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L'INCUBO DI DRAGHI: NASCONDERE ALLA GENTE IL SEGRETO DELLA MONETA

DI MAURIZIO BLONDET
rischiocalcolato.it

È bastato che Draghi dicesse: «La BCE è pronta a fare tutto il necessario per salvare l’euro, e credetemi sarà abbastanza», perchè «i mercati» esultassero, le Borse salissero gioiose, lo spread calasse un po’ (mica tanto però). Perchè tutti hanno interpretato quelle mezze frasi sibilline come una promessa che la Banca Centrale farà, in un modo o nell’altro, quantitative easing.

S’intende che la monetizzazione del debito, sul piano intellettuale, è la sola cosa da fare per i debitori del Sud-Europa. Premessa: a debiti colossali si fa’ fronte storicamente in due modi: 1) smettendo di pagarli (default) oppure 2) «pagandoli» con moneta creata apposta in sovrappiù, monetizzandoli cioè. In un periodo come quello che attraversiamo – niente crescita, forte disoccupazione e in aumento, e con famiglie e imprese che stanno dis-indebitandosi, ossia riducendo i loro debiti – il potere pubblico deve creare moneta per evitare di entrare dalla recessione alla depressione – come sta già avvenendo. In Europa la monetizzazione è necessaria per evitare che la depressione si estenda, dalla Grecia alla Spagna e all’Italia (già fatto), e al di là al resto dei Paesi europei, a cominciare dalla Francia; e in questo contesto la monetizzazione non è nemmeno inflazionista, in quanto non farebbe che contrastare gli effetti di deflazione del dis-indebitamento degli attori economici privati.

Ora, però, i «mercati» aspettano di vedere: come farà, Draghi? Non solo perchè monetizzare è vietato dal regolamento della BCE, non solo per la netta contrarietà dei tedeschi, i padroni di fatto, ostinati ad esigere che i meridionali attuino i loro programmi di risanamento dei debiti, a forza di austerità. È anche che tutte le altre misure indirette tese più o meno a questo scopo – acquisto dei titoli dei Paesi indebitati sul mercato secondario, tagli del tasso primario, LTRO (il mega-prestito alle banche) – sono stati già tentate, senza effetto. Le banche riempite di denaro dalla BCE all’1% non hanno creato moneta-credito, se la sono tenuta (e in parte, i privati non l’hanno chiesta). Stavolta, la BCE dovrebbe – come facevano ai bei tempi le banche centrali, quando erano organi di Stati sovrani – monetizzare direttamente al Tesoro, ossia comprare i titoli di debito del Tesoro italiano, spagnolo eccetera non sul mercato secondario ma direttamente dallo Stato emettitore, con moneta creata a questo scopo, e magari al tasso dell’1% fatto alle banche. Il problema dello spread sarebbe eliminato all’istante, perchè Spagna e Italia non avrebbero più bisogno di offrire tassi alti ai mercati per farsi prestare da loro i soldi. Ma…. Orrore! Tabù! Non si fa’!

Soprattutto, questa cosa rischia di rivelare alla gente comune il segreto del denaro che deve ad ogni costo essere celato alle grandi masse: che il denaro di oggi, «fiat money», la banca centrale lo può «stampare» in qualunque quantità(1). E chi lavorerebbe più, sapendolo? Chi pagherebbe più le tasse, anzichè pretendere che i poteri pubblici si coprano le spese stampando moneta? Come convincere i popoli che le spese dello Stato vanno bilanciate con le entrate, che bisogna «risanare le finanze», e riportare il debito pubblico al 60% del Pil? Chi accetterebbe più accuse del tipo: «avete vissuto al disopra dei vostri mezzi, ora tirate la cinghia?». Chi accetterebbe le austerità e i «compiti a casa»?

Stampate, stampate, direbbero le masse magari attizzate dai demagoghi; i politici demagoghi griderebbero alla banca: stampate, stampate! (l’hanno già fatto).Tutti pretenderebbero di vivere con stipendioni, come quelli di cui godono solo le minoranze privilegiate, gli attuali parassiti pubblici collettivamente detti «La Casta», e i banchieri, finanzieri e speculatori (che sono al corrente del segreto). E sarebbe la rovina: della moneta, dell’economia e della morale stessa. Tutto finirebbe in anarchia, crollo della produzione, e un’inflazione tipo Weimar, o Zimbabwe (230 milioni per cento). Così, tutto ciò che stiamo passando – spread alle stelle, rincaro del costo del debito, austerità, tagli allo stato sociale, obbligo di pareggio del bilancio scritto in Costituzione – ha, in fondo, un grande scopo: far credere alla gente comune che denaro disponibile, per lei, non ce n’è.

Non ci credete? Posso citarvi un passo di Paul Samuelson – economista Nobel – che lo ammette. La credenza che il bilancio dev’essere equilibrato in permanenza, dice, è «una superstizione»; ma una superstizione utile, perchè se la gente smette di crederci, «si perde la difesa che ogni società deve avere contro la spesa fuori controllo». Samuelson la paragona ai miti con cui «la religione spaventava la gente per indurla a comportarsi come esige il mantenimento a lungo termine della civiltà». (Blaug Mark, John Maynard Keynes: Life, Ideas, Legacy, St. Martin’s Press, New York, 1990, 95 p., p. 63– 64)

Il segreto deve dunque essere mantenuto ad ogni costo. Riservato a pochi iniziati (che ne approfitteranno per arricchirsi smodatamente). È il motivo per cui i banchieri centrali si esprimono, come l’oracolo di Delfo, con frasi sibilline, ambigue e anfibole (a doppio senso); che si ammantano di maestà da Venerati Maestri, e sacralità da sacerdoti, coltivano il più assoluto riserbo, e compiono le loro operazioni impegnando tutti i presenti al silenzio dei mysteria antichi. Draghi si comporta appunto così.

Il guaio è che la secolarizzazione dilagante intacca anche questo tipo di sacrum.

In passato, i banchieri centrali facevano le loro manipolazioni e moltiplicazioni monetarie sotto il velame del tabù che i pochi media non osavano violare; l’economia monetaria era materia esoterica, che i giornali non spiegavano mai; ma oggi c’è internet e ci sono i blog alternativi, che spifferano e dissacrano, e riconoscono immediateamente, sotto i panni augusti del Venerato Maestro, il Solito Stronzo o il Ben Noto Marpione. Si aggiunga che proprio in tempi di emergenza come questi, i giocolieri devono fare operazioni dove il trucco rischia di vedersi. Tipico esempio, lo LTRO fatto da Mario Draghi.

Come abbiamo detto, tutti gli inghippi, i limiti legali e la «indipendenza» della Banca Centrale servono a far credere alla gente comune che di denaro, per lei, non ce n’è. Ma come farglielo credere, dopo che la gente ha visto Draghi dare1000 miliardi alle banche all’1%? Vero è che la BCE ha fatto finta di sborsare quei soldi facendosi dare dalle banche, in cambio, titoli posseduti da queste, titoli di credito; ma di tale bassa qualità, e così dubbia esigibilità, che un politico tedesco, Frank Schaeffler, ha sibilato rabbioso: «Se continua così, la BCE accetterà in garanzia anche vecchie biciclette».

Insomma, s’è visto che quella era creazione monetaria ex nihilo bella ed buona, fatta in quel modo indiretto per consentire un profitto alle banche private, che con quei soldi all’1 dovevano comprare i Bot al 5 o al 7%; in modo da «aiutare», prestando loro ad interesse, gli Stati che s’erano indebitati fino all’insolvenza per aiutare le loro banche, accollandosi (cioè accollandoli al contribuente) i buchi delle loro follie… La ragione fornita è che la Banca Centrale europea ha il divieto di prestare direttamente agli Stati. Banca d’Inghilterra e Federal Reserve hanno invece creato dal nulla fondi, in parte per comprare debiti sovrani dei loro Stati; ciò che va a profitto della collettività, perchè il debito costa meno caro ai contribuenti. La regola generale implicita dei divieti, dei miti e dei terrorismi («Austerità, o il default e l’uscita dall’euro!»), è quella: prima le banche. Per questo la promessa di Draghi di «fare tutto ciò che serve per salvare l’euro», può anche suonare: «Lotteremo finché sarete tutti morti».

