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L’IRAN SAR PRIVATIZZATO ? E L’ENI ?

FONTE: COMIDAD.ORG

La sconfitta elettorale di Mousavi non comporta di per sé anche la sconfitta del programma di privatizzazioni per il quale egli era divenuto sia il paladino che il beniamino del Mondo Libero in Iran. Le ambiguità del gruppo dirigente iraniano sono ormai storiche ed entrambi i contendenti dell’attuale scontro in Iran hanno alle spalle una storia di compromissioni con gli Stati Uniti, dallo scandalo Iran-Contras negli anni ’80, sino alla collaborazione per le invasioni dell’Afghanistan nel 2001 e dell’Iraq nel 2003.

L’Iran baluardo dell’antiamericanismo e dell’antisionismo in Medio Oriente è una leggenda creata dalla propaganda occidentale, ed anche l’alone mitico attorno all’attuale presidente iraniano è in gran parte il risultato di notizie deformate, o addirittura false, da parte dei media americani ed europei, i quali disinvoltamente attribuiscono ad Ahmadinejad dichiarazioni da lui mai pronunciate.
Neppure sulle privatizzazioni Ahmadinejad ha assunto delle posizioni così precisamente ed inequivocabilmente contrarie da poterlo far ritenere un sicuro nemico del Fondo Monetario Internazionale. Gli elettori iraniani hanno comunque preferito le solite ambiguità di Ahmadinejad agli espliciti proclami di Mousavi, che si era pronunciato anche per lo smantellamento delle garanzie sociali per i più poveri.

È chiaro che, con un programma del genere, Mousavi non poteva credere realmente di conquistare la maggioranza dell’elettorato, ma pensava invece di potersi accattivare quella parte dell’oligarchia clericale che non si accontenta più dei privilegi derivanti dalla semplice gestione della ricchezza nazionale, e progetta di compiere il grande passo verso il privilegio assoluto, verso la proprietà privata. L’Iran non è soltanto uno dei maggiori produttori di petrolio, ma possiede circa la metà delle risorse di gas naturale del pianeta, ora di proprietà e gestione pubblica; ma, pur di appropriarsene, una parte del clero ora è disposta anche a chiedere il ritorno e la collaborazione dell’antico tiranno dell’Iran, cioè la British Petroleum (ora Beyond Petroleum).

Gridando ai brogli, Mousavi ha creato le condizioni per un colpo di Stato o, quantomeno, per una ulteriore serie di concessioni non solo sul versante delle privatizzazioni, ma anche della eliminazione delle garanzie sociali, che il vangelo del FMI ritiene responsabili di tenere troppo alto il costo del lavoro, e anche di chiudere la porta al business della finanziarizzazione, cioè del credito a interesse ai consumi poveri. Attualmente in Iran il credito ai bisognosi è gestito tramite le moschee, che, per questo servizio, non riscuotono interesse. Questo apparato assistenziale costituisce certamente un notevole fattore di consenso per la religione di Stato, eppure proprio una gran parte del clero sciita – che si raccoglie attorno all’ayatollah Rafsanjani – vorrebbe sbarazzarsene, poiché è stufo di vedersi passare per le mani tutto quel denaro senza ricavarne il guadagno che sarebbe possibile se invece si sfruttasse appieno il business della povertà.
Dovunque il business della finanziarizzazione abbia fatto breccia, è contestualmente scattato anche quello della emigrazione, che viene incentivata e organizzata proprio per permettere di pagare i debiti attraverso il lavoro all’estero. Se l’attuale tentativo di “rivoluzione colorata” in Iran dovesse avere successo, la prima conseguenza sarebbe perciò un afflusso di immigrati iraniani in Europa; in tal caso il razzismo occidentale verso gli Iraniani potrebbe esercitarsi finalmente dal vivo, e non più soltanto verso immagini proposte dai media.

