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LETTERA A SUA SANTITA' PAPA BENEDETTO XVI

“E’ STATO VERSATO COSI’ TANTO SANGUE IN IRAQ”. SALVATE LA VITA A TAREQ AZIZ

DI FELICITY ARBUTHNOT E TONY BENN
globalresearch.ca

“…Saddam, Tariq, tutti loro avrebbero potuto darsi alla fuga, ce n’erano di paesi che li avrebbero accolti. Sono rimasti perchè era inimmaginabile per loro non stare dove stava la loro gente. E nemmeno avrebbero potuto immaginare che democratici liberatori di una superiore civiltà potessero a tal punto strafottersi del diritto, della giustizia, dell’umanità. Non c’è stato nessun Vittorio Emanuele. Sono rimasti perchè erano e sono iracheni. Che il corpo di Tariq Aziz possa restare ai vostri piedi e farvi inciampare per il resto della vostra vita nel mattatoio che chiamate civiltà.”
Fulvio Grimaldi

Lettera aperta :

A sua Santità Papa Benedetto XVI,

A Sua Grazia l’Arcivescovo di Canterbury,
A Sua Grazia l’Arcivescovo di Westminster,

Al Primo Ministro On. David Cameron,
Al Vice Primo Ministro On. Nick Clegg,
Al Ministro degli Esteri, On. William Hague.

Sua Santità, Vostre Grazie, Primo Ministro, Vice Primo Ministro, Ministro degli Esteri,

Mi scuso per questa missiva a destinatari multipli , ma è questione assoluta di tempo. È stato versato così tanto sangue nell’invasione illegale dell’Iraq, che è difficile da comprendere, con una cifra superiore dei caduti dal 2003 stimata a 1,4 milioni di persone. Quasi cinque milioni (4,7) di persone sono profughi, internamente ed esternamente, secondo l’UNHCR, sono stati creati un milione di vedove e cinque milioni di orfani, secondo le agenzie delle Nazioni Unite.

Adesso, dopo il disgustoso linciaggio del legittimo presidente del paese, e dei suoi stretti colleghi, un paese la cui: “sovranità ed integrità territoriale”, era garantita dall’ONU, è stato oggi annunciato che il suo sostituto, Tareq Aziz, un cristiano caldeo, sta per essere giustiziato. Questo in aggiunta al sangue versato per l’invasione, su scala biblica – e alla luce delle terribili rivelazioni delle realtà della “liberazione”, nei giorni scorsi, su Wikileaks.

Certo Wikileaks ha anche rivelato che il terrorismo si riversava sul popolo dell’Iraq per mano delle forze governative imposte di “Vichy”, “ guidate” dalle truppe USA e Britanniche.

L’accusa contro l’ex Vice Primo Ministro nonché Ministro degli Affari Esteri dell’Iraq, è una discriminazione religiosa. Ironicamente, mezzo milione di Cristiani iracheni, sono fuggiti, a causa della persecuzione, dal momento dell’invasione. Innumerevoli sono stati assassinati. Avevano vissuto fianco a fianco della maggioranza musulmana a quanto pare dall’anno 33 D.C., quando si crede che San Tommaso abbia fondato la Cristianità in Mesopotamia.

L’accusa si riferisce ad un tentato assassinio contro Aziz e Saddam Hussein a Dujail, in Iraq, nel 1982 da parte di affiliati del partito Dawa appoggiato dall’Iran. Lo stesso partito Dawa a cui aderisce Nuri al Maliki. (Non ho detto il “Primo Ministro”, poiché non lo è più, in un Iraq senza direzione). La vendetta a Dujail è stata certamente deplorevole, ma è stata una decisione presa dal Presidente. E comunque vista nel contesto, pare lieve in confronto al massacro riservato alla popolazione di Fallujah nel 2004 dalle forze americane, per vendicarsi dell’uccisione di quattro mercenari, e della reazione contro gli USA, le truppe che avevano ucciso inspiegabilmente uomini, donne e bambini dal momento dell’invasione.

Il massacro in Iraq è stato per mano di tutti i cittadini degli Stati Uniti e del Regno Unito.

