L'INFANTILIZZAZIONE DELLA SOCIETA' PROCEDE A PASSO SPEDITO

L'INFANTILIZZAZIONE DELLA SOCIETA' PROCEDE A PASSO SPEDITO

DI ALAIN DE BENOIST

ariannaeditrice.it

[...] La differenza tra le generazioni si cancella. Una volta s’insegnava ai bambini a diventare adulti; oggi, s’insegna agli adulti a sentirsi “sempre giovani”. In spiaggia, le bambine di sei anni portano il reggiseno, mentre le donne mature si vestono da ragazzine. I genitori fanno gli stessi giochi dei loro figli, e nel frattempo i nonni scoprono che l’esperienza che avrebbero tanto desiderato trasmettere non significa più nulla, in un mondo trasformato da una tecnologia che, da bambini, essi non hanno conosciuto. Mentre i giovani sono coinvolti sempre più anticipatamente nelle problematiche degli adulti, l’infantilizzazione della società procede a passo spedito.

Il clima individualista circostante, il discredito della nozione di autorità, la moltiplicazione delle famiglie gestite da madri single hanno prodotto una generazione di narcisisti immaturi, di adulti tanto dispotici quanto irrisolti, rimasti immobili allo stadio pre-edipico poiché il Padre, rappresentante simbolico della Legge, non è più in grado di aiutare i figli a spezzare il legame simbiotico con la madre. Questa infantilizzazione procede di pari passo con la femminilizzazione della società. Tutto ciò non è nuovo: Platone, nella Repubblica, evocava già il momento in cui “il padre si abitua a trattare il figlio da pari e pari e a temere i figli”. Sbarazzatesi di ogni rapporto di autorità, le relazioni genitori-figli sono ormai nell’ordine della seduzione, che è l’esatto contrario dell’educazione.

Tutto ciò fa il gioco della logica del capitale, ben consapevole che più i cittadini sono infantili, più sono vulnerabili al condizionamento dettato dal marketing psicologico, quella forma di psico-potere che mantiene la dipendenza dalle merci. Le pubblicità di cui c’ingozzano mirano a un target di consumatori impulsivi di un’età mentale compresa fra gli otto e i dieci anni, e più della metà delle decisioni d’acquisto in famiglia sono oggigiorno prese dai bambini.

“Da una decina d’anni a questa parte”, notava recentemente il filosofo Bernard Stiegler, “gli specialisti del marketing e delle trasmissioni televisive si chiedono come fare perché i bambini s’identifichino nei loro programmi e noi loro spot, anziché nei progetti dei loro genitori. Certo, non lo dicono a questa maniera, parlano di programma educativo o di pubblicità creative, ma lo scopo è questo.” [..]

Intervista di Nicolas Gauthier a Alain de Benoist

Estratto da: Quando il re è un bambin, la reggenza è delle donne

30.09.2014

Traduzione a cura di Marco Zonetti

Commenti (31)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. Georgios 5 ottobre 2014

      Sintetizzata, la risposta corrisponde al titolo originale: "Quando il re e' un bambino, la reggenza e' delle donne".

      Un'altra potrebbe essere che oggi mancano gli uomini "veri". Ma non vorrei essere frainteso ed accusato di "sciovinismo macho". Io sono per la parità dei diritti tra donne ed uomini. Fintanto però che ciascuno svolga il proprio ruolo e non ci sia confusione tra questi ruoli che, anche per natura, sono ben diversi.

    1. Teopratico 4 ottobre 2014

      Sulle cause del "monadismo" contemporaneo Zygmunt Bauman ha scritto molto, è proprio la base del concetto di società liquida.

    1. Teopratico 4 ottobre 2014

      Si in effetti, ma secondo te che intende l'autore per "femminilizzazione della società?

    1. Georgios 3 ottobre 2014

      Forse dirò una banalità, ma il marxismo non e' una ideologia. E naturalmente la Cina e' un paese capitalista. Non facciamoci illudere da partiti, bandiere, ritratti di rivoluzionari del passato e cose simili.

