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“L’ITALIA FACCIA COME L’ISLANDA, SCELGA IL “DEFAULT PILOTATO” ED ESCA DALL’EURO

DI ANTONELLA LOI
notizie.tiscali.it

Intervista a Loretta Napoleoni

“Sa che potrebbe essere il giorno in cui la Grecia andrà in bancarotta?”. Curioso che il libro di Loretta Napoleoni, economista e consulente di terrorismo internazionale, compaia proprio oggi in libreria. Un testo, Il contagio (edito da Rizzoli), che fotografa l’attuale situazione internazionale nella quale anche l’Italia di qui a poco potrebbe trovarsi – drammaticamente – ad essere protagonista. L’esigenza (leggasi l’urgenza) è quella di uscire dalla fase del “non ritorno”. Come? La soluzione c’è, dice Napoleoni: l’Italia, d’accordo con l’Europa, scelga il “default pilotato”.

Il resto è puro accanimento terapeutico che rischia semplicemente di procrastinare una situazione rischiosa non solo per il nostro Paese ma per l’intera zona euro.

Professoressa, significa che l’Italia come altri Paesi cosiddetti “Piigs” dovrebbe fallire?

“Il problema dell’euro è che, a livello europeo, non esiste né un protocollo né una regola per l’uscita temporanea o permanente di uno Stato dalla moneta unica. Il che significa che la Grecia, ma anche gli altri paesi Piigs come l’Italia sono in balia dei sentimenti del mercato, per quanto riguarda il mantenimento del proprio debito. Significa che se i mercati, come sta succedendo con la Grecia, improvvisamente decidono che questi Stati non sono in grado di ripagare il debito, non c’è una regola su come uscire. Cioè, l’euro non può andare in bancarotta se la Grecia va in bancarotta. Ecco perché parlo di un default volontario pilotato e della creazione di una serie di regole che permettano ad alcuni paesi di uscire temporaneamente dall’euro per riprendersi economicamente, anche in termini di convergenza, tornando entro quei parametri necessari per starci dentro. Seguire insomma l’esempio dell’Islanda che ha fatto un default pilotato e volontariamente è uscita dal mercato dei capitali, ha cioè dichiarato il default e si è messa al lavoro per ripianare i debiti”.

Un caso che sembra rimanere isolato.

“Sì, infatti. Si pensi all’Argentina che è andata in default da un giorno all’altro perché i mercati hanno girato le spalle. L’Islanda però ha una situazione migliore dell’Italia perché non ha l’euro come moneta. E il problema è proprio questo. Nel senso: come usciamo dall’euro? Come possiamo staccarci senza creare un terremoto all’interno di tutta l’Europa? Barroso ha detto: mantenere l’euro è una lotta di sopravvivenza per tutti i Paesi. E ha ragione. Infatti nelle ultime tre settimane in Germania e anche in Olanda dentro le banche si lavora per produrre una proposta, una legislazione che permetta di uscire dalla moneta unica”.

Cosa succederebbe all’Italia se optasse per il default volontario?

“Se facesse quello che ha fatto l’Islanda, un’uscita pilotata dall’euro, succederebbe che l’Italia dovrebbe garantire la metà del debito nazionale che è nelle mani degli italiani e delle banche italiane, cioè 2.850 miliardi di euro. Questo si può fare con una patrimoniale secca che colpisca con un 5 per cento su quell’1 per cento della popolazione, cioè quelle 70 famiglie che detengono da sole il 45 per cento della ricchezza nazionale. Basterebbe questo per garantire il debito interno. Dopodiché per quanto riguarda il debito esterno, quello che è in mano alle banche straniere, su quello bisognerà fare una ristrutturazione. Si rinegozia come è successo per esempio a Dubai. Io ti pago 45 centesimi per ogni euro e si stabilisce un programma di pagamento nei prossimi 5 o 6 anni e mano a mano si paga. Dopodiché l’uscita dall’euro permetterebbe di tornare alla lira che si svaluterebbe immediatamente dando una spinta alle esportazioni e più competitività”.

Perché allora tutto ciò non avviene?

“Perché è una decisione che deve essere presa di concerto con il resto dei paesi europei. Ma è difficile che avvenga perché se l’Italia decide di fare il default pilotato c’è il problema delle banche francesi che hanno una grandissima esposizione nei nostri confronti. L’uscita dell’Italia dall’euro senza un supporto da parte delle altre nazioni, per quanto riguarda le loro economie e le loro banche, potrebbe causare il crollo degli istituti di credito. Quindi la situazione è complessa, però non così complessa da non poter essere risolta. Serve un accordo a livello europeo, ma neanche se ne parla”.

Una questione lessicale: il “debito pubblico” adesso si chiama “debito sovrano”. E’ curioso che questo avvenga proprio quando gli Stati sono più in balia della speculazione dei mercati.

