L’Italia ha fatto crack

L’Italia ha fatto crack

Di Roberto Pecchioli, ereticamente, net

L’Italia ha fatto crack. Letteralmente, gioiosamente, a spese del contribuente. Il comune di Bologna, in occasione di un raduno di tossicodipendenti, offre le pipe per il crack, droga sintetica di origine americana dagli effetti dirompenti ricavata dalla cocaina. Favoreggiamento di vari reati, probabilmente, che non verranno perseguiti da una magistratura diventata – non solo in Italia – potere al di sopra del popolo, del parlamento, del governo. L’assessore bolognese ai servizi sociali, l’ottima signora Matilde Madrid, afferma che “è banale ripetere che la droga fa male”. La verità irrita soprattutto le levatrici della nuova società in cui il degrado diventa legge , a carico dello Stato. Bologna la dotta, la grassa, la strafatta. Avanguardia dell’Agenda 2030, dell’a-società post borghese e delle magnifiche sorti, progressive e tossiche.

L’Italia ha fatto crack a Padova, come Bologna città di antica cultura, dove l’ “assessora” ai servizi sociali Margherita Colonnello è diventata madre appendendo in comune un fiocco arcobaleno. Si augura che il figlio (o meglio figli *) scelga il suo sesso/genere come e quando vorrà, laicamente pregando che non diventi xenofob* né, orrore, omofob*. Nell’attesa gli ha imposto (verbo che certo aborrisce!) il nome Aronne, maschile, poiché il piccolo (a cui auguriamo vita lunga e felice nonostante il genitore 1), a prima vista è sembrato un maschietto. Dio toglie il senno a chi vuole rovinare, ma il danno è inflitto anche a un bimbo che, speriamo, resterà Aronne e maschio malgrado gli spropositi materni (pardon, genitoriali 1).

L’Italia ha fatto crack anche a Genova, dove il sindaco neo eletto (piuttosto che dire sindaca mi taglio la lingua) ha compiuto il suo primo atto amministrativo registrando all’anagrafe a favore di telecamera un bimbo con due madri lesbiche, nato con qualche alchimia tecnologica. L’ultimo crack riguarda due ragazze della squadra nazionale di nuoto ai campionati mondiali di Singapore, pizzicate a rubare in un locale e precipitosamente rimpatriate. Una di loro appartiene alla sezione sportiva della Guardia di Finanza, il corpo militare incaricato di colpire i reati economici e finanziari. Senza parole. Una giovane che si dichiara artista ha assicurato, in uno sconclusionato monologo udito su un mezzo pubblico che Pinocchio è gay. Gli eventi citati hanno tutti come protagoniste giovani donne, segno che anche il femminismo ha fatto crack. L’ altra metà del cielo raggiunge e supera in negativo l’aborrito maschio . Tutto in un paio di generazioni: la forza della contemporaneità, dromocrazia ovvero potere della velocità.

L’Italia ha fatto crack anche nella difficoltà di reperire operai specializzati. I banchi di lavoro restano deserti per il combinato disposto della scarsa volontà di imparare mestieri per i quali serve tempo, applicazione e buona volontà; del disinteresse delle istituzioni per la formazione professionale, con la chiusura delle scuole dedicate e la mancanza di prestigio sociale verso le abilità che insegnano; della diffusione da mezzo secolo dell’aborto libero a spese dello Stato (che finanzia la propria estinzione) la cui conseguenza è il drammatico vuoto generazionale. In Friuli sono in arrivo trecento operai metallurgici ghanesi, ma la sostituzione etnica è una menzogna, dicono. I giovani autoctoni si limitano ad affollare le graduatorie per gli impieghi pubblici, mentre la parte proattiva lascia l’Italia: cinquantamila all’anno se ne vanno. Un crack dopo l’altro, come l’ utilizzo di fondi del magico PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per il recupero del dismesso ospedale psichiatrico di Napoli, occupato da un sedicente Centro Sociale. Una prova in più che codesti antri – sentine di degrado, illegalità, non di rado luoghi di consumo di sostanze stupefacenti – sono a ogni effetto parte delle istituzioni, figli discoli a cui i genitori perdonano tutto e riempiono il portafogli. Il caso del milanese Leoncavallo insegna.