Il legame diretto tra privatizzazione ed eversione è storico: la proprietà privata dei mezzi di produzione è sempre il risultato di un colpo di Stato, o, quantomeno, di una illegalità di Stato. Proudhon diceva che “la proprietà è un furto”, una formula tecnicamente ineccepibile, che è stata invece doppiamente fraintesa, sia in senso moralistico che metafisico, come se ci si riferisse all’origine remota della proprietà. In realtà quel furto denominato privatizzazione, è un fenomeno che avviene di continuo e sotto i nostri occhi: non c’è ricchezza che non venga prodotta attraverso risorse pubbliche e denaro pubblico, e non debba essere privatizzata volta per volta. Infatti, si privatizza instancabilmente, ma c’è sempre pronta una lista di altre privatizzazioni che secondo la propaganda ufficiale, sarebbero ogni volta indispensabili per salvare l’economia.

L’immagine della società viene imposta da organi di disinformazione che appartengono ai ricchi, e perciò la minaccia all’ordine costituito viene sempre attribuita allo scontento dei poveri. In realtà, non soltanto l’eversione, ma anche l’invidia sociale e l’odio di classe sono molto più atteggiamenti dei ricchi che non dei poveri.

Contrariamente al mito ufficiale, la ricchezza non è mai soddisfatta, ma sempre sospettosa e ombrosa. Le oligarchie cercano con qualsiasi mezzo di trasformare la propria condizione di privilegio parziale in privilegio assoluto, e vedono ogni minima garanzia per i poveri e per i lavoratori come una minaccia, o addirittura come un’aggressione o un sopruso.
Quando si dice “qualsiasi mezzo”, non si può escludere neppure la propaganda, la disinformazione e il falso; una falsificazione che può comprendere persino la manipolazione delle immagini; perciò anche i video che “documentano” quanto starebbe avvenendo in Iran, andrebbero presi con un po’ più di prudenza. In particolare suscitano perplessità i video della carica dei poliziotti in motocicletta, col successivo paventato tentativo di linciaggio, e quello della ragazza uccisa; dei video che, più che manipolati, sembrano addirittura costruiti dalla mano di un regista, abile sì, ma neanche tantissimo, dato che alcune forzature emotive appaiono piuttosto palesi.

Questi video sembrano perciò rientrare nel novero dei grandi falsi storici della psychological war, come quelli del carrista russo assediato dai manifestanti durante l’invasione sovietica di Praga, o quello del duello tra il manifestante e il carro armato a Piazza Tien An Men, o ancora quello del cormorano inzaccherato di petrolio durante la prima guerra del Golfo. L’impatto psicologico di queste immagini può spiegare il fatto che da parte di alcuni movimenti vi sia stata una subitanea accettazione dello scenario proposto dai media, dato che nel repertorio teorico di gran parte dell’antagonismo è completamente assente la nozione di guerra psicologica. Detto questo, occorre anche stare attenti a non rovesciare semplicemente la propaganda occidentale, inventandosi un Ahmadinejad campione dell’anticolonialismo e dimenticandosi la sua complicità con gli Stati Uniti negli anni ’80 contro il Nicaragua, ed oggi contro l’Afghanistan e l’Iraq. Fatte le debite proporzioni fra i due personaggi, questa situazione ha delle analogie con la campagna lanciata dalla stampa straniera contro Berlusconi. Dando per scontato che questa campagna moralistica ha dei secondi fini (secondi “Fini”?) che si chiariranno tra qualche tempo, non si può neanche favoleggiare di un possibile ruolo anticoloniale dell’attuale Presidente del Consiglio o di un mitico quanto inesistente asse Berlusconi-Putin; un mito non a caso affidato ad un noto contaballe come Paolo Guzzanti. Non ci si deve dimenticare che Berlusconi è colui che nel 2008 ha regalato i beni culturali e persino l’acqua dell’Italia alle multinazionali anglo-americane (Legge 133/2008, articoli 16 e 23bis), e che inoltre ha regalato alla NATO una nuova base a Giugliano in Campania, e sempre in Campania ha concesso le discariche civili per le scorie tossiche della stessa NATO, coprendole con il segreto militare (Legge 123/2008, articolo 2).

Dato che invece esiste realmente un asse ENI-Gazprom, attivo già all’epoca di Prodi, è possibile che lo scopo di questa campagna sia quello di sostituire un Berlusconi, ormai troppo fradicio di amfetamine, con un vero “uomo forte”, cioè un sicario che abbia la determinazione per riuscire a regalare l’ENI alle multinazionali anglo-americane.

