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LO SCIACALLAGGIO DELLA ALEANNA RESOURCES

DI MARIA RITA D’ORSOGNA
dorsogna.blogspot.it

BRS Resources is participating in one
of the most exciting oil and gas plays in the world – Italy’s Po Valley.
That’s right – the Po Valley, between Venice, Florence, and Milan.

La BRS Resources (casa madre della Aleanna ndr) sta parecipando in uno dei più
eccitanti giochi di petrolio e gas del mondo – la Pianura Padana d’Italia.
Si, la Pianura Padana, fra Venezia, Firenze e Milano.

Ecco cosa siamo per loro, un “exciting oil and gas play”
Dal giorno in cui alcuni signori dell’ENI si sono presentati ai contadini d’Abruzzo cercando di convincerli che la raffineria di petrolio che volevano costruire fra i campi del Montepulciano era “solo” un innocente allaccio di metano, ho deciso che non c’era da fidarsi di petrolieri di nessun genere.

Questo blog nasce con il solo scopo di dire loro che non ci credo alle loro balle, e per dire a tutto il mondo che all’ENI e ai loro amici interessa una cosa: il vile denaro.

In questi anni li ho sentiti dire di tutto – dal “non si sa'” al fatto che i bimbi deformi di Gela sono un prezzo da pagare per il progresso. Mai, mai, mai ho sentito dire un amministratore di ditta petrolifera dire che le loro operazioni possono avere effetti negativi, o che certi posti e’ meglio evitare di trivellarli – per delicatezza dei luoghi, per rispetto di chi ci vive o semplicemente perche’ il petrolio e’ il passat.

Non dimentichero’ mai Pierluigi Vecchia che disse che voleva trivellare l’Italia per motivi affettivi!

Ed allora ecco gli sciacalli del giorno: la Aleanna Resources, ditta’ gia’ nota a chi vive a cavallo fra Emilia Romagna e Veneto, e ditta’ gia’ dibattuta su questo blog. Sono quelli che vogliono trivellare, a loro detta, aree di oltre 3,000 chilometri quadrati.

Adesso ci danno le loro condoglianze – ma per carita’. Tenetevele queste condoglianze, e se veramente volete far qualcosa di buono, prendete ed andatevene. 

Come detto, questo e’ un paese fragile e l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno e’ di continuare a bucare il suolo per il beneficio di ditte straniere, piccole e sconosciute. Anche se il petrolio non c’entra con il terremoto, per precazione e’ meglio non continuare a stuzzicare un territorio gia di per se ballerino.

Dicono:

AleAnna values its local relationships and intends to establish a long-lasting presence in Italy through exploration and production using the newest, safest and most environmentally friendly technology available.

AleAnna ha cura delle proprie relazioni sul territorio e si propone di costruire una presenza a lungo termine in Italia attraverso l’esplorazione e la produzione di idrocarburi, utilizzando le tecnologie disponibili più nuove, più sicure e più rispettose dell’ambiente.

Tutto questo e’ stato palesemente stato scritto da un ufficio di relazioni pubbliche americano, in Italia non si dice “avere cura delle relazioni sul territorio”. Il loro e’ solo parlare di multinazionale che da lontano deve rabbonire la popolazione, niente di piu’.

Quelli non sanno e non gliene importa niente di noi.

Ricordo ancora quando Susan Sinnott, la presidente della Aleanna, disse che “la subisdenza e’ una mera modifica permanente del territorio” come se questa “mera modifica” non fosse qualcosa che avrebbe influenzato la vita delle persone. Anche il terremoto e’ un mero spostamento del territorio, vaglielo a dire a chi vive in Emilia, cara Susan!

E poi aggiunse che la “contrarieta’ al progetto ha suscitato apprensione tra le societa’ del settore” che potrebbero decidere di continuare a sondare altrove, “danneggiando i residenti che perderebbero l’occasione di ottenere risporse per lo sviluppo e per l’occupazione”, o ancora che il petrolio porteera’ una pioggia di soldi a tutti.

