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LO SCANDALO SAKINEH

DI THIERRY MEYSSAN
voltairenet.org

Il saggista Bernard Henry Levy e il Presidente Nicolas Sarkozy hanno mobilitato l’opinione pubblica francese per salvare dalla lapidazione una donna iraniana accusata di adulterio. L’impatto emotivo della notizia non ha lasciato il tempo ai francesi per verificare l’accusa, fino a che Dieudonne M’Bala si è recato a Teheran. Dove la vicenda si è rivelata completamente falsa.
Di seguito l’analisi di Thierry Meyssan su questa clamorosa manipolazione.

Il Times di Londra all’inizio della vicenda aveva pubblicato una falsa immagine di Sakineh Mohammadi – Ashtiani. La donna appariva a capo scoperto, fatto considerato indecente nella cultura iraniana. In una seconda foto, questa volta autentica, appare con lo chador, l’abbigliamento delle donne musulmane che si recano alla moschea e che una parte di esse indossa anche per la strada.

La proposta da parte di un pastore degli Stati Uniti di bruciare il Corano nel nono anniversario dell’attentato dell’11 settembre ha scosso il mondo musulmano. La notizia ha avuto ripercussioni diverse secondo le culture. Per gli occidentali si tratta di una provocazione alla quale attribuire un peso relativo. Certamente il Corano è un testo sacro per i musulmani, ma infine è solo carta che brucia. Al contrario, nel mondo musulmano, bruciare il Corano significa separare l’uomo dalla parola “divina” e impedirgli la salvezza. L’annuncio ha provocato reazioni emotive incontrollabili che gli occidentali percepiscono come isteria religiosa. Cose simili non potrebbero mai accadere in Europa, e ancor meno in Francia, formatasi da un secolo di pervicace laicità. Eppure …

Mobilitazione

Il saggista Bernard -Henri Levy [1] ha di recente mobilitato l’opinione pubblica sul caso di Sakineh Mohammadi – Ashtiani, una giovane donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio. Ha lanciato una petizione online per fare pressione sulle autorità iraniane affinché rinuncino a una tale barbarie.
Sempre in contatto telefonico con il figlio della vittima, che vive a Tabriz (Iran), e il suo avvocato, Javid Houstan Kian, trasferitosi da poco in Francia per sfuggire al regime, il signor Levy non ha lesinato sui dettagli: la lapidazione, interrotta da una moratoria, sarebbe tornata in auge con l’Ahmadinejad. L’esecuzione di Madame Mohammadi – Ashtiani, potrebbe avere luogo alla fine del Ramadan. Nel frattempo, il direttore della prigione le avrebbe fatto infliggere 99 frustate, furiosa risposta all’assalto mediatico.

Bernard Henri Levy concentra i suoi attacchi sul modo di esecuzione. «Perché la lapidazione ? –scrive- Non esiste un altro modo di uccidere in Iran? Perché è il più atroce di tutti. Perché questa violenza, questa pioggia di pietre che si abbatte su un volto innocente e nudo, questa raffinata crudeltà che arriva sino al punto di codificare le dimensioni delle pietre per assicurarsi che la vittima soffra più a lungo, è un raro concentrato di disumanità e barbarie. Perché, questo modo di distruggere un volto, facendone esplodere la carne e riducendola in un magma sanguinante, questo bombardare un volto fino a ridurlo in poltiglia, è qualcosa di più che uccidere. La lapidazione non è una condanna a morte. E’ qualcosa che va oltre. La lapidazione è l’annientamento di una carne che è stata processata, in modo quasi retroattivo, proprio per il suo essere stata carne: la carne di una donna giovane e bella, forse amante, o forse amata, e che ha forse goduto della felicità di essere amata e di amare. »

Il presidente Sarkozy, in occasione della conferenza annuale degli ambasciatori di Francia, ha confermato le informazioni di M. Levy [2]. Al termine del suo discorso ha dichiarato che il condannato era ora «sotto la responsabilità della Francia».
A questo movimento hanno aderito ben presto numerose associazioni e personalità e sono state raccolte più di 140.000 firme. Il primo ministro Francois Fillon è apparso sul principale telegiornale della televisione pubblica per esprimere la sua solidarietà a Sakineh «sorella di noi tutti» Mentre l’ex segretario di Stato per i Diritti Umani, Rama Yade, ha detto che per la Francia si trattava ormai di «una questione personale».

