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L'ICONA STEVE JOBS

DI GIANLUCA BIFOLCHI
subecumene.wordpress.com

L’annuncio della scomparsa di Steve Jobs ha dato il via in America a un’alluvione di commenti improntati ai toni del cordoglio nazionale. Lo stesso sta accadendo in queste ore fuori dai confini degli USA. E’ in atto, a quanto sembra, una beatificazione laica dell’inventore dell’iPod per gli eccelsi meriti da lui accumulati nella sua esistenza terrestre.

La mia ironia non è in contrasto né col rispetto che si deve a un uomo prematuramente scomparso né con l’ammirazione che dovrebbe suscitare l’esempio di una vita così evidentemente ben spesa. E’ piuttosto una lente di ingrandimento per guardare tra le pieghe dello statuto delle merci nella società contemporanea.Non posso fare a meno di tracciare un legame tra la sensazione che accompagna questa morte e l’atteggiamento di frenesia consumista che denota quanti fanno la fila davanti agli Apple Store la notte prima della messa in commercio di un nuovo prodotto (o per l’inaugurazione di un nuovo punto vendita, come è accaduto di recente a Bologna). Una buona notte di sonno dovrebbe ben valere il ritardo di qualche ora, o addirittura di un giorno intero nel mettere le mani sull’agognato iPad, se non fosse l’evento in sé e non la transazione commerciale ad attirare i clienti. E’ una ritualità di portata globale — ben oltre quella dei credo religiosi — che permette all’avventore di credere di aver trasceso la propria natura di consumatore per affiliarsi a una comunità spirituale.

Steve Jobs era il gran sacerdote di questa Chiesa. E non conta nulla di fronte alla forza dei simboli l’opinione di quelli come me che credono che chi si è distinto in un campo come l’elettronica di consumo vede il suo credito verso la società andare in pari quando il cliente fa addebitare sulla propria carta di credito il controvalore della merce che si porta a casa. E particolarmente se si possiede una compagnia come la Apple non particolarmente nota per la sua politica di prezzi popolari.

Il mito di Steve Jobs si è consolidato durante la sua lunga lotta contro il cancro al pancreas, anni peraltro molto operosi e densi di soddisfazioni professionali per lui. L’iconografia impostasi nei media – spesso con foto di grande formato, ben diverse dal mezzobusto canonico che si riserva ai politici – era quella di un magro signore di mezza età, di bell’aspetto, con barbetta, occhialini e dolcevita scura che lo facevano sembrare molto più simile a un professore universitario di matematica che al fondatore di una delle più potenti compagnie commerciali del mondo. Meno che mai assomigliava a un pescecane di Wall Street, look al quale ha finito per adattarsi persino Bill Gates, il “ragazzo prodigio” di Seattle.

Quest’immagine era per lo più pescata dai workshop in occasione del lancio di un nuovo prodotto, in cui Jobs prendeva la parola di fronte al mondo in nome della Apple. E se si tiene conto dell’ossessiva attenzione ai dettagli con cui viene preparata questa delicata fase del marketing è difficile credere che Jobs non fosse il creatore della propria icona così come era il creatore dell’ iPhone.

Non gliene faccio una colpa, ma è impressionante la permeabilità dei media a questi messaggi e la loro disponibilità a riprodurli esattamente come sono stati concepiti dalla mente strategica che li ha assemblati ed emessi (stamattina l’homepage del Fatto Quotidiano presentava un cubitale primo piano di Jobs).

Io credo che un’economia in cui il valore di scambio delle merci si distanzia sempre più dal loro valore d’uso per incorporare valori simbolici ampiamente manipolatori non sia una buona economia, perché compromette la nostra capacità di valutare razionalmente l’importanza delle risorse. Questo è un serio problema in un’epoca che ci pressa con la necessità di riconvertire la nostra economia in senso sostenibile.

E poi io uso il PC.