Spagna e Italia devono chiedere soldi ai mercati, e pagare tassi del 7%. La Grecia, del 30%. Inevitabile, ci dicono, altrimenti non avranno i soldi per pagare gli stipendi, o – come minacciano i mascalzoni che sgovernano le provincie – «non potremo riaprire le scuole» (se ci provano, uno Stato normale li arresterebbe); oppure dovremo svendere i patrimoni nazionali, privatizzarli. Quello che non ci dicono, è che questa umiliante situazione è del tutto artificiale. Conseguenza della perdita di sovranità.

Una banca centrale che detiene la stampante dei soldi non può essere a corto di denaro. Per uno Stato che dispone del monopolio dell’emissione di moneta – e usa questo potere con la testa sul collo – , non c’è problema di solvibilità. Si finanzia con la propria moneta, creandola, senza bisogno di altre fonti di approvvigionamento. Tutto ciò che occorre è che accetti di essere pagato con la sua moneta, sostanzialmente la accetti in pagamento delle tasse.

Questa è infatti una funzione delle tasse, forse la prima: creare domanda per questa moneta. Se le imposte sono da pagare in questa moneta, diventa utile procurarsela, anche se è solo carta. In teoria, lo Stato non avrebbe bisogno di tassare i cittadini per procurarsi i soldi, visto che può stamparli. Ma – a parte il fatto che anche lo Stato sovrano deve far credere che, per i cittadini, il denaro è scarso e costa sudore – qui interviene l’altra funzione della torchia fiscale: regolare la massa monetaria presente nell’economia. Finchè ci sono da finanziare scambi supplementari, finchè c’è da finanziare risparmio, si può far girare la stampatrice, senza tassare. Ma quando ha fatto girare troppo la macchina stampa-soldi, nell’economia reale resta massa monetaria eccedente, che non trova utilizzo e di cui dunque l’economia si scarica facendo rincarare i beni. È l’inflazione. Per continuare ad offrire beni e servizi senza inflazione, bisogna dunque ritirare questa massa di moneta in eccesso tassandola.

Ma torniamo al discorso: uno Stato che ha il monopolio dell’emissione non ha problemi d’insolvenza. Chi dice che non è possibile, che presto o tardi quella moneta sarà deprezzata sui mercati mondiali o travolta dall’inflazione fino a fare di quello Stato un paria (come la Grecia?), sorvola sull’esempio del Giappone. Vent’anni fa, il Giappone entrò nella sua crisi ormai ventennale (da bolla finanziaria-immobiliare) con un debito pubblico pari al 50% del suo Pil. Oggi il debito è al 230%. In tutto questo periodo non solo non ha conosciuto alcuna iper-inflazione (anzi, è in leggera deflazione: i prezzi calano), ma lo yen non s’è deprezzato tragicamente. Non ha subito alcun attacco speculativo, mai ha dovuto pagare ai «mercati» interessi altissimi per convincerli a comprare i suoi titoli del debito pubblico; mai ha conosciuto, come noi, il problema dellospread. Anzi, il tasso d’interesse ha seguito molto da vicino il tasso direttore, quello sancito dalla sua Banca Centrale. Come mostra la grafica qui sotto:

segreto moneta Dibattito sullEuro: Il Contributo di Maurizio Blondet (Lincubo di Draghi....)

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Il tasso del debito pubblico a lungo termine (rosso) segue il tasso direttore (blu) della Banca del Giappone, cioè quello che la banca centrale fa’ pagare alle banche private; i tassi a breve (verde, giallo) sono addirittura avvinghiati al tasso primario. Ciò significa che è la banca centrale d’emissione, e non i «mercati», a decidere quanto pagare d’interesse sul suo debito pubblico. È lo Stato che ha in pugno le banche, e non il contrario. Non c’è speculazione, non c’è «austerità» obbligatoria perchè altrimenti «il Giappone fa’ fatica a finanziarsi» e dovrà indebitarsi a più caro prezzo, «per trovare risparmiatori (investitori) disposti a prestargli». Anzi. Gli investitori fanno a gara per procurarsi buoni del tesoro giapponesi, anche se rendono modestamente.

Ecco come funziona uno Stato che ha mantenuto il monopolio dell’emissione monetaria, governato da una dirigenza con la testa sul collo,che si sente responsabile verso il Paese.

Naturalmente, i difensori ideologici dell’euro e di «più Europa» ribattono che il Giappone può fare così, perchè è la seconda potenza industriale del mondo e vende i suoi Bot ai suoi cittadini, non sui mercati esteri (2). Sarà. Ma a parte il fatto che anche gli italiani hanno dei risparmi e sono sempre stati propensi a comprare i titoli di Stato, con un decente interesse, chiediamoci se «fanno fatica a finanziarsi», se «sono aggrediti dalla speculazione», Paesi come gli Usa, la Svizzera, l’Australia, la Danimarca, l’Africa del Sud, la Nuova Zelanda, la Svezia, il Brasile, il Regno Unito, Taiwan, il Canada, eccetera eccetera. Sono Stati grandi e piccoli, ben governati e mal governati, economicamente forti o deboli. Hanno una sola cosa in comune: hanno il monopolio della propria emissione monetaria. Se uno di questi Stati smette di pagare i creditori, lo fa’ per sua decisione arbitraria, ossia sovrana. Non c’è alcuna forza esterna che possa farlo andare in bancarotta come la Grecia, presto la Spagna e fra poco l’Italia. Non solo: la Francia, tra le due guerre, ha avuto un debito pubblico pari al 140% del Pil, e tuttavia stabilizzò il franco senza particolari difficoltà.

Perchè, quanto ai tassi d’interesse che deve versare sul debito pubblico, uno Stato sovrano li padroneggia, senza dover dipendere dai mercati: è propriamente il compito della sua Banca Centrale di regolare i tassi a cui si presta il denaro, attraverso il suo tasso primario.

A questo punto, gli euro-ideologi e i loro maggiordomi mediatici ricorrono al terrorismo. Tornare alla sovranità monetaria? Ma la lira si svaluterebbe tragicamente, i vostri risparmi sarebbero decurtati catastroficamente, perdereste potere d’acquisto; nessuno farà più credito al Paese; l’inflazione galopperà.

Nessuno afferma che il ritorno alla lira sarà una passeggiata. La correzione di un grande errore richiede grandi sforzi e sacrifici: sacrifici al fondo dei quali però c’è la sicura ripresa, al contrario dei sacrifici attuali dettatici da Monti e Merkel, senza fine e senza prospettive. Qui preme sfatare due dei concetti che ci vengono terroristicamente presentati per dissuaderci.

La moltiplicazione di moneta dal nulla per comprare i buoni del Tesoro gonfierà i bilanci delle banche e riverserà una valanga di crediti sull’economia reale, creando altra moneta (oggi sono le banche che la creano indebitando), e provocando iper-inflazione. Ma no. Non è così facile che il denaro arrivi nelle tasche dei consumatori. Perchè la valanga del credito si verifichi, occorre che sia chiesto e voluto dal settore privato, e che le banche giudichino affidabili quelli che lo chiedono. Come vediamo, i mille miliardi prestati da Draghi alle banche hanno clamorosamente mancato di riversarsi nell’economia reale provocando l’orgia del credito. E il Giappone, benchè ci abbia provato fino ad avere quel debito pubblico enorme, «non è riuscito» a produrre quel po’ d’inflazione che gli servirebbe per far uscire la sua economia dalla deflazione-depressione. L’inflazione comincia ad alzare la testa quando si raggiunge il pieno impiego e le imprese lavorano al 100% della loro capacità produttiva; non è certo questo, oggi, il caso (se oggi una certa c’è inflazione, è dovuta alle materia prime importate, e alla massa eccessiva di parassiti pubblici che in Italia consumano senza produrre).

