? Perché mai un leader politico dovrebbe accettare una specie di duello con un docente universitario? In un mondo “dove vige il Senso” vanno rispettati dei criteri: i generali vengono sfidati da altri generali, i deputati da altri deputati, i segretari di partito da altri segretari di partito, e così via dicendo.
La seconda argomentazione consiste nel fatto che un economista sfida un leader politico usando elementi pertinenti alla competenza tecnica degli economisti. Anche in questo caso si tratta di una trappola retorica. Perché Boldrin non si rivolge alla sua collega Loretta Napoleoni che insegna alla London School of Economics, ha accettato la consulenza tecnica per Pizzarotti a Parma e non sfida lei? Perché non sfida Alberto Bagnai? O Brancaccio? O De Cecco? O Cesarotti?
Perché “Grillo è molto pericoloso” sostiene Boldrin. E quindi va sfidato.

Si tratta, quindi, di un atto politico e di campagna elettorale.

Voi direte “ma guarda che il prof. Michele Boldrin è un noto economista, lui mica si occupa di politica, neanche se ne rende conto di queste cose”.

A me risulta il contrario.

Soprattutto agli americani. In Usa Boldrin è considerato un componente molto attivo della più oltranzista destra conservatrice americana, quella che sostiene Mitt Romney, quella che ha lanciato i tea-party, e il suo nemico giurato e dichiarato è Barack Obama. Tant’è vero che Boldrin, non appena Obama è stato eletto nel novembre del 2008, immediatamente è stato cooptato (lui è attivo in Usa dove a metà degli anni’80 si è formato nella scuola di Milton Friedman a Chicago e poi insegna a St.Louis, Missouri) dalla destra repubblicana, mettendosi subito a disposizione per andare all’attacco delle riforme economiche promesse da Obama in campagna elettorale, e ha aderito al Cato Institute , think tank ultra conservatore. Il 9 Gennaio 2009 (Obama non era ancora insediato, entrò alla Casa Bianca il 14 gennaio) insieme agli economisti Vernon Smith, James M. Buchanan ed Edward Prescott firmò un manifesto/documento/appello –finanziato, promosso e sponsorizzato dal Cato Institute- rivolto a Obama, denunciando l’idea economica keynesiana, protestando contro la politica di sviluppo economico neo-keynesiana promessa da Obama in campagna elettorale. Tale protesta venne pubblicata (a pagamento, costò diversi milioni di euro) su tutti i più importanti quotidiani americani, dal New York Times al Washington Post, dal Miami Herald al Chicago Tribune che vendono a chi paga le pagine destinate alla pubblicità. Da quel momento, Boldrin è in prima fila nella gestione dell’ala più radicale della destra ultra-liberista repubblicana statunitense (il suo collega Buchanan si compiace di auto-definirsi un fascista) oltre che al servizio di Rajoy in Spagna.
Ne conseguono tre considerazioni.
1). Un’ottima notizia maoista per Beppe Grillo: grillini militanti, tirate in aria il cappello! Come sosteneva il presidente Mao “so di stare sulla via giusta quando il nemico mi vede e si mette paura perché capisce che, per lui, io sono pericoloso”. Se la destra revanscista repubblicana statunitense ha scelto e deciso di far scendere in campo in piena campagna elettorale (sulle due sponde dell’Oceano Atlantico) le proprie truppe di esperti in economia per denunciare “quanto sia pericoloso Beppe Grillo”, allora vuol dire che gli avete messo davvero paura. Buona fortuna. Una logica elementare, la mia. Ma si basa sul Senso.
2). Questo punto è lievemente auto-referenziale. Devo ammettere di essere davvero una persona ingenua. Per me, tutto ciò appartiene al “Regno del Mistero”. Siccome il mio cavallo di battaglia è l’assoluta necessità di ripristinare la logica del Senso, mi chiedo (e chiedo a voi, nel caso qualcuno abbia la risposta giusta) come sia possibile che su Il Fatto Quotidiano, dal 2011, sia presente la peggiore destra repubblicana statunitense. Come è possibile che una persona davvero meritevole di grande rispetto, sia civile che professionale, come Antonio Padellaro (35 anni di impeccabile curriculum alle spalle) il quale, ogni giorno, sulla sua testata, denuncia le nefandezze di Mario Monti, la necessità di una politica di equità, la salvaguardia dello stato welfare, poi ci fa spiegare le questioni economiche da un esponente di tal fatta? Qual è la logica, il cui Senso a me sfugge?
Da cui si arriva al punto 3, che è il seguente:
3). La bulimia orgiastica della tecnocrazia economicista ha sommerso l’intera nazione sotto una cappa di delirio collettivo, consapevole o meno che sia. A farne le spese sono la Cultura e la Politica. Sotto le bandiere di supposte o presupposte teorie economiche si è spinto il dibattito (e la gente innocente che non se ne rende conto) verso l’angolo buio dove tutte le vacche sono nere, dove, approfittando della mancanza di strumenti culturali, si vocifera a proposito di monete, numeri, grafici, aliquote, percentuali, leggi immaginarie, teorie sull’economia, prospettive economiche, basate per lo più su sentito dire, slogan, parole d’ordine ad effetto, senza che dietro si vada a operare dei chiarimenti, dei distinguo, delle necessarie precisazioni per comprendere quale sia il progetto politico, quale sia la strategia politica, quale sia la tattica culturale; in utlima analisi: quale sia il Senso.

