L'INFANTILIZZAZIONE DELLA SOCIETA' PROCEDE A PASSO SPEDITO

DI ALAIN DE BENOIST

ariannaeditrice.it

[…] La differenza tra le generazioni si cancella. Una volta s’insegnava ai bambini a diventare adulti; oggi, s’insegna agli adulti a sentirsi “sempre giovani”. In spiaggia, le bambine di sei anni portano il reggiseno, mentre le donne mature si vestono da ragazzine. I genitori fanno gli stessi giochi dei loro figli, e nel frattempo i nonni scoprono che l’esperienza che avrebbero tanto desiderato trasmettere non significa più nulla, in un mondo trasformato da una tecnologia che, da bambini, essi non hanno conosciuto. Mentre i giovani sono coinvolti sempre più anticipatamente nelle problematiche degli adulti, l’infantilizzazione della società procede a passo spedito.

Il clima individualista circostante, il discredito della nozione di autorità, la moltiplicazione delle famiglie gestite da madri single hanno prodotto una generazione di narcisisti immaturi, di adulti tanto dispotici quanto irrisolti, rimasti immobili allo stadio pre-edipico poiché il Padre, rappresentante simbolico della Legge, non è più in grado di aiutare i figli a spezzare il legame simbiotico con la madre. Questa infantilizzazione procede di pari passo con la femminilizzazione della società. Tutto ciò non è nuovo: Platone, nella Repubblica, evocava già il momento in cui “il padre si abitua a trattare il figlio da pari e pari e a temere i figli”. Sbarazzatesi di ogni rapporto di autorità, le relazioni genitori-figli sono ormai nell’ordine della seduzione, che è l’esatto contrario dell’educazione.

Tutto ciò fa il gioco della logica del capitale, ben consapevole che più i cittadini sono infantili, più sono vulnerabili al condizionamento dettato dal marketing psicologico, quella forma di psico-potere che mantiene la dipendenza dalle merci. Le pubblicità di cui c’ingozzano mirano a un target di consumatori impulsivi di un’età mentale compresa fra gli otto e i dieci anni, e più della metà delle decisioni d’acquisto in famiglia sono oggigiorno prese dai bambini.

“Da una decina d’anni a questa parte”, notava recentemente il filosofo Bernard Stiegler, “gli specialisti del marketing e delle trasmissioni televisive si chiedono come fare perché i bambini s’identifichino nei loro programmi e noi loro spot, anziché nei progetti dei loro genitori. Certo, non lo dicono a questa maniera, parlano di programma educativo o di pubblicità creative, ma lo scopo è questo.” [..]

Intervista di Nicolas Gauthier a Alain de Benoist

Estratto da: Quando il re è un bambin, la reggenza è delle donne

30.09.2014

Traduzione a cura di Marco Zonetti

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OlausWormius
OlausWormius
2 Ottobre 2014 , 21:47 21:47

Qual’è stata la prima generazione a non accettare il tempo che passa?
Quella dei sessantottini. Eterni Peter Pan.
E il femminismo non era uno dei cavalli di battaglia del ’68?
Sono stati dei buoni padri quelli che ora hanno 60/65 anni e che nel ’68 ne avevano 20?
Invece che tirare fuori il solito spauracchio del liberismo perché non parlare anche dei danni tremendi della rivoluzione sessuale e culturale sessantottina e quindi del marxismo culturale?
Il marketing adatta i messaggi ai tempi e ai target. Indubbiamente a volte dirige anche alcune tendenze ma non si può pensare che la femminilizzazione della società, la distruzione della famiglia o l’immaturità degli uomini derivino dal marketing pubblicitario.
E’ chiaro che un’umanità sempre più vasta di debosciati indeboliti dai vizi diventa dipendente da qualsiasi cosa, merci comprese, ma un certo tipo di marketing pubblicitario è venuto dopo questo fenomeno, quindi è stata una conseguenza non una causa.

spadaccinonero
spadaccinonero
2 Ottobre 2014 , 21:58 21:58

basta guardare gli attuali liceali per rendersi conto dell’inarrestabile declino della società

quando io andavo a scuola guardavo i miei coetanei come se fossero dei completi idioti
quelli di oggi lo sono molto ma molto di più
Teopratico
Teopratico
2 Ottobre 2014 , 23:51 23:51

A parte la mncata frase d’effeto in cui le bambine sulle nostre spiagge vestono il reggiseno e le madri no, c’è quell’accento misogino finale che trasforma l’"infantilismo" in femminilità. Questo è conservatorismo bello e buono, l’immagine femminile viene accostata all’infanzia, forse quella  dell’autore che quando era adolescente e ancora bimbo vedeva le sue coetanee per quelle che già erano, donne e non poteva accettarle, o meglio non era accettato da loro, né socialmente con la scure. Nelle premesse il testo lo trovo condivisibile, ma nel finale, invece di scontrarsi con la femminilità poteva benissimo farlo con l’ondata pro-omosessualità che il mainstream ci propina.

