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“LETTERA APERTA A PAOLO FERRERO, PRIMA CHE VADA IN PALESTINA,

SUGLI ORFANI DI FATAH


DI UGO GIANNANGELI*

Caro Ferrero,

innanzitutto mi presento. Sono quell’avvocato di cui la scorsa settimana “Liberazione” ha pubblicato il lungo articolo contro l’ergastolo.

Ho in comune con te l’essere tuttora comunista e il rivendicarlo pubblicamente.
v

Ho difeso per 35 anni i compagni che si imbattevano con la legge. Quale laico dò l’otto per mille ai Valdesi (quindi anche a te); il cinque per mille lo dò a “Per Gazzella”, l’associazione che assiste i bambini palestinesi feriti fondata dalla compagna partigiana Marisa Musu e da Marina Rossanda.

Alle ultime elezioni ho sottoscritto il manifesto astensionista e non ho votato. Alle precedenti ho votato Comunisti Italiani per la presenza in lista di Stefano Chiarini; prima ancora sempre Rifondazione, più o meno convinto.

Ciò detto, veniamo al dunque.

Credo che sia giunto il momento di affrontare senza reticenze e ambiguità il problema di Hamas.

Vado in Palestina dal 1988, in piena prima Intifada. Il primo palestinese conosciuto è stato un grande compagno, Kamal El Kaissi, che ci ha lasciato lo scorso anno dopo avere subito l’ultimo affronto israeliano: l’autoambulanza ferma per ore al check point di Betlemme con lui dentro morente. Lo avevo visto nella sua nuova casa a Betlemme due giorni prima che morisse.

Per tanti anni, come tanti “internazionali”, ho collaborato prevalentemente con le forze palestinesi di sinistra e con gli israeliani che, battendosi per la pace, necessariamente di sinistra erano.

Hamas era appena nato.

Le donne palestinesi con cui lavoravo erano vestite all’occidentale (jeans e maglietta); a Gaza trovavi qualcuna col velo, retaggio egiziano.

Ora tutto è cambiato: Hamas, appena ha deciso di presentarsi alle elezioni politiche, le ha vinte alla grande; in giro per Nablus e per Hebron trovi molte donne velate, più o meno integralmente. Le stesse donne che, come scrutatrici elettorali, nel 2006 non nascondevano il loro entusiasmo ad ogni voto per Hamas.

Ero lì come osservatore elettorale. Tutti hanno dato atto della assoluta regolarità delle elezioni. Appena noto l’esito, ho visto subito lo sgomento in faccia ai compagni che erano con me, soprattutto quelli legati a partiti e/o istituzioni (sindacati, ecc.). Uno si è spinto a dire: “questi sono fascisti”.

Erano gli stessi compagni che si erano rifiutati di incontrare esponenti di Hamas prima del voto ed anche dopo il voto. Li ho chiamati gli orfani di Fatah.

Successivamente sono tornato in Palestina ed Israele con un altro giro di compagni ed abbiamo incontrato prevalentemente esponenti di Hamas. Lasciamo stare le positive impressioni soggettive.

Il dato politico incontrovertibile è questo: chi porta avanti la resistenza contro l’occupazione colonialista sionista oggi è Hamas.

Senza la resistenza protrattasi per 60 anni (pensa che la nostra contro i nazifascisti è durata più o meno un anno e mezzo!) da tempo i palestinesi sarebbero una minoranza più o meno tollerata nel Grande Israele. Ora, invece, è ancora un popolo che lotta tra infinite difficoltà che avrebbero distrutto chiunque altro.

Fatah (almeno ai vertici) è ormai una forza collaborazionista, ampiamente foraggiata dall’Europa e dagli USA.

Con Israele c’è addirittura collaborazione militare (in maniera più o meno esplicita) in chiave anti-Hamas e quindi antiresistenza.

Chi ragiona ancora in termini di classe conosce il vecchio metodo usato anche dagli antichi romani: per governare lontane provincie conquistate militarmente, selezionavano una elite dell’alta borghesia che comandava in nome e per conto del conquistatore (servi del padrone, padroni tra i servi).

Qualcosa di simile ai governi fantoccio in Iraq e in Afganistan.

Chiunque osi oggi ancora parlare di “processo di pace” è oggettivamente un collaborazionista filosionista. Nessun processo di pace è mai esistito nella realtà e nelle intenzioni israeliane; Oslo è stato un grande inganno. Oggi più che mai Israele porta avanti il suo antico progetto: più terra possibile, con meno palestinesi possibile (ricordi il detto: una terra senza popolo per un popolo senza terra?). Livni ha recentemente intimato: “Lasciateci fare; è affar nostro”.

A “sinistra” (!) ora tutti guardano ad Obama. Il colore della sua pelle fa dimenticare quanti miliardi ha speso nella campagna elettorale e chi lo ha foraggiato. Prima ancora che si sia insediato sono iniziate le prime delusioni.

