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L'ITALIA STA ANDANDO A FONDO: CHE FARE ?

In esclusiva per www.comedonchisciotte.org

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.com

Il dato era “inatteso” dalla classe politica dominante: eppure, quel 1,2% di calo della produzione industriale a Giugno[1], sul precedente mese di Maggio, racconta che quello che tutti, oramai, abbiamo compreso.
Forse meno coinvolta dalla crisi finanziaria internazionale – giacché l’Italia era Paese arretrato nelle alchimie finanziarie – oggi, con quasi il 20% della produzione industriale persa in un solo anno, il Belpaese vede spalancarsi la porta del baratro.
Quelli che stanno venendo al pettine non sono i frutti della crisi internazionale, ossia non sono le cause dirette di quella colossale truffa, bensì le debolezze interne dell’Italia/Paese, la sua cronica arretratezza. Quando il gioco si fa duro – si narra – i duri emergono: i vasi di coccio, spariscono e tornano ad esser terra.
Verrebbe quasi da dire, parafrasando un sillogismo dell’antica cristianità: memento Italia, quia pulvis es et in pulverem reverteris.

Fin qui niente di nuovo, ma alcuni articoli comparsi ultimamente su CDC cantavano praticamente la medesima canzone: pur essendo informati sulle cause, e conoscendo anche qualche rimedio, non siamo in grado di far nulla.
Il senso degli articoli di Paolo Barnard – sappiamo tutto, ma non sappiamo come realizzarlo – oppure di Badiale e Bontempelli – dobbiamo organizzarci, ma attenzione alle false sirene – è praticamente il medesimo: chi legge sul Web, spesso, s’è fatto un’idea molto precisa su quanto sta avvenendo e, anche senza ricevere “imbeccate”, sa riconoscere da solo la natura degli eventi politici.
Ad esempio: per la gran parte della persone, l’anomala crescita del prezzo della benzina è dovuto ad una semplice “truffa” a danno dei consumatori. Se, invece, si sa che Scaroni fu socialista al pari di Sacconi, Brunetta, Cicchitto (e Berlusconi, più defilato ma presente) è facile comprendere che, attraverso l’ENI, stanno facendo cassa. Non possono più, come ai tempi della DC, aumentare le accise sui carburanti per il Vajont: lo fanno in modo surrettizio, mascherato, ma è la stessa politica. Domani, s’inventeranno una Robin Tax 2, così gli estimatori di Tremonti saranno soddisfatti.

Anche sull’energia, quanti articoli sono stati pubblicati?
C’è chi crede nel mutamento climatico causato dall’Uomo, chi preferisce addossarlo a cause naturali, ma su un punto tutti sono d’accordo: possiamo contare sui combustibili fossili per circa mezzo secolo, sul nucleare (forse) per qualche anno in più, ma la frittata è questa, non un’altra. Senza considerare che il 5% della produzione petrolifera è destinata ad usi petrolchimici.
Tutto il Pianeta sta interrogandosi sulle rinnovabili, sperimenta, costruisce, installa: in Francia e Gran Bretagna installano turbine eoliche ed idroelettriche addirittura nella città[2], in Irlanda piazzano idrogeneratori da 1,2 MW in mare[3], il primo dirigibile totalmente autosufficiente (i motori sono alimentati da celle fotovoltaiche) attraverserà la Manica a fine Agosto 2009[4]. E potremmo continuare con una sfilza di eccetera, eccetera, eccetera…
Intanto, nella bella Italia, la “bella pensata” è quella di costruire centrali nucleari, senza sapere chi caccerà i soldi (tanti), se ci sarà ancora Uranio (soprattutto, a quale prezzo!) e senza aver risolto il problema delle scorie. Dobbiamo ancora trovare posto per quelle d’antica data (Trino Vercellese, ecc) e ne vogliamo creare di nuove?
Non riflettono nemmeno per un attimo che la produzione eolica (non la potenza installata!), negli USA, da un paio d’anni ha superato quella di fonte nucleare, non prestano orecchio agli investimenti cinesi (la metà nell’eolico), fanno orecchie da mercante sulla Kitegen di Chieri[5], che ha già iniziato la sperimentazione sull’eolico d’alta quota – solo tre aziende al mondo ci lavorano, USA, Olanda ed Italia – e per una volta saremmo fra i primi. Basta? No, perché, con un modestissimo investimento della Regione Lazio[6], strutture universitarie pubbliche sono all’avanguardia nella progettazione delle celle fotovoltaiche che usano pigmenti organici (resa più bassa, ma costi irrisori) ed anche qui sono in pochi a farlo: USA, Nuova Zelanda e pochissimi altri.

Una delle critiche portate dai lettori agli articoli di Barnard, Badiale e Bontempelli (di qui in avanti, per comodità, B + B&B) è stata che la coscienza del disastro – economico, industriale, ambientale, sociale, giuridico – italiano è patrimonio di pochi. Il che, in parte è vero. Ma solo in parte: ci spieghiamo.
Se consideriamo le truffe sulla moneta, quelle finanziarie, i “giochi delle tre carte” di Tremonti, le “danze dei grembiulini” e quant’altro, è probabilmente vero; siamo mosche bianche, ma così è sempre stato: da quando mondo è mondo, i movimenti nascono dalle avanguardie.
Non dimentichiamo, però, che questo Governo – che a suo dire passa di successo in successo ed è appoggiato da proporzioni “bulgare” – è votato solo da 3 italiani su 10. E gli italiani che appoggiano il nucleare sono una minoranza, solo il 37%, che si riducono ai soliti 3 su 10 se devono accettare una centrale nucleare sul loro territorio.
Ciò non è dovuto soltanto all’antico “terrore” per l’Atomo, ma anche alla riflessione che – in materia energetica – o si cercano vie nuove o si va a fondo: questo, l’hanno compreso in tanti.

“Per il Bene Comune” ha lanciato una raccolta di firme per bloccare l’assurda idea berlusconiana di costruire il nucleare quando tutti già pensano ad altro, e bisognerebbe che questa raccolta di firme, domani, si trasformasse in un movimento referendario.
Si potrà obiettare che i referendum hanno stufato, che la Casta gioca sull’assenteismo per depotenziarli, che la Magistratura competente potrebbe non accettare i quesiti – ma sarebbe difficile, perché c’è ancora l’ombra del referendum del 1987 – però, un movimento referendario che chiedesse una inversione di 180° in materia energetica, avrebbe buone possibilità di successo. Come movimento, certamente: il risultato, poi, con le alchimie di Palazzo, potrebbe svanire, ma rimarrebbe una battaglia importante, catalizzatrice e concentratrice di comuni interessi, che vanno oltre la pura e semplice querelle energetica.
Sarebbe una battaglia dove si sta da una parte o dall’altra, senza ripensamenti, come per Vicenza. Sei contro la base? Bene, sei con noi. Sei contro la base “ma il mio partito…”: accomodati da un’altra parte.

B + B&B propongono attivismo per giungere alla creazione di un movimento, non nascondendo (i secondi) la necessità di trovare finanziamenti: è tutto vero, ma dubito che si riescano (per ora) a trovare soldi per andar contro la corazzata di regime.
Per prima cosa, bisognerebbe far capire che – se ci mettiamo d’impegno, anche solo dal Web, per ora – possiamo far male, molto male ai loro perversi interessi d’accentramento di capitali a danno delle classi meno abbienti. E, la politica energetica, ne è un esempio lampante. Non crediate che il Web non faccia opinione: è ciò che più preoccupa la Casta, non certo i belati parlamentari ed extraparlamentari.
Quanto stanno truffando – oggi, mentre scriviamo – nelle nostre tasche ai distributori di carburante? Quanto ci trufferanno, durante la stagione invernale, con i contatori del metano “taroccati” – guarda a caso – sempre a loro favore? Oppure immettendo CO2 nelle tubazioni, con la scusa di mantenere la pressione d’esercizio? Quando una rete complessa – in casa non ce ne possiamo accorgere – viene rimessa in eser
cizio solo nella stagione invernale, “sbuffa” anidride carbonica per un buon quarto d’ora.

