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L'IPOCRISIA DI COMEDONCHISCIOTTE

DI DOMENICO DE SIMONE
domenicods.wordpress.com

Come Don Chisciotte è un sito di informazione alternativa o contro-informazione se preferite, che offre un panorama abbastanza ampio delle voci fuori dal coro. Nell’epigrafe del sito è riportata questa splendida frase di Evelyn Beatrice Hall, l’autrice di The Friends Of Voltaire, e che riassume lo spirito dell’illuminista francese: “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo“.

Insomma, direte, finalmente un sito dove si possono leggere posizioni diverse dal pensiero main stream, dove non si nascondono le verità scomode, dove la critica, anche dura e franca, la fa da padrona con l’obiettivo di far sì che chiunque possa farsi una sua opinione.

Senonché anche l’anti mainstream, a sua volta, ha un suo proprio main stream. Si può dire tutto, purché sia in linea con il pensiero alternativo dominante. Sembra una contraddizione in termini, ma siamo in Italia e viviamo di contraddizioni. Non diversamente dai burocrati ottusi di wikipedia, anche Come Don Chisciotte ha i suoi censori, ed eccoci al punto.

Da qualche tempo a questa parte, il sito ospita gli articoli di Paolo Barnard, che da quando ha scritto il suo pamphlet sull’economia, Il Più Grande Crimine, è assurto agli onori di leader degli oppositori di questo sistema economico. Tra questi articoli, spicca oggi (ma anche la settimana scorsa) un attacco a Giulietto Chiesa ed alla critica di questi al sistema economico. Non entro nel merito di questo articolo, che comunque potete andare a leggere qui, se non per notare che l’attacco a Chiesa è portato sulla genesi dell’esplosione del debito che Chiesa, seguendo in questo Lyndon La Rouche, attribuisce alla abrogazione della legge Glass-Steagall del 1933, operata da Clinton nel 1999 che consentiva alle banche americane di gettarsi in ogni genere di speculazioni, mentre per Barnard la legge fondamentale era quella che nel 1993 obbligava gli USA al pareggio di bilancio, cosa che aveva favorito l’esplosione del debito privato. Non entro nel merito per due buone ragioni: la prima è che Chiesa è adulto, vaccinato ed abbastanza dentuto da difendersi da sé e non ha bisogno di difensori. La seconda è che la questione non è molto rilevante, poiché alla fine il risultato è sempre lo stesso, un’esplosione del debito che dipende dalla natura stessa dei meccanismi di creazione del denaro e dalla logica intrinseca del capitalismo finanziario. E per questo verso, Chiesa è molto più chiaro di Barnard nell’indicare il problema. Nonostante sia giornalista anche lui (ahhhh mi divertono queste schermaglie corporative tra avvocati, giornalisti, farmacisti eccetera), almeno è un intellettuale dotato di una solida cultura anticapitalista formata nella scuola del PCI, che sarà certamente criticabile ma era una cosa seria. Barnard invita Giulietto Chiesa a studiare invece di andare a “fare i presenzialisti che sbucano come il prezzemolo su ogni media esistente a pontificare su costrutti sgangherati“. Siamo quasi all’insulto, ma ripeto non sono io il difensore di Chiesa che ha abbastanza strumenti per difendersi da sé. Tuttavia, ricordo a me stesso e a chi legge, che se si tratta di studiare, sarà il caso di andarsi a rileggere la normativa sullo IAS 39 che ha regolamentato i derivati e, modificando i principi contabili, ha consentito alle banche di considerare i titoli in attivo al valore storico piuttosto che al fair value (mark to market) proprio per nascondere le perdite derivanti dall’esplosione della bolla su mutui.

