L'Italia fra le macerie della storia

Nel 2016 la Meloni criticava i piccoli uomini di Bruxelles filo NATO per diventare a sua volta una piccola donna filo NATO una volta giunta al governo.

L'Italia fra le macerie della storia

Di Aurelio Tarquini, specchioriflesso

Il 14 ottobre 2016 Giorgia Meloni scriveva sui social media: “La decisione di schierare truppe NATO, anche italiane, in Lettonia a partire dal 2018 è una idiozia degna della fallimentare politica estera di Barack Obama. L’Europa e l’Italia non hanno alcun interesse a creare un clima di guerra fredda con la Russia, e per di più questa provocazione è da un punto di vista strategico totalmente inefficace a contrastare una ipotetica situazione di conflitto. Purtroppo le nazioni europee sono ormai governate da piccoli politici attenti solo a rispettare i compiti dati loro dai burocrati europei e non a tutelare il proprio interesse nazionale. È inaccettabile che una decisione così grave sia stata presa dal governo Renzi senza avvertire gli italiani e il Parlamento. Fratelli d’Italia chiede al governo di riferire immediatamente alla Camera e spiegare i motivi di questa decisione assurda.”




A leggere queste parole sembra di ascoltare un’opposizione intransigente, una leader politica pronta a difendere l’interesse nazionale contro i diktat di Washington e Bruxelles, mostrando diffidenza verso le strategie della NATO e auspicando una politica italiana più autonoma e pragmaticamente orientata verso la Russia.

La coerenza, che è la virtù dei forti, non può essere perseguita dai deboli

Giunta al potere, Giorgia Meloni ha dimostrato di essere esattamente ciò che criticava: un’esecutrice degli ordini di altrui potenze, rinnegando completamente la sua linea politica “orgogliosamente sovranista”, trasformata in imbarazzante zelo servile verso la NATO, la Casa Bianca, la Commissione europea, Kiev, Tel Aviv. Non solo la retorica, ma la sostanza della sua politica estera italiana è cambiata radicalmente. Meloni si è fatta paladina dell’ideologia russofoba dominante nella malata e delirante leadership UE che lei (giustamente) individuava all’epoca come la causa del “malessere europeo”. Ora sostiene senza riserve la guerra per procura contro Mosca in Ucraina, accettando con entusiasmo, e neanche troppa dignità, la subordinazione nazionale agli interessi bellicisti e sanzionatori di Washington e NATO.

Dalla critica alle manovre in Lettonia del 2016, si è giunti all’invio di armi (e fin troppo denaro) in quantità record al regime di Kiev di fatto gestito da neonazisti corrotti e cleptomani, proteggendosi dal “Segreto di Stato”. La sua grottesca retorica anti-russa non è altro che un debole eco delle posizioni più oltranziste di Berlino, Varsavia e Bruxelles. La degenerazione politica della “donna anti sistema” è giunta alla deriva morale dell’appoggio senza tentennamenti al Genocidio del popolo palestinese a Gaza per mano di un altro regime di estrema destra, addirittura teocratico che sogna di ritornare al Grande Israele biblico (mai esistito nella realtà) marciando sui cadaveri di centinaia di migliaia di donne, vecchi e bambini palestinesi.

Il prezzo della sottomissione

La metamorfosi della Meloni non è solo ideologica ma ha conseguenze pesantissime e permanenti per l’Italia. In cambio di briciole di potere e privilegi da lei nemmeno immaginati prima di giungere al governo, qualche pacca sulle spalle da parte di Biden e poi di Trump, di calorosi abbracci di “Sniffolo” il comico ucraino sempre più mentalmente distrutto dalle “sostanze” e dei sorrisini di Bibi (Nethanyau) ricercato dalla CPI per crimini contro l’umanità, la Meloni ha venduto la reputazione dell’Italia sul piano globale, l’economia del Paese e il futuro degli italiani.