Gianluca Bifolchi
Fonte: http://subecumene.wordpress.com/
Link: http://subecumene.wordpress.com/2011/10/06/licona-steve-jobs/
6.10.2011

Pubblicato da Davide

  • Kazonga

    Bell’articolo, Bifolchi, anche se io uso comunque il MAC…. 😉

  • skilly

    Condivido il tuo pensiero, anche se amo i folli rivoluzionari…grazie per la tua analisi del fenomeno Apple

  • Tao

    Il “genio” che ha rivoluzionato il mercato globale non c’è più.Steve Jobs,56 anni “visionario” imprenditore e informatico famoso mondialmente per il marchio Apple e i suoi vari prodotti:Ipod,Ipad,Iphone,computers ecc.Lutto globale per i mass media,l’economia globale e per le nazioni capitaliste(anche il premio Nobel della Pace mr Obama ha ricordato il “genio visionario”).Anche sul web si condividono link su questa figura così importante del XXI secolo,i suoi “indimenticabili”discorsi(ma come si suol dire tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare).

    Addio Steve, addio.
    Rispetto per la persona che non c’è più ma quello che voglio che si ricordi su di te,Steve,non sono solo i tuoi affascinanti discorsi,le tue “geniali” idee o i tuoi faraonici prodotti, ma anche i metodi usati dalla tua azienda per arrivare al successo e al coronamento della tua carriera:sfruttamento di uomini, donne e bambini in Asia, schiavismo legalizzato e censurato,suicidi di lavoratori indotti dalle pessime condizioni nelle fabbriche/prigioni della Foxconn dove i tuoi sogni tecnocratici hanno preso vita.E mentre tu sarai ricordato,pianto, celebrato dai tuoi milioni di clienti sparsi nel globo,chi mai dirà una parola per tutti i morti dovuti all’avidità della tua impresa(ah certo,solo “effetti collaterali” del Sistema), o per la violazione di diritti basilari,la giornaliera repressione routine quotidiana per la Apple (e che dire di quei tuoi operai arrestati solamente per presunta diffusione di dettagli sull’Ipad 2).

    Intanto il tuo ex amico-nemico Bill Gates si è dichiarato “davvero addolorato di apprendere” della tua morte ma chissà perchè il signore in questione non si è mai dichiarato “addolorato” per le violazioni dei diritti,le violenze e le guerre con cui si è arricchito,”dettagli” nascosti dal suo “impegno” nella sedicente “organizzazione umanitaria” Fondazione Bill and Melinda Gates, in realtà paravento della Monsanto (famosa per Ogm,Agent Orange, e molto altro ancora) e vicina all’indutria farmaceutica e a petrolieri.Bye Bye.

    Salvatore Santoru
    Fonte: http://informazioneconsapevole.blogspot.com
    Link: http://informazioneconsapevole.blogspot.com/2011/10/laltra-faccia-dellapple.html
    6.10.2011

  • maremosso

    Apple, Iphone, Ipod, Ipad, tutta una serie di prodotti venduti per il valore estetico e modaiolo che espletano funzioni paragonabili ad altri prodotti di costo tre volte inferiore. In vita mia non ho mai avuto la necessità di acquistare un MAC nè mai nessun utilizzatore è riuscito a dimostrarmi di poter fare qualcosa di essenziale che ad altri PC era negato. L’apoteosi del marketing d’immagine.

  • Tonguessy

    Rilancio la mia domanda: siamo sicuri che il mondo senza Jobs sarebbe stato peggio?

  • viga

    Nessuna lacrima, nessun post su facebook, nessun ricordo per le decine di operai suicidati negli ultimi mesi nella megafabbrica da 400.000 operai del terzista cinese che produce per la apple tutti i gingilli elettronici.

  • RicBo

    Per quanto può valere la mia opinione di informatico qui:
    Jobs ha il merito di aver rivoluzionato il concetto di personal computer, con il MacIntosh. E’ fuori dubbio che senza quell’idea il mondo non sarebbe lo stesso oggi (questo come risposta a Tonguessy)
    Per altri versi, Jobs è uno degli artefici dell’esplosione del concetto di ‘logo’, dell’immagine commerciale, dell’oggetto elettronico come status-symbol e via discorrendo. Per alcuni è un merito, per altri (come me) non lo è. Ma non è il momento di discuterne ora a cadavere ancora caldo.