      Anche se sinceramente non voglio dimostrarti niente e mi basta ed avanza il fatto che posso sentirmi accanto a persone come te in questi tempi difficili che attraversiamo (perché in fin dei conti conta l'alleanza patriottica quindi di pensieri diversi), devo per onesta verso me stesso ripetere che il socialismo rappresenta l'interesse dei più, non di qualche casta. So che mi risponderai con i ben noti esempi del socialismo esistito nel passato e dal tuo punto di vista avrai ragione. Cerca solo di tenere presente che le cose belle ma difficili non si ottengono in un batter d'occhio. Ci vuole del tempo. Lo dimostra la Storia.

    1. OlausWormius 3 ottobre 2014

      Diciamo che la contrapposizione capitalismo/socialismo a volte è un po' stucchevole e si presta a molte interpretazioni contraddittorie perché in fondo entrambi i sistemi avevano lo stesso obiettivo finale di un Nuovo Ordine Mondiale ed erano diretti dalle stesse elites globaliste.

      Per questo a volte sembra che parliamo della stessa cosa anche se arriviamo a conclusioni diverse.

      Questo NWO alla fine è/sarà una sorta di sintesi (del peggio di entrambi i sistemi). La Cina è all'avanguardia in questo non a caso l'Onu l'ha più volte considerata come nazione modello.

      Per comprendere la verità sull'argomento dell'articolo così su molti altri argomenti generalmente bisogna fare tabula rasa di ideologie, dogmi e questa è un'operazione dolorosa a cui molte persone non si prestano volentieri.

    1. giannis 3 ottobre 2014

      e' completamente tutta la nostra societa' in declino ( e menomale )

    1. Georgios 3 ottobre 2014

      Leggo certi commenti che hanno tutta l'aria di provenire da persone non di giovane età. E tutti denunciano il 68 per il femminismo, per la rivoluzione sessuale, per quella culturale, per la negazione di ogni autorità, per il rinnegamento delle radici.

      Vorrei chiedere: Perché c'è stato il 68? Che cos'era? Un Ebola? Una calamità naturale? Cosi, un giorno, i giovani (che poi il 68 non era solo giovani) si sono alzati tutti dal letto e hanno deciso di fare un casino?

      Quali erano le ragioni sociali?

      Poteva la donna partecipare alla vita produttiva e lavorativa e continuare a rimanere nel suo ruolo tradizionale?

      Poteva il padre avendo perduto il suo ruolo vecchio della famiglia tradizionale di datore di lavoro per grandi fasce della popolazione, mantenere l'autorità del passato, quando veniva chiamato padre-padrone?

      Non sto mettendo niente in giudizio, non parlo di cose buone o cattive. Sto facendo soltanto la domanda.

      Il femminismo, la rivoluzione sessuale, quella culturale e la negazione dell'autorità, sono state la conseguenza logica dell'entrata nel mercato del lavoro della donna (e non sto parlando solo delle operaie, e' dagli anni 50 che le donne cominciarono a frequentare le università in massa), dell'ampliamento della base lavorativa nello stile generale della catena di montaggio (metaforicamente anche fuori dalla fabbrica) e della trasformazione del mondo della produzione da migliaia di piccole imprese familiari in sempre più concentrati e grandi stabilimenti industriali.

      Che in seguito i limiti molte volte sono stati oltrepassati e il senso di misura perso e' vero, ma lasciamo stare il marxismo il quale aveva predetto che il capitalismo distruggerà valori e famiglia. Questi sono i comportamenti di una società intera con tutte le sue contraddizioni interne e tutte le manipolazioni a suo sfavore esterne.

      Per ultimo ho lasciato il rinnegamento delle radici che e' molto importante oggi che hanno preso di mira lo stato nazionale. E' vero, i giovani (ma ripeto, non solo) di allora le hanno attaccate. Ma le radici a quel tempo erano state identificate con le persone che comandavano e che chiedevano dei sacrifici nel nome della patria e delle tradizioni che loro per primi con i loro comportamenti e del tutto ipocritamente calpestavano e tradivano. Cosa c'era da aspettarsi, specie dai giovani?

      Il femminismo come richiesta di pari diritti e' una cosa giusta. La donna che cerca di prendere il posto dell'uomo e' una cosa sbagliata.

      La rivoluzione sessuale come diritto di comportamento personale e' una cosa giusta. La promiscuità e la perdita della misura e del rispetto personale e' una cosa sbagliata.