Questi sono soltanto dati tecnici – sempre a loro favore, sotto l’aspetto economico – ma c’è di più: perché la gestione delle rinnovabili non può diventare pubblica? Perché ENI ed ENEL si guardano bene dal promuoverle e si limitano sempre alle energie non rinnovabili? Lo sappiamo: in un sistema finito (fossili ed Uranio) si controlla più facilmente il mercato. Di fronte all’infinito delle rinnovabili, la cosa è più complessa.
Ecco, allora, una “leva” dalla quale partire per creare delle aggregazioni, un movimento che chieda la gestione energetica del Paese non più nelle mani di pochi oligarchi, bensì in mano pubblica – in un nuovo “pubblico”, non certo dalle parti di Scaroni – anche se la spicciola gestione tecnica potrà essere affidata ai privati.

Abbiamo già chiarito – cifre alla mano – in precedenti articoli come sarebbe possibile ricavare più del 40% dell’energia elettrica[7] soltanto da tre campi eolici off-shore posizionati al largo della Puglia, della Sicilia e della Sardegna, senza nessun problema ambientale: invisibili da terra. Un’elaborazione compiuta su dati del CESI, non chiacchiere: altro che il misero 20% delle centrali di Berlusconi, dopo il 2020 (!).
L’investimento necessario sarebbe di circa 5 miliardi di euro per 10 anni, ma il primo aerogeneratore inizierebbe a fornire energia subito, non dopo il 2020!
Come raccogliere una simile cifra?
Con l’azionariato pubblico garantito dallo Stato.
La convenienza economica del sistema eolico è acclarata, tanto che ovunque il mercato s’espande in modo iperbolico, anche al netto dei Certificati Verdi.
Grazie agli utili, sarebbe possibile fornire un rendimento ben superiore agli attuali bond in circolazione, con la garanzia dello Stato, giacché si tratta di un mercato che non può riservare sorprese.
Gestendo in modo oculato la collocazione dei bond – nominativi, piccolo taglio delle emissioni, “tetti” che impediscano l’accentramento dei bond stessi, controllo delle emissioni affidato alla Magistratura ed alla Corte dei Conti – essi diventerebbero una vera “ancora di salvezza” per i risparmi delle classi meno abbienti. Di più: la vendita d’energia, creerebbe comunque utili.
Bene: il 20% degli utili sarebbe destinato alla ricerca in campo energetico ed il rimanente 80% diventerebbe un fondo di soccorso sociale, senza possibilità di storni di bilancio, stabilito per norma. In questo modo, l’Italia potrebbe finalmente iniziare a sganciare l’assistenza dalla previdenza, il che non c’obbligherebbe a lavorare fino a 65 e più anni, mentre quel 20% destinato alla ricerca sarebbe la manna per tanti, giovani e volonterosi ricercatori.

Qualcuno potrà obiettare che una simile quota riservata all’eolico potrebbe riservare sorprese per la discontinuità della fornitura, e ciò è vero.
Dimentichiamo gli almeno 8 milioni di tonnellate di biomasse d’origine agricola e forestale, con le quali sarebbe possibile costruire un centinaio di piccole centrali termoelettriche a ciclo combinato, le quali avrebbero rendimenti dell’80% – energia elettrica e calore (riscaldamento invernale), non il 35% delle attuali centrali termoelettriche a combustibili fossili – che contribuirebbero a stabilizzare l’offerta.
Inoltre – visto che il solare termodinamico è un’invenzione italiana – non sarebbe male iniziare (la Spagna ha già cominciato!) a costruire qualche centrale termodinamica che non sia il solito tormentone per allocchi di Priolo Gargallo. Una centrale termodinamica a gestione ENI! A quando, la gestione delle adolescenti perdute a Barbablù?
Non dimentichiamo che il termodinamico è importante per compensare la richiesta estiva dei climatizzatori e che, grazie alle elevate temperature d’esercizio, può fornire energia anche dopo il calar del sole. L’ENEA, inoltre, ha già completato gli studi per la generazione diretta d’Idrogeno mediante reazioni catalitiche alle alte temperature.
Infine, ci sarebbero interessanti studi da compiere per realizzare delle interazioni fra il solare termico e quello termodinamico.
Ci sarebbero poi tantissime, altre possibilità: voglio solo citare le pompe di calore le quali, in prossimità di “letti caldi” e nelle adiacenze dei vulcani, avrebbero altissimi rendimenti. E il moto ondoso? Le correnti sottomarine? Il recupero, a fini idroelettrici, delle migliaia di canali che alimentavano i mulini? Potremmo continuare. E, questi, sarebbero posti di lavoro a tempo indeterminato: garantiti, sicuri.

Non nascondiamo che il dilemma energetico è sfaccettato e complesso, ma sarebbe sbagliato scegliere la politica energetica – per quanto riguarda l’aspetto tecnico – mediante la lente politica o, peggio, ideologica: la Fisica rimane tale, e non si può abolire la Legge di Ohm.
Esempio: è allettante pensare alla produzione eolica destinata all’auto-consumo ma, se consulterete le mappe del CESI[8], noterete che, a terra e con piccoli impianti, difficilmente si superano le 1200 ore/anno di produzione alla potenza nominale[9]. Al contrario, i “campi” in mare aperto raggiungono le 3.000 ore/anno: il vantaggio economico è chiarissimo.
Sull’altro versante, però, sistemi locali diretti all’auto-consumo presentano risparmi per altri aspetti, quali il risparmio sulle perdite in rete e, tutto sommato, diminuiscono la complessità della rete stessa.
Se espandiamo il concetto ad altri metodi (solare termodinamico, termico, fotovoltaico, pompe di calore, idroelettrico di varia taglia e natura, ecc.) scopriamo che le scelte devono essere meditate considerando, per prima cosa, la convenienza, la semplicità, gli investimenti. Ossia gli aspetti tecnici.
Se, invece, consideriamo l’energia come problema sociale – ossia chi debba gestirla, come trovare fonti d’investimento, chi debbano essere i beneficiari degli investimenti, ecc – ecco che il problema è pienamente politico.
Siano piccole realizzazioni locali, siano grandi impianti – e, la decisione, è tecnica – a monte deve essere chiaro a chi andranno i frutti degli investimenti.
Purtroppo, siamo stati abituati – e molti, oramai, lo danno per scontato! – che le aziende debbano essere gestite dai privati: s’è visto quali vantaggi ha avuto la collettività dalla cessioni (in realtà, svendite) del patrimonio statale, dalla Società Autostrade al settore alimentare!
La gestione dell’energia è un caso ancora diverso.

Nominalmente a gestione mista, ma è solo lo Stato ad avere parola in merito, sia per ENI sia per ENEL: addirittura, fu deciso un prelievo (Tremonti) d’autorità sui bilanci delle due società per sanare i conti pubblici, quella che doveva essere la “tassa sul tubo”. Ben strano comportamento per delle società a gestione mista: gli azionisti privati, non hanno avuto nulla da ridire?
In realtà, la gestione “mista” nasconde la commistione fra la Casta politica ed i suoi attacché/padroni, che sono i grandi boiardi di Stato: i nomi li conosciamo tutti.
Rompere questo sodalizio è azione zeppa d’altissimi contenuti politici, poiché si va a toccare un nervo scoperto della Casta, uno dei principali cespiti di finanziamento (l’altro, è l’infinita moltiplicazione della finanza locale, gran fornitrice di tangenti bipartisan, come le recenti inchieste acclarano).
Perciò, lottare per una nuova politica energetica – tenendo fermo il punto della gestione sociale degli utili – è una battaglia rivoluzionaria, una battaglia contro la Casta.

Riassumendo: il problema energetico è avvertito e conosciuto da un più vasto pubblico, e da qui si potrebbe partire per dimostrare come un diverso approccio – comunitario e sociale – all’energia condurrebbe a vantaggi proprio
per le classi meno abbienti, a patto di stendere una normativa che leghi le mani (e, se si vuole, è possibile) agli oligarchi di regime.
Nessuno, qui, vuole negare l’importanza del risparmio energetico – sappiamo a quanto ammontano gli sprechi – ma quella del risparmio è una battaglia parallela, che si potrà condurre solo quando si dimostrerà che è possibile “intaccare” – a favore dei ceti meno abbienti – quelle decine di miliardi di euro annui che hanno in gestione gli oligarchi. In fin dei conti, il risparmio energetico – se non è affiancato dalla produzione alternativa, a gestione pubblica e con utili destinati al sociale – rischia di diventare una bellissima, pulitissima ed asettica battaglia per radical-chic ai tavolini dei bar. Cambio la lampadina ed ho salvato il mondo.

