Home / ComeDonChisciotte / LETTERA A MAURIZIO BLONDET

LETTERA A MAURIZIO BLONDET

DI ROBERTO QUAGLIA

Caro Dottor Blondet,

La tedio ulteriormente in relazione al caso Grillo, ma credo che per la portata che ha avuto, sia il caso di continuare ad analizzarne soprattutto le conseguenze.

Sono assolutamente d’accordo col rigettare decisamente gli atteggiamenti estremistici (con me o contro di me), che male si conciliano con la vita democratica (e che per questo sono tanto cari ai nostri “cari”-in tutti i sensi- politici di oggi….mi viene in mente l’atteggiamento dei Fassinodalema contro la gip Forleo, chissa’ come mai!!!!!).

Mi permetta pero’ di dare una diversa chiave di lettura alla lettera del sig. A.B. (SONDRIO), partendo da quanto mi e’ successo personalmente:
l’8 settembre sono andato in Piazza Castello a TORINO, con mio figlio, e mi sono letteralmente commosso a vedere questa “marea” di persone che disciplinatamente e tranquillamente in coda (cosa che avevo visto fare solo in altri paesi) attendevano ore per poter firmare il loro dissenso a questo sistema ormai non alla frutta, ma al “pussa-caffe’” (come si dice qui in Piemonte per indicare la grappa versata nella tazzina del caffe’ per chiudere degnamente un pasto).

Mi sono sentito proiettato in un mondo civile, dove la gente (come dice Lei) “non si e’ mobilitata in difesa di interessi particolari e localisti”, ma per dare un segno di civile, democratico, giustificato dai fatti, legale dissenso verso un certo modo di intendere la Politica.
(Ho sempre creduto che i nostri Governanti – e intendo sia coloro che sono al Governo che l’Opposizione, debbano essere considerati alla stregua di Amministratori Condominiali – spero che questi ultimi non me ne vogliano per l’infausto paragone che propongo. Ossia amministrare un patrimonio economico, culturale, sociale di una nazione, agevolando e assecondando il tessuto produttivo, connettivo….insomma cercare di far stare tutti un pochino meglio ogni giorno che passa……… che illuso, vero?)

Finito l’evento, tornato a casa, ho cercato immediatamente conferme e smentite alle opinioni che mi ero fatto e il primo sito che ho “consultato” e’ stato proprio il Suo. Leggo infatti quotidianamente, condividendone buona parte, gli articoli che Lei pubblica e la Sua opinione (da me condivisa o meno) mi interessa sempre.

Posso quindi comprendere l’ansia con la quale A.B. abbia atteso di leggere anche solo “poche righe per analizzare il fenomeno” (vede: A.B., come me, ritiene la Sua analisi importante). Quello che mi differenzia da A.B. e’ solo che io sono (purtroppo o per fortuna) meno impulsivo e ho imparato ad attendere prima di “esplodere”.

Per il resto (l’importanza del fenomeno e i suoi possibili sbocchi) mi sembra che ci possano essere addirittura dei punti di comunione tra Lei ed A.B..
Vorrei aggiungere anche il mio modestissimo parere:

assolutamente superfluo commentare i commenti dei nostri beneamati (qualunquismo e antipolitica sono i termini principalmente usati da questi uomini da “pussa-caffe’), nonche’ dei loro servilisti portavoce, il punto principale e’ legato al futuro di questa iniziativa (che ha FINALMENTE, lasciatemelo dire, urlato il malessere esistente, dopo anni di sommesso brusio….. e tutto per merito di un comico).
C’e’ da dire che (come anche Lei ha ricordato) in passato queste manifestazioni di malessere si sono concretizzate in disgustose farse (quelle che continua ancora oggi a propinarci un BOSSI ormai patetico), o peggio in voltafaccia mascherati da “senso di responsabilita’”.