Ma a parte il fatto che se si dice a qualcuno di studiare, ed è assolutamente giusto vista la complessità della materia e le enormi pressioni che comporta il trattarla, bisogna essere i primi a farlo, magari con un atteggiamento un po’ più umile e disponibile al dialogo, e non salire in cattedra a fare i professorini di cui non abbiamo alcun bisogno, e ricordato a tutti che abbiamo molto da imparare da una persona come Giulietto Chiesa che farà anche i suoi errori, ma è intellettuale certamente di statura, torniamo a Come Don Chisciotte, che sembra diventato la voce di Barnard, visto che quotidianamente ne sforna un articolo. Ora, qualche tempo fa, ho avuto la ventura di scrivere un articolo critico sul suo pamphlet, spinto da numerosi amici che volevano sentire il mio parere in proposito, Uno di questi amici ha anche tentato di far pubblicare l’articolo su Come Don Chisciotte, ma ne ha ricevuto un netto rifiuto. L’amico in questione era partito con grande sicurezza di fronte alle mie perplessità, dicendomi ci penso io a farlo pubblicare, ci mancherebbe altro. Ne è rimasto profondamente deluso. Io un po’ meno, all’ipocrisia dei nostri sedicenti democratici tutori della libertà di pensiero ci ho fatto ormai il callo. Ma come, direte, non era il sito dove si può dire e criticare chiunque senza essere censurati? Pare di no, quella è solo un’intestazione che prova come l’esercizio dell’ipocrisia sia pratica corrente nel nostro paese. Si sventolano le bandiere della libertà sul torrione più alto, e nelle segrete del castello si pratica la censura. Barnard può attaccare fino all’insulto Chiesa sul sito, ma nessuno può criticare Barnard.

Complimenti, i miei più vivi complimenti.

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Fonte: L’ipocrisia di Don Chisciotte

28.11.2011

Nota della redazione di comedonchiosciotte

Teniamo solo a precisare che l’articolo a cui fa riferimento De Simone (“Un grande crimine e una enorme confusione”) ci è stato segnalato da un utente via mail. A questa mail la redazione non ha risposto, come succede per decine di articoli che ci vengono proposti.

Non riusciamo quindi a capire come si possa affermare che da parte nostra l’utente in questione “ha ricevuto un netto rifiuto”.

Il motivo per cui non è stato subito pubblicato sta nel fatto che abbiamo pensato che fosse eccessivamente critico nei toni e che non apportasse chiarimenti significativi per una materia complessa come quella trattata: per questo è stato deciso di non pubblicarlo in homepage, ma eventualmente di riprenderlo più avanti in “spazio utenti” (adesso on line qui ) .

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Pubblicato da Davide

  • RicBo

    Questo sito è lo specchio di una certa Italia, quella dell’attivismo di tastiera e della sterile indignazione, ma anche della ricerca e della curiosità.
    Alterna insopportabili manifestazioni di qualunquismo, superficialità, presuntuosa ignoranza (fino a toccare apologie del fascismo e della violenza) ad articoli ed interventi profondi, interessanti e che aprono riflessione e dialogo.
    Tutto sommato, però, merita sempre che gli si dedichi una mezz’ora al giorno e di questi tempi di informazione pilotata non è poco.
    A questo punto comunque desidero che sia pubblicato l’articolo a cui si riferisce questo post, altrimenti comincerò davvero a pensare che anche qui si pratica la censura.

  • zufus

    Non mi sembra che l’articolo “censurato” avesse dei toni eccessivamente critici. Non almeno quanto quelli che Barnard usa contro i suoi avversari (praticamente il resto del mondo).

    E trovo anch’io che Comedonchisciotte si sia appiattita su una visione “Barnardocentrica”, al di là del valore intrinseco (che ritengo non sia elevato, ma questa è una mia opinione prsonale) dei suoi articoli.
  • Truman

    @RicBo:


    desidero che sia pubblicato l’articolo a cui si riferisce questo post

    L’articolo è presente qui su comedonchisciotte nello spazio utenti ed il link è in fondo alla nota redazionale.

    Comunque qui certamente esiste censura. Gli articoli vengono scelti da noi, e questo per alcuni può solo essere censura. Sui commenti il discorso è più sfumato. (Solo i commenti offensivi vengono rimossi a posteriori, e nemmeno tutte le volte).

  • RicBo

    Giusto per curiosità ho letto l’articolo di De Simone.
    Non entro nel merito di quello che scrive, Barnard può benissimo difendersi da solo e parlo di difesa perchè De Simone lo attacca su tutta la linea.
    Tutto questo è molto triste, è triste vedere persone, giornalisti, intellettuali preparati che si accapigliano su un tema che interessa tutti e dimenticano l’obiettivo comune, che è quello di informare i cittadini in modo chiaro, ascoltare e dialogare.
    Ci si perde a guardare il dito che indica la luna e intatnto andiamo a fondo, i nazionalismi crescono e il populismo e la demagogia hanno campo libero.

