Home / ComeDonChisciotte / L’INTERVISTA MAI FATTA A BEPPE GRILLO

L’INTERVISTA MAI FATTA A BEPPE GRILLO

DI ALESSANDRO GILIOLI
L’Espresso

Una storia un po’ lunga, ma se avete voglia di leggerla fino in fondo vi dirà parecchio su Beppe Grillo.

Il giorno 2 gennaio, come molti, ho letto e visto in Internet il “discorso di Capodanno” di Grillo. Nel quale, come si ricorderà, è stato lanciato il V-day contro i giornali per il 25 aprile prossimo venturo.

Tra le altre cose, nel suo discorso Grillo prevedeva con certezza che tutti media “mainstream” avrebbero volutamente ignorato il suo V-day sui giornali, visto che la cosa riguardava direttamente gli interessi delle testate e dei loro proprietari.

Il fenomeno Grillo mi interessa, da tempo vado scrivendo diverse cose sulle storture del sistema editoriale in Italia (a partire dall’Ordine e dalla legge sulle provvidenze) e credo anche che i giornali debbano interessarsi delle fasce della società che Grillo più o meno rappresenta.

Quindi il giorno stesso telefono a Grillo sul suo cellulare per proporgli un’intervista sul tema del V-day contro la stampa, la “vera casta” come dice lui.

Grillo mi risponde quasi subito, con gentilezza, ma nicchia un po’ sull’intervista: «Io sono un monologhista», mi dice testualmente. «Invece dell’intervista le scrivo un pezzo io e voi lo pubblicate su L’espresso».

Io gli rispondo che un pezzo no, non ci interessa, che per quelli c’è già il suo seguitissimo blog e noi invece vorremmo un confronto, anche aspro magari, sul tema che ha lanciato, il V-Day contro i giornali.

Gli prometto che però, ovviamente, tutte le sue risposte saranno riportate senza variazioni e senza alcuna censura, che ha la più assoluta libertà di dire quello che gli pare, che sono dispostissimo a mandargli i suoi virgolettati per approvazione a intervista scritta.

«Mah», dice lui, «non so, io non do il mio meglio in queste cose».

Insisto, gli faccio presente che un confronto civile è il modo migliore per far crescere e circolare le idee, gli propongo di andarlo a trovare dove si trova e alla fine sembro parzialmente convincerlo: «D’accordo, facciamolo», dice, «ma non di persona. Mi mandi le sue domande via mail e io le rispondo subito dopo le feste».

Il giorno dopo mi metto al mio pc e una dopo l’altra snocciolo le domande.

Sono tutte molto semplici, anche se non a zerbino.

Gli chiedo ad esempio se non ritiene che i giornali e la Rete possano convivere, visto che la tivù non ha ucciso la radio.

Se non crede che grazie alla loro buona salute economica molti giornali possano fare anche ottime inchieste, e gliene elenco alcune di questo e di altri giornali. Gli faccio l’esempio di Mastella, su cui diversi giornali hanno fatto inchieste ampiamente riprese dallo stesso Grillo nel suo blog.

Gli chiedo dunque se non pensa che sia sbagliato mettere sullo stesso piano i quotidiani di partito inesistenti che prendono soldi direttamente dallo Stato e i giornali veri – magari perfino utili al dibattito sociale e al controllo sulla politica – che hanno solo detrazioni postali e contributi per la carta.

Gli chiedo se è consapevole che con l’abolizione totale e indistinta delle provvidenze probabilmente morirebbero voci come il Manifesto o come l’Internazionale, su cui lui stesso scrive una pagina ogni settimana, e gli chiedo se questo secondo lui sarebbe un passo in avanti per la nostra società.

Gli chiedo perché nel discorso di Capodanno ha esaltato come “ultimi giornalisti liberi” Biagi e Montanelli contrapponendoli a tutti gli altri, visto che anche Biagi e Montanelli scrivevano sui grandi giornali secondo lui servi e di “casta”.

Gli chiedo se in questo suo condannare senza eccezioni i giornali e i giornalisti ce n’è qualcuno che salverebbe, che secondo lui non fa parte della casta.

Gli chiedo se considera parte della casta anche quelle migliaia di giornalisti sottopagati e precari che ormai lavorano in gran parte delle redazioni.

