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LIBERTA’ DI PAROLA, SEMPRE

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebek.splinder.com/

A Milano, come sapete, Silvio Berlusconi, a caccia di coccole dalla folla, è sfuggito al controllo della propria scorta, prendendosi una domata in faccia. Un gesto individuale quello di Berlusconi, un gesto individuale quello del suo avversario.

Vedo che in diversi blog, inizia già a scatenarsi il complottismo automatico: digitando su Google, Massimo Tartaglia complotto, vengono fuori già quasi 5.000 voci.

A Destra, si desidera il complotto per snidare i “comunisti che odiano il premier”, altrimenti non c’è trama.

A Sinistra, è dai tempi di Stalin che qualunque cosa avvenga in contrasto con la Linea del Partito deve essere per forza opera di un Agente del Nemico; una forma mentale sopravvissuta miracolosamente alla putrefazione della stessa Sinistra.

Nell’episodio di Milano è facile trovare il famigerato cui prodest, sottolineando come Berlusconi ne esca vittima (e le vittime purché mediatizzate trionfano sempre) e come il governo stia cercando di approfittare del fatto per stroncare ulteriormente la libertà di parola. Con il solito linguaggio insinuante e con i soliti ammiccamenti furbeschi, i complottisti sottolineano piccole stranezze e discordanze tra le testimonianze, come se in un momento come quello, e con due protagonisti come quelli, tutto avrebbe dovuto essere chiaro e semplice.

I cui prodest sono sempre a senso unico: si potrebbe anche dire che Berlusconi abbia subito un colpo devastante alla sua preziosa faccia e alla sua preziosissima immagine di ridanciano bambolotto benvoluto da tutti. Però il complottismo funziona proprio grazie all’abilità con cui i filtri paranoici fanno passare solo i dati che servono alle tesi complottistiche.

Detto questo, separiamo le questioni: Uno, il colpo di Duomo in faccia a Berlusconi. Due, la maniera preoccupante in cui il governo intende approfittarne.

Come probabilmente saprete, il Ministro degli Interni ha annunciato che il governo prenderà da domani misure urgenti per controllare la rete – combinando “provvedimenti cautelari” e “filtri”, nonché “rogatorie internazionali” – e cercherà di applicare alle manifestazioni di piazza le stesse norme che valgono negli stadi. Provvedimenti che non avrebbero certamente salvato la faccia del premier: Tartaglia non era pregiudicato e non aveva tirato un sito in testa a Berlusconi.

Su tali questioni, abbiamo sempre sostenuto che la libertà di opinione va difesa a 360 gradi. In termini semplici, io messicano antimperialista, difendo il diritto di qualunque neocon di dire che i messicani antimperialisti puzzano e andrebbero presi a calci. Come difendo il mio diritto di rispondergli con altrettanta durezza.

Si inizia sempre a minacciare la libertà ai suoi estremi: se io dico, sono contrario alla pena di morte tranne per i serial killer, ho già reintrodotto la pena di morte, e si finirà per applicarla in maniera sempre più indiscriminata. Questo vuol dire che, se si è contrari alla pena di morte, bisogna partire proprio difendendo il diritto alla vita dei serial killer.

Le opinioni forti, sgrammaticate e viscerali, espresse poi su media minori e deboli, sono le più difficili da difendere, e le più facili da attaccare. Non cominceranno mai chiedendo la chiusura di un grande quotidiano, ma di qualche sovreccitato foglietto “anarco-insurrezionalista” (le virgolette sono volute, per una serie di motivi lunghi da spiegare) o qualche sciocca esternazione di skinhead. E siate certi, i primi saranno subito scaricati dalla Sinistra, i secondi dalla Destra.

Proprio per questo va difeso tanto chi disegna vignette sguaiate sul profeta dell’Islam, come chi predica il jihad.

Vanno difesi i revisionisti che negano la storiografia generalmente accettata, che ciò riguardi il nazismo, le foibe, la schiavitù o i gulag. Vanno difesi coloro che promuovono ciò che la legge chiamava “l’odio di classe” e coloro che dicono che i gay sono “contro natura”. Vanno difesi coloro che sostengono che il 4 novembre sia la festa dei macellai, come coloro che sostengono che la Dalmazia dovrebbe essere italiana.

Difesi nel loro diritto legale di parola, semplicemente.

