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LIBIA, DOVE SI SPELLAVANO I GATTI

DI DEBORA BILLI
ilfattoquotidiano.it

Sovente, e ahinoi ultimamente sempre, si sospetta che dietro una guerra ci sia il petrolio. Ma le guerre non si fanno per prendersi il petrolio” tout court: quasi sempre si può ottenerlo comodamente firmando un accordo e con una stretta di mano. Chi ha il petrolio ha infatti bisogno di venderlo. Certo, l’aumento della domanda e la diminuzione della risorsa hanno condotto a un mercato del venditore, anziché del compratore, ma l’obiettivo di entrambi resta il medesimo.

Il problema quindi non è “prendersi i pozzi”, ma ottenere accordi molto favorevoli. Il che non sempre è possibile, specialmente quando il Paese produttore ha una forte compagnia nazionale oppure delle leggi che non consentono a compagnie straniere di fare il bello e il cattivo tempo. Alcuni esempi? L’Iraq di Saddam, a cui dopo la guerra fu imposta la molto discussa legge per il petrolio, che in pratica toglieva al popolo iracheno la sovranità sul proprio sottosuolo; il Venezuela di Chávez, o la Libia di Gheddafi.

Quest’ultima, attraverso la compagnia nazionale Noc, ha un sistema di accordi diverso da quelli in uso nel resto del mondo. L’accordo Epsa, che molte compagnie stipulano in Libia, non prevede royalties, divisione delle spese operative, tasse: nulla di tutto ciò. Più semplicemente, il governo prende la sua parte dalla produzione lorda. Le compagnie operano a proprie spese, non pagano tasse né diritti, e dividono con la Libia la produzione. Ma non pensate che si tratti di un fifty-fifty, neanche per sogno.

E proprio a fagiolo casca l’Eni, che se ne sta a trivellare in Libia da prima di Gheddafi e che ha sempre rappresentato un po’ la pietra dello scandalo. E forse anche la goccia che ha fatto traboccare il vaso, pensando agli eventi odierni. Per capire com’è andata questa questione in Libia ci viene in aiuto Wikileaks, con alcuni documenti classificati.

17-06-2008:Esteso l’accordo per gas e petrolio con l’Eni, le altre compagnie si preoccupano che i termini dell’accordo stabiliscano uno sfavorevole precedente”. Forse lo ricorderete, se ne parlò molto: succede, nel 2008, che la Libia estende per altri 25 anni i diritti di sfruttamento Eni. “Con il nuovo contratto, Epsa IV, l’Eni riduce la sua percentuale di produzione al 12% per il petrolio (dal precedente 35-50%) e al 40% per il gas”. Continua il cablo Wikileaks: “L’impatto potenziale di questo accordo Eni è significativo. Osservatori locali si aspettano che il successo della Noc nell’assicurarsi termini così favorevoli la convincerà a rinegoziare i contratti esistenti con le altre compagnie internazionali. Il succo è: lamentano che l’Eni operi in Libia per un tozzo di pane. Facendo concorrenza alle altre compagnie che saranno costrette anch’esse, dalla potente compagnia libica, a lavorare con compensi da cinesi.

E infatti, ecco che la Noc prende per il collo anche le altre compagnie.
23-07-2008:

Con il nuovo accordo, lo share di produzione per il consorzio europeo (quello che sviluppa il bacino di Marzuq, ndr) sarà ridotto dal 25% al 13%. Repsol, Omv, Total e Saga Petroleum hanno seguito altri maggiori attori in Libia nel cedere alle pressioni Noc verso il nuovo accordo Epsa IV, che prevede significative riduzioni di share per le compagnie internazionali. E se qualcuno dubita, ecco pronto un cablo in cui ci si lamenta proprio della della rigidità della Noc, e specialmente della gestione autocratica del responsabile Shukri Ghanem. Il quale, appena lo scorso anno, ha annunciato di voler estendere il fatidico accordo Epsa IV anche alle compagnie che finora hanno goduto di concessioni tradizionali. “Ci sono molti modi di spellare un gatto, ha osservato.

Più che gli accordi-capestro, allora, è questa metafora che non deve essere proprio andata giù alle compagnie internazionali. Con le conseguenze del caso.

Debora Billi
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it/
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/21/libia-dove-si-spellavano-i-gatti/99021/
21.03.2011

Pubblicato da Davide

  • illupodeicieli

    Ecco che qualcosa si comincia a capire. Ma ci dovrebbe essere anche dell’altro come lo strapotere di chi ha voluto che si facesse andare via Gheddafi, di come gli hanno congelato o rubato i soldi e i beni all’estero.Anche se non ho quasi mai visto nessuno di questi dittatori ridotto a chiedere l’elemosina (nemmeno in veste anonima).Mi chiedo come mai le nazioni obbediscono così passivamente a questi ordini di scuderia: che non ci sia uno, che sia uno, nel mondo che dica no, spieghi il perchè del suo no, e riesca a far arrivare un po’ ovunque la propria voce?

  • Tetris1917

    Il territorio Libico e’ conosciuto palmo palmo. Le (pre)potenze occidentali erano gia’ attive con infiltrati, da tempo. Aspettavano solo il momento. Siamo di fronte una guerra nella guerra, per il petrolio e il predominio totale sul mediterraneo. Il cornuto francese, si e’ ora messo in prima linea, ma gli interessi francesi cozzano con quelli italiani che cozzano con quelli inglesi ed americani che cozzano sempre con quelli non loro. Berlusconi o si allineava o veniva fatto fuori; avete visto con che faccia torva e’ andato a Parigi? Uno smacco cosi’, gli restera’ nella mente anche dopo morto.

