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LO SCIAME DELLE BANCONOTE NELL’EUROPA DELLA TRASPARENZA

DI GIULIETTO CHIESA
megachip.info

Ancora qualche riflessione, e qualche importante rettifica (a proposito del mio precedente articolo ( Perché spariscono le Y. Una storia che nessuno racconta) sulle banconote euro-greche, e non solo.

Due lettori, evidentemente meglio informati di me, mi hanno fatto notare che trovare una banconota greca da 50 euro (con la Y che apre il numero di serie) è impresa quasi disperata, ma per ragioni diverse da quelle che io avevo supposto (anche in base a una fonte bancaria greca che si è rivelata non del tutto attendibile.


Il fatto è che la Grecia ha stampato solo una volta delle banconote da 50 euro. E molto tempo fa, cioè nel 2001, prima che la moneta unica europea entrasse in funzione. E poiché la vita media di una banconota, come mi fa notare uno dei lettori, il signor Matteo Carta, è di circa 18 mesi, si può supporre che siano sparite da tempo, a prescindere dai cacciatori più o meno male intenzionati.

Devo quindi correggermi, per una parte del mio “pensar male”. Ma non su tutto. Ma ritornerò su questo aspetto tra qualche riga. Devo però prima correggere anche un altro errore, questa volta veniale.
Ho assegnato la J all’Irlanda (che invece ha avuto in sorte la T) , mentre la J è proprietà anticipata della Gran Bretagna, che sdegnosamente non l’ha usata, preferendo restare fuori dalla zona euro e , a come vanno le cose, forse non la userà mai.

Così, andando a rovistare nel sito della Banca Centrale Europea, http://www.ecb.int/stats/euro/production/html/index.en.html, scopro un sacco di cose curiose, anche con l’aiuto del signor Claudio Broglia (che mi fa sapere di essere un ricercatore italiano emigrato in un altro paese).

Dopo i suoi abbastanza gentili rimproveri per avere io ignorato il dato di cui sopra, il signor Broglia mi invita a entrare nel quasi sterminato campo – anzi una intricatissima foresta – di osservatori dei movimenti delle monete e delle banconote, incluse quelle europee. Esiste una associazione non profit, per esempio, eurobilltracker.com, che si occupa del monitoraggio appunto degli spostamenti delle eurobanconote in Europa e nel mondo. E lo fa attraverso le segnalazioni (o “avvistamenti”) da parte degli iscritti. Che sembrano essere all’incirca 160 mila in tutta Europa e segnalano con grande intensità e frequenza, visto che i dati statistici indicano decine di migliaia di rilevazioni, mese per mese, paese per paese. A quanto pare le rilevazioni hanno qualche difetto perché gli iscritti a eurobilltracker.com non sono ugualmente densi in tutti i paesi e, quindi, non tutti i movimenti di banconote vengono segnalati con la stessa precisione.

E non solo: questi infaticabili topi bancari non si limitano a tracciare, mese per mese, quante banconote, di quale paese, sono presenti in ciascuno dei paesi europei, cioè come migrano i più o meno preziosi pezzi di carta, ma lo fanno anche in base al taglio. Cioè, per esempio, scoprono all’incirca quante banconote finlandesi da 20 si trovano sparpagliate nelle altre zone dell’euro e come lo sciame di quelle banconote specifiche si muove nel tempo da un paese all’altro. E non basta. Altri rilevatori volontari riescono a rintracciare le banconote in base al poligrafico che le ha stampate, o in base al paese emettitore, che – altro fatto abbastanza sorprendente – non necessariamente coincidono.

Insomma c’è materia per qualche tesi di laurea, sia per studiare le metodiche di questi sciami, sia la psicologia di coloro che passano il loro tempo a creare queste serie statistiche. Io non mi sono laureato in questo campo e mal me n’è incolto. Succede che, a volte, la complessità della società in cui viviamo sia comparabile con la potenza del web, cioè entrambe siano superiori alla più grande capacità immaginativa di noi mortali.

Ma si può sempre imparare. Per esempio – sempre grazie alle indicazioni del signor Broglia – si conferma che effettivamente le banconote greche in Italia sono passate dall’8% nell’agosto 2008, al 2% attuale. E’ perché qualcuno le sta togliendo dal servizio? Non pare. Pare che la nostra Banca Centrale abbia smesso di importare massicciamente i 10 euro stampati in Grecia. I quali, in questo lasso di tempo, pare siano distribuiti piuttosto nei paesi dell’Europa Centrale.