Per la Palestina nessuna delusione perchè non c’è stato neppure tempo per illudersi.

Dopo due giorni dalla presentazione della candidatura, più o meno in contemporanea con Mc Cain, ha ritualmente espresso il suo amore per Israele, come tutti i Presidenti prima di lui.

La scelta del capo-staff è stata conseguenziale: il figlio di un terrorista dell’Irgun, quelli che mettevano le bombe negli alberghi (ricordi il King David?). Il giovanotto è molto legato al babbo (vedi la gaffe del vecchietto) e ad Israele.

Perchè questa lettera proprio oggi?

Perchè stai per andare in Palestina (ho letto la tua risposta ad una lettera). Ti invito a provare ad entrare a Gaza; se non riesci, incontra almeno Hamas in Cisgiordania; oppure prova ad andare a trovare i parlamentari palestinesi, regolarmente eletti, rinchiusi senza alcuna accusa nelle carceri israeliane.

E poi ti scrivo perchè ho letto parole che lasciano trapelare l’avversione per Hamas anche sul tuo giornale.
Corrispondenza di Marretta da Gerusalemme: “Questa non è la Gaza dell’ANP; è l’Hamastan” “Embargo che colpisce solo la popolazione civile e non il movimento islamico Hamas”.

Una offensiva militare in Hamastan è legittima? Se l’embargo colpisse Hamas sarebbe legittimo?

Eppure la stessa giornalista ricorda che una delle condizioni poste da Hamas per il cessate il fuoco era la fine del soffocamento economico e umanitario dell’enclave palestinese e, a detta dell’UNRWA, non c’è stato neppure un allentanamento dell’embargo da giugno ad oggi. Non solo, ma la stessa giornalista ricorda che gli attacchi di Hamas hanno avuto come obiettivo l’esercito israeliano, cioè la forza militare occupante.

Ebbene, debbo ricordare ancora una volta che la resistenza anche armata contro l’occupante è legittima secondo le convenzioni di Ginevra? (di cui, non a caso, si sta pensando a una revisione).

Strafalcioni paurosi, poi, nel breve resoconto della manifestazione del 29/11.

“I manifestanti hanno chiesto l’abbattimento del muro sorto sul territorio di Israele e rivendicano il diritto al ritorno dei palestinesi nei territori lasciati circa 60 anni fa”.

1) Il muro non è un fungo che sorge, ma viene costruito.

2) Il muro è costruito non in Israele ma rubando altra terra ai palestinesi.

3) I territori non sono stati lasciati circa 60 anni fa ma esattamente 60 anni fa circa 750/800.000 palestinesi sono stati cacciati dalle loro case con le armi e con il terrore.

Fa meglio perfino il Corriere che usa il termine “lasciati” per i territori ma per il muro quantomeno dice che è stato “costruito da Israele”.

Il Manifesto (che, stranamente, dà un numero di partecipanti – 3.000 – inferiore a quello del Corriere – 5000) ricorda che solo il PdCI era visibile (Rifondazione ha firmato ma, evidentemente, non ha mobilitato).

Dice Marco Rizzo: “La sinistra sui temi dell’internazionalismo non esiste più”.

Dice Marco Ferrando: “Da tempo i gruppi dirigenti hanno cancellato la questione palestinese”.

Dici tu nella tua risposta alla lettrice: “Non possiamo permetterci l’indifferenza”.

Io, aggiungo, neppure l’ipocrisia di considerare Israele uno stato democratico e non vedere l’evidenza: è uno stato colonialista cui tutto è permesso in nome della Shoah.

La politica criminale dello Stato Israeliano provoca il diffondersi dell’antisionismo che nulla ha a che vedere con l’antisemitismo (quanti ebrei antisionisti ci sono!).

Napolitano su questo tema è recidivo.

Buon viaggio.

P.S. – Portati dietro Ascanio Celestini, un altro mio mito crollato. Bellissima la lettera a lui indirizzata pubblicata su Liberazione. Ascanio, dì qualcosa!

Ugo Giannageli
Fonte: www.contropiano.org
Link: http://www.contropiano.org/Documenti/2008/Dicembre08/04-12-08LetteraFerrero.htm
5.12.08

(*) avvocato di Milano. Figura storica dell’assistenza legale a centinaia di militanti della sinistra