      La negazione dell'assoggettamento all'arbitrio e' una cosa giusta. L'insolenza e l'impertinenza verso chi merita rispetto e' una cosa sbagliata.

      La conservazione e il rispetto delle tradizioni, nella crisi che stiamo attraversando, e' condizione sine qua non per poter sentirsi fieri e dignitosi. Il suo contrario e' una cosa sbagliata.

      Ultima domanda: chi cerca che tutte le cose definite sbagliate nelle domande precedenti diventino la regola quotidiana? Marx? Ma siamo seri per cortesia.

    1. Tetris1917 3 ottobre 2014

      Verissimo: l'attacco alla famiglia viene naturale in questa fase del capitalismo, essendo dopotutto l'ultimo baluardo di un mondo che è completamente rivoluzionato dall'iperliberismo. Osserva quello che sta avvenendo/avvenuto in Cina con le caserme operaie della industria Cinese. Fa letteralmente paura l'azzeramento di qualsiasi forma di rapporto umano sia familiare che altro
      Ti saluto per davvero

    1. bysantium 3 ottobre 2014

      In ritardo ma completamente d'accordo con te(Olaus).
      Circa i danni del '68, aggiungerei la negazione di ogni autorità e il rinnegamento delle radici che hanno largamente contribuito alla creazioni di quelle monadi di cui parla anche un altro commentatore.
      Per quanto riguarda la femminilizzazione della società, credo che molto la si debba alla stragrande maggioranza di insegnanti donne presenti nella scuola primaria e,credo, anche secondaria;ricordo che lo stesso de Benoist lo sottolineava in un precedente articolo.
      Come saprai, il de Benoist si definisce pagano e tuttavia, da cattolico, trovo sempre molto puntuali le sue analisi, lo leggo sempre con piacere.

    1. Georgios 3 ottobre 2014

      Sulla prima parte della tua risposta (fino al riferimento a Huxley): D'accordo ma tutto questo e' opera del capitalismo. Storicamente nessuna società che faceva riferimenti socialisti o comunisti non ha attaccato la famiglia, tanto meno alla maniera che lo fa quella capitalistica odierna che e' la sola che la vuole letteralmente distruggere. Ripensandoci un caso c'è: la Cambogia dello psicopatico Lon Nol. Ma ora, come annoti anche tu, stiamo parlando di un Nuovo Ordine Mondiale, che e' un prodotto capitalistico per delle ragioni ben spiegate nel passato.

      Sulla scuola di Francoforte, non e' una questione di purismo, credimi, sono tra quelli che considerano la dialettica come il punto cardine del marxismo e la dialettica vuol dire tutto tranne che stagnazione. E' un discorso abbastanza lungo perciò diciamo che in linee generali, il commento di makkia mi va bene. Non sarei tanto entusiasta con il mischiare del marxismo con la psicanalisi, ma per il resto sono abbastanza coperto.

      Non saprei da quale fonte deriva il fatto che Marx fosse contro la famiglia e basta. Contro la famiglia borghese certo, anch'io lo sono, ma siamo sicuri di intenderci quando diciamo "famiglia borghese"? Per facilitare l'intesa, io quando parlo di famiglia borghese intendo una famiglia di ipocriti, questa:

      http://www.lyricsmania.com/i_borghesi_lyrics_giorgio_gaber.html

      Un filosofo non va per la maggiore. Un filosofo interpreta il mondo e se la sua interpretazione trova riscontro tra la popolazione, specie a quella parte della popolazione non ancora assuefatta, rassegnata, corrotta, cioè i giovani, vuol dire che qualcosa di vero lo dice.

    1. alexpayne 3 ottobre 2014

      IL RESTO DELL'INTERVISTA NON MENO INTERESSANTE.


      Il calo di qualità nel sistema scolastico non risolve certo la situazione…

      È del tutto evidente, ma la spiegazione è un po’ semplicistica. Lei crede forse che gli ultraquarantenni siano realmente più colti? Guardi cosa leggono, e gli innumerevoli errori di ortografia, di grammatica, di punteggiatura di cui sono tempestati i loro messaggi. Quanti di loro sono in grado di parlare anche soltanto per tre minuti del pensiero di Hobbes, dello stile di Melville o dell’opera di Kleist? Poco tempo fa gli illetterati amavano solo i libri “con le figure”. Oggi, non vi sono altro che figure, altro che immagini. Prima la televisione si è sostituita alla famiglia. Oggi, sono gli schermi a monopolizzare la mise en place delle identificazioni primarie.