  • GRATIS

    Jobs ha fatto un buon business. Ma non ha cambiato la vita di nessuno. Non fosse esistito lui ce ne sarebbe stato un altro e lo stato di consumo tecnologico sarebbe stato lo stesso.

  • GioCo

    E’ fuori dubbio che senza quell’idea il mondo non sarebbe lo stesso oggi (questo come risposta a Tonguessy)

    In effetti è vero: probabilmente avremmo un mondo fatto di PC più intelligenti e meno costosi, magari senza wisgnops, che ricordo vive grazie al buon Bill che si è comperato con “i suoi soldi” una parte della Apple, creandosi un competitore “finto” che deve pure avergli reso bene. Ovviamente così ha fatto la figura “filantropo”, evitato l’antitrust ed eliminato un concorrente sleale come lui. Vecchio “buon” Gates, come Jobs se non ci fossi stato tu, eh?! Ad ogni modo oggi il mac è un assemblato furbo di materiale scarso che ricicla software a buon mercato (Open Source) con una rinnovabilità tecnologica prossima allo zero (forse l’unico vantaggio perché lo rende rivendibile con poca obsolescenza).
    Per ciò Apple è il trionfo del nulla che copre orrori smisurati, come molti trionfi dell’era moderna. Un rapido confronto di un iPod con un serio lettore mp3 farebbero vergognare chiunque dell’acquisto. Soprattutto se si aggiunge la spesa, personale, sociale, ambientale e umana che quell’apparecchio infernale è costato. Almeno altri apparecchi hanno la decenza di essere tecnologicamente all’avanguardia.
    Per quanto riguarda i mac non comprendo proprio a chi possano piacere, a parte chi non ha sufficiente cultura informatica, ha interessi oggettivi da difendere o ha il cervello fritto. Quelli che si salvano sono i pochi professionisti che per motivi pratici e di mercato “sono obbligati” al suo uso. Come me.

  • dana74

    bell’articolo Bifolchi, ma è importante sottolineare che quest’uomo è anche sfruttamento e suicidi di lavoratori che è una orribile doppia faccia, ma va denunciata a caratteri cubitali.

  • dana74

    come nell’altro articolo postato da Tao

  • Tao

    La rete gronda lacrime e citazioni, Facebook oggi è ingolfato di post che piangono la morte del guru e ripropongono – anche con un eccesso di retorica – il celebre discorso di Stanford e le frasi che già da tempo circolavano su internet come il mantra della nuova era digitale, il vangelo uscito dalla bocca di un grande innovatore, ma anche di un gran furbo.

    Jobs ha creato schiere di fanatici facendo diventare business e ideologia il pensiero ribelle e lisergico degli anni ’60, dal quale proveniva. Ha inventato prodotti, marchi e uno stile che hanno fatto di lui l’Armani della tecnologia, un genio dell’innovazione e dell’eleganza, ma allo stesso tempo ha utilizzato l’armamentario libertario e sessantottino con il malcelato intento di intruppare tutti noi consumatori all’uso esclusivo dei suoi prodotti.

    Da un lato predicava di “pensare differente”, di mordere la mela del peccato originale che ci rende liberi e non sottomessi ad alcuna divinità, come lui ha fatto nella vita, ma dall’altro ci ha voluto tutti allineati e omologati all’uso dei suoi prodotti, belli ma chiusi, funzionali ma esclusivi, comodi ma impermeabili ad altri software e ad altre tecnologie, ma soprattutto sempre carissimi.

    Ha predicato l’anticonformismo e il pensiero laterale ma ha finito per produrre in legioni di seguaci invasati il conformismo dell’anticonformismo, una trasgressione di massa un po’ bovina, in cui si è fuori dagli schemi, ma in compagnia di miliardi di persone.

    È stato un genio, ma non senza ricavarne un profitto. Come quei santoni che ti vendono la ribellione e l’uscita dall’asservimento, accompagnandoti verso un’altra dipendenza, facendoci su anche un bel pacco di soldi.