    E’ verosimile che dopo quest’ennesimo atto, l’Italia non avra’ piu’ interessi internazionali; ma se vuole avere uno straccio di programma energetico, dovra’ per forza di cose comprare le centrali obsolete francesi, o sottostare ai dettami delle compagnie di petrolio straniere. Altro che accordi (come dice la brava Billi) compratore-venditore!

    Come al solito, alla corte di Francia il rappresentante italiano, con una pacca sulla spalla, ora puo’ togliersi dagli impicci, partecipando alla guerra di Crimea, e sperando che le grandi corti non si dimentichino dei servigi dati, e tutti a perdere per il popolo dello stivale. Un capolavoro di idiozia, superato solo dall’emerito presidente della repubblica della munnezza Napolitano.

  • Hamelin

    Mi ricorda molto l’Iraq di Saddam , quando si era svegliato e aveva capito che per non farsi fregare dagli USA doveva scambiare il petrolio in EUR anzichè in USD che gli mangiavano tutti i margini…Infatti pochi mesi dopo iniziarono a piovere bombe sulla sua testa…

    A questo pare anche il Rais è stato Saddammizzato dagli yankee…

    E il prossimo della lista è…

  • Nolisbona

    No il fattoquotidiano no…

  • spartan3000_it

    Non credo che conflitti di questa portata (e aggiungerei di questa idiozia tipicamente WASP) abbiano solo una motivazione. Le strategie militari si decidono con la teoria dei giochi e le simulazioni al computer e non credo vada sottovalutata la situazione economica sull’orlo del disastro a monte dell’attuale conflitto. Le tensioni economiche rischiano di esplodere comunque in altro modo con tutte le sue bolle e una via di fuga qualcuno deve aver pensato puo’ essere cercare un casus belli non tanto neanche per il petrolio ma solo per il caos e la distruzione che ne consegue (della serie muoia Sansone e tutti i Filistei…). Sarkozy ha solo coperto decisioni prese altrove rivelandosi come cavallo di Troia in seno all’Europa di ben altri interessi (avevo letto da qualche parte che qualcuno sostiene essere uomo Cia al vertice di Francia…). Infine il sistema di dominazione imperiale e il suo sistema militare-industriale (quello del discorso dell’asssassinato Kennedy) richiede periodicamente che sia consumata la sua produzione bellica in una situazione di conflitto permanente. Puo’ essere una accelerazione del conflitto permanente tra nazioni che possiamo chiamare Terza Guerra Mondiale soprattutto se si pensa che i militari non si limitano piu’ alla guerra ortodossa ma hanno da tempo iniziato ad usare una nuova generazione di armi (cibernetiche, climatiche, tettoniche, economiche – il QE e’ da considerarsi atto ostile -, genetiche, ecc…).

  • Fabriizio

    statisticamentre almeno un articolo su un mille, ovviamente per errore, è leggibile …

  • buran

    Questo articolo andrebbe fatto leggere attentamente al resto dei giornalisti di questo quotidiano forcaiolo e guerrafondaio. Mi meraviglio che l’abbiano pubblicato…

  • Truman

    Perchè dà un minimo di giustificazione all’aggressione. Può essere interpretato nel senso che i libici volevano spellare gli occidentali ed invece adesso l’occidente vuole spellare Saddam, … cioè, bin Laden, no , Milosevic, no, no , volevo dire Gheddafi.
    Mi imbroglio sempre con il diavolo di turno. Mi sembrano tutti uguali.

  • glab

    dico, ma siamo proprio sicuri che la posta in gioco sia il beduino ed il suo petrolio e non per caso eni e finmeccanica?

  • TitusI

    E’ un piccolo banchetto con piu’ portate, ci sarebbe bastato avere un governo e avremmo potuto cogliere un successo diplomatico enorme, invece, purtroppo, ci troviamo ad avere “questi”.

  • Jack-Ben

    Comunuque fra un pochino potrebbe entrare in scena o la Cina o la Russia …. insomma qualcuno gli sta facendo fuori il loro gatto… e anche se a loro non interessa di che colore e’ il gatto…. loro il gatto lo vogliono vivo…virtualmente sento odore di terza elementare in partenza… forse mi sbaglio …

  • Biecoblu

    Peccato che la mia immagine dell’Eni in fiamme sia distorta…

  • venezia63jr

    Visto che qualcuno ha fatto riferimento alla russia e alla cina, parliamo perche’ queste due non intervengono piu’ nelle decisioni piu’ importanti, tipo l’iran. Guarda caso dopo la visita lampo del bibi israeliano non si muovono piu’, non sara’ che anche questi due ultimi due baluardi al nuovo secolo americano siano ormai diventate parti integranti del progetto? tipo il nostro piano rinascita?

  • gramscixxi

    io l’ho prontamente messa sul mio desktop senza distorcerla e con sfondo nero. Fa un figurone. Nemmeno Nerone avrebbe saputo fare di meglio…

  • gramscixxi

    mi sembra che gli USA debbano molto denaro alla Cina, e quindi quest’ultima dovrà pur lasciare liberi gli USA di procacciarseli in qualche modo (possibilmente umanitario), al fine di ripagare un po’ del suo debito.
    O schematizzo troppo ?

  • venezia63jr

    Secondo l’opnione che mi sono fatto dopo tutti gli ultimi eventi, le speranze di vedere un blocco contro il dilagare del governo unico sono finite. I russi e i cinesi sono entrati anche loro nel club.