L’IMPOSSIBILE E STERILE RIVOLUZIONE CONTRO LA CASTA

L’IMPOSSIBILE E STERILE RIVOLUZIONE CONTRO LA CASTA

DI MARCO DELLA LUNA

marcodellaluna.info

I correnti moti di ribellione dal basso, che si aggiungono agli attacchi sul piano politico e della legittimità costituzionale portati dai partiti di opposizione, pongono la questione se un’eventuale rivoluzione violenta diretta ad abbattere il sistema di potere italiano sarebbe legittima oppure illegittima.



La recente sentenza della Consulta che ha dichiarato l’illegittimità della legge elettorale vigente (quindi del parlamento, del capo dello Stato e dei giudici costituzionali da esso eletti, e delle leggi da esso varate) ha riconosciuto esplicitamente e formalizzato irreversibilmente la già palese illegittimità complessiva del regime (uso questa parola nel senso neutro di apparato dominante) rispetto alla Carta Costituzionale, che esso ha ampiamente e molteplicemente tradito. Il colmo è Napolitano, che si ostina a difendere questo parlamento illegittimo e incostituzionale da chi ne reclama lo scioglimento. Ma sciogliere il parlamento e cambiare la legge elettorale non basterebbe a ricostituire la legittimità: se il sistema è illegittimo nel suo insieme, solo l’azione diretta del popolo può costituire, ex novo, un nuovo sistema costituzionale e legittimo.

Le continue scoperte giudiziarie che politici e pubblici amministratori, se appena si va a indagare, sono generalmente e spudoratamente dediti al peculato, evidenziano che in Italia generalmente si fa politica per rubare, e che la cultura dei partiti, dei loro apparati, è questa e non altra. Oramai sembra diffondersi la consapevolezza che non è possibile salvare il Paese senza eliminare la casta politica, storicamente e trasversalmente incompetente e corrotta, assieme alla casta burocratica, ancora più corrotta, inetta, potente e irresponsabile, proprio perché non elettiva e maggiormente autoreferenziale. Caste indifferenti alla sofferenza della popolazione. Caste che succhiano il sangue del lavoro, del risparmio e dell’industria, mentre sprecano gran parte delle sempre più pesanti tasse che spremono al Paese.



La gente manifesta crescente sfiducia nell’establishment, mentre movimenti come i grillini e i forconi richiedono sempre più fermamente ed estesamente che la casta se ne vada.

La casta però – è ovvio – non se ne andrà mai volontariamente, anzi si aggrappa ai propri privilegi, e minaccia, dall’alto delle istituzioni che essa occupa, di esercitare una dura repressione contro le ribellioni, mentre vende il Paese agli interessi stranieri per ricevere sostegno esterno al proprio regime. Inoltre controlla gli spazi e canali elettorali dello Stato, oltre alle forze dell’ordine e alle forze giudiziarie, quindi impedisce il cambiamento per le vie interne all’ordinamento dello Stato, cioè attraverso le elezioni politiche e amministrative, nonché i referendum. Conseguentemente, per abbattere la casta e salvare il Paese, ai cittadini resta solo l’opzione rivoluzionaria, il ricorso alla forza.



Ogni sistema di potere, ogni regime statuale (uso questa parola in senso neutro, non denigratorio), dichiara di essere sempre e assolutamente legittimo, qualsiasi cosa faccia e per quanto sia corrotto. Perciò il fatto che si dichiari tale anche quello italiano, minacciando repressione dura dall’alto delle istituzioni che esso occupa, non significa nulla, non prova che sia legittimo.

Per stabilire se e in quali situazioni possa essere giusta e legittima una rivoluzione violenta che abbatta un regime statuale formalmente legittimo e riconosciuto dall’ordinamento internazionale, come è il regime italiano, occorre rifarsi alla sensibilità culturale diffusamente maturata e ai principi fondamentali del diritto come oggi riconosciuti perlomeno in ambito occidentale, ossia ai diritti dell’uomo e della società, civili e politici. In effetti, il nostro milieu culturale sente e giudica giuste e legittime le rivoluzioni violente che mirano ad abbattere regimi che sono illegittimi perché stabilmente violano i diritti fondamentali dell’uomo o i principi di democrazia e legalità. I regimi in carica giudicano infatti come giuste e legittime, appoggiandole talvolta, rivoluzioni quali quelle della primavera araba, o, per il passato, quella francese contro l’Ancien Régime, o quella americana contro il Regno Unito. Il regime italiano attuale fonda la propria esistenza non sulla continuità, bensì sulla discontinuità col precedente regime (il Regno d’Italia, o la Repubblica di Salò), anzi sulla sua radicale negazione, anzi sulla sua eliminazione fisica mediante la violenza delle armi.