Tanto più che la BCE, come qualunque Banca Centrale, ha cura di «neutralizzare» questi suoi interventi. Ma come lo fa, oggi? Tenetevi forte: facendosi imprestare dalla banche private il denaro che essa stessa ha creato, ossia pagando loro un interesse per ritirarlo (3). Questo è un obbligo scritto in lettere di bronzo sugli statuti. Forse non c’è prova più chiara del fatto che l’interesse delle banche è sempre in primo piano: ma è uno dei segreti che non si devono rivelare. C’è un modo gratuito di riassorbire il denaro in più? Certo. Uno Stato sovrano può lasciarlo semplicemente creare, e tassarlo in tempo utile.

L’altro mito terrorizzante da demistificare è il seguente: «Se torniamo alla liretta svalutata, magari dopo aver fatto default, i mercati ci puniranno, non ci faranno più credito». La realtà è che oggi i mercati tendono a non farci più credito, temendo il nostro default – a causa dell’euro. La Spagna già è in bilico: i suoi buoni non trovano compratori, e per questo deve chiedere i soccorsi europei, che glieli comprino al posto dei «mercati». Si può star certi che, appena avessimo svalutato, avremmo alla porta file di investitori pronti a prestarci denaro: e chi non farebbe credito a un’Italia (del Nord) che a quel punto avrebbe riacquistato tutta la sua competitività? Dove l’attività sarebbe in febbrile ripresa, le cui fabbriche sarebbero tornate a ronzare per soddisfare gli ordinativi, e a portar via le fette di mercato che la Germania ci ha defraudato? Ed anche i Bot e i BTP, una volta subita la svalutazione, tornerebbero appetibili proprio per questo.

Non è una speranza, è una certezza. Il ministro argentino dell’epoca della bancarotta, l’economista Roberto Lavagna, l’ha raccontato in varie interviste:a poche ore dal default, già una grossa banca d’affari internazionale gli telefonava proponendogli di ricominciare ad indebitare lo Stato, perchè a quel punto i bond argentini erano tornati convenienti. Fu Lavagna a rifiutare, per non ricominciare subito il giro dell’indebitamento.

I terroristi che ci vogliono tenere legati alla macina da mulino chiamata euro, altrimenti sarà l’inferno, hanno mancato di notare un recente studio di Merrill Lynch intitolato «Game theory and euro breakup risk premium». Uno studio molto originale, che usa la teoria dei giochi per stabilire quale Paese dell’eurozona abbia il maggior «incentivo» ad uscire , s’intende «ordinatamente», dalla moneta unica; analizzando tutti i pro e i contro, i guadagni e le perdite per ciascun Paese. Ovviamente tenendo conto del «Paesi con grandi bisogni di finanziamento (come il nostro) sarebbero più vulnerabili», e «avrebbero un accesso limitato per qualche tempo ai mercati di capitali e ai finanziamenti esteri», fatti negativi da bilanciare però con «l’impatto sulla crescita» che verrebbe dall’uscita. Non ve lo spiego perchè sarebbe complicato, chi vuole può andarselo a leggere qui: Game theory and euro breakup risk premium.

Vi dò solo le conclusioni. Secondo Merrill Lynch, a perderci di più sarebbe la Germania, che subirebbe un apprezzamento del nuovo marco del 14%, e un taglio del suo Pil del -7%. In Grecia, la neo-dracma si svaluterebbe del 12. Per l’Italia, la neo-lira (dopo magari oscillazioni drammatiche) si deprezzerebbe dell’11%, sicchè la differenza tra lira e marco sarebbe del 25%, abbastanza da danneggiare gravemente l’export tedesco.

Ma quali sono i Paesi in deficit che, tornando alla moneta nazionale, vedrebbero un clamoroso aumento dell’export? Al primo posto c’è l’Irlanda, che guadagnerebbe il 7% del Pil. Al secondo posto – sorpresa sorpresa – l’Italia, il cui Pil salirebbe del 3% del Pil. Seguita a ruota da Grecia e Spagna. I problemi del Club Med sarebbero in via di rapida soluzione. Dalla recessione alla ripresa e alla crescita.

La Germania non potrebbe più spacciare i titoli del suo debito pubblico a tassi zero o sotto-zero: il costo dell’indebitamento salirebbe, per Berlino, di quasi 1 punto (80 punti-base). La Repubblica federale perderebbe lo status di «rifugio» per i capitali in fuga. Per l’Italia, dato il suo enorme debito, il vantaggio su questo sarebbe modesto: -20 punti-base. Ma il Portogallo vedrebbe una diminuzione del costo per indebitarsi di quasi il 6%, l’Irlanda del 4%, e la Spagna quasi l’1% in meno. Persino la Grecia farebbe economia sul costo del debito (anche senza contare la possibilità recuperata di monetizzarlo), visto che lo vedrebbe calare di un 22%.

Ma è soprattutto l’uscita dell’Italia – più grossa dell’Irlanda e più industrializzata di tutti – che la Germania deve temere, valuta Merill Lynch. Tanto più che l’Italia è quella che dopo la piccola Irlanda, ha la maggior convenienza ad uscire. Al punto che lo studio si domanda: Can Germany bribe Italy to stay? Ossia: La Germania pagherà una bustarella all’Italia per farla restare nell’euro?

Possiamo rispondere tranquillamente di no. La Germania non ha bisogno di pagarci, perchè a farci restare nell’euro – e gratis – ci pensano Monti, Napolitano, Draghi . Tutti pronti a «fare tutto quel che serve per salvare l’euro», fino a che saremo tutti morti.

Post Scriptum: quel che abbiamo scritto sopra non vuole essere una giustificazione per non ridurre l’immane debito pubblico, nè una scusa offerta alla classe politico-parassitaria che ci pesa sul collo per non tagliare le enormi spese improduttive, provincie, comuni, Regioni, tangenti della Sanità, con cui ha alimentato le clientele, fino a distorcere la struttura stessa del sistema economico. È questa classe che ci ha portato al punto in cui siamo. Ciò che abbiamo detto sopra serve solo a dimostrare i tecnocrati e banchieri, che si sono impadroniti del potere sulla moneta con la scusa che i politici sono corrotti e inclini alla spesa pubblica senza freno, non hanno dato miglior prova. Nè di competenza, nè di onestà.

Come ho detto, il potere di monetizzare richiede una classe politica con la testa sul collo, capace di usarlo cum grano salis ed un forte senso di responsabilità e lealtà verso la comunità, anche quella futura. Restituire la sovranità monetaria allo Stato, finchè è governato da questi qua, sarebbe assurdo. Bisogna prima eliminarli.

1) Gli accorgimenti che probabilmente Draghi adotterà saranno altri acquisti sul mercato secondario (liberando le banche di titoli marci); si ventila l’idea di attribuire al Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM) lo status di banca, ciò che permetterebbe allo ESM di finanziarsi presso la BCE, ossia avere fondi senza limiti con cui poi comprare titoli spagnoli e italiani. Questi metodi indiretti e macchinosi (perchè non dare agli Stati , allora, lo statuto di banche, onde possano poppare alla mammella BCE senza intermediari?) servono essenzialmente a nascondere il gran segreto: che la moneta ex nihilo si crea a volontà.
2) Un altro argomento contro il modello giapponese, sostiene che nonostante la larghezza monetaria, il governo nipponico non ha avuto successo nel far uscire la sua economia dalla stagnazione. Rettifichiamo: il Giappone non ha avuto successo con il quantitative easing; ritorno alla «austerità» è stato un fallimento; però stava avendo successo con la monetizzazione del debito. Il ritorno alla normalità è stato rovinato dalla crisi finanziaria mondiale innescata dai subprime (americani) nel 2007. Poi c’è stato il tragico tsunami. Per chi vuole approfondire questo tema: Le point sur le Japon.
3) Da un sito francese traggo questo esempio: 1) Siete una banca che ha 1000 titoli spagnoli (o italiani) ed ha paura di perderci troppo. 2) Per calmare la vostra ansia di banchiere – non sia mai che ci perdiate del denaro – la BCE vi raccatta questi titoli, dandovi in cambio i soldi all’1%. 3) Si è dunque passati da una situazione: «banca privata 1000 obbligazioni discutibili/BCE 0», a «banca privata 1000 di liquidità utilizzabile/BCE 1000 di titoli discutibili». Se ci si ferma qui, si vede che la BCE ha creato moneta dal nulla, e questo può creare inflazione, ciò che è contrario agli statuti della BCE. 4) Allora la BCE, per neutralizzare l’emissione, chiede in prestito alle banche private il denaro che ha creato. 5) Situazione finale. Banca privata: credito di 1000 sulla BCE non utilizzabile/ BCE: 1000 obbligazioni marcescenti più 1000 di liquidità, menogli interessi versati alla banca privata. «Alla fine – commenta il sito – non c’è creazione monetaria, ma ‘solo’ la BCE che rimpie il suo bilancio di attivi marci, e in più paga degli interessi su questo… o detto in altro modo, la BCE ha tolto una spina dal piede della banca privata, e paga per questo. È bella la vita delle banche private! E beninteso, tutti i particolari sulle banche beneficate, sui titoli raccattati, sugli interessi versati, sono segreti».