L’Italia fa crack da tempo nel degrado di città e paesi deturpati dalla bruttezza, dall’incuria, in cui si aggira malmostosa, malvestita e in fondo triste una neoplebe fatta sempre più da spostati di ogni risma e provenienza. Anche i muri sono sfigurati , sporcati, oltraggiati da ghirigori, scritte, segni, macchie senza senso . Fa crack questa terra che fu la nostra – bella, amabile, dolcissima- nella deindustralizzazione crescente, nel deserto di paesi e aree interne svuotate di servizi e quindi di popolazione. L’ Italia fa crack nel trionfo del brutto, del volgare, della sciatteria e del regresso civile, culturale, economico, valoriale, nel malfunzionamento di infrastrutture, sanità, trasporti, scuola.

Non è più una questione politica, benché la politica, oggi espropriata di potere, abbia le sue colpe. Servirebbe una battaglia culturale di lungo periodo, ma chi la combatterà? La più reattiva, ahimè, è la generazione anziana, che non ci sta perché ha visto tempi migliori ed è in grado di fare paragoni. Gli altri sono stati convinti che la vita è un parco giochi; non possono che comportarsi di conseguenza e diventare tanti Peter Pan (il capo della banda dei Bimbi Sperduti…) zingari dell’anima, precari senza tenda e senza la forza tribale dei nomadi veri. Al tempo del grottesco riarmo per combattere il nemico che non c’è e rianimare l’industria morente, chi andrebbe in guerra (Dio ci scampi) se le generazioni sono quelle che vediamo, vuoto demografico a parte? Mercenari senza dignità e senza principi, i cui capi diventeranno – come è accaduto tante volte nella storia- il nuovo potere.

Concretamente, chi insegnerà qualcosa – fosse soltanto un minimo di educazione – se le classi dirigenti sono parte essenziale del crack? L’ inciviltà, il regresso (il contrario del progresso…) hanno vinto su tutti i fronti E tutto questo viene percepito come segno di libertà e autenticità, un termine che cela l’assenza di senso civico, stile, l’indifferenza alle regole elementari della civiltà, l’accettazione del male, il vuoto che permette alla coscienza di Matilde Madrid di ritenere giusto e civile offrire pipe per il crack, e definire banale chi ricorda che la droga è orribile come ogni dipendenza. Ma tutto è banalizzato (la parola che piace all’esponente politica bolognese), tutto è normalizzato. Nel male.

L’Italia ha fatto crack perché si è trasformata in un luogo triste privo di amore, di giardini senza bambini frequentati da cagnolini per i bisogni, da padroni con paletta e sacchettino, da torme di venditori di pastiglie, intrugli tossici e polverine, in attesa degli acquirenti. Sempre più numerosi, sempre più giovani, sempre meno consapevoli di rovinare se stessi e la società, parola di cui ignorano il significato . Non c’è nessuna vera campagna antidroga, al di là dell’impegno eroico di gruppi privati. Ovvio: nel deserto individualista , chi sono io per dire (banalmente, signora Madrid) che drogarsi fa male e agire di conseguenza. Tanto più che i più giovani – i soldatini del mondo rovesciato – non fanno che imitare i modelli che arrivano dall’alto, i tossici di successo, delle ZTL, i beniamini (oggi si dice influencer) della moda e della musica.

Chi dirige il mondo ha fatto crack – o meglio lo ha determinato – perfino nel calcolo del sacro PIL, il Prodotto Interno Lordo, nel quale sono inseriti – chi dirige il traffico conosce cifre, organizzatori e beneficiari dei business del male – i proventi di droga, traffico di armi e di persone e di ogni indicibile porcheria che diventa ottima economia e ricchezza. Dal tempo della Favola delle api di Mandeville, vizi privati, pubbliche virtù, se monetizzabili.

Il modello occidentale ha fatto crack chiamando “discorso di odio” l’opposizione a quanto abbiamo detto, la semplice descrizione di ciò che vedono i nostri occhi. Tutto quello che pensiamo è “discorso di odio” nel mondo che ha fatto crack. Non grido di dolore, richiamo a valori e principi, amorosa volontà di rinascita. Poiché nulla resta da conservare tranne la memoria, l’ultimo compito che assegniamo a noi stessi è cavalcare la tigre, ovvero affrettare i tempi della fine dell’incubo. Signore Madrid e Colonnello con figli* arcobaleno, sindaco Silvia Salis, restate al potere, fate di tutto e di più. Chi scrive vi applaudirà purché facciate presto, poiché niente è peggio dell’agonia. La vostra azione è davvero eutanasia: morte attivamente assistita di una civilizzazione suicida, esaurita. Dopo, chissà come, qualcuno ricomincerà sulle macerie. Oggi, cenere alle ceneri; per tutti i richiedenti dose quotidiana, gratuita e obbligatoria di crack, inclusa pipetta personale dai colori dell’arcobaleno. I superstiti ricostruiranno il mondo.