Orbene, il regime italiano, come è notorio, viola stabilmente e sistematicamente i diritti dell’uomo in una discreta misura, soprattutto in ambito giudiziario e carcerario, e pure i diritti del lavcro, del risparmio, della sicurezza sociale.

Viola altresì il principio di democrazia, perché occupa lo Stato e i suoi poteri, compresi i meccanismi elettorali, da sottrarsi alla scelta degli elettori, soprattutto per quella parte del potere, che è la più ampia, detenuta da burocrati, da funzionari non eletti e non revocabili dal popolo, quindi ancora più autocratici e incuranti delle regole. Fa addirittura leggi elettorali incostituzionali per togliere all’elettorato la possibilità di scelta politica.

Viola inoltre conclamatamente, stabilmente e sistematicamente il principio di legalità: dovunque si vada a indagare si trovano uomini politici e pubblici amministratori dediti trasversalmente al peculato e ad altri reati, ed è chiaro a tutti ormai che in politica ci si mette per rubare, e che i partiti, cioè quelle cose che sostengono i governi, sono eserciti composti principalmente di ladri. La viola anche perché ha tradito la sua Costituzione, che è la sua carta di legittimazione: la ha tradita sia non attuandone larga parte, che stravolgendone gli stessi principi fondamentali attraverso i trattati internazionali e la cessione della sovranità ad organismi esteri, non responsabili verso il popolo italiano, e che infatti non si curano di esso.



Il regime statuale italiano è quindi con certezza illegittimo e il rovesciamento di tale regime mediante una rivoluzione di tipo francese sarebbe giusto e legittimo. Inoltre ulteriormente legittimato e necessitato dal fatto che esso da oltre vent’anni sta conducendo la politica economica e la politica europea in modo rovinoso per la nazione e non ha mai corretto tali politiche né pare capace di farlo; e altresì dal fatto, oramai percepito dalla maggioranza della nazione, che esso opera al servizio di interessi stranieri e a danno della nazione, che esso ha privato di quasi ogni ambito di indipendenza.

Tutto quanto sopra vale in teoria. Nella pratica, al contrario, una rivoluzione in Italia non è possibile e sarebbe infruttuosa, sicché non posso che ribadire il mio solito consiglio: emigrate.

Impossibile, a causa della forza poliziesca, militare e giudiziaria del regime, la cui casta comprende anche i vertici delle forze armate, delle forze dell’ordine e della giustizia; nonché del carattere storicamente remissivo, servile e codardo degli italiani, che per giunta sono inclini a dividersi, a tradirsi e a vendersi tra loro.

Infruttuosa, perché in primo luogo la casta e la cultura di regime non sono un corpo estraneo ma sono espressione della mentalità e delle aspettative della popolazione generale; in secondo luogo, perché manca una classe politica e burocratica di ricambio, che sia sana e competente; infine, perché l’Italia è troppo condizionata dall’esterno, non ha sufficiente indipendenza per sviluppare una sua politica, soprattutto in campo economico-finanziaria; quindi una rivoluzione, in essa, cambierebbe poco. Con Maastricht, Lisbona, il Fiscal Compact e il MES, in aggiunta alle circa 130 basi militari USA sul suo territorio, non ha più libertà di quanta ne ha un pezzo di ferro nel mandrino di un tornio.

Da qui la mia solita conclusione: l’Italia è spacciata, non è riformabile, l’unica opzione pratica, per chi è in grado, resta l’emigrazione: la buona, vecchia, pacifica e collaudata emigrazione.