Mistificazione

Anche se non sono consapevoli, la reazione emotiva dei francesi rimanda alla parte religiosa del loro inconscio. Tutti, cristiani o no, sono stati segnati dal racconto di Gesù e dell’adultera. Ricordate la parabola: i farisei, un gruppo di ebrei arroganti, tentano di mettere in difficoltà Gesù. Gli portano una donna che è stata sorpresa in flagrante adulterio. Secondo la Legge di Mosè, deve essere lapidata, ma questa punizione è fortunatamente caduta in disuso. I farisei chiedono allora al Signore cosa bisogna fare: se sosterrà che bisogna lapidarla, apparirà come un fanatico, se rifiuta di punirla, sarà accusato di avere sfidato la Legge. Tuttavia, Gesù salva la donna rispondendo loro: « Chi è senza peccato scagli la prima pietra». Il dilemma è così invertito: se i farisei la lapideranno, pretendono di essere puri, se non lo fanno, violano la Legge. E il testo precisa che: «Uscirono uno a uno, incominciando dai più anziani».
Nel pensiero occidentale questo mito è la base della separazione tra legge religiosa e civile. L’adultera ha peccato davanti a Dio e deve renderne conto a lui soltanto. Non ha commesso un crimine e dunque non può essere giudicata dagli uomini.

I francesi avvertono nella minaccia della lapidazione di Sakineh una regressione inaccettabile: la repubblica Islamica dell’Iran è un regime religioso che applica la Legge di Mosè rivista alla luce del Corano, lo Sharia. I mullah sono dei fanatici fallocrati che puniscono l’amore delle donne consumato fuori del matrimonio e le mantengono in uno stato di asservimento agli uomini. Accecati dal loro stesso oscurantismo, arrivano a uccidere scegliendo il peggiore dei modi.
Siamo nel pieno dell’isteria religiosa collettiva; in un affare del genere la reazione normale di chiunque sarebbe stata quella di verificare le accuse. Ma nessuno si è preso la briga di farlo per settimane.

Interrogativi

Il leader del partito antisionista Dieudonne M’Bala M’Bala, anch’egli firmatario della petizione, trovandosi a Teheran dove ha in progetto un film, ha voluto intercedere a favore di Sakineh. Ha chiesto di essere ascoltato dalle autorità competenti ed è stato ricevuto da Ali Zadeh, vice presidente del Consiglio della Magistratura e portavoce del Ministro della Giustizia.

L’intervista deve essere stata sul genere di una farsa: con Zadeh che si domandava se l’interlocutore, comico di professione, lo stesse prendendo in giro. Mentre dal canto suo il signor M’Bala M’Bala si faceva ripetere a più riprese le risposte, non potendo credere di essere stato vittima di una simile manipolazione.

La Repubblica islamica, succeduta alla dittatura dello Shah Reza Pahlavi, ha avuto come primo obiettivo di creare uno Stato di diritto il più rigoroso possibile mettendo fine all’arbitrarietà. Per i delitti da giudicare in corte d’assise, già da lungo tempo è previsto l’appello. La Corte di Cassazione può essere interpellata in qualsiasi momento per verificare la legittimità della procedura. Le garanzie offerte dal sistema giudiziario sono quindi molto superiori rispetto a quelle dei tribunali francesi, e gli errori molto meno frequenti.