      I comportamenti politici non saranno anch’essi divenuti un po’ infantili?

      Qualche settimana fa, in un articolo pubblicato proprio su questa rivista, Xavier Eman si era scagliato contro la “crociata anti-Hollande”, facendo osservare che l’attuale capo dello Stato francese non è altro che una pedina del Sistema. È stato immediatamente subissato d’insulti da parte di commentatori visibilmente dotati di un quoziente intellettivo a due cifre (separate da una probabile virgola). Ed era invece lui ad aver ragione. È ingenuità infantile credere che basti, senza uscire dal Sistema, sostituire un politico con un altro affinché le cose migliorino. La legge del Sistema è stata annunciata nel Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Forse anche lei conosce quella bella definizione della follia attribuita a Einstein: “Rifare continuamente la stessa cosa sperando ogni volta di ottenere risultati differenti”. Ed è sempre ingenuità infantile indignarsi nel vedere i nostri governanti trascurare gli interessi del paese. Ma non è certo per questo che sono stati eletti! Non sono stati eletti per difendere l’interesse generale, bensì per servire gli interessi della Nuova Classe, ovvero dei più ricchi. Non sono al loro posto per risolvere i problemi, ma per aggravarli. E vi riescono benissimo, con una pubblica istruzione concepita alla perfezione per sradicare lo spirito critico, e una disoccupazione che spinga i lavoratori ad accettare un impiego a qualsiasi condizione, a fronte di un maggiore profitto per i loro datori di lavoro. Sarebbe ora di renderci conto che, quando in occasione di una tornata elettorale si afferma che “il popolo ha parlato”, sta a significare che ormai non può più fare altro che tacere. La gente vota “come gli diranno di farlo”, diceva Tocqueville. E sarà così finché il popolo non si sarà riappropriato del suo potere costituente.

    1. Georgios 3 ottobre 2014

      Chiarissimo. Ed assolutamente d'accordo.

      Solo che consideravo tutte queste cose come sottintese e andavo esaminando le forme più avanzate per la promozione del monadismo. Considero l'attacco alla famiglia tradizionale come una di queste.

    1. OlausWormius 3 ottobre 2014

      Riguardo alla creazione di tanti individui solitari e alienati era funzionale non solo al consumismo ma anche allo scopo di distruggere la famiglia e di sostituirla con lo stato. Queste persone alienate sono individualiste solo di facciata, e oggi con la rete che ha questo nome non per caso, è anche più evidente.

      Nei social network che sono diventati ormai una delle forme più utilizzate di socializzazione domina il pensiero di gruppo che è la forma di pensiero dominante nei modelli collettivisti dove lo stato e la collettività hanno l'assoluta priorità e gli outsider sono considerati pericolosi personaggi da ostracizzare ed emarginare.


      In questo modo lo stato invasivo arriva direttamente al singolo senza più nessun filtro legato alle origini culturali, sociali, ambientali dell'individuo.

      Queste grosse corporation di Internet tipo Google, Facebook e molte altre sono private solo all'apparenza e lo si vede poi quando scoppiano scandali come quello del datagate. E' un modo subdolo che ha lo stato per entrare nella vita delle persone, come la stessa tv, ed aggiornarle come si fa con un programma. Aggiornare i loro stili di vita e il loro modo di pensare.

      A quale stato faccio riferimento? Allo stato mondialista del Nuovo Ordine Mondiale perché queste elites sono sempre state globali mentre noi lo stiamo diventando solo da pochi anni.

      Almeno inizialmente il loro Nuovo Ordien Mondiale sta prendendo forma in varie unioni macrocontinentali (come l'Unione Europea) che però saranno tutte controllate centralmente. E' più o meno il quadro che aveva illustrato Orwell che non era un semplice scrittore di romanzi di fantasia ma che faceva parte lui stesso delle elites e quindi conosceva bene, già nel 1948, qual'era il progetto (come Huxley anche).

      Riguardo alla Scuola di Francoforte ne fai una questione di purismo asserendo che in fondo non erano veri marxisti. In realtà invece erano proprio marxisti o almeno neo-marxisti. Sono stati forse i primi a coniugare psicoanalisi e marxismo.