Poi attaccati con tutta la veemenza o l’intelligenza del caso sul piano dei contenuti, smontati, ridicolizzati e se si vuole anche, insultati e fischiati in piazza, perché no?

Nella mentalità da stadio che domina in Italia – dove si applaude a qualunque sgambetto commesso a danno della nostra squadra, e si grida al fallo quando lo sgambetto lo fanno gli altri – un ragionamento del genere è quasi incomprensibile. Gli stessi esponenti di centrodestra che hanno sostenuto (in maniera piuttosto dubbia) che la legge sull’omofobia avrebbe privato i cattolici del diritto di dire che l’omosessualità era moralmente discutibile, oggi chiedono il controllo della rete. E gli stessi di centrosinistra che si lamenteranno dei provvedimenti di Maroni, sono quelli che chiedono ogni giorno che la magistratura punisca le idee di qualcuno.

Ma così andrà a finire che non potrà più parlare nessuno.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com
Link: http://kelebek.splinder.com/post/21887096/Libert%C3%A0+di+parola%2C+sempre
16.12.2009

Pubblicato da Davide

  • wolf

    Nel frattempo da google immagini sono filtrate, usando qualsiasi chiave di ricerca, tutte le immagini di berlusconi ferito, di tartaglia o quant’altro.

  • Tao

    ITALIANI, PRONTI ALLA SVOLTA CINESE DI INTERNET ?

    FONTE: MALA-TEMPORA-CURRUNT (BLOG)

    Nel preciso istante della collisione tra il souvenir meneghino e le labbra del nostro presidente del Consiglio, è iniziato in Italia un processo di modernizzazione. Se qualche anno fa qualcuno avesse ipotizzato una virata delle istituzioni italiane verso la politica cinese del controllo mediatico, sarebbe stato additato come un pazzo o un vecchio catorcio stalinista, portatore di povertà terrore e morte, citando fonti autorevoli del nostro ordinamento statale attuale.
    Invece sta succedendo ora, e noi non siamo pronti.

    La stretta che il ministro Maroni ha annunciato per “le manifestazioni ed i siti internet” sembrano le dichiarazioni di un funzionario qualsiasi della Repubblica Popolare Cinese.
    Suo Huijin, una studentessa di giornalismo della Tsinghua University di Pechino, ha analizzato lo sviluppo di Wikipedia in Cina, intervistando un funzionario delle agenzie di controllo istituite dal governo cinese per monitorare il traffico di dati nel web.
    In Cina, Wikipedia subisce un oscuramento a fasi alterne: certe volte l’accesso all’enciclopedia libera è negato direttamente dal server (il famoso messaggio “Pagina non trovata”), mentre altre volte la censura argina solamente alcune voci giudicate dal governo pericolose o eversive.
    “Da un lato, Wikipedia è molto importante in termini di diffusione della cultura e della conoscenza tra la popolazione – ha dichiarato a Suo Huijin il funzionario, che ha preferito restare anonimo – d’altro canto questo significa che il mezzo di comunicazione può anche essere usato da piccoli gruppi di elementi anti-cinesi, pubblicando informazioni che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza nazionale, la stabilità sociale e l’unità etnica del Paese”.

    Alla domanda “Ma come può Wikipedia mettere in pericolo la sicurezza dello stato?”, l’intervistato ha spiegato:
    “Un piccolo gruppo di malintenzionati è più forte di un grande gruppo di benintenzionati. La forza del piccolo gruppo di malintenzionati renderà Wikipedia una piattaforma per la divulgazione di informazioni cattive, capace di mettere a repentaglio lo stato e la stabilità sociale”.

    Il paradigma che in Cina giustifica l’oscuramento di Wikipedia, Facebook, Twitter e la censura di migliaia di siti internet sta per essere importato in Italia, un paese vecchio e arretrato nell’alfabetizzazione informatica, un paese che non capisce di cosa si sta parlando, ma ha paura.
    Quando Maroni parla di Facebook e di libertà del web, quando Vespa racconta a Porta a Porta che Tartaglia è un soggetto “vicino ai social network”, si stanno usando delle parole vuote. Chi li ascolta, nella maggior parte dei casi, non ha la minima idea di cosa sia un social network, ma è spaventato sentendolo accostare alla sicurezza dello stato in pericolo e al nome dello psicopatico (così ieri descrivevano Tartaglia da Vespa) che ha attentato alla vita di Berlusconi.

