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L'ESPRIT DE L'ESCALIER

DI GIANLUCA FREDA
blogghete.altervista.org

I commenti odierni di Putin relativi all’attacco della coalizione USA-UE contro la Libia sono stati di una durezza che non ricordo di avere più ascoltato dai tempi della Guerra Fredda. Qualcosa inizia forse a diventare più chiaro sulla strategia perseguita dai russi nel contesto di questa crisi. Una strategia piuttosto cinica, in verità, e di incerta efficacia. Putin ha lasciato che l’ONU emanasse la sua risoluzione sulla no-fly-zone, ben sapendo che – come al solito – le stragi di civili non si sarebbero fatte attendere, come sempre avviene quando c’è di mezzo la barbarie dei bombardamenti americani. Putin sta sfruttando adesso l’emozione suscitata a livello internazionale da queste stragi per diversi obiettivi. Sul piano interno, pare che intenda sistemare una volta per tutte i conti con Medvedev, il quale è oggi apparso in forte difficoltà (in un’intervista rilasciata a Russia Today) nel sostenere le proprie posizioni. Sul piano dei rapporti internazionali, pare voler incastrare gli USA in una situazione senza via d’uscita: se non portano a termine gli obiettivi delle operazioni in Libia (eliminare il regime di Gheddafi), perdono la faccia; ma se insistono a portarle a termine, rischiano d’impantanarsi in un un nuovo conflitto che li esporrà alle critiche dell’opinione pubblica interna e alla deplorazione internazionale di fronte ad ogni nuova strage di civili. Ed è difficile pensare che una perdurante situazione di stallo, con la conseguente necessità di un intervento di terra, con tutti i rischi e le vittime civili che da esso scaturirebbero, gioverebbe alla compattezza e al sostegno internazionale della coalizione.

Putin, appoggiato dalla sempre più atterrita Lega Araba, ha già chiesto una riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per valutare la situazione libica alla luce dei recenti sviluppi, che hanno visto gli USA in posizione di attori predominanti del conflitto, anziché di semplici coordinatori (beata ingenuità). Russia Today (potete vederla in diretta cliccando qui a lato) sta dedicando ampio spazio al conflitto libico, facendo ascoltare ai suoi spettatori opinioni dissenzienti e drasticamente antitetiche al trionfalismo legittimista dei media occidentali. Per sostenere la sua linea, pare che la Russia si sia dotata di una copertura mediatica internazionale in lingua inglese che, una volta tanto, ci consente di sentire una campana completamente diversa da quella consueta.

Qualche risultato è stato già ottenuto in tempi assai rapidi, visti i dubbi che iniziano a serpeggiare tra la Lega Araba e tra gli stessi alleati della coalizione. Proprio oggi, gli sguatteri del governo italiano, per bocca di Frattini, hanno minacciato di ritirare la concessione dell’uso delle basi militari italiane se il comando delle operazioni non verrà affidato alla Nato (cosa che sposterebbe a Napoli-Capodichino il  centro di coordinazione dell’azione bellica), suscitando la risentita reazione della Francia. I mal di pancia all’interno della coalizione degli aggressori iniziano in effetti a farsi sentire, proprio come Putin aveva probabilmente sperato, conferendo a tutta l’operazione un profilo sempre più incerto. Non è detto, comunque, che questi bizantinismi diplomatici giovino alla posizione di Putin o a quella della Russia; la quale è ora costretta a prodursi anch’essa in dichiarazioni sempre più minacciose e tracotanti che rischiano, se non troveranno un seguito in azioni di sostegno concreto alla Libia, di apparire come un rigurgito tardivo, l’esprit de l’escalier di una nazione impotente.

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.altervista.org
Link: http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=796:gianluca-freda&catid=1:scie-chimiche&Itemid=44#comments

21.03.2011

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    Duchamp inventò l’arte (chiamarla pittura sarebbe riduttivo) ready-made. Nu descendant l’escalier è un capolavoro di tale arte. L’orinoir rimane a tutt’oggi il più brillante esempio di arte del ‘900. Ready-made: quasi raffazzonato. Non più agiografiche olografie, ma pezzi di vita quotidiana. Non più Arte ma ready-made.
    Lo stesso hanno fatto la Russia e la Cina con il loro mancato veto al bombardamento libico. Politica ready-made. Diplomazia raffazzonata.
    Ha ragione Freda quando dice che l’esito di queste politiche è altamente incerto. Conseguentemente la diplomazia diventa arte improbabile, aggiungo. E’ una tipica situazione lose-lose, dove nessuno dei grandi attori internazionali ne guadagna qualcosa in termini geopolitici. Pensateci bene.
    I nostri lucrosi affari libici andati in fumo. Alla faccia della tanto decantata indipendenza energetica voluta da Berlusconi e che Freda tanto sbandiera. Tutto quel gas adesso ce lo dovrà dare la Russia.
    In quanto agli USA, vero che si sono messi tra suocera e nuora a inveire. Non è un buon investimento, ma siamo lontani dall’affermazione “se non portano a termine gli obiettivi delle operazioni in Libia (eliminare il regime di Gheddafi), perdono la faccia”. Quale faccia? Quella che hanno gloriosamente portato a casa dal Vietnam, dall’Iraq, o dall’Afganistan?
    La Francia che ci sta guadagnando poi? Forse tutta questa pessima messinscena sta solo a sancire l’inizio dell’era del politically ready-made, che segue il fallimento del politically correct. Tanto lezioso e paraculo quest’ultimo quanto incomprensibile ed improbabile il primo.
    O tempora o mores……

  • buran

    Non scordiamoci anche il “fronte interno”: nelle amministrative del 13 marzo nella regione di Kursk Russia Unita arretra a favore dei comunisti del KPFR. Una posizione accondiscendente verso l’occidente di sicuro non è popolare e dichiarazioni (a parole) roboanti possono essere funzionali a mantenere il consenso.

  • martiusmarcus

    …le parole se le porta via il vento (e le biciclette i livornesi…). Così si dice a Pisa, per sottolineare l’inconsistenza delle prese di posizione verbali distaccate da ciò che poi concretamente si va a fare. La sostanza è questa: Russia e Cina avevano in sede ONU l’opzione del veto, entrambe NON l’hanno praticata. Ergo: il multipolarismo è di là da venire, è ancora in gestazione, o non verrà mai. Se ora Putin blatera contro l’universalismo imperial-democratico, blatera AL VENTO. E chi nel multipolarismo ha molto investito, deve oggi fare un bell’esame di coscienza.

  • Cataldo

    Se si guarda alla Libia senza comprendere nell’analisi quanto sta accadendo in Yemen ed in Bahrein diventa difficile capire la Cina e la Russia all’ONU. Questa risoluzione è stata comprata dai Saud, l’operazione coinvolge UK e Francia, Gli USA la sfruttano al massimo per cominciare davvero le operazioni africane, per lungo tempo languenti, ma che ora hanno un pivot nel sudan del sud “liberato”. Ho inviato alla pubblicazione un contributo più esteso da sottoporre la discussione, se gli admin riterranno di pubblicarlo potrebbe introdurre elementi interessanti.

  • Giancarlo54

    Concordo. Non riesco minimamente a capire del perchè Cina e Russia non abbiano posto il veto. O sono impazziti o c’è dietro qualche cosa che non riesco ad afferrare.

  • Jack-Ben

    fra qualche mese le afferrerai bene….se va avanti di questo passo qui inizia la funghetti trifolata… siamo alla frutta e la gente ….dorme..