    Spiace dirlo in mezzo a questa alluvione di retorica, ma la libertà non è Jobs, che con una mano ci vendeva il sogno di una vita tecnologica leggera e facile, seducente e trendy, ma dall’altro ci obbliga a usare prodotti che comunicano e funzionano solo tra loro e accessori costosi e non sostituibili con qualcosa di analogo che non abbia una mela stampata da qualche parte.

    I simboli della libertà tecnologica e della rete restano Mozilla e Wikipedia, l’open source e gli strumenti che si adattano e dialogano con le altre tecnologie, non il mondo isolato e protetto della Apple, per quanto esteticamente glamour.

    Giuseppe Morello
    Fonte: http://affaritaliani.libero.it
    Link: http://affaritaliani.libero.it/mediatech/la-libert-non-jobs-ma-mozilla061011.html?refresh_ce
    6.10.2011

  • Tonguessy

    Non si tratta qui di constatate che il mondo così come lo conosciamo sarebbe stato diverso senza Steve. Fin qui, credo, non esiste dubbio alcuno.
    La vera domanda rimane: sarebbe stato migliore? Qui entra in ballo l’idea di cos’è “meglio”. Meglio griffato ed hi tech? O meglio a buon mercato e senza troppi fronzoli? Personalmente uso un cellulare vecchio di n generazioni. Non fa foto, non fa filmati, non si connette ad internet, non accorda la chitarra, non fa nulla se non telefonare. Ha ancora la batteria originale di quando l’ho comprato nel 2003. E, pensa un po’, non sono nemmeno convinto che i cellulari rappresentino il Bene tout-court. Friggono il cervello, com’è stato ampiamente dimostrato. Se poi diventano oggetti-culto, lo friggono con l’estasi dell’arrostito. Grazie Steve.

  • victorserge

    non conosco l’informatica. non conoscvevo steve jobs.
    ma il suo slogan “siate folli” ha un significato molto preciso: esso è un esortazione a vivere la vita interamente nella sua complessità e nella sua contraddizione; d’altronde è un messaggio che non è diverso da quello che altri geni hanno evocato nel passato.
    avrei voluto vedere se, per esempio, un leopardi, un marx, un nietsche avrebbero potuto esprimersi attraverso il mezzo televisivo e raggiungere con il loro messaggio la vastità grande del mondo; il mondo forse sarebbe stato migliore di quanto non lo sia ora.

    dal punto di vista politico è chiaro che egli è un frutto del sistema, ne era un prodotto assolutamente consapevole che non si è sottratto alla legge della domanda e dell’offerta visto che era l’unico mezzo per raggiungere il successo; lui ha sfruttato un opportunità che è in pratica il suo messaggio: sfruttate con le vostre capacità le vostre opportunità.
    in un certo senso è la stessa esortazione che marx rivolge al proletariato: sfruttate le vostre capacità e le vostre opportunità, non avete nulla da perdere e tutto da guadagnare.
    anche gramsci esortò il proletariato dicendo:”abbiamo bisogno di tutta la vostra forza, abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza”
    si, non vedo differenze sostanziali tra il pensiero di marx, gramsci e steve jobs; forse cambiano gli obiettivi, ma l’esortazione al miglioramento della specie umana è la medesima.

    jobs ha sfruttato commercialmente la faccenda?
    che qualcuno faccia di meglio se ne è capace.

  • stonehenge

    Ma come cavolo si fa a versare lacrime per uno che:
    A)non conosco, non è ne parente ne amico
    B)E’ la causa dello sfruttamento e la morte di centinaia di bambini cinesi usati per via delle loro manine piccole che ben lavorano con oggetti di tali dimensioni
    C)E’ un massone

    Per carità! ha commercializzato solo una roba che militarmente parlando esisteva già da decenni…sù, va là….

  • stonehenge

    …”di mordere la mela del peccato originale che ci rende liberi e non sottomessi ad alcuna divinità…” Benissimo, sta di fatto che sotto terra siamo finalmente TUTTI uguali.