Michele Boldrin (ed è una proposta-sfida che qui sottopongo all’attenzione dell’intelligente Padellaro) farebbe bene ad organizzare davvero un bel duello, ma non con Beppe Grillo, bensì con una delle migliori menti economiche di eccellenza italiana in giro per il paese –non a caso poco conosciuta- che, legittimamente, può essere considerata a pieno titolo “la Grande Mamma del neo-keynesismo europeo”. Si chiama Elena Granaglia.
Costei è professore ordinario di Scienza delle Finanze presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tre. E’ considerata la migliore esperta italiana nello specifico segmento di “ragioni di giustizia retributiva a favore delle politiche sociali”. Certo la prof. Granaglia ha un difetto: insegna in una università statale e non in una università privata. La Granaglia, in tempi non sospetti, e cioè nel 2007, tentava di spiegare alla sinistra al governo che cosa non stava facendo e che cosa avrebbe dovuto fare per evitare la catastrofe nella quale ci troviamo. Tutte le sue analisi negli ultimi dieci anni e tutte le sue previsioni sono risultate azzeccate al millesimo. Ha un suo blog che si chiama “nel merito.com” molto specifico e dedicato a questioni di economia, di lavoro, di sviluppo in Italia. Ecco che cosa scriveva la prof. Elena Granaglia sul suo blog in data 9 ottobre 2008; in quella stessa data Boldrin se ne stava in Usa a mestare con la destra repubblicana finanziata da Goldman Sachs, quella che oggi considera Beppe Grillo davvero pericoloso. Analizzate da esperti di economia (parlo di gente del calibro di Stiglitz, Krugman, Roubini) queste sue proposte sono state considerate fattibili, sostenibili, eseguibili, efficienti, ma soprattutto efficaci. In grado di poterle far ingoiare perfino alla Merkel e Sarkozy.

NEL MERITO.COM
5 PROPOSTE PER USCIRE DALLA CRISI FINANZIARIA E LENIRE (L’ORMAI PROSSIMA) CRISI DELL’ECONOMIA REALE


09 ottobre 2008
La gravità della crisi finanziaria in corso richiede un intervento immediato, coordinato tra i paesi europei e fondato su cinque misure principali che tengono insieme aspetti finanziari e aspetti reali e che richiedono modificazioni dell’assetto istituzionale in vigore.