Invio massiccio di armi, aumento delle spese militari e impegni faraonici (3% e oltre del PIL per la difesa), mentre si tagliano sanità, scuola e welfare. Rottura di rapporti storici con la Russia, da sempre garanzia di forniture energetiche convenienti e fondamentali per il tessuto produttivo italiano, in nome delle sanzioni che penalizzano soprattutto i cittadini e le imprese tricolori, mentre gli Stati Uniti guadagnano milioni di dollari vendendoci gas liquefatto a prezzi esorbitanti. Sudditanza verso i capricci di “Sniffolo” che si intasca i milioni di euro occidentali e vende al mercato nero le armi NATO mentre i giovani ucraini crepano nelle trincee. Complicità verso uno Stato, quello israeliano, la cui politica genocida in Palestina ha distrutto ogni residuo di “autorevolezza morale” della diplomazia italiana.

L’Italia che Meloni presentava come vittima dei burocrati e dei piccoli politici europei, oggi appare ancora più piccola, prona, irrilevante e screditata, incapace di difendere i propri interessi e sempre pronta a sacrificare qualsiasi cosa sull’altare della lealtà atlantica e della propaganda più tossica sull’“Occidente unito”, senza però ricevere apprezzamenti e considerazioni in quanto, si sa, i Padroni apprezzano i veri avversari e non i loro servi.

Perché questo voltafaccia clamoroso?

La risposta è brutale: Meloni ha barattato tutto per il potere da Lei sognato fin quando frequentava all’età di 15 anni il circolo MSI nella zona della Garbatella, mostrando che il suo sovranismo del secondo decennio del Ventunesimo secolo era una finzione buona per i comizi. L’unico obiettivo reale era la scalata a Palazzo Chigi. Ottenuto il ruolo di premier, la leader di Fratelli d’Italia (gli ex fascisti del MSI che del fascismo ignorano ogni cosa eccetto la facciata più volgare, incompetente e plateale) non ha esitato a gettare alle ortiche tutto quanto professato in anni di opposizione. Ieri attaccava la Nato definendo “IDIOZIA” la presenza italiana in Lettonia. Oggi rinnova (ubbidendo agli ordini dei suoi padroni come una diligente scolaretta) la presenza in Lettonia del contingente italiano che partecipa alla missione NATO “Enhanced Forward Presence” (eFP) parte del Battle Group multinazionale guidato dal Canada, con circa 250-270 militari italiani schierati presso la base di Camp Ādaži insieme ad armamenti e mezzi terrestri. Una presenza, avviata dal 2017 per proteggere un insignificante Paese Baltico rimasto prigioniero delle ideologie di Viktors Arājs e Herberts Cukurs (collaboratori della Germania nazista), dove chi può emigra per vivere una vita dignitosa e moralmente accettabile.

Da fan del leader russo: “Putin meglio di Renzi, ha ragione Salvini, Putin ha idee molto più chiare di Renzi in politica estera, difende l’interesse nazionale mentre Renzi è in balia degli eventi“ (Otto e Mezzo, 3 dicembre 2015) a fan di Zelensky, da lei definito “un amico“ sottolineando che “l’Italia è dalla parte dell’Ucraina parte fin dal primo giorno e continuerà a esserci“. Negando ogni dialogo con Mosca, si fa entusiasta sponsor di esercitazioni, riarmo e strategie di escalation volute da “donne pazze di odio”: la “Fanatikerin” Ursula Von der Leyen, e “natside koostööline” Kaja Kallas. Prima difendeva il gas russo come strumento di sovranità, oggi rivendica contratti energetici con gli Stati Uniti che hanno fatto lievitare il costo della vita e devastato la competitività delle aziende dopo aver fallito miserabilmente le alternative del gaz algerino e monzabicano, specchietti per le allodole del furbo Draghi. Prima tuonava contro i “piccoli politici” di Bruxelles, oggi accetta passivamente il ruolo di piccola donna applicando ogni diktat che giunge dalla Commissione Europea, dalla Nato, dalle cancellerie europee più belliciste.

Dietro questo trasformismo si cela lo stesso calcolo che ha guidato tanti politici italiani: l’illusione che l’obbedienza cieca ai Padroni stranieri garantisca protezione internazionale, benefici economici e potere. In realtà, la Meloni ha sottoscritto il fallimento programmatico del “sovranismo all’italiana”, barattando tutto per illusioni di potere e per un ruolo da “utile idiota” nella geopolitica altrui.