    De Simone pone l’accento sul cancro dell’accumulazione di capitale basata sulla rendita da interessi.
    In breve, secondo De Simone l’isteria del debito che stiamo vivendo è funzionale al processo di accumulazione e al contrasto della caduta del saggio di profitto (non più bilanciabile da un aumento di produzione di beni) mentre per Barnard l’obiettivo di questa isteria è un neocolonialismo mercantilista che accentui la distanza tra paesi forti e produttori a scapito di altri paesi saccheggiati e poveri (cioè contrasto della caduta del saggio di profitto attraverso il crollo del costo del lavoro).
    A me non sembra che queste due analisi siano inconciliabili, anzi lo stesso autore dice a un certo punto che “si tratta del medesimo concetto che sta alla base dell’economia dell’abbondanza, ma con alcune differenze significative”.

    Il problema è che l’acredine con cui De Simone lancia i suoi attacchi lo conduce agli stessi errori di cui accusa i suoi ‘nemici’ (Barnard in questo caso ma potrebbe essere qualsiasi altra persona che non condivide la sua visione) cioè presunzione, arroganza, chiusura al dialogo, tanta confusione e accuse scomposte ed isteriche (tra cui quelle di ‘centralismo stalinista’ e ‘complottismo’).

    Continuiamo così, facciamoci del male..

  • magnesia

    A me sembra che qui Barnard venga sì sovente postato, ma spesso anche a pesci in faccia pigliato 🙂 ..in fondo è un sano occhio per occhio.

    Barnard sei proprio un professorino. Un vero maestro infatti è serio nella divulgazione, ma mai offensivo con i suoi allievi. Significa che non hai voglia di imparare, ma solo di ‘nozionare’. Grazie comunque.

  • Fedeledellacroce

    quoto
    soprattutto “spesso a pesci in faccia pigliato”
    come altri che esagerano nei loro sproloqui

  • michail

    E questi sono gli spiriti attivi italiani, “le belle anime”(parafrasando Barnard). Carneadi come questo tale De Simone che pretendono di influenzare le pubblicazioni non di una testata giornalistica, ma addirittura di un blog. Roba da scompisciarsi. Il classico esempio dell'”anti main stream” molto main stream. A questo punto è arrivata l'”Intelligentia” italica. Ce n’è di tutti i colori nell’anti-main stream, da Grillo e i travaglini per i quali anche il problema delle mosche in estate è colpa di Berlusconi, a Messora che stima(parole sue) un maiale neo-liberista come Giannino e spera nel bene del governo Monti(parole sue), a sconosciuti o semi-sconosciuti fascistoidi e intolleranti che pretendono democrazia da un sito internet gestito in maniera amatoriale. Robe da matti…

  • Andrea85

    “Senonché anche l’anti mainstream, a sua volta, ha un suo proprio main stream. Si può dire tutto, purché sia in linea con il pensiero alternativo dominante.”

    Vi seguo da anni e non posso non condividere la suddetta frase.
    E’ una questione molto più generale, non riguarda solo la presunta adesione del sito al barnard-pensiero.
    Ma è una realtà che da qualche tempo, e sempre più spesso, c’è sempre qualcuno più “anti-sistema” che arriva e attacca a tutto spiano chi non è da lui ritenuto abbastanza “ortodosso”.
    Una pratica sempre più diffusa sia da parte di chi gli articoli li scrive, sia da parte di chi gli articoli li legge (e commenta).
    Il giornalista X è forse competente per certi versi, ma non parla delle scie chimiche, dunque è inaffidabile! l’intellettuale Y sembra un asso nel vedere chi tira realmente i fili dietro le quinte, ma non parla di signoraggio, dev’essere un gatekeeper! Il personaggio Z è senz’altro in mala fede, non ha mai parlato del genocidio del popolo palestinese!
    Così non arriveremo da nessuna parte, ed è forse quello che alcuni vogliono ottenere.

  • BarnardP

    De Simone non lo conosco, ho letto l’inizio del suo articolo critico nei miei confronti, e dopo la prima scarica di insulti vi ho trovato 1) Wray è del Michigan 2) Wray non sa cosa io ho scritto in italiano delle sue idee. Non ho letto oltre gli insulti e le due sopraccitate baggianate, c’è un limite. Sto De Simone non conosce né me né Wray e però sa come sono andate le cose. Ok, abbiamo altro cui pensare. Ma per i lettori peciso due cose: 1) Wray ha letto e corretto ogni singola parola del mio Il Più Grande Crimine 2010 e 2011 nella parte strettamente economica. Il suo collega John Henry, uno dei massimi autori vivienti sulla storia del Neoliberismo, ha letto e apprezzato moltissimo la parte politica-storica. 2) Io non insulto nessuno, meno che meno Chiesa o i miei lettori. Ho lodato Chiesa per molte cose, ma su una l’ho criticato dicendo quello che penso “sbuca come il prezzemolo a dire costrutti sgangherati”. Embè? I miei lettori sono inutili, vigliacchi, perditempo, incapaci di essere uomini e donne. Vero, provato e comprovato, non insulti. Embè?