Ci dobbiamo convivere ovunque viaggiamo, con la vergogna e il vituperio delle azioni dei loro governi. Inoltre, non c’ è stata l’immunità presidenziale per il governo illegalmente rovesciato dell’Iraq, una consueta norma legale, e tuttavia le forze dell’occupazione avrebbero potuto interrompere i loro massacri. Come forza occupante dominante e rimanente, l’America adesso è responsabile di ogni violazione dei diritti umani.

Aziz è stato parte di un governo che lungi dal discriminare religiosamente, sosteneva annualmente, proporzionatamente, equamente tutte le religioni per la manutenzione dei loro luoghi culto e dei loro uffici affiliati. Le punizioni sono state date non sulla base della religione, ma per i crimini commessi. Senza discussione sono state dure, ma ci fa vergognare riflettere come siano lievi, al confronto con quello che è accaduto, e continua ad accadere, sotto i poteri occupanti, dal giorno dell’invasione.

Tariq Aziz si è consegnato alle autorità degli Stati Uniti, in buona fede.

Tale buona fede non era fondata ed è stata sfruttata. È un uomo anziano ed era in cattive condizioni di salute molto prima dell’invasione.

I suoi giorni comunque, sono sicuramente contati. Vi scongiuro di prendere almeno questa chance di salvare anche solo una vita. Aziz è un nazionalista, come tutto il suo governo, avrebbero potuto fuggire. Hanno scelto di rimanere in Iraq perché si sentono profondamente iracheni – contrariamente all’attuale governo, con le sue fedeltà e i suoi passaporti stranieri, in gran parte.

Tareq Aziz si è recato in Vaticano, prima dell’invasione, per incontrare il Capo della Chiesa in cui aveva riposto tutta la sua fede, tutta la sua vita, per implorare che venisse bloccata la distruzione del suo popolo e della terra dell’ Ur della Caldea, menzionata certo tre volte nel libro della Genesi: 11:28, 11:31, 15:7. La sua preghiera non è stata ascoltata.

Vostra Santità, Vostre Grazie, Primo Ministro, Ministro degli Esteri, vi prego non deludetelo ancora una volta. La Gran Bretagna e l’America non potranno mai, comunque, lavare il sangue dalle loro mani. “Salvare una vita, è come salvare l’intera umanità” è un convincimento comune a tutte le fedi.

Vi prego di agire subito.

Sta per finire il tempo. Se così dovesse essere e non aveste fatto nulla, nonostante la vostra influenza e i vostri contatti collettivi, il suo corpo giacerà ai vostri piedi, per tutta la vostra vita. Per lo più il non agire, che porta ad un altro linciaggio, imporrà quell’orrore a ogni cittadino con una coscienza, dato che siamo, così ci viene detto, una democrazia. Vi imploriamo di agire.

Oggi siamo stati avvisati circa un reale pericolo di un attentato terroristico; abbiamo già commesso innumerevoli atti di terrorismo – per favore non fatecene essere parte di un altro, che volendolo, è del tutto prevenibile.

Distinti saluti.

FELICITY ARBUTHNOT (giornalista, corrispondente per i diritti umani, Global Research) E TONY BENN ( veterano di guerra, ex parlamentare britannico, autore, fondatore del CND)

Fonte: www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=21628
26.10.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte,org a cura di MICAELA MARRI

Pubblicato da Davide

  • vic

    Click. Accendiamo lo schermo e lo sintonizziamo sul tiggi’ del grande padrello, canale del futuro prossimo. Vediamo un po’ cosa succede nel mondo.

