LO STATO SEDUTTORE HA FRETTA

LO STATO SEDUTTORE HA FRETTA

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebeklerblog.com

I media ci raccontano che un centenario è morto, e cosa pensa a fare lo Stato? Una legge, certo, con "pene da uno a cinque anni". Più galera per tutti!, la panacea universale.


La legge tocca farla di corsa, finché la notizia è calda e il cadavere calciabile.

Talmente di corsa che ieri si è cercato di far passare quella che chiamano una " legge contro il negazionismo" direttamente in commissione Giustizia.
Poi all'ultimo momento i senatori del Movimento Cinque Stelle hanno chiesto che la legge, che loro comunque sostengono a spada tratta, passi prima in aula. Anche a partire da oggi stesso, secondo loro. Che però significa perdere ventiquattr'ore di tempo-TV.
Questa insensibilità per i ritmi degli anchormen fa innervosire a tal punto una certa Monica Cirinnà, senatrice, che esclama "Il Movimento 5 Stelle è arrivato al negazionismo", mentre Anna Finocchiaro dice, "Non mi stupisce che la furia devastatrice dei Cinque Stelle si abbatta anche su provvedimenti di civiltà come il negazionismo dell'Olocausto."

Ora, normalmente la morte del proprio nemico, in povertà e a cent'anni, non è quella che chiameresti un'emergenza, tale da richiedere leggi che se aspettano qualche ora a essere emanate, chissà che succede.

Anche perché il revisionismo/negazionismo non si capisce cosa c'entri con la strage delle Fosse Ardeatine: non ho mai sentito nessuno "negare" i fatti, casomai sorgono di tanto in tanto discussioni di natura giuridica o riguardanti il contesto.

Il vero senso della scenata di ieri ce l'ha spiegato vent'anni fa Régis Debray, in un meraviglioso libretto intitolato Lo Stato seduttore. Le rivoluzioni mediologiche del potere.
Un testo salutare, perché ci fa uscire dalla classica lagna italica, ossessionata con la presunta importanza di Silvio Berlusconi: Debray ci parla infatti soprattutto della Francia, dove cogliamo però gli stessi processi di fondo, di cui il gaudente di Arcore è semplicemente una delle tante espressioni.

Lo Stato Nazione - istituzione immaginaria, che nessuno ha mai visto in faccia, eppure fonte di ogni potere - controlla immagini e informazioni.

Lo Stato controlla le immagini, attraverso la solenne architettura dei monumenti e dei viali, il ritmo delle festività e le parate, unico spettacolo di massa (a fianco di quelli residui della Chiesa).

Lo Stato controlla le informazioni.


Commenti (6)

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Mostra commenti 6 caricati
    1. cardisem 19 ottobre 2013

      Si la Finocchiaro, ed altri... Grasso in testa! Non fanno di mestiere i magistrati questi signori? E quale sensibilità dimostrano di avere del più elementare diritto do ogni democrazia? Appunto la libertà di pensiero. Magari credono proprio in ragione del loro tecnicismo professionale di convincerci che il nero è bianco e che il bianco è nero... Come ho sentito dire ad altro magistrato, pure entrato in politica, è assolutamente infondato credere che la natura umana di un giudice, di un magistrato, sia diversa e migliore da un qualsiasi altro uomo... Posso aggiungere: è di gran lunga peggiore, perché sanno di avere tutto il potere e che possono esercitarlo in assoluta impunità. Tutto il potere? Si! perché quanto più il diritto diventa incerto, quanto più i parlamentare che dovrebbero fare le leggi sono degli assoluti cazzoni, che producono mostruosità legislative che poi sono la base di lavoro dei magistrati, tanto più questi hanno il potere di fare il bello e il cattivo tempo... Con questo piccolo episodio, dove i magistrati in parlamento sono i più accaniti affossatori della libertà di pensiero, penso di aver dimostrato sul piano fattuale le affermazioni qui fatte.

    1. dana74 18 ottobre 2013

      la Finocchiaro che parla di civiltà mi fa ridere. Risponda degli appalti affidati senza gara al maritino suo o dei rapporti con la sua Lorenzetti sull'affaire Italferr

    1. Hamelin 18 ottobre 2013

      Concordo .

      Questo è controllo da "Big Brother".

      La seduzione presuppone un rapporto paritario in partenza tra seduttore e sedotto, cosa che non c'è.

      Il ruolo suddito dei cittadini spoliati di qualsiasi libertà persino culturale e ora a quanto pare pure di parola rende palese come la democrazia sia a tutti gli effetti decaduta e di come lo Stato non sia piu' un espressione della collettività.

    1. ottavino 18 ottobre 2013

      E' un articolo bellissimo che tocca dei tasti essenziali. Ma la conclusione è sbagliata, nel senso che il disfacimento non è quello dello stato-nazione, ma è quello delle promesse dello stato nazione. Ovvero, lo stato nazione può esistere, ma non devono esistere le promesse, o si potrebbe dire anche, i cittadini non devono desiderare di avere dallo stato nazione, ma devono desiderare che lo stato non dia nulla a nessuno. Naturalmente, a una persona intelligente, non sfugge che uno stato che non promette niente, difficilmente potrebbe esistere, come difficilmente potrebbe esistere la nostra attuale civiltà.

    1. MassimoContini 18 ottobre 2013

      Martinez è sempre una boccata d'aria fresca. Tipo aprire una finestra.

    1. Aironeblu 18 ottobre 2013

      Una lettura veramente ingenua del ruolo dello stato che lascio volentieri al suo autore. La "rivoluzione copernicana" con cui Débray descrive uno Stato relegato ai margini del sistema presuppone un'ingenua inversione di ruoli secondo cui oggi sarebbe lo Stato a gravitare intorno ai capricci dei cittadini, obbligato a "sedurli" piuttosto che indottrinarli, e costretto a cavalcare le ondate emozionali del popolino per conquistarne la simpatia, come nel caso dei funerali di Priebke e della nuova legge sul reato di negazionismo.

      Non è così, purtroppo, e se Debray era ingenuo a scrivere questi pensieri 20 anni fa, Martinez lo è enormemente di più ripetendoli oggi che il potere mostra sfacciatamente la sua vera identità. Gli Stati Nazionali, infiltrati, corrotti e controllati dai poteri forti, continuano come e più di prima ad esercitare il loro ruolo di coercizione e indottrinamento della popolazione, attraverso la propaganda continua su reti televisive (forse Martinez e Débray non sanno che sia in Francia che in Italia esistono televisioni di stato, che trasmettono 24 ore su 24?) e giornali di regime finanziati con le nostre tasse. Con la differenza che invece di gravitare attorno agli umori del popolino, le politiche degli Stati Nazione sono decise e comandate a bacchetta da poteri sovranazionali che oggi da noi si esprimono attraverso BCE, FMI ed Europarlamento.

      E il polverone mediatico sollevato sui funerali di Priebke aveva lo scopo ben preciso di agire da lubrificante per farci scivolare meglio il Grande Cetriolo d'Oriente con la nuova legge sul reato di opinione - perdon, negazionismo.

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