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L’ECONOMIA, LA GUERRA E LA COLLERA FOMENTANO LA SECESSIONE NEGLI USA

FONTE: ISLAM ON LINE

Scontenti delle pesanti tasse, delle guerre in paesi lontani e dei salvataggi per ricchi banchieri, sempre più americani spingono i loro stati a sfidare le leggi federali ed alcuni promuovono la secessione.

“Il nostro governo è posseduto e gestito da Wall Street e dall’America corporativa” ha detto alla Agence France-Presse (AFP) lo scorso 11 ottobre Thomas Naylor, professore di economia in pensione che è a capo del movimento per la seconda repubblica del Vermont.

“L’impero sta andando a picco — volete affondare con il Titanic, oppure cercare le altre opzioni finché si può?”

Gli USA sono stati colpiti dalla peggiore crisi economica dal 1930 lo scorso settembre, dopo il crollo della Lehman Brothers, la quarta maggiore banca d’investimento e i guai finanziari di un gran numero di giganti di Wall Street.

Le ripercussioni [di ciò] si sono sviluppate in una recessione piena, che minaccia le finanze personali con la caduta dei prezzi delle case, la riduzione dei fondi pensionistici e con lo svanire dell’accesso al credito e del lavoro.

La recessione, la crescita del governo e l’esplosione della spesa federale fanno infuriare molti Americani.

“Il governo degli Stati Uniti ha perso la sua autorità morale”, dice Naylor.

Venticinque stati hanno approvato leggi che impediscono l’attuazione del Real ID Act del 2005, che impone norme federali per le carte d’identità.

Inoltre 13 stati hanno legalizzato la marijuana per uso medico, contravvenendo ai regolamenti federali antidroga.

Con il crescere delle tensioni sulla riforma del servizio sanitario, 15 stati stanno facendo pressione per delle leggi che li esenterebbero dai regolamenti del servizio sanitario federale.

Il Montana e il Tennessee hanno persino approvato leggi che esentano dai regolamenti federali le armi e le munizioni prodotte in questi stati.

La secessione

Alcuni sostengono che la secessione sia la cura per il problema dell’America.

“Si parla più al giorno d’oggi di annullamento (l’invalidazione delle leggi federali) e di secessione… che in qualsiasi altro momento dal 1865”, ha detto Kirkpatrick Sale, che è a capo del Middlebury Institute, con sede nella Carolina del Sud, che studia il separatismo, la secessione e l’autodeterminazione.

Sale sostiene che ci siano gruppi secessionisti attivi in almeno 10 stati americani, compresi il Vermont, lo Stato di Hawaii, l’Alaska, il Texas e il Porto Rico.

“La secessione è la nostra unica risposta perché il nostro governo federale è in frantumi e non può essere riparato nell’attuale sistema politico” concorda Dave Mundy, un portavoce del Movimento Nazionalista del Texas.

Gli Stati Uniti sono una repubblica costituzionale federale composta da cinquanta stati e da un distretto federale.

Sono stati fondati il 4 luglio 1776 da tredici colonie inglesi che hanno sconfitto la Gran Bretagna nella guerra d’indipendenza americana.

Ma il Texas è stata una repubblica indipendente dal 1836 al 1845, e il Vermont lo è stato dal 1777 al 1791.

Il Texas si è poi distaccato nel 1861, entrando a far parte degli stati confederati d’America insieme ad altri 10 stati meridionali.

Poco dopo è scoppiata la guerra civile e quattro anni dopo è stata ripristinata l’unione.

J.R. Labbe, capo redattore del quotidiano Fort Worth Star-Telegram dubita che i secessionisti possano guadagnare terreno.

“[Sono] la voce di una minoranza il cui momento è arrivato per un’unica ragione: la tecnologia” ha detto all’AFP.

“Le telecamere digitali che possono registrare immagini e commenti — e i canali di informazione 24-7 che cercano sempre i filmati più stravaganti che si possono trovare — gli hanno dato un pubblico molto più vasto di quanto loro stessi o il Texas meritino”.

Ne conviene anche Lyn Spillman, esperta di nazionalismo dell’università statunitense cattolica di Notre Dame.

“Considerati generalmente, i movimenti di secessione — che sono piuttosto comuni nella storia americana — rarissimamente hanno delle conseguenze politiche significative”.

Ma Sale controbatte che il crollo del dollaro e la collera per le guerre all’estero, in concomitanza con il disastroso cambiamento climatico provocato dal surriscaldamento globale, potrebbe spingere le comunità verso l’indipendenza energetica, idrica e alimentare.

“Una congiunzione di eventi nei prossimi anni potrebbe far aumentare le voci di una secessione”.

