LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL’INTERNO, ANNAMARIA CANCELLIERI

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DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Gentile Ministro Cancellieri,

per fortuna non capita a tutti di dover affrontare il trattamento che ha subito il povero Riccardo Welponer, in autostrada presso Mantova, con l’aggravante che gli autori del pestaggio sono stati due poliziotti. Uno dei quali è ritratto nella foto.

Immedesimiamoci per un istante nella vittima: dallo specchietto giunge un’auto senza insegne di riconoscimento, velocissima e chiede strada. “Eh, un momento…” è la prima reazione di chi guida, soprattutto se stai conducendo un furgone: guarda nello specchietto a destra se la strada è libera, metti la freccia, poi spostati…

Meno che mai t’aspetti, subito dopo, che l’auto ti “chiuda” e ne escano due energumeni i quali ti prendono a botte – fino a farti quasi perdere i sensi – per poi abbandonarti contro il guard-rail.


Fermiamoci un attimo e riflettiamo che, una simile vicenda, frantuma in un secondo le nostre certezze che esista uno stato di diritto: l’habeas corpus, concepito secoli fa dalla giurisprudenza britannica, perde significato, diventa una carta vecchia e scipita. In quel momento, però, pensi ad altro: ma cosa ho fatto? Deve essersi chiesto Riccardo Welponer, perché sono stato trattato in questo modo? Chi erano quei due bastardi che si sentono padroni dell’autostrada e delle vite che vi scorrono? Perché proprio a me? E per quale ragione?

La scena non deve aver avuto uno svolgimento così rapido, soprattutto se si riflette che un automobilista di passaggio ha avuto tutto il tempo d’annotare la targa dell’auto “pirata”. Immaginiamo cosa sarebbe successo se i due aggressori fossero stati rumeni o marocchini: no, per fortuna erano poliziotti, quelli che dovrebbero prevenire simili atti.



Subito dopo l’auto riparte a gran velocità ed il povero Welponer (presumiamo) viene soccorso da altri automobilisti: sul posto giunge la Polizia Stradale che raccoglie le prime impressioni dalla vittima la quale viene invitata a denunciare il fatto presso la Squadra Mobile della Questura di Mantova. Proviamo a pensare cosa passa per la testa agli agenti della stradale: “Ma guarda te che delinquenti…”

Welponer si reca in Questura a Mantova e fa denuncia “contro ignoti” perché non sa nulla dei suoi aggressori e, fortunatamente, consegna il numero di targa ricevuto dall’automobilista di passaggio.

Gli uomini della questura di Mantova, appena iniziata la ricerca – immaginiamo – sudano freddo: è un’auto “civetta” della Polizia di Stato. Probabilmente chiamano qualche superiore e chiedono lumi.

Da questo punto in avanti le informazioni si fanno fumose e procederemo più per logica che per conoscenza dei fatti: Riccardo Welponer è il nipote di Nadir Welponer, ex segretario regionale del PD ed è facile credere che Riccardo abbia informato telefonicamente lo zio della vicenda.

Gli uomini della Questura di Mantova si trovano stretti fra la difesa di un collega e quella forma, tutta italiota, del “lei non sa chi sono io”: probabilmente, decidono di comportarsi come Ponzio Pilato (e come la legge prescrive), ossia forniscono al magistrato tutti i dati della vicenda.

A questo si riferisce l’aggressore – Luca Prioli, di Vicenza e segretario regionale del COISP (Sindacato indipendente della Polizia) – quando afferma (1):

“Certo è che chi ha fatto il mio nome in relazione a questa vicenda la pagherà cara, perchè nessuno doveva sapere che io mi trovavo in quella macchina...”

Un avvertimento in pieno stile mafioso.

Evidentemente, sperava in una “copertura” istituzionale che non c’è stata ed ora è nei guai, giacché quel rapporto della Questura di Vicenza, oggi, è sul suo tavolo, Ministro Cancellieri.

Che fare?

Se Prioli può giustificare qualcosa – ad esempio la fretta di quella missione – si contraddice, perché i due agenti hanno senz’altro perso più tempo nell’inutile aggressione: se si fossero limitati al classico “vaffa”, nulla di questo sarebbe successo e sarebbero giunti senz’altro prima.