Gli chiedo come può dire che tutti i giornalisti sono casta, visto che la grandissima parte di loro ha come unico privilegio il biglietto gratis ai musei, e per il resto si paga come tutti gli altri comuni mortali la casa, il cinema, il treno, l’autobus, il biglietto allo stadio e così via.

Già che ci sono, gli chiedo perché non risponde mai agli altri blog, visto che predica i blog come mezzo di comunicazione dell’avvenire.

Gli mando il tutto con una bella mail.

Passa la Befana, passano altri due giorni ma da Grillo nessuna risposta.

Gli mando un sms per ricordargli il nostro accordo, lui non risponde.

Gli mando un’altra mail copiaincollando la precedente, nel caso la prima si fosse persa.

Niente.

Questa mattina, 9 gennaio, gli telefono:

«Pronto buongiorno sono Gilioli de L’espresso, la disturbo?»
«Certo, lei mi disturba sempre».

«Mi dispiace. Volevo sapere se ha visto le domande che le ho mandato…».
«Certo che le ho viste e non intendo minimamente risponderle».

«Come mai?»
«Perchè sono domande offensive e indegne».

«Mi scusi, ma non mi pare, sono solo domande. Servono a un confronto. Se lei mi dà le sue risposte per iscritto, io le trascrivo tali quali, le dò la mia parola».
«No, non se ne parla neanche, lei non ha capito niente. Buongiorno».

«Buongiorno».

Da questa ridicola esperienza, deduco due o tre cose di cui credo di avere ormai la certezza.

Primo: Grillo ha una paura fottuta del confronto. Sa che il suo linguaggio apocalittico e assertivo non ha niente a che vedere con lo scambio di idee e con il dibattere. E’ chiuso nel suo monologhismo. Sa di non avere argomentazioni razionali forti per difendere le sue affermazioni a tutto tondo, sa che il confronto lo obbligherebbe a qualche sfumatura e sa che probabilmente le sfumature lo annienterebbero, visto che il suo successo è figlio della sua assertività.

Secondo: Grillo ha una strategia di comunicazione basata sul vittimismo da censura. Io gli avevo promesso tre o quattro pagine di intervista su “L’espresso”, lui ha preferito non apparire per poter dire che la grande stampa lo ignora e lo censura. Bene, visto che da qui al 25 aprile andrà strillando al mondo che i giornali non parlano del suo V-Day perché ne hanno paura, si sappia che questo giornale voleva concedergli ampio spazio ma che lui lo avrebbe accettato solo per monologare, per ospitare la sua invettiva, e non per un’intervista. Nemmeno il più tracotante politico della Casta, a fronte di una richiesta di intervista, risponde “O scrivo io da solo e senza domande o niente”.

Terzo: Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet – e detesta così tanto i giornali – proprio perché il blog gli consente questo non-confrontarsi, questo non-dibattere. Perfino Berlusconi – dopo i primi tempi in cui mandava le videocassette registrate ad Arcore – ha imparato a rispondere alle domande dei giornalisti. Grillo no. Grillo si trincera dietro Internet per non ricevere domande, per non confrontarsi. Per esaltare, come direbbe lui, le sue caratteristiche di “monologhista”.

Attenzione, ragazzi, perché se questo è il futuro della politica in Rete fa veramente schifo.

Ps. Il direttore di Internazionale mi corregge precisando che il suo giornale non prende provvigioni. Chiedo scusa per l’inesattezza.

PPs. Nell’impossibilità di rispondere a tutti su questo blog, prego chi volesse esporre argomentazioni o chiedere chiarimenti di contattarmi alla solita mail, [email protected] Vale anche per gli insulti. Grazie!

Alessandro Giglioli
Fonte: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/
Link: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/01/09/lintervista-mai-fatta-a-beppe-grillo/
9.01.08

UN GRILLINO EDUCATO E RAGIONEVOLE

Nella cloaca di insulti piovuta oggi, ho trovato questa, che pubblico integralmente.