    Poi per carità, nessuno è Dio qui, per cui libera circolazione di teorie e di smentite. Il De Simone farà la sua gara, il pubblico giudicherà. P. B.

  • nuvolenelcielo

    Bah, abbastanza ridicolo. Qui pubblicano proprio di tutto mi sembra. Non è che se non ti pubblicano un tuo articolo che un tuo amico ha mandato una mail… il sito è ipocrita. Magari avresti potuto riprovare tu, o postare il tuo articolo sul forum e pazienza…, anche se scrivi cose valide e di qualità che meriterebbero la prima pagina, un po’ di umiltà aiuta. (E poi questo articolo qui mi sembra pubblicato…, amen)

  • nuvolenelcielo

    E poi Barnard secondo me non insulta, bisogna conoscerlo. Quando dice “I miei lettori sono inutili, vigliacchi, perditempo, incapaci di essere uomini e donne. Vero, provato e comprovato, non insulti.” , è un po’ come quando Berlusconi diceva “mi consenta”. E come quando un amico dice all’altro “coglione o figlio di p…”, è un modo di dire, un gergo colloquiale. Gli insulti valgono solo quando sono riferiti a un fatto specifico, questo invece è un intercalare presente in ogni discorso, quindi privo di ogni sostanza.

  • cardisem

    Non so come nasce “Come don Chisciotte” e da chi sia diretto e curato. Non so proprio nulla… Trovo tuttavia parecchi articoli interessanti. Se qualcuno mi interessa di meno, non è cosa che possa imputare all’editore. Qualche volta appaiono perfino miei articoli, che la redazione prende liberamente dal mio blog… Qualche volta ho perfino segnalato articoli pubblicati di altri pubblicati da me nel mio blog… Ma solo perché ritenevo questi articoli meritevoli di un pubblico più vasto di quello che frequenta il mio blog (che non dico qual è)… Non ricordo di aver mai mandati un mio articolo e non ho certo mai preteso che pubblicassero quanto da me inviato… Ho però smesso di segnalare altro, rispettoso dell’autonomo della redazione del sito… Francamente, l’accusa di «ipocrisia» mi sembra eccessiva e immeritata… Ma cosa è una redazione? Può esisterne una che non abbia il peso di una difficile discrezionalità da sostenere? Nel panorama del web italiano, fra gli aggregatori di notizie, non saprei indicare di meglio… Certo, dal mio punto di vista, che è soggettivo ed oggettivo al tempo stesso… soggettivo nel senso che è mio, ma oggettivo nel senso che ritiene che le cose abbiano una loro logica, una loro “verità” e perfino una loro “eticità” che bisogna rispettare…

  • geopardy

    Ho letto l’articolo, mi sembra molto interessante e da non sottovalutare.
    Ho letto anche il suo libro “Un’altra moneta” ed è anch’esso molto interessante e propone un altro modello che andrebbe verificato.

    Devo dire che sarebbe ora che lo rileggessi, perchè sono passati anni e anni da quando l’ho letto e mi ricordo ben poco.

    Sicuramente è un libro che affronta problemi in cui ci vorrebbe una specifica preparazione economica , anche se si legge bene.

    Poteva, però, utilizzare un’altra forma per giudicare Barnard e non parificare il suo modo di fare polemica.

    Ciao

    Geo

  • geopardy

    Quoto.

    Sembra una versione del politically correct applicato alla controinformazione.

    Stessa metodologia.

    Ciao

    Geo

  • azul

    Sembra che l’Accademia della Crusca stia già prendendo in considerazione il neologismo “Barnard contrario”, che si sta ormai imponendo sul desueto “bastian contrario”, “cara de poucos amigos” come si dice dalle mie parti e per questo lo trovo anche simpatico. Non mi sembra però che il nostro sia presuntuoso. Il dottor De Simone appare invece alquanto pretenzioso e un tantino arrogante anche. Quanto ai redattori di CDC, nulla quaestio. Tempo addietro lo stesso Barnard si era arrabbiato per la non pubblicazione di un articolo anticospirazionista sulla questione 911, arrivando ad intimare il sito di non pubblicare più i suoi articoli. Quando si è accusati di tutto e del contrario di tutto, significa che si sta agendo giustamente. Nel giornalismo e nell’informazione non esiste oggettività. Il massimo a cui si può aspirare è correttezza e trasparenza. Continuate così.