Ma Prioli ha commesso una serie di reati mica da nulla: che ne dice Ministro?

Per prima cosa le lesioni personali (art. 582 C.P.) che comporta una reclusione da tre mesi a tre anni.

Dopo l’aggressione, i due poliziotti se ne sono andati, dimenticandosi che lasciavano una persona ferita (sono medici? potevano giudicare con uno sguardo le condizioni di Welponer?) appoggiata ad un guard-rail.

Perciò, sono colpevoli anche del reato di omissione di soccorso (art. 593 C. P.), che comporta la reclusione fino ad un anno.

Stando alle ammissioni dello stesso Prioli, i due stavano trasportando un detenuto: dalle affermazioni di Welponer si evince che gli aggressori erano due, dunque il fantomatico detenuto era solo ed abbandonato a se stesso.

Il reato corrispondente è quello, probabilmente, di omissione d’atti d’ufficio (art. 328 C. P.) che prevede la reclusione da 6 mesi a due anni, sempre che non sia prevista una diversa punizione da regolamenti interni della Polizia per mancata consegna.

Di là delle mere quantificazioni aritmetiche degli anni di galera, c’è un’aggravante: i reati sono stati commessi proprio da persone delegate alla difesa del cittadino. Se il comportamento del Welponer aveva violato qualche norma del Codice della Strada essi potevano multarlo, ma non è concepibile una simile forma di “legge del Far-West”.


Il Prioli dimostra, poi, scarsi rudimenti nella lingua italiana: si è giustificato definendo l’episodio (2) un “alterco” ma – da che mondo è mondo – un alterco è verbale e non lascia la vittima (di percosse) mezza svenuta contro un guard-rail.




Insomma, riteniamo che il Prioli ne abbia fatte più di Carlo in Francia, inanellando una serie di reati mica da ridere: sarà lei a giudicare se è ancora meritevole di portare una divisa.

A latere, notiamo che questi comportamenti squadristi da parte della Polizia di Stato si stanno moltiplicando: dalla “madre” di tutte le nequizie – la Uno Bianca – si passa all’azione squadrista della Diaz (“La più grave sospensione dei diritti umani in Italia dal dopoguerra”, come la definisce Amnesty International e, con toni appena più pacati, “puro esercizio di violenza di gravità inusitata” dalla Corte di Cassazione nella sua sentenza), poi arriva il caso Aldrovandi – un ragazzo che torna a casa dopo un concerto e viene massacrato senza un perché – infine Sandri, oggetto del “tiro a segno” di un agente che credeva d’essere Guglielmo Tell. E chissà quanti ne dimentico: lei, in ogni modo, ha tutti i casi nel suo archivio.

Il che, fa pensare che qualcosa non funzioni: troppo stress? Stipendi bassi? Beh, con i tempi che corrono…ma non è una buona ragione per massacrare la gente senza colpa. Ritengo, invece, che si tratti di pessima formazione: un insegnante sa bene che, se prende a schiaffi un ragazzo, viene licenziato. A volte mugugna, perché pensa “se questo fosse mio figlio…” però sa bene cosa significa “l’inviolabilità della persona umana” e si comporta di conseguenza. Perché un agente non lo sa? Perché nessuno glielo ha spiegato: anzi, probabilmente “qualcuno” lasciato capire che ci sarà sempre una sorta d’immunità. Questo non fa parte di quello che “ci chiede l’Europa”? Già…ma guarda. Un governo è responsabile anche delle azioni dei Pretoriani, lo rammenti.



A meno che il Prioli non fosse “in missione per conto di Dio”, ma in questo caso preferiamo tenerci gli originali:





Fiduciosi nel suo intervento, restiamo in attesa.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2012/11/lettera-aperta-al-ministro-dellinterno.html

28.11.2012

(1) Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/23/mantova-picchiato-e-lasciato-sulla22-da-agenti-in-borghese-e-segretario-coisp/423730/

(2) Fonte: http://www.bassanopiu.com/tags/riccardo-welponer

Commenti (33)

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    1. IVANOE 29 novembre 2012