Perché questo avvenga, chi prenda queste decisioni e in base a quali imperativi, sfugge all’inclito e, presumo, anche al colto, visto che nemmeno il signor Broglia conosce la risposta al quesito (anche se ha promesso di cercarla).

Ma c’è di peggio (o di meglio, a seconda dei punti di vista) in questa storia intricatissima. Che ha a che fare con una delle mie domande dell’articolo incriminato. Come mai, mi chiedevo, sono state assegnate ai diversi paesi europei sigle che nulla hanno a che fare con le loro iniziali? Non conoscendo la risposta, e non avendola trovata da nessuna parte, rimane aperto il sospetto che ci siano problemi con la “glasnost”, in queste faccende, cioè che non si voglia che tutti sappiano tutto. Per esempio, seguendo le indicazioni, ho navigato con la mia barchetta da principiante, nel mare del web e ho scoperto che la Grecia ha avuto assegnato, dalla Banca Centrale Europea, il compito di stampare soltanto banconote da 10 e da 20 euro, a partire dal 2002. In realtà quasi soltanto banconote da 10 euro, salvo negli anni 2007 e 2009. Cioè c’è una certa specializzazione, a quanto vedo. Che, all’altro estremo, ha assegnato il compito di stampare banconote da 500 euro (“le più amate dai criminali“) solo a Germania (2004, 2005, 2007, 2009), Lussemburgo (2004, 2005) e Austria (2010, 2011). Perché mai, vi chiederete? Una spiegazione non l’ho trovata, ma forse è tutta colpa mia.

Ma sono esistite mai banconote greche di questi tagli? Certo che sono esistite. Le ho viste in fotografia su e-bay, dove i collezionisti possono acquistare un pezzo da 500, con targa Y, per la cifra di 990 $, e un pezzo da 100, sempre con targa Y, per 195 $. Ma devono essere state stampate tutte prima del 1 gennaio 2002, così come quelle, introvabili, da 50 euro.

E qui rimane inevasa un’altra mia domanda. Quante furono le banconote greche, di tutti i tagli, stampate alla vigilia dell’entrata in vigore dell’euro? Cerca che ti ricerca questo dato non viene fuori da nessuna parte. Dobbiamo essere maliziosi per forza, perché – stando ai dati ufficiali, reperibili sul sito della BCE – le informazioni sulle banconote prodotte, distribuite tra i vari paesi, cominciano dal 2002.

C’è però ancora un’altra complicazione: il fatto che le banconote emesse da uno qualsiasi degli stati non è detto che siano state prodotte da quello stato. Per esempio ci sarebbe il caso dei pezzi da cinque, stampati in Francia per conto dell’Olanda e poi diffusi in Italia. Ma resta pur sempre il dato che la BCE assegna questi compiti agli stati e, quindi questi dati dovrebbero esserci da qualche parte, a meno che si preferisca tenerli non precisamente in bella vista.

Ora alcune cose risultano chiare e altre meno.

Nell’aprile 2001 il Consiglio della BCE decise che la produzione di banconote sarebbe stata decentralizzata. Nel settembre 2002 ci fu un’altra decisione, quella di creare l’Eurosystem Strategic Stock, il cui compito è di affrontare “circostanze eccezionali” quali quelle dovute a improvvisi e imprevisti cambiamenti nella domanda di banconote. E chiaro, inoltre che, sia la BCE, sia le Banche Centrali nazionali “possono emettere banconote”. Ma, stranamente (www.ecb.int/euro/intro/html/index.eu/html), si dice che “in pratica” solo le Banche Centrali nazionali emettono fisicamente e ritirano dalla circolazione banconote e monete, in quanto la BCE “non ha suoi propri dipartimenti tecnici” che controllino la distribuzione di banconote e monete. Cosa voglia dire quell’”in pratica” in una materia che sembra non ammettere improvvisazioni non è affatto chiaro. Come resta da chiarire attraverso quali marchingegni si eserciti la responsabilità di controllo della BCE sulle Banche Centrali nazionali in questa materia.

Magari, emergendo dalle profondità del web, qualcuno ci aiuterà a capire.