«Gentilissimo Gilioli,

Innanzi tutto volevo ringraziarLa veramente tanto per l’articolo che ha scritto sul blog de L’Espresso e La ringrazio anche una seconda volta per aver pubblicato il suo indirizzo.
E’ una lettera un pò lunga, spero abbia la pazienza di leggerla tutta, perchè credo di avere dati e opinioni interessanti da comunicarLe, da chi vive questo movimento in primissima persona.

Mi chiamo Leonardo Roli, ho 21 anni, studio Architettura e sono uno degli Assistant Organizers del MeetUp “Amici di Beppe Grillo” di Modena, nonchè membro del 533, il MeetUp principale, che coordina il lavoro di tutti i MeetUp d’Italia. Nel caso non lo sappia i MeetUps sono gruppi di incontro composti da cittadini qualsiasi che si occupano di discutere temi proposti sul blog di Grillo e non; di monitorare la politica e l’amministrazione locale, delle singole città e province e di cambiare attivamente qualcosa. Per farle un esempio concreto, a Modena, assieme ad altre associazioni della città, abbiamo presentato ricorso al TAR contro il raddoppio dell’inceneritore, e abbiamo vinto. E’ dalla cooperazione di tutti i MeetUps italiani che è stato creato il primo V-Day e adesso ci stiamo organizzando per preparare il secondo. Negli ultimi mesi alcuni MeetUp si sono costituiti in associazioni, perchè in questo modo sono maggiormente tutelati dalla legge ed hanno più diritti. L’obbiettivo finale è di presentarsi come lista civica alle elezioni comunali della propria città. I MeetUps dei “grillini” sono presenti in circa 290 città italiane e in quasi 40 città (spesso capitali) sparse per il mondo.

Vista l’opportunità mi piacerebbe provare a chiarire con lei, dato che finalmente c’è qualcuno che si interessa intelligentemente dell’argomento, alcune cose.

Prima fondamentale premessa: Il “popolo dei grillini” non è nè di destra nè di sinistra. Se ci si basa su un mero calcolo statistico risulterà probabilmente una componente maggiore di derivazione sinistriana, ma questo è poco indicativo; chi si avvicina a Grillo si allontana eoni-luce dalla classificazioni e degli pseudo-schieramenti della politica italiana e mondiale.
Seconda fondamentale premessa: Il “popolo dei grillini” non è di centro. Berlusconi è di centro. Prodi è di centro. Ci stanno loro al centro, noi no.

Dove siamo allora? Decida Lei, sopra, sotto, in un’altra dimensione, ma non classificateci secondo gli usuali canoni.
Terza fondamentale premessa: Il “popolo dei grillini” è composto da tutti gli strati sociali, e da persone di cultura medio-elevata. Persone che leggono libri, riviste e giornali. Soprattutto da persone che sanno. Che sanno quello che alcuni cercano di nascondere e che sanno distinguere una notizia falsata o edulcorata. E’ inutile dire “ma non è vero, certi giornali non mentono” o “mentono meno”. Non ci interessa, noi sappiamo e basta, che nessuno cerchi di mentire a noi. Lei adesso si starà chiedendo allora il perchè di tanto turpiloquio nei commenti ai post di Grillo o nelle email che -immagino- Le stiano arrivando. Prima di tutto mi scuso per queste persone.. ma d’altronde di deficienti e di ignoranti (con l’accezione più etimologica dei suddetti termini) ne è piena la destra, come la sinistra, come il centro.. E ci toccano anche a noi.

Il “popolo dei grillini” non è violento e non costituisce alcun tipo di minaccia, siamo più pacifici di Gandhi. Lo scorso otto Settembre in Piazza Maggiore a Bologna c’erano (secondo certe fonti 50.000 persone) 250.000 persone. Su queste 250.000 persone UNA sola ha sventolato UNA bandiera. Gli è stato chiesto di abbassarla e non si è vista più nulla sventolare per aria. Questo aneddoto, a mio avviso, è estremamente significante; che 249.999 persone, di loro spontanea volontà, non portino simboli ad una manifestazione è cosa assai rara. C’era un oceano di persone, e non un oceano di putride ideologie imposte da partiti vecchi di mezzo secolo almeno. La prego di riflettere molto su questa cosa. Come già detto i MeetUps sono assolutamente pacifici e quando muovono un passo lo fanno sicuri di muoverlo in direzione della più totale legalità, nel rispetto dell’altrui e dell’etica. Tuttavia non mi sento di escludere che in un futuro, se le cose non prenderanno una piega diversa, certe frange di certi MeetUps possano degenerare nella violenza. Mi auguro di no, ma questo accomuna ogni movimento politico della storia.