Nonostante questo le condanne sono rimaste particolarmente dure. La prima pena applicata è la pena capitale.
Piuttosto che ridurre il “quantum” delle pene, la Repubblica islamica ha scelto di limitarne l’applicazione. Il perdono delle vittime, o dei loro familiari, è sufficiente per annullare l’esecuzione delle pene. Proprio per l’applicazione diffusa di questa disposizione non esiste l’istituto della grazia presidenziale.

La pena di morte è comminata spesso, ma molto raramente è applicata. Il sistema giudiziario prevede una dilazione di circa cinque anni tra la sentenza e la sua esecuzione, nella speranza che la famiglia della vittima conceda il perdono, con la conseguente grazia e il rilascio del condannato. In realtà le esecuzioni capitali riguardano principalmente i grossi trafficanti di droga, i terroristi, e gli omicidi di bambini. L’esecuzione è eseguita per pubblica impiccagione.
Possiamo sperare che la rivoluzione islamica continuerà a evolversi e arrivi ad abolire la pena di morte.
Comunque sia, la Costituzione dell’Iran si basa sul principio della separazione dei poteri. La magistratura è un potere indipendente e il Presidente Ahmadinejad non può interferire con le decisioni dei tribunali, qualunque esse siano.

Manipolazioni

Nel caso Sakineh, tutte le informazioni diffuse da Bernard Henry Levy e confermate da Nicolas Sarkozy sono false.

1. Questa signora non è stata processata per adulterio, ma per omicidio. Inoltre, in Iran non è prevista la condanna per adulterio. Piuttosto di abrogare questa incriminazione, la legge ha posto delle condizioni, per la costituzione del fatto, impossibili da soddisfare: sono necessari quattro testimoni contemporaneamente. [3]

2. La Repubblica islamica non riconosce lo Sharia, ma solo la Legge emanata dai rappresentanti del popolo in Parlamento.

3. Madame Mohammadi – Ashtiani ha drogato il marito e l’ha fatto uccidere nel sonno dal suo amante, Issa Taheri. Entrambi sono stati giudicati in primo e secondo grado. Gli «amanti diabolici» sono stati condannati a morte in entrambi i gradi del giudizio. La Corte non ha fatto distinzioni di sesso nel pronunciare la condanna degli accusati. Va osservato che, nell’atto di accusa, non si fa menzione della relazione tra i due assassini, proprio perché non è provata secondo i requisiti della legge iraniana, anche se i parenti la dichiarano come un fatto certo.

4. La pena di morte potrà essere eseguita attraverso l’impiccagione. La lapidazione, in vigore sotto lo scià e per qualche anno ancora dopo la sua deposizione, è stata abolita dalla Rivoluzione islamica. Indignato per le affermazioni di Bernard-Henri Levy e Nicolas Sarkozy, il vicepresidente iraniano del Consiglio della magistratura ha dichiarato a Dieudonne M’Bala M’Bala di voler sfidare gli insigni sionisti a trovare una legge iraniana in vigore che preveda la lapidazione.

5. La sentenza è ora all’esame della Corte di Cassazione, che ha il compito di verificare la correttezza di tutta la procedura. Se questa non è stata scrupolosamente rispettata, sarà annullata la decisione. La procedura di riesame sospende il processo. Poiché questo non è ancora definitivo, l’imputato gode della presunzione di innocenza e non si è mai prospettata la possibilità di una esecuzione alla fine del Ramadan.

6. Javid Houstan Kian, presentato come l’avvocato della Signora Mohammadi – Ashtiani, è un impostore. E’ legato al figlio dell’accusata, ma non ha ricevuto alcun mandato da lei e non ha avuto alcun contatto. E’ membro dei Mujahedeen del popolo, un’organizzazione terroristica protetta da Israele e dai neo conservatori [4].

7. Il figlio della donna vive a Tabriz. E’ libero di esprimersi senza impedimenti e spesso telefona a Mr Levy maledicendo il suo paese, a riprova del carattere liberale e democratico del governo Iraniano.

