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LIBERTA' D'INSEGNAMENTO: IL CASO ANGELA PELLICCIARI


DI ANDREA CARANCINI
andreacarancini.blogspot.com/

Spiace dirlo, ma il pericolo più subdolo che corre in Italia la libertà di espressione non viene da Berlusconi ma dalle vestali della “cultura della legalità” (Di Pietro, Furio Colombo, Travaglio, Flores d’Arcais) schierate come sono per l’introduzione del reato di omofobia, ancor meglio se inserito in una riedizione “hard” della legge Mancino.

Scriveva l’altro ieri Furio Colombo su il Fatto Quotidiano che nel ddl Concia la Lega Nord “intravedeva il rischio di un reato d’opinione tipo la legge Mancino, che punisce il razzismo praticato con parole e opere dalla dirigenza politica e organizzativa degli uomini di Umberto Bossi…”.[1]
In realtà, come stiamo per vedere, la legge Mancino (opportunamente mitigata nel 2006 su iniziativa del Ministro Roberto Castelli) venne istituita nel 1993 non per punire il “razzismo” ma per punire quello che i sionisti considerano razzista, con gravi conseguenze non solo per la libertà di parola (art. 21 della Costituzione) ma anche per la libertà d’insegnamento (articolo 33).


Il caso che andiamo a esaminare è al riguardo emblematico, per quanto rapidamente dimenticato: si tratta della buriana scatenatasi nel 2006 sul capo della prof. Angela Pellicciari (foto), docente di storia e filosofia in un liceo romano. La prof. Pellicciari, nota e autorevole studiosa del Risorgimento[2] , per approfondire lo studio delle dittature del Novecento aveva indicato ai propri studenti il metodo delle fonti dirette, invitando alla lettura del Manifesto di Marx e del Concordato di Mussolini e Rocco. Fin qui tutto bene; quando però indicò per il nazismo la lettura delle Conversazioni a tavola di Hitler, apriti cielo. Su imput di alcuni genitori di sinistra, Repubblica regalò alla docente la sua “settimana di passione” (attaccandola dall’11 al 18 Febbraio 2006): non solo la prof. aveva osato, in precedenza, cambiare i libri di testo per insegnare il Risorgimento “in chiave di revisionismo storico” ma, orrore, aveva proposto Hitler come testo scolastico, per di più nell’edizione “maledetta” di Franco Freda.[3]

Ce n’era abbastanza per uno “scandalo” che, pur privo di conseguenze giudiziarie[4] , si concluse con l’umiliazione della docente, sottoposta ai giudizi invasivi di storici “illustri”[5] , alla sconfessione del preside (che impose il ritiro del testo incriminato)[6] , ad un’inchiesta dell’Ufficio scolastico[7] , e all’imposizione di una conferenza “riparatrice” del sopravvissuto di Auschwitz Pietro Terracina.[8]

Eppure, la Pellicciari aveva riscosso anche la significativa approvazione di uno studioso non certo sospetto di “negazionismo” come Lucio Villari, il quale aveva dichiarato che “In linea di principio sono d’accordo con il metodo della professoressa, perché tutti i testi devono essere conosciuti e studiati”.[9]

E qui arriviamo al punto del caso Pellicciari, di una docente “colpevole” di aver voluto esercitare, al meglio, la propria libertà d’insegnamento: un diritto, per l’articolo 33 della Costituzione, ma un reato per la legge Mancino, per cui “è punito: con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico” (Articolo 1, comma a)).[10]

In qualsiasi modo: quindi anche mediante un libro di testo, pur criticamente vagliato.

Si capisce quindi l’opportunità costituzionale di una legge come quella n°85 del 2006 che ha depenalizzato la mera “diffusione” di testi “proibiti”[11] , condotta che invece la proposta di legge presentata da Di Pietro espressamente vorrebbe reintrodurre.[12]

Insomma, in regime “dipietrista” non solo la Pellicciari rischierebbe la galera ma, se vi finisse, una volta uscita le sue vicissitudini non sarebbero comunque finite: le verrebbero infatti applicate le seguenti pene aggiuntive:

a) obbligo di prestare un’attività non retribuita in favore della collettività per finalità sociali e di pubblica utilità;
b) obbligo di rientrare nella propria abitazione o in un altro luogo di privata dimora entro un’ora determinata e di non uscirne prima di un’altra ora prefissata (per un periodo non superiore a un anno);
c) sospensione della patente di guida, del passaporto e di documenti di identificazione validi per l’espatrio per un periodo non superiore a un anno (nonché divieto di detenzione di armi proprie di ogni genere);
d) divieto di partecipare, in qualsiasi forma, ad attività di propaganda elettorale per le elezioni politiche o amministrative successive alla condanna, e comunque per un periodo non inferiore a tre anni[13]

Di Pietro, Colombo, Travaglio, Flores d’Arcais: meglio conoscerli.

