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LIBIA. RIVOLUZIONE COLORATA O NO ?

DI DEBORA BILLI
petrolio.blogosfere.it

Molti mi chiedono un’opinione su quello che accade in Libia. Rivoluzione colorata o no? Chi c’è dietro? Grazie per la stima, ma confesso che per una volta non riesco a formarmi un’idea precisa. Non sono in grado di costruire una teoria, io che ho sempre una teoria pronta per ogni cosa. Succede.

Allora ho pensato di farvi partecipi dei miei pensieri in libertà. Di quello che ho notato in particolare, di quello che ci propinano, della schizofrenia dei messaggi che arrivano. Così potrete non farvi un’opinione pure voi. E’ importante, certe volte, riuscire a non averla.

Ecco cosa ho sentito.

10 mila morti. Un po’ come i ventimila morti alle Torri Gemelle?

300 mila futuri sbarchi. Allo sbarco in Normandia parteciparono “solo” 150 mila soldati, fa notare Pietro Cambi, in tutto il Nordafrica non esistono neppure natanti a sufficienza.

Le fosse comuni. Ho detto già quel che dovevo.

– I miliziani che uccidono i feriti in ospedale e stuprano la gente “casa per casa”. Ricorda tanto la faccenda dei neonati strappati alle incubatrici dai soldati di Saddam: si scoprì che era stata “fabbricata” da un’agenzia di pubbliche relazioni.

I mercenari col cappello giallo. Ora, io non mi intendo di mercenari: ma vi pare possibile che vadano in giro a massacrare la gente indossando un cappello giallo canarino, in modo da farsi riconoscere a 500 metri… anche dalle telecamere?

– Le sparate di Gheddafi: Al Qaida mette la droga nello yogurt. Davvero, ha detto così. O almeno credo.

– I mercenari italiani aiutano i ribelli (Gheddafi).

– Gli aerei italiani aiutano Gheddafi (i giornali).

– Gheddafi, forse, può essere, usa le armi chimiche sulla sua istessa popolazione. Ma anche no.

– Al Qaida avrebbe stabilito un emirato islamico nel cuore del deserto, comandato da un terrorista transfugo di Guantanamo. Giuro, l’ha detto un ministro libico, non è un raccontino di Stefano Benni.

Il rais ha minacciato di chiudere i rubinetti del petrolio.

I ribelli hanno minacciato di chiudere i rubinetti del petrolio.

L’ENI (forse) chiude i rubinetti del petrolio. Ma insomma, chi è che controlla questi benedetti rubinetti del petrolio?

– Ieri sera, ad Anno Zero, hanno applaudito una bandiera monarchica. Quella del cirenaico re Idris. Stiamo diventando anche monarchici?

– Ieri sera, ad Anno Zero, hanno intervistato uno dei “coraggiosi giovani”, i rivoluzionari di Internet. Dove se ne sta? In Svizzera.

– Ieri sera, ad Anno Zero, Luttwak ha detto che i dittatori amici dell’America si distinguono perché la loro polizia non può sparare sulla folla e commettere efferatezze. Si, infatti, come anche Pinochet.

Ora sapete anche voi come mai, in tutto questo teatrino dell’assurdo, sia impossibile farsi un’opinione. A differenza di ciò che accadde in Egitto, Paese apertissimo e con milioni di contatti all’estero, oltre che con una vivacissima vita in rete, dalla Libia non esce quasi nulla di credibile. Esistono tre o quattro siti e blog come questo, ditemi voi se vi sembra una cosa messa su da attivisti o un sito commerciale di professionisti. Oltretutto non si sa chi siano. Perché dovrei considerarlo una fonte attendibile? In base a cosa? Il Giornale ha fatto questo interessante servizio, vi consiglio di leggerlo fino in fondo.

Per par condicio, vi consiglio poi anche un paio di letture “communiste”: Loretta Napoleoni che se la ride su Al Qaida, e Megachip che (finalmente!) ci racconta come la rivolta sia in realtà una guerra civile, tra la Cirenaica, regione storicamente ribelle, e il governo centrale che i suoi appoggi tra la popolazione li ha eccome.