Maurizio Blondet
Fonte: www.rischiocalcolato.it
Link: http://www.rischiocalcolato.it/2012/08/dibattito-sulleuro-il-contributo-di-maurizio-blondet-lincubo-di-draghi.html
4.08.2011

articolo pubblicato su Effedieffe.com il 30.06.2012

Pubblicato da Davide

  • Aironeblu

    Articolone lunghetto, ma eloquente sui veri interessi dell’operazione Euro e sulle effettive conseguenze di un’uscita dalla moneta unica, che sarebbero dannose solo per la Germania e le grandi banche che tirano i fili da dietro le quinte. La soluzione, è vero, non può che essere quella di uscire da questo meccanismo ingannevole, per riprendere la propria sovranità, e non può che passare dall’eliminazione dei grandi traditori al governo. Il problema resta il come.

  • xcalibur

    Bravo Blondet. Infatti non e’ una crisi ma e’ una truffa e una farsa. “Quella che fanno passare agli occhi della gente come crisi, in realtà non è altro che la conseguenza di operazioni ben progettate a monte dall’oligarchia al potere, ossia banche e corporations; in realtà si tratta di una truffa che grava sulle spalle della collettività, chiamata a sostenere sacrifici e misure di austerità imposte proprio dagli stessi fautori di questa grande truffa. I banchieri creano moneta e indebitano gli Stati, assoggettandoli al loro diktat, finanziando partiti e mass media per nascondere alla gente la realtà ed illuderla di avere libertà di scelta. Ma questa libertà è mera illusione…”

  • pantos

    perderemmo l’11%? boh. di fidarmi degli avvoltoi americani merryl linch proprio non me la sento.
    però non sapevo che anche svizzera, svezia e danimarca si stampassero aggratis i soldi.
    facile così attirare ed incentivare le imprese con il solo 25% di tasse (svizzera), layout macchinari, assistenza e avviamento!
    ci sbraneranno in pochi anni lasciando il deserto.

  • mincuo

    E’ un articolo impreciso, in parte fuorviante e sbagliato anche nella contabilità. Dispiace perchè Blondet è un giornalista bravo.

  • pantos

    dimenticavo: dovremmo prima dichiarare la secessione da kissing….ehm….dagli USA, ma essendo la loro porta-aerei nucleare significherebbe ammutinamento.

  • Georgejefferson

    In sintesi,la Mmt…Ma…lo dico e lo ripeto,non critico la Mmt per la mancanza di fondamento teorico,anzi..la critico perche l’uomo non e’pronto,e non si sa se lo sara mai al paradigma chartalista..un po come il sogno comunista,un po come l’illusione del tutto libero anarchico sulla legge della domanda e dell’offerta..tutto fattibile in teoria ma non in pratica per il basso livello civile e culturale delle masse(io compreso),senza incentivo la volonta generale non basta,certo ci sono eccezioni,ci sono santi e volontari pronti a DARSI per il prossimo e l’umanita (che di conseguenza se tutti fossero cosi si avrebbe il ritorno anche per se stessi)ma il livello e’questo,e certi scalini migliori paradigmatici(se avvengono)sono a tempi storici,lunghi.He he caro Blondet,il segreto del denaro anche se fosse rivelato a reti unificate non produrrebbe consapevolezza,ma come hai accennato astio e “non accettazione” morale,per questo dico e ripeto..basta keynes,perche pensiamo che lui non abbia conosciuto il paradigma chartalista?Ci ha fatto un’introduzione di un libro.Ma ben comprendeva queste questioni…la fiducia,ecco perche la moneta centra nel grande travaglio umano,perche ha a che fare con la fiducia che manca gli uni con gli altri,e by passa il baratto efficacemente solo se persiste un certo grado di fiducia reciproca.Basta keynes che spiega l’importanza del deficit in tempo di crisi come fatto eccezionale(seguendo la consuetudine secolare dell’ottica della gente)per poi andare di rigore nei momenti di Boom e recuperare,l’anticiclicita,la gente puo comprenderlo.Certo sempre Statisti possono eseguire,appunto con la testa sulle spalle e amor dell’uomo,come,aime non se ne vedono piu,sopratutto per lo sviluppo sostenibile come scelta politica per dar modo di crescere positivamente e FAR VIVERE la gente,non farla consumare per consumi fini a se stessi…Ps.tutto questo sono mie opinioni,giuste o sbagliate che siano,abbiamo la maturita di non offendere o scannarci a vicenda e dare la possibilita a tutti di esprimersi senza astio e timori,accettando volentieri la critica

  • albsorio

    L’euro è emesso da BCE su richiesta/necessitá (approvata) di ogni singolo Paese, quando l’Italia chiede/necessita di 100€ da in cambio 101.20€ di titoli di Stato che vengono poi messi all’asta generando degli interessi sul debito, questa emissione di titoli di Stato (debito) non necessaria è la leva che usano per scardinare gli stati sociali europei (wellfare). Ora le banche si trovano in crisi di liquiditá in virtu della riduzione dei depositi, molti come me attingono ai loro risparmi per quadrare i conti, purtroppo le banche sembrano non avere i soldi depositati perchè? Le banche s’inventano/creano denaro con la riserva frazionaria (accettata e aumentata da MMT), in pratica quando depositi 100 000€ trattengono 2000€ per liquiditá e prestano 98 000€, quando i soldi arrivano su un’altro conto il gioco si ripete, trattengono il 2% per liquiditá e prestano il 98%… si ottiene così che con un deposito iniziale di 100 000€ abbiamo 5 000 000€ prestati, ora piano piano la gente consuma i risparmi e servirebbe piú del 2%… la realtá è che manca il 98% inventato… mamma BCE stampa i soldi per salvare il sistema bancario… ma vuole altri titoli di Stato+ interessi. Questo è il segreto della moneta debito, divertente quando Pietro, il discepolo di Cristo arrivò a Roma gli chiesero se i cristiani potevano usare il denaro, rispose di si a patto di possedere il danaro e non essere posseduti da esso, noi non possediamo il denaro ma siamo posseduti da esso, da li nostri problemi, certo Pietro intendeva in un altro senso la risposta.

  • LeoneVerde

    Blondet conosceva da sempre Samuelson? Taxes drive money? La MMT fa scuola in Italia, ma tutti questi intellettuali hanno paura a ringraziare e a citare chi ha fatto il lavoro per loro…complimenti.
    Facile trovare i passi bibliografici quando sai cosa cercare!
    E comunque non ha letto tutto bene, prima di copiare bisogna capire cosa si scrive.
    Questo paese è uno schifo.

  • epicblack

    puoi argomentare per favore? senza le motivazioni adeguate, commenti come i tuoi seminano solo confusione e disorientamento.
    L’articolo, secondo te, è impreciso e valido nella sostanza, oppure è impreciso e anche sbagliato nella sostanza?
    In ogni caso una eventuale tua risposta va argomentata, altrimenti è da considerare nulla.