  • Maxim

    torniamo a Come Don Chisciotte, che sembra diventato la voce di Barnard, visto che quotidianamente ne sforna un articolo

    Fa piacere vedere che qualcuno se ne sia accorto .

  • sidellaccio

    Anche a me sembra che “comedonchisciotte” stia pubblicando troppi articoli di Barnard, quindi ne leggo solo uno ogni tanto e qualche volta, tra gli insulti, ci trovo qualche rara idea che mi sembra interessante
    http://www.silviodellaccio.it

  • bysantium

    Appunto, lo si “può più o meno” leggere.

    Io, per esempio, trovo vieppiù preponderanti gli articoli prettamente economici anzi monetaristici, a scapito di analisi filosofiche e politiche ( ad onor del vero e fortunatamente si pubblicano anche Preve o, per dire, Chris Hedges ) .
    Spesso li scanso e leggo altro, qui o su altri siti.

    Penso quindi che queste polemiche siano fondate sul nulla, sterili bizantinismi (ops).

  • Giancarlo54

    Incredibili e pretestuosi gli attacchi che oramai giornalmente sono rivolti a CDC. Incredibile come ci siano anche forumisti che “appoggiano” questi interventi critici e pretestuosi esterni. Nessuno obbliga nessuno a restare, se CDC non va bene così com’è penso le porte siano aperte per tutti, in uscita intendo.

  • Albertino

    volevo solo dirti che anche io la penso come te. a me fa pena vedere queste persone intelligenti e preparate che si sfidano come galli nel pollaio per dimostrare a loro stessi e alla massa dei pro/contro che solo loro hanno ragione e gli altri sono dei dilettanti. il rispetto per le idee altrui, anche se sbagliate (purchè non “criminali”) per me è fondamentale.

  • Albertino

    certo è che con questa inutile ed infondata accusa contro l’ ottimo CDC, il trascurato De Simone ha raggiunto lo scopo di ottenere visibilità e spingere molti di noi ad andare a leggere il suo testo anti-Barnard. credo però che se avesse postato un suo commento critico ad un articolo di Paolo, indicando poi il link dove andare a leggere il testo completo, avrebbe agito in maniera più corretta.

  • ottavino

    Ognuno giudica con i propri metodi e secondo le sue capacità. Io ho visto Barnard a Matrix Quando è apparso in quella trasmissione. Barnard sta male, Questo è quanto.

  • fricci

    alla faccia dell’ipocrisia…questo articolo è super ipocrita. Attacca CDC solo x attaccare Barnard. Difende Chiesa, anche se dice di non volerlo fare, solo per attaccare Barnard.

    L’articolo di critica sopra citato è poi estremamente superficiale. Riporta solo spezzoni di frasi o paragrafi, con il solo intento di creare confusione e ridicolizzare Barnard. Bene hanno fatto a non dargli visibilità. Tutti sappiamo scrivere, ma non tutti siamo crittori. Tutti sappiamo fare di conto, ma non tutti siamo economisti.

    È ovvio che Barnard a volte si pone male, è troppo diretto. Tuttavia avendo a che fare con delle persone così è più che giustificato.