Tirando le somme, la sensazione è quella che no, non si tratta di rivoluzioni colorate ma di rivolte spontanee. Ma che in tutta fretta si sta cercando di “colorare” in corso d’opera, magari con un intervento militare interforze là dove serve, per motivi “ umanitari“. Sia mai che siano le popolazioni a decidere chi le dovrà governare: si sa, le popolazioni sceglierebbero sicuramente sbagliato. Con buona pace delle “rivoluzioni per la democrazia”.

Una piccola teoria, infine, ce l’ho: ma è catastrofista e apocalittica. Stanno cadendo regimi antichi, retti da governanti anziani, stanchi, corrotti. Vanno tutti sostituiti in fretta con politici giovani, forti e affidabili, prima che sia troppo tardi e succeda quel che ha da succedere.

Ma è una teoria sicuramente stupida.

Debora Billi

Fonte: http://petrolio.blogosfere.it/
Link: http://petrolio.blogosfere.it/2011/02/libia-rivoluzione-colorata-o-no.html
25.02.2011

Pubblicato da Davide

  • tres1219

    Hai dimenticato una moglie di Gheddafi, che camuffata, faceva shopping a Vienna! 🙂

  • lanzo

    A parte il fatto che i morti delle torri gemelle, sarebbero 3000 e non 20 mila.

    Mi e’ piaciuto l’intervento di La Russa: Mi ha fatto piacere che non ci sono stati episodi ove la gente bruciava bandiere americane o israeliane. Ma che vuol dire ?

  • tres1219

    Intanto ti traduco questa frase: “- 10 mila morti. Un po’ come i ventimila morti alle Torri Gemelle?”

    Non so se ricordi, ma nei giorni successivi all’11/9 si parlava di decine di migliaia di morti, poi verificati, circa 3000.
    Con quella frase voleva dire questo: i 10 mila morti della Libia sono probabilmente un’esagerazione come lo è stata la stima iniziale riguardanti le torri gemelle. 🙂

  • levred

    Il nostro La Russa gongola per il fatto che non si bruciano più le bandiere americane o israeliane ma a sentire molti libici, grazie all’avidità miope delle posizioni del nostro paese che ha sostenuto la tirannia di Gheddafi, è probabile che bruceranno le bandiere italiane.
    Francesi e Inglesi si sfregano le mani perchè saranno loro in primo luogo seguiti dagli spagnoli ad avere le commesse che si negheranno all’Italia.
    Egiziani, Tunisini e Libici scopriranno presto che la loro presunta rivoluzione è pronta a cambiare tutto perchè non cambi nulla.
    Basta guardare i ministri libici compromessi fino al collo con il regime, assieme agli ambasciatori della Libia nel mondo, che saltano dalla nave che affonda e si propongono come propugnatori a scoppio ritardato del cambiamento.
    Il Gattopardo servito assieme al cous-cous.

    levred

  • terzaposizione

    Lanzo le prime voci incontrollate davano 20/30mila morti nelle Twin Tower.
    LaRussa intendeva dire che l’insurrezione non sembra influenzata da fanatici integralisti nemici delle 2 illuminanti democrazie citate, nè dai soliti anarco-antagonisti leonkavallini radikal-chic.
    Luttwak è veramente la 5essenza del berlusconismo in quanto a menzogne.

  • Nemesi

    Si ha la netta sensazione che gli americani e la brillante CIA non solo non avevano avuto sentore della rivoluzione Libica, ma addirittura sono stati tagliati fuori da qualunque possibilità di avere un governo amico.
    Che se ne dica e malgrado la buona volontà e i sacrifici dei Tunisini e degli Egiziani, per ora in quei paesi non è cambiato nulla e l’occidente e l’america ha salvata tutti i suoi “referenti”, come dire “tutto è cambiato perché nulla cambi”.
    La situazione Libica è più intricata in quanto gli USA hanno addirittura la possibilità di conquistarsi uno stato che prima era fuori dalla loro orbita.
    Questo spiega perché gli Stati Uniti, cercheranno di sfruttare le divisioni interne dei Libici (ma devo andare molto vicino a far scoppiare una guerra civile dagli esiti incerti) per infilarci una propria forza “umanitaria”, anche se in sincerità la vedo una mossa ardua, i Libici odiano Inglesi e Americani e in quanto agli Italiani (sempre molto volenterosi) mi sà che non sarebbero accolti bene.
    Nel frattempo al mondo sta sfuggendo che nella Baghdad liberata dagli USA ci sono stati 5 morti durante le manifestazioni e nel Barheir l’esercito ha fatto sgombrare con la forza la Piazza delle Perle e ci sono state decine di morte e centinaia di feriti.