i) Ripatrimonializzazione delle istituzioni finanziarie
Intervento degli Stati con soldi pubblici nel capitale delle istituzioni finanziarie in difficoltà. Questa strada è preferibile a quella di acquistare i titoli ‘‘cattivi’’ intrapresa negli Stati Uniti in quanto ‘‘punisce’’ i colpevoli (azionisti e managers) e permette ai contribuenti di appropriarsi di un eventuale recupero nella redditività delle società. Il piano, che deve essere adeguato quantitativamente, per contribuire a tranquillizzare i mercati deve essere dichiarato ex ante (prima che il dissesto sia conclamato come è invece successo per Northern Rock, Dexia, Fortis) e deve essere preso di concerto da parte di tutti i membri della UE stabilendo regole comuni per l’intervento. Il contributo deve comunque essere in capo ai singoli governi che debbono rispondere delle scelte ai contribuenti: la scelta è politica in quanto comporterà forti ripercussioni distributive (tasse, inflazione). Alcuni accorgimenti importanti: a) le deroghe al principio della tutela della concorrenza e alla normativa su aiuti di Stato debbono essere limitate e stabilite in sede UE, b) l’eventuale immissione di capitali deve essere guidata dalle autorità monetarie visto che i recenti interventi dei governi in Germania, Regno Unito e Benelux sono stati alquanto maldestri, c) la partecipazione dello Stato deve essere finanziaria (azioni privilegiate), non deve entrare nella gestione e deve essere a termine, d) regole certe per l’intervento su banche transfrontaliere. La certezza delle regole dell’intervento è un punto chiave per restituire fiducia.

ii) Politica monetaria
La riduzione dei tassi di interesse da parte della BCE, tanto più perché coordinata con le altre Banche Centrali, è un segnale nella giusta direzione ma non basta. Occorre che l’ECOFIN fornisca esplicitamente alla BCE l’appoggio politico che faciliti per la Banca Centrale la gestione temporanea dell’emergenza allentando, ove necessario, la priorità assegnata all’obiettivo di inflazione e accompagnandola con l’obiettivo della stabilità del sistema finanziario. In questo modo, la BCE sarebbe agevolata a immettere tutta la liquidità ritenuta necessaria e potrebbe eventualmente fornire forme di garanzie sulle passività delle banche.

iii) Leva fiscale
Visto che, comunque, l’indebolimento ormai acquisito del sistema bancario produrrà un credit curnch con rarefazione dell’offerta di prestiti e ulteriore abbattimento della domanda aggregata, occorre una forte manovra fiscale, ben mirata e concertata a livello Europeo, a favore dei soggetti a rischio a valle del sistema finanziario ossia, imprese, soprattutto piccole, per le quali occorre prevedere strumenti di sostegno per agevolarne il sempre più difficile soddisfacimento degli oneri finanziari (es. riscadenzamento agevolato del debito), e strumenti di facilitazione dell'accesso al credito, anche da parte delle famiglie a medio-basso reddito le quali necessitano prioritariamente: a) di provvedimenti volti alla riduzione netta ed effettiva degli oneri finanziari a loro carico per i mutui prima casa in essere, sgravi fiscali su tutte le operazioni connesse, supporto alla copertura delle garanzie collaterali, b) un intervento di riduzione delle imposte delle persone fisiche.

iv) Allentare il patto di stabilità UE
Anche per favorire la possibilità da parte degli stati membri di entrare nel capitale delle banche, allentare immediatamente il Patto di Stabilità e crescita, o almeno ammettere che le attività acquisite nelle banche possano andare a detrazione del fabbisogno e del debito pubblico. Ciò che importa è che la disponibilità dei Governi di acquisire titoli delle banche venga considerata irrilevante ai fini del calcolo del fabbisogno e del debito pubblico.

v) Sviluppo
BEI e ad altre istituzioni, pubbliche o con forte garanzia pubblica ma comunque a livello comunitario, debbono emettere titoli destinati a finanziare un programma di investimenti nelle infrastrutture europee con titoli che godono della garanzia degli Stati europei. L’operazione mira a contrastare l’avvitamento verso il basso della domanda aggregata privata alimentato dalla crisi finanziaria e dalla connessa crisi di fiducia.
Questo mix di misure, coordinato a livello UE, permetterebbe di ridare fiducia al mercato, di stabilire regole certe per affrontare l’emergenza e di limitare gli effetti sull’economia reale.


* Alla proposta ha contribuito anche
Claudio Gnesutta.