      Fatto sta che lo stesso Marx voleva il superamento della famiglia, certo poi magari ci aggiungeva "borghese", "tradizionale". Ma stringendo il succo è quello.


      Russell non faceva parte direttamente della Scuola di Francoforte ma l'ho aggiunto perché molte idee erano le medesime difatti anche lui era uno dei pensatori che andavano per la maggiore tra i sessantottini.

    1. Tetris1917 3 ottobre 2014

      Secondo me, il monadismo si crea sostanzialmente dai tipi di rapporti esistenti oggi; ossia dai bisogni (indotti) delle persone che hanno per relazionarsi con gli altri, ossia ancora dai tipi di produzione/lavoro che ci sono oggi. Un esempio concreto: telelavoro genera una persona che lavora da casa, non vive il suo luogo di lavoro insieme ad altri colleghi e questo genera monadismo. Quando ci sono problemi è lui solo contro il mondo. Nel tempo libero, non scendo in piazza/bar/muretto/cinema/ecc perchè mi basta l'ipad che mi mette in contatto (virtualmente) con gli amici. Ho bisogno di trombare (permettimi) allora cerco la milf su internet, fisso l'appuntamento ecc. Invece prima si doveva per forza di cose, andare a caccia nella giungla, cioè in discoteca/stadio/piazza/cinema/ecc. Le mansioni facilmente replicabili sul lavoro, sia da macchine che da altre persone, e l'indipendenza delle mansioni, sono altre cause del monadismo. Non è più come "la classe operaia va in paradiso" dove si viveva il luogo di lavoro insieme ad altri. Oggi una delle cause della sconfitta dei lavoratori è proprio questa: il continuo sminuzzamento e la facile replicabilità del lavoro.
      Scusami per la lungaggine o la poca chiarezza.

      Ciao

    1. Georgios 3 ottobre 2014

      Mi sembra che tu abbia frainteso la frase "Questa infantilizzazione procede di pari passo con la femminilizzazione della società". Dice che procedono "di pari passo" non che uno sia la causa dell'altro né che si identificano. Almeno cosi l'ho capito io e da quel punto di vista concordo con l'autore.

    1. Georgios 3 ottobre 2014

      Seriamente ora:

      Giusto quello che dici ma la famiglia (lasciamo perdere la cristianità, sono cavoli di ognuno) crea dei legami che corrispondono ad amore ed emotività che sono caratteristiche positive per ogni individuo. Se distruggi la famiglia, non per scelta di evoluzione sociale, ma per forza, a colpi di legge come a colpi di violenza, di lavoro "forzato" e cosi via, allora deprivi l'individuo di questi valori che quando verrà il momento non saprà più usarli per difendersi.

      Non mi fai capire i meccanismi che creano il monadismo. Dici soltanto che ciò e' dovuto al fatto che i rapporti sono monocellulari. Questo però, a sua volta, deve essere spiegato. Che significa, come si crea, e sopratutto, di chi fa gli interessi?

      Mentre io so perfettamente a chi conviene la nuova trovata di Genitore A e Genitore B, come anche il seguente:

      http://rt.com/usa/188148-satanic-temple-materials-schools/

      (Materiale satanico nelle scuole della Florida in nome del pluralismo religioso).

      Serve a chi ci vuole soli, individui staccati dagli altri, perciò indifesi.

    1. Tetris1917 3 ottobre 2014

      Con piacere :-)

      Dal mio dialetto: binds the mule where's the his boss!!!

    1. Georgios 3 ottobre 2014

      Scherziamo? Come non mi conosci?

      Io la mia foto l'ho mandata al sito e loro l'hanno pure pubblicata sopra l'articolo.

      http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13383&mode=&order=0&thold=0

      commento 12:08:55 BST.

      Cosi evito i pugni e mi assicuro un caffè.