Per finire: niente assolutamente niente nella versione Sarkozy -Levy della storia di Madame Sakineh Mohammadi – Ashtiani, è vero. Forse, Bernard Henry Levy ha rilanciato in buona fede delle accuse false utili alla sua crociata contro l’Iran. Quanto al Presidente Nicolas Sarkozy non può fare appello alla propria negligenza. Ha certamente ricevuto dal servizio diplomatico francese, il più prestigioso al mondo, tutti i rapporti sul caso. E quindi ha deliberatamente mentito all’opinione pubblica francese, probabilmente per giustificare retroattivamente le drastiche sanzioni prese contro l’Iran a danno soprattutto dell’economia francese, già duramente messa a prova dalla sua politica.

Thierry Meyssan
Fonte: www.voltairenet.org
Link: http://www.voltairenet.org/article166999.html
16.09.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RAFFAELLA SELMI

[1] Voir notre dossier Bernard-Henry Lévy, Réseau Voltaire
[2] Discours à la conférence annuelle des ambassadeurs de France, par Nicolas Sarkozy, Réseau Voltaire, 25 août 2010.
[3] Sur le même type de désinformation, on lira Pour diaboliser l’Iran, « Rue 89 » confond crimes pédophiles et homosexualité, Réseau Voltaire, 13 juillet 2007.
[4] Voir notre dossier Les Mujahedin-e Khalq, Réseau Voltaire.

Comunque sia, la Costituzione dell’Iran si basa sul principio della separazione dei poteri

Pubblicato da Davide

  • Oreste

    decisamente interessante.

  • stendec555

    e pensare che s’è mobilitato pure totti…

  • ottavino

    Noi “occidentali”, che dobbiamo subire l’informazione così come ci viene propinata dai media, stiamo peggio di Sakineh.

  • sacrabolt

    Avevo già postato [www.comedonchisciotte.org]qualcosa in proposito su CDC; traggo da un documento dell’Agenzia dedicato all’Afganistan, ma evidentemente applicabile anche all’Iran….

    Al fine di tarare una risposta mediatica per un’Europa che sulla guerra afgana potrebbe passare dall’apatia ad una aperta ostilità, (considerando anche la possibilità di un pericoloso effetto a catena con il precedente del ritiro delle forze ISAF danesi) e viste le previsioni di un’estate sanguinosa [leggi “massacri pianificati”, di cui l’espulsione del testimone Emergency da Laskargah dovrebbe dirci qualcosa] si rende necessario essere preparati ad una condotta comunicativa appropriata e mirata per Francia e Germania, due dei principali membri la cui ppolazione ha bassa propensione alla missione ISAF.

    i francesi, repubblica secolare di lungo corso, sono sensibili ai probelmi dei civile e dei rifugiati ed inoltre ai diritti delle donne, per cui:

    – evidenziare l’ampio consenso della popolazione afgana all’ISAF
    – citare gli aspetti positivi presenza isaf
    – drammatizzare gli aspetti avversi di un ipoterico ritorno dei talebani
    – spingere sui sensi di colpa di un eventuale “abbandono” dei rifuguati

    i tedeschi sono preoccupati per il costo della missione e hanno dubbi sui princìpi della stessa, per cui:

    – enfatizzare gli aspetti multilaterali ed umanitari, che in precedenza aiutarono a superare la allergia germanica ai conflitti armati (Balcani degli anni 90)

    – sottolineare la contraddizione tra il pessimismo tedesco e l’ottimismo afgano (su base sondaggi ABC e BBC)

    – drammatizzare le conseguenze per gli specifici interessi tedeschi di una sconfitta dell’ISAF (aumento esposizione al terrorismo, all’oppio, ai rifugiati)

    per entrambi:

    sondaggi GMF del Giugno 2009 rilevavano un’alta popolarità della politica estera di Obama, evidenziata dal fatto che, una volta informati che la decisione di un aumento dell’impegno militare veniva da Obama, il supporto a tale decisione aumentava dal 4% al 15%.

    per Francia e Germania ed in generale per l’Europa Occidentale:

    le donne afgane possono servire [could serve] come ruolo per umanizzare l’ISAF, in quanto possono credibilmente parlare dell’esperienza con i talebani e delle paure di una loro vittoria.