Conseguenze gravissime: Italia fra le macerie della storia

Le conseguenze di queste scelte saranno pagate non solo oggi, ma per generazioni. La dipendenza energetica dall’estero è cresciuta, il costo del gas è schizzato, la manifattura italiana soffre una crisi senza precedenti mentre i partner europei (soprattutto del Nord) ridono alle nostre spalle. L’economia ristagna, i salari restano fermi, la produzione industriale crolla, i giovani emigrano e il nostro meraviglioso Paese è stato trasformato in una WallDisney per turitsti americani, spagnoli, francesi, tedeschi irrispettosi della nostra cultura e del nostro patrimonio artistico oppure come “resort” per criminali di guerra israeliani che vengono a “rilassarsi” nelle nostre meravigliose isole (protetti dalla Digos) dopo aver massacrato i bambini palestinesi a Gaza.

Il sogno dell’autonomia strategica italiana è stato sacrificato sull’altare delle forniture militari a Kiev e delle sanzioni che hanno fatto solo danni alla nostra Patria. La reputazione diplomatica italiana, che un tempo sapeva dialogare con Est e Ovest, con Israele e il mondo arabo, è annientata dalla complicità con tutti i peggiori crimini dell’era attuale, dal neonazismo ucraino al massacro di Gaza. Difendere “lo stato genocidario israeliano”, come lo giudicano ampi settori della comunità internazionale, equivale a porsi dalla parte dei perdenti della Storia, dalla parte sbagliata dell’umanità.

La Meloni, con il suo governo, non solo ha tradito i principi dichiarati e gli ideali di una Destra Patriota e Sovrana, ma ha guidato l’Italia in una disastrosa irrilevanza e complicità criminale, aprendo la strada a crisi economiche, morali e politiche di lunga durata.

Non resta che constatare come Giorgia Meloni sia l’immagine perfetta dell’opportunismo della politica italiana contemporanea: tanto arrogante in campagna elettorale quanto prona e remissiva dinnanzi ai Potenti: Biden, Trump, Von Der Leyen, Merz, Zelenky, Netanyahu. Da paladina dell’interesse nazionale a puntello docile e irresponsabile dell’avventurismo militare occidentale, passando per la rinuncia a ogni residuo di Dignità nazionale e di progetto per una vera Italia Sovrana, autorevole e capace di difendere i propri cittadini e il proprio futuro.

Di Aurelio Tarquini, specchioriflesso

27.09.2025

Fonte: https://specchioriflesso.substack.com/p/nel-2016-la-meloni-criticava-i-piccoli

Titolo originale: Nel 2016 la Meloni criticava i piccoli uomini di Bruxelles filo NATO per diventare a sua volta una piccola donna filo NATO una volta giunta al governo.

Commenti (13)

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    1. Martin 29 settembre 2025

      La stagione della parziale autonomia dell’Italia, specialmente nella politica estera, è stata rappresentata da Craxi, Andreotti e Berlusconi fino al 2011, e si è chiusa vergognosamente con la nostra partecipazione alla guerra contro la Libia, alla quale ci ha forzosamente costretto Napolitano, probabilmente passato ai ranghi USA molto tempo prima, quando ancora c’era il PCI.

      L’accordo con la Libia non era un accordo qualunque: avrebbe di fatto dato una preferenza generalizzata alle imprese italiane nello sviluppo della Libia, specie attraverso l’autostrada litoranea Tunisia-Egitto, una opera fondamentale per unire quel Paese e fomentare un immenso sviluppo anche turistico. Per non parlare del blocco all’immigrazione.

      Francia e GB, con Obama dietro, hanno voluto vederci un ritorno della politica estera mediterranea fascista, e si sono messe di traverso aggressivamente. Da notare che dalla parte nostra avevamo la chiara neutralità della Germania, ma non siamo riusciti a resistere, ossia quanto meno a non fornire le nostre basi, e ci siamo infine ridotti a bombardare vergognosamente un Paese amico di fatto e di diritto, che non ci conveniva distruggere sotto nessun profilo, anzi il contrario.

      Con il che, come standing e credibilità internazionale, siamo sprofondati al livello del Belgio.

