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LEADER… DE CHE ?

A CURA DI: CLORO AL CLERO

Si fa un gran parlare. Ma de che? Di Veltroni, il sindaco di Roma che presiederà quel guazzabuglio di ulivo reimpastato che è il Partito Democratico.

Embe? Sto discorso di Veltroni che ha elettrizzato tutti. A volte m incazzo con me stessa, perchè determinati entusiasmi che leggo in giro, alcuni dei quali veramente emblematici, non riesco a provarli, con tutta la buona volontà.

Italia per le “riforme”, Italia ed Europa per i “ggiovani” (i ggiovani non mancano mai nei discorsi dei politici) , la scelta (di Berlusconi) di andare in guerra: “follia” (quella di Prodi di rimanere in Afghanistan, ovvio, non la prende in considerazione), gli immigrati: a braccia aperte se si integrano, sennò “vadano consegnati alla giustizia” (quale?) , insomma lui, l’insipido, colto, cinefilo Veltroni ha detto la sua.Certo, ha glissato su qualche argomentino, nel suo discorso di 90 minuti (dopo il programma dell’Ulivo di 300 pagine, ormai penso che vogliano addottorare i pochi italiani che ancora s’interessano alla politica, in “cazzate”) come precariato, guerra, politica estera, casa, lavoro, disoccupazione, morti bianche. Vabbe’: ma cosa si pretendeva che toccasse nello specifico ste cose? Si limita ad esprimere principi, linee programmatiche, belle frasi ad effetto, tematiche portanti come “riforme e ordine pubblico” : mantra obsoleti e generalissimi, ma efficaci al consenso di un popolo rincoglionito, un signore romano con l’ossessione di uno spagnolo che scrive poesie in romanesco peggiori delle sue tanto che , scrive e ascolta, si commuove ed esprime i suoi sentimenti alla sventurata tastiera. Ammette, egli , che il PD (a me sembra l’sms “tipo” di Germano Mosconi) è tutto “in fieri”, tutto da costruire*, ma il discorso che ha fatto “è bello”. E, parlando a nome di quelli che la pensano come lui, dice “Valter siamo con te”.

Io, che invece sono nichilista, disfattista e qualunquista**, mi limito a commentare, sull’onda di Lameduck, che “meglio un no martini, no party” di George, che 1000 discorsi di Veltroni. Sinceramente non saprei dire se questo mio giudizio parte da un apprezzamento squisitamente politico, o se ormai, data la scarsità delle scelte ideali disponibili, sono una che si accontenterebbe di lustrarsi gli occhi se fosse George a fare i ritriti discorsi sulla necessità del rinnovamento dell’Italia.

*Non posso assolutamente esimermi dal trascrivere (non si puo fare copiaincolla) la speranzosa metafora con cui l’ospite romano di cui sopra, descrive i rapporti veltroni-PD-Italia:
”non dico che non si possa parlare del PD ed anche criticarlo, dico che si sta alzando un polverone su qualcosa che è in formazione e che non ha ancora niente di definitivo. Insomma, scusate, ma se scorreggia uno qualsisasi dei saggi del PD quella “puzza” diventa come già fosse una “stronzata” ed invece è solo un filo puzzolente (?). E allora vedremo come crescerano i piani di questo “condominio”(???). Le fondamenta(???) ci sono, e spero solide, Oggi c’è un buon capomastro. Domani sarà l’architetto? A me che lo conosco, questa prospettiva politica piace” (non ho le faccine, sorry)

** a mò di giustificazione diro’ che seguo la filosofia del Sommo Filosofo e Poeta che fa dire a Zarathustra “amo chi lavora per il tramonto dell’uomo”

Fonte: http://cloroalclero.blogspot.com/
Link: http://cloroalclero.blogspot.com/2007/06/leaderde-che.html
28.06.2007

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Ieri Veltroni ha accettato la candidatura alla segreteria del Pd. E questo, per il centrodestra, è un bel problema. Ovviamente, dal punto di vista della pubblipolitica… Oggi, perciò, voleremo basso.