    In un clima di paura indotta, di ignoranza del mezzo di internet e di confusione, potrebbe succedere di tutto: demonizzare in toto i social network e gli internauti attivi, far nascere la necessità di un controllo del web più serrato, assecondare quella necessità.
    “La conoscenza e la cultura hanno molti modi per progredire – ha chiosato il funzionario cinese – non si fermeranno di certo perchè Wikipedia è bloccata”.
    Facciamo molta attenzione a questo tipo di argomentazioni; potremmo rischiare, una mattina, di svegliarci circondati da un grande firewall, non solo telematico.

    Fonte: http://mala-tempora-currunt.blogspot.com
    Link: http://mala-tempora-currunt.blogspot.com/2009/12/italiani-pronti-alla-svolta-cinese-di.html#more
    16.12.2009

  • oldhunter

    Plaudo a questo articolo di Martinez che giornalisticamente conclude con grande equilibrio una vicenda che ha scatenato tutti i più fantasiosi dietrologi nazionali di destra e sinistra.
    Resta purtroppo il problema della museruola che questo governo da tempo vuole mettere alla rete: l’occasione è davvero ghiotta e non se la lasceranno certo scappare. L’Italia, che pur garantisce con gli articoli 17, 18, 19 e 21 della sua Costituzione libertà di pensiero, parola ed azione dei cittadini, sembra oggi essere in prima linea nella battaglia contro questi diritti fondamentali con epigoni – ne cito solo un paio – del calibro morale di un Mastella (proposta di legge per dichiarare reato il negazionismo) o dalla illuminata coscienza democratica come il senatore dell’Udc Gianpiero D’Alia (proposta di legge per la repressione di attività di apologia ovvero istigazione a delinquere compiuta a mezzo Internet). Bocciate ufficialmente ambedue le proposte, la seconda è rientrata dalla porta di servizio con un emendamento dello stesso D’Alia, che guarda caso fa parte dell’opposizione di sinistra, nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” approvato nel maggio 2009 dal governo di centro-destra. Questo, per inciso, a dimostrazione della trasversalità del disegno liberticida che unisce tutti i componenti della casta dei nostri politici. Ora assisteremo alla fase realizzativa finale pronubo il leghista Maroni.

    La verità che si desume è che nei fatti l’Occidente si sta rapidamente allineando ai paesi più illiberali e dispotici quali Cina e Birmania. Non meravigliamocene: é solo la nuova “democrazia autoritaria” che avanza.

  • mazzi

    Bella foto!————— Ma non erano tre i porcellini?

  • Altrove

    Articolo sacrosanto. Poi i complottisti saremmo noi? bah…. E’ incredibile come l’italia non si lasci mai scappare l’occasione per dimostrare la sua inferiorità intellettuale. Dobbiamo sempre indicare chi è la vittima e chi è il carnefice (come se questa distinzione fosse reale). migliaia di anni di evoluzione per arrivare a questo nuovo paradosso politico. E’ una gara a chi è più stronzo tra politici e cittadini… Un vecchio proverbio mi sembra azzeccato: “tra i due litiganti il terzo gode”… chi sarà mai questo terzo?
    …tic…tac…tic…tac…tic…tac…. Esatto! Chi non fa differenza tra colpevole ed innocente e incessantemente si ingrassa come una zecca che si è messa in testa di succhiare tutto il sangue della sua preda. E quella zecca puoi vederla sul collo di chiunque, livida e bramosa di linfa, sicura di non essere scoperta perchè nell’ ombra di qualcosa di più visibile. A maroni e a la russa va tutta la mia indifferenza, consapevole del fatto che non ci sarà trippa per gatti e presto ce li ritroveremo accanto a chiederci insieme se questa è merda o solo un fiume molto sporco. In quel caso basterà usare l’olfatto…
    Non demordete amici ed amiche, continiuamo a sperare….

