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L'ITALIA, IL PAESE DOVE A COMANDAR E' IL SIGNOR NESSUNO


DI MASSIMO FINI
ilgazzettino

Luigi Bisignani, allora oscuro cronista dell’Ansa, comparve all’onor del mondo quando nel 1981 il suo nome fu trovato fra i quasi mille iscritti alla Loggia P2 di Licio Gelli. Un peccato, anche se non innocente, di gioventù (aveva 27 anni), perché sono sempre stato convinto che la P2 fosse un’associazione a delinquere solo nei suoi vertici (Gelli, Ortolani, Calvi e Tassan Din) mentre per il resto si trattava, per lo più, di una framassoneria di stracciaculi per fare carriera alla svelta.

Dieci anni dopo troviamo però Bisignani in una vicenda che non è framassonica o paramafiosa ma penale. Divenuto nel frattempo capo delle relazioni esterne del Gruppo Ferruzzi (Raul Gardini/Sam) è colto con le mani nel sacco nella supertangente Enimont («la madre di tutte le tangenti») e condannato a due anni e otto mesi di reclusione.Una brillante carriera spezzata. Mi stupii quindi quando lo rividi ricomparire nella cosiddetta «Tangentopoli 2» ascoltatissimo consigliere di Lorenzo Necci, l’amministratore delegato delle Ferrovie, la più grande azienda di Stato italiana, poi condannato per vari reati. Pensavo infatti che nei confronti di tipetti alla Bisignani scattasse una sorta di sanzione sociale e che almeno nella Pubblica amministrazione nessuno volesse averci a che fare. Invece Bisignani era sempre lì, più riverito che mai, ricevuto in tutte le case che contano.

La settimana scorsa ho aperto il giornale e ho letto: «Ricatti, arrestato Bisignani». Arieccolo. Se la cosiddetta «P4» sia un’associazione a delinquere lo giudicherà la magistratura, ma mi ha colpito la definizione che di Luigi Bisignani ha dato il Gip di Napoli: «Ascoltato consigliere dei vertici delle più importanti aziende controllate dallo Stato, di ministri della repubblica, sottosegretari e alti dirigenti statali… un personaggio più che inserito in tutti gli ambienti istituzionali con forti collegamenti con i servizi di sicurezza».

«È amico di tutti» ha detto Gianni Letta, per giustificarsi. Ma proprio questa è la cosa grave. Altro che «sanzione sociale». Questa non opera per le mele marce, inserite in tutti i gangli dello Stato, con un crescendo impressionante negli ultimi trent’anni, che si annusano, si fiutano, si riconoscono e si cooptano, ma per quelle sane, temutissime perché non sono ricattabili. Vade retro Satana. È con i Bisignani che ci si intende.

L’Italia è davvero uno strano Paese. Nel 1981 scoprimmo che il vero burattinaio non stava né a Roma né a Milano né a Torino ma a Castiglion Fibocchi, non abitava i Palazzi della politica, era un modesto dirigente della Permaflex oltre che uomo volgarissimo e di un’ignoranza quasi comica (Angelo Rizzoli mi raccontava che «manager» lo pronunciava «managè» e, piccandosi di parlar francese, diceva «debals» al posto di «debacle»). Si chiamava Licio Gelli. Chi era costui? Gli italiani non ne avevano mai sentito parlare. Ma quelli che contano sapevano benissimo chi fosse e quanto potesse. Tutti. Se è vero che persino Indro Montanelli sentì il bisogno di andare in pellegrinaggio da lui all’hotel Excelsior di Roma, dove teneva base.

Oggi, 2011, scopriamo che chi determina i presidenti e gli amministratori dei grandi Enti di Stato, decide chi deve dirigere la Rai, influenza ministri e sottosegretari più che Silvio Berlusconi è un signor Nessuno, noto alle cronache solo per squallide vicende giudiziarie, di nome Luigi Bisignani.

Massimo Fini
Fonte: www.ilgazzettino.it
27.06.2011

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    Mezze calzette di malfattori, questa è la rappresentanza “meritata” di questa stranissima cosa chiamata italia. C’è davanti a noi un lavoro di semplificazione immane da una parte, e di ricostruzione dal basso ancor più radicale dall’altra.

  • GRATIS

    la chiamano stagocrazia: potere a chi sta nascosto.

  • GRATIS

    stegocrazia, errore di battitura

  • redme

    …che c’è di strano? la massoneria è parte fondante della nazione, vorreste che non dicano la loro?…la P2 fù una deviazione in chiave stay behind…la “natura” abborrisce il vuoto e, nel nulla del regime berlusconiano, qualcuno dovrà pur prendere delle decisioni…..e poi vi ricordate quel piccolo viaggetto del papa, un paio di anni fà, ad Edimburgo capitale dei grembiulini?

  • oldhunter

    forse è meglio “stercocrazia”…

  • Affus

    ” Nel 1981 scoprimmo che il vero burattinaio non stava né a Roma né a Milano né a Torino ma a Castiglion Fibocchi, non abitava i Palazzi della politica, era un modesto dirigente della Permaflex oltre che uomo volgarissimo e di un’ignoranza quasi comica (Angelo Rizzoli mi raccontava che «manager» lo pronunciava «managè» e, piccandosi di parlar francese, diceva «debals» al posto di «debacle»). Si chiamava Licio Gelli ”

    TI SBAGLI DI GROSSO MASSIMO FINI, con giornalsiti cosi la massoneria dorme sogni felici, Gelli era solo un burattino,un povero arruolatore ,sopra di lui stavano i veri poteri forti ,quelli /o che finanaziavano tutti i partiti dell’arco costituzionale ,quelli che eliminarono Mattei e si occupava pasolini….