    Anchor: Buongiorno. Oggi diffondiamo un’emissione speciale sulla democrazia media. Per questo abbiamo portato le telecamere in Medio Oriente. L’ex vice presidente dell’ex Iraq rendera’ oggi, per volere democratico, il suo ultimo sospiro. Passiamo la linea a Baghdad.
    Corrispondente: Qui Baghdad, sala del pavimento geometrico. Salutiamo le nostre fedeli telespettatrici e i cortesi telespettatori, tori, tori ..
    Anchor (sorpresa mentre si ripassa il rossetto): Ci scusiamo per il piccolo guasto tecnico. Di nuovo la linea a Baghdad.
    Corr.: Eccoci di nuovo in diretta. Il vice, mi correggo, l’ex vice presidente Aziz sta facendo il suo ingresso in sala. Ha l’aria tranquilla, sta borbottando qualcosa fra se’ e se’.
    T. Aziz: Azz, azz, azz.
    Corr.: Vi riassiumiamo l’ultimo dispaccio d’agenzia, secondo il quale l’ex vice presidente Aziz ha consumato la colazione a base di pane azzimo. Poi ha rivolto gli occhi al cielo, li ha riabbassati, ha appoggiato il sigaro alle labbra, l’ha acceso e l’ha consumato lentamente immerso nei suoi pensieri.
    Sala: (silenzio e stupore).
    Corr.: E’ un momento di profonda emozione. Stanno entrando le gemelle. Eccole, eccole. Indossano un elegante tailleur in linea di colore con il finissimo velo di circostanza. Le mani sono nascoste da robusti guanti in pelle di cammello. Le gemelle si posizionano ai lati dell’ex vice premier Aziz.
    T. Aziz: Azz, azz.
    Corr.: Le due figlie gemelle dell’ex presidente Bush, sono loro, le riconosciamo dagli occhi vivacii, scambiano un’occhiata affettuosa con l’ex vice presidente Aziz. Aziz sembra molto commosso, fa’ il baciamano alla gemella di destra, poi alla gemella di sinistra. Le gemelle sono commosse ma decise. Le mani incammellate prendono con garbo il cappio di canapa afghana d’alta qualita’ e lo avvolgono al collo di Aziz, sempre proteso nell’affettuoso baciamano.
    T. Aziz: Azz, azz.
    Gemella Destra: Yes.
    Gemella Sinistra: We can.
    Corr.: Il momento e’ molto solenne, tutti sono commossi. Roba da perderci la testa.
    Gemella Destra: (Fa l’occhiolino alla gemella sinistra).
    Gemella Sinistra: (Contraccambia l’occhiolino alla gemella destra).
    Corr.: Che emozione, che pathos!
    Guanti delle gemelle: (azionano la fune afghana)
    Botola: (s’apre, come sorpresa di trovarsi li’)
    T. Aziz: Azzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz.

    Intermezzo pubblicitario:
    Canapa Afghana, la fune fatta a mano che non vi tradisce mai.

  • Tao

    Salvare Tareq Aziz non è un «mero» atto umanitario ma un obiettivo politico: la difesa del diritto e della verità, della legalità e della giustizia in Iraq. Marco Pannella lotta per affermare questi principi in Iraq e nel cosiddetto «mondo libero» da quando, due anni fa, è apparso chiaro che la guerra in Iraq è stata fatta scoppiare per impedire che scoppiasse la pace e sabotare così la proposta di un «Iraq libero» attraverso l’esilio di Saddam e un’amministrazione fiduciaria dell’Onu. Bush e Blair sono i primi responsabili di questo sabotaggio, con l’aggravante di aver occultato esistenza e praticabilità dell’alternativa alla guerra ai loro parlamenti e all’opinione pubblica.

    Per aiutare nella ricostruzione della verità, dal 2 ottobre Marco Pannella ha ripreso il suo Satyagraha, letteralmente «amore e ricerca della verità», con uno sciopero della fame che, alla notizia della condanna a morte di Tareq Aziz, è divenuto anche della sete per evitare l’esecuzione di un testimone chiave. Come con Saddam Hussein, impiccando Aziz, l’Iraq impedirebbe l’accertamento della verità, che costituisce un diritto fondamentale e un interesse inalienabile della collettività, anche di fronte all’elevato prezzo pagato in termini di vite umane e sofferenze in Iraq, non solo tra gli iracheni «occupati», ma anche tra i «liberatori». Caduto Saddam, la pena di morte in Iraq era stata sospesa dall’Autorità Provvisoria della Coalizione, ma reintrodotta dopo il trasferimento di poteri alle autorità irachene. Da allora le esecuzioni non si sono mai fermate, neanche sotto il «democratico» governo di Nouri al-Maliki.

    Non esistono statistiche ufficiali, ma si stimano migliaia di condannati a morte e centinaia di giustiziati dalla fine del regime. Fonti governative parlano di una media di 10 esecuzioni a settimana. Le impiccagioni avvengono attraverso una forca di legno in una angusta cella del carcere al-Kadhimiya, ex quartiere generale dell’intelligence di Saddam Hussein. Lì è stato impiccato l’ex dittatore e altri esponenti del deposto regime. Video non autorizzati delle esecuzioni di Saddam e di Barzan al-Tikriti, poi resi pubblici, mostrano il corpo di Saddam su una barella con la testa girata di 90 gradi, mentre quella di Barzan si è staccata dal corpo durante l’impiccagione. Dopo la vittoria all’Onu sulla moratoria universale delle esecuzioni Marco Pannella lotta per una «Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz», per rompere la tragica continuità con quanto era in voga ai tempi di Saddam e assicurare verità e giustizia a tutte le vittime del regime saddamita e non solo a quelle per cui Aziz è stato condannato a morte.

