LETTERA APERTA A UN AMICO GRECO - LA GRECIA ENTRERA' IN UNA SITUAZIONE SIMILE A QUELLA DEL CILE DI ALLENDE

LETTERA APERTA A UN AMICO GRECO - LA GRECIA ENTRERA' IN UNA SITUAZIONE SIMILE A QUELLA DEL CILE DI ALLENDE

DI JOSEPH HALEVI

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La Grecia entrerà in una situazione simile a quella di Allende.

Allende aveva un programma moderato ma fermo su alcune questioni: la necessità di nazionalizzare il settore minerario (la dimostrazione che fosse nel giusto è data dalla decisione di Pinochet di rinazionalizzare nel 1984 la stessa industria, dopo averla privatizzata nel 1974), cibo, programmi sociali ed educativi per i più poveri.
Il resto sarebbe rimasto al settore privato.

Egli non aveva nemmeno un progetto di sviluppo in senso industriale. Ma nessun compromesso era possibile agli occhi delle classi benestanti e militari. Doveva essere cacciato. La debolezza fondamentale di Allende è che non ha avuto un movimento di massa abbastanza grande alle spalle. Essenzialmente la maggior parte di esso è stata fornita dal partito comunista del Cile mentre la posizione di estrema sinistra MIR era più complessa.

La Grecia dovrà affrontare una situazione simile e, surrettiziamente, un simile rischio e pericolo. Vale a dire che gli oppositori non vorrebbero (a) un compromesso e sentendosi molto più forti realmente, all'opposto di una vittoria elettorale, (b) prendere prigionieri.

Davvero non riesco a vedere come la Grecia possa sfuggire una situazione di Allende.

La NATO e le istituzioni europee hanno dimostrato che non rispettano le regole democratiche. Creano scenari e situazioni di sovversione, che presentano quindi come un processo democratico. In tempi normali possono utilizzare un approccio soft. Questo è successo più di una volta con l'Irlanda ogni volta che ha rifiutato i trattati di Bruxelles. Bruxelles ha elevato tanto la pressione da costringere le autorità irlandesi a nuovi referendum fino a quando «l'Europa» è stato soddisfatta. Inoltre, in relazione all'Ucraina, la Nato e l'Unione Europea hanno mostrato che essi non hanno alcun problema a legittimare un movimento nazi-fascista, se si adatta alle loro esigenze.

Ricordate che la Grecia è veramente alla periferia dell'Europa, in modo non comparabile all'Irlanda, a causa del ruolo di Dublino come piattaforma verso il resto d'Europa per multinazionali operanti in elettronica, farmaceutica e altri avanzati rami dell'economia mondiale. Così l'asprezza dell'atteggiamento verso la Grecia dalle istituzioni europee sarà molto molto maggiore di quella verso l'Irlanda. Infatti essi non si preoccupano della vita normale in Grecia. Può andare tutto alla malora. Da qui un colpo di stato 'bianco' è possibile indebolendo il governo eletto al punto di indurre una crisi costituzionale.

La Grecia sarà da sola. Non si deve aspettare nulla dall'Italia di Renzi. Il team di Renzi è tutta aria fritta. Le politiche economiche sono strettamente nelle mani di Padoan che è un uomo OECD-Troika. Egli credeva nell'austerità su tutta la linea. E infatti, quando in Italia circoli ufficiali parlano contro l'austerità, lo fanno così in riferimento allo screditato governo Monti che ha promosso un arbitrario e grande aumento fiscale insieme a tutti i tipi di tagli. Così quando i ministri del Governo italiano parlano contro l'austerità significa che essi sono contro l'esperienza Monti ma sono a favore di riduzioni fiscali, accompagnate da tagli di bilancio. Questo è niente altro che l'austerità espansiva spacciata per anni da Alesina e Giavazzi e intellettualmente così in fallimento che gli stessi autori si sono tirati indietro da essa. E ancora, via Padoan che è il custode dell'austerità, il governo italiano ancora sostiene questa posizione mentre Renzi continuerà a produrre aria fritta affermando che lui è contro l'austerità.

La Grecia non dovrebbe aspettarsi niente, assolutamente niente, dalla Francia. Non solo la Francia è il principale colpevole per quanto riguarda il pasticcio giuridico e politico dell'Unione europea sin dalla formazione dello SME nel 1979, ma ha aumentato la sua dose di austerità. Essi non sosterranno la Grecia, al massimo la useranno per le loro esigenze che sono abbastanza semplici: dovranno chiedere misericordia a Bruxelles e Berlino, perché essi non raggiungono i loro obiettivi di crescita e bilancio. Mai credere ai sorrisi dei funzionari francesi: sono bravissimi a fingere (esempio: Jospin e il patto di stabilità di Dublino del 1996. Ha fatto una campagna contro di esso nel 1997 poi ha approvato il trattato di Amsterdam, che ha completamente incorporato il patto di Dublino, senza fare domande).