Un duello tra Elena Granaglia (nel caso lei accettasse) e Michele Boldrin sarebbe davvero esaltante, utile, formativo per tutti. E’ciò di cui abbiamo bisogno. Di persone preparate, alimentate da una profonda e solida Cultura, in grado di usare la propria competenza tecnica acquisita per spiegare come stanno le cose. In tal modo, uscire dall’asfissiante moda del web e di facebook basata su parole d’ordine e su deliri settari messi in piedi da persone che (quando va bene) non sanno ciò che dicono perché prive di qualsivoglia prospettiva politica dietro.
Ed ora leggete con attenzione le righe seguenti, vediamo chi indovina:
La medicina per salvare la Nazione rimane l’inedulibilità della riappropriazione integrale della Sovranità, a partire dall’emissione della moneta di Popolo, capace di rompere le catene dei lavori forzati e della schiavitù che ci vuole essere imposta per “dogma di fede” dalla religione del profitto liberalcapitalista
Chi sostiene queste cose? C’è un programma politico dietro? Chi sono costoro?
E’ il manifesto programmatico del nuovo partito nazista italiano, è il glorioso ingresso di Alba Dorata sul territorio nazionale. Il sito dove potete andare a controllare è
http://socialismonazionale.wordpress.com/2012/10/10/gabellieri-e-ricattatori/
I loro simboli sono i fasci da combattimento. E poi c’è la consueta sbobba retorica che va di moda oggi. I Bilderberg, gli ebrei, i massoni, e tra un po’ immagino entreranno anche gli zingari, i suonatori di banjo e perchè no, già che ci siamo anche gli acquarellisti paesaggisti e i produttori di bibite analcoliche.
Il Vuoto Culturale di oggi comporta queste atroci confusioni.
E’ necessario, quindi, riflettere.
Il linguaggio usato da questi nazisti (consapevoli, nel senso che loro sono nazi con il sostantivo) è diverso da quello usato da Boldrin che, comunque, viene dall’esperienza sul campo dei tea-party che vogliono: abolire la legge sull’aborto, liberalizzare completamente il mercato della finanza, detassare le banche, le fondazioni e ogni istituto di credito, abbassare del 18% le tasse sui grandi patrimoni e aumentare del 20% quelle sui ceti più disagiati, abolire le pensioni passandole alle assicurazioni private, eliminare la riforma sanitaria di Obama e privatizzare tutta la sanità, aumentare subito del 22% il budget della difesa e istituire una legge marziale che consenta l’applicazione di speciali misure di sicurezza per eliminare fisicamente “occupy wall street”.
Come diceva un tale di cui adesso mi sfugge il nome: “devono andare tutti alle isole Barbados”
Questa non è propaganda, intendiamoci. E’ la speranza nei cuori di ogni italiano per bene, animato da buona volontà, da onestà interiore, da spessore spirituale.
Ma soprattutto dotato di Buon Senso.

Ciò che più manca, oggi, a questo bellissimo paese.


Sergio Di Cori Modigliani

Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/10/loligarchia-finanziaria-attacca-beppe.html

10.10.2012

Commenti (28)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. anglotedesco 12 ottobre 2012

      Non ci sarebbe partita,Boldrin è solo un arrogante neoliberista...

    1. anglotedesco 12 ottobre 2012

      La criminalità neoliberista schiera tutti i suoi fuoriclasse ,e Boldrin è uno di questi.Personaggio arrogante che cerca di convincere la gente ,spesso insultando, che il privatizzare,liberalizzare,la moneta unica, sono la salvezza del mondo.Dopo Fabio Scacciavillani, anche Boldrin, bravi Padellaro e Travaglio.

      http://anglotedesco.blogspot.it/2012/10/romano-proditroppo-rigore-blocca-la.html

    1. haward 12 ottobre 2012

      Sicuramente Grillo è, di gran lunga, il meno peggio rispetto alle "salme". Ma , e mi dispiace contraddirti, nel suo movimento c'è tutto tranne che democrazia e, meno che mai, dal basso. Tutto viene deciso dal "centro". In più, se vuoi essere un vero movimento devi andare oltre la Rete. Per ora Grillo ed i Casaleggio si guardano bene dal fare questo passo perchè, altrimenti, verrebbe meno il loro totale controllo

    1. Ercole 11 ottobre 2012

      esci dall,ovile ferrando e un altro venditore di fumo , alla ricerca di qualche poltrona, armati con l,informazione , lo dice anche il sito,gli internazionalisti non hanno nulla da spartire con il riformismo .