Truman
Staff
3 Ottobre 2014 , 0:05 0:05

Qualcosa del genere scriveva Robert Fisk una decina di anni fa (Iraq: Un anno di guerra):

la dittatura
non impone soltanto brutalità e paura su una società. Strappa dal collo
della gente adulta il giogo della colpa, le difficoltà date dalla
responsabilità. La gente può dimenticare le preoccupazioni degli adulti
Occidentali – dove mandare i bambini a scuola, quale partito politico
votare, come trovare il migliore commercialista, come risolvere le questioni
riguardanti i diritti delle donne, l’uguaglianza, la criminalità,
l’ingiustizia sociale. Sotto la dittatura, la gente è restituita alla
propria infanzia. Possono vivere per sempre come bambini, per sempre
giovani, nutriti ed amati dal Grande Padre, il Califfo, il Sultano, colui
che Dio ha scelto per proteggerli e guidarli, una guida che deve soltanto
guardare al proprio cuore per sapere che cosa la sua gente pensa.

Georgios
Georgios
3 Ottobre 2014 , 0:09 0:09

Le deviazioni sessantottine (che in realtà avvennero più tardi degli anni del movimento operaio e studentesco del 68-69) cominciarono a manifestarsi ad anni 70 parecchio avanzati e furono condizionate dal liberismo, dalla psicologia e dal marketing che a sua volta come strumento di propaganda di massa (che inghiottì anche i residui del 68) ebbe inizio già dagli anni 20, sotto la direzione generale del capitale, nelle persone di Sigmund ed Anna Freud ed, uno dei primi spin doctors, Edward Bernays parente di Sigmund.

E’ illuminante al riguardo l’eccellente documentario in 4 parti "The Century of the Self" di Adam Curtis.

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Century_of_the_Self

Non so se ci sia in italiano ma in inglese si può trovare qui

https://www.youtube.com/playlist?list=PLAD989035A4E8883D

e qui

http://vimeo.com/85948693

GioCo
GioCo
3 Ottobre 2014 , 0:32 0:32

Facciamo attenzione al giudizio verso le nuove generazioni: nuovi pericoli ci sono e sono particolarmente subdoli, ma dire realmente cosa rappresentano (adesso) direi che è davvero troppo presto per affermarlo con tanta sicurezza, senza correre il rischio di creare in questo modo ciò che non c’è: chi li diffonde "spera" che sortiscano l’effetto desiderato, ma cosa significa tutto questo tra dieci anni? Tra venti? Tra trenta?
Forse significa solo che movimenti neo-religiosi seri, riprenderanno dove i vecchi hanno fallito: ricostituire una società di relazioni forte. Perché l’Uomo, prima di essere educato dalla pubblicità, è un essere vivente con certi bisogni. Puoi anche ridurlo a bestia, ma poi chi ti compera le tue merci?
Questo stato di cose può durare (e secondo me durerà) molto a lungo ma non può resistere per sempre. In effetti le crepe sono ormai piuttosto vistose. Le ripareranno, ma altre se ne formeranno nel frattempo e sempre più velocemente.
Cosa questo significhi (veramente) e dove ci porterà, dobbiamo essere veramente molto umili nel sostenerlo, perché in verità non lo sappiamo. Nessuno lo sa, nemmeno chi ha il potere di progettare il futuro attuale dell’umanità.

Georgios
Georgios
3 Ottobre 2014 , 0:55 0:55

Proprio cosi. L’argomento per essere presentato, descritto ed analizzato richiederebbe un lungo articolo.

I veri adulti diventano sempre più una categoria in estinzione. Un vecchio che ostenta dei comportamenti giovanili del tutto inadatti
alla sua età e’ semplicemente ridicolo e fa molta più pena di una
bambina che assume degli atteggiamenti da "femme fatale". Ed e’ anche pericoloso avendo rinunciato ad un carisma che si attinge solo con l’età, l’esperienza, fonte di forte valore educativo.