    In primo luogo, in termini di leader. Infatti, allo stato attuale, se si toglie Berlusconi, che però ha settant’anni suonati, il centrodestra non ha un candidato-glamour da opporre al sindaco di Roma. Fini, potrebbe andare, ma non incontra le simpatie dell’elettore di centro (quello che ciclicamente divide il suo voto tra destra e sinistra moderate). Casini, invece, è inviso all’elettorato di destra (sia di Forza Italia, sia di Allenza Nazionale). Alemanno, sempre di An, è molto preparato e dinamico, ma come Fini non è ben visto dall’elettorato di centro. Su personaggi come Calderoli, per riferirisi alla Lega, è meglio stendere un velo pietoso. Crediamo, il partito leghista, sia destinato a dissolversi, soprattutto se venisse a mancare Bossi (al qual peraltro auguriamo lunga vita). Quanto a Forza Italia, intorno a Berlusconi, c’è praticamente il vuoto (imposto dallo stesso leader). Anche perché la Brambilla, non sembra assolutamente all’altezza della situazione (e, comunque, avrebbe contro l’elettorato femminile di Forza Italia, di sicuro quello al di sopra dei quarant’anni). Due personaggi, che invece avrebbero la caratura culturale per sostituire Berlusconi, potrebbero essere Ferrara e Adornato. Ma sono entrambi privi di carisma, e soprattutto di senso politico pratico (al di là di quello “giornalistico” mostrato nelle “guerre culturali”, che non basta nella politica di tutti giorni, fatta di decisioni, mediazioni, conflitti, e non di colte citazioni…). Probabilmente – ma questa è un’altra storia – al Berlusconi, leader di Forza Italia, succederà uno dei figli (non subito, ma quando verrà il momento). I lettori si annotino, questa nostra “semiprofezia”.

    In secondo luogo, in termini di programmi. E soprattutto di comunicazione. Nella quale Veltroni è un autentico maestro. Non che Berlusconi sia da meno. Ma, ripetiamo, ha settant’anni e negli ultimi anni la comunicazione di Forza Italia, come dell’intero centrodestra, ha lasciato piuttosto a desiderare. Si pensi, ad esempio, all’inutilità di continuare a definire Veltroni un ex comunista che non ha mai lavorato… Va detto che sul piano delle idee An – ovviamente, parliamo sempre di pubblipolitica – mostra di sapersi muovere meglio. Il cosiddetto Forum delle idee, voluto da Fini, e coordinato da Fabio Granata, ha elaborato proprio in questi giorni un interessante documento culturale (Il Modello Italiano – Cittadinanza Politica Modernità): dove sono intelligentemente mescolati insieme il meglio della romanità, del futurismo sociologico e del “Made in Italy”. Un mix che sembra strizzare l’occhio a certe politiche dell’immaginario (ma per alcuni “solo” dell’immagine), promosse dal sindaco di Roma. Tuttavia, per An, il vero punto della questione, è quello di come riuscire a veicolare certe politiche “veltroniane”, all’interno della maggioranza di centro destra e tra un elettorato (soprattutto il suo) conservatore, tipo Dio-Patria-Famiglia, e spesso qualunquista. Un vecchio problema.

    Di conseguenza, l’unica possibilità per il centrodestra è quella di andare presto al voto: rinunciando però ad eventuali approfondimenti programmatici e comunicativi, per giocare tutto sulla crescente disaffezione degli italiani verso il governo Prodi. Con il rischio però di ritrovarsi, una volta al governo, prigioniero della stessa incapacità decisionale del 2001. Frutto di una analoga confusione sul piano delle idee e su quello del raccordo, spesso solo annunciato o immaginato, con il proprio elettorato.
    Tuttavia, il pericolo più grande per il centrodestra, è quello del rafforzamento di Veltroni. Dal momento che tra un settantenne, che continui a ripetere per altri quattro anni gli stessi slogan del 1994, e un cinquantenne, come ne scrive la stampa amica, “timido, onesto e pulito”, che rischia (per il centrodestra) di piacere sempre più agli italiani, la partita elettorale del 2011, potrebbe essere facilmente vinta da Veltroni. Con buona pace, sia detto tra parentesi, della sinistra radicale. Di qui, però, la necessità, per il governo Prodi, di durare il più a lungo possibile.
    Purtroppo.

    Carlo Gambescia
    Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/
    Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2007/06/veltroni-e-il-centrodestra-istruzioni.html
    28.06.07

  • lino-rossi

    veltroni: “sì ai dico e alla tav”.
    queste sono le vere emergenze del paese?
    energia, sanità, questione monetaria? tutto a posto?
    la tragedia è che da noi neanche dall’altra parte c’è un Ron Paul.
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3486&mode=&order=0&thold=0 .
    noi abbiamo Richelieu.
    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3491&mode=&order=0&thold=0

  • Tao

    Credo che con questa espressione si possano riassumere i novanta minuti di retorica veltroniana ascoltati ieri nella sala del Lingotto di Torino. La parola d’ordine che accompagnerà il nascente corso veltroniano del PD sarà…..rinnovamento. Come sei nuovo Veltroni!