Va tenuto conto del fatto che la campagna della stampa estera non può aver avuto soltanto lo scopo di cacciare Berlusconi, che era un obiettivo realizzabile semplicemente e rapidamente, senza tanto strepito, data la intrinseca debolezza del personaggio. Il feeling tra Berlusconi e le masse è infatti una fiaba fabbricata da giornalisti dell’area del Partito Democratico, che intendeva così giustificare le sue intese col Popolo della Libertà in vista della costruzione di un bipartitismo perfetto all’americana.
Ciò che la stampa estera ha creato, è un clima catartico adatto a far passare sotto silenzio magagne ben più gravi. Non bisogna dimenticare che nei giorni in cui imperversava Mani Pulite, i governi “moralizzatori” di Amato e Ciampi legalizzavano nientemeno che il contrabbando di petrolio, eliminando per legge le procedure che avrebbero potuto farlo scoprire.

La privatizzazione dell’ENI non sarebbe una passeggiata, dato che questo ente ha sul suo libro-paga i vertici delle Forze Armate, dei Carabinieri, della Polizia, del SISDE e, soprattutto, del SISMI; perciò a condurre la privatizzazione dovrebbe essere un uomo politico che provenga da un partito che abbia legami storici con queste istituzioni militari e poliziesche, ed è questo il motivo per il quale si pensa a qualcuno della ex Alleanza Nazionale. Se questo scenario avesse dei riscontri nei prossimi mesi, allora vorrebbe dire che in questi ultimi anni le multinazionali anglo-americane hanno lasciato mano libera all’ENI nella prospettiva di appropriarsi successivamente dei suoi affari.

Comidad
Fonte: www.comidad.org
Link: http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=295
25.06.2009

Pubblicato da Davide

11 Commenti

  1. Articolo equilibrato senza attacchi ma solo realismo

  2. “… inventandosi un Ahmadinejad campione dell’anticolonialismo e dimenticandosi la sua complicità con gli Stati Uniti negli anni ’80 contro il Nicaragua, ed oggi contro l’Afghanistan e l’Iraq. …..”

    Ahmadinejad negli anni ’80 aveva vent’anni e non contava un cazzo, mentre Mousavi si era capo del governo, e sui consiglieri attuali erano a capo della trattativa “Iran/Contras”.

    Ahmadinejad e’ il primo presidente civile, non ayatollah ne chierico, per quel che puo’ valere.

    Su “Le Monde Diplomatique” di questo mese c’e’ una serie di dati su come l’oligarchia clericale si e’ impadronita di svariate proprieta’ dello stato, con prestiti dello stato non restituiti e senza pagare le tasse

    Ripetendo quello avvenuto in Russia con gli oligarchi al seguito di Eltsin, smantellando la Russia e svendendola.

    Questi “neoliberisti”, Mousavi , ritardatari, propongono soluzioni che sono fuori del tempo in un mondo che assiste al fallimento del neoliberismo.

    Fermo restando che istanze di maggiori liberta’ sono sacrosante, non ci si puo’ chiedere chi siano questi studenti e giovani dei quartieri bene di Theran.

    Sono nati sotto i funghi? O sono figli e parenti di pescecani come Rafsanjani e amici? Tipo la figlia di questi, pescecane anche lei, che si era detto che gli era stato ritirato il passaporto.

  3. Dico la mia ai lettori amici che non devono farsi infinocchiare da i vari http://WWW.COMIDAD.ORG . Giustamente Ahmadinejad e’ il primo presidente civile, non è ayatollah ne chierico

    In Iran , Bresinski ( l’uomo ombra di Obama) vuole in cambio di regime e sta puntando su Mousavi . Gli inglesi prendono parte al complotto , mentre la Merkel e Sarcosy fanno il coretto Ue per la democrazia , che nemmeno in Europa esiste, visto che con GLADIO Tutti sono passati al servizio de NWO .
    Lo scopo è mettere al potere un presidente che realizzi una politica anti RUSSA e che sia in urto con Putin e ne logori l’attività politica , come è stato fatto in Cecenia , con attività di sostegno al terrorismo, di cui la Massoneria inglese ha di fatto finanziando il terrorismo in Cecenia ,

    Non dimentichiamo come l’oligarchia in Russia si e’ impadronita di svariate proprieta’ dello stato, con prestiti dello stato e senza pagare le tasse, merito del ubriacone Elsein e dello sprovveduto e mentecatto Gorbaciov.