Di Roberto Pecchioli, ereticamente, net

01.09.2025

Roberto Pecchioli. Scrittore e saggista.

Fonte: https://www.ereticamente.net/litalia-ha-fatto-crack-roberto-pecchioli/

Commenti (12)

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    1. Deimos 6 settembre 2025

      "Molti giornalisti hanno finito per sposare teorie di complotti governativi laddove, vi assicuro, sarebbe stato più produttivo per loro attenersi alla teoria del casino."
      Sir Bernard Ingham
      Suggerisco di rileggere "La banalità del male" tanto per capirci di cosa stiamo parlando, il collasso è banale, normale, entropico fino a livelli assordanti. Il politico che promette mari e monti vince, il candidato che promette l'impossibile ha il posto, quello che si pone e presenta come meglio di quanto è avanza, rimane indietro chi propone la realtà, chi si attiene a quanto possibile, chi PROGETTA...

      Vince e avanza chi è disposto a "farla pagare" e si pone come minaccia e ostacolo, il Vandalo del passato che marcia nella civiltà, libero da autocontrollo e inibizioni, disposto a tutto pur di avere. Le varie orde in ogni parte del mondo sono sempre state "di successo", il problema è che quel successo si basa su un mondo di "altri" che sappiano fare, produrre, amministrare (non "comandare") e auto regolamentarsi perchè per produrre i conflitti bisogna saperli CONTENERE e risolvere, magari trovando modi per non farli proprio nascere.

      Il problema è, come identifica l'articolista, che non esiste cura, bisogna arrivare al livello in cui la realtà riprende il controllo. La cura sarà quando le parole e le promesse varranno meno dei fatti!
      L'unica cosa che chiedo è di non parlare di "bellezza", se fosse un fattore Luigi avrebbe ancora la testa e la corona visto che la Francia pre-rivoluzionaria di bellezza ne aveva fin troppa, era altro che mancava.

    2. Pfefferminz 6 settembre 2025

      "Il problema è, ..., che non esiste cura, bisogna arrivare al livello in cui la realtà riprende il controllo."

      E se le persone venissero manipolate in modo tale da non poter più percepire la realtà? Pura fantascienza, direte voi. Invece c'è un effetto collaterale della vaccinazione passiva contro l'Alzheimer, ci spiega il Dott. Michael Nehls, che fa sì che l'individuo non sia più in grado di correggere le sue false credenze mediante esame di realtà e resti indottrinato per sempre. Basta iniettare anticorpi contro una certa proteina. Nehls aggiunge che anche la proteina Spike del vaccino anti-Covid ha effetti analoghi, tramite infiammazione neuronale e blocco della neurogenesi ippocampale.
      In un mondo terribilmente distopico, una vaccinazione del tipo descritto potrebbe essere somministrata ai bambini, i quali crederebbero tutto quello che viene loro inculcato, senza avere mai più la chance di liberarsi dall'indottrinamento.

      (Fonte: video in tedesco, intervista al Dott. Michael Nehls, genetista molecolare)
      https://youtu.be/u6RLCVPCokI?si=_V4cYJmr1Nq7y7OI

    3. Deimos 7 settembre 2025

      No problem, la realtà vince uguale!
      Versione semplice, bacchetta magica e convinci tutti che l'arsenico è buono, salutare e da consumarsi giornalmente, tutti lo fanno convintissimi di fare qualcosa che allunga la vita, la realtà deciderà se avvelenarsi allunghi o accorci la vita a prescindere da ciò che gli umani credono!
      Il livello più basso può tranquillamente essere una manciata di umani sopravvissuti per puro caso...

    1. Gio 6 settembre 2025

      Poi succede che una mattina qualcuno già esasperato di suo scende in strada e inizia a sparare.

    1. BrunoWald 6 settembre 2025

      "L’Italia ha fatto crack a Padova, come Bologna città di antica cultura, dove l’ “assessora” ai servizi sociali Margherita Colonnello è diventata madre appendendo in comune un fiocco arcobaleno."

      Ciò dimostra che non fanno finta, sono proprio così imbecilli: dunque non possono essere una classe dirigente, sono delle nullità indottrinate e messe là per obbedire a chi comanda davvero, e non vuole apparire.

      "Tutto quello che pensiamo è “discorso di odio” nel mondo che ha fatto crack."

      E allora non deludiamoli, facciamoli contenti: odiamoli sul serio, dal profondo dell'anima, perché queste piattole hanno ereditato una grande nazione e lasceranno dietro di sé il deserto.