Rimane il problema di trovare strumenti d’aggregazione, “luoghi” dove incontrarci, conoscerci meglio, organizzarci.
Proprio per dare una mano a B + B&B, pubblicherò presto Italianova.org – un precedente tentativo fallì per incomprensioni interne – ed a Settembre cercherò di metterlo on line. Sono solo, ed il tempo è sempre tiranno.
Italianova potrà essere una “palestra” per discutere (con un blog collegato) un programma politico, modificarlo, proporlo e sarà aperta a tutti coloro che ne sposeranno i valori essenziali: comunitarismo, giustizia sociale, legalità, difesa dei valori costituzionali.
Chi mi ha seguito in questi anni, saprà che non nego i limiti del Web, ma mi rendo conto che solo dal Web si può ripartire: i mezzi tradizionali (speriamo in Pandora…e con questo voglio spezzare una lancia contro ogni settarismo) ci sono preclusi dalla corazzata di regime.

Non ho la stoffa del “salvatore della Patria”, e non vorrei che qualcuno pensasse a chissà quali mie mire: semplicemente, il poco che posso fare è questo. Poi, si vedrà.
Vorrei solo ricordare, a chi crede che saranno i tempi stessi a generare quel partito o movimento che ci porterà fuori dalle peste, che non conosce abbastanza la Storia: è vero che, nei momenti cruciali, gruppi organizzati si fecero avanti e – apparentemente con poco sforzo – cambiarono gli eventi, ma quei gruppi erano nati e s’erano organizzati prima. Non mi pare il caso di citare esempi che offenderebbero la vostra intelligenza.

In genere, leggo solo i commenti sul mio blog e là rispondo, ma questa volta – per l’importanza dell’argomento – leggerò anche quelli su CDC.
Perciò, vi prego d’essere concisi e diretti, senza fronzoli: chiedo idee, critiche ragionate, proposte, dubbi esposti con chiarezza. Evitate, se possibile, di cascare nella rete di qualche troll.
Poche cose: energia da fonti rinnovabili, gestione pubblica, utili a vantaggio dei ceti meno abbienti e niente nucleare. Per partire da qualcosa di concreto.
Chi vorrà aiutarmi, troverà sotto la casella di posta per contattarmi (usate solo quella, alcune vecchie caselle di posta le ho disabilitate).

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.com
Link: http://carlobertani.blogspot.com/2009/08/litalia-sta-andando-fondo-che-fare.html
11.08.2009

Copyright 2009 ©. Riproduzione vietata, salvo assenso scritto da chiedere a [email protected]

[1] Fonte : http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/crisi-37/produzione-industriale/produzione-industriale.html
[2] Fonte: http://www.scienzaegoverno.org/n/060/060_02.htm br>[3] Fonte: http://www.marineturbines.com/3/news/article/17/seagen_tidal_energy_system_reaches_full_power___1_2mw/
[4] Fonte: http://www.projetsolr.com/ br>[5] Sito: http://www.kitegen.com/index_it.html br>[6] Fonte: http://www.scienzaegoverno.org/n/046/046_01.htm br>[7] Vedi: http://carlobertani.blogspot.com/2009/03/venti-nucleari.html
[8] Vedi http://www.cesiricerca.it/Testi/link.aspx?idN=10
[9] Il rendimento di un aerogeneratore (qualsiasi taglia) viene valutato mediante un parametro che calcola le ore annue alla massima potenza. Le ore, nell’anno, sono 8.760 perciò, se un aerogeneratore fornirà energia per circa 2.200 ore/anno sfrutterà circa il 25% del totale. In realtà, l’aerogeneratore fornisce quasi sempre una quota della massima potenza (ad esempio: “gira” al 70% della massima potenza): il calcolo annuale tiene conto delle media di queste percentuali, e le conforma in un dato che sono, appunto, le ore di esercizio alla massima potenza.

Pubblicato da Davide

  • sheridan

    Per la raccolta di firme per il referendum contro il nucleare scendera’ in campo la caorrazzata Grillo. Durante il V3-Day del 4 ottobre (il luogo non e’ ancora deciso) verranno raccolte le firme e, come ben sapete, a Grillo basta una serata per fare un referendum.

    Quanto al quorum credo che, in questo caso, si raggiungera’, non credo inaftti che quelli del PD si siano rincoglioniti al punto tale da non appoggiare l’iniziativa.

  • GCT

    L’Italia, come sistema fisico nazionale ha consumato nel 2007 circa 339.900 GWh (gigaWattora) di energia elettrica. Questo quantitativo è circa un settimo dell’energia totale consumata in Italia.

    Secondo un sito Internet, che consiglio di leggere:

    http://maxart.wordpress.com/2008/07/

    una centrale fotovoltaica che produca una media di 1 GW (gigawatt, un miliardo di watt) nell’arco di un anno, supponendo un’efficienza dei pannelli del 15%, nei dintorni di Roma dovrebbe occupare ben 40 ettari, e costare la cifra esorbitante di 40 miliardi di euro.

    Stesso discorso per l’eolico, a parte i costi, in questo caso molto contenuti: Secondo lo stesso sito sopra citato, i “parchi eolici” non sono di dimensioni trascurabili: per ottimizzare lo sfruttamento del vento, si richiedono circa 10 ettari di terreno per ogni megawatt di potenza installata. Una centrale da 1 GW occuperebbe, quindi, circa 100 chilometri quadrati! Numeri che sempre secono il sito citato, di fatto ridurrebbero la potenza installabile in Italia a circa 45 GW.

    Non sono un esperto del settore, ma credo che una realistica soluzione al problema dell’energia in Italia non si intraveda all’orizzonte. Credo che dovremo tenerci sempre più cari i nostri vecchi, malandati e trascurati impianti idroelettrici.