Andrea Carancini
Fonte: http://andreacarancini.blogspot.com/
Link: http://andreacarancini.blogspot.com/2009/10/liberta-dinsegnamento-il-caso-angela.html
16.10.2009

[1] Il Fatto Quotidiano, Mercoledì 14 Ottobre 2009, p. 1.
[2] http://www.angelapellicciari.it/
[3] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/11/studiate-su-quel-testo-di-hitler-roma.html
[4] All’epoca era ancora in vigore la legge Mancino.
[5] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/12/hitler-in-classe-accusa-degli-storici.rm_032hitler.html
[6] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/12/libro-su-hitler-il-preside-lo-ritira.html
[7] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/18/dopo-hitler-fa-lezione-terracina.html
[8] Ibidem
[9] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/18/dopo-hitler-fa-lezione-terracina.html
[10] http://xenu.com-it.net/txt/mancino.htm
[11] http://www.camera.it/parlam/leggi/06085l.htm
[12] http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0014740.pdf
[13] Ibidem.

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    “il pericolo più subdolo che corre in Italia la libertà di espressione non viene da Berlusconi ma da bla bla bla”
    Cioè, o Carancini, mi stai dicendo che la manipolazione del consenso popolare (e quindi l’indirizzamento della “libertà di informazione”) non viene da canale5 e gli scandalosi appostamenti e commenti nei confronti del magistrato di turno, non viene da Libero e Belpietro, da Mimun e da tutti gli yesmen di regime che occupano ruoli chiave nell’apparato decisionale di ciò che deve essere detto e ciò che deve essere taciuto, ma viene da Micromega.
    Ma vaffa….., eh?
    Ma perchè CDC ci fa leggere con frequenza preoccupante cose scritte da persone in evidente stato confusionale?

  • dana74

    lo devono dire loro, quelli della kultura quale deve essere la tua opinione che deve coincidere con la loro, altrimenti sei qui sei là e perciò eliminabile.

    Ma se io volessi leggere per conto mio i libri di cui non si può neanche pronunciare il nome per farmene un’idea, appunto quello che si chiama diritto ad un’opinione diventa reato.

  • dana74

    proponi quindi una censura?

  • zufus

    eh sì, la libertà di espressione va bene finché tutti la pensano come vogliamo noi.

  • Tonguessy

    Non capisco cosa c’entri la censura. Ho detto molto semplicemente che il prologo è una castroneria. Se sei in disaccordo motivamelo.
    Ma tu mangi formaggio a colazione?

  • illupodeicieli

    E’ un serio problema quello della libertà di espressione, di poter manifestare il proprio pensiero liberamente. Mia figlia sta studiando la costituzione, i primi tre articoli,per ora : spero che quando arriverà all’articolo di riferimento possa ancora esprimersi liberamente. Ritengo infatti fondamentale che si possa effettuare la ricerca delle fonti, che si possa discutere e valutare i fatti in base a proprie ricerche e fonti e non percorrere percorsi obbligati. La massima solidarietà alla professoressa: anch’io al liceo ho avuto una prof che ci disse di leggere i testi possibilmente in originale e non purgati da traduzioni “ad hoc” o meglio “ad usum delphini”: come disse in un film Bud Spencer (mi perdonerà l’amico Tonguessy) “la verità impara a cercartela da solo, invece di dare retta a cera gentaglia”. Infatti reputo chi mi dice di leggere questo testo o quest’altro, invece di lasciarmi spazio per cercare e capire, qualcuno che mi vuole obbligare a trovare solo e alcune informazioni e solo quelle. Pensate con la vostra testa,ci diceva, e faceva bene: eppure era dichiaratamente comunista o così si vociferava.