    1. Mezzuka 11 ottobre 2012

      Evidentemente se il sistema lo ritiene un pericolo ...significa che può essere l'uomo giusto per cambiarlo!!

    1. alvise 11 ottobre 2012

      «Perché Boldrin non si rivolge alla sua collega Loretta Napoleoni che insegna alla London School of Economics, ha accettato la consulenza tecnica per Pizzarotti a Parma e non sfida lei? Perché non sfida Alberto Bagnai? O Brancaccio? O De Cecco? O Cesarotti?»

      Esattamente il mio pensiero. Non dico altro perchè mi scontrerei con punti di vista non pari ai miei. Quella di boldrin non è solo una sfida iniqua, ma squallida e sterile. Senza contare che vedo come due dita negli occhi boldrin e giannino, due tronfi e presuntuosi pseudo economisti

    1. Tashtego 11 ottobre 2012

      Intanto Grillo e il M5S vuole limitare i mandati elettorali a 2, vuole abolire il finanziamento pubblico ai partiti, vuole abolire il finanziamento pubblico ai giornali (e questa è una notizia bomba, perchè significa abolire di fatto la mazzetta che i giornali prendono dai partiti per una dis-informazione compiacente. Significa far crollare il castello di menzogne approntato dal sistema per oscurare le verità), si pronuncia apertamente contro le basi USA in Italia parlando chiaramente di "occupazione" militare etc Chi mira a convogliare i voti degli indignati a questi argomenti non fa riferimento perchè "pericolosi" per il sistema; vedasi Renzi che usa parole vuote come "rinnovamento", "nuove politiche sociali" etc senza però mai, guarda caso, entrare nello specifico, senza mai toccare i fili che uccidono...

    1. Evitamina 11 ottobre 2012

      Mi sembra naturale che uno che fa il tifo per la classe sociale a lui più vicina non è da prendere molto sul serio. Ma ci provo lo stesso.
      Al signor Boldrin, se ne avessi la possibilità direi che gli economisti per davvero quelli che riducono tutto all'economia reale sono quei conduttori di famiglie, che magari non avendo il posto sicuro (non ho niente contro gli impiegati pubblici) devono saper conoscere i confini della dignità con quelli dei valori e degli impegni presi, magari con una prole che non ha fatto domanda di nascita.
      Chi più e chi meno credo saremmo tutti bravi ad essere famosi e poter parlare di economia quandi si ci schiera in qualche modo con i detentori dello strumento più richiesto nel nostro pianeta, si sto parlando del denaro.

      Anche se non sono le parole guida della nostra vita, non potrebbe avere senso sennò la frase di Henry Ford "Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perchè se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione".

    1. robotcoppola 11 ottobre 2012

      Io credo che occorra procedere coi piedi di piombo prima di affrontare a muso duro il potere usraeliano/finanziario/politico, cercando di costruire gli strumenti per affrontare il suddetto potere in secondo tempo.



      La storia insegna come finiscano i coraggiosi che si espongono a petto nudo, senza le dovute precauzioni (vedi la fine che hanno fatto martin luther king, malcolm x, john fitzgerald kennedy, robert kennedy e tanti altri).



      Il M5S è invece una grande opportunità per iniziare un cambiamento, che avverrà solo quando si riuscirà ad implementare una VERA democrazia dal basso, che permetta, quindi, di discutere e proporre soluzioni sui grandi temi senza la paura di essere fatti fuori ...



      Scie chimiche, 11 settembre, sistema monetario, multinazionali, ogm, ecc sono attualmente temi tabù sul piano ufficiale e quindi sono discussi solo in forum o blog "complottistici".



      Non è assolutamente possibile cambiare la situazione, in degenerazione progressiva, col voto ad un qualsiasi partito tradizionale o col NON VOTO. L'unica opzione che abbiamo attualmente è il voto al M5S che apre la strada verso la sperimentazione di vie alternative...



      irlanda, grecia, portogallo e spagna dovrebbero far capire quale sarà il nostro prossimo destino se verrà confermato il potere attuale. Io preferisco sperimentare!

    1. geopardy 11 ottobre 2012

      "La medicina per salvare la Nazione rimane l’inedulibilità della riappropriazione integrale della Sovranità, a partire dall’emissione della moneta di Popolo, capace di rompere le catene dei lavori forzati e della schiavitù che ci vuole essere imposta per “dogma di fede” dalla religione del profitto liberalcapitalista."