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/rubriche/34-giulietto-chiesa-cronache-marxziane/5416-lo-sciame-delle-banconote-nelleuropa-senza-trasparenza.html
14.01.2011

Pubblicato da Davide

  • amensa

    Caro Giulietto
    mi spiace che tu ti sia perso tanto tempo e risorse per correre dietro a questa cosa, che ha importanza praticamente nulla.
    gli unici che spostano banconote da un paese all’altro, sono turisti ( per le piccole spese) o la malavita, la quale non vuole lasciare traccia dei movimenti del suo denaro.
    gli altri non vanno in giro con pacchi di banconote, e le banche hanno già scoperto che i movimenti interbancari si possono fare elettronicamente.
    quando perderete quest’ossessione delle banconote allora comincerete a capire che correrci dietro serve solo a valutare i flussi turistici o malavitosi, gli uni nei periodi estivi, gli altri , sempre.
    Credo che la grande confusione a proposito del denaro sia dovuta al fatto che si vuole considerare, per abitudine, il denaro “fiat” con il criterio del denaro aureo.
    Il denaro aureo E’ un bene esso stesso, ha un SUO valore intrinseco simile al valore che rappresenta, pertanto ogni pagamento con tale tipo di denaro si configura come un baratto, ovvero bene contro bene.
    Il denaro “fiat” invece è da considerare some un certificato che attesta un credito di valore.
    Nessuno inorridisce se una cambiale è un pezzo di carta, come nessuno ha nulla da dire se un assegno è un pezzo di carta, perché quelli siamo abituati a considerarli come attestati di un credito.
    Se si comincia a considerare una banconota in questo modo, ovvero un credito, allora apparirà evidente come sia identica a un numero su un conto corrente, anch’esso nient’altro che l’attestato di un credito, oppure la moneta elettronica, che sposta un credito da un conto a un altro.
    Sotto tale aspetto non sarà assolutamente più importante con quale MEZZO si spostano i crediti, se tramite banconote, o assegni, o bonifici bancari, e soprattutto che valore materiale ha tale mezzo.
    Si è già ripetuto tante volte che non è assolutamente importante il valore del mezzo, quanto il credito che rappresenta.
    Ed è quanto ci sta scritto sopra che varrà quando lo darò in cambio di un bene, non il suo valore COME bene.
    Quindi la differenza sostanziale tra i due sistemi monetari, consiste proprio nel fatto che in uno la moneta è un bene, mentre nell’altro rappresenta un credito.
    Il continuare a confondere queste due realtà, porta in effetti a cercare un valore in un certificato, cosa che non c’è, ma soprattutto non serve a niente e a nessuno che ci sia.
    Avete mai visto qualcuno darvi merce in cambio del valore intrinseco di una banconota ? avete mai incontrato qualcuno che consideri una banconota , ad esempio da 100€, come pezzo di carta ?
    È questo strabismo tra l’uso comune, e il retaggio storico di quello che rappresentava il denaro aureo, che genera questa confusione.
    La moneta aurea era ( ed è per quei paesi che adottano un sistema monetario aureo) una cosa, ovvero un bene, la banconota, il conto corrente o postale, sono certificati di credito, pertanto un’altra cosa, è come dire che una mela è diversa da un’anguria, e volerne fare in continuazione il paragone e domandarsi perché non sono trattate nello stesso modo. Perché semplicemente sono due cose diverse, benché si mangino entrambe, come nel caso del denaro dei diversi sistemi, entrambi rispondano alla stessa esigenza di facilitare gli scambi.
    Ho pubblicato un ampio articolo su pregi e difetti dei diversi sistemi monetari, dateci uno sguardo:
    http://blog.libero.it/bigblogworld/9756357.html
    se avete domande, è inutile insultarmi qui, andate sul forum, nella sezione “opinioni” e troverete un 3d appositamente fatto per le domande a cui io, vedrò di rispondere.

  • amensa

    ammiro Giulietto perchè ha saputo correggere pubblicamente un suo errore. pochi lo fanno, e meno ancora lo fanno pubblicamente. per questo a lui va tutta la mia ammirazione.

  • amensa

    il COME funziona tutto il sistema bancario, che è molto meno complicato di quanto si voglia far credere, l’ho già trattato su “luogocomune” ma lo ripresenterò qui e soprattutto su “appelloalpopolo” dove gestiscolo spazio economico. un po di pazienza, caro Giulietto, e risponderò ai tuoi interrogativi .

  • Kiddo

    Non capisco come mai uno come Giulietto Chiesa spenda cosi’ tante energie in una questione risibile come questa.
    Ammesso che gli spostamenti delle banconote siano importanti, cosa di cui dubito, il loro volume non è infinitamente inferiore al totale del denaro “elettronico” realmente in circolazione???