    I buoni rapporti di Putin con Ahmadinejad non piacciono agli Americani in particolare a Bresinski , che vuole rompere questo asse di solidarietà ed accerchiare la Russia . Anche la Cina rappresenta una minaccia per gli Satati Uniti e vogliono tagliare i suoi rifornimenti di petrolio in Africa.

    Mousavi , sta facendo una politica astuta e concordata con gli occidentali che metterebbe il paese nel caos ..

    Le liberta’ in questo momento non sono ammissibili , perchè si corre il rischio di avere dei conflitti molto più gravi poi, e questo se il potere passa nelle mani sbagliate . Ma è quello che Obama vuole . Invece ci vuole il Pugno di Ferro anche contro gli studenti , che di politica internazionale non capiscono un cacchio .. Theran- l’Iran non deve diventare come l’Ucraina , nelle mani degli occidentali – Ricordiamoci Soros e la sua rivoluzione Arancione ..
    Gli ucraini sono stati dei coglioni ed ora che lo stato sta per fallire ,si stanno indebitando con il pescecane di nome FMI e svenderanno tutto. ( volevano venire in Europa per diventare ricchi , invece li stanno spolpando dei loro beni e gli sta bene ..) oltre che rapinarli, volevano che la flotta Russa uscisse dal mar Nero – Sebastopoli, penetrano oltre i Balcani..

    Dobbiamo ricordare che, se il NWO prende il sopravvento. siamo in una dittatura globale, per cui ci vuole qualcuno che ostacoli questo progetto . Russia , Cina, Iran sono gli argini che non devono crollare , altrimenti si va in guerra e questa volta sarà catastrofica . Cercate su internet : youtube … ed anche …. e poi capirete !

  4. Quoto in pieno il suo commento, nettuno !

  5. sono daccordo con tutto ma i manifestanti iraniani muoiono davvero, anche sul fatto che mentre massacrano mediaticamente Berlusconi cercano di espropriarci delle ultime ricchizze rimaste, con l’aiuto di Belusconi naturalmente, con il sindacato che sta zitto, quelli del PD lo sappiamo che sono venduti per cui neanche a parlarne.

  6. Il sicario che cedera’ l’Eni alle multinazionali anglo americane,con vari legami col mondo delle forze armate e dei servizi segreti e’ Fini,appare
    ormai abbastanza chiaro anche a chiunque:nell’ombra e in silenzio sta
    aspettando di veder passare il cadavere del cavaliere per prendere il suo posto ed instaurare una dittatura ancora piu’ truce:ricordate che Fini e’ un
    fascista vero,che viene da una cultura fascista e che si e’ formato politicamente in un partito che si rifaceva dichiaramente alla repubblica di
    Salo.
    Parlare di sconfitta elettorale di Mousavi,vista praticamente le certezza dei
    brogli e la pochissima trasparenza di queste elezioni,appare,mi si permetta,
    un attimino azzardato.

  7. Sottoscrivo ogni parola.. a proposito del FMI, menzionerei anche la Crisi a diverse ondate, che in Europa viene da Est.
    La situazione nell’area baltica, Romania, Ungheria, Bulgaria, Ucraina.. sembra assuemere giorno dopo giorno contorni drammatici, e l’Fmi, è già pronto a proporre le sue “Cure dimagranti”, su intere popolazioni, che a a causa di classi dirigenti Ultra-corrotte e l’abbaglio di uno sviluppo facile e veloce, saranno condannate ad un futuro nerissimo..

  8. Ognuno dice la sua , e va bene cosi
    C’è un fatto che nessuno può azzardarsi a contestare ed è questo:

    Invece vi devo far ricredere poiché come base fondante è la Nazionalizzazione della Banca centralecon tutto ciò che ne consegue.
    Il divieto assoluto (dal 2000 un pò meno…) di applicare e richiedere interessealcuno su mutui e prestiti (assolutmanete immorale…come lo era dopotutto per la dottrina sociale cristiana…
    se non fosse avvenuta quell’apostasia di cui oggi realizziamo gli effetti!).
    L’obbligo etico-morale per tutti i soggetti economici-finanziari di osservare lo ZakatT (ovvero una forma elemosina per le classi più deboli) con ovvi e tangibilissimi effetti equo-redistributivi.
    Questo per dirvi che il così tanto paventato e strombazzato asse del male esiste, sì ma per l’oligarchia finanziaria occidentale