  • AlbertoConti

    Clinton ha perso la faccia per aver mentito sulla “stagista”, Sarkozy cosa potrebbe mai perdere per aver mentito su Sakineh? Questa rimane una delle poche differenze con gli americani.

  • lucamartinelli

    che la vicenda Sakineh fosse un pretesto per un attacco mediatico all’Iran teso a convincere le masse che alla fine sara’ giusto attaccare militarmente, l’avevamo capito da un pezzo. si sta riproponendo lo schema usato per macellare l’Irak. Nello stato Usa della Virginia fra pochi giorni sara’ fritta sulla sedia elettrica una donna, Teresa Lewis, tra l’altro minorata mentale, condannata per omicidio del marito. Che strano, non ne parla nessuno, nessuna campagna di stampa, nessuna pressione di nessun governo civile e democratico, anche Totti tace. Che sia il metodo dei due pesi e delle due misure? saluti

  • buran

    A proposito di Francia, si sa nulla sulla vicenda del nostro connazionale pestato e lasciato morire nel carcere di Grasse? Vorrei sapere a che titolo il presidente francese parla di pena di morte, quando nel suo paese si può essere “giustiziati” solo per avere usato fraudolentemente una carta di credito. Ma di questo caso non se ne parla più.

  • Linderberg

    esemplare articolo che dovrebbe essere riproposto soprattutto dai gestori di quei blog “alternativi” che si sono preoccupati di fare da cassa di risonanza alla propaganda sionista e che ora ipocriticamente tacciono.

    La leva applicata sulla questione femminile è molto forte e quindi facilmente accreditata a scapito della verità e la totale ignoranza in merito al diritto, al costume ed al culto dei paesi islamici porta a galla ogni bestemmia ruminata dalle reminesce(me)nze della Fallaci.

  • stendec555

    puntando su un caso femminile (la tizia fra l’altro è pure carina e con un’aria innocente) si riesce facilmente a trascinare nell’operazione di propaganda tutta quella frotta di progressisti di ogni risma, dai sinistrorsi di varia natura fino a quelli che idolatrano quella guerrafondaia pseudo-pacifista della bonino…e guai se uno osa mettere in luce quella che probabilmente è la verità…ovviamente poi abbiamo tutta la mandria dei destrorsi coi controcoglioni di ‘ddestra difensori dei sani valori della cristianità e la moltitudine dei superficiali disinformati…facilmente arriviamo a un 90,95%……

  • fm

    Costituzione Iraniana:

    Article 57 [Separation of Powers]
    The powers of government in the Islamic Republic are vested in the legislature, the judiciary, and the executive powers, functioning under the supervision of the absolute religious Leader and the Leadership of the Ummah, in accordance with the forthcoming articles of this Constitution. These powers are independent of each other.

    A me tutta questa separazione dei poteri non e` che mi sembra esserci. Certo c’e` dal punto di vista tecnico, ma questa “supervisione del leader Religioso” su tutti e 3 sembra assoggettarli ad un unico potere. Che poi e` quello che pone il problema di cui tutti discutono.

    Qualcuno ha informazioni piu` circostanziate?