“Il fatto che gli Stati siano in balia dei mercati è una percezione sbagliata e di propaganda. I mercati hanno fatto il loro mestiere. Anzi in un certo senso i mercati sono stati spinti dagli Stati ad acquistare, almeno negli ultimi 12 mesi, i titoli del debito sovrano che non valgono nulla. E non parlo solo dei titoli italiani, ma anche degli altri, vedi i titoli francesi: rendimenti pari a zero. Quindi c’è una sorta di accordo degli Stati con le banche, secondo cui tu compri i miei titoli anche se guadagni zero ed io prometto che ti proteggerò dal crollo dell’euro. Cioè esiste una condizione di mutua convenienza però relativa a una tragedia. Quindi io non direi che la colpa è dei mercati e degli speculatori.

E allora di chi è?

“Dei politici che hanno permesso la creazione di un sistema di questo tipo e loro stessi hanno abusato di questa situazione. Quindi oggi il cittadino dovrebbe essere indignato, come accade in Spagna, non con i banchieri ma con i politici”.

Nel suo libro scrive che “il malessere del modello occidentale è ormai una pandemia”. Dagli Indignados in avanti il “contagio” è inevitabile?

“Sì. Per esempio si prenda una situazione tipo quella dell’Italia, che vende parti del Paese ai cinesi. E i cinesi mica vengono gratis. Il premier quindi vende invece di tassare quelle 70 famiglie che dovrebbero farsi carico della soluzione del problema: ecco questo dovrebbe far indignare la popolazione. Perché si parla della mia vita, della mia democrazia. Poi non è solo Berlusconi, chiariamolo questo. Tutti i Paesi europei vengono gestiti in questo modo. Tutti i politici europei oramai governano come se la democrazia fosse una loro impresa. Si dimenticano la voce del popolo. Noi siamo molto vicini ai fratelli africani, come scrivo nel libro. Loro si sono ribellati a un malgoverno dittatoriale. Le nostre non sono forme di governo dittatoriali, però sono delle oligarchie quindi tutti ci indigneremo a poco a poco. E’ inevitabile”.

Eppure noi motivi per indignarci ne avremmo già abbastanza. Perché allora fino ad oggi Spagna, Israele, Gran Bretagna sì e Italia no?

“In Italia non c’è ancora la consapevolezza. Lo spagnolo negli ultimi dodici mesi ha progressivamente preso sempre più consapevolezza della situazione economica. E questo perché c’è stata una degenerazione della situazione economica: in Spagna siamo al 43 per cento della disoccupazione giovanile e inoltre gli spagnoli hanno un senso civico più attento del nostro. La vicinanza storica con il franchismo è importante: loro apprezzano di più la democrazia e ci credono di più, sono meno cinici. E capiscono anche che per mantenerla in piedi bisogna difenderla attraverso la voce della strada che è l’unica che il popolo ha. Ma oggi la crisi economica è arrivata anche in Italia e le misure di austerità che ha preso Zapatero le prenderà anche il nostro governo. Insomma, c’è un ritardo temporale relativo proprio alla consapevolezza”.

Antonella Loi
Fonte: http://notizie.tiscali.it
Link: http://notizie.tiscali.it/articoli/economia/11/09/14/napoleoni_libro_contagio.html
14.09.2011

Pubblicato da Davide

  • diotima

    non credo di capire: come si fa ad uscire “temporaneamente” dall’euro? L’islanda non ha fatto quello che ha fatto per poi entrare nell’unione europea ..(ma l’islanda non ha votato un referendum proprio per non entrarci in europa?)
    ma poi perchè l’europa dovrebbe consentire una cosa del genere se il suo scopo è quello di ridurre al nulla gli stati facendo shopping con i prezzi imposti da lei stessa? “….-“Il problema dell’euro è che, a livello europeo, non esiste né un protocollo né una regola per l’uscita temporanea o permanente di uno Stato dalla moneta unica”-…ma ti pare un caso? se non avesse voluto consegnarsi spontaneamente nelle mani della finanza, non credi che le cose sarebbero andate diversamente?
    -“Quindi oggi il cittadino dovrebbe essere indignato, come accade in Spagna, non con i banchieri ma con i politici”.- …
    secondo me è improponibile questo articolo…

  • Kampala

    Che brava la nostra eroina…….
    Come ti convoglio gli indignati verso i soliti politici ladroni…
    la colpa è sempre e soltanto tutta loro , come dice lei “La colpa è dei politici che hanno permesso la creazione di un sistema di questo tipo ….. non dei banchieri ” bella storiella .. Peccato che non ho mai visto un politico pagarsi la campagna elettorale , invitarsi sui media mainstream o tradizionali senza il consenso degli editori , che , guarda caso bazzicano più Londra e WS che non certo Piazza del Parlamento ops Pagamento..
    Cara dott.ssa Napoleoni , lei che la sa lunga , ci dica : chi nasce prima l’uovo o la gallina???????