Cara Aleanna, non siamo contrari alle trivelle ‘solo’ per il terremoto. C’e’ la subisdenza, ci sono le esalazioni tossiche, la produzione di immondizia petrolifera, la possibilita’ o la necessita’ di costruire infrastruttura petrolifera, i danni all’agricoltura e al turismo.

L’Italia non ci azzecca niente con le trivellazioni – possibile che non lo capite?

E se davvero vi interessa coltivare buone relazioni con il territorio, avete un solo modo per farlo: andarvene da dove non siete desiderati.


Dear Susan Sinnott or whomever it is that leads Aleanna Resources
: no you don’t value local relationships despite the content free blabbering and corporate-speak from your American PR offices. Else, you would have spoken to the people *in advance* and most of all *listened* to the great number of people who oppose your drilling plans. We won’t be fooled.

You don’t have a clue about what the locals want, what we are, what we do, what we care about:
Italy is not about drilling.

And for your information *no environmentally friendly, safe or new technology*  exists that is risk free. The people have nothing to gain from your drilling permits, so just pack up and go drill Texas, Delaware or wherever else you are hiding.

JUST GO HOME AND LEAVE US ALONE!

Maria Rita D’Orsogna
Fonte: http://dorsogna.blogspot.it
Link: http://dorsogna.blogspot.it/2012/06/lo-sciacallaggio-della-aleanna.html
4.06.2012

Pubblicato da Davide

13 Commenti

  1. utilizzando le tecnologie disponibili più nuove, più sicure e più rispettose dell’ambiente.

    Già. Fu Descartes (Cartesio) a pronunciare quel verdetto, alcuni secoli fa. Verdetto confermato in appello ed in cassazione: l’ambiente (Res Extensa) è cosa altra da noi esseri umani (Res Cogitans). Basta quindi dare in pasto ai cogitans delle frasi ad effetto che confermano la bontà dei valori su cui si basa il Nostro Orrore Quotidiano Occidentale (NOQO): la scienza, la tecnologia, la Cogitatio cartesiana che ci eleva ai vertici della stronzaggine universale e, last entry, il rispetto per l’ambiente. Da sodomizzare, estraniare dai nostri sentimenti, allontanare dalle nostre relazioni ma adorare in cartolina e nella carte patinate delle riviste di viaggi.

    Nel Cogito ergo sum si trova tutta l’empietà del nostro tempo: il pensiero manipolato a tavolino da qualche “ufficio di relazioni pubbliche americano” dell’articolo. Adesso che lo pensi (che si stiamo
    utilizzando le tecnologie disponibili più nuove, più sicure e più rispettose dell’ambiente) sei conscio di esistere? O sei piuttosto conscio di essere morto qualche secolo fa, quando Cartesio partorì il NOQO? Cogita, cogita…..

  2. Mi pare che la signora in questione cerchi solo di mettersi in evidenza cavalcando l’emotività: il petrolio, come tutte le attività industriali, mira solo a fare guadagni, punto e basta. La società civile ha il compito di impedire, qui come altrove, che QUALUNQUE attività industriale crei danno alla comunità.
    Penso, ad esempio, che McDonald con i suoi hamburger a poco prezzo e tutto quello che ciò nasconde (coltivazioni intensive di soia con distruzione di foreste per impiantarle) sia molto più distruttiva di un qualunque pozzo petrolifero. Il petrolio, al momento, non è sostituibile da altra fonte energetica per molte attività produttive. Se fossimo responsabili, dovremmo essere noi in prima persona a cercare di limitarne il consumo (ad esempio la signora che scrive l’articolo con cosa riscalda l’acqua con cui si fa la doccia? Va a lavorare in macchina , a piedi, in treno? Come cucina i cibi che quotidianamente la nutrono? La sua dimora è fornita di aria condizionata?E si potrebbe continuare a lungo)
    Mi pare tanto la sindrome “not in my back yard”
    By the way provate a mettere in un motore di ricerca le parole “oil play”o “gas play” e vedrete che il vero significato è tutt’altro, è un termine tecnico! ( per la precisione in italiano si può tradurre come “obiettivo minerario a olio o a gas”) Mi domando come si possa pretendere di fare informazione e sparare una scemenza simile!