  • maristaurru

    Si libertà di parola sempre, ma siamo un minimo onesti, le regole dovrebbero valer per tutti, libertà di parola viente tradotta nel BEL pAESE COME LIBERTà DI INSULTO . Se ne è usato a piene mani e spesso con mancanza di decenza, del minimo della decenza. Ma se chi viene colpito dalla indecenza di certi che credono di essere le vestali della libertà, se non è GIUSTAMENTE CONFORMATO, e reagisce, oltre ad esser azzittito, rischia grosso in molti sensi: fisico ( te menano persino se mostri di avere in mano il giornale sbagliato!) , ma anche legale, facile incontri chi si ACCORGE CHE; lavorandoci un po .. non si può

  • redme

    oltre alla sacrosanta libertà di parola andrebbe anche valutata la possibilità di espressione…….cè chi deve difendere quattro bit di spazio e chi detiene la maggioranza dei media….e guarda caso anche il potere!…

  • redme

    …magari solo tre!..:-)

  • Mari

    Image and video hosting by TinyPic [tinypic.com]

  • A_M_Z

    Perché Stalin era di sinistra vero?

    I miracoli della rete.

  • maristaurru

    Io non sto a disquisire sulle tante possibilità di berlusconi di apparire sulle proprie TV, nè sono in grado di pesare col bilancino le proprietà dei giornali che son parecchi, o delle tv.. tra l’altro credo sia un problema innegabile, ma gonfiato ad arte.
    Io però sono una persona comune che solo in quanto non anti berlusconi posso essere discriminata come non conforme in un Paese conformista, e qui non esserlo è un peccato mortale che trascende berlusconi si / berlusconi No.

    E davvero mi riguarda, e non solo a me. Certa gente crede di essere maggioranza proprio perchè negli anni ha messo a tacere chi non la pensa secondo certa vulgata girotondina, siamo in molti a vederli e percepirli come il fumo negli occhi, ma poichè non siamo nè matti , nè invasati, nè urlanti, nè prepotenti.. c’è chi immagina di esser lui tutto.. sogno il momento in cui questi assatanati avranno un doloroso risveglio , sperando che non diano fuori di matto del tutto.. se pensi che il buon Tonino già strilla che lo si vuole fisicamente eliminare. Oltretutto sono/siete, non so, privi di senso dell’umorismo e delle proporzioni , riuscendo ottimamamente a fare una confusione tale che se per caso tra i vostri politici ce ne fosse uno capace di pensare qualcosa che non sia copiato. nessuno se ne accorgerebbe tra tanto strarnazzio. Non è un bene per il Paese.. manca l’opposizione, ma abbiamo la guerra, una imbecillità sesquipedale, meravigliosamente bipartisan.. una goduria

  • Santos-Dumont

    Possono mettere tutti i lacci e lacciuoli che vogliono, ma gli individui fermamente determinati nel garantire le proprie libertà non possono essere fermati.
    Qualche link utile:
    http://www.ecn.org/kriptonite
    http://freenetproject.org
    http://it.wikipedia.org/wiki/Freenet
    Saluti.

  • Longoni

    Il “nostro” onorevole senatore a vita, pezzo di storia d’Italia e delle istituzioni dopo l’ultima guerra Giulio Andreotti, usa dire che pensando male si fa peccato, pero di solito ci si azzecca.
    Visto come si sta manipolando quello che è successo dai soliti onorevoli coi nomi assai eloquenti, la statua in faccia passa in secondo piano. Già lo stesso Berlusconi è pure uscito dalla machina per poter essere ripreso al massimo con la faccia sanguinante. Chiunque riceva un colpo che lo fa sanguinare dovrebbe essere piu’ intento alla ferita che alla visibilità della propria immagine. Ma evidentemente il “nostro” Presidente è fatto di un altra pasta. Il dopo però, ci spiega il prima. Su questo link: http://tv.repubblica.it/piu-visti/settimana/l-aggressione-ricostruzione-video/40226?video=&pagefrom=1 – si vede la mano alzata che sta tentando di colpire il “nostro”, prendendo la mira sopra le teste per ben 7 secondi. Un tempo forse insignificante per gente normale, ma non per chi di mestiere fa la guardia del corpo. Il cameraman dietro Berlusconi l’ha ripreso. Come mai i gorilla intorno non hanno fatto nulla almeno per parare o deviare il colpo? Spero che saranno almeno licenziati per dimostrata incapacità….
    Segnalo per tutti questo articolo assai interessante scritto da un prete: http://temi.repubblica.it/micromega-online/due-follie-don-farinella-commenta-laggressione-a-berlusconi/

  • cloroalclero

    martinez scrive:
    I cui prodest sono sempre a senso unico: si potrebbe anche dire che Berlusconi abbia subito un colpo devastante alla sua preziosa faccia e alla sua preziosissima immagine di ridanciano bambolotto benvoluto da tutti. Però il complottismo funziona proprio grazie all’abilità con cui i filtri paranoici fanno passare solo i dati che servono alle tesi complottistiche.
    Detto questo, separiamo le questioni: Uno, il colpo di Duomo in faccia a Berlusconi. Due, la maniera preoccupante in cui il governo intende approfittarne.

    detto questo, diciamo che il martinez da quel che scrive tira la statuetta del duomo in faccia alla logica, per spacciare contenuti ambigui. Nulla di nuovo. La cosa sorprendente sono i suoi estimatori.