  • sheridan

    Ormai e’ diventato lo sport preferito dei blogger piu’ sfi.gati: quando vogliono superare il muro dei loro 30 lettori tirano dentro Di Pietro e Travaglio anche in faccende in cui non c’entrano proprio niente. In un’epoca in cui l’informazione e’ tutta manipolata e infestata dai noti servi del regime questo (il blogger sfigato) con chi se la va prendere??? Con Travaglio e Grillo!
    Credo che se certa gente tornasse a usare la zappa anziche’ ostinarsi a voler usare la penna sarebbe meglio per tutti, pero’ fa attenzione Carancini, quella (la zappa) e’ piu’ difficile da usare della penna e certa gente completamente rintronata finisce inevitabilmente per tirarsela sui piedi!

  • myone

    Non c’e’ mai peggio al peggio, e bisogna vedere, dove il peggio e’.
    Non tutto il peggio che lo si vuol far passare per peggio e’,
    c’e’ un peggio che e’ peggio, ed e’ quello senza vedute, senza risposte,
    senza dialogo e senza confronto. L’ ottusita’ insomma.
    Angela pelliciari, poteva esporre quello che voleva, l’ intelligenza delle persone, la sapranno misurare e pesare.
    Anziche’ sparare, chiunque, poteva dire la sua, e smentire o far capire.
    L’ unica cosa bella, sono gli articoli della costituzione.
    CO STI TU ZIO NE.

    è punito: con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico” (Articolo 1, comma a)).[10]

    Esempio: politici, politiche, bisnes-man, oppinionisti, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta,
    nonsono per caso, categorie, che usano e sfruttano, questo puhto della legge,
    in modi diversi e conditi e mascherati, ma che il fine e’ uguale?

    Allora, odio razziale o etnico, e’ una voce sorpassata, perche’ dovremmo dire,
    intelligenza-logica-buon senso.
    Allora, tanti tiranni hanno pure le loro ragioni montate fino a conseguenze estreme,
    e tanti pacifisti mascherati, hanno i loro torti, che porteranno agli estremi come detto sopra.

    Come si fa, a catalogare un concetto, quando e’ un mattone, davanti alla tecnologia fine che si usa,
    per produrre il peggio, dove i sostantivi indicativi, non sono altro che una sotto cultura e un modo retrogado, di essere interpretati ed esposti?

    Sapete quel’ e’ il male di oggi? e parlo di oggi perche’ l’ ieri e il domani non ci fara’ nulla…
    E’ quello di prendere parti stereotipate di concetti e di posizioni, dandosi contro,
    senza saper dire dove sta’ la verita’, comprendendola, e facendo si, che non compia il gia’ compiuto,
    ma che sopratutto, sia un lavoro comune, per un meglio, dove nessuno sembra volerci far parte,
    e dove il soggetto, e’ sempre la vita degli uomini, e la giustizia.
    Allora vengano pure, professoresse di questo tipo, perche’ forse, saper vedere l’ ipocrisia,
    e gli obrobri che fa’ e che fumenta, non ci renda schifati da un certo modo di interpretare le cose,
    quando sembra che, il male sta’ sempre da una parte e il bene dall’ altra.
    Ci vuole una mente aperta, un dialogo onesto, cosa che manca, e sopratutto,
    tanta buona volonta’ per arrivare al bene e al meglio, che si fonda sul giusto,
    pro vita, pro esistenza, e non pro tutto il resto, che e’ solamente un deterrente inutile,
    che crea confusione, dissesto, e ci fa vivere male. E la prima cosa che vive male,
    e’ la mente, perche’ sostenuta da una coscenza, quella che, deve sempre vedere e sentire,
    il peggio, messo come melgio, e supportato, da discorsi, leggi, guerre, e discriminazioni senza esclusione di colpi.
    Qui, sembra che sia il peggio, a farci vivere, e dare il movente del senso,
    perche’ il meglio, e’ tabu’, sia a dirlo ma sopratutto a farlo.
    Quanto e’ corrotto e contorto questo umano di questo tempo.