    Sergio D’ Elia (Radicali Italiani, segretario di Nessuno tocchi Caino)
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    28.10.2010

  • alecale

    spero non sia lo stesso pannella che conosco io

    http://www.youtube.com/watch?v=onCL9D756N4

  • redme

    ..se pannella fa lo sciopero della fame io mi vado fare una bella pizza, perche dell’impiccagione del ministro degli esteri che si divertiva a fare a cannonate con i vicini per una decina d’anni, che gasava allegramente gli sciiti, che avrà sulla coscienza centinaia di migliaia di poveri morti non me ne può fregare di meno..oppure dovrei intenerirmi perchè “cristiano”?…perchè è vecchio e malandato?….a chi dovrei chiedere la grazia? ad altri assassini?….o forse perchè ci divertiamo tanto col grande risiko?…magari quando cominceremo a pensare a tutti questi potenti come ad un unico grande nemico sarà l’inizio della loro fine.

  • rocks

    Il tuo modo di ragionare è piuttosto lesionaista. Non capisco a cosa giova la condanna a morte di una persona che potrebbe permettere la sopravvivenza di un punto di vista storico sull’intera vicenda IRAQ. Non è fondamentale mantenerlo in vita, ma se esiste o può esistere un contro-ordine globale che si oppone all’imperialismo USA, la sopravvivenza di Aziz potrebbe tornare utile, giusto come memoria storica. Certo che se la visione è che Venezuela, Iran, Cina, Usa, GB, Germania, Brasile, Francia, Russia, India, etc. giocano tutti ad una partita in cui stanno dalla stessa parte allora il dibattito è chiuso e buona notte al secchio. Facciamo la rivoluzione. Andate pure avanti.

  • backtime

    e con cosa la vuoi fare la rivoluzione coi coltelli? guarda che a chi vai contro non hanno più le spade.

  • redme

    …io cerco di ragionare in termini di classe, con tutte le differenziazioni che il capitalismo imperialista attuale impone…credo nell’uguaglianza e che nessuno dovrebbe essere ucciso, detto ciò provo molta rabbia nel vedere applicate pietà e senso di giustizia nei confronti di persone oggettivamente responsabili di massacri da qualsiasi parte stiano…abbiamo letto, anche su questo sito, di persone che quasi giustificavano l’esecuzione di sakineh nell’ottica della contrapposizione geopolitica…ora con la stessa ottica si invoca pietà per gli assassini basta che siano ben posizionati…vi ricordo che le vittime di tutte le guerre del mondo siamo sempre noi…per quanto riguarda la rivoluzione: sempre pronto!….ciao

  • rocks

    Certo, per carità. Ogni crimine vada punito, ma qui siamo ad un livello di complessità maggiore. Sakineh, il ceffo del pugno alla rumena, Silvio, Callisto, tutta gente giudicata da tribunali normali in paesi con sistema giudiziario istituzionale. Ovviamente il discorso cambia se ci mettiamo a fare processi per crimini di guerra. Innanzitutto se siamo d’accordo che la guerra è brutto, dovremmo concludere che non esistono crimini di guerra, la guerra si fa in due e entrambe le parti sono criminali. Per di più quando non c’erano fondamenti di diritto internazionale per giustificare la guerra Iraq-Coalizionen. Uccidere Tareq vuol dire non solo punire un assassino (chi non lo è nell’esercito o in un regime militare?), ma vuol dire anche contribuire a tacitare un pezzo di storia imbarazzante per gli USA. E non diciamo che il nostro senso di giustizia viene profondamente offeso se non dovessero giustiziarlo. Una briciola, in una micca di porcate…
    Intendevo la rivoluzione iniziatela voi. Io vi seguo a ruota…

