L’India è di nuovo in piedi

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Di O.G., sollevazione.it

2022

Negli articoli dello scorso anno, avevo tentato di indicare quelle che dall’inizio del Covid 19 mi parevano le tendenze fondamentali in atto: la prima era rappresentata a mio avviso dalla Rinascita dei Nazionalismi e dunque dall’incipiente egemonia del principio interno della Sicurezza nazionale, la seconda dalla Rinascita del Nazionalismo “grande-russo” come evento fondamentale dell’anno 2022 ( 2022: L’ANNO DELLA TIGRE di – O.G – sollevazione (readkong.com).

Il conflitto che si sta svolgendo in terra ukraina è un conflitto politico, prima che militare. Non è di certo, come si illudono i globalisti ormai respinti dalla storia su tutta la linea, un residuo del Novecento. E’ invece il primo vero conflitto della nuova epoca multipolare. E’ un conflitto per ora ancora limitato, non particolarmente intenso, al punto che Narendra Modi, nonostante la posizione geopolitica filorussa assunta dai nazionalisti dell’hindutva, lo ha definito “un piccolo conflitto europeo” a cui l’Asia sarebbe in fondo appena interessata. In questo conflitto il “nazionalismo grande-ukraino” di radice banderita vuole conquistarsi il suo posto al sole. Se l’Occidente e l’Unione Europea continueranno a sostenere su tutta la linea, come stanno facendo sino a ora, il “nazionalismo grande-ukraino” ciò porterà a una nuova definizione interna della linea strategica ed “ideologica” euro-occidentale. Se sino a oggi l’Occidente ha bombardato umanitaristicamente e fisicamente proprio i nazionalisti e gli anti-globalisti – dai serbi agli irakeni, dai pashtun afgani ai patrioti siriani e libici – per portare ovunque la legge del taglione della democrazia imperialista anglosassone, d’ora in avanti il Pentagono e l’MI6 sposeranno le linee nazionali o sub-nazionali di faglia per impedire, soprattutto e in primo luogo, la formazione storica di un grande blocco strategico sino-indiano nella nuova epoca multipolare. Perché è ciò che è ora in atto: il grande raccordo di civiltà su base nazionale tra hindutva e il nazionalismo neo-confuciano di Xi. E’ questo che il conflitto sulla linea dell’Est Europa, come involontario effetto collaterale, ha finito per mettere in moto e scatenare.

Che cosa ci dice oggi l’India?

Contro ogni possibile immaginazione e contro la stessa visione della Redazione, avevo già previsto da un anno il posizionamento strategicamente anti-occidentale dell’India nazionalista di Modi (NÉ U.S.A. NÉ CINA di O. G. (sollevazione.it)). Non solo, nei mesi recenti, il nazionalista Modi ha rifiutato l’ingresso nell’anglosassone AUKUS perorato insistentemente da Usa e Gran Bretagna in funzione anticinese, non solo ha contrastato la linea della “variante indiana” da COVID 19 come una menzogna delle elite occidentali globaliste istituendo di contro il giorno della “scienza nazionale indiana” e della “memoria millenaria dell’India più Grande”, scienza e filosofia indù che, a differenza dei pochi secoli di cultura occidentale, avrebbero per NaMo – teologo politico hindutva – millenni di vita; ma nei più recenti discorsi alla nazione il Capo ha finalmente gettato la maschera, affermando che la missione di RSS e BJP (Bharatiya Janata Party) è quella di strappare definitivamente l’India dalla decadenza cui l’avrebbero conflitta prima le invasioni delle dinastie musulmane ghaznavide  e mogul e in seguito quelle dei colonialisti “bianchi” europei, in particolare dei Britannici, che NaMo – fedele seguace del nazionalista storico Chandra Bose a cui ha tributato i massimi onori– considera i grandi nemici del Nazionalismo indiano.

Il costrutto dell’hindutva odierno, imperniato sulla premessa che civiltà indiana è sinonimo di indù e dunque che l’induismo, per quanto non in modo esclusivistico, è comunque la base dell’Identità Nazionale, ci dice che lo Stato nazionalista indiano è lo Stato degli indù che “contro la classica arroganza bianca occidentale” (sono parole di NaMo) rivuole oggi il legittimo posto al sole. Non è un caso che il “tradizionalismo pagano” occidentale abbia contestato Modi da destra. Koenraad Elst, noto intellettuale proveniente dalla Nuova Destra europea convertitosi da anni all’Induismo, rappresentante della influente Voice of India, ha criticato e tuttora critica il nazionalismo “neo-risorgimentale” modiano da basi tradizionaliste ortodosse di Destra Radicale, sostenendo in sostanza che quello modiano è un nazionalismo mazziniano applicato all’India, privo di autentiche basi sacrali.