La Grecia non può fare affidamento sul movimento dei lavoratori in Europa: in Francia e in Italia è agonizzante, in Germania ha la stessa ideologia di quella dei conservatori riguardo la colpevolezza di chi ha contratto debiti.

Quindi la Grecia è completamente sola. Io non avrei una così negativa percezione della situazione se la dimensione elettorale di Syriza fosse sostenuta da un vero movimento di massa, un sindacato significativo e una cittadinanza organizzata. Non sarei allegro perché anche nel caso più favorevole la strada per uscire dalla presente situazione sarebbe estremamente difficile, ma almeno avrebbe un paio di possibilità.

Io non so se Syriza abbia spiegato chiaramente al pubblico che anche nel migliore dei casi la strada sarà estremamente dura. Serve una completa ristrutturazione economica mentre le persone saranno costrette a vivere sotto condizioni di emergenza sia politiche che economiche.

Joseph Halevi

Fonte: www.facebook.com

23.01.2015

Traduzione ita su http://precariunited.blogspot.it

Commenti (19)

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Mostra commenti 19 caricati
    1. geopardy 30 gennaio 2015

      Non sono sicuro che la Turchia, in questo momento particolare, si possa prestare al gioco come tu dici, ma tutto è possibile, perchè potrebbe essere la carta (la promessa della Tracia), che gli Usa potrebbero utilizzare per "riappropriarsi" della vecchia influenza in Turchia.

      Per quanto riguarda la volatilità, purtroppo, come anche tu sottolinei, è una truffa reale che incombe sul genere umano e non può che generare QE e bolle speculative a non finire, non ultima quella dello shale-gas statunitense.
      La Russia, da abile giocatrice qual'è, sono più che convinto che tenterà la carta greca, nel senso che tu dici.
      La situazione, comunque, si sta facendo interessante.
      Ti ringrazio.
      Ciao







    1. Georgios 29 gennaio 2015

      Siccome gli argomenti trattati sono parecchi cercherò di esprimere un giudizio in modo “telegrafico” e mi scuso per questo.

      1. Il colpo di stato e sì impossibile perché le “misure” hanno toccato i militari in modo drammatico e loro sono incazzati neri. Inoltre, le politiche dei colpi di stato sono state sostituite da “rivoluzioni colorate” ma una “rivoluzione” cosi e' impensabile in Grecia a meno che non sia rivolta contro la troika, cioè l'organizzatore stesso delle rivoluzioni colorate.

      2. L'unico modo di destabilizzare e' quello di un episodio caldo da parte della Turchia con conseguente intervento della NATO “per ristabilire ordine e democrazia”. Questo comporterà una perdita di territorio greco dato che l'esercito nazionale dovrà ritirarsi dalla regione contesa (Tracia) per “rispettare gli accordi”. A sua volta ciò verrà indebitato a SYRIZA perché e' noto che “i comunisti sono dei traditori che svendono il proprio paese”.

      3. Purtroppo la Turchia e' molto probabile che si presti a questo gioco perché da sempre questo paese ha esportato le proprie crisi verso episodi internazionali. E la Turchia oggi si trova in grande crisi economica e sociale. Non dimentichiamo le rivalità fomentate dai governi turchi verso qualsiasi cosa che sia ellenica (come e' successo con Cipro) che hanno un obbiettivo interno (tenere la mente del popolo occupata con questioni di supposta grandiosità) e uno esterno (bisogni dell'imperialismo turco nella regione).

      4. La Russia ha sempre svolto un ruolo favorevole per gli interessi greci non però per ragioni di fratellanza culturale e religiosa (che pure ci sono ma vengono dai potenti sfruttate per promuovere i propri piani) ma perché la Grecia e' l'avamposto occidentale verso le influenze orientali. Naturalmente la Russia come potenza mondiale ha in mente i propri interessi e non la felicità dei “fratelli greci”, ma data la situazione internazionale oggi che ha portato la Russia de facto e quasi de jure dalla parte del giusto rispetto ai prepotenti cowboys, una politica abile da parte della Grecia potrebbe portare effettivamente a dei vantaggi sia internazionali, sia economici, sia a livello di sicurezza rispetto alla minaccia turca.