  • LonanHista

    non c’è solo l’eni a distribuire carburanti in Italia, comunque lo stato deve trovare il modo di incassare, dato che lo scorso novembre si rischiò grosso, quando un asta dei titoli di stato andò deserta e nelle casse pubbliche non c’erano i soldi per pagare gli stipendi agli oltre 3 milioni di parassiti pubblici, la maggior parte fannulloni totali………………..e così lo stato è costretto a divenire biscazziere, con giochi e lotterie dai quali incassa oltre il 70% di quanto viene giocato, da quanti illusi dagli oltre 120 milioni di montepremi all’enalotto ci cascano a giocare………………………………………..inutile ripetere di essere snobbato, che nel mio blog è tutto già scritto, comunque voglio ribadire un dato di fatto fondamentale e cioè che PER PRIMA COSA OCCORRE AVERE IL QUADRO CHIARO DELLA SITUAZIONE e cioè fino a che punto il nostro paese il governo può decidere in autonomia la sua politica energetica o economica?…….esempio l’ex governatore Fazio pur di difendere l’italianità di alcune banche fece carte false……LO HANNO MESSO IN CROCE CON IL RISULTATO CHE UNA BANCA FINì AI FRANCESI, L’ALTRA AGLI OLANDESI, poi ricomprata da un altra banca Italiana con sovrapprezzo…………………VOGLIO DIRE che come il signor Gelli ha scritto, ci sono poteri sovranazionali ai quali dobbiamo sottostare, dai quali dipendono TANTI LORO LACCHé E CAMERIERI…..es. a succedere a Fazio era candidato anche un ex ministro del tesoro, siniscalco, che però non poteva divenire governatore di bankitalia perché sarebbe stato conflitto di interesse———————————-però poi è successo che un importante manager della banca d’affari più importante del mondo, si sia messo in aspettativa da questa banca ed è diventato governatore di bankitalia………….MA NON C’è CONFLITTO DI INTERESSE IN QUESTO CASO? tra l’altro per uno che sostiene il libero mercato(della finanza) che non ha bisogno di regole perché si regola da solo(E POI PANTALONE PAGA)………………………..un altro esempio: berlusconi ultimamente è stato attaccato ed è attaccato duramente da tutti i media soprattutto angloamericani, gli stessi per intenderci che incensavano fino a ieri il libero mercato…..il motivo è ovvio…IL SOUTHSTREAM E L’AMMICCAMENTO A GHEDDAFI E AI FONDI ARABI ….. mentre prodi ha dichiarato di rispettare le regole e non parcheggiare mai in doppia fila..IN SOSTANZA DICE DI NON DARE FASTIDIIO(infatti abbiamo visto le regalie fatte con le privatizzazioni l’ingresso nell’euro ricevendo in cambio la poltrona Ue)…………………………….IN POCHE PAROLE, SIAMO INDIPENDENTI? fino a che punto abbiamo libertà di scelta?…ed ilò nucleare ha ricicciato dopo un convegno del novembre 2007 a roma organizzato dalla lobby nucleare……mentre abbiamo svenduto le quote di produzione di zucchero ai francesi che intanto da questo zucchero estraggono etanolo, e in 200 distributori viene fornito come carburante…..NON POTEVAMO ESSERE NOI AD UTILIZZARE QUELLE QUOTE DI PRODUZIONE DELLA BARBABIETOLA DA ZUCCHERO PER PRODURRE ETANOLO?…………………etanolo che era stato il chiodo fisso di RaoulGardini alla fine anni 80 inizi 90, quando intendeva produrre etanolo e biocarburanti in tutta europa e far viaggiare gli europei come fanno oltre la metà delle auto in brasile, CIOè NON DOVENDO PER FORZA SUBIRE IL RICATTO DEL PETROLIO………………ebbene gardini si suicidò…………………………….un altro esempio:il primo tra i rivoluzionari sfruttando il web è stato Grillo….EPPURE IL SUO SITO è GESTITO CONTROLLATO DA UN QUALCUNO CHE è ALDISOPRA DEI SONDAGGI, capace cioè non solo di conoscere il pensiero della gente comune, MA DI DETERMINARLO….DI PLASMARE ATTRAVERSO PRECISI INPUT……di condizionare il pensiero comune……………………….ripeto quindi il quesito:MA SIAMO INDIPENDENTI?…….se si pensa che dipietro, così tanto..mò aggiusto tutto io perché sono un contadino-giudice onesto …ebbene dipietro avrebbe incontrato leeden, uno di quelli che conosce fatti e misfatti d’Italia meglio di noi…ecco, ma che vogliamo fare?……………senza SCORDARE CHE GLI AMERICANI SBARCARONO IN SICILIA CON L’AIUTO DI BOSS MAFIOSI, CHE POI SONO DIVENTATI E RIMASTI ANCHE REFERENTI POLITICI, cosa vogliamo fare?????? se non si ha percezione di ciò significa o non capire un cazzo oppure illudersi………………..TUTTO CIò SENZA CONSIDERARE IL LIVELLO DI RINCOGLIONIMENTO PERPRETATO DAI MEDIA, TUTTI NESSUNO ESCLUSO, con tanto di contentino anche ai complottisti, con appositi siti che in apparenza sembrano antisistema ma che nei fatti magari fanno parte della rete Open society………INSOMMA SIAMO CAPACI DI RENDERCI CONTO COME STANNO VERAMENTE LE COSE? SE SI..COME LIBERARSI ?….altrimenti sono solo chiacchiere!….autoreferenziali..BBBCCCfff….e nella speranza che qualcuno abbia afferrato, da parte mia mi sono rassegnato, oramai questa generazione e la prossima è persa….E POSSIAMO SOLO COVARE COLTIVARE E DESTARE L’ULTERIORE GENERAZIONE CHE VERRà….I RAGAZZINI GLI STUDENTI DELLE SCUOLE PRIMARIE DI OGGI, TENERLI LONTANI DA TV E GIORNALI, INSEGNARE LORO AD USARE INTERNET A DISTINGUERE LE STRONZATE, I CAVALLI DI TROJA DALLE VERITà….INCORAGGIARLI A LIBERARSI DEL GIOGO STRANIERO, ISTRUIRLI ALLA VIOLENZA SE NECESSARIO, PERCHé E ERBE DANNOSE, I NEMICI, I TRADITORI SI UCCIDONO SI ESTIRPANO……..serve solo questo, tutto il resto sono cazzate, parole ad effetto per avere consuderazione e spacciare qualche stronzata dentro libri o quantaltro……insomma è comportarsi proprio come il nemico che dovremo combattere!!!!! …………………..ps. sul sothstream qualcuno ha scritto che il memorandum di intesa fu firmato da prodi…cioè iil preaccordo………………..CIò PERò NON SIGNIFICA CHE PRODI INTENDESSE PARCHEGGIARE IN DOPPIA FILA….ANZI, come capo del governo non potè esimersi dal firmare il protocollo, il preliminare di intesa della pià importante azienda di stato…..MA SUCCESSIVAMENTE QUEL PROTOCOLLO RSTò FERMO…..PARCHEGGIATO SECONDO GLI INTERESSI DEGLI AMERICANI E LA SPINTA PER L’ALTRO PROGETTO IL NABUCCO…..solo con il cambio di governo il progetto southstream riprese quota…insomma prodi per rispettare le regole del parcheggiare, anche se non filo usa….doveva favorire l’altro progetto…e guarda caso l’unità ribadisce proprio questo criticando duramente la scelta di berlusconi ed il fatto che il southstream fosse antiusa e addirittura lesivo degli interessi europei!..SIAMO A QUESTO PUNTO!….il giornale del fu PCI che è diventato filo usa…………………………….E IN OGNI MODO GODIAMOCI INTERNET ANCORA PER POCO…PERCHé PRESTO DIVENTERà COME LA RETE CINESE:CENSURATA E FILTRATA!

  • redme

    ok…diamoci un appuntamento per un bel suicidio di massa…

  • fengtofu

    Rincoglioniti quelli del PD? forse non abbastanza. Ma venduti, si!

  • Stopgun

    Argomento veramente interessante;

    ho sempre pensato che chi controlla il mercato dell’energia è secondo solo a chi controlla il mercato dei soldi.

  • GiuseppeManeggio

    [quote]In fin dei conti, il risparmio energetico – se non è affiancato dalla produzione alternativa, a gestione pubblica e con utili destinati al sociale – rischia di diventare una bellissima, pulitissima ed asettica battaglia per radical-chic ai tavolini dei bar.[/quote]

    Quoto il nocciolo dell’ottima proposta, ma da queste parole mi sovviene una certa accusa che pioverà sicuramente non appena si tenterà di passare dalle idee ai fatti. Già perchè fin tanto che ci si limita alla denuncia o all’esposizione di concetti e idee, il carrozzone oligarchico che costituisce la Casta non se ne preoccupa, ma se si passa ai fatti le accuse mosse e la squalifica imperverserà attraverso tutti i potenti mezzi in mano al potere (media in primis).
    In passato è successa la stessa cosa con il movimento no global, e con Grillo. Qui le accuse, le sento già ridondare da tv a carta stampata, sarebbero di fascismo o di socialismo rivoluzionario. “Gestione pubblica con utili destinati al sociale”, magari come faceva Mussolini che destinava fondi alla costruzione di case popolari con orto annesso…
    Al di là di questa mia provocazione stiamo attenti a come muoverci in un terreno minato da accordi internazionali tra lobby finanziare ed economiche e politicanti intenti ad asservirli al fine della spartizione di potere e di immediati utili.

  • icemark

    Ottimo articolo, bravo Bertani!

    per GCT

    Ho dato un occhiata al sito che hai indicato ma non ho capito delle cose:

    1)quando parla di spazio occupato dai generatori fa l’esempio dell’Enercon E70 da 2,3MW, sul sito del produttore (basta seguire il link) parla di 3.959 metri quadri di “area descritta”, anche ipotizzando un rettangolo di 80 metri per 40m (dato che il rotore ha un diametro di 71m) il “mostro” occuperebbe 3200 metri quadri (0,0032 Km quadri) per 2,3MW

    2) la Germania ha una potenza installata di 22.247MW, con questi si sono prodotti 39,5TW/h (sempre dati presi da quel sito), vuol dire che per 1MW di potenza installata produci 1.775,52MW/h, ti sembra poco?

    Ciao

  • redme

    sull’ economicità della traformazione della produzione energetica non vi sono dubbi, non a caso i maggiori investimenti mondiali sono appunto rivolti a ciò…per il resto siamo alle solite: non esiste nel mondo, e in italia meno che mai, una forza politicamente in grado di gestire la fase in maniera democratica. I vari (giusti) tentativi sono velleitari senza un progetto politico a 360 gradi….o pensiamo di poter sfilare l’osso al cane impunemente?