  • Tonguessy

    Il terzo causa souvenir non veniva bene in foto.

  • marimari

    La vera censura stampa è la duomata sui denti di berlusca in seguito all’articolo del Giornale sul signoraggio

  • gnorans

    Dopo questa uscita di Maroni, il “popolo di internet” da cui e’ nata la “manifestazione spontanea” contro Berlusconi dovrebbe fare un quarantotto.
    Aspettiamo con ansia.

  • redme

    “.. tra l’altro credo sia un problema innegabile, ma gonfiato ad arte..”..se ci fosse peppino direbbe :”..e ho detto tutto”

  • Mari

    Video della canzone “Piazza facebook” de L’Altroparlante, nata dopo che facebook ha censurato due suoi video, “Canzone ad personam” e “Lettera aperta”. In Piazza facebook L’Altroparlante immagina uno scenario possibile tra non molto, quando la censura impedirà la circolazione del libero pensiero sulla rete. Per informazioni su L’ALTROPARLANTE
    ——————————————————————————-
    http:// http://www.myspace.com/laltroparlanteofficial oppure
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    http://www.facebook.com/pages/LALTROP
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    o anche http://youplay.ning.com/profile/LALTR
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    per testo di Piazza face book
    http://blogs.myspace.com/index.cfm?fu

    il video

    http://www.youtube.com/watch?v=gYZlYZTVtRk

  • Truman

    di oldhunter il Mercoledì, 16 dicembre

    Credo valga la pena riportare su CDC l’articolo di questo celebre prete di Genova che spesso mi fa riconciliare con la Chiesa.
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    Altrachiesa
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    “DUE FOLLIE”. Don Farinella commenta l’aggressione a Berlusconi di Paolo Farinella, prete
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    Lo sapevamo che prima o poi sarebbe successo. E’ successo nel modo più consono alla realtà perché è un colpo ««omeopatico». Un uomo malato, da dieci anni seguito dai servizi psichiatrici pubblici, armato di un souvenir della sua città, il simbolo della Milano civile e religiosa, il Duomo in miniatura pesante con guglie e Madonnina incorporati, aggredisce e colpisce un folle che per due ore sul palco ha gridato guerra contro tutti, aggredendo lo Stato, scagliando corpi contundenti contro la Repubblica, demonizzando i «suoi» nemici comunisti e di sinistra che ha presentato come «nemici» di tutto il popolo, presente in piazza, istigando non solo all’osanna di giuggiole demenziali, ma all’aggressione contro chi gli vuole –secondo lui – impedire di governare.

    Un uomo senza Legge e senza Stato aizza gli animi di psicolabili sui quali si erge come nano, formato tascabile, con un linguaggio da guerrafondaio, da comunista breshneviano, da estremista barricadiero, da folle. Cosa si aspettava? Un malato ha risposto in maniera uguale e contraria, facendogli assaporare con un colpo di duomo quello che aveva appena finito di predicare. Pura omeopatia.

    Tutto si consuma tra due pazzie, ma con una differenza. L’uomo malato è in cura psichiatrica da dieci anni; il folle sul palco è al governo dell’Italia.
    Il Malato è armato solo di un duomo souvenir, il folle al governo è ricco e circondato da un servizio d’ordine da sceicco con trenta persone super-pagate che non hanno saputo nemmeno fermare un oggetto volante: soldi pubblici sprecati inutilmente. Soldi nostri.