Proprio pochi giorni fa, commentando sulla litigiosità e l’egoismo che ostacolano il reciproco intendersi ed il dialogo all’interno della società (cosa urgente nella situazione politica attuale), avevo usato il termine "società bambina".

Il fine ultimo di questa deriva e’ la distruzione definitiva del nucleo familiare principalmente nel senso educativo del termine e che e’ rispecchiato in ciò che comunemente viene definito come "sistema dei valori" in senso morale ed etico in una società. Questi valori sono descritti dai sistemi di idiotizzazione di massa come superati o "fuori moda" oppure addirittura reazionari.

Cosi si potrà ottenere l’annientamento della società civile di cui la famiglia e’ la cellula fondamentale.

Ripropongo:

https://www.youtube.com/playlist?list=PLAD989035A4E8883D

The Century of the Self.

Teopratico
Teopratico
3 Ottobre 2014 , 2:41 2:41

Questo tuo ragionamento, che fila liscio come l’olio, paradossalmente riduce la totalità delle visioni "complottiste" ad un semplice conservatorismo. Nel senso, perché preoccuparsi molto della situazione attuale se le nuove leve capiscono molto di più? Se sono così giovani e freschi dovrebbero rendersi conto del futuro che li attende, che nelle peggiori delle ipotesi, saranno catastrofiche. Perché ci crucciano se sappiamo che i  nostri figli saranno migliori di noi ( E’ questo lo scopo della famiglia no?). Forse perché siamo dei paranoici complottisti? E se avessimo ragione, non avremmo l’obbligo di lavare il cervello a questi giovani anche se ormai fuori tempo? Non so, magari basta rimanere a fumare sigarette accartocciate a mano e vedere la società che progredisce, chissà? Ma va là, io mi tengo stretto il mio nocciolo di cultura formato nella scuola pubblica, il resto lo combatto ogni giorno, ogni ora della mia vita, e sono forze a cui nemmeno la scuola di allora mi ha insegnato bene a combattere, figuriamoci quel relitto di istruzione che ci rimane cosa può migliorare.

OlausWormius
OlausWormius
3 Ottobre 2014 , 2:54 2:54

Grazie per il link. Guarderò il video uno di questi giorni. Tu dici che le deviazioni sessantottine sono state influenzate dal liberismo e dal marketing e non viceversa. Diciamo che spesso e volentieri gli interessi del capitalismo e del socialismo sono andati a braccetto tuttavia l’influenza principale nella rivoluzione culturale/sessuale iniziata nel ’68 è quella della Scuola di Francoforte di cui hanno fatto parte direttamente o indirettamente personaggi come Herbert Marcuse, Wilhelm Reich, Bertrand Russell, Max Horkheier e molti altri. L’obiettivo della Scuola di Francoforte era applicare scientificamente le teorie di Marx, Freud, Hegel per scatenare un’ondata di corruzione morale e disperazione esistenziale di cui oggi vediamo i risultati ad uno stadio di maturazione avanzata. Secondo le loro teorie la corruzione della civiltà occidentale avrebbe posto le condizioni necessarie per la realizzazione di una rivoluzione socialista. La mia impressione è che la rivoluzione sessuale/culturale sia tuttora in corso quindi per quella socialista non rimane che aspettare (tu forse ne sarai felice, io no) ed anche lì ci siamo vicini visto che si sta provvedendo alla distruzione sistematica del ceto medio. Tra gli obiettivi della Scuola di Francoforte c’erano la distruzione della famiglia tradizionale, l’abbattimento delle relazioni tradizionali tra uomo e… Leggi tutto »