  • AlbertoConti

    Splendida argomentazione di Blondet, altro che i paradossi di Barnard! La grande lacuna di questa esposizione-divulgazione è però il rapporto di qualunque divisa col dollaro, la divisa-guida di riferimento, che costringe tutte le altre a seguirla sulla sua cattiva strada. Buttar fuori le basi militari americane dal nostro e altri paesi equivale ad affondare wall street (e la city, e i coloni israeliani dalle terre rubate agli autoctoni). Quello è il vero drago del XXI secolo, cavalieri coraggiosi cercasi.

  • IVANOE

    Al di la’ delle asserzioni fatte da blondet, onestamente troppo ripetitivo, mentre vi scrivo leggo e sento sui media di regime questo:
    MONTI: PREOCCUPATO PER TONI ANTITEDESCHI, e non e’ come pensate voi che si riferisca al popolo italiano ( perche’ e’ sfondare una porta aperta nel dire che abbiamo le palle piene della merkel del suo rigorismo e del autoritarismo della Confindustria tedesca…) lui si riferisce ai parlamentari italiani che sono stufi dell’ euro e della merkel ( noi per lui non contiamo niente…)
    Cosa sta facendo vigliaccamente monti ?
    1) dopo aver liberato i peggiori e reazionari profeti del rigore a tutti i costi di stampo sabaudo come la Fornero che ha massacrato la vita di tutti i lavoratiori italiani, ovviamente senza risolvere un cazzo anzi peggiorando la crisi e la coesione sociale che e’ il primo elemento su cui contare per rilanciare una nazione, adesso il prof. Monti la butta in caciara perché ha capito da quale incapace e’ che la nave Italia ormai l’ Ha indirizzata verso gli scogli ( tanto anche se ammazza qualche milione di italiani ha visto oche ha schettino non hanno fatto un cazzo..anzi e’diventata una star !!!) e quindi adesso scarica la colpa alla merkel che fino a tre mesi fa difendeva a spada tratta prendendoci noi tutti come anti-europeisti… Capito ? Quando lo dicevamo noi che avevamo capito che i tedeschi si stavano facendo i cazzi loro noi eravamo i soliti italiani che non vogliono fare i sacrifici adesso che cerca di salvarsi il culo suo, la merkel e’ diventata una strega !!!
    2) batte vigliaccamente in ritirata perché il panettone non lo mangia ( si andrà alla farsa delle elezioni a novembre ) lasciandoci macerie e macerie economiche e sociali e previdenziali che forse mai riusciremo a spalare….e cercherà di sparire come a fatto il suo amico prodi…. Pure lui ha comicnciato i danni e poi e’ scappato vigliaccamente…
    Dopo Mussolini e badoglio ( monti) ci resta la guerra civile quella guerra civile che non si e’ mai completata nel 1945 e che doveva epurare fascisti profittatori e opportunisti e galoppini che sono sopravvissuti e hanno continuato a farsi i cazzi loro a dispetto degli onesti….l’ epurazione sarà finalmente fatta con la disfatta ormai imminente di monti che sta’ cercando di scaricare tutte le sue responsabilità nel luogo comune e’ colpa dei tedeschi…come fece il duce quando cerco’ di salvarsi scaricando le colpe della guerra su hitler..Strana analogia vero ?

  • Aironeblu

    …un drago non indifferente da affrontare in solitaria: bisognerebbe mettere su almeno una bella armata Brancaleone!

  • house

    1) smettendo di pagarli (default) oppure 2) «pagandoli» con moneta creata apposta in sovrappiù, monetizzandoli cioè.
    …e aggiungo:
    3) pagando ciò che si è preso a prestito. I soldi non si creano, si sudano.

  • mincuo

    Valido nella sostanza. Elencarle tutte le imprecisioni è lunga. Faccio una lista.
    1) E’ vero che accetta “tutto” la BCE ma mette un margine di garanzia a seconda dello standing, rispetto al nominale.
    2) Non è vero che il Giappone non è mai stato attaccato solo per quello. Anche per via delle riserve in dollari.
    3) Non è vero che non sono stati mai attaccati Brasile o anche Inghilterra
    4) Non è vero che le banche sono costrette a ridepositare su BCE (allo 0.25 tra l’altro). E’ vero che la liquidità loro fornita dall’LTRO (che è un REPO) hanno il problema che l’acquisto di titoli di stato va bene da una parte ma peggiora bilancio dall’altra se lo stato è ballerino e i titoli sono soggetti magari a svalutazione se aumentano i tassi. Perchè così va fuori parametri, che è il suo problema.
    5) Le scritture non sono corrette, però qui non posso. Se vai a vedere su sito BCE (o leggi i paper di BIS) vedi quelle corrette
    6) Sulla creazione di denaro “dal nulla” e che basta stamparne montagne, e che qualunque tipo di debito non conta, non è così, oltre al fatto che il denaro cartaceo è una cosa minima. Però capisco che voleva semplificare e più o meno voleva dire che lossessione del debito e del pareggio di bilancio è fasulla. E questo è corretto.

  • mincuo

    Infine, a pignolare il Giappone ha un gross debt del 230% su PIL, ma un net-debt (cioè al netto dei financial assets) della metà. E quello conta.

  • cirano60

    Capirai, non puoi nemmeno immaginare quanta fatica e sudore costa ai detentori del monopolio creare danaro dal nulla.
    Certo a chi chiede un prestito alla Banca dovrà poi ripagarlo con il proprio tempo e il sudore del vero lavoro.

  • AlbertoConti

    Quando si prende a prestito bisogna essere in due, ci vuole uno che i soldi li da. E non ti pare che anche la responsabilità della coerenza, del portare a termine l’operazione, nei modi (interessi) e nei tempi previsti, sia di entrambe le parti? In concreto tutti soldi delle merci tedesche che ci hanno rubato quote di mercato (il nostro mercato interno) sono ritornati nel bel paese sotto forma di credito facile, troppo facile, per poter comprare altre merci e non far finire il bel gioco, mentre la differenza d’inflazione si accumulava di anno in anno “aprendo” sempre più le porte del nostro mercato alla “superiorità competitiva”. In caso di default ognuno si prenda la sua quota di responsabilità: ma se è difficile spiegarlo a un italiano, figuriamoci a un tedesco!

  • house

    Ma si, però si parla di due cose diverse. Certo che se si fa default pure il creditore ci rimette perdendo i soldi prestati. Però questa cosa che i tedeschi “rubano” quote di mercato alle nostre imprese non è molto vera, se le nostre aziende fanno schifo non è colpa delle aziende che producono roba buona. Tra l’altro i risultati delle aziende sono pertinenti alla microeconomia, la politica monetaria alla macro, mi pare poco appropriato ragionare in termini di contabilità nazionale quando si considerano i prodotti, cioè non è la germania a vendere macchine tedesche, ma la ww, l’audi ecc

  • AlbertoConti

    E invece proprio qui sta il punto: sono i prezzi, il rapporto qualità/prezzo che “conquistano” quote di mercato in un mercato unico deregolamentato, e pure in assenza di correttivi di politica economica e fiscale. Due punti d’inflazione in più (questo è il vero “spread” che si sarebbe dovuto monitorare fin dal principio!) in dieci anni fanno un + 20% nei costi di produzione, ed anche il più bravo dei produttori a questo punto è costretto a chiudere bottega! Aggiungi le differenze strutturali (ben note agli architetti dell’euro) ed il gioco è fatto: una FIAT che stava per superare la WV in fatturato viene letteralmente fatta a pezzi, scompare, mentre il gruppo WV diventa il N. 1 al MONDO! Certo la moderazione salariale tedesca ha contribuito in modo determinante, e questo incattivisce ancor più l’operaio tedesco al momento del voto. Comodo però moderare uno stipendio di 2.500 € al mese in un paese dove la vita costa meno!

  • Jor-el

    Be’… Non hai mica tutti i torti!

