LE RIVELAZIONI DI COSSIGA

DI ANTONELLA RANDAZZO

Questo video mostra l’ex presidente Francesco Cossiga, che intervenendo telefonicamente ad una trasmissione televisiva all’inizio di quest’anno, spiega la svendita dell’Italia avvenuta sul panfilo Britannia nel 1992. Per approfondire leggi:
http://www.disinformazione.it/svendita_italia2.htm

Cossiga continua a darci la certezza che alcune caratteristiche agghiaccianti del sistema o alcuni episodi di natura truffaldina e criminale non sono fantasie ma una tragica realtà. Sul Britannia, personaggi di destra e sinistra si piegarono al gruppo di potere anglo-americano, facendosi beffe dei diritti di sovranità degli italiani e della “democrazia”.

Scrive Andrea Cinquegrani: “Negli splendidi saloni del panfilo si son dati appuntamento oltre centro tra banchieri, uomini d’affari, pezzi da novanta della finanza internazionale, soprattutto di marca statunitense e anglo-olandese. A guidare la nostra delegazione – raccontano in modo scarno le cronache dell’epoca – proprio lui, Draghi, che ai «signori della City» illustra per filo e per segno il maxi programma di dismissioni da parte dello Stato e di privatizzazioni. Un vero e proprio smantellamento dello Stato imprenditore. A quel summit, secondo i bene informati, avrebbe partecipato anche l’attuale ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che sul programma Draghi cercò di far da pompiere: «non venne programmata alcuna svendita – osservò – fu solo il prezzo da pagare per entrare tra i primi nel club dell’euro». Più chiari di così…. In perfetta sintonia con l’attuale “avversario” (del Polo) l’allora presidente Iri, Romano Prodi e quello dell’Eni, Franco Barnabè. Pochissime le voci di dissenso. Il napoletano Antonio Parlato, all’epoca sottosegretario al Bilancio, di An, sostenne che Draghi aveva intenzione di portare avanti un progetto di privatizzazioni selvagge. E aggiunse che proprio sul Britannia si sarebbero raggiunti gli accordi per una supersvalutazione della lira. Guarda caso, tra gli invitati “eccellenti” del Britannia fa capolino George Soros, super finanziere d’assalto di origini ungheresi ma yankee d’adozione, a capo del Quantum Fund e protagonista di una incredibile serie di crac provocati in svariate nazioni nel mirino degli Usa, potendo contare su smisurate liquidità, secondo alcune fonti di origine anche colombiana. E guarda caso, per l’Italia sarà settembre nero, anzi nerissimo, con una svalutazione del 30 per cento che costringerà l’allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi (direttore generale Lamberto Dini) a prosciugare le risorse della banca centrale (quasi 50 miliardi di dollari) per fronteggiare il maxi attacco speculativo nei confronti della lira.
A infilarci pesantemente uno zampino anche Moody’s, l’agenzia di rating che declassò i nostri Bot. Le inchieste per super-aggiotaggio avviate in diverse procure italiane (fra cui Napoli e Roma) sono finite nella classica bolla di sapone. Eppure, anche allora, e come al solito, a rimetterci l’osso del collo sono stati i cittadini-risparmiatori. Craxi puntò l’indice contro «una quantità di capitali speculativi provenienti sia da operatori finanziari che da gruppi economici», parlando di «potenti interessi che pare si siano mossi allo scopo di spezzare le maglie dello Sme», e di un «intreccio di forze e circostanze diverse»… Super Mario Draghi… in otto anni porterà a casa un bottino da quasi 200 mila miliardi di vecchie lire, vendendo a destra e a manca gli ex gioielli di casa, anzi dello Stato. Una mission messa a segno con grande determinazione, portandoci in testa alla hit internazionale dei ‘privatizzatori’ (secondi solo alla Gran Bretagna dell’amico Tony Blair)…