  • CarloBertani

    Per quanto riguarda il referendum, staremo a vedere. Quando io parlo di aerogeneratori – in nota c’è il collegamento ad un mio precedente articolo, “Venti nucleari” – parlo di installazioni off-shore, in mare. Lontano dalle coste, nessuno spazio occupato, costi maggiori del 25% e resa doppia rispetto alle installazioni a terra (3000 ore/anno contro le 1500 a terra). La tecnologia esiste ed è comprovata. Per quanto riguarda la possibilità di sfidare “L’Empireo” sull’energia, non lo ritengo impossibile: vanno benissimo le accuse “come Mussolini” o “come Chavez”. Non me ne può fregar di meno, tanto più che destra e sinistra, oggi, sono solo rottami storici del ‘900. Siamo pragmatici. Tutto dipende da noi, dal peso e dall’impegno che desideriamo conferire all’iniziativa. L’oligarchia si regge proprio sull’assioma che nessuno oserà sfidarla: quando succede, si scopre che il Re era nudo.
    Grazie a tutti
    Carlo Bertani

  • nessuno

    Re: L’ITALIA STA ANDANDO A FONDO: CHE FARE ? (Voto: 1)
    di GCT il Martedì, 11 agosto @ 21:05:38 CDT
    (Info Utente | Invia un Messaggio)
    L’Italia, come sistema fisico nazionale ha consumato nel 2007 circa 339.900 GWh (gigaWattora) di energia elettrica. Questo quantitativo è circa un settimo dell’energia totale consumata in Italia.
    Secondo un sito Internet, che consiglio di leggere:
    http://maxart.wordpress.com/2008/07/
    una centrale fotovoltaica che produca una media di 1 GW (gigawatt, un miliardo di watt) nell’arco di un anno, supponendo un’efficienza dei pannelli del 15%, nei dintorni di Roma dovrebbe occupare ben 40 ettari, e costare la cifra esorbitante di 40 miliardi di euro.
    Stesso discorso per l’eolico, a parte i costi, in questo caso molto contenuti: Secondo lo stesso sito sopra citato, i “parchi eolici” non sono di dimensioni trascurabili: per ottimizzare lo sfruttamento del vento, si richiedono circa 10 ettari di terreno per ogni megawatt di potenza installata. Una centrale da 1 GW occuperebbe, quindi, circa 100 chilometri quadrati! Numeri che sempre secono il sito citato, di fatto ridurrebbero la potenza installabile in Italia a circa 45 GW.
    Non sono un esperto del settore, ma credo che una realistica soluzione al problema dell’energia in Italia non si intraveda all’orizzonte. Credo che dovremo tenerci sempre più cari i nostri vecchi, malandati e trascurati impianti idroelettrici.

    Re: L’ITALIA STA ANDANDO A FONDO: CHE FARE ? (Voto: 1)
    di icemark il Mercoledì, 12 agosto @ 03:45:32 CDT
    (Info Utente | Invia un Messaggio)
    Ottimo articolo, bravo Bertani! per GCT Ho dato un occhiata al sito che hai indicato ma non ho capito delle cose: 1)quando parla di spazio occupato dai generatori fa l’esempio dell’Enercon E70 da 2,3MW, sul sito del produttore (basta seguire il link) parla di 3.959 metri quadri di “area descritta”, anche ipotizzando un rettangolo di 80 metri per 40m (dato che il rotore ha un diametro di 71m) il “mostro” occuperebbe 3200 metri quadri (0,0032 Km quadri) per 2,3MW 2) la Germania ha una potenza installata di 22.247MW, con questi si sono prodotti 39,5TW/h (sempre dati presi da quel sito), vuol dire che per 1MW di potenza installata produci 1.775,52MW/h, ti sembra poco? Ciao

    Due post in assoluta buona fede ma non si capisce di come i numeri possano essere tanto diversi
    Uno che non ci acchiappa a chi deve credere?
    Ci vuole tanto spazio? Ce ne vuole poco? Producono tanto o poco?
    Se ci fosse qualcuno che ci acchiappa e riesce a darci i pro e i contro senza implicazioni socio/morali/politiche potremmo farcene un’idea anche noi poveri sprovveduti
    Parlo al plurale perchè penso che in molti non conoscano questa materia
    Uno di voi due ci dia qualche dato certo e univoco.Grazie

  • gamma5

    E’ un articolo tratto dal sito ASPO-Italia, leggetelo e capirete come purtroppo l’idea del fotovoltaico diffuso non possa e forse mai potrà risolvere anche in minima parte il problema energetico italiano e mondiale…alle energie fossili, in primis il petrolio, credo che non esistano alternative, se vogliamo continuare con questo paradigma economico della crescita infinita.

  • gamma5

    Il link che avevo dimenticato di inserire nel mio post precedente
    http://aspoitalia.blogspot.com/2009/07/come-cresce-il-fotovoltaico.html#links

  • icemark

    Guarda hai preso la persona sbagliata, non ci capisco niente di generatori eolici! Ho pure problemi con gli “a capo”…
    Io sono solo andato su quel sito e ho fatto 2 conti, il problema è che, con i numeri, uno ci gioca come vuole. Comincia parlando di migliaia di MW, poi di TW/h, parte con la potenza installata e poi fa i paragoni con tutta l’energia consumata, dice che sono alti 100m e con una pala di 71m (peccato che le pale sono verticali), insomma un bel miscuglio per non farmi capire niente…
    Quando si parla di potenza installata “credo” che intenda la potenza prodotta in un secondo, quindi 1MW di potenza installata vuol dire 3.600MW/h (potenza prodotta in un ora) SE il vento si mantiene in un certo range di velocità per tutto il tempo; il sito di prima parlava, in pratica, di 1.775MW/h circa, quindi un rendimento del 50% più o meno, a me sembra ottimo, visto che quelle ad olio combustibile hanno un rendimento del 36%, a carbone del 42% e turbogas del 57% http://www.enplus.it/enplus/pdf/enplus07.pdf

    Ciao

  • GCT

    Ribadisco di non essere un esperto, e quindi mi affido all’estensore dell’analisi da me citata nel mio intervento. Anzi, sempre sullo stesso sito, ho trovato un aggiornamento, che comprende anche il nucleare, il tutto mi sembra scritto da persona preparata e competente:
    http://maxart.wordpress.com/category/scienza-tecnica/

    Io più che altro ho voluto iniziare una discussione che sia incentrata sui veri problemi, che sono a mio parere:

    – la quantità di energia richiesta;

    – le attuali forme di creazione dell’energia:

    – quanto si può realisticamente ottenere dalle energie alternative con le cognizioni attuali;

    – quanto costerà l’applicazione di dette energie alternative e quale impatto ambientale avranno.

    Appare chiaro come il consumo di energia in un paese come l’Italia sia enorme. Partendo da un consumo annuo di 339.900 GWh e dividendolo per 8760 che sono le ore in un anno si ottiene una potenza richiesta di 38,8 GW, cioè l’Italia richiede per la sola energia elettrica, che conta però solo per circa 1/7 dell’energia totale consumata in un anno, semplificando, circa 39 centrali da 1 GW.

    Sempre semplificando, l’attuale produzione è data, all’incirca:

    4,91 GW da energia idroelettrica;

    0,68 GW da energia geotermica;

    0,50 GW da energia eolica;

    0,78 GW da energia da biomasse;

    0,005 GW da energia solare;

    totale 6,875 GW
    tutto il resto, pari a 32,125 GW da combustibili (gas, carbone, petrolio).

    Quanti GW si vogliono sostituire con le energie alternative ai combustibili tradizionali ?

    Abbiamo visto che un impianto da 1 GW di solare richiede 40 ettari (0,40 kmq) di superficie e 40 miliardi di euro, quindi 10 GW sarebbero 400 ettari (4 kmq) e 400 miliardi di euro.

    Un impianto da 1 GW effettivo di eolico dovrebbe costare 6 miliardi di euro, quindi 10 GW effettivi (45 nominali) richiederebbero una superficie di 1000 kmq. e 60 miliardi di euro. E secondo l’autore questo di 10 GW effettivi è il massimo ottenibile, con le tecnologie attuali, in un paese come l’Italia.

    Mi pare che l’autore non scarti le centrali nucleari. Una cosa è certa, le energie rinnovabili, salvo i costi di impianto, sono teoricamente gratuite e inquinano poco o nulla, ma non sarà comunque facile installare impianti di grande potenza.