  • Sokratico

    Anche io ho la sensazione, come l’autrice che le cose non siano proprio limpide.

    Le ipotesi sono di due tipi, diciamo:

    – una ampia manipolazione, cioè influenze esterne (occhio e croce americane ma anche altri hanno da guadagnarci) sia nella pianificazione del pretesto che nella gestione mediatica.

    – una manipolazione “opportunista”, cioè l’intelligence USA e ISraeliana che è saltata sull’opportunità di perdere un nemico, dopo aver perso un amico (Mubarak), con manipolazione di media e, chissà, qualche aiutino economico-logistico-diplomatico.

    Direi che la seconda è più probabile.
    In fondo negli ultimi 10-15 anni gli USA sono stati davvero ossessionati dal problema delle scorte di petrolio. La Libia, come il Venezuela e soprattutto l’Iran, sono in cima alla lista dei problemi, per Obama.

    Ma mi aspetto di tutto…

  • vimana2

    Gheddafi sa che ci sono in programma sanzioni e anche operazioni ” umanitarie “, sa che nn potrà usare l’aviazione e la marina in tal caso.
    Quindi a questo punto dovrebbe arrendersi.
    Se così facesse il petrolio resterà ai libici, nn ci sarà spargimento di sangue e forse avrà anche la vita salva anche senza scappare, magari con un processo.

  • buran

    Segnalo: servizio di Nigro sul sito di Repubblica da Tripoli (pare) con immagini video evidentissimamente farlocche. L’aereoporto mostrato è quello di Malta, la città presidiata dai militari è Beirut (immagini di qualche anno fa), fra l’altro piena di bandiere libanesi.

  • nettuno

    Per capire occorre prima leggere http://marcomessina.wordpress.com/2009/11/22/le-rivoluzioni-colorate-e-le-origini-della-terza-guerra-mondiale-seconda-parte/ . Lo stallo in medio oriente, con l’indeterminazione di attaccare o non attaccare l’Iran, ha sdoganato la mossa Freedom House, da cinque anni tenuta in coltura nell’Africa del Nord e in altre parti del mondo, per rimodellare equilibri politici. In guerra capita di dover alzare un polverone tattico, anche se non se ne conosce obbligatoriamente gli esiti. Poi si sfrutta l’evento caotico – pseudo rivoluzionario, secondo le circostanze che si presenteranno. Ecco perché non è possibile fare previsioni al momento . Le condizioni di criticità sociale delle popolazioni del Nord Africa c’erano tutte (sovrappopolazione, lavoro, aspirazioni di vita ecc.) e quindi come in un bosco, nei momenti di siccità e di clima torrido-estivo , è stato facile appiccare l’incendio con il telecomando Internet . Da tenere presente , che sul territorio, da anni operano organizzazioni non governative che seminano le condizioni per le rivolte, e per le divisioni etniche se ci sono, come è facile riscontrare la presenza di dette ONG nella rivoluzione colorata in IRAN attivate da diversi anni , col presupposto dei diritti. Così e stato fatto su più fronti nell’Africa del Nord contando su un effetto contagio e che c’è stato. Il NUOVO ORDINE MONDIALE segna un punto a favore. La crisi economica europea e del dollaro americano, passano in secondo piano e i sistemi finanziari corrono a trarre beneficio, giocando sul rialzo del petrolio.
    L’attuale destabilizzazione in corso in Medio Oriente è una mossa disperata mirante a eliminare il cuscinetto mediorientale, isolare le due superpotenze in ascesa e costringerle ad accettare il proprio posto in un ordine mondiale unipolare che abbia New York e Londra al proprio centro. Il tentativo è questo, l’esito non è scontato, ma ci stanno provando.