Fonte: www.islamonline.net
Link: http://www.islamonline.net/servlet/Satellite?c=Article_C&cid=1254573537261&pagename=Zone-English-News/NWELayout
14.10.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    Non dimentichiamoci che la guerra civile USA decretò la fine del sistema agricolo e feudale degli stati meridionali, e l’inizio dell’economia industriale del nord. Gli schiavi furono “liberati” non per tornare in patria (africa), ma per essere “liberi” di lavorare in fabbrica. Si trattò quindi di lotte tra padroni, tra lobby economiche. Un po’ come l’attuale “cospirazione” contro berluska. Ma adesso quale potrebbe essere la lobby economica che vuole il rovesciamento dell’attuale sistema USA? Chi finanzierebbe una eventuale nuova guerra civile? La prima (quella del 1861) fu pesantemente finanziata dalle due lobby in lizza. Nell’eventuale seconda, sappiamo chi finanzierebbe una parte (ci sono già i campi di concentramento della FEMA pronti all’uso) ma chi finanzierebbe la seconda?

  • stefanodandrea

    Che possiamo fare? Soltanto sperare che gli attacchi e gli eventi negativi aumentino per quantità e intensità fino a portare alla disintegrazione degli Stati Uniti. L’azione non ci è concessa e in fondo non sarebbe nemmeno giusta; la speranza si. Un buon segno è l’elezione del retore Obama, di cui Gorbaciov ha detto “Le sue posizioni sono vicine alle mie”. Se consideriamo che Gorbaciov intendeva tenere unita l’URSS (disgregatasi), mantenere il potere al Pcus (che lo ha perso), realizzare la glasnost (ed è arrivata la mafia) e la perstroika (ed è arrivata una crisi economica peggiore di quella del 29), dobbiamo augurarci che il paragone tra Gorbaciov e Obama sia davvero fondato (cfr. Obama come Gorbaciov? Ce lo auguriamo:http://www.appelloalpopolo.it/?p=484

  • Tonguessy

    Ihhhh!! Sarai mica nichilista?

  • remox

    Io invece credo che una secessione degli Stati Uniti sarebbe ben accolta dai circoli della finanza mondialista. Nel progetto di governo mondiale le nazioni troppo forti vanno abbattute. E gli Stati Uniti sono un obiettivo da abbattere nel medio lungo termine.
    Prima però bisogna creare l’autorità che entri in possesso e gestisca gli aresenali nucleari.

  • redme

    certo…nell’ottica del controllo della produzione bio-politica, uno stato, inteso come organo di mediazione tra le classi, esercita una funzione sociale non più strettamente necessario nell’epoca del controllo diretto della infornazione e della formazione del consenso da parte delle oligarchie del potere globale……almeno in prospettiva….saluti

  • adriano_53

    ho il sospetto che islamonline non sia un punto di vista, come dire, asettico, imparziale, oggettivo, in una parola, attendibile sulle dinamiche de los estados unidos.

  • xmas

    Gli stessi che qui in Italia rappresentano il partito di De Benedetti. Ovviamente il piano é spezzettare gli USA, per poi farli entrare indeboliti nell’Unione Nordamericana (con Canada e Messico), comandata dagli alter-ego del gruppo che comanda nella UE. Cosa che succederebbe comunque con la vittoria dell’altra lobby, con modalità differenti – solita scelta se essere bastonati dal bastone lungo e fino o da quello corto e spesso … L’unica uscita che hanno é secessione e relativa indipendenza, con riacquisto di sovranità monetaria, militare, legislativa, giudiziaria … praticamente una utopia.

  • mazzi

    No Tonguessy, e’ l’inizio dell’economia industriale del Nord che decreto’ la guerra e la conseguente fine del sistema agricolo-feudale degli stati del Sud. La fine della schiavitu’ era l’ideale da dare in pasto ai disgraziati che si sono fatti ammazzare.
    Comunque possono ripetermelo fino a diventare blu, a questa cospirazione contro berluska non ci credero’ mai. Non si cospira contro chi non ha principi, non ce n’e’ bisogno, lo si compra.

  • Tonguessy

    Ma guarda che questo è quello che penso. Pensavo di averlo pure scritto…
    Sul berluska ci possono essere delle faide in famiglia. Pensi che merdock lo ami? Ma di queste faide io non posso che rallegrarmi. Vedere quei pescecani che si sbranano tra di loro mi fa temporaneamente dimenticare che gli antagonisti fanno della guerra a difesa dell’orto privato questioni di inderogabili principi.

  • mazzi

    Mi sono espresso male, non intendevo dire che tu ci credevi, volevo aggiungere la mia alla tua. Sorry.

  • Coscienza_di_classe

    Il generale Lee sarebbe molto compiaciuto se cio’ che e’ scritto nell’articolo si avverasse,ma la secessione non e’ mai un rimedio bensi’
    una volgare scappatoia per gli egoisti.