    Il malato fantastica nel suo mondo di frustrazione e cerca una rivincita.
    Il folle grida contro tutti e contro tutto, accreditandosi come «unico», «migliore», «vittima sacrificale». Pretende la salvezza giudiziaria a furor di popolo solo perché lui è «il capo».
    Ha avuto la risposta: un uomo malato, ascoltandolo, lo ha preso di parola e ha messo in atto il suo insegnamento: abbattere il «nemico».
    Sì, un malato ha riconosciuto il folle «ufficialmente» come vittima, trasformandolo in vittima. Non c’è vittima senza sangue.
    Il volto botulinato e rifatto cento volte, sanguinante e trasformato in maschera, svela davanti a tutti la vera consistenza della pazzia: lo sguardo sperso, terrorizzato, lui che ha sempre creduto di essere in cima ai sogni degli Italiani, ma specialmente delle Italiane, è stato costretto a svegliarsi da un colpo secco, sferrato con un souvenir «religioso».
    Si era accreditato come «Messia» per ritrovarsi detronizzato da un malato con un colpo secco di «Tempio», quasi a dire: «Tu sei spurio, sacrilego».
    L’uomo oscenamente ricco, per furto, evasione, riciclaggio è atterrato da un oggetto dozzinale da pochi euro. Nèmesi violenta. Nèmesi trasparente.

    Altri, e da tempo, avrebbero dovuto scacciare il «folle» dalla soglia del Tempio, in nome di una verecondia che non tollera culti di personalità. Altri, addetti alla religione del sacro, avrebbero dovuto dire «Adesso, Basta!».
    Non lo hanno fatto, perché impegnati in scambi di valuta pregiata e simoniaca. Chi è stato zitto per mesi davanti al dilagare dell’immoralità istituzionale, etica e umana di un satrapo malato di priapismo e di megalomania diarroica, non doveva mandare un telegramma di consolazione, ma doveva semmai mandargli a dire che tutti i Golia sono caduti per mano di piccoli Davide.
    Non ci è piaciuta, a ferita ancora calda e a duomo ancora insanguinato, la corsa del papa e del suo segretario di Stato a rimboccare le coperte di un indecente presidente del consiglio. Non ci è proprio piaciuta.
    Zitta di fronte alle aggressioni alla verità (caso Boffo); zitta di fronte alla manipolazione di ogni decenza; zitta di fronte agli assassini di Stato (migranti); zitta di fronte alla violenza mortale (carcerati morti per violenza diretta), la gerarchia cattolica, avrebbe dovuto dire una parola di verità e di consolazione verso il malato mentale che è stato indotto a compiere un gesto sconsiderato, ma coerente in quel contesto e in quella fucina di odio e di terrore che è il berlusconismo.