    La Libia è l’ultima di una lunga serie di nazioni mediorientali che sono state destabilizzate e costrette ad affrontare un cambio di regime sostenuto dall’Occidente. Con i media corporativi a larga diffusione intenti a porre in essere incredibili azioni di propaganda, con l’esercito di blogger del Dipartimento di Stato americano a coordinare sul terreno le rivolte, con un numero prossimo allo zero di notizie provenienti dal paese avallate da qualche conferma, sembra che il grande paese nordafricano sia destinato ad essere smembrato nel più totale silenzio. A differenza dell’Egitto, dove Mohamed El Baradei (http://landdestroyer.blogspot.com/2011/02/who-are-egypts-protesters_09.html) , fiduciario del Gruppo Internazionale di Crisi americano, parlava tutti i giorni con i reporter internazionali, e dove Al Jazeera forniva una copertura televisiva 24 ore su 24, la Libia è praticamente un buco nero. I media si limitano a riportare i sentito dire dei blogger “libici” e dei manifestanti presenti sul posto. Le virgolette pettegole che punteggiano i rapporti diffusi dalla BBC e da Al Jazeera e la litania di chiacchiere senza contenuto, indicano che questa “rivoluzione” verrà data in pasto al pubblico nel più fasullo e inconsistente dei modi. Sfortunatamente, poiché nel corso di una crisi noi tutti dipendiamo dall’affidabilità dei media corporativi, e considerato che la stessa BBC è un importante membro corporativo del sinodo globalista Chatham House (http://www.chathamhouse.org.uk/membership/corporate/major_corporate_members_list/ ) Quello che accadrà dipende dalla scacchiera mediorientale e dalle forze estere che possono entrare in campo, Russia , ma anche Cina, attraverso influenze commerciali.

  • gelsomino

    Ci crediate o meno Allah o semplicemente Dio sta intervenendo per scacciare il Male.

  • Luka78

    Complimenti per l’articolo, Debora.
    Purtroppo ( poi spiego il perchè del purtroppo ) hai avute le mie stesse impressioni, cioè:
    – o le rivolte sono state manipolate sin dall’inizio;
    – oppure, a rivolte scoppiate, sono state appropriate da chi di dovere.

    Quello che è certo è il caos generato e, con questo, tutto quello che può scaturire in una situazione del genere. A partire dall’aumento del petrolio.

    Prima ho detto purtroppo riferendomi alle impressioni perchè, vedendo esseri umani dare la vita per una nazione migliore, mi dispiace dover constatare ( per quanto ci possa capire ) che dietro a tutto questo possano esserci delle macchinazioni. E queste non saranno certamente a favore del popolo.

    Hai parlato del sito libyafeb17.com; bene, clicca e cliccate tutti quanti QUI [www.whois.net] e leggete il risultato della ricerca di Whois.Net.
    Non si sa nulla! Quindi, chi siano i proprietari, dove sia il server, non è dato sapere!
    Viva la libertà!

  • nettuno

    Poi lo vedremo se Allah interviene e se ci sarà la guerra.
    Tienilo in mente..che ci risentiamo dopo.

  • oriundo2006

    E’ iniziata la battaglia finale…ma durerà anni e coinvolgerà tutti.

  • marcopa

    Nel Forum “Nel mondo” ho girato l’ inizio dell’ editoriale di Lidia Menapace su Liberazione di sabato 26 febbraio “L’ Italia non segua la Nato in Libia”. L’ intervento “umanitario” in alcuni notiziari sembra scontato, come al TG3 dove addittura la Marcegaglia si dice preoccupata per le violenze in Libia e d’accordo per intervenire direttamente ad evitarle (o a salvaguardare il nostro utilizzo dei pozzi libici ?).