      Le forze dell'ordine e i vigili urbani e dico tutte ed a tutti i gradi e i livelli !!! sono da congedare immediatamente dandogli incarichi secondari del tipo guardiani dei musei... E arruolarne delle nuove che siano acculturate, formate e fedeli alla costituzione italiana...
      Molte volte gli atti di violenza in italia sono commessi proprio dalla prepotenza delle forze dell'ordine e quello che racconta bertani è storia di tutti i giorni.
      Ultimo fatto a Roma dove un'auto a tamponato innavvertitamente un'altra auto dalla quale è uscito un poliziotto (ovviamente era fuori servizio e con la famiglia moglie e figli a bordo...) che ha cominciato senza motivo a spintonare senza motivo il giovanotto della macchina che aveva commesso il sinistro ( il giovanotto si era preso subito la colpa e aveva preparato il CID...) al prepotente poliziotto gli è andata male perchè il giovanotto esperto di arti marziali si è subito difeso dall'aggressione ed a messo fuori combattimento il poliziotto che però di tutta risposta ha tirato fuori la pistola di "ordinanza" e gli ha sparato ad un piede.... Ovviamente arrivano i colleghi e lui con un candore del miglior gerarca delle SS ( con il giovanotto a terra...) ha detto subito ai colleghi. mi ha spinto e cadendo è partito un colpo dalla pistola...capito ?
      Queste storie mi fanno venire in mente che anni fa è accaduto che mentre stavo prendendo il treno e nella calca cercavo di farmi un pochino di largo ( perhè questi sono i treni italiani...) ho avuto la sventura di trovarmi vicino nella calca due poliziotti ovvimaente fuori servizio ( li avevo sentiti parlare mentre attendevo il treno con toni abbastazna accesi sulle persone in genere, sugli immigrati ecc. ecc. e sul fatto che loro non sopportavo i maldeucati ) tornando alla calca uno di questi che avevo vicino e già all'interno del treno ha proferito al collega dietro di me : vedi a questo gli spezzerei una gamba..." ho subito capito che ce l'aveva con me perchè l'unico torto che avevo è che mentre entravo ero stato spinto dagli altir passeggeri contro di loro...

      Perchè dico di congedarli tutti.
      1) perchè sono quasi tutti esauriti dal sistema del loro lavoro, colleghi che fanno i lecchini, dirigenti che vengono trattati come il re sole !!!
      2) molti di questi per superare le continue frustrazioni fanno uso di sostanze e/o medicinali che alterano il loro stato notrmale
      3) sono ignoranti che li porta all'esaltazione del sistema in cui vivono è più facile che uno di loro voglia essere uguale a fabrizio corona ed a tutto il suo contorno piuttosto che rappresentare un rasserenante padre di famiglia ( stessa cosa dicasi per le donne poliziotto ).
      4) non son preparati a subire lo stress.
      5) non sono tranquilli si sentono forti quando sono in gruppo ma se lasciati soli prendono i tranquillanti per paura di essere riconosciuti da qualcuno quanod escono di casa ( mentre chi porta una divisa dovrebbe essere fiero di quello che fa, mentre si ha la sensazione che si sentano sporchi...)

      Mi chiedo. Cosa succederà quando si sveglieranno i cittadini che si prepareranno con le stesse armi a difendersi dalle prepotenze di persone che dovrebbero difenderi ( sono pagati da noi per questo....) e che oltre a non farsi riconoscere sono anche prepotenti per un potere che a loro è stato affidato e non acquisito ?

    1. IVANOE 29 novembre 2012

      ...scusa se non sbaglio hai dimenticato altri cerberi che difendono lo status quo italiano ( ossia io so io e tu nun sei un c....zo ) : la delinquenza organizzata, la mafia e la camorra che fanno i lavori sporchi e squadristi quando qualche buon italiano ben consapevole di dove viviamo prova ad alzare la testa...