    Ancora una volta papa e cardinali hanno perso l’occasione di schierarsi dalla parte dei deboli per sistemarsi accanto ai ricchi e potenti.
    Eppure lo dice anche la Madonna: «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili» (Lc 1,52). La Storia, che è una maestra che non insegna nulla, ha mandato un uomo malato a fermare la ferocia omicida di un pazzo folle che non esita a trascinare la sua parte politica e succube a dichiarare guerra preventiva con invettive di violenza inaudita contro la Costituzione, contro il Capo dello Stato, contro la Corte Costituzionale, contro il Consiglio Superiore della Magistratura, contro i giudici chiamati a giudicarlo per delitti eversivi, contro la Legge, contro tutti coloro che pretendono che sia «uguale» a tutti i cittadini, sottoposto alla Sovranità della Legge.
    Pur di salvare se stesso da crimini che ha commesso in tutta la sua vita con la complicità di servi, schiavi e manutengoli,non esita a distruggere il tessuto civile dell’intero Paese, vittima egli stesso della sindrome di Sansone: «Muoia Sansone con tutti i Filistei».
    Il giudice Sansone però uccise se stesso per salvare il suo popolo. La maschera di uomo invece non esita a uccider eil popolo pur di salvare se stesso.
    Eppure c’è una giustizia insita nelle cose: per la mano forte di un uomo debole di mente, il potente, ubriaco di sé e della sua megalomania, ha sbattuto contro il muro della realtà. Ora deve sapere che chi semina vento raccoglie tempesta. La canèa si è scatenata, gridando contro il clima di odio e chiedendo, guarda caso, così per non nominare alcuno, all’opposizione di «abbassare i toni» e di «smettere il clima di odio che sta infestando la vita politica». Mistificazione pura.
    No! Non ci sto e canto fuori dal coro!
    Berlusconi e i suoi servi non hanno diritto di chiedere di abbassare i toni perché da 15 anni hanno rubato toni e semitoni, suonando solo loro la musica dell’aggressione a chiunque gli si oppone.
    Si dice che lo scontro deve ritornare alla politica; c’è un solo modo, non due, non tre: Berlusconi si faccia processare e dia le dimissioni; se fosse un vero capo di Stato darebbe l’esempio e rispetterebbe la Legge; egli invece vuole affossare ogni Legge, ogni decenza, ogni contrarietà alla sua logorroica esigenza di priapismo politico e mediatico.
    Sì! Abbiamo il coraggio di dire che quello che è successo è frutto della sua stupidità politica, della sua insipienza etica, della sua inconsistenza umana, della sua protervia di ricco mafioso che schiaccia chiunque gli attraversa la strada.
    Per lui tutti sono sotto di lui, formiche da schiacciare alla bisogna. Un uomo, un folle pericoloso.
    Le truppe a libro paga del Napoleotto brianzolo sono ignoranti, ma sanno far di conto quanto a mistificazione.
    Un esempio per tutti: Spatuzza accusa Silvio Berlusconi di fare affari con la mafia, ancora prima di diventare presidente del consiglio. Anzi, diventa presidente del consiglio in forza di quell’accordo e per onorare quell’accordo, secondo il quale la mafia è la “mamma” da amare secondo il comandamento cristiano: «Onora il padre, ma specialmente mamma santissima».
    Il giorno dopo due capibastone si presentano davanti ai giudici: uno, Filippo Graviano, mai nominato da Spatuzza, parla e dice che lui non conosce B.
    Apriti cielo: il mafioso diventa l’oracolo, la trasparenza della verità.
    Peccato! Pochi si accorgono che Spatuzza parla di Giuseppe Graviano, il quale, in puro stile mafioso, manda a dire al B., attraverso i giudici, davanti alle tv: «Io non parlo. Se devo proprio parlare lo farò quando dico io, per cui chi ha orecchi da intendere intenda».
    La corte brianzola, in trasferta permanente a fare da piedistallo al capo «a prescindere», lo assolve per ieri, per oggi e per domani e invoca la salvezza definitiva per legge, per sempre.
    Ora avviene lo sceneggiato si ripete: un uomo malato ha colpito col duomo volante il presidente del consiglio? I mandanti morali sono la sinistra e Di Pietro.
    La sinistra la vedono solo loro, perché non ci pare che all’orizzonte vi sia qualche segnale di fumo di sinistra; Di Pietro ha detto una lapalissiana verità: «E’ lui l’istigatore».
    Chi può contestarlo? Solo chi è in malafede e su questo piano, il più pulito ha la rogna.
    Occorre una legge retroattiva che dichiari Di Pietro «assassino consecutivo».
    In queste ore assistiamo alla corsa della marcia longa per dichiarare solidarietà al colpito, cioè al potente caduto dal predellino.
    Viene voglia di dire: chi di predellino colpisce, da predellino sbatte in terra.
    Non vi sono più le mezze stagioni, non c’è più religione e non c’è più neanche la sana follia di una volta!
    Ora tutto è capovolto, il pazzo formato tascabile in statura e morale, diventa il capo saggio e lungimirante al di sopra della Legge perché altrimenti non può stare al governo e fare sfoggio della sua illimitata follia; il malato in cura psichiatrica da dieci anni diventa il nuovo Gavrilo Princip, il bosniaco che il 28 giugno 1914 a Sarajevo attentò a morte l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono di Austria e Ungheria e sua moglie Sofia, accendendo la miccia che fece scoppiare la 1a guerra mondiale.