Marco Della Luna

Fonte: http://marcodellaluna.info

Link: http://marcodellaluna.info/sito/2013/12/18/limpossibile-e-sterile-rivoluzione-contro-la-casta/

18.12.2013

Commenti (39)

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    1. Simec 21 dicembre 2013

      vedi simulacres, tu sei il classico esempio di fascistello che, quando non può attaccare il ragionamento attacca il ragionatore. Quindi per prima cosa ti rigiro gli insulti indietro e ti avverto di sciacquarti bene la bocca prima di riprovarci, altrimenti sarò costretto a tutelarmi dalla tua diffamazione nelle sedi preposte. Dal punto di vista clinico sei vittima di paranoia, infatti nessuno parlava di te in particolare. E della tua vita non me ne frega niente. E non sei l'unico ad aver perso qualcuno o ad aver fatto sacrifici. E non hai il diritto di attaccare personalmente chi non conosci. Io attaccavo i grillini, tu attacchi me. E tu di me non sai un cazzo. Non sai che sono precario, sfruttato al nero, non sono cliente di banke ne di giornali o tv e non voto per non legittimare il regime: cerco di autorganizzare le persone, di resistere al regime. Tu le fai queste cose, almeno? Quindi, ti ripeto, sciacquati la bocca, invece di insultare e non parlare quando ignori!

    1. antsr 20 dicembre 2013

      Ottima risposta, mi ci ritrovo in tutto, perchè anch'io provengo dalle tue esperienze e ho conosciuto sulla pelle oltre al popoplo sovrano anche quello operaio in fabbrica egoista, che se possibile senza mezzi termini passava sulla testa di padri e fratelli. E ancora oggi lavoro nel costruire dal basso. Sono uscito dalla fabbrica dopo aver subito persecuzioni x questi motivi, non sono grillini e neppure mai iscritto a qualche partito e ciò l'ho pagato ma sono rimasto coerente. E quando sento parlare in quel modo debbo confessare mi sale la pressione. Molti di noi nel '68 abbiamo pagato caro, ma questi?

    1. Simulacres 20 dicembre 2013

      Premesso che Grillo non l'ho mai seguito, se non di passata, e che fino a febbraio l'ultima cosa che avrei mai immaginato era quella di andare a votare (sarà stata forse la seconda o la terza volta in vita mia); e poi perché, è da una vita che mi sono rotto i coglioni cosmicamente sentire le solite stronzate sulle rivoluzioni, sul popolo sovrano e sugli ismi di destra e di sinistra da ciarlatani della politica e scalzacani "rivoluzionari" del tuo stampo, egualmente stomachevoli, egualmente letamai. Motivo per cui continuo a strasbattermene cosmicamente!


      Mi sono avvicinato ai "grillini" perché m'è capitato, casualmente, d'imbattermi in articoli interessanti, (Modigliani e Mincuo in primis) proprio su questo sito, che colpirono la mia curiosità di anarchico e ribelle da una vita! Coglione!!!...



      Cit:"Continuate pure a sognare, cari grillini coi soldi di mammà e papà"... Poi quando avrete i diavoli al culo come noi precari, disoccupati o negri di merda che raccolgono le vostre arance, allora capirete che nelle rivoluzioni bisogna incazzarsi e abbattere il nemico."



      Altro che "quotidiane funzioni..." Questa è l'illazione più IDIOTA e più RIDICOLA del mondo! e che soltanto un genio "rivoluzionario-ossessivo-compulsivo-dal-colpo-di-tastiera-facile", uno scemo del villaggio, una scimmia o un pappagallo è in grado di arrivare a pensieri di siffatta levatura e conclusioni.

      Ma per tua sfortuna, ti devo deludere, smargiasso! la "mammà e papà" li ho persi da lungo, anzi il papà che ero ancora bambino. Inoltre ti trovi davanti a uno di quei rari bizzarri "sognatori" nato nella seconda metà del "secolo breve" la cui vita, nel bene e nel male - a cominciare da quando aveva sedici anni, da quando abbandonò "mamma e papà - se l'è sempre conquistata da solo, senza mai affidarsi quanto piegarsi a nessun volere, sia esso Stato, Padrone o chicchessia (da qui la causa dei miei fallimenti, il mio peccato originale!:http://allombradellemaggioranzesilenziose.blogspot.it/2008/02/colpevole-perche-innocente.html)!
      Uno che in vita sua oltre a non aver mai vissuto coi soldini di mammà e papà, e men che meno mai chiesto o usufruito di quelle cose sublimi che passano attraverso quei "sentieri" che fuoriescono dai Ministeri, Partiti, Sindacati, Fondazioni, le Associazioni o qualsiasi altra forma di sostegno o ammortizzatori sociali. Mai! Non ha mai intascato un solo soldo che non fosse mille volte stra-sudato,stra-guadagnato, io!