  3. Non ho la macchina e non ho nemmeno l’aria condizionata.
    Io sono abbastanza autorizzata a dire che tutto quello che di MALE stanno facendo alla mia famiglia, alla mia terra e alla mia gente non mi va bene?

  4. E’ legittimo indignarsi contro coloro che arrecano danno.
    Ma prima di tutto nel campo minerario il play non è un gioco, ma un obiettivo. Non so perché lo chiamino così…
    Poi non basta non aver la macchina, anche il bellissimo computer e il fantastico internet funzionano così.
    Ho avuto una discusssione simile con altri amici. Loro dicevano che bisogna mollare subito il petrolio, che è tutto un businness, etc. (è normale). Però oggettivamente non vedo come fare e se l’italia sta diventando attraente è solo perché si stanno esaurendo altri giacimenti e perché l’ENI in tutti questi anni non ha mai fatto un mazza per la ricerca, ma solo acquisito giacimenti per fini forse politci e di comodo. Detto questo. E’ legittimo lamentarsi….

  5. Curioso questo commento che mette assieme alimentazione a petrolio, e pretende di risolvere le due questioni assieme: quale migliore alibi per non mettere mano a nessuna delle due? Infine: non esistono solo questi due problemi (alimentazione e petrolio) ma un’infinità di altri, come scarti industriali ed inquinamento ambientale, alienazione sociale, speculazione finanziaria, desertificazione culturale etc…Si può accusare lo stesso gdraghino di avere volutamente ignorato tutte queste cose come secondarie perchè (parafrasando) ha dei conti offshore, è socio azionista di una fonderia e varie concerie, e via dicendo. Argomenti assurdi. La D’Orsogna si occupa di questioni relative alla trivellazioni. Punto. Assumere che conduca una vita di sprechi è semplicemente inammissibile, un sofisma che non smonta ciò che l’articolo dice, ma mette sotto la lente di ingrandimento altre questioni che non c’entrano nulla con il soggetto trattato. Diversivi.

  6. Sicuramente il problema è nello stile di vita, perché le compagnie petrollifere fanno un mucchio di soldi perché alla gente piace lo stile di vita indotto dal consumismo. Se si vuole rimanere al problema della trivella, però bisogna stare attenti perché il gioco è complicato nell’individuare i cattivi estrapolando un azione, quando tutte le azioni sono connesse fra di loro. Certo la trivella è cattiva, ma ne abbiamo bisogno o no?

  7. A questi non interessano le conseguenze delle trivellazioni, a loro interessa solo il Dio denaro, noi siamo semplicemente dei topi da laboratorio! chissè ne frega dei bambini deformi, dell’inquinamento, dai materiali inquinanti o dei probabili terremoti! lo volete capire??? dovete morire o soffrire per il Dio denaro! per il progresso tecnologico-scientifico! le vostre-nostre vite, sono sacrificabili! ma se le cose si girano.. bè, le loro vite, possono essere sacrificabili per un mondo migliore e pulito!

  8. si è vero che i soldi sono soldi e sti’ ‘poveretti’ devono pure campà… Ma questi ammericani perchè non trivellano a casa loro ? Già perchè li l’hanno proibito. Riguardo al petrolio e la nostra dipendenza da esso, noi consumiamo in base a quello che il mercato offre.

    E’ una pia illusione pretendere che i consumatori – es. bombardati ogni minuto dagli spot a base dell’ultimo SUV – vadano ad opporsi ad un SUV comunque già prodotto e le cui risorse per produrlo sono già state strappate alla nostra Madre Terra 1 anno prima senza contare i consumi successivi.

    Quindi benvenga la Dott.ssa Orsogna che ci INFORMA di questa ennesima combutta fra produttori e chi deve controllare e non lo fa.

    L’informazione è la base di tutto.

  9. l’ENI in tutti questi anni non ha mai fatto un mazza per la ricerca, ma solo acquisito giacimenti per fini forse politci e di comodo.