  • alecale

    Ma non ha cambiato la vita di nessuno . forse non ha cambiato la tua di vita o quella di chi conosci . ma ti assicuro che c è tanta gente che muore per colpa di persone come Jobs.

  • alecale

    GRAZIE SIGNOR JOBS , per avere contribuito al continuo massacro senza sosta del Congo . grazie signor job per creare tutta quella tecnologia che, se usata male serve solo a diventar piu scemi di quello che si è , gia .
    ma soprattutto ,,,, grazie .
    http://www.youtube.com/watch?v=7gCuLuwoovk

  • egoland

    Forse è un po’ off topic, peró visti certi commenti mi viene una curiositá (senza polemica). Sono un soddisfatto possessore di un Mac usato, lo uso principalmente per la musica. Piú le solite cose di routine. Qualcuno potrebbe spiegarmi a grandi linee per quale motivo sarebbe un pacco sopravvalutato, visto che i problemi del pc sono oramai per me un lontano ricordo?

  • RicBo

    Tutte le critiche sulla persona di jobs, le spallucce che molti fanno a proposito del suo famoso discorso a stanford, i miasmi del rancore che si possono sentire uscire da questo articolo e dal 90% dei commenti, tutto ciò fa veramente pena, è la + tangibile dimostrazione di come il nostro paese sia profondamente conformista e distrugga la fantasia, il pensiero divergente, l’umanità. Ci meritiamo tutto.

  • alecale

    guardati il documentario che ho postato riguardo il coltan .

    a me non fa ridere nianche un po sai , e quel tipo di fantasia che va a distruggere la vita altrui , non è utile .

  • stonehenge

    Certo, era un santo.
    era…
    1) massone
    2) sfruttatore di minori cinesi poi indotti al suicidio
    3) chiedere a Wozniak chi è l’inventore e chi il commerciale
    4) senza i-pod non posso vivere…cazzo serve l’i-pod???
    5) vado a vomitare…

  • Truman

    Veramente il Mac a me risulta valido, almeno se il possessore si trova bene. Ha lo svantaggio di un prezzo superiore ad un PC equivalente e minore reperibilità di ricambi.

    Però ha anche una serie di svantaggi teorici che nell’uso pratico diventano vantaggi:
    – minore diffusione
    – minore quantità di programmi applicativi disponibili
    – minori quantità di versioni del sistema operativo e patch varie.
    Questi aspetti si traducono frequentemente in una maggiore stabilità del sistema e in una minore sensibilità ai virus, che compensano ampiamente gli svantaggi.

  • egoland

    Concordo. Anche a me sembra piu’ stabile e intuitivo. A volte ho l’impressione che ragioni al posto mio. Forse e’ per questo che certi “tecnici” ne sono detrattori. Io, che non sono un informatico ma lo uso per fare musica, lo trovo piu’ efficiente. Sarei curioso di ascoltare una voce critica.