    Per quanto riguarda la domanda di icemark, se mi sembri poco che in Germania per 1MW di potenza installata si produca 1.775,52MW/h, bisogna tener conto che 1MW di potenza installata va moltiplicato per 8760 per ottenere i MWh, quindi dovrebbero essere 8760 MWh e invece sono 1775,52. E’ quello che l’autore descive così: “Ci sono parecchi risvolti da considerare anche quando si parla di energia eolica, e si tratta di considerazioni che macchiano indelebilmente il “sogno” dell’energia pulita per tutti. In primo luogo, fino ad ora ho parlato solo di potenza installata, che purtroppo è cosa ben diversa dalla potenza reale che può fornire l’impianto. Mentre una centrale a carbone da 1 GW di potenza produrrà quasi sempre 1 GW di elettricità (tranne nei periodi di manutenzione), un parco eolico da 1 GW non raggiungerà quasi mai questa potenza. Per fare due conti, nel 2007 la Germania, il leader mondiale della produzione di elettricità dal vento, aveva una potenza installata di ben 22247 MW con i suoi generatori eolici: una cifra pari al 33% del fabbisogno medio annuale elettrico della nazione. Eppure, con tutta quella potenza installata in Germania si sono prodotti “solo” 39.5 TWh (terawattora) di energia elettrica, a fronte di un consumo nazionale di circa 585 TWh: insomma, dal vento la Germania ha coperto “appena” il 6.75% del suo fabbisogno elettrico. In sostanza, è come se le turbine eoliche tedesche fossero sempre andate al 20% della loro potenza massima.”

    Questo è facilmente comprensibile, visto che il vento non soffia sempre.

    Sarò grato a chi mi segnalerà errori nella mia esposizione, che come quella di icemark, è di un profano.

  • CarloBertani

    Per chiarire e dare qualche piccolo aiuto: un aerogeneratore da 1 MW, in mare, produce 3000 MWh l’anno, che sono 3.000.000 KWh annui. Una famiglia italiana consuma circa 12 KWh il giorno (ho calcolato sulla mia bolletta ENEL). In un anno, sono 4.380 KWh. Perciò, un singolo aerogeneratore da 1 MW (oggi ne costruiscono da 5 MW) soddisfa le necessità annue di 680 famiglie italiane. Uno da 5 MW quasi 3.500 famiglie.
    Non ho mai pensato e né scritto che, con gli attuali costi e rendimenti, il sistema fotovoltaico sia conveniente. All’opposto, ritengo che il fotovoltaico sarà il sistema che avrà, nel tempo, le maggiori possibilità d’evoluzione. Quando la tecnologia dei film sottili e dei pigmenti organici decollerà (è solo questione di tempo) sarà il sistema vincente, ma non ora. Oggi, è l’eolico il più conveniente: prova ne sia che addirittura l’ENEL è andata ad investire nell’eolico. Ma in Texas. Come prevedevo, si sono già intrufolati del troll che sostengono l’ineluttabilità delle centrali termoelettriche. Chiedete loro come pensano di risolvere il problema, visto l’esaurimento dei giacimenti (senza tirar fuori la bufala del petrolio inorganico o la decresita, che è questione seria e da approfondire, ma in altri contesti), vi dovranno rispondere: con le centrali nucleari di Berlusconi. Nemmeno quella è una soluzione, ma – almeno – riveleranno da dove scrivono: da qualche segreteria di un partito di governo.

  • vic

    Se proprio ci vuole il nucleare, si imbocchino strade che esulano dalla filiera dell’uranio, notoriamente una filiera anche di tipo militare. Ci si informi a che punto stanno le centrali al torio. Avrebbero alcuni vantaggi: 1) non si puo’ ricavare nessuna bomba atomica (niente plutonio), 2) il torio e’ molto piu’ diffuso dell’uranio e costa meno, 3) il problema delle scorie pare sia molto minore. Rubbia non dovrebbe aver problemi a fare un rapporto sullo stato dell’arte. Se la cosa funziona, voila’, si intavolano trattative con Teheran e gli si vendono le centrali al torio, che hanno un’applicazione esclusivamente civile. Non e’ che sia molto entusiasta del nucleare, ma sarebbe una soluzione parziale intermedia di compromesso. L’India ha gia’ costruito centrali di questo tipo? Funzionano bene? – La seconda strada da seguire e’ la tanto vituperata fusione fredda, a livello di ricerca e sviluppo, ovviamente. Poi ci sarebbe la ricerca e sviluppo sui motori e sulle propulsioni “alternative”. Parlo dell’elettrogravita’ (si pensi all’industria spaziale), e dei motori elettromagnetici del tipo ad effetto Searl, che estraggono l’energia dal vuoto. Esistono in varianti diverse, e funzionano. Provare per credere. Via con la ricerca e sviluppo allora. Vogliamo lasciare queste tecnologie nelle sole mani del complessi militari-industriali statunitensi, russi e cinesi? Non e’ ora che anche la societa’ civile ne possa giovare? Ok, ci sara’ una certa resistenza da chi di petrolio ci vive. Immaginiamo, tanto e’ estate, una bella auto che va’ ad effetto Searl. Niente benzina, niente batteria. Si raffredda solo un po’ l’aria. E col presunto riscaldamento globale, la cosa non nuocerebbe. Emissioni inquinanti zero. Ah gia’ tasse sulla benzina zero! Uhm, povero stato. Poveri benzinai.

    Forza popolo italico, che non sei senza risorse di buoni cervelli. E se i cervelli vecchi non ci stanno, largo ai cervelli giovani. E per favore non chiedete l’opinione di Piero Angela!

    Saluti e sogni estivi

  • vic

    Esperimento recente: si prenda del metano, lo si riscaldi, lo si sottoponga a pressioni pazzesche, simili a quelle che si hanno portando 40 km di roccia sulle spalle. Cosa salta fuori? Sorpresina: degli idrocarburi! Senza usare vegetali ne’ dinosauri decomposti!

    D’accordo e’ solo un esperimento da laboratorio superspecializzato. Pero’ non parlerei piu’ di bufala! Semmai di questione aperta, in attesa di conferme da altri laboratori.

    Saluti estivi

  • CarloBertani

    Si tratta di una semplice polimerizzazione: come spiega la presenza di colesterolo nel petrolio?

  • CarloBertani

    La Germania, già nel 1998, aveva mostrato un piano che consentiva di ricavare dalle rinnovabili l’intero fabbisogno energetico. Perché ci scervelliamo nel cercare soluzioni complesse, quando ne esistono di più semplici?

  • vic

    Siamo a cavallo: le banche centrali producono soldi dal nulla. In campo energetico facciamo lo stesso, estraiamo l’energia dal nulla! C’est si simple!

    Saluti e un sorriso

  • Galileo

    I mie complimenti LohanHista.

  • vic

    Grazie della buona notizia, da oggi smetto di bere petrolio. Passero’ all’acqua di fonte.
    Accidenti, mi dicono che contiene arsenico! Sono fritto, decisamente. Non mi resta che affondare e trasformarmi in petrolio. Facciamo un rapido calcolo: se 5 miliardi di cittadini si autosacrificano per l’umanita’, vanno a fondo e col tempo diventano petrolio. Quanto petrolio produrrebbero? O forse conviene di piu’ lasciarli marcire in una fossa biologica planetaria, li’ produrrebbero piuttosto del metano. In fondo gli incentivi psicologici sono gia’ all’opera. Eccola la soluzione: lasciamo affondare mezzo mondo e cosi’ creiamo petrolio in quantita’! Non bisogna proprio far nulla. Succede da se’. – Caro CB ho apprezzato l’articolo di fondo, molto istruttivo. Non prendertela se la metto sul ridere, serve ad alleggerire il blog, a non piangere, vista l’aria che tira.

    Saluti e complimenti

  • vic

    Le do’ ragione.

    Ho buttato li’ l’idea del torio a mo’ di compromesso, anche perche’ e’ originariamente un’idea italiana, se non sbaglio. Se riuscisse a smontare la filiera dell’uranio sarebbe gia’ un successo. Si pensi solo alla quantita’ immane di bombe atomiche che girano. Alla quantita’ immane di uranio impoverito che gira. In parte in fusti conservati all’aperto o quasi. In parte nei polmoni di popolazioni intere, anche con la nostra benedizione. Serve a muovere i nuclearisti verso posizioni meno pericolose. Ecco perche’ parlavo di compromesso, nel caso non si riuscisse a convincerli amollare sul nucleare.