  • Ricky

    C’è una cosa che non sopporto in tutta questa retorica anti-imperialista: Tareq Aziz é stato giudicato e condannato da un tribunale irakeno e fino che non si dimostra che c’è stata ingerenza occidentale nel giudizio o nella sentenza o che erano tutti fantocci dell’imperialismo, mi sembra che l’ingerenza la stiate commettendo tutti voi, negando a quei giudici il diritto di emettere le sentenze che piú gli aggradano secondo le loro leggi. Sono leggi ingiuste, tribali? Certo, ma sono le loro. C’é odore di vendetta politica o religiosa? Sicuramente, ma se inalberiamo il principio della non ingerenza dobbiamo mantenerlo fino in fondo, senza farci intenerire dalla figura del ‘povero vecchio’ Aziz, cristiano caldeo, che certo non merita la morte ma é comunque un complice di criminali.
    La retorica continua ribattendo che anche Bush e Blair sono criminali.
    Non c’è dubbio, ma attenzione a dove porta questo discorso, se deve arrivare alla riabilitazione di autocrazie sanguinarie e imperialiste come quella di Saddam o di Milosevic o a giustificare regimi clerico fascisti come quello iraniano solo perché si sono opposti e si oppongono all’imperialismo occidentale, che é altrettanto opprimente e sanguinario. Quest’ultimo, essendo vincente, si arroga il dirito di scrivere la Storia come gli pare e questa é l’ingiustizia indegna, ma quello che si evince dal discorso di molti commentatori qui é la volontá, mascherata da retorica socialista e rivoluzionaria ma anti-democratica, di perpetuare quell’ingiustizia con un’altra autocrazia, basta che sia di un altro colore.

  • redme

    …perchè parli di retorica? (suppongo con accezione negativa)…..il socialismo è anti-democratico!( se per democrazia intendi il parlamentarismo borghese)…la non ingerenza non è mai esistita, è una fregnaccia come la democrazia capitalista…

  • geopardy

    Ho visto questo video scandaloso, autoreferenziato (altrimenti non potrebbe essere) ed approvo la tua speranza.
    Decenni e decenni di stermini espropri e continui soprusi, uccisioni, torture e quant’altro da parte d’Israele affrontati senza l’esistenza dell’altrui sofferenza, questo è tipico della filosofia fondante dello stato sionista, razzista, confessionale e degli “eletti”, come d’altronde pensavano di se stessi i colonizzatori delle americhe, passati sopra lo sterminio di ben tre continenti, se ci mettiamo gli almeno 40 milioni di africani uccisi nelle famose tratte degli schiavi.
    Lo stesso pensavano di se stessi gli “eletti” ariani ed all’Europa sono costati decine di milioni di morti e distruzioni senza precedenti, ma anche postcedenti nella storia.
    Tacciono sul fatto che 1000 razzi Qassam esplosi all’unisono (impropriamente definiti missili in questo video), poco più che grossi petardi, non hanno il potenziale distruttivo di un missile, questo sì, o di una bomba israeliana e ne sono state lanciate migliaia.
    Un ultimo dell’anno a Napoli è, probabilmente, più pericoloso di un mese di Qassam in Israele.
    Quelli che soffrono di stress sono soltanto i bambini israeliani, naturalmente (anche se meritevoli di ogni tutela come tutti i bambini del mondo), quelli palestinesi che vedono ogni strage perpetrata nei confronti dei loro cari ed ogni abominio nei loro confronti, non hanno diritto di disturbare i sonni della “civile e qualitativamente superiore popolazione di Israele” (naturalmente esclusa la parte araba in esso presente).
    La Niresnstein, poi, definisce l’Iran il finanziatore, addirittura, di Al Qaeda, mentre, di fatto, sia l’Iran che l’Iraq di Saddam, erano gli utlimi e sono tuttora i primi, i più grandi nemici di questa organizzazione, tant’è vero che in Libano i più grossi nemici di Hezbollah sono proprio i gruppi salafiti legati a questo marchio.
    Detto ciò, tornando a quella sottospecie di usurpatore dei metodi gandhiani che è Marco Pannella, ritengo sia ormai da tempo immemore caduto nel punto più basso del ridicolo.
    Lo stesso Tareq Aziz, se lo sapesse, ne rifiuterebbe, probabilmente i servigi e gli spedirebbe magari, come ultimo desiderio, un piatto di cuscus ed una birretta.
    Ciao
    Geo