      Ero destinato anch'io ai padroni, anima e corpo, come tutti i poveri del mondo,sin da ragazzino! Ma Ho sempre strappato, riscattato la mia vita da un giorno all’altro! I miei pochi studi me li sono strappati, rubati, sudati giorno e notte! Da solo m'imparai un sorta di mestiere che mi desse la possibilità e senza alcuna pretesa o ambizione se non quella di vivere libero ma onestamente! Ora, da circa un decennio, perso tutto tranne che la mia dignità e onestà di uomo libero urtato da una tempesta che racchiude in se solo dolore e amarezze! nell'incubo di un indomani, sempre più sordido, sempre più precario, dal mattino alla sera, ma che resta sempre fiero e inebriato di "Restare Umano", tra esseri immondi, atroci e assurdi, come te!



      Ergo, anziché ciarlare, mettila in pratica la tua "rivoluzione", come io faccio da una vita la mia, e da solo! il "popolo sovrano"? tze!!!... aspetta è spera.... quello se ne strasbatte allegramente dei tuoi o degli altrui problemi. Quindi caro simec, se non sei disposto a mettere sul tavolo la tua vita, se non sei disposto a giocartela, a viverla fino in fondo anche a costo di doverne "pagare dazio": la tua è pura tiritera da tastiera!

    1. Georgios 20 dicembre 2013

      Sullo sciopero in generale avrai anche ragione.

      Comunque io parlavo avendo in mente quello che succede in Grecia. Ogni sciopero, sia nel settore privato dove, sciopero o non sciopero, svendono tutto e partono lasciando lavoratori, fisco e previdenza a bocca asciutta (a parte il fatto che nella media i lavoratori sono pagati con 5 o 6 mesi di ritardo), sia in quello pubblico dove lo sciopero e' stato finora soltanto un'arma nelle mani del governo per screditare e per licenziare secondo le direttive della troika, e' stato un boomerang. Tenendo presente poi la posizione dei sindacati che sono venduti al sistema, lo sciopero addirittura favorisce i loro piani.

      Le pochissime eccezioni, come ad esempio la fabbrica Vio. Me.

      http://www.viome.org/

      sono quelle in cui i lavoratori hanno preso le cose in mano propria.

      L'unica via fuori dall'inferno per noi e' quella dell'autogestione. Per arrivare all'autogestione dello Stato e ad un'assemblea costituente che porti la Grecia fuori dall'euro e cancelli il debito.

      Scioperare qui non serve più. Serve soltanto prendere qualsiasi tipo di lavoro in mano e farlo funzionare escludendo lo Stato.

    1. alvise 20 dicembre 2013

      Caro amico, lo vedo bene che dei miei comizi non gliene frega una cippa, lo vedi bene tu che non tocchi con mano questa realtà, tuttavia il mio post è centrato sul fatto che, queste persone sono pericolose perchè votano, e votano contro di loro, cioè votano male.Io non credo che votare 5 stelle (pur io votandolo) , sia il rimedio della politica, penso però che abbiamo una alternativa ai corrotti della I II repubblica, com'è chiamata.

      Per quanto i politici del 5 stelle possano essere corrotti (ma non penso abbiano avuto il tempo di diventarlo, e nemmeno le opportunità), non credo lo siano come i ladroni che infestano il parlamento.Quindi secondo me non abbiamo diecine di alternative, o continuiamo ad avere al governo gente che ormai sappiamo chi aiutano, le banche, tanto per essere sintetici, oppure si prova qualcos'altro.I forconi, la rivoluzioe, la sobillazione,tutte cazzate, per quanto abbia approvato i forconi, ma dopo l'alta marea ritorna sempre la bassa, come sta succedendo, quindi secondo me si deve rimanere con i piedi per terra e decidere pragmaticamente che fare, questa è la realtà che ci cadrà addosso quando andremo a votare

      Saluti

    1. Jor-el 20 dicembre 2013

      Lo sciopero non serve soltanto ad infliggere un danno economico , ma anche a creare momenti di socializzazione della lotta. È anche vero che l'autogestione può creare momenti di unità e condivisione maggiori e più quAlificanti. I lavoratori di oggi sono più istruiti e versatili di quelli degli anni '60!, senza contare l'esercito di laureati disoccupati che diventerebbero una risorsa per il popolo anzichè un'arma in mano al potere. Nel processo rivoluzionario il male si trasforma in bene.