    1. Martin 5 settembre 2025

      A voglia a discutere, Pecchioli! E' un sistema che non funziona più, basta l'esempio dell'esodo all'estero dei nostri laureati. Specie nelle discipline scientifiche come ingegneria, biologia, medicina, etc, ogni laureato di una università pubblica (e diverse, ancora funzionano decentemente) è stato ampiamente finanziato dalla collettività.

      Nel momento in cui, intascata la laurea lautamente finanziata da tutti noi, va a lavorare all'estero, la PERDITA SECCA per il sistema Italia è innegabile. In sintesi, abbiamo finanziato il Paese presso il quale va a lavorare, perchè non ha dovuto investire alcunchè per formarlo.

      Ogni anno, decine di migliaia dei nostri laureati vanno all'estero, una emorragia continua anche in termini finanziari ( e culturali).
      Ed al tempo stesso facciamo entrare centinaia di migliaia di "risorse" immediatamente garantite dal nostro sistema sanitario e assistenziale (fortunatamente ridotto rispetto a quello di altri Paesi europei ormai vicini alla bancarotta, come la Francia).

      Si viaggia verso il basso, più chiaro di così.
      In un sistema economico disegnato per l'export e la riduzione dei costi di produzione, costo del lavoro in primis, con la conseguente depressione del mercato interno.
      E l'UE che ci impedisce di spendere e che continua a destinare centinaia di miliardi di sussidi all' Est Europa, all'agenda green ed alla guerra alla Russia,

      Ma è ovvio che non si ragiona più

    2. BrunoWald 6 settembre 2025

      Ragionano benissimo. Si voleva la distruzione dell'Italia, e la stanno ottenendo. Per questo, da decenni, le istituzioni sono state intasate di Untermenschen, come l'"assessora" e la "sindaca" di cui sopra, e in generale una massa di tarati, anime deformi e traditori per vocazione.

      In ogni ambito, si fa esattamente il contrario di quello che suggerirebbe il buon senso per raddrizzare la situazione: ed è chiaro che non può essere mera incompetenza, c'è del metodo nella loro follia.

      Il problema, come sappiamo, riguarda ormai l'Europa intera. E da un pezzo non è più possibile sostenere un dibattito razionale con questa gente: non tanto perché siano in malafede, ma proprio perché sono dei tarati.

    3. Martin 6 settembre 2025

      Forse non guasterebbe una occhiatina alla storia dell'emigrazione ebraica dall' Impero Russo (Ucraina inclusa) ed Est Europa agli USA e l' Europa Occidentale, a partire dal 1880. Già nel 1924 negli Usa erano legalmente immigrati un totale di circa 3 milioni di Ebrei. Poi ci fu un altra ondata durante gli anni 30, dall' Est Europa all' Europa occidentale.
      Gli attuali Wolfowitz, Perle, Blinken, Nuland etc sono i loro nipotini, e sembrano afflitti da una notevole nostalgia (LOL) per la terra dalla quale perlopiù provengono, ossia per la Russia.

    4. serizzo 6 settembre 2025

      prima volta ke sento ste parole
      il mondo al contrario

    1. absitiniuriaverbis 5 settembre 2025

      Il professore della prima media (allora c'erano ancora professori e qualche sparuta professoressa) ci accolse con una frase che mi è rimasta in mente.

      Ci alzammo in piedi al suo ingresso, non ci fece sedere subito e disse:
      " buongiorno e benvenuti, quando un bambino cresce, la matita viene sostituita dalla penna, per mostrargli che da ora in poi gli errori non saranno più così facili da cancellare, potete sedervi".

      Bisogna ritornare se non alla prima media almeno a quel principio.

    2. Martin 5 settembre 2025

      Congrats, come appendice a Esopo

    3. ric 5 settembre 2025

      bei tempi ..Tempi in cui fin dal primo giorno della scuola media studiavamo " rosa rosae " e al esame di terza brani estrapolati a casaccio dal DE BELLO GALLICO ..Una sola prof. che ci erudiva su . italiano , storia , geografia , latino , epica " ( iliade , .odissea , Fedro e Eneide)
      Una prof. di francese , ed una di matematica...tralascio l' ora di relax settimanale di ginnastica e religione..

      ora non comprendo come mai alle medie ed elementari , gli insegnanti siano numericamente quasi come gli alunni...e ne hanno assunti altri 50 mila di sostegno ( 4 ore al giorno ) 9 mesi al anno....vacanze di natale , pasqua , feste raccomandate , scioperi...ma in compenso sulle autostrade i camionisti devono sgobbarsi solitari ed essere sempre vigili per migliaia di Km al giorno con un carico di 30 tonnellate...

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