    1. hobie 29 novembre 2012

      Questo paese di merda (Luttazzi dixit) ci fa sempre più vergognare ma non stupire.
      Tutti i regimi, più diventano autoritari più diventano violenza, arbitrio, impunità.
      Queste elites che vogliono riportare le classi subalterne al XIX secolo si fondano sul lavaggio del cervello e sui loro sbirri. Sbirri che fanno vergogna e orrore.
      Io e molti miei familiari e amici, quando vediamo polizia o carabinieri abbiamo paura: sono strafottenti, arroganti, violenti e certi dell'impunità.
      Certo, non si può generalizzare ma è un fatto che un mestiere dove ti pagano per picchiare, spiare e reprimere e incarcerare, non può essere svolto da gente permeata da certi (dis)valori.
      Questo ovviamente non vale solo per gli sbirri del Bananistan di tradizioni fasciste ma per tutti i regimi del mondo, con la differenza che nei Paesi civili gli sbirri violenti sono (più o meno) puniti, qui, nell'italia di oggi, sono sempre + impuniti.
      Senza sbirri (e giornalisti di regime) questa dittatura tecno-finanziaria crolla domani, per questo possono spadroneggiare impuniti.
      Inutile dire che il ministro non farà null'altro che elogiarli (privatamente), stigmatizzando davanti ai media di regime, come da copione.
      Del resto il nostro attuale capo degli sbirri di regime, Manganelli, (uno degli "eroi" del massacro di Genova 2001,è il burocrate + pagato dal regime: + pagato di tutti, oltre seicentomila euro all'anno!
      Capite? + il regime li copre di soldi e + ci picchiano. E viceversa, ovviamente.
      La Casta ha i suoi privilegi, e anche i suoi sbirri (effetto trickle down) ne hanno alcuni. Specie verso gli esseri inferiori, ovvero la popolazione comune. Come in tutti i regimi.
      Serve una rivoluzione, una vera rivoluzione. Ormai questo paese di merda è a livello della Corea del Nord (senza offesa per la Corea).
      Purtroppo invece, in questo paese di filistei la maggioranza tace e guarda la tv. E legittima, col suo silenzio, lo sporco lavoro di questi criminali in divisa che infangano e disonorano la loro divisa, il loro paese e i cittadini che, con le tasse, gli pagano lo stipendio.
      Prima o poi, per questa Casta e per i suoi manutengoli infami ci saranno tribunali e patiboli. E forse prima che poi.

    1. terzaposizione 29 novembre 2012

      Sbirri
      State seduti su un Vulcano che quando erutterà sfogherà su di voi la rabbia accumulatasi.

    1. Aironeblu 29 novembre 2012

      Sì, purtroppo la piega che stanno prendendo le forze dell'ordine è quello degli squadroni dittatoriali, piano piano, ma procedono incoraggiati dall'impunità dei loro reati. Prendiamone atto.

    1. Aironeblu 29 novembre 2012

      È esattamente il tipo di figura funzionale ad ogni regime, arroganti, privilegiati, criminali e sempre protetti da un governo sempre più servile al potere e più ostile ai cittadini. Adesso tocca alle forze dell'ordine decidere con chi schierarsi, se prendere a manganellate in faccia chi protesta contro lo smantellamento del paese, o ritrovare un po' di decenza e fare il proprio lavoro in maniera civile, cioè per i cittadini che gli pagano lo stipendio.

      Aggiungo che se capitasse a me un episodio del genere non starei ad aspettare la giustizia della signora Cancellieri.

    1. zapper 29 novembre 2012

      Sempre più soldati e reduci in servizio di ordine pubblico
      http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20121117/manip2pg/04/manip2pz/331857/ [www.ilmanifesto.it]

    1. Tonguessy 29 novembre 2012

      troppo stress? Stipendi bassi? Ritengo, invece, che si tratti di pessima formazione


      Macchè. La formazione è quella giusta: far capire che chi ha il coltello dalla parte del manico può affondarlo dove e come meglio gli pare. E' un errore sistemico di ogni società piramidale dove la casta poliziesca serve a mantenere sotto controllo un'ampia classe di sottoposti, a cui va aggiunto l'errore politico contingente: le politiche neoliberiste prevedono che ogni parvenza di democrazia sia un danno per il libero mercato, quindi molto meglio la dittatura. Pinochet docet.

      Il sistema è quello ben collaudato dello "shock and awe": creare paura generalizzata per paralizzare il malcontento. Le masse devono convivere con un diffuso senso di impotenza per essere controllate meglio. Quindi la formazione di quei poliziotti è esattamente quella che ci si aspetta da chi deve tranciare le dita di Victor Jara, reo di comporre musica che richiama le genti verso il dovere di difendere i propri diritti.