  • maremosso

    Siamo alle solite. Tutti convintissimi della commistione tra massoneria, servizi, vertici militari, vaticano, c.i.a., vera essenza del potere. E allora? Qualcuno fa qualcosa, specialmente tra gli assertori di questa legittima teoria? Zero meno di zero. I binari della critica viaggiano sempre unicamente contro il politico di turno, che alle volte fa quello che può, senza badare a chi sta dietro. E’ mai nato un movimento politico che razionalmente e non anarchicamente si prefigge come obiettivi principali l’uscita dalla UE, dall’EURO e dalla NATO, l’espulsione dei soldati non italiani dal ns territorio, il divieto della costituzione di sette e corporazioni segrete, la rinegoziazione dei trattati internazionali, l’eliminazione dell’influenza straniera sui nostri apparati militari e finanziari, la revisione dei patti lateranensi, la necessità di ripristinare la sovranità monetaria nazionale o regionale, l’autonomia energetica, la ricostituzione di un’esercito di leva professionalizzato, l’assetto confederale in macroregioni, la partecipazione o il controllo delle società con migliaia di dipendenti, l’obbligatorietà della trasparenza della compagine sociale dei detentori delle quote di capitale delle SPA e SRL, il funzionamento reale della concorrenza di mercato, la possibilità di statalizzare le attività industriali e finanziarie strategiche che chiudono immancabilmente per decenni col bilancio in parità indennizzandole in funzione delle tasse che hanno versato. Finchè l’opposizione in fermento se la prenderà con il Berlusconi di turno non si va da nessuna parte.

  • Affus

    ma ti rendi conto che questo che dici lo puoi realizzare solo eliminando tutti i parititi e con una feroce dittatura ?

  • maremosso

    No. Basta incominciare con un programma condiviso estendendolo ad altri paesi europei che manifestano la stessa sensibilità. E’ chiaro che alla protesta occorre proporre soluzioni alternative coerenti e non campate per aria. Se si arriva al 10% di consenso si è in grado di organizzare referendum ed esercitare una pressione sufficiente per attuare i cambiamenti auspicati in modo almeno parziale. Se viceversa si gioca unicamente allo sfascio proponendo sistemi di governo anarchici ed utopistici si innesca la rivolta seguita solo da una restaurazione peggiore.

  • Affus

    Te lo dico io come lo puoi attuare questo bel programma .
    Con quattro o cinque campi di restrizione in Italia o in Kenia , sempre rispettando la dignità delle persone in ognuno di essi .

  • maremosso

    E’ una risposta qualunquista, non significa nulla. Si cominci per gradi e per argomenti. Vediamo quanti sono d’accordo nell’uscire dall’Euro o dalla UE, o nel dichiarare prevalenti, quando in contrasto, le disposizioni normative italiane su quelle comunitarie. Proviamo a costituire un Tribunale Etico Europeo di condanna per le stragi, i complotti e le falsità americane o della NATO nel dopoguerra. Basta un nucleo di 50 aderenti sul Blog, un lavoro di ricerca dei fatti e delle testimonianze, 500 euro all’anno (cioè dieci a testa) per pagarsi un locale comunale necessario al coordinamento. Quando si arriva a 10000 contatti e condivisioni si parte con una mostra fotografica, una conferenza stampa ed una fiaccolata che termina davanti ad una sede consolare USA senza bandiere di appartenenza nè rosse, nè della pace, nè cattoliche, nè tricolori, ma solo con manifesti di condanna per gli atti criminali e le relative conseguenze. Ogni mese si ripete con una nuovo richiamo : Vietnam, Afghanistan, Libia, complicità Abkhazia, Grenada, complicità Cile, Serbia, Kosovo, complicità Argentina, Panama, complicità Messico, Pakistan, Irak, non si finisce più. Non una manifestazione generica contro le guerre, ma specifica contro quelle della NATO e degli Stati Uniti che sono il centro del potere attuale. Se il movimento d’opinione risulta slegato da partiti e fazioni in questo modo si riesce sensibilizzare l’opinione pubblica.

  • bstrnt

    “Non una manifestazione generica contro le guerre, ma specifica contro quelle della NATO e degli Stati Uniti che sono il centro del potere attuale.”
    Ancora per poco, dopo, visti i quisling che si avvicendano al potere in questo disgraziato paese, saremo a soddisfare i desiderata cinesi, sperando che questi ultimi siano almeno un po’ più intelligenti dei fondamentalisti puritani a stelle e strisce.

  • Earth

    “Basta un nucleo di 50 aderenti sul Blog”

    E che ci vuole a farlo? Al posto di perdere tempo a scrivere, fallo e vedremo se funzionera’, secondo me non portera’ a nulla, ma e’ sempre meglio che ti attivi al posto di venire qui a scrivere ovvieta’.

  • franzpat

    Condivido pienamente. Mi sembra chiaro ed incontestabile che Gelli (e la P2) fosse solo uno strumento attraverso il quale i c.d. “poteri forti” (anche a carattere sovranazionale) influenzavano e condizionavano indebitamente la vita politica ed istituzionale del nostro paese.

  • Fabriizio

    assolutamente d’accordo con Affus.

    Gelli era il portiere del condominio Italia.

    Per conto terzi.

  • consulfin

    che vuol dire “stracciaculo”?