      Chiaro, bisogna ritornare ai padroni delle ferriere nazionali per costoro.

      Il capitalismo ha mostrato da subito il suo volto, ben prima di essere internazionale, infatti ci è voluto circa un secolo di lotte per far accedere i popoli ad un miglior benessere e c'erano le monete sovrane, ma non è con esse che ci si è conquistati uno spazio vivibile, solo grazie all'esistenza di reali forze antagoniste a questo sistema si è resa possibile un'evoluzione sociale.

      Nessuno entra nel merito di ciò e si continuano a prospettare ricette del passato e per di più senza neanche la presenza di forze realmente antagoniste.

      Questa, invece di un'evoluzione, rischia di diventare un'ulteriore involuzione. Innanzitutto chi governerebbe la tanto agognata "sovranità popolare"?

      Chi sarebbe realmente il sovrano?

      Con una "moneta sovrana" completamente svalutata, noi che non abbiamo risorse, come ce le procureremmo? Solo in un modo, mandando a lavorare quasi gratuitamente il popolo.

      Quale il contropotere ai padroni delle ferriere nazionali?

      Oggi stiamo vivendo questo strapotere internazionale, ma non dimentichiamoci che ciò è reso possibile da enormi connivenze dei poteri nazionali, che ora cominciano ad andare in crisi e, magari, intravedono in una svolta nazionalista il salvataggio dei loro privilegi.

      Lo abbiamo già storicamente vissuto e abbiamo assistito a due guerre mondiali a causa di esso, con connessa la relativa distruzione dell'Europa delle nazioni.

      A me basta e avanza.

      Ora si devono comprendere i limiti di questo sistema, che non credo sia in crisi per semplice, anche se importante, "trucco monetario".

      La forte corruzione c'era prima dell'euro ed ora è diventata sistema, proprio perchè la radice era quella.

      Geo

    1. nuovaera89 11 ottobre 2012

      Io non vedo in Beppe Grillo un pericolo per l'oligarchia finanziaria, racconta solo una parte di questo paese ma non tutta, meglio di nulla, ma per mettere paura all'alta finanza e agli usaisrael, ci vuole ben altro, riguardo all'economista Boldrin basta guardare il suo curriculum, non aggiungo altro.

    1. Hamelin 11 ottobre 2012

      Quoto!

    1. Hamelin 11 ottobre 2012

      Quoto!



      Tra l'altro molti dei ragionamenti che sento fare ai dubbiosi ed agli indecisi sembrano gli stessi del'94 con Berlusconi :



      1) E' il meno peggio.



      2) E' nuovo e vuole rottamare la vecchia classe politica corrotta.



      3) E l'unica alternativa per cambiare le cose.



      Grillo è solo uno specchietto per le allodole necessario come valvola di sfogo del sistema...affinchè le catene non vengano rotte...

    1. Firenze137 11 ottobre 2012

      secondo me è vero che grillo è pericoloso ma è vero anche che il Sistema ogni giorno rincara la dose per controllarlo indirettamente in modo che non produca danni oltre quelli calcolati. Che senso ha dire che i grillini hanno il 18-20 % se poi non ci sarà la possibilità "concreta" che questo 18-20 % possa operare, vista la legge elettorale e il sistema necrotico delle alleanze politiche.

      Parallelamente le azioni della magistratura stanno smembrando - giustamente peraltro - le compagini istituzionali /politiche con la "scusa" della corruzione. Ma fino ad oggi nessun magistrato sapeva niente della corruzione ? . Eh ddai !!

      Lo "strateggismo" come direbbe il buon marra è quello di fare terra bruciata intorno a grillo /grillini in modo che se anche crescono che possono fare di concreto ?

      Rimane questo tenue segnale rivoluzionario dell' attraversata e fare il bagnetto nelle acque dello stretto emulando le gesta rivoluzionarie del buon Mao.. Ma credo che non produrrà gli stessi effetti perchè gli Italiani nel loro DNA hanno "altre" informazioni codificate. Quelle di arrangiarsi sempre e comunque.