      La Meloni è falsa come pochi, siamo al livello Blair, Johnson e Tsipras, e l’unica cosa che le interessa è restare al potere più a lungo possibile. Non le passa nemmeno per l’anticamera del cervello di esporre il fianco a USA e UE. Ha visto in che guai sono finiti Craxi, Andreotti e Berlusconi. Se siamo un Paese di tarati dai mass media che crede a qualunque diffamazione, come che Andreotti si baciava con Riina, che pretendiamo?
      La tragedia è che se avesse vinto la sinistra, sarebbe ancora peggio, con qualche differenza solo per Israele (ma solo a chiacchiere, come con Biden/Blinken).

      Quindi dobbiamo rassegnarci, non siamo un Paese con la volontà e la SPINA DORSALE per esprimere di meglio. La crisi non concerne solo la classe politica, ma tutto il Paese. Chi avesse dubbi osservi magistratura e mass media.

    2. BrunoWald 1 ottobre 2025

      "L’accordo con la Libia non era un accordo qualunque: avrebbe di fatto dato una preferenza generalizzata alle imprese italiane nello sviluppo della Libia"

      Sicché, qualcuno ha pensato bene di farci abbassare nuovamente la testa... Sempre gli stessi, fra l'altro: trascorrono i secoli, ma lo schema rimane quello:

      "Francia e GB, con Obama dietro, hanno voluto vederci un ritorno della politica estera mediterranea fascista, e si sono messe di traverso aggressivamente. "

      Anche questo è un dettaglio che rivela la natura dell'antifascismo, il quale non è mai stato una posizione ideologica, meno che mai una questione di principio, ma bensì puro e semplice mercenariato al servizio di interessi stranieri. Sempre. Nel 1925 come nel 2025.

      "Da notare che dalla parte nostra avevamo la chiara neutralità della Germania".

      Tanto poi ci pensano i servi di Londra e Parigi a raccontare agli italiani che il nemico è la Germania.

      "...e ci siamo infine ridotti a bombardare vergognosamente un Paese amico di fatto e di diritto".

      Purtroppo, anche il disonore sembra essere una costante della nostra storia.

    1. Martin 29 settembre 2025

      La stagione della parziale autonomia dell'Italia, specialmente nella politica estera, è stata rappresentata da Craxi, Andreotti e Berlusconi fino al 2011, e si è chiusa vergognosamente con la nostra partecipazione alla guerra contro la Libia, alla quale ci ha forzosamente costretto Napolitano, probabilmente passato ai ranghi USA molto tempo prima, quando ancora c'era il PCI.

      L'accordo con la Libia non era un accordo qualunque: avrebbe di fatto dato una preferenza generalizzata alle imprese italiane nello sviluppo della Libia, specie attraverso l'autostrada litoranea Tunisia-Egitto, una opera fondamentale per unire quel Paese e fomentare un immenso sviluppo anche turistico. Per non parlare del blocco all'immigrazione.

      Francia e GB, con Obama dietro, non del tutto a torto ci hanno visto un ritorno della politica estera mediterranea fascista, e si sono messi di traverso. Da notare che dalla parte nostra avevamo la chiara neutralità della Germania, ma non siamo riusciti a resistere, ossia quanto meno a non fornire le nostre basi, e ci siamo ridotti a bombardare vergognosamente un Paese amico di fatto e di diritto.

      Con il che, come standing e credibilità internazionale, siamo sprofondati al livello del Belgio. La Meloni è falsa come pochi, siamo al livello Blair, Johnson e Tsipras, e l'unica cosa che le interessa è restare al potere più a lungo possibile. Non le passa nemmeno per l'anticamera del cervello di esporre il fianco a USA e UE. Ha visto in che guai sono finiti Craxi, Andreotti e Berlusconi. Se siamo un Paese di tarati che crede a qualunque diffamazione, come che Andreotti si baciava con Riina, che pretendiamo?

      La tragedia è che se avesse vinto la sinistra, sarebbe ancora peggio, con qualche differenza solo per Israele (ma solo a chiacchiere, come con Biden/Blinken).

      Quindi dobbiamo rassegnarci, non siamo un Paese con la volontà e la SPINA DORSALE per esprimere di meglio. La crisi non concerne solo la classe politica, ma tutto il Paese. Chi avesse dubbi osservi magistratura e mass media.