Una cosa importantissima che è necessario comprendere è che il “popolo dei grillini” non dipende dalla figura di Beppe Grillo. Non è il nostro leader. Lo ripeto: non è il nostro leader. Grillo ha la sola funzione di dare voce a noi. Quello che scrive sul suo blog, se non sono commenti a notizie nazionali, viene da quello che noi gli riportiamo. Lui ha il merito di aver risvegliato tante coscienze assopite, di aver portato alla luce cose che altri cercavano di tenere nascoste, e di aver creato la rete dei MeetUp. Lui ci è servito da catalizzatore, e ci serve tuttora per tenerci uniti, ma noi siamo autonomi ed indipendenti. Se domani si scoprisse che in realtà Grillo è un mafioso o che so io, noi prenderemmo immediatamente le distanze, ma continueremmo ad esistere. Certo è che una figura così carismatica come la sua gioca un ruolo non da poco nella motivazione e nella coesione di tutti noi. Oltretutto i “grillini” non sono sempre d’accordo con quello che Grillo scrive o dice. Io stesso gli critico molti aspetti del suo modo di fare e penso che umanamente siauna persona doppia, come del resto ha dimostrato permettendosi di risponderle in quel modo quando gli ha telefonato per la seconda volta. Ecco, noi grillini dissentiamo da questi suoi comportamenti. Certo, è’ ovvio che lui ha degli interessi da difendere. Lei scrive: >. Non credo che sia questo il punto. Grillo di argomentazioni ne ha a bizzeffe. Il punto lo ha centrato qualche riga dopo: >. Condivido in pieno. Lui ha bisogno di erigere un bastione intorno a se per contribuire alla creazione ed al mantenimento del suo personaggio. Ma è una battaglia, e questa è la sua tattica di guerra. In molti sono quelli che tra noi non la condividono, io in primis. Ma se Lei dovesse fare un bilancio: meglio un Italia con Grillo o meglio un Italia dove Craxi è un eroe nazionale, Berlusconi non ha mai avuto rapporti con la mafia e Mangano era solo uno stalliere, la P2 è fantascienza, Ustica è stato solo un incidente casuale, nella Strage di Piazza Fontana lo Stato non c’entra, e chi più ne ha, più ne metta? Questo è un compromesso, e per essere un compromesso credo che ci stia andando molto grassa con Grillo, nonostante i suoi difetti.

Mi permetto di correggerLa su una cosa: Grillo, nè tantomeno noi, detestiamo i giornali a priori. Noi siamo contrari ai giornali come sono oggi. Il giornale è una delle invenzioni più geniali della storia dell’uomo. Il giornale dovrebbe essere lo strumento più nobile della democrazia, quello da cui tutto parte; la libertà di poter essere informati! E’ dalla conoscenza che nasce la libertà! Ma oggi non è così. Non è così in Italia e non è così in nessun paese del Mondo. Come possono Il Foglio o Il Giornale essere considerati i fautori dell’Informazione quando sono in mano ad uno degli uomini più ricchi e potenti del pianeta, un uomo con quasi un centinaio di processi in corso? Come può La Repubblica essere considerato un giornale libero quando più e più pagine sono occupate dalla pubblicità dell’UNIpol? Come può essere libera l’informazione in un paese in cui è stato scritto il Manuale Cencelli?? In un paese che è tra i più grandi sviluppatori della strategia della paura? E non dimentichiamo che noi non stiamo lottando contro i giornali, ma contro l’attuale sistema informativo. Sono più colpevoli le televisioni dei giornali, per una semplice questione di numeri. I telespettatori, purtroppo, sono infinitamente di più dei lettori di giornali e riviste.