      5. Bisogna riconoscere che questa carta dell'abilità politica che si basa sulla propria posizione geografica e' stata usata finora nel miglior modo possibile dalla Turchia rispetto all'occidente mentre e' stata il terreno di dimostrazione del servilismo dei politici greci. Speriamo che Tsipras faccia finalmente la differenza. Gli esempi degli accordi della Turchia e dell'Egitto con la Russia che porti, indicano che e' possibile e indicano quanto e' facile confrontarsi con la superpotenza di carta degli yankee.

      6. Non considero FYROM una analoga potenziale minaccia ma certamente non e' da escludere. Sono aspirazioni che come dici giustamente vengono fomentate dagli stessi centri troikani e si basano sui dollari e la propaganda che trova facile preda in un paese arretrato come quello.

      7. L'economia “liquida e volatile” e' il risultato della propaganda mediatica che ci ha quasi convinti che si tratti dell'unica economia esistente e possibile. In realtà si tratta di speculazione pura e semplice che non trova nessun riscontro nell'unica economia reale: quella che si basa sul lavoro della gente. E' per questo che vogliono sostituire le entità nazionali degli stati con dei vassalati tipo FYROM (o come le ZES che spuntano dappertutto) in cui far lavorare la gente come schiavi senza alcun diritto mentre loro si dedicano all'economia creativa che crea ricchezza dal nulla che poi pretende di incassare nella forma di beni realmente esistenti (come le nostre proprietà). Cosi hanno creato la moneta a pagamento e di conseguenza questa ridicola tragedia del “debito pubblico”. Cosi hanno creato un ricchezza fittizia centinaia di volte maggiore del PIL mondiale. E che, malgrado ciò, da veri briganti, pretendono di incassare.

    1. geopardy 29 gennaio 2015

      Caro Giorgios,

      gradirei un tuo giudizio (sempre lo ritenessi opportuno) rispetto a quello che ho scritto nel mio commento.
    1. geopardy 29 gennaio 2015

      Il partito con cui hanno formato il governo è il più anti-troika che ci sia in Grecia, almeno da quello che ho letto su di loro, quindi degli autentici patrioti (la tipologia di persone che piace assai ai militari).

      L'avergli dato la gestione del Ministero della Difesa potrebbe proprio servire a tenere fedele l'esercito alle politiche del governo (vista la tragica esperienza greca finita una quarantina di anni fa), onde evitare complicità con "strategie della tensione", queste sempre possibili in un contesto di opposizione ai padroni delle ferriere.
      Sappi, comunque, che in un paese a regime democratico (e non solo), conta molto di più il Ministero dell'Interno che quello della difesa, a meno di autentiche guerre militari in corso.
      Non so chi tu intenda con quel... chissà...
    1. Georgios 28 gennaio 2015

      Leggendo anche il tuo commento di prima (quello all'articolo) capisco che ci sono delle cose che ti sfuggono, ma questo e' normale dato che non vivi in Grecia.

      Ti sbagli quando consideri gli AnEl un partito di estrema destra,

      Ti sbagli quando dici che “quelli” scendono a patti con avversari di pari forza,

      Ti sbagli quando dici che i militari greci sono tranquilli perché stanno con la troika,

      Ti sbagli quando dici che la NATO non interverrà perché si sente a posto con Tsipras,

      Ti sbagli quando affermi che Tsipras=Grillo (e questo non e' un complimento a nessuno dei due),

      ed infine ti sbagli quando mi consideri un ottimista, anzi troppo ottimista.

      Il guaio e' che per spiegare tutti questi “ti sbagli” ci vorrebbero altrettanti articoli. Tranne naturalmente che per l'ultimo “ti sbagli” che e' indimostrabile, come però e' altrettanto indimostrabile il tuo “sei troppo ottimista”.

    1. Marian 28 gennaio 2015

      La Grecia di Tsipras non è affatto isolata come sostiene l'articolo. E' vero che si trova alla periferia dell'Europa, ma è anche vero che confina con l'Asia Minore, cioè con la Turchia di un Erdogan ormai dubbioso sulla UE. Inoltre, in caso di fuoriuscita dalla moneta unica potrebbe aderire all'Unione Euroasiatica guidata da Putin.