  • ComeDonkeyKong

    ComeDonChisciotte fa bene a fare una selezione di articoli da pubblicare. Io stesso ne ho segnalati diversi che non sono mai stati pubblicati sul sito.
    La censura è qualcosa di diverso, e non è bello che la si evochi per il solo fatto che non si è ricevuta la visibilità sperata. La censura è il soffocamento di una voce, mentre la selezione, per quanto sia qualcosa di criticabile o non condivisibile nel merito, è legittima, e anzi doverosa come pratica, in particolare in internet. Senza una selezione a monte un sito come CDC sarebbe sommerso di messaggi di ogni tipo e perderebbe ogni senso. Le cose che scrive Barnard sono talora criticabili, talvolta anche sgradevoli, ma effettivamente quasi ogni suo nuovo intervento ha qualcosa di interessante da dire, o almeno solleva qualche problematica degna di attenzioni.
    Se c’è qualcuno che non è d’accordo, lo spazio dei commenti è aperto proprio a tutti: basta segnalare i collegamenti relativi, o riportare nel forum gli articoli che si ritengono interessanti. Portare in prima pagina ogni articolo di ogni tipo che commenti quello che dice Barnard significherebbe far annegare in un oceano vorticoso di idee (non sempre ponderate e costruite su una preparazione adeguata) l’intero sito. Dalla confusione è sempre il più potente o il più disonesto a trarre vantaggio. C’è anche da dire che CDC non pubblica solo Barnard in tema di economia, e che, in ogni caso, selezionando gli autori si assume delle responsabilità: nel momento in cui qualcuno di essi si riveli un avventuriero in cerca di visibilità, il sito perderebbe credibilità.

  • illupodeicieli

    I toni aggressivi non mi sono mai piaciuti: quando li leggo o li sento mi danno fastidio. Ritengo infatti che siano tipici di chi cerca di rafforzare la propria opinione in quanto ,così, nuda e cruda, appare poco convincente: o almeno questo,credo,sia il pensiero di chi deve intercalare, ma non è il caso dei due scrittori in oggetto , il proprio linguaggio con il turpiloquio oppure deve accompagnare ,come faceva Grillo, le persone con parole per lui spiritose come “psiconano”,”morfeo” o “valium”. Diverso è il discorso di chi afferma di essere stato bannato, di chi come è stato scritto anche su “stampalibera” critica il sito perchè o pubblica alcuni e solo alcuni post. Mi pare che sia stato già spiegato nel forum quando la questione è stata sollevata: tuttavia ci vuole tempo perchè le “cose” si possano davvero riequilibrare agli occhi di chi invece prende per oro colato ,o comunque non ha avuto nè tempo nè modo, ogni critica senza ,appunto, discuterla. Così succede che leggendo ,appunto, ciò che era scritto su stampalibera (e lo è ancora nel template a sinistra… verso il basso) “comedonchisciotte un sito depistante?” , gli rimane impresso il titolo del post e non va avanti nè si chiede se è vero oppure no. Da dire che quel sito lo visito e lo trovo ,a volte, anche interessante e ho pure commentato pur non essendo iscritto. Quanto invece alle questioni tecniche e specifiche tra Barnard e De Simone (o viceversa) forse ingenuamente credo che sia più utile, per tutti e se è vero che vogliamo e vogliono il bene di tutti, cercare di trovare ciò che unisce piuttosto che ciò che divide: almeno un passo o anche di più in avanti sia così possibile. Diversamente ,ammesso che ci sia un piano criminale, che è pure possibile, le divisioni faranno in modo che questo si compia e con minore fatica per i criminali. Se su alcuni punti si è tutti d’accordo, costa molto parlarsi e venire a un punto comune e fare un percorso di strada insieme? Non capisco perchè si debbano avere parole quando ,se si è sinceri fino in fondo, si può costruire qualcosa invece di distruggerla.

  • caps

    ora si va tutti su domenicods.wordpress.com e lo si fa contento….
    se non ti piace cose viene inserito giornalmente….puoi anche non entrare nel sito…

  • nautilus

    articolo completamente privo di spessore e di contenuti sostanziali.
    l’unico fine, attraverso la strumentalizzazione pretestuosa nei confronti di Paolo Barnard, è di far cliccare sul link del tanto sopravvalutato articolo di critica al grande crimine.
    Barnard sta benissimo, e con lui quelli che lo leggono, soprattutto dopo la puntata di Matrix…

    Visti anche gli interventi dei telespettatori su facebook della trasmissione “ServizioPubblico” di Santoro mentre andava in onda la puntata di ieri sull’Euro, dove il nome più citato,in positivo, era quello di Paolo Barnard.
    Molti interventi non risultano più questa mattina, ma altri ci sono ancora.

    Direi che Comedonchisciotte si è sempre arrichito dagli spunti scomodi, spigolosi e uticanti che Barnard offre ai suoi lettori.

    Interventi come quelli di Desimone, di critica gratuita, non fanno altro che far partire discussioni inutili su cui ci si “incarta” improduttivamente, quindi è meglio piantarla qua in merito all’articolo.