  • Santos-Dumont

    Non capisco perché ultimamente negli articoli pubblicati su CDC si debba sempre dare risalto alla propria tesi contrapponendola ad altro: il cosiddetto “benaltrismo”.
    Riscontro inoltre un’enfasi esclusiva sulla libertà di espressione ma nessuna attenzione alla libertà di azione.
    Nel paese in cui vivo (Brasile) è la costituzione stessa che prevede pene severissime per il reato di razzismo. Ma non quel razzismo “teorico” che sembra terrorizzare i media italiani e che porta all’alzata di scudi contro un’insegnante che semplicemente esercita il suo diritto (… o non è più un diritto?…) alla libertà di insegnamento, additando le fonti bibliografiche che ritiene più adeguate per il suo livello di auditorio. No, il razzismo cui mi riferisco è una cosa molto pratica, è quello che conduce a discriminare il negro/mulatto o il povero con atteggiamenti umilianti, con parole di disprezzo, con l’esclusione dai processi selettivi di assunzione del personale, etc.
    E’ qui che scatta il crimine con le relative, pesanti conseguenze: niente cauzione (quindi non si scampa alla pena in quanto ricchi) e prigione.
    Avendo già affrontato l’argomento in altra sede, immagino che molte persone si sentano oltraggiate al semplice pensiero: “Ma come, prigione solo per aver profferito ingiurie ad alta voce?” Tuttavia, invito queste persone a riflettere e a immedesimarsi: nuoce di più in termini pratici e di esclusione la lettura di un trattato revisionista che dubita della reale esistenza dei forni crematori, o quel razzismo strisciante che in ogni istante della vita fa sentire la sua vittima un essere umano di classe inferiore, un “estraneo” alla società?
    La prigione è e sempre sarà ingiusta, ma in termini relativi la legge brasiliana mi pare più saldamente ancorata alla realtà. Fermo restando che ritengo aberrante qualsiasi ipotesi di censura esercitata sulle idee (ivi compresa la proposta di legge di Di Pietro): finché lo scontro ideologico si esercita solo sul piano dell’espressione di idee e teorie, a tutti dev’essere concesso il diritto di esprimersi, per quanto le proprie idee possano apparire repulsive a tutti gli altri.

  • castigo

    sheridan:

    Ormai e’ diventato lo sport preferito dei blogger piu’ sfi.gati: quando vogliono superare il muro dei loro 30 lettori tirano dentro Di Pietro e Travaglio anche in faccende in cui non c’entrano proprio niente.

    forse non travaglio, ma a quanto pare di pietro c’entra eccome….. perchè tu i riferimenti [www.camera.it] li leggi, sì??

    la zappa alla quale tieni tanto la useremo di nuovo, sta sicuro, grazie anche a personaggi del tuo calibro.
    quel che mi consola è che io almeno la terra da zappare per sopravvivere ce l’ho, a te invece toccherà crepare di fame 😀

  • castigo

    vedi, figliuolo, berlusconi è il dito…….

  • maristaurru

    Io trovo estremamente interessante il cammino dei progressisti che in nome di quwello che loro hanno stabilito debba essere il progresso ( ciò che gli fa comodo in sostanza), hanno imbroccato una stupenda marcia verso il passato più retrivo. Ci sono libri proibiti, dei quali una persona “fidata” vi potrà dare il titolo e la recensione partigiana, un diktat che va preso per oro colato , nè si possono aver dubbi, ci si deve conformare e fare “atto di fede”, poi su quei principi e in quei limiti prestabiliti , è ammesso il bla , bla, il “confronto”. Un po’ come racconta Achille Campanile nelle Vite di uomini illustri, in cui prende bonariamente in giro Alfieri che “dialogava” solo con coloro che erano della sua stessa opinione.. io leggendolo da ragazzina ridevo, ed eccomi qui che lo vedo avvenire.. e mi vien da ridere.

    Una religione, dicono alcuni che essere di certa sinistra è come professare una religione, io dico che è peggio, è come professare un fondamentalismo, ti devi conformare pena estromissione dal comune consesso. E ora si proibiscono apertamente certi scritti.. chi lo fece prima di costoro?
    Da wikipedia:

    L’Indice dei libri proibiti (in latino Index librorum prohibitorum) fu un elenco di pubblicazioni proibite dalla Chiesa cattolica, creato nel 1558 per opera della Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione (o Sant’Uffizio), sotto Paolo IV.

    Ebbe diverse versioni e fu soppresso solo nel 1966 con la fine dell’inquisizione romana sostituita dalla congregazione per la dottrina della fede, secondo quanto sancito dal Concilio Vaticano II.

    Formalmente la Chiesa eliminò l’indice dei libri proibiti solo nel 1966, anche se di fatto fu disatteso molto prima.

    Noi invece abbiamo un nutrito gruppo di arretrati antidemocratici che llo applicano e vogliono perfezionarlo, qualcuno avverta Di Pietro ed i compagnucci che il medioevo è terminato ed il letto di Procuste delle idee è cosa barbara, se no finisce che si modernizzano prima i Talebani che coloro , e non mi meraviglierebbe!!