    Ci voleva un “nuovo” partito con più donne e più giovani, “apertamente” schierato contro i conservatorismi e le gerontocrazie che governano gli schieramenti politici. E siccome Veltroni vuole essere nuovo fino in fondo, “Er” Sindaco non può che ripartire dal Governo di Centro-Sinistra, notoriamente guidato da un giovanottone di nome Prodi il quale annovera al suo fianco putti michelangioleschi come Padoa-Schioppa e Amato.

    Ma quante novità nel programma di Veltroni, ci sono i richiami ai patti generazionali per il lavoro, alla lotta alla precarietà ma con più flessibilità, alla difesa dello Stato democratico “ammodernato” federalisticamente, al “rinnovamento” della politica che “non è una passeggiata solitaria ma un meraviglioso viaggio collettivo e vorrei che questa volta lo facessimo in allegria», magari sotto effetto di acido lisergico che ti fa sì viaggiare assai assai ma che alla fine ti frigge il cervello. Ma poi Veltroni passa dal “trip” alla trippa che scarseggia a causa dei conti pubblici disastrati (ce risemo!) dello Stato, e chiede a tutte le categorie di profondere maggiore impegno per risanare il deficit.

    Sulle pensioni Veltroni è ancora più ambiguo, secondo lui lo scalone andrebbe ammorbidito ma senza intralciare la direzione segnata cioè quella dell’innalzamento “graduale” dell’età pensionabile. E’ proprio un pozzo senza fondo di novità quest’uomo, ma come fa?

    Ma l’applauso più grande “scroscia” quando Veltroni fa il solito discorsetto modaiolo (alla Al Gore) sul clima e sul pianeta che dobbiamo preservare dalla furia dello sviluppo. Africa + ambientalismo ed ecco assicuratasi l’approvazione di tutto il mondo. Bravo! Bis! Nuovo!

    Abbiamo finalmente la soluzione ai nostri problemi è arrivato l’uomo nuovo al momento giusto. E’ il nuovo che avanza! (ma questa cosa qui non l’avevamo già sentita da qualcun altro…)

    Fonte: http://ripensaremarx.splinder.com/
    28.06.07

  • Sven

    Giorni fa lessi su questo blog o altrove nn ricordo, un commento alla “discesa in campo” di Veltroni, in cui si sosteneva, in modo condivisibilissimo, che il buonista Water fosse il politico migliore per lo show-business che è diventata la politica odierna, col sostegno dei media e al servizio di chi veramente comanda (quella che La Grassa chiama GFeID, Grande Finanza e Industria Decotta).
    Io penso che Veltroni sia davvero il politico più rappresentativo della c.d. sinistra (al caviale), ma più in generale dell’Italia intera, di ogni colore politico, a parte qualcuno che ancora discute i problemi veri (piccoli schieramenti di peso istituzionale irrilevante e tacciati di estremismo, Massimo Fini, Blondet, La Grassa eccetera).
    Veltroni è un trasformista, un buonista-ambientalista-terzomondista-laicista e chi più ne ha più ne metta, il prototipo ideale per un’Italia che ha perso di vista ogni obiettivo ma persegue solo l’edonismo individualista (Roma e la gioventù romana discotecara, di coatti rozzi e modaioli ne sono l’esempio principe, ma non è che Milano, Torino o Palermo si salvino, intendiamoci!!!) GRANDI QUESTIONI” della nostra epoca per tutto il resto felicissima(!), come DICO, laicità dello Stato (non vengono prima trasparenza, serietà, onestà delle Istituzioni?E Grillo, notorio “sinistro”, e la sua campagna per il Parlamento pulito dove sono finiti?), diritti dei GAY, divieto di vendere pelliccie eccetera.

    Insomma Veltroni è il giullare giusto, o se preferite il burattino sponsorizzato GFeID, al momento giusto per il pubblivo giusto, per realizzare quel perfetto bipolarismo in stile anglosassone dietro al quale comandano i potentati economici mentre due schieramenti politici privi di scrupoli ed ideali si alternano falsamente.

    Italiani dormite dormite, fatevi abbindolare dai media, da La Repubblica & C.

    Vedrete che bel risveglio!
    Presto arriveranno pensioni e sanità sul modello anglosassone, allora ci sarà da divertirsi.