Georgios
Georgios
3 Ottobre 2014 , 11:10 11:10

Mentre capisco benissimo di chi siano gli interessi del capitalismo mi riesce difficile individuare chi sia nascosto dietro quelli del socialismo. La ex nomenclatura sovietica per esempio? Qualche gruppo intellettuale occidentale? Che altro? Nel primo caso potrei capirlo ma nel secondo non riesco ad individuare un interesse economico che e’ la madre di tutti gli altri interessi. Accettiamo pure di mettere nello stesso campo Marx ed Hegel (il che e’ vero solo in parte) ma aggiungere Freud alla compagnia direi che più che azzardato e’ addirittura paradossale. Che c’entra la cosiddetta psiche con le teorie di Marx? Anzi, e’ stato proprio suo nipote (di Freud), Bernays, che ha messo in pratica le teorie dello zio per rompere e minare il senso comunitario della società portando in primo piano l’individuo e trasformando la società in massa di consumatori "telecomandati". La scuola di Francoforte e’ stata una larga corrente filosofica che spesso espresse anche la necessità di un allontanamento dal marxismo. Tante sono le tendenze nate nel suo ambito quanti quasi i suoi "appartenenti" che, tra l’altro, mai accettarono questa denominazione come caratteristica di un pensiero unico. I nomi che porti come quelli di suoi esponenti parlano da soli: Marcuse si può… Leggi tutto »

tobiashome
tobiashome
3 Ottobre 2014 , 12:08 12:08

sono d’ accordo, la maggior parte di quei sessantottini come disse Pasolini erano figli di papà e cosa  pretende di averci lasciato in eredità questo ’68 chi lo sà!

makkia
makkia
3 Ottobre 2014 , 12:56 12:56

Curioso come della femminilizzazione/infantilizzazione della società, della perdita dei valori, della disgregazione della famiglia e della fine della classe media se ne lamentino un sacco negli U.S.A. … non dovrebbe essere proprio il paese che meglio resiste a questo "complotto" giudaico-marxista per abbattere il capitalismo attraverso la sterilizzazione morale dell’individuo? Quanto all’obiettivo della Scuola di Francoforte: presumo tu stia parlando di quello "non dichiarato" (che solo gli "attenti pensatori" riescono a leggere tra le righe).Perché quello ufficiale e dichiarato era la messa in crisi delle sovrastrutture della società capitalistica e borghese. Solo, portato anche fuori dal piano economico marxista ortodosso. E quindi includeva l’analisi della funzionalità al capitalismo di famiglia, ruolo della donna, psicanalisi, arte, scienza…Quelli che tu chiami "obiettivi" sono distorsioni del pensiero di questi filosofi: se io dico "la famiglia borghese è strumento di controllo sociale" e tu ne estrapoli "makkia è per la dissoluzione definitiva della famiglia" hai distorto il mio pensiero con la fallacia logica chiamata "piano inclinato": cioé esasperare il mio pensiero facendo vedere quanto disastrose siano le estreme conseguenze del mio pensiero (il trucco, cioé il motivo per cui questa modalità di ragionamento è una fallacia logica, è che le estreme conseguenze di qualsiasi… Leggi tutto »

Tetris1917
Tetris1917
3 Ottobre 2014 , 14:17 14:17

Si può insistere sull’educazione dei propri pargoli e sulla famiglia (cristiana maniera???) fin quanto si vuole. La famiglia, può pure educarli nella maniera più spartana del termine, ma non se ne esce dal problema. L’essere umano si forma nella società tanto quanto la società si modella sull’essere umano e i suoi bisogni. Il punto è questo: la società attuale genera monadi, per un semplice fatto che oggi i rapporti sono monocellulari. Una volta esistevano i clan, o le tribù, poi sono arrivate le chefferie, poi la società moderna e quella contemporanea. Oggi il monadismo è la regola: single, famiglie di due tre persone, partite iva, ecc…….tutto polverizzato sia nel lavoro che nei rapporti. Cosa volete da tutto questo se, posti davanti a un monitor (come sono io ora rispetto a voi che leggete) possiamo visionare tutto quello che accade nel mondo? Ecco: visionare. Ma io per esempio parlo con Georgios (non ti offendere) su CDC anche 10 volte al giorno, ma non l’ho mai visto dal vivo….semmai ci scambiamo pure due pugni se ci incontriamo o un caffè…..per dire. E’ la tecnologia la causa? Certo che no! Per me la causa principale rimane il capitalismo, nel senso più largo e completo… Leggi tutto »

Georgios
Georgios
3 Ottobre 2014 , 15:07 15:07

Scherziamo? Come non mi conosci?

Io la mia foto l’ho mandata al sito e loro l’hanno pure pubblicata sopra l’articolo.

https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13383&mode=&order=0&thold=0

commento 12:08:55 BST.

Cosi evito i pugni e mi assicuro un caffè.

Tetris1917
Tetris1917
3 Ottobre 2014 , 15:16 15:16

Con piacere 🙂

Dal mio dialetto: binds the mule where’s the his boss!!!