  • cirano60

    Il verbo “onorare” lo metterei da parte visto gli ambiti mefitici di cui discutiamo.Anche perchè cambiando posto di scrivania ,se io presto 20000 eur al rappresentante dell’Entità questi se ne appropria ricavandone un profitto illecito su beni altrui,ma mi rendo conto di impelagarmi in un discorso infinito.
    Cera una volta nell’Italia di tanti anni fà la cosidetta bilancia dei pagamenti che era lo strumento principale che regolava gli scambi economici reali: per cui avveniva un pò questo: Italia alla Germania: mi vendi 500 mercedes benz? Germania all’Italia: tu cosa dare me in cambio? 6000 Vespa 50 fa bene affare fatto. Ora è da quel dì che non è più così. Ora la Germania continua a vendere le Mercedes ma sapendo che l’Italia è in difficoltà le presta pure i soldi,come si dice :a caval donato non si guarda in bocca. Morale della favola: chi è causa del suo male pianga se stesso.

  • IVANOE

    Caro amico ti faccio leggere un’altro titolo di monti sul Sole 24 ore di oggi :

    Monti: gli alti tassi italiani finanziano il debito di Berlino.

    Hai capito ?
    Mò si è messo a fare il comunista, l’anarchico….
    Ma ti rendi conto ?
    Ci ha massacrato per 8 mesi ci ha detto una marea di cazzate per arrivare oggi allo stesso punto nostro che avevamo capito già a ottobre del 2011…
    Che i tedeschi furbescamente stavano a scaricare addosso a noi alla grecia e alla spagna le conseguenze della loro crisi…
    Per monti e company sarebbe giusta solo la corte marziale per alto tradimento… altro che spead inventato a tavolino…questi sono delinquenti matricolati che ci hanno dato il bidone…
    Questo vuole scappare dalle sue responsabilità…ancora mi ricordo quando a ottobre non era ancora diventato un cazzo…e già ci diceva che andavamo in pensione troppo presto e che l’art. 18 frenava gli investimenti… adesso che ha raggiunto l’obiettivo che fa ? Ci dice che è stato tutto inutile perchè i tedeschi giocano sporco e sono dei farabutti..
    Ma l’anima delli meglio mort……sua ma 8 mesi fa non poteva fare e dire le stesse cose che tutti noi baionetta in canna se li mangiavamo i tedeschi con il contorno di merkel ?
    Maledetti !!! CHe Dio li stramaledica tutti !!!!

  • IVANOE

    Cari amici vi faccio leggere un’altro titolo di monti sul Sole 24 ore di oggi : Monti: gli alti tassi italiani finanziano il debito di Berlino. Hai capito ? Mò si è messo a fare il comunista, l’anarchico…. Ma ti rendi conto ? Ci ha massacrato per 8 mesi ci ha detto una marea di cazzate per arrivare oggi allo stesso punto nostro che avevamo capito già a ottobre del 2011… Che i tedeschi furbescamente stavano a scaricare addosso a noi alla grecia e alla spagna le conseguenze della loro crisi… Per monti e company sarebbe giusta solo la corte marziale per alto tradimento… altro che spead inventato a tavolino…questi sono delinquenti matricolati che ci hanno dato il bidone… Questo vuole scappare dalle sue responsabilità…ancora mi ricordo quando a ottobre non era ancora diventato un cazzo…e già ci diceva che andavamo in pensione troppo presto e che l’art. 18 frenava gli investimenti… adesso che ha raggiunto l’obiettivo che fa ? Ci dice che è stato tutto inutile perchè i tedeschi giocano sporco e sono dei farabutti.. Ma l’anima delli meglio mort……sua ma 8 mesi fa non poteva fare e dire le stesse cose che tutti noi baionetta in canna se li mangiavamo i tedeschi con il contorno di merkel ? Maledetti !!! CHe Dio li stramaledica tutti !!!!

  • ejgejames

    Ci sono molti ed evidenti errori in quest’articolo. A partire dal Giappone. Il Giappone non è in crisi ventennale, ma al massimo in stagnazione ventennale. Non è mai crollato il Giappone, nè sono crollate le sue industrie, le sue esportazioni di tecnologie. Solo che per mantenere in piedi l’enorme infrastruttura pubblica, in un paese in cui sono de facto pubbliche alle banche che fanno da cinghia di trasmissione alle sue multinazionali, il Giappone si è indebitato con i suoi cittadini, che hanno comperato per vent’anni il suo sempre più gigantesco debito.
    Ma l’uso dello yen in ambito internazionale è sempre rimasto limitato allo scambio industriale e finanziario, e la domanda di yen non è mai stata rivolta al suo debito, che è sempre rimasto in mani interne. Per questo la quotazione internazionale dello yen ha sempre tenuto, perchè confinata in un ambito commerciale e bancario nel quale esiste un bisogno stabile di quella valuta. Va fatto notare che pur avendo un debito tutto interno, il Giappone non ha mai avuto nessuna tentazione di stampare denaro per saldarlo, per evitare che una creazione ex nihilo di liquidità creasse un disincentivo alla produzione industriale, il che sarebbe un disastro in un paese come il Giappone quasi totalmente dipendente dall’esterno per le materie prime, che ha bisogno di una moneta internazionale che non sia carta straccia per comprare quello che non può reperire al suo interno.
    Il Giappone in questi venti anni ha scelto cioè di non monetizzare il debito interno, così da mantenere un valore di scambio internazionale stabile dello yen, per comprare le materie prime di cui hai necessità per vivere, dalle merci agricole ai metalli sino all’energia (in un paese che non ha petrolio per nulla).
    Se stampi infatti liberamente, l’Argentina ti chiederà sempre più soldi per la sua carne, che il Giappone non reperirebbe altrove, e anche gli sceicchi non si accontenterrebero di briciole di yen per il loro petrolio se lo stato Giapponese può stamparne per loro in libertà. Oppure chiederebbero oro (e ci stanno arrivando).

    Le valute fiat non permettono affatto a lungo termine la creazione ex nihilo, la stampa dal nulla, a meno che non siano fatte da paesi autonomi energiticamente e per le materie prime, oppure la cui moneta è uno standard de facto per il commercio mondiale difficile da rimpiazzare.
    Il colpo è riuscito in parte in questi anni agli Stati Uniti, perchè hanno saputo accollare una certa di quota di debito ai propri competitor, in primis la Cina, perchè hanno una ridotta importazione delle materie prime, salvo il petrolio, e la loro moneta innerva gli scambi di tutti gli altri.
    L’Europa ad esempio può creare molto meno denaro dal nulla, perchè è un importatore fortissimo di materie prime e di petrolio dal resto del mondo, che è la ragione storica della sua espansione globale dal’400 in poi. L’Europa deve scambiare per necessità, e una moneta con un valore stabile credibile è fondamentale più che per gli USA, paradossalmente. E anche se il commercio mondiale ha come fulcro primario l’Europa, la moneta d’suo per muoverlo non è ancora l’Euro ma il dollaro. Il dollaro internazionale fino agli anni ’90 non era infatti funzionale agli Stati Uniti quanto alla prosperità dell’Europa occidentale, alleato e vero baluardo in Eurasia del modello occidentale. Era il cosiddetto Eurodollaro, veniva stampato in sovrappiù dalla FED per mantenere solvibile il commercio mondiale del petrolio e delle materie prime, che era al servizio dell’Europa. Meglio non scordarlo.

    L’illusione dell’esempio della Federal Reserve, che ha creato una massa monetaria astronomica negli ultimi quattro anni per ricapitalizzare il suo sistema bancario decotto, sta alimentando l’idea che le tutte le valute fiat possano essere come il dollaro, ed essere stampate a volontà per ripianare qualsiasi debito. Peccato che è falso, perchè neppure la Fed sta provando ‘solo’ a stampare per saldare il debito USA, che contabilizza ancora come debito anche se lo compra ormai solo lei, e una ragione c’è, di prudenza.