Pubblicato da Davide

  • paolapisi

    verissimo tutto quello che dice su Israele, i vertici corrotti e collaborazionisti di Fatah, la sinistra occidentale… Ma io ci andrei molto cauta con l’esaltazione acritica di Hamas. E lo dice una che ha sempre difeso Hamas: ma mi sto sempre più rendendo conto che ho difeso l’indifendibile. Fra le ultime prodezze di Hamas: l’espulsione da Gaza della giornalista Amira Hass (poi arrestata in israele), perchè Hamas non vuole che vi sia un’informazione da Gaza (Israele ha vietato l’ingresso ai giornalisti, una reporter filopalestinese raggiunge gaza via mare e dopo tre settimane Hamas la caccia fuori); il divieto ai pellegrini di uscire da gaza per andare alla Mecca, causa dispute butocratiche e conflitti di potere (Israele sigilla gaza, L’Egitto apre la frontiera per permettere il pellegrinaggio, e allora Hamas vieta ai pellegrini sospetti di simpatie per fatah di uscire e per sovrammercato ne riempie di botte 13: ma bravi); non solo il divieto di tenere commemorazioni per l’anniversario della morte di Arafat, ma la repressione violenta di ogni minimo ricordo del leader palestinese scomparso (ragazzini pestati dalla polizia di hamas perchè avevano una kefiah al collo, uno dei massimi giornalisti palestinesi arrestato, minacciato riempito di botte perchè suo fratello aveva accesi un lumino – UN LUMINO – per ricordare arafat)…. e potrei andare avanti a lungo.

    Tutte le organizzazioni umanitarie palestinesi stanno raccontando che le carceri di Ramallah sono piene di detenuti polici di Hamas, regolarmente torturati, e le carceri di Gaza sono piene di detenuti politici di Fatah, regolarmente torturati. I giornalisti palestinesi sospetti di simpatie per hamas vengono arrestati e torturati in Cisgiordania e quelli sospetti di simpatie per fatah vengono arrestati e torturati a Gaza. Complimenti a entrambe le fazioni, di cuore: palestinesi arrestati e torturati da altri palestinesi. E le associazioni, anche umanitarie, di Fatah vengono chiuse a Gaza e quelle di Hamas a Ramallah. Gli organi di stampa di Hams sono vietati in Cisgiordania e quelli di Fatah a Gaza…. e così via… Due torve indecenti dittature che stanno lacerando la palestina.

    Tutto il popolo palestinese sta chiedendo che finisca questo osceno scontro fra fatah e hamas che sta distruggendo ogni speranza per la palestina fa il gioco di Israele soltanto, e quelli continuano imperterriti per bassi motivi di potere a non accettare nenche il minimo dialogo (e su questo punto, solo su questo, hamas riesce a essre peggio di Fatah).

    Verissimo che ogni dialogo con e sulla palestina deve coinvolgere prima di tutto Hamas, ma perchè ha vinto le elezioni, non per altri motivi: la letteratura sui “diavoli di Fatah contro gli angeli di Hamas” è falsa, non aiuta nessuno e serve solo ad approfondire , se mai fosse possibile, una divisione distruttiva che fa solo il gioco degli occupanti. Quello che si dovrebbe chiedere è quello che chiede il popolo palestinese, e cioè che si trovi un accordo fra le due fazioni, non fomentare continuamente lo scontro perchè nell’estrema sinistra (e nell’estrema destra) occidentali fa figo esaltare Hamas: sia ben chiaro, in una gara al ribasso, i vertici di Fatah sono anche peggio, ma questo non migliora la infima prestazione di Hamas. E comunque Fatah, piaccia o non piaccia, ha una base popolare almeno pari a quella di Hamas (lo sanno tutti che il voto pro-Hamas è stato anche e soprattutto un voto di protesta contro la corruzione di Fatah): quelli non sono palestinesi? e sono tutti collaborazionisti? E ancora, come precisamente adesso Hamas sta “resistendo” a Israele, oltre a tuonare vuote minacce? perfino il FNLP, che si era pronunciato a favore di Hamas, ha recentemente detto che lo scopo di Hamas è quello di istituire un emirato islamico a Gaza, non quello di liberare la Palestina, e che hamas ha usato la tregua per aumentare ulteriormente la repressione a Gaza (anche la radio del FNLP è stata chiusa a gaza da Hamas , non so se ora sia stata riaperta). In un impeto di originalità estrema, Hamas ha scatentato i suoi giornalisti ad accusare di collaborazionismo anche il FNLP!

    Aggiungo che conta chi vince le elezioni e i sondaggi non hanno valore, ma possibile che tutti i sondaggi che mostrano un tracollo progressivo di Hamas siano falsi (ormai non arriva al 15%, e questo non perchè Fatah stia aumentando, visto che non arriva al 35%: perchè i palestinesi sono giustamente schifati da entrambi i partiti che pensano solo a squallide lotte di potere)?

    Per quanti mi riguarda, spero solo che si formi davvero il fronte unito della sinistra palestinese (FNLP + altri scheramenti minori), e che i palestinesi, se mai vi saranno nuove elezioni in Palestina, lo votino, mandando a fanculo sia Fatah che Hamas. Non perché l’attuale FNLP sia una meraviglia, ma perchè è sicuramente mille volte meno peggio dei collaborazionisti di Fatah e della corsa verso il nulla di Hamas.