La finanza anglo-americana, quella a bordo del Britannia, gongola, ed un segnale più che significativo arriva con lo sbarco del neo ambasciatore Reginald Bartholomew, che dopo qualche mese di acclimatamento tra i salotti romani dichiara: «continueremo a sottolineare ai nostri interlocutori italiani la necessità di essere trasparenti nelle privatizzazioni, di proseguire in modo spedito e di rimuovere qualsiasi barriera agli investimenti esteri».
I signori della finanza, evidentemente, amano le acque. Vuoi quelle marine, come nel caso della crociera d’affari sul Britannia di Sua Maestà, vuoi quelle, più tranquille, di un bel lago. Come è successo, ad esempio, sulle rive del Maggiore, in quel di Stresa, dove a giugno 2003 il Gruppo Bilderberg a festeggiato i suoi primi 50 anni. Li ritroviamo lì, in un abbraccio appassionato, i potenti della terra, dall’immancabile Henry Kissinger a David Rockfeller fino a Melinda Gates. E la nostra truppa? Mista al punto giusto, trasversale che più non si potrebbe. Il meeting del cinquantennio ha visto la partecipazione, sul versante finanziario, di Franco Bernabè, Rodolfo De Benedetti, Mario Draghi, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Riccardo Passera, Paolo Scaroni, Marco Tronchetti Provera. Per la serie: tutti i candidati possibili alla successione di Fazio al vertice di Bankitalia! Tra gli economisti-politici, i due ultimi ministri dell’Economia nel governo Berlusconi, Domenico Siniscalco e Giulio Tremonti. Ma nel corso degli anni le presenze agli annuali meeting – a partire dal 1982 ad oggi – sono state numerose e di grande prestigio: non ha fatto mancare la sua presenza il gruppo Fiat, con i fratelli Gianni e Umberto Agnelli, Paolo Fresco e l’amico Renato Ruggiero (per pochi mesi al timone del ministero degli Esteri); e poi i banchieri Rainer Masera, al vertice del gruppo Imi San Paolo, e Alessandro Profumo, Confindustria con Innocenzo Cipolletta; e un folto drappello di politici, dai polisti Giorgio La Malfa, Gianni De Michelis e Claudio Martelli (oltre ai già ricordati Tremonti e Siniscalco), agli ulivisti Romano Prodi, Walter Veltroni e Virginio Rognoni”. (http://www.disinformazione.it/stirpedraghi.htm).

Antonella Randazzo
Fonte: http://lanuovaenergia.blogspot.com/
Link: http://lanuovaenergia.blogspot.com/2008/11/le-rivelazioni-di-cossiga.html
18.11.08

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8 Commenti
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Franky_Ramone
Franky_Ramone
19 Novembre 2008 6:57

Cossiga sarà anche un pazzo fottuto in preda alla demenza senile ma è uno dei pochi politici che a volte fa capire come vadano le cose per davvero; è come se stessimo tornando ai tempi dell’età moderna in cui eravamo nelle mire espansionistiche delle grandi monarchie europee.

Chromo
Chromo
19 Novembre 2008 17:07

Ma sbaglio o Cossiga ultimamente ci sta “regalando” delle belle perle?!
Se non fosse che è vecchio e lo fanno passare da arteriosclerotico qualcuno lo avrebbe gia messo a tacere il “traditore”

myone
myone
19 Novembre 2008 17:41

a svendita dell’Italia avvenuta sul panfilo Britannia nel 1992. fu solo il prezzo da pagare per entrare tra i primi nel club dell’euro Uno stato viene svenduto ai privati,che entrano in un club di EURO-ricchi, dove si e’ svenduta la lira per l’ Euro, e succede come in america con Halliburton e Dick Cheney, solo che i piu’ furbi e forti reggono, i piu’ incapaci svendono o fanno svendere, guadagnandoci. I piu’ capaci, saranno prede dei piu’ capaci di loro, che a sua volta, si ridurranno come numero sempre piu’. Muovi la politica muovi il sistema del potere, muovi le borse e le truffe legalizzate e programmate, e via di questo passo, ci si puo’ contare, che in un conto alla rivescia si arrivera’ dimezzando di volta in volta, a un testa a testa fra alcuni singoli, se non a due soli, che saranno loro i padroni del mondo che conta e che determina le sorti pronti a giocarsi come si vede che va di moda ora, tutto il piatto della scalata economia-potere. Vedete voi qualche altra soluzione, visto l’ andamento ormai morboso e incontrollabile, di questo sistema globale che tende a far girare un sistema solo in un sistema,… Leggi tutto »