  • zara

    In Libia è stata accertata la presenza di tre commandi inglesi, mettono in atto con i rivoltosi azioni di sabotaggio gravissime. Alla luce di questo fatto invito alla lettura di un lucido commento di un utente web:

    raff 2011-02-25 16:10
    Ma è proprio vero che Gheddafi sta massacrando il proprio popolo? Dopo Saddam Hussein, Ceausescu, Milosevic, Noriega, i talebani, ecc. dovrebbe essere chiaro ormai, quale è il significato e lo scopo di tali accuse. Adesso è il turno di Gheddafi e della Libia, che, per noi italiani, presenta un “dettaglio” in più, di cui tenere conto e riguarda il business del petrolio libico, un business di tale entità da aver comportato mezzo secolo di guerra senza esclusione di colpi tra l’ENI da un parte e le multinazionali anglo-americane dall’altra, in particolare la BP. Persino il colpo di Stato di Gheddafi contro il re Idris, considerato un fantoccio dell’Italia, fu sicuramente favorito dalle multinazionali anglo-americane, anche se in pochi anni l’ENI recuperò in Libia il terreno perduto. Che l’attuale “rivolta” libica possa costituire un ennesimo capitolo di questa guerra del petrolio non è un’ipotesi da scartare, poiché la notizia concreta di queste ore è proprio che l’ENI sta rischiando di perdere la sua principale fonte di petrolio: la Libia, appunto. Come è stato già ricordato da alcuni in questi giorni, la Libia stessa è un’invenzione del colonialismo italiano. Nel 1911 l’allora Presidente del Consiglio, il liberale Giolitti, dichiarò guerra all’Impero Ottomano per strappargli due province nordafricane, la Tripolitania e la Cirenaica, che furono riunite a forza sotto il nome di “Libia”, un termine dalle suggestive reminiscenze imperiali romane. Il fomentare la tensione etnico-tribale tra le diverse popolazioni costituì anche uno degli strumenti di dominio del colonialismo italiano, la cui spietata brutalità è stata ampiamente documentata.
    Non si può quindi escludere che la rivalità etnica sia ancora la leva con cui altre potenze coloniali oggi stiano cercando di destabilizzare il regime di Gheddafi, magari prospettando ai vari capi tribali la possibilità di cogestire il business del petrolio con le multinazionali anglo-americane. In tal caso l’afganizzazione della Libia costituirebbe un esito molto probabile, e del resto ogni aggressione coloniale, ed ogni resistenza ad essa, implicano inevitabilmente anche fenomeni di guerra civile.
    Per tutto ciò che riguarda l’energia, è l’ENI, e soltanto l’ENI, il detentore esclusivo e storico di ogni iniziativa della politica estera italiana. Anche i colossi UniCredit, Impregilo e Finmeccanica, per i loro affari in Libia, si sono agganciati alla cordata dell’ENI. La prevedibile caduta della Libia di Gheddafi, determinerà perciò, un grosso ridimensionamen to dell’ENI e della politica di approvvigioname nto energetico dell’Italia, sullo scacchiere internazionale.
    Dopo la FIAT, occupata da una dinastia giudaica e svenduta agli americani per un tozzo di pane ($35 md), con l’ENI e a seguire Finmeccanica, scomparirà anche l’ultimo simulacro di industria e di indipendenza nazionale. A quel punto non ci sarà più nulla a tenere unito il Paese, d’altra parte 150 anni sono tanti e noi siamo invecchiati.

  • tres1219

    Chi è il “Male” e quali puoi indicarmi come mezzi direttamente pilotati da “Alladio”? 🙂

  • RicBo

    Non sono in grado di costruire una teoria, io che ho sempre una teoria pronta per ogni cosa.

    I tuttologi italiani mancano della virtú fondamentale dell’umiltá.

  • geopardy

    Considerazioni personali al di là della situazione attuale, sulla quale è difficile fare ipotesi certe e trarre conclusioni definitive (ogni tanto se ne esce qualcuno da dentro la Libia che dice l’opposto di quello che se n’è uscito prima).

    Personalmente, penso che ne vedremo delle belle durante questo 2011 e gli anni a seguire.

    In gioco ci sono i nuovi equilibri del mondo, i mussulmani hanno un vantaggio enorme rispetto a tutti gli altri, sono collocati in maniera praticamente ininterrotta, dal Maroccco fino alle Filippine e sono più dei cinesi (oltre che stanno su un mare di risorse strategiche).

    In Africa hanno la maggioranza su quasi tutta la parte boreale, che è, poi, quella più ricca di risorse nel sottosuolo, sia di acqua, petrolio e uranio (per i minerali se la battono con la parte australe del continente).