Georgios
Georgios
3 Ottobre 2014 , 15:27 15:27

Seriamente ora:

Giusto quello che dici ma la famiglia (lasciamo perdere la cristianità, sono cavoli di ognuno) crea dei legami che corrispondono ad amore ed emotività che sono caratteristiche positive per ogni individuo. Se distruggi la famiglia, non per scelta di evoluzione sociale, ma per forza, a colpi di legge come a colpi di violenza, di lavoro "forzato" e cosi via, allora deprivi l’individuo di questi valori che quando verrà il momento non saprà più usarli per difendersi.

Non mi fai capire i meccanismi che creano il monadismo. Dici soltanto che ciò e’ dovuto al fatto che i rapporti sono monocellulari. Questo però, a sua volta, deve essere spiegato. Che significa, come si crea, e sopratutto, di chi fa gli interessi?

Mentre io so perfettamente a chi conviene la nuova trovata di Genitore A e Genitore B, come anche il seguente:

http://rt.com/usa/188148-satanic-temple-materials-schools/

(Materiale satanico nelle scuole della Florida in nome del pluralismo religioso).

Serve a chi ci vuole soli, individui staccati dagli altri, perciò indifesi.

Georgios
Georgios
3 Ottobre 2014 , 16:04 16:04

Mi sembra che tu abbia frainteso la frase "Questa infantilizzazione procede di pari passo con la femminilizzazione della società". Dice che procedono "di pari passo" non che uno sia la causa dell’altro né che si identificano. Almeno cosi l’ho capito io e da quel punto di vista concordo con l’autore.

Tetris1917
Tetris1917
3 Ottobre 2014 , 16:16 16:16

Secondo me, il monadismo si crea sostanzialmente dai tipi di rapporti esistenti oggi; ossia dai bisogni (indotti) delle persone che hanno per relazionarsi con gli altri, ossia ancora dai tipi di produzione/lavoro che ci sono oggi. Un esempio concreto: telelavoro genera una persona che lavora da casa, non vive il suo luogo di lavoro insieme ad altri colleghi e questo genera monadismo. Quando ci sono problemi è lui solo contro il mondo. Nel tempo libero, non scendo in piazza/bar/muretto/cinema/ecc perchè mi basta l’ipad che mi mette in contatto (virtualmente) con gli amici. Ho bisogno di trombare (permettimi) allora cerco la milf su internet, fisso l’appuntamento ecc. Invece prima si doveva per forza di cose, andare a caccia nella giungla, cioè in discoteca/stadio/piazza/cinema/ecc. Le mansioni facilmente replicabili sul lavoro, sia da macchine che da altre persone, e l’indipendenza delle mansioni, sono altre cause del monadismo. Non è più come "la classe operaia va in paradiso" dove si viveva il luogo di lavoro insieme ad altri. Oggi una delle cause della sconfitta dei lavoratori è proprio questa: il continuo sminuzzamento e la facile replicabilità del lavoro.
Scusami per la lungaggine o la poca chiarezza.

Ciao

OlausWormius
OlausWormius
3 Ottobre 2014 , 16:23 16:23

Riguardo alla creazione di tanti individui solitari e alienati era funzionale non solo al consumismo ma anche allo scopo di distruggere la famiglia e di sostituirla con lo stato. Queste persone alienate sono individualiste solo di facciata, e oggi con la rete che ha questo nome non per caso, è anche più evidente. Nei social network che sono diventati ormai una delle forme più utilizzate di socializzazione domina il pensiero di gruppo che è la forma di pensiero dominante nei modelli collettivisti dove lo stato e la collettività hanno l’assoluta priorità e gli outsider sono considerati pericolosi personaggi da ostracizzare ed emarginare. In questo modo lo stato invasivo arriva direttamente al singolo senza più nessun filtro legato alle origini culturali, sociali, ambientali dell’individuo. Queste grosse corporation di Internet tipo Google, Facebook e molte altre sono private solo all’apparenza e lo si vede poi quando scoppiano scandali come quello del datagate. E’ un modo subdolo che ha lo stato per entrare nella vita delle persone, come la stessa tv, ed aggiornarle come si fa con un programma. Aggiornare i loro stili di vita e il loro modo di pensare. A quale stato faccio riferimento? Allo stato mondialista del Nuovo Ordine Mondiale… Leggi tutto »

Georgios
Georgios
3 Ottobre 2014 , 16:27 16:27

Chiarissimo. Ed assolutamente d’accordo.