    Diversamente molti lettori, compreso il sottoscritto, potrebbero essere interessati dagli eventuali commenti alle riflessioni di Barnard che De Simone potrebbe postare senza farne una questione di forma ma di sostanza.
    Io la penso così…

  • Sintesi

    Verissimo.
    Quoto dalla prima all’ ultima parola.

  • kirby77

    Ho letto l’articolo e lo ho trovato interessante, come trovo interessanti quelli di Barnard.
    Su una cosa concordo, la perplessità di fronte al fatto che Barnard trovi la Fed “giusta”: dunque per PB è necessario avere una moneta sovrana, ma se viene stampata da privati e non dallo stato non è un problema?
    Il fatto che lo stato americano abbia un debito con la Fed non vuol dire che quest’ultima lo tiene per le palle?
    E per quale motivo dei privati dovrebbero avere il privilegio di intascare gli interessi per un servizio che lo stato potrebbe esercitare da solo?

  • kirby77

    Ecco perchè Barnard parla sempre di “debito come ricchezza” e non di assenza del debito, se uno stato stampa la propria moneta attraverso una banca centrale di sua proprietà è evidente che una contabilità del debito è non soltanto inutile ma insensata, si avrà solo una contabilità di denaro emesso dallo stato; Barnard parla di “debito come ricchezza” perchè nella sua visione la nazione ha una moneta sovrana ma a gestirla ed emetterla è sempre una banca centrale proprietà delle banche private che la presta allo stato secondo il solito meccanismo.
    Sarebbe bene che Barnard chiarisse il suo pensiero su questi punti altrimenti la discussione si fa fumosa ed equivoca, soprattutto per noi neofiti…

  • fricci

    veramente l’ha chiarita più volte. Non ultimo ne “Il più grande crimine 2011″…certo bisognerebbe leggerlo…80 pagine sono tante…poveri noooooi!

  • ale5

    Ma invece di pensare a gare e piazzamenti, poteva leggersi l’articolo dove viene messa in dubbio la teoria del debito=richezza. Chissà, forse sarebbe nata una discussione in grado di far luce sulle reali alternative a questo sistema, permettendo a più persone di identificarsi e moblitarsi in una giusta direzione.

  • Firenze137

    CDC è un sito web di tutto rispetto e quando dico questo è ovvio che la qualità di questo sito la fa la redazione e cioè persone che operano delle scelte. E’ sbagliato scegliere ? Direi proprio di no visti i risultati in termini di accessi e quindi in termini di audience.

    Le scelte possono essere criticabili ? Certamente sì. ma questo fa parte dello status fisiologico di qualsiasi realtà operativa umana. Non siamo superuomini. Chi si sente “censurato” può comunque insistere con CDC e qualora non roiscisse ha comunque milioni di altre possibilità sulla rete di far sentire la sua voce.

    Riguardo alla diatriba Barnard / Chiesa / De Simone… Tre menti davvero preziose. Ognuno con le proprie peculiarità metodologiche ed espositive. Io me li sono letti tutti e tre cercando l’integrazione delle argomentazioni e anche le contraddizioni e/o le imprecisioni sulle citazioni e le fonti. Ed ho imparato qualcosa in più e se voglio avere le certezze me le vado IO STESSO a verificare, visto che gli articoli si leggono gratuitamente. Questo è la scopo dell’informazione. Informare per creare una coscienza critica nei lettori non la polemica fine a se stessa, puntare il dito contro l’uno o contro l’altro e creare il tifo da stadio. Secondo me non serve a niente.

    Infine il mio punto di vista molto terra-terra sugli “accadimenti” correnti del mondo della Finanza/ Capitalismo internazionale. Se io dico molto molto semplicisticamente che tutto i Sistema è truccato, faccio un’affermazione rozza ed imprecisa però – scusate – ma dopo aver letto centinaia e centinaia di pagine il mio comun denominatore e assunto conclusionale finale è sempre lo stesso. POCHI soggetti, Banche Centrali.. FED FMI ecc truccano le carte – sia “titoli” che regole” a danno di MOLTI. Poi andare a vedere il trucco è più o meno giustificato, se risponde a teorie più o meno condivisibili, se è rsipondente ai dettami della Scuola di Pensiero Economico Tale e Talaltro a me sinceramente non interessa qui ed ora perchè di una cosa sono certo: il trucco non ci deve essere ! . Il marasma di diavolerie finanziarie come leva finanziaria, algoritmi , hedge funds ecc che mai come oggi mente umana è stata capace di inventare devono essere tolti di mezzo perchè rispondono ad un solo drammatico “movente” di pochi: i soldi facili. Per questo ci sono i Casinò.