    1. SeveroMagiusto 20 dicembre 2013

      Giusto!

    1. bardo 20 dicembre 2013

      CIt:
      "la mia solita conclusione: l’Italia è spacciata, non è riformabile"
      e chi cazzo la vuole "riformare"?
      vogliamo molto di più, ed anche se sembra paradossale, QUESTO è POSSIBILE; basta metterci la faccia e il cuore, caro intellettuale di sesto piano

    1. vic 20 dicembre 2013

      Della gente di cultura italiana fan parte anche i Ticinesi ed i Grigionesi italiani. Pensate che in passato non abbiano avuto problemi? Il Ticino era un baliaggio, non aveva sovranita' propria. I Grigioni erano una lega di staterelli.

      Eppure ce la fecero ad evolvere, ognuno a modo suo. In Ticino si approfitto' della mediazione napoleonica e dell'opinione favorevole di qualche cantone come Basilea per dichiarare l'indipendenza. V'erano due slogan a contendersi il futuro: "liberi e Svizzeri" oppure "Cisalpini". Dopo accese discussioni, anche con qualche colpo di fucile e scaramuccia, vinse l'opinione dei primi. La rivoluzione avvenne in modo pacifico perche' gli "oppressori" gestori dei baliaggi accettarono la nuova situazione senza inviare droni.

      Dunque per cominciare mettiamo i puntini sulle i. C'e' gente di cultura italiana che ha dietro di se' una storia che la onora. E' gente che si sente profondamente vicina all'Italia dal punto di vista culturale, ma sempre piu' lontana dal punto di vista della politica spicciola, si potrebbe dire giornaliera. Qui e' un continuo discutere di questioni politiche. Il popolo vien chiamato, anzi spesso si chiama da solo, a dire la sua. Non solo per eleggere dei rappresentanti ma anche per prendere posizione su argomenti ben determinati, talvolta storicamente decisivi. Il governo sa che deve accettare il verdetto popolare. E' la prassi. Per questo e' molto raro che si manifesti in piazza, non ce n'e' normalmente bisogno. In piazza si raccolgono le firme, senza tanto baccano. Semmai il baccano salta fuori durante le accese discussioni precedenti la votazione.

      La vera rivoluzione e' questa: votare spesso.

      Mi sorprende sempre, che gli italiani facciano finta di niente, come se quel vicino a nord che parla la stessa lingua, che pratica perfino lo stesso dialetto, non esista. Fan finta di non sapere nulla di demcrazia semidiretta. Ignorano l'esistenza di meccanismi democratici basilari come l'iniziativa popolare. Caspita, diffondete la voce, voi italiani di frontiera oppure voi emigrati.

      Io non sono pessimista come Della Luna. Nutro una piccola speranza: che qualche movimento, tipo M5S, ce la faccia col tempo ad introdurre nella costituzione italiana il meccanismo dell'iniziativa popolare, e magari pure parlamentare a livello UE.
      Cio' darebbe indubbiamente il la' ad una sequela incessante di cambiamenti proposti dal basso che permetterebbe finalmente al paese di venir fuori dalla morsa in cui si trova. Sarebbe il tondino che schizza fuori dalla morsa. Purtroppo c'e' un capo dello stato che per educazione politica e per anizianita' non vede questa opportunita'. Non fa parte della sua cultura politica.
      Se non la vede lui, la possono vedere altri.

      Nel mentre quelli che emigrano, raccolgono esperienze preziose per ricostruire domani un paese come si deve. Fa bene emigrare, ha ragione Della Luna. Pero' fa bene anche restare. Qualcuno dovra' pur restare, oltre ai militari della Nato. O no? O volete lasciar custodire le case, i campi ed i pollai pure da loro? Vuole trovarsi l'atomica nel pollaio, Della Luna?