  • Ricky

    Non c’é alcun dubbio che ci sia in atto da qualche tempo una campagna denigratoria e criminalizzatrice verso l’Iran, che ha come probabile obiettivo la giustificazione morale di forti sanzioni se non di una guerra.
    Detto questo peró, mi sembra veramente ridicolo presentare questo paese come un campione di democrazia, come fa l’autore di questo articolo.
    Ci sono frasi che a me fanno solo sorridere, ai miei amici iraniani rifugiati qui in Spagna fanno semplicemente rabbia. Affermazioni come:

    La Repubblica islamica […] ha avuto come primo obiettivo di creare uno Stato di diritto il più rigoroso possibile mettendo fine all’arbitrarietà. […] Le garanzie offerte dal sistema giudiziario sono quindi molto superiori rispetto a quelle dei tribunali francesi […] La magistratura è un potere indipendente […]

    sono semplicemente false, nel senso che esistono solo sulla carta, ma anche

    La Repubblica islamica non riconosce lo Sharia, ma solo la Legge emanata dai rappresentanti del popolo in Parlamento.

    quando tutti sanno che il popolo iraniano ha ben poca voce nell’elezione dei propri rappresentanti, indica una difesa insostenibile del regime iraniano.
    C’è una sola frase che rispecchia la realtá ‘democratica’ di quel paese, anche se l’autore la usa in modo ironico:

    I mullah sono dei fanatici fallocrati che puniscono l’amore delle donne consumato fuori del matrimonio e le mantengono in uno stato di asservimento agli uomini.

    Questo purtroppo é assolutamente vero, in Iran come in altri paesi dell’area, ed é probabilmente contro questo aspetto di quella societá contro cui si scagliano Henry-Levy e altri intellettuali (sulla mala fede di Sarkozy non mi pronuncio, la dó per scontata)

  • Altrove

    Come al solito ci si mobilita per salvare assassini. Come poi se attaccare batterie ai testicoli della gente sia una pratica meno barbara…

  • SpikeZ

    “quando tutti sanno che il popolo iraniano ha ben poca voce nell’elezione dei propri rappresentanti, indica una difesa insostenibile del regime iraniano.”

    Gentilmente, mi useresti il favore di parlare per te e di evitare sciocchezze a nome di tutti?

    Grazie.

  • ottavino

    Qualche giorno fa passavo da Torino e, in una bella serata calda, passeggiavo per le stradine del centro. Devo dire che il centro di Torino è molto bello e pieno di locali di tutti i tipi. Tutti se ne stavano lì bevendo, mangiando e scherzando, come è normale che sia. A un certo punto con lo sguardo incrocio la Mole Antonelliana, sulla quale cupola, a lettere cubitali era proiettata la scritta: SALVIAMO SAKINEH. Che ipocrisia!, mi sono detto. Guarda come siamo messi! Stanno tutti qui a godere dello stile di vita “occidentale” e si lavano la coscienza pensando che basti una scritta, un pensiero, per “essere buoni e bravi”. Almeno fate uno sforzo e rinunciate a una bevuta per Sakineh, se proprio volete manifestare il vostro appoggio alla sua causa. Povero occidente…..quanto sei ipocrita e insulso.

  • Ricky

    Vuoi negare che l’Iran é un regime che di democratico ha quasi nulla? E non mi venire a parlare di USA o Italia o A.Saudita, so bene che anche lì non sono messi bene, ma é parlare d’altro. Rispondi per favore.

  • Ricky

    Straquoto questo commento. Complimenti ottavino.

  • stendec555

    che bella torino, mi manca…meno male però che sono lontano così mi risparmio una simile pagliacciata! sarebbe meglio avere un sindaco leghista che se ne fotte altamente e pensa solo al suo cortile piuttosto che un sindaco progressista (senza nulla togliere ai meriti di chiamparino) che si camuffa da benpensante buonista e che si unisce al gregge falsamente indignato…

  • buran

    C’è anche sulla facciata di Palazzo Vecchio a Firenze. Lo facessero ogni qual volta si ha notizia di una possibile condanna a morte nel mondo, di qualsiasi paese si tratti, sarebbe una nobile iniziativa contro la pena di morte, ma evidentemente così si dimostra che ci sono figli e figliastri. Tempo fa, sempre sulla facciata di PV, restò appesa per diversi mesi una presunta bandiera del Tibet e l’estate scorsa, sull’onda dei fatti iraniani, venne annunciata la concessione da parte del Comune di un locale a un “coordinamento di blogger” vicino a Otpor.