    1. geopardy 28 gennaio 2015

      Prima considerazione:

      non credo ad alcun colpo di stato militare in Grecia.
      Tenteranno, semmai, in altre maniere di destabilizzare la situazione politica, sempre che l'attuale governo dia seguito alla sua proclamata resistenza.
      Anche nel caso degli "altri eventuali metodi", ritengo la situazione greca talmente spinta oltre ogni limite accettabile per un paese europeo, da consentire pochi spazi di manovra, anche in tal senso, da parte della troika.
      Ci sono, inoltre, troppi fronti aperti di crisi intorno e dentro all'UE, per permettere di inimicarsi ulteriormente il popolo greco.
      Seconda considerazione:
      gli equilibri nel mondo stanno mutando ed altre macro-realtà stanno emergendo, vedi la Federazione Euro-asiatica e la forte convergenza tra Cina e Russia, con l'appoggio dei restanti altri 3 paesi dei BRICS, con le loro relative influenze su paesi terzi.
      La Grecia, per religione e cultura, è molto più vicina alla Russia che al centro e nord Europa, considerando, inoltre, che Mosca è stata l'unica che abbia offerto un reale vantaggio alla Grecia scontandogli il gas in questi anni di grossa crisi, tenendo in considerazione che la Cina ha già il controllo del principale porto della Grecia e quest'ultima sarà la strada del gas per il turkish stream diretto in Europa, con tutti i vantaggi economici e geopolitici che esso comporterebbe per la Grecia, in una situazione di ulteriore forte contrasto con l'UE, essa potrebbe optare per l'area euro-asiatica e sarebbe, probabilmente, anche ben accetta, quindi, la UE dovrà tenere un profilo ben più basso di quello che vorrebbe.
      L'unica patata bollente, che potrebbe scoppiare, sarebbe il rischio di una ripresa di rivendicazioni territoriali da parte della Macedonia nei confronti della Grecia (già paventata in passato), eventualmente, fomentata dall'area della troika, mentre la Turchia (che, solitamente, è in conflitto a causa di Cipro contro la Grecia e non mi sembra si stia avvicinando all'UE), dal momento che ha stretto l'accordo con la Russia sul transito del gas ed avendo estremo bisogno della Grecia per proseguire il progetto, se ne starebbe buona e non creerebbe problemi, anzi, forse sarebbe un'occasione per entrambi per risolvere la questione di Cipro una volta per tutte.
      Difficile dire quale sarà il futuro della questione, ma si sta rivelando un mondo molto più complesso di quello di 15 anni fa, quando divenne operativo per tutti l'euro.
      In un 'economia liquida che sta divenendo sempre più "volatile", impossibile fare previsioni a media e lunga scadenza e sempre più difficile anche a breve scadenza, ogni errore di valutazione potrebbe rivelarsi fatale.
      La Nato meriterebbe un capitolo a parte, infatti, non ha rilasciato dichiarazioni sull'accordo tra la Russia e la Turchia (gli Usa non hanno emesso un fiato neanche a quello recentissimo tra Egitto e Russia, in cui, addirittura, si sono accordate per pagamenti nelle relative monete, per sganciarsi dal dollaro, come da loro stessi affermato).


    1. yakoviev 28 gennaio 2015

      Le strategie per buttare giù un governo sgradito agli imperialisti sono oggi più elastiche rispetto a qualche decennio fa. I golpe militari sono sempre contemplati, ma ci sono altri tipi di "cure" possibili: ricatti economici, boicottaggi, strategie intimidatorie di tipo terroristico (attentati, azioni armate di piccoli gruppi, false flag etc.), rivoluzioni colorate etc. La controstrategia dovrebbe essere rafforzare il proprio blocco sociale e impedire che si formi un blocco sociale reazionario sufficientemente compatto. Rafforzare il proprio blocco sociale vuol dire anche porsi il problema della forza militare, in questo caso avere dalla propria parte l'esercito o una buona parte di esso tramite un'azione specifica. La chiave giusta, a mio modesto parere, potrebbe essere l'insistenza sui valori di dignità nazionale, sovranità e indipendenza contro chi vuole svendere il paese o renderlo schiavo.

    1. Tetris1917 28 gennaio 2015

      http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115176&typeb=0Tsipras-il-gran-botto-nel-Laboratorio-Greco

      almeno qualcuno che ancora ragiona e non dileggia a priori, come tanti esperti tuttologi.

    1. IVANOE 28 gennaio 2015

      Tu sei troppo ottimista nello scrivere le cose che normalmente menti normail dovrebbero pensare, in realtà qui abbiamo a che fare con mostri cinici che guardano solo ai loro interessi ed usano tutta la loro potenza non con avversari di pari forza, anzi con quelli scendono a patto ma contro la moltitudine umana perchè deve rimanere schiacciata nella miseria e non avere la loro autodeterminazione, immagina noi popolo modiale come i palestinesi e un'altro popolo che li schiaccia....
      Ecco per questo Tsipras è uno di loro ecco perchè i militari sono rimasti tranquilli ecco perchè quelli della NATO non interverranno... Tsipras è un pò come il nostro primo Santoro d isamrcanda o il rosso e nero e cioè uno che faceva proclami contro berlusconi e poi ci andava a cena insieme...
      Beato che sei così ottimista...
      Tanto il tempo è galantuomo e dò a Tsipras 3 mesi di tempo...poi lui e i suol ministri faranno la fine dei grillini...