  • RobertoG

    Paolapisi sarà anche vero tutto quello che dici su Hamas, ma il problema di fondo è che lì c’è uno stato razzista che i palestinesi al massimo li tollera come schiavi.

    Israele se ne sbatte delle elezioni palestinesi ed è disposto a riconoscere solamente chi fa atto di servilismo nei suoi confronti.

    Imputare la responsabilità della situazione alla divisione tra fazioni è come dire che i pellerossa furono sterminati perchè i Sioux e gli Apaches non andavano d’accordo.

    Lì c’è un genocidio in atto e la stampa connivente fa credere che gli aguzzini siano vittime.

    Pochi giorni fa un nostro connazionale, Vittorio Arrigoni, entrato a Gaza via mare con altri pacifisti è stato sequestrato in acque territoriali palestinesi da militari israeliani mentre accompagnava i pescatori. Malmenato incarcerato ed espulso.

    Quale telegiornale ne ha parlato? Nessuno. Quale giornale? Solo un articoletto su l’unità.

  • geopardy

    Concordo pienamente.
    La Pisi, dovunque ci sia un qualcosa che non è laico e socialista (figuriamoci per lei lo era anche Saddam, con i suoi 30 miliardi di dollari), ha tutte le colpe o quasi, ma lei la pensa così quindi….
    Personalmente sono per un sano potere laico, ma non posso pensare che in ogni parte del mondo debba essere così, questa è la presunzione degli Usa (che poi così laici non è che siano, solo ufficialmente e nella forma).
    Se la gente ha preferito Hamas è lo stesso motivo, enormemente peggiore in quella relativa situazione naturalmente, per cui uno come l’avvocato che ha scritto l’articolo si è rifiutato di votare per la cosiddetta sinistra arcobaleno.
    Comunque tutti parliamo, ma vorrei sapere quanti di noi sono andati a verificare quale sia il reale programma politico di Hamas e ci abbia riflettuto sopra.
    Non è facile neanche sul web, in cui spesso le traduzioni (praticamente tutte o quasi quelle dei media ufficiali occidentali) sono tradotte dal MIMRA, che è notoriamente gestito e fondato da ex agenti dello shin bet (controspionaggio israeliano) il cui fondatore, se ben ricordo, addirittura era un graduato di tsahal.
    Lo stesso successe per le traduzioni dei discorsi di Ahmadinejad, poi sbugiardati nel web da traduttori madrelingua, ma le tesi erronee ancora fanno parte del linguggio ufficiale.
    Ciao

  • geopardy

    Scusa, rettifico, l’ente delle traduzioni è il MEMRI.

  • paolapisi

    Roberto G,
    sono d’accordissimo, figurati, ma proprio per questo motivo lo scontro fra Hamas e Fatah è ancora più osceno. La responsabilità della situazione è dovuta all’occupazione israeliana, naturalmente, ma sicuramente la divisione fra Gaza e Ramallah è esattamente quanto l’occupazione vuole. Mi pare un eufemismo dire che Fatah e Hamas non vanno d’accordo: ci sono 2 governi palestinesi che si odiano, fanno arresti politici etc. etc. etc. Basta leggere gli organi di stampa palestinesi: tranne rare eccezioni, o sono filo-fatah o sono filo-Hamas. E i siti palestinesi sono pieni solo di pezzi finalizzati a denigrare la fazione avversa. A gaza sotto assedio Hamas un 10-15 giorni fa ha fatto una bella manifestazione contro Fatah. E in una situazione così, quale soluzione si propone per la palestina: 3 stati per 3 popoli?

    Geo, e ci risiamo 😉 No, questa volta quello che dici non è affatto vero. Sul mio sito ho difeso Hamas per anni, al punto mesi fa, quando ancora la censura di google non si era abbattuta su di noi, decine di siti sionisti l’avevano invocata, adducendo a pretesto che il mio sito (che non menziono perchè non sembri che stia cercando pubblicità, ma tu lo conosci e sai leggere l’inglese) era un fiancheggiatore di Hamas, in quanto continiava a pubblicare articoli contro Fatah e a favore di Hamas (il che peraltro era pure vero). E ti assicuro che Hamas era islamico e filo-iraniano (preciso che non avevo neppure menzionato questo aspetto, perchè il fatto che non aprrezzi gli ayatollah non significa che non ne possa apprezzare gli alleati) anche allora, e anche allora era il ramo palestinese della Fratellanza musulmana che politicamente non mi piace. Ma era anche un movimento di resistenza, e tanto mi bastava: E comunque tuttora tendo a pubblicare pezzi contro il pupazzo Abbas e la sua corte corrotta e non certo contro Hamas (al massimo, contro tutti e due, percè la Palestina merita qualcosa di meglio). L’islam non c’entra niente con la mia critica alle attuali azioni del governo di Gaza. Ti chiedo, quello che ho scritto è vero o falso (posso documentare ogni parola con link di siti palestinesi non pro-fatah e non certo con traduzioni del MIMRA)? e se è vero, va a onore e gloria di Hamas? Che Fatah sia peggio l’ho scritto apertamente, ma questo non significa che Hamas non abbia colpe immense. E ho anche scritto che il voto pro-Hamas era dovuto alla oscena corruzione al collaborazionismo di Fatah.