Solo che consideravo tutte queste cose come sottintese e andavo esaminando le forme più avanzate per la promozione del monadismo. Considero l’attacco alla famiglia tradizionale come una di queste.

alexpayne
alexpayne
3 Ottobre 2014 , 16:45 16:45

IL RESTO DELL’INTERVISTA NON MENO INTERESSANTE. Il calo di qualità nel sistema scolastico non risolve certo la situazione…  È del tutto evidente, ma la spiegazione è un po’ semplicistica. Lei crede forse che gli ultraquarantenni siano realmente più colti? Guardi cosa leggono, e gli innumerevoli errori di ortografia, di grammatica, di punteggiatura di cui sono tempestati i loro messaggi. Quanti di loro sono in grado di parlare anche soltanto per tre minuti del pensiero di Hobbes, dello stile di Melville o dell’opera di Kleist? Poco tempo fa gli illetterati amavano solo i libri “con le figure”. Oggi, non vi sono altro che figure, altro che immagini. Prima la televisione si è sostituita alla famiglia. Oggi, sono gli schermi a monopolizzare la mise en place delle identificazioni primarie.  I comportamenti politici non saranno anch’essi divenuti un po’ infantili?  Qualche settimana fa, in un articolo pubblicato proprio su questa rivista, Xavier Eman si era scagliato contro la “crociata anti-Hollande”, facendo osservare che l’attuale capo dello Stato francese non è altro che una pedina del Sistema. È stato immediatamente subissato d’insulti da parte di commentatori visibilmente dotati di un quoziente intellettivo a due cifre (separate da una probabile virgola). Ed era invece lui ad aver ragione.… Leggi tutto »

Georgios
Georgios
3 Ottobre 2014 , 16:58 16:58

Sulla prima parte della tua risposta (fino al riferimento a Huxley): D’accordo ma tutto questo e’ opera del capitalismo. Storicamente nessuna società che faceva riferimenti socialisti o comunisti non ha attaccato la famiglia, tanto meno alla maniera che lo fa quella capitalistica odierna che e’ la sola che la vuole letteralmente distruggere. Ripensandoci un caso c’è: la Cambogia dello psicopatico Lon Nol. Ma ora, come annoti anche tu, stiamo parlando di un Nuovo Ordine Mondiale, che e’ un prodotto capitalistico per delle ragioni ben spiegate nel passato. Sulla scuola di Francoforte, non e’ una questione di purismo, credimi, sono tra quelli che considerano la dialettica come il punto cardine del marxismo e la dialettica vuol dire tutto tranne che stagnazione. E’ un discorso abbastanza lungo perciò diciamo che in linee generali, il commento di makkia mi va bene. Non sarei tanto entusiasta con il mischiare del marxismo con la psicanalisi, ma per il resto sono abbastanza coperto. Non saprei da quale fonte deriva il fatto che Marx fosse contro la famiglia e basta. Contro la famiglia borghese certo, anch’io lo sono, ma siamo sicuri di intenderci quando diciamo "famiglia borghese"? Per facilitare l’intesa, io quando parlo di famiglia borghese intendo… Leggi tutto »

bysantium
bysantium
3 Ottobre 2014 , 17:01 17:01

In ritardo ma completamente d’accordo con te(Olaus).
Circa i danni del ’68, aggiungerei la negazione di ogni autorità e il rinnegamento delle radici che hanno largamente contribuito alla creazioni di quelle monadi di cui parla anche un altro commentatore.
Per quanto riguarda la femminilizzazione della società, credo che molto la si debba alla stragrande maggioranza di insegnanti donne presenti nella scuola primaria e,credo, anche secondaria;ricordo che lo stesso de Benoist lo sottolineava in un precedente articolo.
Come saprai, il de Benoist si definisce pagano e tuttavia, da cattolico, trovo sempre molto puntuali le sue analisi, lo leggo sempre con piacere.