    Gli USA in uno studio di pochi anni fa’ venivano alla conclusione che ce la potrebbero fare energeticamente con la sola energia geotermica. Se ce la possono fare loro (teoricamente), l’Italia che nuota fra vulcani e magmi caldi non dovrebbe essere da meno. Ci sono mille possibilita’ per produrre energia. Aprire molte nicchie non sarebbe male. Oltre ad acquisire un notevole know how tecnologico e scientifico diversificato, si aumenta la possibilita’ d’imbroccare la nicchia giusta. Saro’ un sognatore, ma le nuove energie, quelle del futuro non prossimo, sono quelle che accennavo in un altro post: fusione nucleare “fredda”, energia del punto zero e antigravita’. Non e’ fantascienza. Certo che se non ci si muove si resta al palo. E poi e’ anche una questione di civilta’: e’ poco saggio lasciare in mano queste cose solo ai militari delle grandi potenze, che si’ sa’, ne fanno un uso infame. E le usano da decenni, svegliamoci!

    Con simpatia

  • Suerte

    Hola a todos…

    …pur essendo informati sulle cause, e conoscendo anche qualche rimedio, non siamo in grado di far nulla.

    concordo, personalmente penso che ciò accade perchè il nostro potenziale di comunità di cittadini/contribuenti/elettori, si perde dietro alle 3635463735677376 “battaglie” che, anche giustamente, vanno portate avanti, dato lo stato emergenziale totale in cui ci troviamo.

    Siamo peraltro tenuti volutamente lontani e confusi sui temi veramente importanti dai media manipolati da chi ci rappresenta/amministra. Attraverso quest’ultimi controlla anche il grado di conoscenza e, quindi, di coinvolgimento delle comunità, su TUTTI i fatti/avvenimenti che ci riguardano.

    Dobbiamo puntare alla FONTE allora: al controllo diretto, NON filtrato, dei nostri “delegati/rappresentanti istituzionali” (minuscolo d’obbligo) che, per un motivo o per un altro, NON rappresentano quasi mai nostri VERI interessi/bisogni.

    Questa che ho l’onore di presentare è la LISTA PARTECIPATA,
    democraticissimo strumento per il controllo diretto dei nostri rappresentanti istituzionali.
    Tramite questa particolare lista civica, organizzabile per qualsiasi livello ordinativo (parlamentare/regionale/provinciale/comunale etc etc..), si concretizza, fin da subito, il concetto di DEMOCRAZIA DIRETTA, la forma più saggia, anche secondo me, di possibile organizzazione sociale:

    http://listapartecipata.org/ [listapartecipata.org]

    Sul sito web della LISTA PARTECIPATA si trova tutto il necessario (fac-simile di statuto costitutivo, stampati, riferimenti normativi, moduli raccolte firme, software free per la gestione della lista partecipata etc etc..) per riprenderci, se veramente lo vogliamo, la nostra piccola fettina di sovranità, strappataci dai nostri “rappresentanti politici” e purtroppo, PALESEMENTE mal gestita.

    …da quando mondo è mondo, i movimenti nascono dalle avanguardie.

    Eccola, secondo me, la nostra avanguardia:

    http://www.democraticidiretti.org/ [www.democraticidiretti.org]

    Un salutone al Forum…

  • jayadeva

    Energia dalle maree. Nello stretto di Messina l’acqua si riversa dal Tirreno allo Jonio e dallo Jonio al Tirreno con una frequenza di 6 ore. I pescatori chiamano questo femoneno Rema montante quando la corrente va a nord e Rema calante quando va a sud. Sfruttando queste masse d’acqua, che hanno una velocità di due metri al secondo, ci sarebbe una produzione continua di energia elettrica: già c’è una turbina sperimentale in funzione, si chiama Kobold ha un diametro di dieci metri e produce 40 kilowatt

  • duca

    Bertani, ci sto! Dei bei parchi eolici offshore (che fra l’altro in Danimarca sono diventati attrazioni turistiche!), certo c’è un problema di sicurezza: se “bin laden” (notare le virgolette please) volesse fargli fare “BUM!”? Beh, da alcune statistiche parrebbe che la nostra sia la 5a marina militare del mondo: potremmo finalmente darle un mandato conforme all’art. 11 della costituzione garantendo la sicurezza dei siti di produzione energetica, per quanto estesi possano essere, invece che mandare le nostre navi in giro per mezzo mondo a fare il “fiero alleaten Galeazzo Musolesi” che lustra le chiglie alle superportaerei di MR. OBAMAAAA.
    Un’altra strada da eplorare sono le biomasse: se mettessimo i campi campani, quelli infestati dalla munnezza tossica del nord, a produzioni “non food” per ottenere biomassa da utilizzare per impianti di generazione di energia, vuoi tramite biogas o processi legati alla pirolisi della biomassa, che come sottoprodotto ha, a quanto pare, carbone di legna (pomposamente chiamato “biochar”) che è un ottimo emendante per terreni e sembra ne aumenti la fertilità (chi ha avuto occasione di visitare siti dove nei tempi andati i carbonai facevano il carbone di legna avrà potuto notare come la vegetazione cresce più rigogliosa nei rettangoli dove venivano fatti i mucchi di legna poi coperti di terra…), alla lunga si potrebbero forse recuperare quei terreni per produzioni food con il benefico vantaggio, se quel carbone non viene bruciato ma viene invece usato per arricchire il suolo, di “sequestrare” e fissare il CO2 per un futuro misurabile in svariate generazioni.

  • LonanHista

    già…il re potrebbe scoprirsi nudo!!!! intanto però siamo noi la massa ad essere spogliati, pronti per essere scorticati…..nessuno che si indigna per un deficit complessivo che schizza in 2 anni(nemmeno 2 anni)dal 105%, al 125%, cioè 20 punti di pil, cioè quasi 350miliardi di euro……e secondo i media, sarebbero le conseguenze della crisi, minori entrate fiscali(meno 6 miliardi di euro) cassa integrazione 20 miliardi di euro ammesso che sia pagata tutta con fondi pubblici dato che esiste un fondo apposito…………….insomma, possibile che non ci si renda conto che la bce ha salvato le banche europee….e a pagare la bce debbono essere i governi europei….all’Italia tocca una rata, che ho calcolato tra i 120 e i 150 miliardi di euro…..CHE DOBBIAMO PAGARE NOI…………allora ci si rende conto di come funziona?————————sull’energiia se il nostro paese volesse o meglio POTREBBE….non solo avremmo autosufficenza energetica, ma potremmo anche venderla…..abbiamo la possibilità di sfruttare-1-eccedenze agricole come vino-etanolo, barbabietola(prima della svendita delle quote produttive), piantare colza, o il panicum virgatum che gli iraniani stanno cltivando in bosnia affittando un intera provincia di montagna…dove questa pianta cresce senza bisogno di concimi acqua etc..ED HA UNA RESA ECCEZIONALE PE IL BIOCARBURANTE…………………………………………………..2-eolico sia in montagna-collina che offshore -fotovoltaico..basta pensare ai poligoni militari di sicilia a sardegna inutilizzati e capaci di accogliee pannelli—————————————————3IDRICO MARINO, cioè turbine subacque….che con le correnti fortissime a continue per esempio dello stretto di messina potrebbero generare energia per tutto il sud——4-termovaloeizzatori….la monnezza va pure bruciata, allora so sfrutta ciò come a brrescia dove con i rifiuti mandana avanti la città…………………5addirittura in cina sfruttano lo sterco di yak per comvogliare i gas ad uso civile….quindi allevamenti di bovini suini etc………………………………………………..6….il calore del sottosuolo, specie nelle zone vulcaniche…o come stanno facendo vicino montecatini dove da decenni hanno acqua calda e corrente..in svizzera stanno trivellando vicino ginevra alla ricerca di queste “correnti” del sottosuolo e ne hanno trovate alcune vicino ginevra…………………………..7..i treni spostandosi possono convogliare aria verso una elica da cui una turbina anche solo per generare energia per il bar della stazione—————–8…….quante fonderie ci sono in Italia? nelle fonderie i forni debbono rimanere sempre accesi con temperature dai 300 fino ai 3000 gradi…ebbene dentro a questo forni c’è lo spazio per inserire dei bollitori di acqua il cui vaoire quante turbine potrebbe smuovere?——————–9.in francia alcuni condomini della zona di tolosa hanno inserito nelle caldaie da riscaldamento anche dei bollitoti per generareenergia—-EBBENE QUESTI CONDOMINI CON LA SPESA PER IL RISCALDAMENTO CI PAGANO ANCHE L’ENERGIA ELETTRICA PER LE LORO ABITAZIONI……………………………………e tante altre cose che non dico perché magari qualcuno copia il brevetto non registrato””””””””””””””””VOGLIO DIRE CHE VOLENDO POSSIAMO ESSERE AUTOSUFFICENTI….PERò POI COMA FA L’ENI? E LE SORELLE?..E GLI INTERESSI ATTORNO AL PETROLIO?——siccome siamo una colonia, non abbiamo il permesso neppure per estrarre etanolo dallo zucchero…..gardini (si) è suicidato per questo…………………………l’unica via d’uscita è quella di dare più autonomia agli enti locali, a cominciare dal federalismo fiscale e localmente, come stanno facendo già alcuni comuni,,,CERCARE DI AVERE INDIPENDENZA ENERGETICA SFRUTTANDO LE RISORSE E LE POSSIBILITà LOCALI(vento, sole, mare, allevamenti etc)…………………………………………….solo questo si può fare…tutto il resto sono chiacchiere inutili, ed è da bambini “tirarsela”,anche perché la prima cosa da fare è quella di AVERE CHIARO IL QUADRO DELLA SITUAZIONE, IL DATO DI FATTO…..perché è inutile parlare di riforme cambiare quando al potere poi ritroviamo sempre gli stessi infami, che ubbidiscono alle logiche sovranazionali, E CHE CI IMPONGONO DI PAGARE 150MILIARDI DI EURO COME QUOTA PER SALVARE LA FINANZA SPECULATIVA….mentre abbiamo come governatore di bankitalia proprio un fan accanito del libero mercato…uno speculatore puro………….o si fa piazza pulita oppure è tutto inutile…..perché ANCHE SE CAMBIAN VESTITO SOTTO CI SONO SEMPRE GLI STESSI………..