    Prova a leggere questo articolo:
    http://palestinethinktank.com/2008/11/10/kawther-salam-we-are-sick-of-the-american-israeli-interference/
    l’autrice è una delle più note giornaliste attiviste palestinesi, e anche lei era stata contenta che avesse vinto Hamas. Poi l’ha visto alla prova dei fatti.

    Stendo una trapunta di pietoso silenzio su “Saddam e i suoi 30 miliardi”: per chi non lo sa, che i beni persionali di Saddam ammontassero a 30 miliardi di dollari era una menzogna diffusa dall’intelligence americana prima della guerra, insieme a tutte le altre, al fine di demonizzare l’Iraq. Sono stati trovati tanto quanto le armi di distruzione di massa. O per caso erano vere anche quelle?

    Ora faccio una domanda: bisogna sostenere o no la resitenza afghana, peraltro l’unica che stia vincendo contro gli occupanti? Oppure quella non va bene perchè sono fanatici talebani cattivi? Io personalmente la sostengo, ma non vorrei che improvvisamente quella non vada bene perchè avversata e combattuta dall’Iran….

  • geopardy

    Se hai difeso Hamas, in quanto unico grande movimento che difende i palestinesi, lo apprezzo e mi scuso, figurati, mi stai anche simpatica in tante occasioni.
    Anch’io personalmente avrei preferito che il ruolo di Hamas lo avesse Fatah, ma anche loro hanno subito ogni tipo di avversità e delusione, quindi posso anche comprendere che una sua parte scoraggiata si sia data alla corruzione, ragionando sul tipo, “tanto ho capito che non abbiamo più speranza, quindi penso a me ed alla mia famiglia”, non siamo certo noi da qui che possiamo esprimere un giudizio, ma l’hanno fatto i palestinesi votando Hamas.
    Fin dal primo momento, anzi ancora prima venne isolato dall’occidente, minacciando la sospensione di qualsiasi aiuto.

    Da quando hanno vinto le elzioni non hanno, praticamente, potuto governare un solo giorno, anzi ci fu pure il tentativo di golpe da parte di Dalan a Gaza, respinto da Hamas, ma descritto dai degni ed usuali approvvigionatori di informazione utilizzanti il MEMRI, come golpe rovesciato, già, perchè a vincere fu semmai Dalan (Fatah) le elezioni e chi le aveva vinte doveva fare un golpe, mi vien che ridere, qualcosa non mi batte paro.
    Purtroppo, interloquendo in chat con alcuni palestinesi cristiani di Nazaret (sotto il controllo di Abu Mazen), a loro è stato raccontato il contrario di quegli eventi, ma loro non hanno neanche i mezzi, visto l’isolamento da bantustan, per appurare un’eventuale verità differente da quella di Fatah o di Israele.
    Comunque, ripeto, sono abituato a sentire giudizi, ma non fonti dirette di coloro che si giudica, anche se non è facile non conoscendo la lingua averne direttamente dalle loro tv satellitari, ad esempio.
    Potrei anche sbagliarmi su Hamas, non posso affermare cose di cui non ho un diretto controllo ed in più con il filtraggio continuo dei media, ma recentemente venne messa in un media di arabo una notizia grave (non mi ricordo quale fosse , ma danneggiava fortemente l’immagine di Hamas) riguardante, appunto, atti di Hamas a Gaza e subito denunciata come falsa dal partito di governo e sbugiardata palesemente.
    Della notizia si scoprì che la fonte era Fatah, a cui seguirono accuse, in pratica, di memrizzare (nota mia) l’informazione anche ad uso interno, il tutto con la felicità di Israele (almeno per una volta era stata scoperta una grave menzogna tutta interna ai palestinesi e non dipendente da loro).
    Avremmo potuto giudicare la politica di Hamas se avesse potuto governare come ha fatto Fatah in passato, ma con questa situazione è impossibile pretendere un buon governo, neanche con un miracolo divino.
    Quindi la tematica di incontrare Hamas come interlocutore rimane sul tavolo, altrimenti veramente ci potrebbe essere l’inferno in futuro e non solo per i palestinesi.
    Una cosa su cui concordo con te è sul fatto che gli Usa abbiano (già nel 1991) attaccato uno dei pochissimi stati laici del mondo arabo come era l’iraq di Saddam e questo è alla base della rinascita fondamentalista salafita (AL-Qaeda) i cui disegni, ora come ora, sembra contrastare solo l’Iran nella regione.
    L’unica componente laica di rilievo, tolto l’Egitto che non sembra avere più tanta voce in capitolo, rimane la Siria, la quale, messa sotto pressione dagli Usa, si affida all’alleanza con l’Iran, mica con Mubarak ( ci sarà pure un motivo).
    Volenti o nolenti, dobbiamo constatare, che il laicismo è in crisi un po’ ovunque, compreso l’occidente, non ne convieni?
    I talebani resistono e fanno bene, aldilà di cosa io possa pensare di loro.
    Gli iracheni resistono o lo hanno fatto, bene, sono con loro, ma se la politica idiota di Washington non avesse sciolto l’esercito ed il Baat, creando un buco di disoccupazione armata enorme ed un vuoto di potere, mentre, magari, accantonato Saddam si fossero accordati con essi, pensi ci sarebbe stata una resistenza così forte?
    Dato che le truppe americane non hanno praticamente trovato resistenza al loro ingresso in Iraq.
    Il tipo di resistenza potrebbe essere stata una strategia pianificata da Saddam, ma chi può dirlo, il fatto è che entrambi sono giudicati fuorilegge dagli Usa?
    Sia il BAAT che l’esercito avrebbero lentamente aperto agli altri, Kurdi e Sciiti ed avrebbero molto probabilmente impedito il lago di sangue postumo, non dico che sarebbe stata indolore, ma sicuramente molto meno peggio di quello che è stato e continua ad essere la situazione odierna.
    Naturalmente è un’ipotesi, ma realistica, credo.
    Non ci sarebbe stata Falluja e chissà quante altre terribili realtà, ma non era nelle intenzioni dell’occupante, anche se le cose non saranno sicuramente andate come loro credevano, visa l’enorme reazione degli asetti internazionali di ora e la palese perdita di credibilità e immagine, anche militare, degli Usa nel mondo.
    Naturalmente l’errore è al principio, un’invasione arbtraria senza alcun appoggio internazionale, ma la gestione, poi, fu ancora peggiore.
    Ciao