  • albertgast

    Siccome questa Pellicciari non l’avevo mai sentita nominare, sono andata a dare un’occhiata a suo sito. Ringrazio Dio di non aver avuto professori come questa per i miei figli. Sinceramente non trovo che sia un esempio da portare, se si vuole denigrare i soliti Di Pietro, Colombo, Travaglio, Flores d’Arcais. Nel frattempo non si potrebbe discutere di cose più serie? Grazie.

  • francesco67

    Caro Tonguessy, gia sai che molte volte ho elogiato i tuoi interventi tanto da chiederti il permesso di pubblicarli sul mio facebook.
    Questa premessa ovviamente anticipa che questa volta non sono d’accordo con te. Sinceramente non conosco l’autore dell’articolo. So poco della legge sull’omofobia. So pochissimo su cio che Di Pietro e company vogliono attualmente (sappi che non vivo in Italia, cosicche vivo marginalmente tutte le beghe di politica interna nostrana). Cio per dire che non so se la Pellicciari al giorno d’oggi realmente sconterebbe la pena che lo stesso autore ci indica alla fine dell’articolo. È comunque certo che l’introduzione non è del tutto erronea. Lo stesso Barnard poco tempo fa mise come titolo nel suo articolo di rappacificazione con CDC “Il trattato di Lisbona,…altro che cavaliere”. Sappiamo della vicenda del Suothstream e del Nabucco e di come gli anglo americani vogliano toglierselo dalle palle al piu presto (ed ovviamente ci riusciranno). E dire che il pericolo, come sempre, viene proprio da quella classe politica che si giudica integerrima e che vuole difendere la costituzione quando l’hanno tradita proprio votando la ratifica del Trattatto di Lisbona ( https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6351 ). Sinceramente sono stufo di vedere articoli contro il morto vivente di Berlusconi, sono inutili e falsi ed adesso che i preti scrivono contro di lui siamo proprio alla frutta ( https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6373&mode=&order=0&thold=0 ).
    Sono d’accordo invece nel vedere che il pericolo in Italia è dato da quella classe trasversale (come sempre) che va da un sedicente di destra (Marco Travaglio) ad inetti dalla penna altisonante (Furio Colombo) ad intellettuali giornalisti figli del potere (Flores d’Arcais), perchè proprio con giornali come Micromega si giustificano queste leggi sotto le mentite spoglie dell’intellettualismo di sinistra che accoglie in pieno tra le sue braccia l’agenda del NWO ed ovviamente giustifica tutti gli interventi legislativi a favore dell’avanzata sionista. Mettersi contro di loro è subire la gogna dell’accusa di antisemitismo. Credo che comincio ad essere un poco stufo di queste leggi e dei subdoli personaggi che le promulgano e le difendono (non solo in Italia, vedi la vicenda di Faurisson in Francia).
    Con ammirazione ed affetto.
    F

  • Tonguessy

    Il fatto che siamo in disaccordo lo vedo più come una possibilità di sviluppare il dialogo che come un problema. Quello che ho letto (“il pericolo più subdolo che corre in Italia la libertà di espressione non viene da Berlusconi”) mi ha lasciato basito. La tesi secondo cui chi possiede una grossa fetta dei media e sia al contempo legislatore (il famoso conflitto di interessi) non rappresenti una minaccia per la libertà di espressione è tutta da dimostrare. La concentrazione di importanti risorse nelle mani di una persona (o di poche persone) è per sua stessa natura un pericolo per la collettività. Pensa alla finanza, alle banche. Siamo arrivati alla crisi perchè le elites della finanza internazionale hanno deciso di mettere in atto uno schema Ponzi mondiale. La crescita infinita. Loro hanno deciso e nessuno ha potuto opporsi. Anzi ci hanno incoraggiato a seguirli, ci hanno convinto a sottoscrivere bond Parmalat o mutui subprime. E’ un sistema ben congegnato ed i meccanismi sono sempre ben oliati. Il berlusca li conosce bene e li applica con maestria.
    Trovo che sia ancora da dimostrare che Micromega (giusto per fare un nome) funzioni da generatore di consenso per le masse, come invece fanno i vari tiggì telecomandati che sparano identiche notizie (tutte di scarso rilievo giornalistico e nessuna che possa nuocere all’establishment). E’ solo una questione numerica, quanta acqua sposta Micromega e quanta ne sposta il biscione e indotto
    .