Tetris1917
Tetris1917
3 Ottobre 2014 , 18:00 18:00

Verissimo: l’attacco alla famiglia viene naturale in questa fase del capitalismo, essendo dopotutto l’ultimo baluardo di un mondo che è completamente rivoluzionato dall’iperliberismo. Osserva quello che sta avvenendo/avvenuto in Cina con le caserme operaie della industria Cinese. Fa letteralmente paura l’azzeramento di qualsiasi forma di rapporto umano sia familiare che altro
Ti saluto per davvero

Georgios
Georgios
3 Ottobre 2014 , 18:21 18:21

Leggo certi commenti che hanno tutta l’aria di provenire da persone non di giovane età. E tutti denunciano il 68 per il femminismo, per la rivoluzione sessuale, per quella culturale, per la negazione di ogni autorità, per il rinnegamento delle radici. Vorrei chiedere: Perché c’è stato il 68? Che cos’era? Un Ebola? Una calamità naturale? Cosi, un giorno, i giovani (che poi il 68 non era solo giovani) si sono alzati tutti dal letto e hanno deciso di fare un casino? Quali erano le ragioni sociali? Poteva la donna partecipare alla vita produttiva e lavorativa e continuare a rimanere nel suo ruolo tradizionale? Poteva il padre avendo perduto il suo ruolo vecchio della famiglia tradizionale di datore di lavoro per grandi fasce della popolazione, mantenere l’autorità del passato, quando veniva chiamato padre-padrone? Non sto mettendo niente in giudizio, non parlo di cose buone o cattive. Sto facendo soltanto la domanda. Il femminismo, la rivoluzione sessuale, quella culturale e la negazione dell’autorità, sono state la conseguenza logica dell’entrata nel mercato del lavoro della donna (e non sto parlando solo delle operaie, e’ dagli anni 50 che le donne cominciarono a frequentare le università in massa), dell’ampliamento della base lavorativa nello stile… Leggi tutto »

giannis
giannis
3 Ottobre 2014 , 18:40 18:40

e’ completamente tutta la nostra societa’ in declino ( e menomale )

OlausWormius
OlausWormius
3 Ottobre 2014 , 18:57 18:57

Diciamo che la contrapposizione capitalismo/socialismo a volte è un po’ stucchevole e si presta a molte interpretazioni contraddittorie perché in fondo entrambi i sistemi avevano lo stesso obiettivo finale di un Nuovo Ordine Mondiale ed erano diretti dalle stesse elites globaliste.
Per questo a volte sembra che parliamo della stessa cosa anche se arriviamo a conclusioni diverse.
Questo NWO alla fine è/sarà una sorta di sintesi (del peggio di entrambi i sistemi). La Cina è all’avanguardia in questo non a caso l’Onu l’ha più volte considerata come nazione modello.
Per comprendere la verità sull’argomento dell’articolo così su molti altri argomenti generalmente bisogna fare tabula rasa di ideologie, dogmi e questa è un’operazione dolorosa a cui molte persone non si prestano volentieri.

Georgios
Georgios
3 Ottobre 2014 , 19:23 19:23

Forse dirò una banalità, ma il marxismo non e’ una ideologia. E naturalmente la Cina e’ un paese capitalista. Non facciamoci illudere da partiti, bandiere, ritratti di rivoluzionari del passato e cose simili.

Anche se sinceramente non voglio dimostrarti niente e mi basta ed avanza il fatto che posso sentirmi accanto a persone come te in questi tempi difficili che attraversiamo (perché in fin dei conti conta l’alleanza patriottica quindi di pensieri diversi), devo per onesta verso me stesso ripetere che il socialismo rappresenta l’interesse dei più, non di qualche casta. So che mi risponderai con i ben noti esempi del socialismo esistito nel passato e dal tuo punto di vista avrai ragione. Cerca solo di tenere presente che le cose belle ma difficili non si ottengono in un batter d’occhio. Ci vuole del tempo. Lo dimostra la Storia.  

Teopratico
Teopratico
4 Ottobre 2014 , 15:01 15:01

Si in effetti, ma secondo te che intende l’autore per "femminilizzazione della società?

Teopratico
Teopratico
4 Ottobre 2014 , 23:23 23:23

Sulle cause del "monadismo" contemporaneo Zygmunt Bauman ha scritto molto, è proprio la base del concetto di società liquida.

Georgios
Georgios
5 Ottobre 2014 , 15:57 15:57

Sintetizzata, la risposta corrisponde al titolo originale: "Quando il re e’ un bambino, la reggenza e’ delle donne".

Un’altra potrebbe essere che oggi mancano gli uomini "veri". Ma non vorrei essere frainteso ed accusato di "sciovinismo macho". Io sono per la parità dei diritti tra donne ed uomini. Fintanto però che ciascuno svolga il proprio ruolo e non ci sia confusione tra questi ruoli che, anche per natura, sono ben diversi.