    1. jcache 11 ottobre 2012

      Sono d'accordo sul fatto che maggiore presenza fisica anche in strada sarebbe auspicabile e di grande aiuto a sentirsi partecipi di un collettivo (cosa più presente in altri grandi Paesi europei). Non di meno, c'è una rete che lavora più o meno silenziosamente e ha trovato sua centralità nel Movimento. Siamo tantissimi, parliamo di tutto e ci stiamo preparando tecnicamente: la nuova classe politica de-castizzata, de-partiticizzata. Spero che tanti altri ci credano questa volta e provino a partecipare; almeno si potrà dire, io c'ero e ho fatto il possibile.

    1. Denisio 11 ottobre 2012

      Sono del tuo parere anche se non mi aspetto che una sola persona possa rendere qualcosa più che informazione, indignazione,presa di posizione.
      Sarebbe altrettanto importante in questi tempi bui una maggiore reattività verso glieventi politici, scendere in piazza, scioperare, occupare ogni volta un governo tanto più se non eletto promuove missioni di pace, dove per la pace è inteso anche il Nobel l attuale presidente usa!
      Credo che una sana manifestazione NO WAR non sia banalizzante rispetto alla moltitudine di problemi mondiali, credo che l eccesso di arroganza che si è vista negli stadi, nei G8 di genova abbiano fatto il compito di detterente per quanti sarebbero disposti a manifestare fermamente gli abusi di potere di casa nostra che invece continuano il loro corso indisturbati o quasi.
      Aggiungo che il nostro paese potrebbe giocare un ruolo importante oggi a livello europeo e globale ma non solo il nostro paese, potrebbero farlo benissimo altri ,e noi così continueremo a dire italian do it better....in inglese mi raccomando

    1. idea3online 11 ottobre 2012

      E' interessante leggere commenti veri al 100%. Purtroppo la maggior parte dei giovani cadranno nella trappola. Questo conferma che la vita è una comica, è un gioco magico, ma la verità esiste non è un'utopia, la verità è il cielo azzurro prima che fosse velato di m***a chimica. Ma importante è sapere che il suo vero colore era e sarà azzurro subito dopo l'Apocalisse.

    1. nigel 11 ottobre 2012

      Aggiungo che, dopo aver visto Boldrin su You Tube, ho la nausea

    1. nigel 11 ottobre 2012

      In effetti un pò di concisione non guasterebbe, consentirebbe al lettore di soffermarsi meglio sui punti essenziali. In ogni caso la Dirigenza del M5S non è composta da stupidi ed eventuali sfide lanciate da dotti economisti non verranno accettate, non perchè Grillo sia nel torto, ma perchè a chi è più acculturato nella materia può risultare facile, anche bleffando e mentendo spudoratamente, ridicolizzare l'avversario.
      In quanto agli "economisti" in buona fede (credo pochi) esiste una ricca anneddotica umoristica al loro riguardo, assolutamente condivisibile, mentre per quanto riguarda quelli del mainstream, li ritengo paragonabili a quegli illustri medici disponibilissimi (dietro compenso) a cantare le lodi di farmaci molte volte inutili, se non pericolosi.

    1. robotcoppola 11 ottobre 2012

      Ma secondo te quante possibilità di successo avrebbe grillo affrontando il sistema in uno scontro diretto, come piacerebbe a barnard ?



      Per me ZERO!



      Da una parte avresti tutto il potere finanziario e politico CONTRO, ovviamente in misura molto maggiore di ora verso il M5S.



      Dall'altra avresti a che fare con una popolazione in gran parte LOBOTOMIZZATA dal lavoro dei media...



      Supponendo che Grillo riesca a SVEGLIARE un certo numero di persone, è ovvio che il problema verrebbe risolto con la sua eliminazione fisica (incidente, infarto, ecc...).



      Secondo me, lui sta percorrendo una strada più lunga ma molto più pericolosa per i poteri forti. Un costante aumento della consapevolezza media di una parte della popolazione che insieme ad un'altra parte di scontenti/incazzati potrebbe far nascere una democrazia dal basso. A quel punto, la strada è in discesa e temi scottanti come quello monetario potranno essere discussi per trovare la soluzione migliore per tutti (escluso i potenti ovviamente).

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