  • Linderberg

    “difesa insostenibile”?
    a parte che l’Iran rappresenta (nonostante la propaganda mediatica filosionista occidentale) uno dei pochi “regimi” davvero democratici dell’area dove p.es. siedono in parlamento rappresentanti di minoranze religiose quali quella ebrea (solo 25.000 ebrei su una pop. di 60.000.000), mi sembra che lei non conosca la realtà persiana, fatta comunque di innumerevoli carenze e deficienze ma non superiori a quelle di qualunque “regime” europeo, l’attuale governo eletto rappresenta la maggioranza del popolo iraniano compatta contro la finanza globalista rappresentata dall’ex terrorista Moussavi ed il trafficante d’armi Ghorbanifar. Purtroppo la forza dei media proSion hanno cancellato dal trasponder l’unico canale in lingua inglese che poteva comunicare con l’Europa e ci dobbiamo accontentare di quello che Repubblica e Corriere ci passano.
    E così mentre in Italia la nostra voce viene sistematicamente prevaricata dalle alternate coalizioni di governo ed i scioperanti caricati dalla polizia, in Iran le promesse mantenute (tutte) fatte al popolo e le cariche della polizia agli eserciti di Soros vengono dipinte come tiranniche.

  • SpikeZ

    Si, lo nego. A me risulta che Ahmadinejad sia stato eletto democraticamente ed a furor di popolo. Tu sai diversamente?

  • Kiddo

    C’è,purtroppo, anche sulla facciata del comune di Pisa. Tutti in riga ordinati e coperti. Quando la propaganda US-ionista chiama, il democratico amministratore ubbidisce.

  • Ricky

    @ Linderberg che dice:

    l’attuale governo eletto rappresenta la maggioranza del popolo iraniano

    @ SpikeZ che dice:

    A me risulta che Ahmadinejad sia stato eletto democraticamente ed a furor di popolo

    Non posso fare altro che consigliare di parlare con qualche iraniano rifugiato.
    Per prima cosa vi dirá che i candidati al parlamento in quel paese sono tutti vagliati dal consiglio della rivoluzione, con buona pace del principio di rappresentanza, e magari, se siete capaci di proseguire nell’ascolto, vi potreste rendere conto che il vostro limite é semplicemente considerare democrazia il mettere un foglio in una urna e che vi siete bevuti tutta la propaganda ‘anti-sistema’ allo stesso modo di chi si beve la propaganda del ‘sistema’.

  • SpikeZ

    Uhm, a me sembra che qui, se c’è qualcuno che beve qualcosa, sei tu. Con tutte le ingerenze esterne, la propaganda, l’accanimento dei media, il finanziamento dei movimenti ostili e chissà cos’altro, ti fidi ciecamente delle parole di questi “rifugiati”. Porsi qualche domanda pare brutto?

  • Linderberg

    le ricordo il nome di un noto rifugiato iraniano: Ghorbanifar. Le ricorda qualcosa? qui nessuno ha sfoderato spade a difendere la più o meno democratica Persia ma senz’altro contano di più le testimonianze della strada o delle etnie e dei culti minoritari che di una dozzina di rifugiati. Forse aiuterebbe spendere qualche migliaia di euro e trascorrere una vacanza culturale in quel di Persia. Oops dimenticavo, naturalmente il popolo è così oppresso che eviterà di raccontarle della tirannia feudale. Fortunatamente conosciamo a fondo la cultura iraniana grazie ai mezzi d’info sionisti. sic

  • buran

    “Forse aiuterebbe spendere qualche migliaia di euro e trascorrere una vacanza culturale in quel di Persia.”