  • amensa

    domanda più che sensata, ma forse tu non hai seguito la polemica al precedente 3d

  • Kiddo

    @amensa:
    Sono andato giusto a rileggermi il post precedente ed i relativi commenti per vedere cosa mi era sfuggito,ma a parte alcuni scambi di opinioni a proposito della famosa sovranità monetaria, non ho trovato il senso dei due articoli di Chiesa. Dove vuole andare a parare mi chiedevo??
    Il fatto che un taglio di banconota venga stampata in un tale o talaltro paese e poi distribuita a tutti gli altri cosa dovrebbe comportare??
    Il fatto che ritirino dalla circolazione le “Y” ??? Per prevenire i collezionisti della “banconota stampata nel primo paese ad essere buttato fuori dall’ euro”??
    E perchè allora non ritirare tutti i tagli stampati in Grecia ma solo i 50 euro?
    Ma soprattutto: il tono dei due articoli di Chiesa afferma che nella vicenda non c’è trasparenza, c’è sempre qualcuno che complotta alle nostre spalle. Perché???

  • amensa

    identificare la provenienza delle banconote, come ho scritto, serve soprattutto nella lotta alla criminalità organizzata, in quanto vuole sfuggire ad ogni controllo sui suoi movimenti di denaro e soprattutto non permettere l’identificazione delle persone o delle società attraverso cui transitano ingenti somme.
    per via bancaria i movimenti sono rintracciabili, tramite banconote, no.
    come avevo già evidenziato nell’altro 3D, e come risopttolineo in questo, per tutti coloro ch econsiderano le banconote con lo stesso criterio delle monete auree, la banconota in se, chi la emette, come si muove è importante per reggere tutto il falso problema del signoraggio, e annessi e connessi.
    quando capiranno ch euna banconota non è altro che una ricevuta che attesta un credito, forse finalmente si potrà spiegare anche come funziona il sistema bancario, e capiranno anche di esser corsi dietro a tanti fantasmi.
    io spero ch etutto ciò avvenga presto.

  • Rossa_primavera

    A me sembra invece che i quesiti e gli interrogativi che si pone Chiesa
    siano interessanti e legittimi:perche’ non ci viene spiegata l’origine
    della sigla s assegnata all’Italia?Cosa significa quella s?Perche’ solo
    certi paesi possono stampare le banconote da 500 euro?Perche’ infine
    alcuni paesi delegano ad altri la stampa di proprie banconote.
    Certamente interrogativi che stimoleranno anche le menti dei
    complottisti:che la s assegnata all’Italia sia l’iniziale di Sion?

  • amensa

    ti posso solo dare una opinione. riguardo alla S credo di siano solo scelte lettere facilmente distinguibili evitando ad esempio E ed F oppure D e O ecc… poi assegnate semplicemente a caso.
    il fatto ch ealcuni paesi deleghino ad altri la stampa invece non è un mistero, non avevano tecnologia sufficiente a ottemperare tutti gli accorgimenti antifrode, come anch eper le monete, la tecnologia bimetallica, poi, le banconote da 500 sono state stampate solo in quei paesi che già avevano banconote di elevato valore, come l’Italia che aveva già la banconota da 500.000 lire. se noti, storicamente, le banconote di taglio superiore, sono state introdotte nel paese mano mano che l’inflazione toglieva valore alla moneta. è cioè legato alle necessità di spesa in quel paese. prova anche solo a immaginare qualcuno ch eva a comprare il giornale con una banconota da 100 o 200 € !

  • Rossa_primavera

    Giulietto pero’ sostiene che le banconote da 500 euro si stampano solo
    in Germania,Austria e Lussemburgo.Chi di voi due ha ragione?

  • manolete

    Per chi è interessato alle sigle….

    http://it.wikipedia.org/wiki/Banconote_euro#Codici_di_identificazione

    suerte,
    manolete

  • MartinV

    EUROBILLTRAKER è poco più che un gioco, con cui qualcuno può dilettarsi in statistiche… è ispirato a whereisgeorge che negli USA segue gli spostamenti dei dollari di carta.

    Sono personalmente iscritto da qualche anno ed ho appreso sul forum degli utenti tante piccole cose tecniche… come per esempio che le lettere sono state assegnate agli stati sulla base di un algoritmo “magico”… ordine alfabeto a partire dalla zeta… per contro non so se l’ordine degli stati sia stato assegnato in maniera casuale (magari da un bambino bendato) o secondo un qualche criterio…

    oltre al numero di serie, che contiene un sistema di verifica interno (per accorgersene basta guardare il numero di serie di biglietti nuovi), sulla faccia opposta si può leggere il cosiddetto codice corto (del tipo L032A4) variamente posizionato secondo il taglio delle banconote. La prima lettera identifica la “stamperia” (lettera assegnata in ordine alfabetico a partire dalla A… ci può essere più di una stamperia per paese), le ultime due (lettera e numero) la posizione della banconota nel foglio di stampa.