    Ma l’illusione della creazione infinita del denario fiat è falsa sopratutto perchè la Cina, stufa di buoni del Tesoro americani in pancia che rendono sempre meno e che potrebbe ritrovarsi pagati con carta igienica, sta svincolando sè stessa dal dollaro come moneta di riferimento per i suoi commerci internazionali, e sta lanciando sempre più l’esempio di accordi bilaterali tra paesi produttori di tecnologia e materie prime per bypassare il dollaro. Brasile, Giappone, Corea, metà dell’Africa, Russia e Iran stanno progressivamente abbandonando il dollaro.

    Tra qualche anno la Cina abbandonerà con tutta prevedibilità il dollaro, non appena avrà sentore di poterlo fare con una speranza sensata di non perdere un’eventuale guerra con l’America, e avrà accumulato abbastanza oro in cassa per reggere il colpo. Mentre l’America si potrebbe ritrovare con un popolo di consumatori e finanzieri, che non ha fatto più in tempo a reimparare la creazione di ricchezza vera, questo il suo grande rischio.
    Così, quando la Cina, la vera fabbrica del mondo, deciderà di staccare la spina, tutto questo proliferare di blog, siti, articoli, che invocano la stampa di denaro dal nulla per risolvere il fatto basilare che non sappiamo creare più ricchezza di quanta ne consumiamo, finiranno per sempre, e il sogno del denaro gratis sarà relegato nella soffitta della storia, in un mondo che tornerà inesorabilmente all’oro come unità di misura.
    Potrebbe essere questa la più grande sconfitta del mondo contemporaneo.

  • ilsanto

    Dipende da che parte stai !
    Se sei un industriale anche piccolo che lavora produce esporta allora
    W la Lira svalutiamo un pò e vai con la produzione a 1000 .
    Se sei un redditiere ( tralasciando su come ci sei arrivato !! ) allora
    W l’euro che mi garantisce il mio gruzzoletto e meglio ancora un bello spread alto che mi rende una fortuna senza fare un cazzo !
    Ora si tratta di capire chi la vince la rendita o la produzione ?
    Certo ci sono 1000 sfumature e altri discorsi ma prima bisogna decidere
    che futuro vogliamo da produttori lavoratori creativi esportatori uomini
    o parassiti !
    Per me non ci sono dubbi voglio un’Italia di gente a testa alta il che vuol dire solo una cosa tagliare con l’euro fottere i redditieri e il progetto di impero Germanico in europa magari fuori anche dalla Nato.
    Riduzione drastica dell’apparato burocratico e un minimo di giustizia sociale che sola ci può far sentire uniti.

  • ilsanto

    Dipende da che parte stai !
    Se sei un industriale anche piccolo che lavora produce esporta allora
    W la Lira svalutiamo un pò e vai con la produzione a 1000 .
    Se sei un redditiere ( tralasciando su come ci sei arrivato !! ) allora
    W l’euro che mi garantisce il mio gruzzoletto e meglio ancora un bello spread alto che mi rende una fortuna senza fare un cazzo !
    Ora si tratta di capire chi la vince la rendita o la produzione ?
    Certo ci sono 1000 sfumature e altri discorsi ma prima bisogna decidere
    che futuro vogliamo da produttori lavoratori creativi esportatori uomini
    o parassiti !
    Per me non ci sono dubbi voglio un’Italia di gente a testa alta il che vuol dire solo una cosa tagliare con l’euro fottere i redditieri e il progetto di impero Germanico in europa magari fuori anche dalla Nato.
    Riduzione drastica dell’apparato burocratico e un minimo di giustizia sociale che sola ci può far sentire uniti.

  • ejgejames

    Hai mal posto il problema. L’€uro non è un problema di rendita, perchè al contrario fu introdotto per favorire l’industria medio-grande, tagliando come in effetti fece più che bene i tassi d’interesse per gli investimenti industriali (effetto tipicamente anti-rendita), e permettendo economie di scala sul piano industriale che con la lira non si potevano avere. E in effetti gli sbalzi del prezzo del petrolio per tutti gli anni ’90 fino al 2007 non si fecero sentire tropo in Europa, perchè protetta dal super Euro contro il dollaro in declino, a cui era legato il petrolio. Anche questo effetto dell’Euro fu , guarda tu!, tipicamente pro-industria, non solo pro-rendita.

    Quindi l’Euro, nè più nè meno che il Dollaro nel Nordamerica, ha favorito le condizioni industriali (a saperle cogliere, certo!) e anche indirettamente la rendita (visto che i tassi d’interesse crollarono, ce lo ricordiamo?). L’Euro non è questione quindi di rendita o industria. Problema mal posto, appunto.
    Che poi in Italia anche lo Stato, pur con i tassi dimezzati, non sia riuscito neppure ad abbattere il debito pubblico, perchè ne ha approfittato invece per aumentare la spesa, è una cosa di cui si dovrebbe chieder conto a chi ha governato dal 2001 ad oggi….

    Ma trovo irritante un certo atteggiamento italico da ”prendi i soldi e scappa”, per cui dall’Euro si è preso tutto il meglio quanto di facile si poteva prendere, dai tassi dimezzati al credito facile, senza provare a sfruttarne le vere potenzialità, come abbassare il debito e spingere la struttura industriale dalla PMI, che è sempre fallimentare in periodi di crisi perchè non opera economie di scala, verso l’industria medio-grande. E invece non appena c’è da riogranizzarsi oltre l’orticello si vorrebbe girare le terga per scappare, gridando nevroticamente all’Impero Germanico, con una Germania colpevole fondamentalmente di aver capito meglio di Italiani e Spagnoli la natura dell’Euro.

    Evitiamoci almeno che il nazionalismo sia soltanto un paravento della nostra superificialità storica.
    Perchè in un paese la cui industria dipende al 90% da materie prime e semilavorati importati da fuori, non aver saputo organizzare la filiera degli ordini oer avere sconti sostanziali, è stato una politica che rasenta il demenziale.
    Senti qualche mea culpa in giro? Io manco un pò per questi anni perduti, pare anzi che chi porti le maggiori responsabilità di certe politiche siano quasi quasi gli stessi che urlano per tornare alla lira, per rifarsi probabilmente una presunta verginità politica…

    L’idea peregrina che resta per me anche un pò cretina, è che un ritorno alla Lira ci aiuterebbe in modo decisivo, dimenticandosi perchè ci disfammo della Lira: eravamo già in pre-bancarotta nel 1999, il debito dello Stato al 115%, il deficit all’9% e i tassi d’interesse al 6,5%, più o meno come oggi, e lo Stato Italiano era stremato, aveva disperatamente bisogno dei tassi tedeschi per finanziare il suo debito. Dimenticato? Ah già, ma all’epoca quasi non si parlava del nostro debito….
    Faccio deliziosamente notare che nonostante le svalutazioni ripetute, l’Italia aveva attraversato con la Lira gli anni ’90 in stato comatoso al limite dello stagnante, perchè la sua industria non vendeva, di fronte alla concorrenza asiatica, e anzi delocalizzava…
    Perchè il problema di fondo è che una grande parte dell’output industriale non era e non è neanche oggi qualitativamente un altro mondo, rispetto ai prodotto coreani e cinesi d’alta gamma.

    L’Euro ha comprato, letteralmente COMPRATO, una dozzina d’anni per questo paese, prima del default dello Stato e del tessuto produttivo. Dozzina d’anni che avremmo dovuto adoperare per portare l’industria in massima parte su un livello di valore aggiunto molto elevato, favorendo la Grande industria, lavorando per abbattere il debito dello Stato, e invece…ci siamo fatti fottere da un pò di consumismo a basso costo, populismo elettorale e più soldi per partiti e consulenti, questa la tragica verità.