    1. Tetris1917 3 ottobre 2014

      Si può insistere sull'educazione dei propri pargoli e sulla famiglia (cristiana maniera???) fin quanto si vuole. La famiglia, può pure educarli nella maniera più spartana del termine, ma non se ne esce dal problema. L'essere umano si forma nella società tanto quanto la società si modella sull'essere umano e i suoi bisogni. Il punto è questo: la società attuale genera monadi, per un semplice fatto che oggi i rapporti sono monocellulari. Una volta esistevano i clan, o le tribù, poi sono arrivate le chefferie, poi la società moderna e quella contemporanea. Oggi il monadismo è la regola: single, famiglie di due tre persone, partite iva, ecc.......tutto polverizzato sia nel lavoro che nei rapporti. Cosa volete da tutto questo se, posti davanti a un monitor (come sono io ora rispetto a voi che leggete) possiamo visionare tutto quello che accade nel mondo? Ecco: visionare. Ma io per esempio parlo con Georgios (non ti offendere) su CDC anche 10 volte al giorno, ma non l'ho mai visto dal vivo....semmai ci scambiamo pure due pugni se ci incontriamo o un caffè.....per dire. E' la tecnologia la causa? Certo che no! Per me la causa principale rimane il capitalismo, nel senso più largo e completo del termine. Oggi essere monocellulari è la forma suprema del successo del capitalismo lato classe dominante. INfatti: soli disorganizzati e impotenti, cosa chiedere di più!!! Siamo messi male (chi è classe opposta alla citata) ma possiamo largamente peggiorare ancora

    1. makkia 3 ottobre 2014

      Curioso come della femminilizzazione/infantilizzazione della società, della perdita dei
      valori, della disgregazione della famiglia e della fine della classe
      media se ne lamentino un sacco negli U.S.A. ... non dovrebbe essere
      proprio il paese che meglio resiste a questo "complotto" giudaico-marxista per abbattere il capitalismo attraverso la sterilizzazione morale dell'individuo?

      Quanto all'obiettivo della Scuola di Francoforte: presumo tu stia parlando di quello "non dichiarato" (che solo gli "attenti pensatori" riescono a leggere tra le righe).
      Perché quello ufficiale e dichiarato era la messa in crisi delle sovrastrutture della società capitalistica e borghese. Solo, portato anche fuori dal piano economico marxista ortodosso. E quindi includeva l'analisi della funzionalità al capitalismo di famiglia, ruolo della donna, psicanalisi, arte, scienza...
      Quelli che tu chiami "obiettivi" sono distorsioni del pensiero di questi filosofi: se io dico "la famiglia borghese è strumento di controllo sociale" e tu ne estrapoli "makkia è per la dissoluzione definitiva della famiglia" hai distorto il mio pensiero con la fallacia logica chiamata "piano inclinato": cioé esasperare il mio pensiero facendo vedere quanto disastrose siano le estreme conseguenze del mio pensiero (il trucco, cioé il motivo per cui questa modalità di ragionamento è una fallacia logica, è che le estreme conseguenze di qualsiasi pensiero sono insostenibili).

      Come TUTTE le correnti filosofiche*, progressiste o conservatrici che siano, anche la Scuola di Francoforte ha portato un fondamentale beneficio: la riflessione sul nostro essere.
      E' un "mattone" della nostra consapevolezza moderna. Imprescindibile nelle sue acquisizioni, è tuttavia solo un mattone dell'edificio.

      In prospettiva storica ha largamente perso il suo impatto iniziale, impatto che è stato molto ampio (e proficuo, salvo occasionali estremizzazioni).
      Al contrario, la "monadizzazione" dell'uomo moderno è un progetto che la Scuola di Francoforte contrastava fortemente (lo chiamava "alienazione") perché finalizzato alla distruzione del tessuto collaborativo e solidaristico dell'umanità, in modo da lasciare l'individuo da solo a "contrattare" il suo regime di vita col capitale. Come si vede molto bene oggi, la Scuola di Francoforte ha fallito nel contrastare quel progetto.
      Ed è un progetto che fa molto più comodo a una società capitalistica che a una socialista.

      In altre parole il capitalismo ha il mezzo, l'arma e soprattutto il movente per l'attuale stato della società occidentale. Il socialismo molto meno. L'ispettore di un'ipotetica polizia socio-storica troverebbe assai improbabile il socialismo come principale indiziato.
      A meno di non avere deciso prima ancora di cominciare che il colpevole "è il maggiordomo"... che mi sembra un po' il tuo caso.


      * Nota: il termine "filosofico" ormai significa (per fortuna) anche sociologico, psicologico, semiologico, ecc

Visualizzati 20 di 31 commenti approvati.