  • ComeDonkeyKong

    Bisogna dire che il personal computer è il risultato di un (neanche tanto) lungo processo di maturazione di alcune tecnologie che sono state coltivate da diverse persone più o meno note: Minsky, Wozniak & Jobs, Gates … sono solo alcuni, e secondo me non tutti insostituibili, nel senso che finché parliamo delle grandi menti (Minsky, Turing, von Neumann…) stiamo parlando di persone in grado di esprimere un’originalità creativa che ha molto della loro personalità (benché spesso sia l’espressione di un’epoca culturale). Quando discutiamo di gente come Steve Jobs parliamo di persone di grande acume, che hanno lavorato duramente etc., ma che hanno svolto un ruolo che bene o male poteva essere svolto da molti altri (non da chiunque, intendiamoci), prima o poi. L’ingresso del calcolatore in tutte le case si sarebbe verificato grosso modo negli stessi tempi e più o meno nelle stesse modalità anche se Wozniak (ma perché nessuno ricorda mai il simpatico polacco?), Jobs e Gates non fossero mai esistiti. Non si tratta di un’invenzione vera e propria, ma dell’ultimo passo di un processo già ampiamente avviato.
    Per riprendere l’accenno di discussione che c’è stato qui tra Tonguessy e RicBo, tenderei a riflettere su altro, e cioè: il modo in cui il pc (nelle varie forme fisse e portatili, fino a tutta quella raffica di iStronzate che ha messo in commercio la Apple) è effettivamente entrato nelle nostre vite quotidiane non è forse troppo avvelenato dall’impronta del profitto che porta su di sé? Voglio dire: il calcolatore del tipo che sto usando anch’io in questo momento si è diffuso nel mondo perché può essere impiegato per numerose attività anche da persone che non sono esperti programmatori o ingegneri elettronici, ma è evidente a tutti che la maggior parte di questi non esperti non ha una chiara idea di cosa stia facendo quando usa queste macchine. Ciò accade perché delle persone come Jobs e Gates hanno pensato bene di trarre il massimo profitto dal loro lavoro, un lavoro che ha diffuso i cosiddetti sistemi operativi user friendly sul mercato, arrivando ad imporli di fatto (ad es., nella società in cui chiunque usa un pc, l’email etc, è necessario ad un non esperto apprendere il prima possibile l’uso delle macchine in questione, e non può certo cominciare con un manuale di assembly). A questo punto, però, hanno imposto anche l’opacità dei sistemi operativi (nel caso di Apple è addirittura opaco e inviolabile l’intero pacco hardware-software), il che ha delle gravi conseguenze sui diritti e sull’autonomia delle persone. Richard M. Stallmann e la Free Software Foundation si sono da tempo espressi molto chiaramente in merito, quindi non mi soffermo su questo punto e passo ad un’altra questione, che ad esso si somma, e che riguarda soprattutto la Apple con tutti i suoi affarini eleganti e costosi, e cioè l’alimentazione artificiale dell’obsolescenza tecnologica (che dire, ad esempio, della studiata non-compatibilità di hardware e software tra modelli diversi? E le porte d’ingresso che esigono l’uso di prodotti originali, marchiati, anch’essi non compatibili se pertinenti a modelli diversi?) congiunta con lo stimolo al consumo sfrenato, entrambi propiziati da un fondamentale e voluto offuscamento del funzionamento della macchina e della sua ragion d’essere (questo vale soprattutto per le varie iMinchiate).
    Detto questo, certo mi dispiace che una persona sia morta di cancro, benché non mi fosse molto simpatica, e credo che un posto nella storia dell’informatica se lo sia meritato, per quel che ha fatto agli inizi con Wozniak, ma è certamente squallido l’uso evidentemente commerciale che si sta facendo della sua dipartita, che per i telegiornali sta diventando un buon pretesto per distribuire marchette a Facebook, Google, Microsoft etc, oltre che ad Apple.
    Secondo me, comunque, il lavoro di Jobs, nel suo complesso ha più contribuito a peggiorare il mondo che a migliorarlo.

  • ComeDonkeyKong

    Riporto qui di seguito quel che ho appena notato sul sito di R.M. Stallmann (http://stallman.org/ – vedere al 6 ottobre, nella colonna centrale)

    Steve Jobs, the pioneer of the computer as a jail made cool, designed to sever fools from their freedom, has died.

    As Chicago Mayor Harold Washington said of the corrupt former Mayor Daley, “I’m not glad he’s dead, but I’m glad he’s gone.” Nobody deserves to have to die – not Jobs, not Mr. Bill, not even people guilty of bigger evils than theirs. But we all deserve the end of Jobs’ malign influence on people’s computing.

    Unfortunately, that influence continues despite his absence. We can only hope his successors, as they attempt to carry on his legacy, will be less effective.

  • Truman

    Non casualmente, il clamore per la morte di Steven Jobs ricorda quello che ci fu in occasione della morte del papa Giovanni Paolo II.

    Quando muore il Gran Sacerdote di un’importante religione si alza sempre il clamore e gli adepti si scatenano a raccontare i numerosi miracoli di colui che è salito in cielo. “Santo subito!” dicono in tanti.