    La mia analisi si è fermata qui.

    Se stai però dicendo che la questione trattato di Lisbona è stata presa sottogamba da tutti ed è per questo giusto sospettare di tutti, allora siamo d’accordo. Esiste purtroppo un humus culturale che accumuna destra e sinistra da questo e da altri punti di vista.
    Ed è proprio questo humus che li rende indistinguibili, Binetti e Fini. Sicuramente le cose non stavano così ai tempi di Berlinguer, ma il nuovo che avanza ci ha portato anche questa sorpresa. Siamo in piena postmodernità, nell’epoca dei simulacri che hanno sostituito i vecchi simboli. Restaurazione, o la svalutazione degli antichi riferimenti. La politica è sparita, esiste solo il mercato. La destra è diventata la garante del mercato, la sinistra si è adeguata a ruolo da comprimario nella demolizione delle conquiste sociali degli ultimi decenni.

    Non ho volutamente affrontato il tema censura, che rappresenta l’esasperazione della mancanza di libertà di espressione, perchè è un tema molto delicato che non può essere liquidato in poche frasi. Visto che hai citato Faurisson mi ricordo di un episodio relativo ad una sua visita in Italia, dove è stato malmenato da dei discendenti di persone morte nei campi di concentramento nazisti. Capisco le ragioni di uno storico, ma capisco anche le ragioni di chi ha pagato di tasca propria. In realtà anche in questa questione così delicata assistiamo ad una VOLUTA polarizzazione della discussione. Sarebbe un disastro se Faurisson ed i discendenti dei campi di concentramento nazisti si alleassero perchè capiscono lo schema che sta dietro alla questione. Esistono dei collaudati metodi di imbrigliamento dell’argomentazione e polarizzazione della comunicazione. Basta aggiungere un bel po’ di ideologia, ad esempio. E torniamo alla libertà di espressione, alla possibilità di esprimere il proprio dissenso. Panem et circenses. Chi peggio del Berlusconi? Perchè lo si vuole assolvere nel nome della pessima presenza della sinistra? Perchè si continua a voler confondere colpevoli e gregari, e si tende ad addossare ai gregari la maggior parte delle colpe?

    Con affetto
    T

    PS: abbi pazienza, troppa carne al fuoco e non mi piace scrivere articolesse…hai diritto a fraintendermi

  • cloroalclero

    questo fatto della professoressa Pellicciari è semplicemente vergognoso. E’ l’istituzione della “congregazione dell’indice”, è un evento degno della peggiore inquisizione. Una vergogna per l’Italia, un arretramento per la civiltà.
    Solidarietà alla prof Pellicciari, onore alla sua passione per il sapere e per l’educazione all’autonomia di giudizio che con le sua proposte culturali voleva donare ai giovani.

    vergognoso. Ho votato per idv alle europee. Mai piu.

  • 1sasso

    INTERESSANTE che il libro della Pellccciari “risorgimento da riscrivere “sia stato pubblicizzato largamente da Silvio Berlusconi.
    Io l’ho comprato

  • FeraLupus

    Articolo condivisibile se non fosse per l’introduzione…

    Spiace dirlo, ma il pericolo più subdolo che corre in Italia la libertà di espressione non viene da Berlusconi ma dalle vestali della “cultura della legalità” (Di Pietro, Furio Colombo, Travaglio, Flores d’Arcais) schierate come sono per l’introduzione del reato di omofobia, ancor meglio se inserito in una riedizione “hard” della legge Mancino.

    O forse no!… in effetti qui si fa riferimento ad un “pericolo subdolo” mentre l’attacco alla libertà di espressione portato da Berlusconi & Co. è “reale ed evidente”
    Certo è che a me sembra più un passo inserito per provocare una reazione che come si può riscontrare c’è stata, facendo però passare in secondo piano l’argomento di cui al titolo.

    Preciso che sono contro leggi specifiche come quelle su omofobia – razzismo – antisemitismo etc. basterebbero norme penali semplici, universali ed immediate sia per la violenza sia per la motivazione della stessa ma non confondiamo norme per la tutela dell’individuo con quelle contro la libertà di espressione.