    Si tratta di cose pubbliche, nulla di cabbalistico…

    … e per ritornare a eurobilltraker, sono contento che tra i circa 6000 biglietti che ho inserito, 6 siano stati ritrovati da altri compagni di gioco in nel paese ib cui vivo o in altri paesi della nostra Europa !!

    … ammetto che mi diverto con poco ^^

  • amensa

    mi pare tutti e due. quanto ti ho scritto non è in antitesi con quanto scritto da Giulietto, almeno a me pare.
    io ti ho detto “perchè” e lui “chi”.

  • consulfin

    in sostanza, è come identificare lo stabilimento di produzione di una bottiglia di latte

  • eumeo

    E questo sarebbe uno dell’intellighenzia alternativa al “Sistema”?

  • Rossa_primavera

    Scusa tu dici che l’italia ha stampato banconote da 500 euro,lui dice
    che solo Germania Austria e Lussemburgo lo hanno fatto.Entrambe
    le affermazioni non possono essere vere,per la contraddizion che nol
    consente direbbe Dante.

  • amensa
  • AlbertoConti

    Nel precedente articolo ipotizzai una spiegazione su base “psicologica” al presunto comportamento della BCE di ritirare le banconote greche, preventivamente al probabile defaul di questo paese membro dell’euro-sistema. Se cade il presupposto ovviamente vien meno anche il conseguente, o forse no, in ogni caso è sorprendente come alcuni commentatori giudichino risibili queste considerazioni tecniche sulle banconote, quasi che avessero ben altro a cui pensare. Forse hanno in tasca un portafoglio a fisarmonica pieno di carte di credito, o forse abitano sulla Luna, o forse non devono “sudare un salario” come i comuni mortali, fatto sta che l’ignoranza dell’oggetto che muove il nostro stupido mondo non li turba minimamente. Beati loro, o poveri loro, meglio lasciarli perdere. Una solo considerazione per sottolineare invece l’importanza della banconota nella nostra economia fondata sul denaro. Gli stessi banchieri, in particolare ai massimi livelli di banchieri “centrali”, definiscono la “base monetaria” come quella parte di denaro costituita dalle banconote (con qualche eccezione la cui entità quantitativa ora ci sfugge, purtroppo, ma che non incide sull’idea di fondo storica di tale definizione). La base monetaria così concepita idealmente e di fatto è (ma soprattutto è stata) una delle leve principali di controllo della massa monetaria in circolazione, anche se le banconote sono ridotte a svolgere un ruolo sempre più minoritario rispetto al totale del circolante effettivo (pare sotto il 10%). Le altre “leve” di manovra sono tutte più indirette, a maggior contenuto psicologico, come il Tasso ufficiale di Riferimento, e solo in momenti di gravissima crisi sistemica, come in questi ultimi due anni, le BC usano e abusano di immissioni straordinarie in tutti i sensi di “liquidità” fiat nel sistema bancario. Loro (i governanti della moneta) dicono di usare il loro potere per il bene del sistema, in funzione anticiclica. Noi poveri “complottisti” (compresi i traders di più lunga esperienza) gridiamo al vento che è vero il contrario, sono loro a generare l’esasperazione dei cicli economici, con un anticipo di almeno sei mesi, proprio manovrando la liquidità in circolazione nei mercati fisici. Per concludere in breve, chi non capisce l’importanza del denaro in quest’epoca, e l’importanza della banconota nel gioco psicologico della gestione del denaro, farebbe meglio a starsene zitto.

  • alvise

    Egregio Amensa, ti leggo da molto tempo, ed a volte concordo con le tue analisi, per quanto la mia conoscenza di alcuni meccanismi monetari me lo consentano.Ma questa frase mi ha fatto sorridere, per cui la posto:


    «avete mai incontrato qualcuno che consideri una banconota , ad esempio da 100€, come pezzo di carta ?»

    Ti rispondo dicendoti che, sarebbe come a dire, che giocando a monopoli, rifiutassi il denaro del gioco stesso, non volendo stare alle regole del gioco.Dal momento che intendi giocare, QUEL denaro lo devi accettare, come tutti lo accettano, e nel gioco avviene il libero scambio.Cioè, nel gioco del monopoli, il denaro del gioco è imposto, esattamente come l’euro visto che è a corso forzoso.Giocando a monopoli non puoi dire “io non accetto questo denaro (pseudo) perchè non l’ho voluto io”, beh, nemmeno noi abbiamo potuto deciderlo a Maastrict, come non abbiamo potuto decidere nulla sul trattato di Lisbona, ma non per questo la politica monetaria non è una merda, lo è eccome..Buonasera