      In Sudamerica di solito l'emigrante sostiene chi resta. Fan cosi' a resistere. La corruzione li' esiste eccome. Non e' un'esclusiva italiana. Eppure pian piano si stanno svincolando dalle morse che li attanagliavano in passato. Eran messi molto peggio dell'Italia. Esser pessimisti e' una forma di realismo. Ma non bisogna vedere solo nero nero. Qualche opportunita' di cambiamento c'e', con l'evoluzione.

      Pensateci al meccansimo dell'iniziativa popolare.
      E' contemporaneamente il granello di sabbia che arresta il meccanismo perverso attuale e contemporaneamente rappresenta l'olio lubrificante che fara' andare il nuovo meccanismo di domani.

      ;-)

    1. ottavino 19 dicembre 2013

      Quello che voglio dire è che agli ottantenni che ti ascoltano, dei tuoi comizi non gliene frega nulla. L'unica cosa che gli frega è che gli diano la pensione. E certo che gli è stata toccata, ma proprio per questo hanno paura che gliela toccano ancora,..... insomma renditi conto è che sei in un luogo di gente spaventata....spaventata ma impotente.... che percepisce l'appartenenza alla "categoria" come l'unica salvezza.... è l'anticamera del tutti contro tutti....

    1. alvise 19 dicembre 2013

      Devo correggere, non hai pensionati, ma ai pensionati

    1. alvise 19 dicembre 2013

      Veramente hai pensionati sono state toccate le pensioni, ed agli studenti hanno tolto la possibilità di istruirsi, inteso in senso globale non nello specifico

    1. ottavino 19 dicembre 2013

      la tua analisi è intelligente, per questo ti domando: ma non hai capito dove sei? Ai pensionati basta che non gli toccano le pensioni, agli studenti fateli studiare, ai malati non si può perchè sono malati..... Contrariamente a quello che si dice noi non siamo una società, sei in un luogo che è GIA' macerie.... è GIA' tutto finito.... la società, lo stato sono una finzione...un giorno ci sveglieremo bruscamente a questa realtà

    1. Simec 19 dicembre 2013

      ah, esilarante! sentirmi dare del "rivoluzionario da tastiera" dal solito italiano-grillino-medio, perso nel cazzeggio mediatico vespertino era proprio ciò che ci voleva per espletare le quotidiane funzioni....
      Questi grillini così privi di memoria e di cultura da non sapere che gli stessi slogan sulla loro prestesa suoperiorità etica e culturale, usati da loro oggi, vennero usati, ieri, da tutti i vari "ismi" del "secolo breve".
      E vedere che questi servi sciocchi scondinzolano e si esaltano dietro il clan di un buffone e di un ex Telecom è veramente indicativo del baratro in cui è franata l'italia.
      Delirano di democrazia e di etica mentre il loro movimento è gestito dalle liste di nomi e dai server di 2 dicasi 2 persone! Bella democrazia!
      Quegli stessi 2 che decidono delle varie epurazioni dei dissidenti, che querelano La7, che cacciano l'assessore incinta....e banfano di etica, senza nemmeno il senso del ridicolo...
      La verità è che grillo non parla + di banke e di signoraggio perchè ha paura che lo ammazzino.
      La verità è che dopo 8 mesi di burattini grillini nel palazzo del potere non è cambiato un beneamato cazzo di niente, a parte sempre nuove tasse.
      I grillini sono la foglia di fico del potere, gli sono funzionali, sono il suo alibi migliore. Un potere che ride mentre vede la massa di ingenui babbei che, per l'ennesima volta nella storia, crede all'imbonitore di turno, un imbonitore ormai flaccido e inoffensivo.
      Continuate pure a sognare, cari grillini coi soldi di mammà e papà. Poi quando avrete i diavoli al culo come noi precari, disoccupati o negri di merda che raccolgono le vostre arance, allora capirete che nelle rivoluzioni bisogna incazzarsi e abbattere il nemico. E' prima che si sogna. Oppure dopo. Voi state continuando a dormire, voi che siete "etici" e "morali"...credo che fra poco vi sveglierete anche voi, quando questo euro-nazismo monetario, di cui il vostro padrone si guarda bene dal parlare, non crollerà, sotto il peso delle sue contraddizioni.