  • kermitilrospo

    ma se ogni casetta fosse indipendente dal punto di vista energetico (microeolico,fotovoltaico,acqua calda,isolamento termico) ci sarebbe bisogno di produrre meno… il solito discorso

  • CarloBertani

    Ottimo contributo, yajadeva, un metro cubo di acqua pesa una tonnellata: alla velocità di due nodi…cica 4 Km orari, quanta energia produce? Abbiamo tutte le competenze per costruire queste macchine: Italcantieri, è un vero e proprio concentrato di know how marino. La MM ha le mappe delle correnti sottomarine: perché non iniziamo una fase sperimentale? O continuiamo passando dal prototipo ad una prima produzione in serie? Altra considerazione: una tonnellata di petrolio costa circa 500$, con un potere calorifico di circa 10.000 Kcak/Kg. Una tonnellata di biomassa ha circa 4.000 Kcal/Kg: di conseguenza, può avere un valore di circa 200$/t (fate la prova del 9 sul costo dei pellets). Ci sono 8 mln di tonnellate di scarti agricoli, più quelli del legno: s’arriva comodamente a 20-30 mln di tonnellate. Quanto gettiamo al vento per ingrassare la “filiera” petrolifera? La tecnologia, c’è: svegliamoci, invece di farci rapinare.

  • vic

    Qual’e’ l’altezza del flusso di riversamento? In teoria dovrebbe piu’ o meno essere dell’ordine di grandezza dell’effetto marea. Si parla dell’ordine del metro, o e’ di piu’ e coninvolge tutta la profondita’ dello stretto? Poi sarebbe da vedere anche per quanto si estende in lunghezza. Certo che la massa coinvolta e’ parecchia. Approssimativamente un litro di acqua che si muove a 2 m/s corrisponde energeticamente ad un litro di aria che si muove a 66 m/s che e’ un vento fortissimo, superiore a 200 km/h.

    Leggevo oggi che esistono turbine eoliche da piazzare in mare aperto profondo fino a 600 m. Il trucco e’ che non occorre costruire il pilone di supporto fino a toccare il fondale, ma e’ invece previsto un pilone-contrappeso che si immerge per ca 100 m solamente. Il generatore quindi e’ come un’enorme boa, che viene ancorata al fondale con dei cavi d’acciaio. Il vantaggio: in mare aperto di norma il vento e’ piu’ sostenuto e regolare. Ed inoltre non si ode il rumore a riva! Questa tipologia di generatore eolico allarga dunque il ventaglio dei siti da prendere in considerazione.

    Per le considerazioni fatte sopra, forse val prima la pena di localizzare prima i siti con forti correnti.

    Saluti e forza con le idee

  • ottavino

    Caro Carlo, il tuo sforzo è lodevole. Ma in fondo qual’è il tuo scopo? (come quello di molte iniziative simili). Fare in modo che si continui a vivere come viviamo. Fare in modo che lo shopping vada avanti, che la festa continui, che il luna park continui a girare. No grazie, non mi sforzo. Resto ad osservare lo spettacolo di una civiltà in agonia. Mi dà più soddisfazione. Ciao

  • vic

    Quanti sono al corrente che la fusione fredda funziona? In un laboratorio Israeliano producono calore con la fusione fredda usando 25x meno energia elettrica di quel che occorrerebbe normalmente. Esperienza convalidata da un gruppo dell’Enea, tanto per dirne una, e da altri laboratori nel mondo. Che l’Enea stia ritornando sui suoi passi a proposito della fusione fredda, lo conferma il fatto che organizza un simposio internazionale a Roma il prossimo ottobre. Ne approfitto per ricordare la figura di un grande fisico teorico che cantava fuori dal coro, uno dei tanti cervelli che l’italia ha piu’ o meno mandato al macero: Giuliano Preparata. Morto forse dai dispiaceri patiti. La sua intuizione di spiegare il fenomeno della fusione fredda come un fenomeno collettivo, si sta rivelando azzeccata. Credo che sia stato uno dei primi ad avere un’idea teorica valida sulla faccenda. Si sta rivelando invece del tutto fuorviante l’approccio dei “cannonieri”, quelli che sparano particelle contro altre particelle per vedere cosa salta fuori dallo scontro. Preparata si rifaceva ad un grande teorico che era Eugene Schwinger. Dunque cari politici, tocca a voi stanziare i fondi e tocca a voi nutrire il cervello dei giovani ricercatori, perche’ sono loro il know how italiano di domani, non certo le escort o le veline. Lo so’ che una notizia cosi’ e’ una doccia fredda per i soloni della scienza e per i giornalisti scientifici di regime. Forse e’ ora di cambiare generazione pure li’, oltre che in campo politico.

    Cin cin

  • airperri

    Ormai per me e’ una questione puramente filosofica.

    Potresti essere anche Einstein o Nikola Tesla e portare le soluzioni migliori e piu’ innovative. Ti metterebbero da parte.
    Lo hanno gia’ fatto e lo faranno sempre.
    Finche’ ci sono interessi sopra, sara’ sempre cosi’ .

    Non c’e’ speranza con queste persone che governano.

    Leggete Krishnamurti, o chi vi pare, e’ cosi’ e non cambienra’ nulla.

    Leggo sempre frasi tipo: lo sai che riciclando il tuo rutto potresti alimentare 1, 45 kilostronzi neutronici ?
    oppure : il ministro tal dei tali o l’onorevole X ha una Pagani Zonda parcheggiata nel suo attico da 9mila metri quadri sopra il lago di Como che paga 8 euro al mese di affitto.
    E tanto non cambia niente, sempre gli stessi commenti sulle stesse persone nelle stesse situazioni.

    Adios

  • CarloBertani

    Noto che il sentimento dominante è la depressione. Non è vero, Ottavino, che non cambierebbe nulla: semplicemente, i soldi che oggi vanno nelle tasche della filiera del petrolio sarebbero destinati alle classi più disagiate. Scusa se è poco. Per quanto riguarda la fusione fredda, basta leggere quanto affermò il prof. Del Giudice già parecchi anni or sono: gli mancavano solo 5 miliardi di lire per avviare la fase ingegneristica del progetto. Io non ho nessuna mira, né cerco nulla per me: mi spiace per le giovani generazioni, che credono d’osservare il tracollo di una civiltà, ma non sanno cosa significa. Carlo Bertani

  • myone

    Nessun politico ha nell’ anticamera del cervello lo stanziamento di soldi per ricerca mirata,
    o volonta’ di riconversione del modo di vivere.
    I soldi vengono buttati a tanti paraculi che ci mangia sopra e scaldano sedie.
    Gia’ si sapeva, ma l’ 80% di stanziamenti, iniziative varie pro questo e quello,
    vanno per mantenere attivo il sistema ” richiedi ancora che andiamo avanti”

  • myone

    Sembra non ci sia altro da fare.

  • mug

    Permacultura.