Mi diletto (si fa per dire) nel leggere qualche articolo legato alla grande finanza, al signoraggio e a qualche altro “piccolo problema” di questo conto, e ritengo sia tristemente difficile poter conciliare (per chiunque sia al potere in un Paese come l’Italia) le esigenze della popolazione con quelle di un certo Ordine che in effetti controlla la vera leva del potere, cioe’ il danaro.
Inoltre (vivendo su questa terra e non su marte come i nostri politici – come giustamente ricordato da Carlo Bertani) mi rendo conto che ormai l’economia e la finanza Italiane, sono ridotte al lumicino, cioe’ le grandi (e anche le medie) aziende sono ormai in mano a holdings europee o americane. Cio’ limita indubitabilmente le possibilita’ di intervento di qualunque governo in materia di politica economica. Riporto quanto sopra in modo meramente cronicistico e mi astengo da entrare nel merito delle scelte (errate?? pazze?? Sconsiderate?? Sicuramente legate a squallidi interessi personali) dei nostri prodi (p minuscola, ma si potrebbe anche scriverla maiuscola, tanto e’ uguale).

In altre parole il sistema produttivo/economico (e noi non abbiamo purtroppo grandi ricchezze insite nel territorio da poter utilizzare) e’ compromesso, se lo consideriamo da un punto di vista sociale, e le azioni per poter riprendere in mano la situazione sarebbero di portata immensa per chi se ne volesse fare carico (pensiamo solo al problema “debito pubblico” che secondo qualcuno non dovrebbe esistere in quanto generato in ampissima parte da una distorsione del sistema finanziario che concede alle banche centrali la possibilita’ di indebitare lo Stato esattamente della stesso valore monetario che questo ha prodotto….la ricchezza dello Stato diventa la sua poverta’ e contemporaneamente la ricchezza della Finanza).

Con tutto il rispetto e il ringraziamento per Grillo, non credo che lui possa (e non credo neanche che lui voglia) prendersi carico di problemi di questo genere, e allora????

Qui la realta’ si scontra con l’ideale… come far coincidere questa volonta’ popolare con la volonta’ di uno Stato (dovrebbe essere un assioma), partendo dalla situazione che ho sopra illustrato (e sicuramente ci sono anche altri aspetti che non so valutare), e non disperdere (con esito da Lei giustamente definito tragico) questo ulteriore tentativo?

Io credo molto nella capacita’ dei singoli individui;non credo che il meglio che si possa ottenere dagli italiani sotto il punto di vista di buon governo sia espresso dalla attuale classe politica.

Penso a tutte le persone di cui ho letto articoli, opinioni, pensieri sui vari siti o che ho conosciuto nella mia vita professionale….gente in gamba, gente che produce (soldi o cultura….. per me non c’e’ differenza: produrre una ricchezza , sia essa materiale o intellettuale, e’ da considerarsi una CAPACITA’). Gente che e’ in grado di discutere di problemi partendo da punti di vista opposti, ma riuscendo a trovare una soluzione ai problemi stessi, perche’ e’ il motivo per cui ne stanno discutendo (e non partendo da inutili ideali preconcetti)

Lei dice di Grillo : “punta molto, troppo sull’ecologismo”. Possiamo essere d’accordo oppure no, ma qualcosa mi dice che se Lei e Grillo doveste (per pura invenzione del mio cervello) incontrarVi a discutere e quindi dover decidere su una determinata scelta legata al nostro Paese, alla fine trovereste una soluzione….sono un illuso? Forse, ma come Le ho detto credo ancora nella onesta’ e capacita’ di tanta gente. Basta solo parlarne produttivamente.

La questione principe e’ quindi quella di convogliare questa spinta e indirizzarla, guidarla:
la democrazia in uno Stato deve per forza essere rappresentativa, ma non e’ detto che i rappresentanti di tale democrazia debbano farne una professione .