    1. menici60d15 29 novembre 2012

      Con questa compita e “fiduciosa” letterina al ministro del Viminale si amplifica l’effetto intimidatorio della notizia dell’incredibile aggressione gratuita dei poliziotti a Welponer. E Anna Maria Cancellieri, fin da quando era prefetto, ne sa qualche cosa sull’arte dell’intimidazione obliqua a favore dei rapaci poteri che le hanno fatto fare carriera.

    1. Nauseato 29 novembre 2012

      L'altro giorno da Firenze verso Bologna, dopo il lungo tratto appenninico discendente dove l'autostrada è a 4 corsie stavo superando in terza quando vedo piombare da dietro sfanalando e a velocità folle, due auto con singolo lampeggiane blu. Non ostante non ci fossero per me ragioni per farlo, ma prevedendo rotture di scatole mi sposto sulla seconda corsia e assisto alla scena ...

      Le due auto scure di grossa cilindrata arrivano infatti in un lampo e si incollano a pochi centimetri sia tra loro, sia da un furgoncino nella corsia di sorpasso più a sinistra (vero che le distanze di sicurezza non se le fila nessuno ... ma qui si esagera, no?) che stava superando a non meno di 160-180km/h e che però non può rientrare avendo di fianco altre auto.

      Comportamento alquanto da stronzi, direi. Cosa pretendevano, che il furgoncino svaporasse nel nulla per far passare loro? Non lo mollano e vedo il riflesso dei loro fari isterici sul retro del furgoncino.

      Quindi?

      Quindi con una manovra CRIMINALE sorpassano tutti quasi sulla corsia di emergenza infilandosi nei i varchi liberi tra le auto e proseguono ripetendo con leggere varianti il medesimo comportamento, sorpassando a zig-zag e rompendo i coglioni a tutti, fin che non scompaiono – finalmente – dalla vista.



      Immagino che i due autisti fossero in missione per conto di Dio, stessero sventando un attentato, fossero in corsa per questioni di vita o di morte (notare erano solo autisti, nessun passeggero) ...

      Probabile. Ma a me sembravano solo due misarabili arroganti e soprattutto due pericoli pubblici con licenza di poter compiere impunemente una serie infinita di infrazioni e manovre criminali che sarebbero costate la patente a vita a qualsiasi altro mortale.




      Sarò populista, ma questo era, è e resterà un paese di merda.




      Ah piccola aggiunta: l'altro giorno mi sono arrivati da pagare 60€ perché sorpreso alla bellezza di 81km/h dove il limite è 80.

      Sarò populista ... ecc.

    1. Primadellesabbie 28 novembre 2012

      Povera Italia. Uno dei miei nonni, che ha dovuto combattere nella prima guerra dalla parte italiana, non ha mai pronunciato la parola Italia senza l'aggettivo "povera" e l'espressione conseguente. E io da bambino non capivo perché!

    1. Jor-el 28 novembre 2012

      Nel frattempo, si può cercare di rompere i cosiddetti affinché lo sbirro manesco venga punito, o almeno abbia un po' di seccature (denuncia processo, ecc ecc). Fargliela passare proprio liscia liscia liscia del tutto in attesa della rivoluzione non mi sembra molto bello, e nemmeno propedeutico nei confronti dei suoi colleghi.

    1. Ercole 28 novembre 2012

      Lo stato non processera mai i suoi servitori la storia e piena di queste nefandezze ,la polizia, la magistratura i servizi segreti, l,esercito sono il braccio armato dei padroni, da sempre ha difeso i suoi aguzzini , e oggi piu che mai di fronte alla crisi ,si servira di loro ,in nome dell,ordine pubblico,anche perche teme una ripresa delle lotte dei lavoratori,non esiste la giustizia borghese,LO STATO non e un ente al di sopra delle parti ma il difensore della classe dominante ,storicamente e nato per assolvere questa funzione ,e il cane da guardia di chi detiene il potere , solo con un atto rivoluzionario si potra fare giustizia ,e chiedere conto ai padroni.

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