    Per rendere ancora più drammatico il momento e farlo fruttare in termini di consenso e di adesione, i corifei venduti e prezzolati sproloquiano di guerra civile e il ministro in similpelle dell’interno parla come mangia, ventilando l’ipotesi che poteva essere ucciso il suo presidente del consiglio. Ha appena ammesso il suo fallimento come ministro e avrebbe dovuto rassegnare subito le dimissioni. Roba seria, le dimissioni! AH, Maroni,m Maroni che porti il programma già nel tuo nome!
    Il lupo perde il pelo, ma non il vizio: il brianzolo che si crede il Messia, infatti, colpito a sangue e ancora col botulino disfatto, ma con i capelli perfettamente incollati, sogna per un momento di essere il papa. Infatti non era ancora giunto in ospedale che dichiara, come Giovanni Paolo II, dopo l’attentato di Ali Agca (1981), di essere «miracolato», lui il prescelto dal Signore per schiavizzare i sodomizzare l’Italia.
    Questa ce la poteva risparmiare.
    Cosa ci aspetta? L’inimmaginabile! Da capo di governo perseguitato, diventa capo di governo martire della libertà e vittima della sinistra sempre più comunista e violenta che non vuole le riforme e lo scudo illegale e fiscale, una sinistra (che solo lui vede) antidemocratica che impedisce all’Unto del Signore di raggiungere il trono di Dio in terra, in mare e in cielo.
    Seconda tappa: appena si sarà fatto e rifatto, prima che scada il tempo delle emozioni, andrà in pompa magna in qualche santuario a ringraziare qualche Madonna disponibile e qualche chilo di clero servile e, giuro, farà incastonare il duomo che lo ha colpito nella corona dalla Madonna a perpetua memoria. Intanto l’Italia piange il suo destino, mentre i cani, i randagi, i coyotes e le iene imperversano e infestano le foreste e le piazze cercando di spaventare chi non ha perso la lucidità per dare ai fatti il senso misurato dei fatti: un pazzo ha colpito un folle e se misuriamo il quoziente di pazzia/follia, siamo certi che il secondo supera di gran lunga il primo.

    P.S.
    1. Vogliono chiudere alcuni siti di Facebook perché l’indignazione incontrollata fa paura e senza controllo loro non possono e non sanno governare. Hanno bisogno di popolo osannante, ingannato, ma osannante. Tutti coloro che inneggiano a «Meno male che Silvio c’è…» sono da ricoverare con diagnosi disperata. Napoleonetto non sa perché «lo odiano»: venga, «sciur», che glielo spiego io con un disegnino.

    2. Ricoverato al San Raffaele dal suo amico di intrallazzi, don Verzè, è stato subito accudito e assistito come si conviene con medici personali e il pellegrinaggio ininterrotto di tutti gli essere inutili che popolano la Nazione e si credono importanti. Intanto in Italia, negli ospedali si muori di parto e per negligenza; chi ha bisogno di una tac deve aspettare un anno, chi va al pronto soccorso aspetta ore e anche giorni, salvo che non abbia la carta di credito in bocca come lasciapassare. Allora tutte le emergenze si risolvono. Tutte.
    Non ho mai chiesto un dono a Gesù Bambino, ma quest’anno faccio un’eccezione e chiedo che quel Bambino nato di straforo e di nascosto, extracomunitario senza permesso di soggiorno, irregolare e per giunta palestinese ebreo, possa liberarci una volta per tutte dalla peste civile e politica che si chiama Silvio Berlusconi. Anzi Shilviush Berluskonijad.
    Grazie Gesù e non avere paura di avere pietà di noi!
    (15 dicembre 2009)

  • brunotto588

    …”Imbecillità sesquipedale e meravigliosamente bipartisan” … è stupendooooo !!! ( oltre che esprimere perfettamente il quid del problema … )
    Perchè non cominciate a chiedervi ( e mi rivolgo agli imbecilli sesquipedali ) come mai da anni la Tv, in ogni programma, non fa che fomentare la lite tra due fazioni ( ed avviene col Calcio come con la De Filippi, con Santoro come con Ballarò, con i processi, con gli opinionisti, con i tronisti, con i grandi fratelli, con le mignotte televisive, coi misteri e coi santini, con i giochi, con Amici e con La Prova del Cuoco … ecc, ecc, ecc … ) Perchè non cominciate a chiedervi come riescano, i Potenti, a spingere in guerra i Popoli ??? E’ semplice: proprio in questo modo. Con la “Propaganda” ( la “P” maiuscola perchè è una vera e propria scienza del comportamento ). Fomentando due fazioni ( qualsiasi argomento va bene purchè “attecchisca” ) in modo da portarle a reagire solo emozionalmente, dimenticando qualsiasi razionalità. FREGATEVENE, è la via migliore … e ci sono tanti altri modi per dire “Io sono” !
    Così non fate altro che favorire il gioco di chi vi controlla, con la stessa utilità di una lite tra polli: alla fine tireranno il collo ad entrambi. Svegliatevi ( e salutate i disinformatori che vi stanno leggendo … Ciao ! )