    Ma poichè in larga parte non sappiamo ancora produrre meglio di coreani, polacchi e cinesi, la trave sui denti la prenderemo con e senza Euro, meglio dissipare eventuali dubbi ! Perchè il 2012 non è il 1990, e al grande gioco del libero mercato partecipano ormai a pieno titolo l’europa dell’Est, il Brasile e un paio di miliardi di asiatici, tutti più disciplinati e ordinati di noi, con una filiera più efficiente e con meno rendite di posizione. Giro per le provincie cinesi, e vedo, vedo molte cose.
    La condizione più tragica di questo paese è di essere un ponte naturale verso l’Africa e l’Asia, ma con una mentalità che pare non guardare oltre il campanile. Tragica perchè l’Italia non è una provincia russa degli Urali, che potrebbe forse anche permetterselo, ma è una cerniera continentale, e semplicemente l’Italia NON può NON avere una politica di respiro europeo e mondiale, e se non sa farlo da sola, qualcuno la farà per lei.

  • consulfin

    vedi il sistema criminale? la banca centrale, il cosiddetto (ex) prestatore di ultima istanza, non “può” prestare direttamente allo stato-cittadino all’1% ma “può” prestare alle banche, sempre all’1%, le quali poi presteranno allo stato-cittadino al 6%. E per procurare la liquidità necessaria per pagare quel 5% di differenziale (di cui si tace meticolosamente sugli organi di informazione – pensa un po’ se Giannino si arrischia-è in grado di dire-comprendere e poi dire- una cosa del genere dai microfoni della radio dei padroni) si falcidiano i lavoratori, cioè gli unici soggetti produttivi della collettività.
    Se non mi sbaglio, la moneta circolante, non essendo costituita da oro o da altro materiale di valore, è definita a corso forzoso. Cioè è quello stesso stato-cittadino spolpato che, prima, impone l’accettazione del pezzo di carta senza valore in cambio di sudore e fatica, poi si sottopone alla ghigliottina di ricevere in prestito ciò che è suo
    In sostanza, a questi qua, gli portiamo l’ovetto e poi gli puliamo anche il culetto.

  • epicblack

    grazie per la puntuale argomentazione.
    Però l’impressione che a me rimane è che l’articolo di Blondet è corretto nella sostanza, al di là di imprecisioni o errori su tenicismi bancari. Il messaggio che io porto via è quello di una BCE che crea moneta fiat (molto al di là della pura base cartacea) avvalendosi di meccanismi e tecniche non facilmente comprensibili alla masse, che vengono confuse e volutamente tenute nella totale ignoranza rispetto alla gestione monetaria. Una questione abbastanza elementare è diventata via via nel corso della storia una sorta di questione di “scienza missilistica” artatamente complicata in modo da rendere facile convincere la gente a lasciarsi espropriare la sovranità monetaria a favore dei padroni-sacerdoti della finanza. Questo è la sostanza dell’articolo di Blondet. Il messaggio arriva chiaro. Ed è corretto. Questo è quello che conta per me della massa.

  • mincuo

    Sono completamente d’accordo con Lei. Bisogna però considerare che Blondet è un pò anti-sistema. Quindi dovrebbe essere attento ad essere preciso, altrimenti dà il destro a qualche penna di regime di fargli le pulci, mostrando qualche errore e imperfezione per poi screditarlo. Un metodo che usano spesso.

  • Georgejefferson

    tutto,ma proprio tutto sballato quello che dici,tutte opinioni senza nessun fondamento,se non quello ideologico di considerar la schiavitu…disciplina ed efficenza

  • epicblack

    ah.. capisco…
    però a sua discolpa c’è da dire che è molto molto difficile essere precisi sui bankers-tecnicismi, visto l’esoterismo implicato.
    Personalmente preferisco un articolo non perfetto, che però apre uno squarcio di verità, piuttosto che un articolo perfetto che non vedrà mai la luce.

  • BarnardP

    Senti, dato il livello generale, a me va già bene che Travaglio non parli ai 4 venti di Good Deficit Spending, della serie “ma certo! ne discutevo con Montanelli giusto qualche anno fa”. Poi sì, Blondet magari poteva citare la MMT, anche senza me. PB

  • albsorio

    L’euro è emesso da BCE su richiesta/necessitá (approvata) di ogni singolo Paese, quando l’Italia chiede/necessita di 100€ da in cambio 101.20€ di titoli di Stato che vengono poi messi all’asta generando degli interessi sul debito, questa emissione di titoli di Stato (debito) non necessaria è la leva che usano per scardinare gli stati sociali europei (wellfare). Ora le banche si trovano in crisi di liquiditá in virtu della riduzione dei depositi, molti come me attingono ai loro risparmi per quadrare i conti, purtroppo le banche sembrano non avere i soldi depositati perchè? Le banche s’inventano/creano denaro con la riserva frazionaria (accettata e aumentata da MMT), in pratica quando depositi 100 000€ trattengono 2000€ per liquiditá e prestano 98 000€, quando i soldi arrivano su un’altro conto il gioco si ripete, trattengono il 2% per liquiditá e prestano il 98%… si ottiene così che con un deposito iniziale di 100 000€ abbiamo 5 000 000€ prestati, ora piano piano la gente consuma i risparmi e servirebbe piú del 2%… la realtá è che manca il 98% inventato… mamma BCE stampa i soldi per salvare il sistema bancario… ma vuole altri titoli di Stato+ interessi. Questo è il segreto della moneta debito, divertente quando Pietro, il discepolo di Cristo arrivò a Roma gli chiesero se i cristiani potevano usare il denaro, rispose di si a patto di possedere il danaro e non essere posseduti da esso, noi non possediamo il denaro ma siamo posseduti da esso, da li nostri problemi, certo Pietro intendeva in un altro senso la risposta.

  • ROE

    Tante parole per dire che “Praticamente, a parte la valanga di regole fatte per renderlo più complicato ed incomprensibile, il funzionamento del sistema monetario è estremamente semplice. La banca centrale controlla la base monetaria (in banconote e moneta digitale) acquistando e vendendo titoli del debito pubblico (Federal Reserve, Bank of England, Bank of Japan, etc.) oppure prestando denaro per un certo tempo alle altre banche dietro garanzia (pegno) di collaterale (obbligazioni di stato o delle stesse banche) cosiddetto eligibile (con almeno un certo rating). In ambedue i casi, quando la banca centrale acquista titoli o presta dietro garanzia di collaterale crea denaro dal nulla e quando vende titoli o riscuote i prestiti lo annulla. Ma poiché gli stati aumentano costantemente i loro debiti, la vendita di titoli e la riscossione dei prestiti avviene contestualmente a nuovi acquisti e nuovi prestiti. Così, la base monetaria è in costante aumento. Le altre banche creano moneta concedendo prestiti che contestualmente formano depositi: quando la banca concede un prestito lo addebita al beneficiario e deposita il denaro creato (con il prestito) su un conto a credito dello stesso beneficiario presso di lei. Il denaro in deposito può essere trasferito da un correntista ad un altro della stessa o di un’altra banca. Se il trasferimento è fra correntisti della stessa banca, un conto viene addebitato ed un altro conto viene accreditato per lo stesso importo. Il denaro resta sulla stessa banca. Per i trasferimenti da una banca all’altra, c’è un sistema di compensazione giornaliero con il quale si conguagliano i debiti-crediti fra le diverse banche utilizzando le riserve dei conti che ogni banca ha presso la banca centrale (per i conguagli nazionali) o presso una clearing house (per i conguagli internazionali). Sia la banca centrale (per i conguagli nazionali) sia la clearing house (per i conguagli internazionali) possono concedere prestiti ad ogni banca dietro garanzia di titoli eligibili (possono essere anche cessioni di garanzie ipotecarie). Secondo la legge USA, la cessione di ipoteca non può superare il 140% del saldo del debito garantito dall’ipoteca. Secondo la legge inglese, non ci sono limiti. Da ciò le cosiddette reipotecazioni (repo), con le quali una banca cede più volte la stessa ipoteca senza limite. In sostanza, volendo, ogni banca riesce a conguagliare i propri debiti nei confronti delle altre banche utilizzando gli stessi prestiti che ha concesso (che rappresentano crediti per la banca che li ha concessi). Il meccanismo ci inceppa quando i prestiti diventano inesigibili.” da http://www.ekabank.org/it/pres.html, nota 6.