    1. Georgios 28 gennaio 2015

      Non mi occuperò delle farneticazioni dell'articolo che cerca di interpretare situazioni di momenti storici e di luoghi distanti secondo ricette da cucina.

      Voglio solo precisare due cose:

      1. Quello che succederà in Grecia non dipenderà da Tsipras ma dai greci. Finitela una volta per tutte coi pastori del gregge.

      2. Il pericolo di intervento armato esiste. Ma non dall'esercito greco. Se no avrebbero fatto il colpo di stato invece delle elezioni. Ma se avessero ordinato all'esercito di uscire dalle caserme sfido io contro chi avrebbe sparato. Il pericolo si chiama NATO. Qui però non si giocherà a Risiko – io ho tre armate tu una per cui perdi. Quindi, una cosa sono i piani, un'altra la loro realizzazione. Lo stanno capendo in Ucraina.

    1. dana74 28 gennaio 2015

      si certo me lo immagino. SiccomeSyriza incarna tutte le istanze in favore del popolo "le destre" imporranno un colpo di stato...


      Ma per favore, sta leggenda è finita da un pezzo, le migliori truppe neoliberiste si annidano nella sinistra.

      Alba Dorata è in galera infatti

    1. Arcadia 28 gennaio 2015

      intanto...i fatti..

          (ANSA) - BRUXELLES, 27 GEN - Il comunicato dei leader Ue sull'Ucraina nel quale si paventano "nuove misure restrittive" "è stato emesso senza la prevista procedura per avere il consenso dagli Stati, ed in particolare senza assicurarsi del consenso della Grecia. In questo contesto, Atene non è d'accordo con la dichiarazione": così il segretariato generale di Tsipras.
          "Il premier - si spiega - ha espresso il suo malcontento per l'approccio adottato, in una telefonata con l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini.




    1. IVANOE 28 gennaio 2015

      E infatti Tsipras che ha fatto subito ?
      Dopo l'alleanza con l'estrema destra all'unico ministro del governo cosa gli ha affidato ? Il ministero della Difesa...
      Capito ? Mica il ministero dell'ambiente...
      E' come accendere il fuoco vicino alla polveriera...
      Chissà chi gle lo ha detto di farlo... chissà...

    1. Rugge 28 gennaio 2015

      Davvero ho letto quello che ho letto? Questa è roba da "Libero" o "Il Foglio", non da "Comedonchisciotte".

      La Grecia sarebbe nella situazione del Cile nel 1971 se Syriza fosse come Unidad Popular, e Tsipras fosse come Allende. Ho il vomito. Allende é stato uno dei più gandi statisti, lottatori sociali e uomini
      di tutta la Storia. Tsipras è un ominucolo, perfetto esempio della
      sinistra neoliberista venduta al capitale. Non possono stare insieme
      neanche nella stessa frase.

      Per rispetto alla memoria di Allende, e alla verità storica, a questo articolo ne va seguito un altro di chiarimento.

      Ruggero

    1. geopardy 28 gennaio 2015

      Un altro renziano?

    1. ancona_pietro 28 gennaio 2015

      Tsipras non è Allende e mancano le forze rivoluzionarie del socialismo cileno. Tsipras è una sorta di Grillo in salsa greca.

      l'autore scrive stupidaggini

    1. Mattanza 28 gennaio 2015

      Non capisco cosa vuol dire che solo Barnard può credere nell'austerità...Barnard propone MMT, che non è basata sull'austerità...o no?

    1. ProjectCivilization 28 gennaio 2015

      Se Syriza fosse sostenuta da un sindacato , vorrebbe dire che e' un giocattolo del regime , no ? Mettiamola in un altro modo : cosa vuol dire che , dopo tutto quello che la Grecia ha accettato di subire , il 64 % dei votanti non ha votato per Syriza , anzi , Syriza ha preso solo il 10 % piu' del partito dei politici che hanno creato il problema ?

      Renzi non e' il padrone d'europa , e' un politico , che , affronta proprio le contraddizioni che dovra' affrontare Syriza . Renzi e' la risposta al suo articolo .

      Nell'austerita' , puo' credere solo Barnard , solo un usuraio che vuol far credere che le addizioni e le sottrazioni di un conto aritmetico , si possano applicare tanto alla moneta , ( che , ricordiamolo , e' una fantasia ) che ai Diritti Umani , alla Vita .

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