C’era un documentario, credo di Deaglio, di cui non ricordo il titolo, in cui un gruppo di giornalisti raccontava alla telecamera che in redazione arrivano puntualmente degli avvisi, nei quali veniva detto di cosa scrivere, come scriverlo, di cosa non è concesso scrivere, e che ordine dare alle notizie. Non negatele queste cose, cominciate a farvi sentire! Avreste il potere di ribaltare questo sistema, fatelo! Iniziate a scrivere la verità. Abbandonate la retorica e la parzialità.

Le do uno spunto: invece di fare un articolo sul reticente Grillo, faccia una di quelle belle inchieste, come solo L’Espresso sa fare, su quelle decine di migliaia di persone che stanno cercando di far rivivere questo paese. I MeetUp sono il movimento, non Grillo. Grillo è solo un personaggio, Grillo è la facciata. Date voce agli italiani, non a un personaggio!

Spero che abbia avuto la pazienza di leggermi fino a qui, La ringrazio ancora
I miei più distinti saluti,

Leonardo Roli

Fonte: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/
Link: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/01/10/un-grillino-educato-e-ragionevole/
10.01.08

Pubblicato da Davide

  • Grossi

    Caro Giglioli
    Ma come possiamo credere a quello che dice, il suo padrone ha in mano il suo guinzaglio, il giornali e l’informazione non sono liberi da noi.
    Ora devo pagare un canone per una RAI completamente asservita ia partiti, io pago dopo le tasse i soldi che servono a convincermi che il canagliume che ci governa è tutto sommato una massa di uomini probi e onesti.
    Se Grillo le ha risposto così ha avuto sicuramente le sue buone ragioni, vede oggi è più credibile un comico di voi giornalisti, perchè almeno lui “ce fa ride”, e pensare, voi giornalisti ci fate solo pena con i vostri “servi giornali”.
    Perchè crede che si stia creando tutta questa informazione alternativa con i blog?
    Perchè siete morti e non lo sapete, perchè non vi crediamo più, si licenzi e vada a lavorare in campagna, dove speriamo di spedire la classe politica attuale, sia di sinistra che di destra, nessuno eslcuso.

  • clausneghe

    Caro Gilioli, la verità è che voi pennivendoli e mezzi busti sciocchi dalla bocca larga,ci siete andati “giù di squadro” ,credo per sempre.

    Ci avete mentito sull’11 settembre,sul signoraggio, sulle guerre criminali
    portate avanti dai potenti ,i soliti,davanti ai quali scodinzolate come cani.

    Nessuno di voi “ufficiali” della informazione,tenta una inchiesta seria
    sul fenomeno innaturale talmente grande da non poter essere visto,sembra.

    Mi riferisco alle “scie bianche” che avviluppano sempre più i cieli sopra le nostre teste.

    Se davvero volete fare informazione,sputate nel piatto dove mangiate,cambiate nome e poi presentatevi sulla Rete,alla pari.

  • frippis

    Sono completamente d’accordo con Leonanrdo invece di occuparvi sempre del personaggio Grillo cominciate ad occuparvi delle questioni che solleva(faccio notare che aveva previsto anni fa la vendita di alitalia ad air france sostenendo che berlusconi l’ha svenduta per finanziamenti sull’alta velocità).Questo mi sembra un argomento molto piu interessante del fatto che grillo risponda o no alle sue e-mail se vuole che il movimento dei cittadini informati rispetti la carta stampata e lei come professionista e il caso che ci cominci a dimostrare la sua indipendenza e la sua volontà di darci notizie:
    1)Vere
    2)Che riguardano fatti concreti che possono cambiarci la vita(non gossip su grillo o altri)
    3)Che attaccano in centri del potere che paralizzano la nostra democrazia e non chi cerca (anche sbagliando) di ricreare una democrazia dal basso.
    4)che ci dimostrino che la casta dei giornalisti non è tutta prona al poteri forti ma che è in grado di scatti di orgoglio almeno sui temi fondamentali(Come insegnava un maestro come Montanelli lui si un VERO giornalista)

  • marko

    Certo che se per salvarci dalla casta dobbiamo aspettare gli sciachimisti, siamo messi proprio male…

  • Mangudai

    Sig.Giglioli (PPs. Nell’impossibilità di rispondere a tutti su questo blog, prego chi volesse esporre argomentazioni o chiedere chiarimenti di contattarmi alla solita mail, [email protected] anche per gli insulti. Grazie!)