    1. BrunoWald 29 settembre 2025

      Articolo inutile e retorico, esattamente come quelli che rinfacciano il passato agli ex-comunisti che ora gestiscono il PD per conto della mafia apolide: stiamo parlando di gente senza onore né dignità, per la quale smentire oggi quello che affermavano il giorno prima è un normale attrezzo del mestiere.

      L'aveva già spiegato Costanzo Preve, parlando del "compagno D'Alema" bombardatore della Yugoslavia: costui era già un arrivista senza principi quando militava nella FGCI, fosse stato una persona decente non sarebbe mai arrivato ai vertici del PCI/PDS, e quindi alla guida di un governo.

      A destra vale lo stesso discorso: già il MSI era un partito ambiguo ed infido, dal quale infatti i veri fascisti uscivano assai velocemente, ma quando si scende al livello di AN, e addirittura Fratelli d'Italia, si tocca veramente il fondo dell'abiezione umana, e infatti abbiamo personaggi tipo La Russa, Urso e la stessa Meloni.

      Cosa si aspettavano da costoro: coerenza? Coraggio? Idee?

      La democrazia è il governo dei quaquaraquà eletti dai pigliainculo.

      Dopo ottant'anni, sarebbe ora di prenderne atto.

    1. oriundo2006 28 settembre 2025

      Ci sono alcune ipotesi principali o meglio ancora di più se contiamo le accessorie. Vi prego di non sorridere perchè sono ipotesi tutte valide:

      La prima: una specie di cronovisore del futuro: il futuro è già prefissato, è in nostre mani, dunque che vuoi fare tu povero tapino/a ? Allineati e tutto andrà bene.

      La seconda: un 'sistema' elettronico che inietta nel comprendonio dei malcapitati una sequenza di comandi sostenuti da 'visioni' opportune: questo può avvenire per via cabalistica oltrechè cibernetica.

      La terza: già in partenza sono 'attenzionati' da controllori occulti ( mica tanto poi ) che lasciano loro briglie sciolte per poi tirare le redini del comando al buon momento, sia con blandizie, su cui è bene non soffermarsi, sia con ricatti tremendi, sostenuti o meno da prove compromettenti.

      La quarta: sono convinti, con il famoso 'atterra e suscita' da parte di 'entità' 'estranee', anche qui è bene non chiarire, che fanno loro perdere il poco comprendonio che hanno, distratti da comparsate mediatiche, pranzi e cene di gala 'and so on'. Sono automi-giocattoli con la chiavetta nella schiena: utili a battere la grancassa e basta.

      La quinta: quasi tutti sono soggetti poco scolarizzati, oppure con titoli estranei alla politica ( per dirne una: la VDL è ginecologa, la responsabile della BCE non capisce una mazza di quello che dice: si limita a leggere dei testi e sulla Giorgia è bene tacere ... eccetera eccetera ) per non dire delle infime se non completamente assenti qualità di rilfessione individuale.

      Conclusione prima: manca il pensiero, la coscienza, la cui formazione e sviluppo dipende da studi seri fatti a suo tempo oppure da proprie analisi e riflessioni sostenute da un elemento di cui oggi si è persa completamente la nozione: la ricerca spirituale condotta in autonomia.

      Conclusione seconda: questo elemento, che non significa 'religione', è quello che potrebbe neutralizzare le 'alterità' attraverso lo studio sulla filosofia e la scienza, l'applicazione storico-politica ed infine condurre a scelte motivate 'eticamente'.

      Così e solo così si può recuperare un briciolo di autonomia mentale in questo 'saeculum' disperante e folle che ci sta conducendo al disastro.

      Troppo chiedere.

    2. mago 29 settembre 2025

      Vallo a spiegare..👍

    3. oriundo2006 29 settembre 2025

      ''..Le nostre tecnologie ci permettono di manipolare il tempo e lo spazio..'': posto questo riferimento di fonte ufficiale USA ( https://x.com/LauraMiers/status/1972718106452881841/photo/1;il link originale è: https://www.whitehouse.gov/articles/2025/04/remarks-by-director-kratsios-at-the-endless-frontiers-retreat/ ) per far capire quanto gli 'eccezionalisti' possano fare e non nel nostro mondo: coartare le volontà su soggetti deboli e non propriamente delle 'cime' è a questo punto un giochetto facile facile.