  • dana74

    quindi secondo la Napoleoni i politici hanno fatto di testa loro non seguendo i buoni consigli dei saggi ed onesti banchieri?
    Adesso che anche i mercati sono stati così gentili e caritatevoli nei confronti degli stati che, sotto la guida di scellerati politici hanno compiuto scelte dannose.
    Poi? La prossima che scrive, facciamoci governare da un banchiere direttamente, così bypassiamo gli inetti politici.
    Me ne sbarazzerei anch’io degli inetti politici, ma certo non per finire dalla padella alla brace, che ne dici Napoleoni di recuperare la sovranità?
    Mamma che brutta parola…

  • stefanodandrea

    Il fatto che al partito del default e dell’uscita dall’euro comincino ad iscriversi anche alcuni moderati (persino Perotti ieri sul sole 24 ore reputava inevitabile il default sul presupposto che non si dovesse comunque uscire dall’euro) è un buon segno. Poi i moderati spesso segnalano problemi pratici importanti. Quindi non attacchiamoci a singoli profili ma valutiamo positivamente questa posizione. Magari si tirasse dietro una buona fetta di cittadini! Gli amici di Ricoluzione democratica la stanno invitando per l’assemblea del 22 e 23. Speriamo che venga.
    Ci vuole pazienza e bisogna che ci uniamo. Ce l’ho in particolare con Dana. Mi verrebbe da dirti: sei molto brava ma non fare troppo la capricciosa!

  • Allarmerosso

    [“Sì, infatti. Si pensi all’Argentina che è andata in default da un giorno all’altro perché i mercati hanno girato le spalle.]

    -“mm chi è che mise 1:1 il cambio pesodollaro ????”-

    [ll fatto che gli Stati siano in balia dei mercati è una percezione sbagliata e di propaganda. I mercati hanno fatto il loro mestiere]

    -” E certo e questa non è propaganda !!? … poi come darle torto han fatto si il loro mestiere … speculare e guadagnare anche i killer fanno il loro mestiere dovremmo mica processarli per omicidio! …cos’è che diceva prima dei mercati e della grecia … ? contradittoria è … “-

    [“Perché è una decisione che deve essere presa di concerto con il resto dei paesi europei. Ma è difficile che avvenga perché se l’Italia decide di fare il default pilotato c’è il problema delle banche francesi che hanno una grandissima esposizione nei nostri confronti.]

    “Ma che di concerto … vacci tu al concerto, interessante come la Napoleoni si preoccupi delle banche …l’Islanda ha detto: “annatevene tutti a fanculo” e così va fatto .PUNTO !!!”

    [Quindi oggi il cittadino dovrebbe essere indignato]

    “Proprio quello che vuole questo sistema marcio , l’indignazione è la rassegnazione dei popoli , una manna dal cielo per i burocrati banchieri Europei e mondialimondialisti ”

    “Noi siamo molto vicini ai fratelli africani, come scrivo nel libro. Loro si sono ribellati a un malgoverno dittatoriale”

    Ma basta , ma che ribellati … magari il mondo intero mandasse a spigolare il FMI e la BM come ha fatto Gheddafi
    e qui si tessono le lodi di finti ribelli marchiati NATO.Questi sono i classici discorsi da telelobotomizzati che scoraggiano ma si prendono per un dato di fatto conseguenza del telerincoglionmento propagandistico mainstream , quando sono fatti da persone come l’intervistata allora è propaganda….
    Il curriculum non mi stupisce affatto http://it.wikipedia.org/wiki/Loretta_Napoleoni
    mi chiedo solo se sia una ingenua credulona o una fervente complice …

  • AlbertoConti

    Un bel titolo e una pessima argomentazione.

  • gabro

    Questa qui non è nient’altro che una figlia dei globalisti…ciò che dice non ha alcun valore ma ci dà il senso di quello che pensano nella City…miserabile!

  • gabro

    …complice o credulona…come facciamo a sapere se gente così, cresciuta dai “padroni banchieri” ha un cervello proprio oppure no? Credo che sia come nella Massoneria dove i gradi inferiori non conoscono quelli superiori ma, mancando di un cervello proprio, copiano i pensieri dei “maestri” sopra di loro…lo stesso Marchionni o un qualunque “bocconiano” rientrano in questo quadro…non lo sapremo mai, sappiamo solo che sono dei miserabili.

  • agomau

    Che bello l’ossimoro del “debito sovrano”!
    Se un paese fosse sovrano la moneta se la potrebbe stampare invece di prenderla a prestito e quindi non avrebbe debito, come la Cina.
    E’ proprio perché i sovrani sono altri che un paese si ritrova con il debito.
    E’ ora di prendere atto della realtà e seguire al più presto il “consiglio” di Soros.
    Creare un Tesoro europeo, con il potere di tassare i cittadini, così finalmente saremo liberi di pagare le tasse all’Europa, agli Stati non sovrani, alle regioni, ai comuni e magari un po’ anche alle province.
    Come giustamente dice la Napoleoni, comincerei con tasse sul patrimonio, dato che cercare di tassare il reddito sarebbe vano non esistendo più un reddito.