    Cosa che ho fatto io insieme alla mia compagna due estati fa, spendendo anche poco, visto che il costo della vita, almeno per le nostre tasche, in Iran risulta bassissimo (con l’equivalente di 5-6 euro hai un taxi con autista a disposizione tutto il giorno, con 3-4 euro mangi in due ,e bene, al ristorante, sulla terrazza davanti a uno splendido tramonto, un frullato di frutta in uno dei tanti chioschi costa 15-20 centesimi). Niente viaggi organizzati ma biglietto aereo e via (in 15 giorni, tramite corriere, al consolato di Milano ti fanno il visto) andando negli alberghi dove vanno i tanti turisti interni iraniani e i pellegrini, e viaggiando da città a città con i normali pullman di linea. Fai quello che ti pare, vai dove ti pare, nessun ostacolo, nessun bieco poliziotto che ti dice nulla, anzi, gli unici che abbiamo visto in giro tutti quei giorni sono i poveracci che tentano invano di regolare il traffico. Mai visto nessun “guardiano” o simile figura tanto reclamizzata in occidente. Bazar immensi e labirintici con ogni genere di mercanzia. Gente cordialissima, senso di sicurezza totale, strade stracolme di persone fino a mezzanotte ed oltre. Ci siamo trovati talmente a nostro agio che progettiamo di ritornarci l’anno prossimo, perchè tanto abbiamo ancora da vedere. Ovvio che questa è la sensazione di un turista, quindi parziale e limitata, ma chi parla di quel paese quasi fosse un girone infernale si sbaglia di grosso, oppure è in malafede.

  • TN

    Anche i c.d. “osservatori internazionali”, a denti stretti, hanno dovuto ammettere che le elezioni iraniane sono state pressoché regolari, e da quelle elezioni è venuto fuori che quasi 2/3 degli iraniani hanno votato per Ahmadinejad: un risultato che Berlusconi non ha mai neanche sognato (eppure si vanta del fatto che “la maggioranza degli italiani” lo ha votato).
    Personalmente, butterei volentieri la c.d. “democrazia rappresentativa” giù per lo sciacquone, ma finché parliamo di questo sistema, l’elezione di Ahmadinejad ne ha rispettato i crismi.

    Tu hai dati diversi, in merito?

  • Linderberg

    Infatti Buran, la malafede è forgiata dagli agitatori come Niren5tein & co. e la visione che ci propongono di paesi quali l’Iraq (quel che ne rimane dopo che i predoni della Blackwater lo hanno privato delle sue immense ricchezze) o il maltrattato Iran è così semplicistica e distorta che anche il più idiota ed ignorante intuirebbe le profonde contraddizioni nella propaganda sionista. grazie

  • Caleb367

    Un fuoriuscito non è necessariamente una fonte attendibile di informazioni. ANZI.
    E sì che ne abbiamo visti a migliaia di “fuoriusciti” cubani a Miami che organizzano attentati con centinaia di vittime (andare a rivedere Posada Carriles o Orlando Bosch), pilastri della democrazia in fuga dal perfido Putin riparare a Londra (Boris Berezovskij, uno con una fedina penale tanto grossa da avere un proprio campo gravitazionale), infermierine kuwaitiane in lacrime che raccontano di quando i soldati di Saddam Hussein tirarono fuori i bambini dalle incubatrici per ammazzarli… pur non avendo mai visto il Kuwait manco in fotografia… forse perchè figlie dell’ambasciatore a Londra?

    Vediamo di cacciarcelo in testa, qui si sta preparando una guerra contro l’Iran e ogni mezzo è lecito per venderla all’opinione pubblica. Il “fuoriuscito” guarda caso ostile? Prenderlo con due molle di dieci chilometri.
    Del resto, avete mai sentito un afgano dire peste e corna di Karzai o (come m’e’ capitato) un rumeno dire che si stava molto meglio ai tempi di Ceausescu? No, eh? Chissà perchè.