    1. Georgios 19 dicembre 2013

      Mi scuso per l'ingenuità, ma mi sembra che Marco sia dalla e non della Luna.

      Com'è possibile fare un'analisi perfetta per arrivare poi a delle conclusioni tanto disfattiste e autolesioniste? Spero non lo faccia a posta.

      Cioè, se ho capito bene, ci sono dei popoli che possono cambiare le cose e altri che non possono? E' questione di DNA? E il 48 dove e' incominciato? In Mongolia?

      E poi emigrare dove? Forse in Cina che ci sono opportunità di lavoro, eh?

      I poteri ribaltati nel passato erano forse più miti nel reprimere? O forse dobbiamo prima aspettare la rivoluzione degli americani? La rivoluzione con la catena di commando. Roba da ridere.

      Finora aspettavamo l'arrivo della rivoluzione dal terzo mondo. Ebbene, il terzo mondo e' qui. Siamo noi ora il terzo mondo.

      Smettiamola di piagnucolare e implorare per l'apparizione di Gesù nelle vesti del leader e prendiamoci le cose in mano. Non paghiamo più niente tanto non salveremo niente pagando.

      Forse non riusciremo a fare la rivoluzione, forse non avremo salva neanche la pelle.

      Avremo però salva la dignità.

    1. SeveroMagiusto 19 dicembre 2013

      Posso aggiungere un altro paio di termini, tanto per aumentare il piatto? Allora butto là "golpe" e "guerra civile". Sono opzioni improbabili ma da non sottovalutare.

    1. Georgios 19 dicembre 2013

      Come sempre hai centrato il bersaglio. Congratulazioni Jor-el.

      Un suggerimento: Adesso che e' inutile scioperare non sarà mica il caso di autogestire?

    1. Simulacres 19 dicembre 2013

      Daccordissimo, sottoscrivo!

    1. Simulacres 19 dicembre 2013

      Ottima analisi.



      ps.
      il "rivoluzionario"di casa nostra nella storia, quanto a chiacchiere, è secondo mai a nessuno (vedi simec)! E' la sua storia, il suo destino...



      Ma oggi è ancora peggio. oggi basta una tastiera e uno specchio dove possa ammirarsi, ed è una tiritera a tiratura infinita fatta di specchi d’aggregazione per il più gran numero possibile di "rivoluzionari" bla bla.



      D'altro canto, una simile genia sociale non può che generare necessariamente contraddizioni sociali corrispondenti; altrimenti non si spiegherebbe per quale altro motivo il popolo italiota riproduce sistematicamente, a sua vergogna, immagine e somiglianza, una così prodigiosa classe politica e intellettuale meschina, quale la nostra, senza mai un'insurrezione possibile!



      A questi rivoluzionari da tastiera, vorrei tanto sottolineare che le rivoluzioni, così concepite, hanno sempre fatto una brutta fine, e questo per due ragioni, una perchè sono sempre state sollevate e finanziate dall'"alto" e poi perché si partiva per abdicare un padrone e di finiva per sostituirlo con un altro, E' una vecchia attitudine sempre nuova.



      Quindi, prima di dare del pagliaccio a Grillo, anziché lanciare continui prolcami "rivoluzionari" e poi correre allo specchio per ammirarvi, fareste bene a darvi una lavatina alla coscienza e poi magari "rispecchiarsi" su chi è più pagliaccio o più rivoluzionario. Senza mai dimenticare che una Rivoluzione, specie quale sembra essere quella di Grillo/M5S, ovvero Etica e Culturale, bisogna giudicarla almeno vent’anni dopo!



      Non so come andra a finire, sembra solo un bel sogno ma mi piace sognare.., ma è incontestabile il fatto che l'avvento del M5S è una sorta di rivoluzione culturale che parte dal basso; ergo, la più grande occasione di riscatto che a un popolo storicamente coglione, suddito, cialtrone e corrotto nel corpo e nell'animo, quale il nostro, poteva capitare.

    1. Notturno 19 dicembre 2013

      Bella la distinzione tra rivoluzione e rivolta. Complimenti.

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