    Il Popolo Sovrano – e cioè a tutti noi – si deve garantire un sistema della moneta che sia un solo ed esclusivamente un mezzo di misura e scambio del valore dei beni e servizi. Punto. Il denaro che che si moltiplica come la Moltiplicazione dei Pani lasciamolo ad altri.. Lo so è una visione semplicistica, molto terra-terra, ma mi piacerebbe che qualcuno argomentasse perchè non dovrebbe “funzionare”. O se come la penso io non interessa a nessuno di noi che debba funzionare così perchè alla fine.. i soldi facili interessano a tutti noi. Un po’ come la mafia di cui Rita Atria ha scritto prima di suicidarsi a 17 anni mi suicido perchè ” in fondo in fondo siamo tutti un po’ mafiosi”

  • ale5

    quindi gli stai dando del mezzo rincoglionito-esaurito, potrebbe… ma credo intenda esattamente quello che dice

  • hobie

    La censura sulle opinioni è sempre stata esercitata da tutti i regimi in tutte le epoche. I regimi cosiddetti “democratici” sono quelli a più rigido controllo ideologico e chi vive sotto tali regimi, anche se crede di essere libero, difficilmente non è, più o meno consciamente, imbevuto di CENSURA.
    Del resto “censura” non significa altro che controllo e nelle società occidentali rigidamente gerarchiche, il fatto che qualcuno controlli qualcosa o qualcun altro ci appare quasi normale, naturale.
    Per questo la censura è dovunque, anche in questo sito, che pure è molto interessante e offre un materiale di buon livello.
    Io stesso, nel mio piccolo, mi sono visto censurare persino un commento (!) da Comedonchisciotte. Per non dire del sito AGORAVOX, col quale ho collaborato per più di un anno con lavoro volontario non pagato ma…censurato.
    La verità è che nei nostri regimi la libertà di espressione semplicemente NON esiste. Punto. E poi l’aveva già detto Pasolini….
    Qui il mio articolo che scrissi per AGORAVOX in occasione di una censura subita a causa di un mio scritto considerato deviante dall’ortodossia della cosiddetta linea editoriale del sito stesso.
    http://www.agoravox.it/sulla-censura-lettera-aperta-ad-AV.html

    Sono stato censurato anche su WIKIPEDIA, sul sito del comune di Cagliari, sui media mainstream (tutti). Della censura di FB non voglio nemmeno parlare perchè sarebbe come sparare sulla croce rossa.

    Quindi, per quel poco che vale, hai la mia solidarietà ma, detto tra noi, che te ne frega di Comedonchisciotte? Ci sono così tanti siti di controinformazione. Internet stessa è quanto di più anarchicamente “controinformativo” sia mai esistito nella storia del mondo.

  • istwine

    ma parliamoci chiaro, al di là della diatriba futile. ma c’è qualcuno che ha il coraggio di credere in ciò che dice De Simone? è teoria sul signoraggio. e anche della più scarsa in circolazione.

    giusto dare spazio a tutti. purché siano quantomeno attinenti al funzionamento di ciò che parlano. De Simone ha delle falle, enormi. e la prima è la penuria di citazioni che son sempre le stesse, Allais, La Rouche, ecc. La seconda è che non capisce il sistema monetario.

  • dana74

    condivido in pieno

  • dana74

    che articolo ridicolo, sembra più un’autocelebrazione perché non gli viene dato spazio.
    CDC è troppo Barnardocentrico.Quindi? Non capisco ci deve essere un limite di articoli dello stesso autore?Non importano i contenuti, che Barnard esprime a modo suo ma certo sono articoli degni di nota.
    Mi pare più “invidioso” della “celebrità” del Barnard più che altro.
    “non mi pubblicano in home page” allora CDC è ipocrita.
    Alla faccia della supponenza

    Ps una nota per Ricbo: visto che siamo tutti attivisti da tastiera vuoi elencare le tue battaglie dal vivo e successi ottenuti? Insomma hai un curriculum “eroe” da esibire per poter sentirti “superiore” agli eroi da tastiera?

  • kirby77

    La lettura del libro di Barnard non è ancora stata resa obbligatoria per legge, dunque sono tra gli umani che non lo hanno letto .
    Potrebbe chiarire sull’argomento su questo sito, visto che la domanda non l’ho sollevata solo io.