    Steven Jobs era gran sacerdote della religione prevalente di oggi, la religione consumistica, ed aveva spinto al massimo i miti del consumo. La mitologia sottostante alla Apple, per quello che posso rintracciare, riporta al mito del superuomo di Nietzsche, (“l’uomo è una corda stesa tra la scimmia e il superuomo”). L’uomo, nella favola per bambini propagata dai mass media, diventa un superuomo grazie ai talismani ed amuleti creati dalla tecnologia. Egli diventa capace di cose inaudite e inconcepibili in precedenza. Così i prodotti di Jobs, concentrati di mitologia/tecnologia, davano il risultato finale di far pagare a caro prezzo agli utenti plagiati i miti incorporati nel talismano o nel grimorio.

    Chiaramente i mass media non possono che santificare colui che riusciva a vendere degli oggetti a due, tre o quattro volte, più di oggetti analoghi aventi lo stesso valore d’uso. La sua capacità di sottrarre denaro ai consumatori, e farli pure contenti di essere stati fregati, era eccezionale.

    Saranno in molti a rimpiangerlo.

    Io no.

    Una nota finale sul titolo dell’articolo: un’icona è un’immagine sacra. Jobs è un’immagine sacra.

  • Truman

    Chiaramente noi non abbiamo bisogno dell’esortazione di Jobs per essere folli ed agire di conseguenza. Abbiamo già il nostro riferimento a don Chisciotte.

  • majinpu

    che disgusto, fate quasi pena. mi viene addirittura di togliere dai miei preferiti comedonchisciotte, da me ritenuto un buon blog contro-informazione. per fortuna l’articolo è stato scritto da una mente (se di mente si tratta) sola (grazie sig.bifolchi, lo posterò ovunque). l’ignoranza dei commenti che seguono il post sembra non fermarsi e fa capire che gli autori delle repliche non hanno propri pensieri.
    ho 25 anni e scusate il mio fanatismo, ma purtroppo (fortunatamente?) uso Mac da quando avevo 3 anni… eh si. sapete, mio padre, possiede un’azienda di etichette tessute, (certo anche lui massone e super dittatore, così tanto che deve produrre etichette per imprenditori italiani che producono tutti i capi di vestiario in cina e sono più di 15 anni che soffre di questo fenomeno. ora vorrei arrivare al punto. fino a 7- 8 anni fa, figuriamoci prima, steve jobs non era conosciuto da nessuno, figuriamoci un sistema apple, e ora lo rimpiange anche vostra nonna su facebook.
    siete così disinformati che non ne capite niente di informatica e, ahimè, state facendo il gioco dei soliti imbecilli, le solite pecore, e non sapete neanche chi sia e di che esperienze ha vissuto per portare avanti le sue ragioni, questo vostro infame pastore.
    mio padre, (nato nel 59) ai tempi, si meravigliava di poter usare una calcolatrice grande quanto un palmo di mano (inizio anni 70 e costavano centinaia di mila lire), all’epoca la tecnologia era quello che era e star trek era un futuro irraggiungibile o…troppo in la’.
    durante un expo del “SIM”, salone musicale nel 1978 , notò molto stupito un TV attaccato ad una tastierista che si animava con strani disegni e scriveva ciao sullo schermo… all’epoca i computer erano grandi calcolatori che eseguivano ordini con dei “cd” fatti di pezzi di carta bucherellati.
    aveva così’ scoperto l’esistenza dell’apple 2 e lui, come pochi altri nel 1980, aveva avuto la VISIONE (ecco mi ritrovo anche io ad usare lo squallido linguaggio propagandato dalla vostra informazione univoca) del possibile futuro per la sua azienda con una “cosa” del genere poteva semplificare procedimenti, stampare velocemente documenti, facilitare un sacco di operazioni con fogli elettronici (che non esistevano ancora) ecc. già’. non esisteva word ne tanto meno excel. era tutto ancora da fare. dopo qualche anno nasce Lisa che, essendo dotato di interfaccia grafica, non viene moto capito. viene seguito poi dal mac, che usa la stessa interfaccia. nel 1987 nasce anche hypercard, con il quale si poteva, tramite un semplice linguaggio di programmazione, sviluppare mini programmi in grado di gestire tutti i dati all’epoca scritti a mano su carta e gestire tutto con dei semplici click da chiunque negli uffici. basti pensare che usa ancora questi programmi ora, 24 anni dopo. mio padre ha avuto anche il potere di influenzare i fornitori di macchine per tessere e rivoluzionare il settore del tessile, traendone zero profitti, lo ha sempre preso in quel posto, non è mai stato avido a differenza di chi gli bazzicava intorno. mi viene da ridere quando me lo ricordo agli inizi dei 90 parlasse e dimostrasse a chiunque la potenza di internet. spesso la gente si girava dall’altra parte, non capendone niente, marchiandola come una tecnologia inutle e ora si ritrova nel cesso a chattare piuttosto che guardare un porno, non capendone niente di computer ed elettronica in generale.