    Se la concezione islamica (per esempio si guardi alla fondamentale differenza tra finanza islamica e quella anglosassone) dell’ecoconomia e della politica sociale dovesse prevalere, il liberismo vigente, fondato sul continuo esproprio delle sue vittime, un numero inesorabilmente in aumento, se ne andrebbe, quasi sicuramente, a quel paese.

    Questo senza che noi si debba diventare islamici, naturalmente, come non siamo diventati anglosassoni, d’altronde e nonostante tutta la propaganda messa in campo.

    Sarà sicuramente un mondo differente da quello fondato sul super individualismo egoistico di ora, che è chiaramente insostenibile.

    Ciao

    Geo

  • geopardy

    Ho notizie fresche di un collega e amico che lavora di solito in Libia ed è tornato in Italia a metà febbraio.

    Lui mi ha riferito, che l’ultimo della ditta per cui lavora è riuscito a venir fuori dalla Libia nel pomeriggio di oggi ed ora si trova a Djerba.

    Il suo collega gli ha riferito che la rivolta è di popolo, ma non saprebbe dire se ci sia qualcuno dietro o no.

    A Tripoli la situazione è di relativa calma, mentre , a ciò che lui è riuscito a sapere, attraversando buona parte della Libia, che nelle città fuori Tripoli l’intervento dell’esercito sembra sia stato pesante.

    Ciao

    Geo

  • sheridan

    “Il Giornale ha fatto questo interessante servizio, vi consiglio di leggerlo fino in fondo.” E gia’, praticamente come andare a chiedere al maggiordomo se il suo padrone ha le piattole.

  • misunderestimated

    A buon intenditor…

    Agente J: “E ora che si fa?”
    Agente K: “Consultiamo le ultime agenzie…”
    […]
    Agente J: “Papa sarà padre! Neonata incinta! E queste tu le chiami agenzie…”
    Agente K: “Si, tu leggi giornalacci come il New York Times, a volte c’azzecca”
    Agente J: “Non posso chederci che cerchi le notizie su giornalacci da supermercato…”
    Agente K: “Non le cerco… le trovo!!!”
    Giornale: “Alieno ha rubato pelle di mio marito”

  • Truman

    Comincia a tornare qualcosa.

    Diceva il compianto Sbancor:

    La Palestina è la miccia. Sempre accesa. Chi ha provato a spegnerla ha fatto una brutta fine, … La polveriera non è in Medioriente.

    Oggi il dibattito alla corte imperiale è se consentire Armageddon e accendere la miccia che brucierà fino al centro dell’Eurasia, oppure no.

    Ecco, tutte queste rivoluzioni finora erano controverse. Sembravano pilotate dall’Impero ma sembravano andare contro i suoi interessi. I giornalisti erano impazziti e facevano giornalismo.

    Adesso finalmente è ripartita alla grande la recita di tutti i media compatti e i conti cominciano a tornare. Intanto c’è puzza di petrolio. Gli USA non ci sono riusciti in Iraq e adesso puntano alla Libia. E se per prendere la Libia serve far bruciare tutto il Medio Oriente non c’è problema. E dopo viene l’Iran.

    Insomma hanno acceso la miccia. Chi se ne fotte di Armaggedon, negli USA.
    Ma per noi sono “bitter dicks”.

  • bstrnt

    Credo che questa sia effettivamente la realtà.
    Si stanno montando contro Gheddafi le stesse menzogne che si montarono contro Ceaucescu, Millosevich e Saddam; classico di questo occidente miope, corrotto e in declino.
    Per dar credibilità alle bufale di regime scomodano pure fior di idioti tipo Luttwak.
    Oramai, ogni persona con un minimo di intelligenza, sa quale valenza dare alle “democratiche” menzogne dell’occidente.
    Il petrolio libico fa gola a molti; quale più buon motivo di un intervento umanitario, magari delegato e provocato dalla perfida Albione, per mettere mani sulle altrui ricchezze?
    Sicuramente ci saranno il Libia dei mercenari a fomentare scontri, sarebbe però il caso di domandarsi da chi sono ingaggiati questi mercenari, dubito molto da Gheddafi, sembra molto farina del tanto “democratico” occidente.