  • 1sasso

    Non so dove carancini viva ma la LA LEGGE MANCINO non è stata affatto mitigata anzi,viene largamente applicata e busata secondo il testo originale .quella legge è una vergogna inaudita e sbagliano coloro che ne sottovalutano i drammatici risvolti.

  • Tonguessy

    Quoto…il fatto che la sinistra sia connivente non autorizza a legalizzare i continui saccheggi perpetrati dalla destra. Qui si confondono il mandante e l’esecutore con il palo e la talpa. Cui prodest?

  • francesco67

    Sempre molto gentile nel rispondermi.
    Si in realtá abbiamo messo molta carne al fuoco, pero questo dipende anche dal mio intervento. Adesso cerchiamo di semplificare:
    e se Faurisson avesse ragione?
    Gia, se avesse ragione la legge sull’omofobia sarebbe una cavolata?
    Peró la cosa peggiore non é questa. Difatti anche se avesse torto la legge sull’omofobia sarebbe una cavolata visto che determina comunque una censura inapprorpiata per chi realmente fa delle investigazioni storiche indipendenti.
    Della serie o uniformiamo il pensiero di tutti sul modello wikipedia o vi sbattiamo in prigione. E questa volta Berlusconi non c’entra.
    Con rinnovata stima.
    F

  • Tonguessy

    Sulla questione di quella indagine storica potresti anche avere ragione. Personalmente sto ancora tentando di capirci qualcosa. Ho deciso di sospendere temporaneamente il mio giudizio visto che ci sono in ballo diversi fattori poco chiari come il “nazimaoismo”, la pubblicazione di quegli scritti solo tramite case editrici di estrema destra e quindi il sospetto che ci sia in atto un tentativo di sdoganamento del nazismo. Ma si potrebbe anche dire che nessuna casa editrice di sinistra sembra sia disponibile a pubblicare quelle analisi. E non dimentichiamoci le simpatie politiche di Irving e gli ambienti che costui frequenta, il naz-ebay da lui creato etc…
    Mi dà più preoccupazione un ritorno delle politiche nazionalsocialiste che l’imperversare di wiki, se permetti.
    Purtroppo si perde sempre più (ma questo è un piano ben calcolato) la capacità di distinguere. In questo modo tutto diventa il contrario di tutto, e Berlusconi invece di avere pianificato la nostra rovina culturale con veline, escort, reality e via dicendo diventa la vittima predesignata di una non meglio identificata “cultura di sinistra” che si appropria delle decisioni della magistratura.

  • francesco67

    E se i cospirazionisti avessero ragione?
    E se davvero la II guerra mondiale fosse voluta solo per creare i due blocchi contrapposti? E se Marx fosse stato davvero sovvenzionato da Wall Street (Anhony Sutton docet)? E se questo falso manicheismo da salotto fosse solo un mezzo per contrappore gli essere umani tra di loro? Ho parlato con gente di estrema destra. Tengo amici nella sinistra. Sembrano essere tutti delle persone sensate, sempre hanno le loro ragioni. Anzi, a volte mi convincono piu gli argomenti di destra (saprai che il signoraggio viene riconosc¡uto solo da certi ambienti di destra, quelli di sinistra se ne fottono ampliamente). Bisogna dire che al nazional-socialismo se gli togli il “nazional” rimane il “socialismo”. Credi davvero che abbiamo tutta questa differenza tra destra e sinistra? E se la “rinascita del nazismo” facesse comodo per consolidare i blocchi contrapposti e nascondere il vero potere dov’è? Questo forse giustificherebbe il nazimaoismo. Pero non mi posso pronunciare. É la prima volta che sento questo termine. Dopo le domande qui esposte posso dire che mi preoccupa relativamente un ritorno alle politiche nazionalsocialiste. Si che invece mi preoccupa la censura della rete ed ovviamente l’imperversare di wikipedia che crea cultura omogeneizzata ed appiattita a servizio del controllo globale.
    In questo gioco delle parti potrebbe essere che Berlusconi sia solo una pedina. Un mezzo per portare avandi l’agenda dell’annullamento della classe media e dell’azzeramento dei diritti civili.
    Franceschini ci garantirebbe un presente migliore? O maschererebbe l’avanzata dell’agenda globale dietro i falsi schermi sociali di una sinistra inestente? Forse non avremo piu le veline. Pero forse avremo un altro Biagi che annullera totalmente la classe media dietro la giustificazione di un martirio annunciato.
    Un abbraccio.
    F