    Ora forse rimane più facile a molti capire il perchè questi iraniani e chi li governa danno fastidio al mondo
    E se qualche altro stato seguisse questo esempio?
    Forse sarebbe veramente la fine dei stramaledetti banchieri e dei loro servi politici e non

  9. Sulla repubblica (che ovviamente fa da cassa di risonanza del times) e’ apparso il nome del prossimo presidente del consiglio: DRAGHI.
    Si proprio lui quello che ha fatto svalutare la lira insieme a soros e agli altri compagni di merende (sul panfilo).

    credo che adesso il cerchio si chiude e se serviva una conferma per quello descritto nell’ultima parte dell’articolo, e’ arrivata.

    Prepariamoci quindi a diventare una colonia economica al 100%. Se oggi lo eravamo per l’80% l’unico modo per continuare a tenere il 20% dei nostri profitti in Italia sarebbe quello di tifare per il berlusca peraltro gia colpito a morte ed in piena agonia.

    Non ci resta che la mafia, la nostra unica multinazionale che riesce a riportare a casa i profitti altrui (almeno in parte)

  10. “Prepariamoci quindi a diventare una colonia economica al 100%. Se oggi lo eravamo per l’80% l’unico modo per continuare a tenere il 20% dei nostri profitti in Italia sarebbe quello di tifare per il berlusca peraltro gia colpito a morte ed in piena agonia.”

    dall’articolo, ad un commento, scelto a caso, continuo a notare il diffondersi dei supporters di berlusconi in lotta con il complotto internazionale.

    Lo stesso idiota che ieri, di fronte alle previsioni ufficiali di un 5 e rotti per cento di calo del PIL, dichiarava che la crisi è colpa dei giornali che s’inventano la crisi, secondo costoro sarebbe ” l’unico modo per continuare a tenere il 20% dei nostri profitti in Italia”.

    Il problema è oggi, non domani, posdomani; e si chiama Berlusconi, e tanto per non lasciare dubbi a nessuno, ha anche altri nomi: Veltroni -sembrava morto, ma come per i vampiri per essere sicuro che sia morto gli devi sparare al cuore con una pallottola d’argento, non basta una botta elettorale-, o, per dirla in breve, un ceto politico da raccapriccio.

    Questi fans dell’ultima ora, si potrebbero liquidare come semplici portatori d’acqua, utili idioti, ma incuriosisce quell’accenno al 20% dei profitti. il profitto di chi, per chi?

  11. gli utili idioti sono solo coloro che si schierano e non sanno guardare con i loro occhi.
    Gli utili idioti sono coloro che credono alla crisi globale originariamente solo americana ma per avere un mal comune e un mezzo gaudio, e’ stata estesa a tutto il mondo giustificando i soldi alle banche e non ai lavoratori.

    gli utili idioti sono coloro che ripetono pappagallescamente quello che i diffusori della parola del times (repubblica e gli altri) riportano stillando ogni giorno una goccia. Non si fa giornalismo d’indagine in questo modo: ogni giorno un colpo al cerchio. Se si vuole fare un’inchiesta si faccia ed alla fine e si pubblichino i risultati e le conclusioni concrete (magari surrogati dalle prove) e non una telenovela di chiacchiere di gente abituata a vendere il proprio corpo e qundi che per soldi e’ disposta a qualunque cosa.

    e’ veramente assurdo che il times proponga il nuovo primo ministro italiano ed immediatamente sia supportato dall’unita’, repubblica e quanti altri….

    Se i giornali hanno tutti questi argomenti perche’ non li forniscono alla magistratura? Oppure anche la magistratura e’ fasulla? possibile che l’unico fornitore di verita’ sia chi racconta “quello che ha origliato” o “quello che mi ha detto chi sa..” sembriamo il paese delle “…comari di un paesino”

    non significa essere fans dell’ultima ora, il precedente governo e’ caduto per lo stsso motivo (le intercettazioni a Mastella) e la strategia e’ stata la stessa