  • RobertoG

    Purtroppo il divide et impera ha funzionato molto bene. Comunque così come gli ebrei mai da soli avrebbero potuto liberarsi dei nazisti allo stesso modo questo non è possibile per i palestinesi con i sionisti.

    Per questo io sono indignato prima di tutto per la copertura che governi e informazione forniscono a Israele.

    I lobbysti di casa nostra (Nirenstein, Fiano, Martino ecc.), del tutto bipartisan, si sono messi già al lavoro per far sì che la prossima conferenza mondiale contro il razzismo e la discriminazione (Durban II) non produca risoluzioni riguardanti Israele.

    I bastardoni hanno la coscienza sporca e una gran coda di paglia.

    Saluti.

  • myone

    Gia. Poi si parla di terrorismo. Il fanatismo non ha fratelli ne parenti ne amici.

  • paolapisi

    D’accordissimo con quanto scrivi sul “golpe” di Gaza. il golpe lo stava facendo il verme Dalan, e avrò pubblicato 1000 articoli che dicono quello che sostieni tu.

    D’accordissimo sul fatto che Hamas debbe essere l’interlocutore di qualsiasi dialogo sulla palestina, e questo l’ho detto fin dal primo commento, anche se il motivo è istituzionale (ha vinto le elezioni) e non la gloria radiante delle azioni di Hamas (non di tutte, quantomeno). Hamas è meglio di Fatah (parlo dei vertici: non sono in grado di giudicare la base dei due movimenti), ma questo è davvero un vanto miserabile. Ripeto, posso documentare quanto scritto nel primo post con fonti palestinesi non filo-Fatah. E per quanto schifo possa fare Fatah, se Hamas e Fatah non trovano un accordo la causa palestinese è persa per sempre.

    Certo che il laicismo è in crisi ovunque, però le uniche guerre vere da parte degli USA e di Israele sono state fatte contro Nasser e Saddam, mica contro paesi con un governo islamico. Le bombe favoriscono le crisi, anche se non ne sono sicuramente l’unico motivo. Certo ora non posso certo prendere come modello il grottesco fantoccio Mubarak, che qualche mese fa ha fatto lingua in bocca pure con Bibi Netanyahu. E gli altri cosiddetti leader arabi non sono molto meglio.

    Non sono d’accordo invece con quanto dici sull’Iraq. Non solo perchè la guerra non è stata un “errore” o “un’invasione arbitraria senza alcun appoggio internazionale”: è stata il peggior crimine del dopoguerra, mille volte peggio del crimine supremo condannato a Norimberga, l’invasione dello stato sovrano polacco. E’ stata la distruzione totale e pianificata di un paese, con 1.300.000 morti e 4.500.000 di profughi. E non sono d’accordo che sia stato un “errore” la messa fuori legge del Ba’ath e l’aver sciolto l’esercito: gli USA volevano radere al suolo l’Iraq e tutte le sue strutture statuali, e volevano trasformare l’Iraq in una settaria e oscurantista teocrazia sciita. Lo volevano dal primo momento, lo avevano pianificato per anni e lo hanno fatto. Non sono andati in Iraq animati da buone intenzioni per stabilire la democrazia. Forse la resistenza irachena sarebbe stata meno forte se gli occupanti si fossero comportati diversamente, ma chi può dirlo? e soprattutto gli occupanti si sono comportati secondo i piani prestabiliti.