    Ma veramente l’ENI e` in primo piano. E’ la politica italiana (al contrario di quella anglosassone, per esempio) ad essere cosi` indietro da non poter piu` sostenere la propria azienda di punto (come Downing Street fa con la BP, per intenderci).

    Il problema dell’ENI non sta dentro l’azienda, ma tutt’attorno.

  10. Gli americani hanno proibito lo sfruttamento di pozzi petroliferi sul suolo nazionale? mi giunge nuova, pensavo avessero aperto nuove concessioni… E comunque non sono solo gli americani che ci fanno i soldi.
    La pubblicità incita non obbliga nessuno. Se è una pia illusione avere consumatori informati allora la Dott.ssa Orsogna cosa scrive a fare?

  11. Non sono d’accordo. Prima di tutto non mi risulta che ti sia informato sulle abitudini della signora in questione (o forse mi sfugge qualcosa?). Ma anche se fosse, anche se riscaldasse i cibi di cui si nutre con gas, se andasse a lavorare in macchina e via dicendo, questa impostazione mi sembra abbastanza pericolosa. Il ragionamento secondo cui prima di denunciare o criticare dobbiamo essere in una posizione di purezza e coerenza integrali ci porta a immobilizzarci sul piano della azione pubblica, paradossalmente dedicandoci solo alla cura del nostro orticello. Credo che una cosa non escluda l’altra. Detto in termini concreti, sebbene sul piano strettamente formale presenti alcune contraddizioni (ma il mondo ne è pieno! E noi non siamo tutti eroi, per fortuna), non mi sembra che sul piano pratico andare a lavorare in macchina (vai a vedere poi perché) sia incompatibile con la denuncia di una attività coloniale da parte di una impresa straniera, anche se produce petrolio.
    “BTW”, cioè in ogni caso, sull’ultima nota, non sono sicuro che l’accento fosse sul “gioco”. Magari era sull’ “eccitante” (e scusatemi ma ne ho piene le palle anche io di questi tecnici del marketing anglofoni che vendono le peggio merdate, passi il francesismo, come “exciting”).

  12. c’era una canzone dei paolino paperino sul consumo di hascis e sul provento che tutto ciò generava in favore della mafia per via del fatto che è illegale.
    Vedi fino ad un certo punto hai ragione. Ma se uno pensa che ammazzare animali non sia giusto in genere diventa vegetariano, oppure vive col suo conflitto. Ci sono quelli che pensano che gli allevamenti intensivi siano delle atrocità e allora cercano di acquistare carne da allevamenti sostenibili, come me. Ci sono quelli che criticano il sistema, ma ci vivono dentro. Come quasi tutti. Ci sono quelli che votano PD e si lamentano dei dirigenti… E’ un tema complicato. Io non ho l’illusione che il mondo del petrolio sia un mondo di benefattori. Mi rendo conto che ne traggo beneficio e so che finora abbiamo sfruttato altra gente. A noi finora i sacrifici richiesti sono stati pochi. Per me risulta difficile sputare nel piatto in cui mangio.

  13. A me non sembra che i sacrifici che ci sono stati richiesti siano pochi. Mi sembra che siano una quantità ai margini dell’insostenibile. Solo che non si vedono. Non mi sembra che uno che è costretto a usare la macchina perché lavora a 20 km da dove vive (perché per andare a vivere più vicino ci vogliono tanti soldi che non ce la fa) sia un privilegiato. È il modello di vita in cui siamo nati e cresciuti, e moltissime volte (sarei tentato di dire sempre) non l’abbiamo scelto noi. Aggiungi che la propaganda lo vende come l’unico possibile. Tra l’altro, prova a uscirne. Non tutti hanno a disposizione un pezzo di terra in campagna in cui vivere da autarchici. Vuoi cucinare i tuoi cibi bruciando legna? in città? e per trasportare la legna fino a casa tua che fai, usi una locomotiva a carbone? No, ti toccherà usare il gas. O la benzina. O il gas e la benzina. Però questo non può precluderti la possibilità di denunciare. Non mi sembra sacrilego sputare nel piatto in cui mangio, visto che non mi è stato dato per generosità ma per puro calcolo.
    PS. ma chi sono i paolino paperino?