    d’altronde, quando a metà degli anni novanta tutto era grigio, nel 95 usci’ il primo imac con una copertura in plastica trasparente, seguito poi da ferri da stiro, accessori da cucina, gadget di qualsiasi genere e tipo, prendendo spunto da questa “rivoluzione”. non ricordate? io si, ce l’ho ben presente. che sia stato importante e fondamentale non lo so ma ha influenzato il mondo intero, e per tutti voi ne sono sicuro, steve jobs e un “apple” all’epoca era solo un grande punto interrogativo e chi usava un pc e lo conosceva per chissà quale stupida conoscenza lo odiava già all’epoca, solo perchè il mac faceva schifo, era troppo caro (perché’ non ancora prodotto in cina o in india) e non poteva fare girare alcuni programmi, e qui non mi voglio dilungare, magari nel prossimo post.

    ricordatevi che se due cretini rinchiusi in un garage più di 30 anni fa non avessero introdotto il personal computer, ho l’impressione che non saremmo qui TUTTI a scrivere e a cambiare con due parole scritte a caso l’opinione di più gente con due click. guardatevi questo video http://video.google.com/videoplay?docid=-5144094928842683632 ispirato da questi…visionari
    che visione e? e pensare che all’ultima presentazione dell’iphone il pezzo forte era siri, interfaccia di comunicazione vocale. la dove tutti hanno fallito, ahime per voi apple ha già passato il successo (si purtroppo sono anche io visionario sarà una malattia, almeno detto questo potrete insultarmi) ma soprattutto nell 86, si guardava solo ciò che 25 anni dopo fu reso realizzabile.

    e poi che dire, acer samsung lg motorola sony panasonic ibm philips nokia hp ecc ecc eccetera, dove producono? è ovvio che quando devi avere a che fare con dei pescecani che usano tecnologia di basso consumo per spendere meno, vendere di più e schiacciarsi l’uno con l’altro, e ogni tanto fanno uscire un pezzo di tecnologia senza alcun tipo di vera innovazione, (e spiace dirlo ma se il mondo va in una determinata direzione) è facilie attribuire le colpe ad una persona, tipico della nostra critica.

    rimango a vostra disposizione, vi darò due lezioni di storia e informatica, devo evitare conati di vomito.
    Usa pure PC e goditelo fino in fondo.

    PS Steve Jobs non e’ stato un inventore. e’ stato una persona che aveva delle idee ed e’ stato in grado di trovare persone capaci che hanno reso possibile, guidate con lui, la realizzazione di sogni.

    mi viene da pensare che chi ha scritto questi articoli diffamatori, risiede in mezzo ad una giungla con una stufa ad olio e comunichi usando una cabina telefonica a gettoni nel centro città più vicino, in effetti è certo che no, siamo su internet (certo che non voglio attribuire la l’invenzione di internet a steve, voglio proteggermi da contro risposte ignoranti)

    io sono qui
    paolo

  • manrix

    A quanto pare era anche un genio quando si trattava di sfruttare fino al suicidio i suoi operai alla Foxconn

    lo sfruttamento del lavoro rende eccome

    buona domenica