    Prendo spunto dal suo ultimo pps
    …nessun insulto. Nella sua analisi non urtato nessuna sensibilità. Anzi ha dimostrato ancora una volta come la casta mediatica non abbia le idee chiare ( o non voglia averle). Grillo, come ha scritto eloquentemente Leonardo Roli, é il portavoce di quella enorme massa di persone sfinite dalle balle che ci propinate quotidianamente.
    Quello che ,personalmente, preoccupa sono le sue conclusioni ma non tanto queste, bensì le sue certezze delle sue conclusioni.
    Spero di non offenderla se le dò un suggerimento:
    – lasci stare l’intervista a Beppe Grillo, metta un pò di benzina nella sua auto (ovviamente lei può chiederne il rimborso spese) e provi ad intervistare un pò di poveri plebei come i metalmeccanici, i malati di tumore nella Campania, le persone nei call center, famiglie senza casa e sotto sfratto, disoccupati, persone che aspettano mesi visite specialistiche e non, sindaci,purtroppo sono pochi che lottano quotidianamente contro la malavita potrei andare avanti ancora ma se vuole risparmiare tutto questo lavoro basterebbe leggere il blog di Beppe Grillo e cercare di capire cosa c’é scritto.
    Ma ho una terribile sensazione Sig. Giglioli che anche lei faccia parte della “Casta”, ma la mia é una sensazione al contrario delle sue certezze.

  • giovannig

    Gentilissimo Giglioli, proprio alcuni giorni or sono ho voluto rinnovare l’abbonamento all’Espresso,dopo circa tre anni di interruzione. Con questo gesto intendo accordare ancora una volta fiducia nella rivista alla quale lei lavora. Me ne sono allontanato per la mancata obbietività ( parerte mio) di informazione; mi riferisco all’appoggio incondizionato alla”Verità Ufficiale” circa l’attentato dell’11 settembre, la quale come è risaputo da sempre più persona è sicuramente falsa. Mi riferisco alle giustificazioni che la rivista ha veicolato per l’aggressione all’Afganistan e le false notizie che hanno portato alla distruzione e alla contaminazione da uranio di uno Stato Sovrano quale era L’Iraq. Mi riferisco al silenzio assordante su quelle che vengono definite Scie Chimiche. Spero che ci siano segnali incoraggianti nell’informazione che veicolate.

  • Zret

    Certo che se per salvarci dalla casta dobbiamo aspettare gli sciacondensisti, siamo messi proprio male…

    Vade retro, satana!

  • deamicis

    Caro Gilioli,
    non sono un fan di Grillo ma tuttavia ho trovato molto interessanti le battaglie che, con tanta fatica, il comico genovese continua a portare avanti.
    Se alla sua intervista non ha voluto rispondere perchè non ha trovato le domande interessanti oppure opportune, il problema è tutto suo, non di Grillo.

    Ultimamente inoltre dal mondo del giornalismo italiano abbiamo avuto una serie di “prove di sudditanza” nei confronti di chi comanda per davvero, tali per cui la vostra arroganza nel credere di essere ancora dei portavoce di qualcosa è davvero pura follia.

    Non sono un fan di Grillo, ma al prossimo V-Day contro il giornalismo ci sarò anche io. Con moglie e i tre miei bellissimi figli al seguito. Devono capire chi devono guardare con molto distacco e sfiducia, sin da oggi.

  • dav

    L’espresso Scalfari & De Benedettti et GILIOLI li buttiamo subito dalla torre.
    Mentre per il:
    UN GRILLINO EDUCATO E RAGIONEVOLE
    vi rimando a questo link.

    http://beppegrillo.meetup.com/boards/view/viewthread?thread=3826491&listpage=80

    I meetup di grillo sono manipolati dalla casaleggio & associati.
    Elementi che hanno fatto propaganda per Grillo mentre erano in lista per le elezioni provinciali di genova con l’italia dei valori Manuela Cappello( con un mare di poltrone e la gestrice occulta assieme al marito del meet genova 1 ovvero il meet genova 1 è “gestito” da elementi dell’idv.
    Il movimento di Grillo è inquinato o marcio dalla partenza.