Completamente opposta alla teoria dei neo-pagani occidentali è invece la “Dottrina Jaishankar”. Quest’ultimo è il ministro degli Esteri di Nuova Delhi, teorizzatore del nuovo corso, acuto lettore di Machiavelli, Enrico Corradini, Carl Schmitt ed esplicito ammiratore della rivoluzione iraniana del 1979. Secondo Jaishankar, invece, dal 2016 sarebbe in atto a livello mondiale una “drammatica rinascita del Nazionalismo”. Ancora prima dell’elemento religioso, è l’Identità Nazionale per il ministro di Modi l’unico strumento legittimo per impedire il caos generalizzato e la “guerra di tutti contro tutti” a cui gli angloamericani ci vorrebbero condurre. Jaishankar, geopoliticamente anti-britannico e anti-occidentale come il suo Capo Narendra Modi, teorizza esplicitamente la necessità dell’alleanza strategica tra Iran ed India con il fine di integrare il Grande Medio Oriente nell’Indo-Pacifico prevenendo guerre di faglia – che sarebbero volute dall’Occidente – il cui obiettivo è impedire la definitiva nascita di un nuovo secolo asiatico egemonizzato da Cina e India. In questo senso, talune prese di posizione del Governo di NaMo sulle minoranze cristiana e musulmana non sarebbero islamofobiche o cristianofobiche come si pensa e dice in Occidente ma viceversa patriottiche, antioccidentali e antiglobaliste.

La posizione dell’India sull’Ukraina

Nel febbraio 2022, come testimoniato dalla posizione indiana in sede ONU dove il rappresentante ha paragonato lo “stato separatista” ukraino allo “stato separatista pakistano”, che fu sostenuto, per il portavoce di NaMo, dall’Occidente e dalla Gran Bretagna nella guerra del dicembre 1971, l’India ha preso una posizione molto simile a quella della Cina nazionalista di Xi Jinping.

Modi è tuttora fortemente criticato dal Partito del Congresso e da esponenti della minoranza islamica e cristiana e dai comunisti indiani, più orientati in senso filo-occidentale, che sono o su posizioni di esplicito sostegno al “Nazionalismo Ukraino” Banderita o ad un “Internazionalismo” che combatta il “nazionalismo grande-russo”.

Come sta facendo Xi Jinping, NaMo sta invece mediando con entrambi le parti (nazionalisti russi e ukraini) per tentare di avviare una rapida fine del conflitto armato. Lo stesso Macron ha detto il 6 marzo 2022 che Modi ha la struttura e la visione strategica di “un antico statista romano”; già in passato sia le cancelliere europee sia quelle cinesi sia quelle russe definirono Modi uno dei più grandi statisti della storia moderna ed in Italia Funiciello, attuale capo gabinetto di Draghi, espresse una visione simile definendo NaMo il più grande politico del mondo.

  1. Kugelman, ricercatore senior per l’Asia meridionale presso il Wilson Center di Washington, ha sviluppato le più significative riflessioni sull’atteggiamento indiano di fronte al “conflitto ukraino”, il “piccolo conflitto europeo” per Narendra. Ha dichiarato che Modi considera Putin come il suo partner più affidabile ma è ora in campo una relazione speciale con Pechino. E al livello iniziale e sperimentale. Il ricercatore statunitense ha correttamente rimembrato che nell’attuale controversia tra Modi e Pechino sul Kashmir, Putin continua a sostenere il Nazionalismo indiano ma l’analista prevede che indiani e i cinesi arriveranno velocemente a un accordo sulla questione kashmira contrapponendosi strategicamente ed in modo coordinato agli anglo-americani e alla NATO.

La Russia ha esportato in India, dal 2016 al 2020, armi per un valore di 6,6 miliardi di dollari. Il commercio bilaterale tra India e Russia è però assai inferiore rispetto a quello tra India e UE. Kugelman sostiene che la strategia di NaMo, basata sul principio della grande nazione indiana sovrana e autosufficiente, non dovrebbe in futuro andare incontro a ostacoli né con la Cina confuciana, a meno che questa ultima, ipotesi assai remota, voglia ostacolare in qualche modo la via del “risveglio indiano”. E’ con Usa e Occidente, viceversa, che sorgerebbero contrasti e dissidi. Biden ha annunciato proprio in questi giorni di essere pronto a sanzionare, con la Russia, anche l’India. Il banco di prova del “piccolo conflitto europeo” assume quindi una rilevanza decisiva per il Secolo nuovo, il secolo del Nazionalismo indiano e confuciano.

Di O.G., sollevazione.it

link fonte: https://www.sollevazione.it/2022/03/lindia-e-di-nuovo-in-piedi-di-o-g.html 

09.03.2022

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

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