    4. oriundo2006 30 settembre 2025

      Volevo fare una aggiunta ma me l'hanno cancellata !
      Hanno del tempo da perdere i nostri controllori...

      Cmq in due parole, se avete voglia di leggere il discorso di M. Kratsios, alto dirigente per lo sviluppo scientifico e tecnico dell'Amministrazione USA attuale, all'Endless Frontiers Retreat, in cui specifica il ruolo dell'America nel prossimo futuro, ebbene, indica chiaramente che gli USA sono in possesso di tecnologie consentono di manipolare il tempo e lo spazio.

      Capirete che modificare i punti di vista delle persone a questo punto è un giochetto da ragazzi.

      L' Italia entrerà, anzi lo è già, nei Paesi all' indietro della Storia per questa ragione, l' impossibilità dopo Cassibile di potersi proiettare nei saperi di confine, quelli che fanno la differenza.

      ( White House Unveils America's AI Action Plan – The White House )

    5. Moderatore 1 ottobre 2025

      Il commento era finito in moderazione per l'inserimento dei due link. Ricordiamo che in un commento va inserito un solo link. La ringraziamo della collaborazione.

    1. Dario Lampa 28 settembre 2025

      Se no, senza menzogne e inganni agli elettori, come faceva una banda di sciagurati ad andare al governo? E questo spiega anche la strabiliante astensione a voto!
      Per carità, non è che l'altra "sponda", la sinistrorsa, sia migliore o lo sia stata quando era al governo! Fa parte della strategia dell'alternanza. Quando c'è da (tar)tassare i lavoratori dipendenti, i pensionati e altre categorie in difficoltà usano una truffaldina strategia: alternandosi al potere una ti toglie e l'altra poi, una volta al governo, ti restituisce, ma ti restituisce la metà del precedente maltolto! Insomma è tutta (questa forma di governo) un ingannevole gioco sulle spalle del popolo ovvero il classico "fumus in oculi".
      Ma veramente i creduloni italioti pensavano che (anche) questo governo di destra auto-definitosi" patriota" (sic!!!!!) avrebbe fatto gli interessi della nazione italiana cioè di tutto il popolo (ovviamente gli interessi della casta politica ed economica sono preservati)? La nostra politica si decide altrove: oltreoceano prima e poi, se ci resta qualcosa da decidere, nella UE!!! E i nostri governanti asserviti (non vorrei pensare prezzolati) e le più alte cariche dello Stato, passate e presenti, dovrebbero a tutti gli effetti essere considerati dei "traditori" e spazzati via dal popolo... E credo che questo momento, il "redde rationem" si avvicini sempre di più.

    1. Spartan 28 settembre 2025

      Non leggo questo tipo di articolo.Guardo solo il titolo. Ti fai solo il sangue cattivo e ,dal momento che, atti kamikaze,non sono da me, evito la lettura per non rovinarmi il fegato. Italiani , brava gente, ma "inadatti" a rivoluzioni, non dico sanguinarie, ma neanche quelle dei figli dei fiori.

    1. clausneghe 28 settembre 2025

      Bisognerebbe che lo legga la protagonista, questo spietato artcolo che ricorda la strega che chiedeva allo specchio parlante" Chi è la più bella del reame?Finiva con una smorfia e lo specchio frantumato
      Ma dubito che arrivi in fondo, lo cancellerebbe prima, non potendolo rompere.Sarebbe interessante capire bene per quale motivo tanti troppi, quasi tutti i politicanti sia nostrani che esteri, quando vanno nell'anticamera della stanza dei bottoni, cambiano come la notte dal giorno e te li ritrovi che fanno il contrario di quello che dicevano, prima. Li tengono sotto ricatto, oppure gli fanno vedere "l'Uomo verde" che tutto comanda o chissà cosaltro, fatto sta che si trasformano, con gran scorno di chi li ha votati.
      Non di certo io, avendone percepito l'odore nauseabondo per tempo.

    2. mago 29 settembre 2025

      Nessuno è mai ritornato per raccontare..

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