ilBabbaleo
ilBabbaleo
19 Novembre 2008 23:21

Non conoscendo la vicenda voglio fare una semplice esegesi del curioso video. In un momento particolare, febbraio scorso, nel corso di telefonate mattutine di buongiorno di una delle più nazionalpopolari trasmissioni interviene il presidente cosiddetto emerito e viene a parlare di qualcosa tra l’altro gia noto (il link http://www.disinformazione.it/stirpedraghi.htm si riferisce ad un articolo del 2006). Vorrei provare a telefonare ad UnoMattina e parlare di una a caso delle tante vicende che molto semplicemente si possono trovare sul Web: credete che la cosa vada a buon fine? Continuando nell’esegesi, ancor più curiosamente la telefonata viene rilanciata da quei burloni di Striscia la notizia che notoriamente va un onda su un canale di un’altro network, uno a caso ovviamente. Concludo molto banalmente, tralasciando ogni dietrologia, chiedendomi perchè della vicenda non se ne parlò nel 1992? Forse allora si era troppo occupati con il buon Remigio Leonardis?

cinthia
cinthia
20 Novembre 2008 14:07

il caro Kossiga ci regala perle perchè ormai è merce vecchia, scaduta che non ha più nessun valore legale. E poi avrete notato anche voi che nel panorama politico a forza di sparare cazzate e ritattare, confutare, rinnegare e poi spararne ancora, ormai più nessuno si scandalizza, e sembra non esistere più una scala di valori d’importanza degli accadimenti. C’è una specie di stato d’assuefazione in giro che non da più peso a nulla e un decadimento etico intellettuale che certo non aiuta a rimette in piedi la scala di cui sopra. Sembra che niente sia in grado di far incazzare gli italiani… solo il calcio. Per quello forse la farebbero una sommossa, la qual cosa dice tutto già da sé. Triste!

rubuk
rubuk
20 Novembre 2008 18:25

Per quel che conosco, il cosiddetto maxi attacco speculativo nei confronti della lira avvenne per un preciso motivo. Riporto alcune notizie del tempo riguardanti l’EFIM: “Nel 1992 la gravissima esposizione dell’EFIM verso le banche fece propendere il governo dell’epoca per la sua messa in liquidazione. Le tappe principali della liquidazione furono segnate dal decreto-legge 18 luglio 1992, n. 340, dal d.l. 20 ottobre 1992, n. 414 e dal d.l. 19 dicembre 1992, n. 487 (convertito in l. 17 febbraio 1993, n. 33). La voragine dei conti causò un complesso contenzioso, anche internazionale. Dei debiti dell’EFIM si fecero stime sempre più allarmanti: il Financial Times le valutò in 4 miliardi di lire verso banche italiane, 3 miliardi e mezzo verso banche estere, 2 miliardi verso i fornitori, 1 miliardo per obbligazioni collocate sul mercato. Le numerose banche estere esposte verso l’EFIM si videro congelare i propri crediti, e questo provocò una crisi di credibilità dello Stato italiano che portò le agenzie internazionali a declassare il rating dei titoli di stato. Nel 1993 la garanzia dello Stato sui debiti dell’EFIM e la concessione dei fondi necessari alla liquidazione furono tra gli argomenti dell’accordo tra il ministro Andreatta ed il commissario europeo Van… Leggi tutto »

marcello1950
marcello1950
1 Giugno 2009 15:04

Insomma il carissimo Stefano ci vuol far credere che lo stato per non pagare 10 miliardi di lire del 92 a fornitori ecc. lo stato dilapido 60 milirdi di dollari di riserve e perse 14 mila miliardi di Lire?

Bloody_mary
Bloody_mary
30 Giugno 2009 23:06

Questo articolo e’ tutto un si dice,si mormora,secondo i bene informati,
e’ stato riferito:chiacchiere tante,fatti zero.