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L’ITALIA SU MARTE !

DI CARLO BERTANI

La notizia non è confermata, ma numerosi indizi sembrano confermare l’indiscrezione.
Il Primo di Agosto, il ministro della Pubblica Istruzione – Fioroni – comunica, affranto, che la metà degli allievi italiani va avanti a debiti, trascinandosi da un anno all’altro le lacune. Un po’ come i loro padri, che si trascinano da decenni debiti e mutui.
Afferma che la “situazione è insostenibile”: troppo ignoranti e svogliati!

Noi, qui sulla Terra, già lo sospettammo nel 1994, quando furono aboliti gli esami di riparazione dall’allora ministro D’Onofrio. Gli esami di riparazione non furono aboliti per chissà quale esigenza didattica, bensì soltanto per concedere qualche settimana in più di “respiro” al turismo. Insomma, meglio un po’ di PIL oggi che altrettanta sapienza domani.
Ovvio che, eliminando gli esami, non si risolse il problema: una scuola pensata nel 1925, e frequentata dal 10% circa della popolazione, non può essere la stessa del 2007, frequentata da più del 90% dei ragazzi.

O siamo diventati tutti dei Pico della Mirandola, oppure gli obiettivi didattici non possono rimanere gli stessi: reinserire gli esami di riparazione? Può essere, ma andare indietro come i gamberi non è una soluzione: o si faranno degli esami “burletta”, oppure si bocceranno la metà degli allievi. Siccome la “seconda” è improponibile, sarà data per buona la prima.
Pensare una scuola diversa, più adatta alle nuove esigenze? Troppa fatica, e poi – su Marte – c’è poco ossigeno per il cervello.
I ministri economici – Padoa Schioppa e Visco – se la prendono invece con i 100 miliardi d’evasione fiscale: non si può andare avanti così!


Noi, qui sulla Terra, già lo sappiamo: basta portare l’auto dal meccanico per sentirsi dire: «Sono trecento euro in fattura; se, invece, me li dai “così” sono duecento”. Oppure dall’avvocato: «No, solo contanti, niente assegni o bonifici…» L’idraulico, poi, ti racconta «Una settimana di lavoro: se me li dai “così”, con mille e duecento euro te la cavi…d’altro canto, per una settimana, mi sembra un prezzo onesto…»
Peccato che un operaio, per guadagnare quei soldi, ci mette un mese.

Il Buon Samaritano Damiano, invece, viene da Cuneo. La città è da sempre famosa per i suoi dolci, fra i quali spiccano i “cuneesi al rum”, cioccolato e liquore. Damiano è invece un “cuneese alla camomilla”, con la sua aria beata da eterno sacrestano degli scout. Mette insieme una riforma del welfare che è una schifezza, e poi si lamenta se gli altri storcono il naso: provi a mettere un po’ di rum…pardon, un po’ di soldi…nella riforma (magari presi da quei 100 miliardi d’evasione?) e ci risparmi la camomilla, che se vogliamo ipnotizzarci come dei coglioni sappiamo come fare, anche senza la sua faccina sorridente, lo Smile del governo in carica.

Negli stessi giorni, un deputato dell’UDC – un certo Mele – si concede uno sfizio. Se ne va in un alberguccio del centro romano con champagne, coca e due belle figliole. Ma sì, dopo un anno di fatiche parlamentari, me lo sono meritato.
Una delle due ragazze, però, dopo bevute, sniffate e trombate si sente male: maledizione, che male c’era a divertirsi un po’…
Il giorno dopo, tutti nel confessionale…pardon…tutti a fare le analisi per dimostrare che non sniffano coca, proprio di fronte a Montecitorio.
Frammenti di discorso «Oh, ma sei sicuro? No, perché se non sei proprio sicuro torna domani, che qui ci rovini la piazza…quanto? Due giorni, e il medico ha detto che non dovrebbero trovare più niente? Va, torna domani che è meglio…»

Insospettisce anche l’esternazione del leader della CGIL, il buon Epifanio, sulla penosa controriforma della controriforma Maroni e della controriforma Dini: «Dobbiamo chiudere adesso: a settembre non si può!»
Parole sibilline: che senso avranno?
Che tutte questa cosa capitino d’estate, insospettisce: vuoi vedere che…
L’unica spiegazione per tanta fretta è che a Decimomannu – poligono missilistico italiano – ci sia qualche segreto di Stato che non conosciamo. Fosse l’unico.
Probabilmente, il genio italiano ha già costruito lo Shuttle planetario, quello per gironzolare nel sistema solare come noi prendiamo la Panda per recarci al supermercato! Tutto quadra!

Ecco perché decidono tutto fra Luglio ed Agosto: vengono sulla Terra in ferie! Dopo, se ne vanno, portandosi appresso anche le bianche poltrone di Vespa!
Tutta la politica nostrana è allora un colossale “Capricorne one” alla rovescia: quelli, su Marte, ci stanno per davvero!
Tutto quadra, anche la carenza d’ossigeno, la quale non consente che brevi e modeste comunicazioni. Lunghe riflessioni e meditazioni, per cercare di risolvere veramente i problemi? No, purtroppo, quelle possiamo farle solo noi sulla Terra. Loro…

Carlo Bertani
[email protected]
www.carlobertani.it
3.08.07

Pubblicato da Davide