    Per quanto riguarda la resistenza, Saddam l’avrà pure pianificata, ma certo qualcosa non ha funzionato. La resistenza irachena è – o è stata, perchè salvo miracoli parrebbe quasi finita – soprattutto islamica. Anche’ l’estrema frammentazione della resistenza irachena fa capire che qualche cosa nell’organizzazione è andato storto. E comunque anche nei periodi più fulgidi, anche proprio per la sua frammentazione, la resitenza irachena non si è mai neppure avvicinata ai risultati e al controllo sul territorio ottenuti da quella afgana. Quanto al gruppo che si autodefinisce “partito Ba’ath” negli ultimi tre anni più che ha resistere ha pensato a fare 1.234.678 comunicati privi di senso e pieni di millanterie e che ho motivi per ritenere non vengano scritti in Iraq . E’ doloroso per me doverlo dire, ma tant’è. Io difendo il partito Ba’ath che ha governato l’Iraq (anche se ha fatto numerosi errori,mica sto dicendo siano stati perfetti, il mio è un giudizio storico complessivo) e che ha forse guidato le prime fasi della resistenza, non il gruppo che ora si definisce “ba’ath party” e chi si dice diretto da Izzat al-Douri (secondo me morto da anni). Ciao.

  • geopardy

    Cara Paola,
    permettimi il tono confidenziale, mi sembra di conoscerti, ormai.
    Ogni volta che approfondisci mi trovi più vicino alle tue tesi.
    Dissento sul fatto che volevano consegnare l’Iraq solo agli sciiti, che comunaque sono la maggioranza del paese ed era normale che, una volta messo fuori legge la precedente isitituzione, avrebbero preso il sopravvento, se sia giusto o sbagliato non lo so e staremo a vedere.
    Una cosa non ti ho mai sentito computare, invece per me potrebbe essere fondamentale, il voler dividere il paese in due o tre parti da aprte degli Usa.
    A tyeheran non ci sono solo gli sciiti, ma anche i Kurdi e a tut’oggi è la zona che prende decisioni praticamente autonome ed hanno anche fatto o tentato di fare, non so fino a che punto abbia avuto successo, anche una pulizia etnica, comprese le minoranze turcomanne.
    Questo per evidenziare che tutte le parti non perecedentemente coinvolte nel potere hanno tratto vantaggio dall’invasione, ottemperando ad una mancata parola nei loro confronti da parte di George Bush, quello senza la W, durante la prima guerra del Golfo.
    Per quanto riguarda l’Invasione, concordo che è paragonabile a quella della Polonia se non peggio.
    UN AUTENTICO CRIMINE DI GUERRA E CONTRO L’UMANITA’.
    Su Hamas ed i suoi comportamenti, ti ripeto, cercherò di informarmi meglio, ma sicuramente dovrebbe essere istituzionalmente il primo interlocutore di chicchessia.
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    PURTROPPO E RIPETO STRaZIATAMENTE PURTROPPO, HAI PROPRIO RAGIONE.
    PROBABILMENTE, QUANDO CROLLERA’ L’OCCIDENTE LO FARA’ ANCHE IL SIONISMO.
    CHE LA SITUAZIONE POSSA CAMBIARE PER IL RINNOVAMENTO CONCETTUALE DELLE NOSTRE SOCIETA’ HO SEMPRE PIU’ FORTI DUBBI, POICHE’, IL TUTTO E’ ESPRESSIONE DELLA CLASSE DIRIGENTE OCCIDENTALE E, NONOSTANTE LE CRISI ENORMI CHE GENERA, NON MI SEMBRA CHE DA NOI CI SIA LA FORZA PER POTER CAMBIARE IL TUTTO DAL BASSO.
    TROPPO POTERE SULL’INFORMAZIONE E SULLA MANIPOLAZIONE AUDIO-VISIVA, TROPPE ILLUSIONI ED EVASIONI CREATE AD ARTE.
    SIAMO TROPPO DROGATI DI TELEVISIONE E DIVERTIMENTO A TUTTI I COSTI.
    CIAO
    Geo

  • Fabriizio

    concordo pienamente con l’autore dell’articolo, Ugo Giannangeli.

  • paolapisi

    La divisione in tre dell’Iraq è un vecchio piano imperialista e sionista, ed è stato accuratamente preparato con le due no fly zones prima della guerra aperta. Non credo si arriverà a tre stati completamente autonomi, perchè ovviamente nè l’Iran nè la Turchia accetterebbero un kurdistan iracheno totalmente indipendente: si arriverà a un fortissmo federalismo, con la regione di Bassora di fatto sotto diretto controllo politico-religioso (non economico) iraniano, ma nominalmente esisterà uno stato iracheno. Il rsultato sarebbe lo stesso, senza i problemi posti dal Kurdistan indipendente.