Quindi ben venga la legge popolare proposta e relativa al limite dei mandati popolari, ben venga la possibilita’ di eleggere i candidati (e non votare i partiti che scelgono), ben venga l’impossibilita’ di candidarsi per i pregiudicati (ovviamente in base al reato commesso, ci mancherebbe!), BEN VENGA L’IDEA CHE SERVIRE LA COMUNITA’ SIA UN SACRIFICIO E NON UN PRIVILEGIO.

Al sig. Beppe Grillo e ai “grillini” piu’ accaniti, dico: attenzione a non cadere a Vostra volta nella trappola del nemico dietro ogni angolo, della “cospirazione contro di noi”, dello sparare ad alzo zero contro tutti…. Tutte le critiche devono essere ascoltate e a tutte si puo’ ribattere in un ambito di discussione che sia supportato da fatti concreti…….NON VORRETE RICASCARE NEI DIBATTITI POLITICI DI PORTA A PORTA o altri vomitevoli esempi di insultologia gratuita.
Dico inoltre di rigettare tutti gli accoliti dell’ultima ora (PECORARI SCANI o altri) che cerchino solo un po’ di consenso in piu’, saltando la staccionata (tanto sono campioni di salti)!!!

Anche se oggi (11 settembre) su La repubblica si dissertarva dottamente di sincretismo applicato al grillesimo (o grilliamo), tanto per chiarire un po’ le idee, e viene veramente voglia di far capire a questi signori filosofi che qui stiamo parlando di una CASTA autoreferenziale che mai e poi mai acconsentira’ una riduzione dei loro ingiustificati (e ingiusti) privilegi e che sicuramente (dipende solo dai tempi che questa corsa folle alla liberismo/liberismo ci dara’) finiranno come Maria Antonietta. E aggiungo alla lista il da Lei citato Signor (?) Mughini.

Ritengo inoltre che questo movimento, dovrebbe muoversi per obiettivi: ora e’ stata posta una priorita’…bene perseguiamola fino in fondo, poi discuteremo di altro. Finche’ non si forma una struttura definita non si possono affrontare i dettagli.

Credo quindi che non si debba smettere di parlare di questo avvenimento, ma al contrario trovare un modo per strutturarlo (tutti insieme) e farne un “germoglio” dal quale possa finalmente scaturire una Idea Nuova…..d’altronde se non ce le facciamo da noi le cose, di sicuro non ci cascheranno dal cielo (o dal Parlamento)!

Mi scuso per la lunga dissertazione, e Le auguro un buon lavoro.

Roberto Quaglia – Torino
12.09.07

Pubblicato da Davide

  • FeraLupus

    Quanto ho girato e letto in rete per trovare finalmente una opinione pacata e condivisibile sul Vday, totalmente ignorato prima (nella falsa speranza che si trasformasse in un flop) e poi sviscerato e analizzato con idee preconcette e anche false notizie nel tentativo, invece, di esorcizzarlo.
    Mi vergogno di questa classe politica e di questi giornalisti che bollano una manifestazione senza colori (né destra né sinistra) come antidemocratica solo perché, appunto, senza etichette politiche.

  • magnesia

    Appunto. E’ appena cominciato, nessuno ha visto ancora come continuare e il Blondet ha già dei dubbi, su come continuare(?). Ha anche delle paure, velate (Lui poi, che stimo moltissimo per quello che scrive sull’11 settembre…), come se Grillo sia più pericoloso del Cavaliere. Io penso che Blondet abbia paura della figura di un Grillo ateo, che altro. In questo suo articolo vedo tanti pregiudizi, anticipazioni gratuite e assunzioni. Condivido quanto dice sull’ecologismo, in quanto i Grillini non sembrano aver capito realmente il pericolo targato “Gore”. Condivido fondamentalmente anche l’incipit della sua, che poi scema in un nugolo di contraddizioni.

  • Furio

    Per dirla alla Totò
    Grillo posa la Quaglia!