    Gli sciiti in iraq non erano la maggioranza (forse lo sono adesso, dopo la pulizia etnica di sunniti e cristiani). Le percentuali delle verie sette non si conoscono perchè sotto Saddam non vi era alcuna indentificazione settaria e dunque la gente veniva censita come “cristiano” o “islamico” e stop. Alcuni sostengono che i sunniti erano la maggioranza fra gli arabi iracheni anche se non mi convincono. Ma i sunniti soni sicuramente la stragrande maggioranza fra i kurdi (anche se vi sono anche kurdi sciiti: il vicepresidente iracheno, Taha Ramada, impiccato poco dopo Saddam, era un kurdo sciita). E dunque la maggioranza degli iracheni è sunnita. Per farci entrare ben nel cervello l’idea della maggioranza sciita hanno detto in maniera martellante che in iraq vi sono sciiti sunniti e kurdi. Mi spieghi che cosa vuol dire? Una distinzione può essere etnica oppure religiosa. Su base etnica ci sono arabi e kurdi (+ altre minoranze ora perseguitate, come i turcomanni), su base religiosa sciiti e sunniti (+cristiani etc.). Se io dicessi che in GB ci sono anglicani, cattolici e persone di colore mi piglierebbero per pazza. Sull’iraq si è fatto esattamente questo. Ovviamente la bizzarra divisione in sciiti sunniti e kurdi era funzionale anche alla divisione in tre del paese.

    Non è affatto normale che gli sciiti abbiano preso il spravvento, perchè non è normale che si mandi la gente a votare su base etnico settaria (i sunniti poi nella grande maggioranza hanno scelto di non votare) . Nei paesi normali la gente vota per partiti politici (comunista, liberale etc.) non su linee etnico-settarie. Naturalmente il modello applicato all’Iraq è quello libanese, che si è visto che meraviglia è. Un governo settario non può, per definizione, essere “giusto”: non perchè è sciita, ma perchè è settario. Sarebbe sbagliato un governo settario anche sunnita, scintoista o di adoratori del sole. Questi governo iracheno, poi, fatto di delinqeunti comuni e di assassini di massa che hanno mandato le loro milizie settarie a fare una pulizia etnica del paese credo abbia già dato sufficiente prova di sè .

    Per quello che riguarda Hamas, quello che mi fa incazzare è soprattutto l’Hamas fans club occidentale (non parlo dell’autore di quesot articolo, che ha davvero lavorato, e tanto, per la palestina). Ho appena letto un altro articolo che sostiene che Hamas deve essere considerato l’UNICO rappresentante del popolo palestinese. Già, e gli altri che cosa sono? Marziani? Naturalmente, nello stesso articolo, si magnificano i miracoli di Hamas e si insultano tutti gli altri esseri antropomorfi che popolano la Palestina. Fomentare la divisione della palestina per far vedere quanto si è bravi ed estremsti è inqualificabile. Recentemente al-Jazeera ha pubblicato un lungo report sui palestinesi all’estero (conosco personalemtne l’autore, iracheno): tutte le assiciazioni chiedevanò che cessi la lotta distruttiva anche dell’indetità palestinese fra hamas e fatah. Tutti i sondaggi fatti in palestina vedono come PRIMA richiesta del popolo palestinese chesi trovi un accordo fra fatah e Hamas. E qui da noi si continua invece a ficcare in coltello nella piaga che sta lacerando la Palestina, per far vedere quanto si è bravi, estremisti e filo-islamici.

    Bene, cito dall’ultimo comunicato ufficiale del Mullah Omar, che non è un moderato ed è più islamico dell’Hams fans club di casa nostra: dopo aver messo in guardia il popolo afghano dal fatto che gli occupanti stanno tentando di fomentare divisioni dal pase, scirive “Hanno usato la stessa tattica in Palestina e hanno quasi totalmente diviso la resistenza palestiense”, e aggiunge che hanno fatto lo stesso in iraq fomentando divisione fra sciiti e sunniti. Il messaggio del Mullah Omar si chiude con un appello a Palestinesi e iracheni perchè superino le divisioni e ritrovino l’unità per combattere gli occupanti ( http://www.uruknet.de/?p=47644 ). E, lui, islamico e sunnita, non prende affatto posizione per l’islamico Hamas contro il partito laico di Fatah o per i sunniti contro gli sciiti. Chiede solo che si trovi un accordo- E qui si aprirerebbe anche un lungo capitolo sulle posizioni della resistenza afghana, che non è affatto conposta da fanatici integralisti come ci vogliono far credere. Ma questo la prossima volta. ciao.