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LE RAGIONI DEI “SIGNORAGGISTI”

DI LINO ROSSI

C’è chi è più folle di Loro.

I “signoraggisti” sono quelle persone che attribuiscono gran parte dei problemi economici attuali ad una presunta truffa attuata dalle Banche Centrali ai danni dei rispettivi Stati.
Il ragionamento che viene effettuato, pur con mille sfumature diverse, è in estrema sintesi abbastanza semplice: la moneta di nuova emissione non può appartenere che allo Stato, rappresentante dei Cittadini.
Visto che lo Stato per avere la Sua moneta deve emettere titoli del debito pubblico, significa che si deve indebitare e quindi significa anche che viene sistematicamente truffato dalla Sua Banca Centrale (che si appropria del “signoraggio”), con evidente complicità tra politici e banchieri centrali, che a loro volta sono in “affari” con i banchieri privati, con il mondo accademico che regge il moccolo (pure).

Keynes? Un delinquente! Perché non ha denunciato la truffa del signoraggio.


I banchieri centrali? Tutti delinquenti! Dal primo all’ultimo.

La messa al passivo delle banconote in circolazione, nello Stato Patrimoniale della Banca Centrale? Una truffa equivalente alla registrazione di una fattura falsa (per i signoraggisti la differenza che passa fra uno Stato Patrimoniale ed un Conto Economico non è molto chiara, ma poco importa).

Solo se il ministero del tesoro emette la moneta, senza indebitarsi, si ha sovranità pubblica della moneta.

Anche la politica monetaria di Einaudi, Menichella e Baffi era viziata dalla stessa truffa.

Il debito pubblico esiste perché esiste la truffa del signoraggio.

La “truffa” sarebbe planetaria e probabilmente “eterna”.
Se non ci fosse la suddetta “truffa” l’umanità avrebbe la possibilità di vivere in un mondo migliore …

Sono arrivati perfino al punto di inneggiare all’”austriaco” Ron Paul perché attaccava l’odiatissima Federal Reserve. Peccato che Paul non lo proponeva per far emettere moneta al governo, come loro bramano, ma per passare al gold standard rothbardiano.

Ogni ragionamento per tentare di far correggere il tiro ai signoraggisti è vano (1). Sono riconosciuti validi solo i numerosi libri scritti da loro stessi ed i documenti ufficiali sono tutti sistematicamente falsi. La depenalizzazione del falso in bilancio certifica la suddetta falsità.

Quali sono dunque le “ragioni” di questi “matti”?

Le “ragioni” sono quelle di aver denunciato, seppur rozzamente, un reale malessere “monetario”. È vero che negli ultimi 30 anni in materia di Politica Monetaria sono avvenute molte cose strane.

a) Il divorzio in Italia senza un analogo divorzio negli altri Paesi (2), fino a Maastricht; da un lato la Politica ha delegato il “mercato” a fare la PM; dall’altro il “mercato”, attraverso le società di rating, ha giocato assai sporco (3), facendo impennare il nostro debito ed inducendo i soliti noti, con la complicità di “mani pulite”, a svendere le partecipazioni statali; (4)

Quale Stato avrebbe potuto sopportare per un tempo così lungo il costo del denaro di 4, 5, 6, 7 punti al di sopra dell’inflazione? Quella macchia rossa corrisponde al 93% del PIL, regalato ai possessori dei titoli del debito pubblico (spesso evasori incalliti), alla faccia dell’articolo 1 della Costituzione. Non doveva essere la Politica a ri-mettervi mano? (5)
Particolarmente devastanti sono stati gli operati di Andreatta, Ciampi, Prodi, Amato e Draghi (protagonista della grande svendita).
Questa è la ragione del nostro debito pubblico, non certamente la presunta truffa del signoraggio.

b) La deregolamentazione delle attività finanziarie, con il paradosso di avere gli Stati tutti intenti a tirare la cinghia e gli speculatori a spadroneggiare nel casinò globale, liberissimi di sottrarre ininterrottamente ed illimitatamente risorse alla attività produttive, sotto l’attacco concentrico degli alfieri della globalizzazione (prima viene la remunerazione del capitale e poi viene tutto il resto). In questo contesto è emblematica la legge 30 aprile 1999 n. 130 – disposizioni sulla cartolarizzazione dei crediti – del governo D’Alema. La sinistra anziché fronteggiare gli avversari dei ceti che dovrebbe rappresentare che fa? Li agevola! Ubbidisce! (Ne sanno qualcosa i Serbi)

c) Una volta arrivati all’inevitabile crisi ci si sarebbe aspettati una rapida correzione: regolamentazione delle attività finanziarie e ritorno delle PM sotto il controllo delle autorità politiche. Invece NO. Le autorità monetarie premiano gli speculatori trasformando la loro infinita carta straccia in denaro vero, incrementando nel contempo il loro potere reale. Ovviamente gli speculatori, come lo scorpione ai danni della rana (6), usano il potere ed il denaro che gli Stati gli hanno regalato contro gli Stati stessi. Di cambiare registro non se ne parla neanche.

È quindi innegabile che politici, autorità monetarie ed accademici non hanno fatto il loro dovere; non so quindi se siano più ridicoli i signoraggisti con le loro strampalerie o le autorità monetarie, o i politici che non intervengono in tema di PM, o gli accademici che continuano, tranne poche eccezioni, a fare finta di niente (o il PD, che spera di risalire la china senza mettere alla gogna i suoi dirigenti degli ultimi 30 anni, oggettivamente massimi responsabili dell’attuale degrado – o i “comunisti”, che hanno ripudiato i diritti sociali per quelli civili, in perfetto stile radical chic zapaterista, politicamente correttissimo). E mentre lo spettacolo diventa sempre più squallido e sconcertante … operai ed imprenditori si suicidano, non certo per responsabilità dei signoraggisti, che tutt’al più fanno sorridere; l’unica responsabilità che si può attribuirgli è quella di non aver condotto la loro energia sulla scia di un progetto più costruttivo e con basi teoriche più salde (keynesiane ad esempio).

Spesso i signoraggisti si lamentano di essere trattati a pesci in faccia al solo nominare la parola “signoraggio”. Il problema non è tanto nel nominare la parolina magica, ma dell’uso che se ne fa. Moltissimi la usano in maniera appropriata come le banche centrali, Tremonti (numerose volte), i testi accademici di Economia Politica, ecc.. Loro invece la usano in maniera così maldestra da ottenere solo l’autocertificazione della propria incompetenza in materia monetaria. Sono spassosissimi quando impugnano ogni documento che la nomina come dimostrazione della loro ragione (7), senza comprenderne, neanche lontanamente, il reale significato. Leggere i loro interventi e libri equivale a leggere una trattazione di meccanica quantistica effettuata da un bambino delle elementari in possesso dei soli strumenti dell’aritmetica. Ma l’ilarità non ha mai fatto del male a nessuno …

Lino Rossi
24.04.2010

(1) http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=1425
http://www.soldionline.it/notizie/economia-politica/banana-central-bank
http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?t=771153
http://www.giornalettismo.com/archives/49822/110-e-lode/
(2) http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=891110&chId=30
(3) http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=7989
(4) http://digilander.libero.it/culturaviva/venier.htm
(5) http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o806
(6) http://www.madvero.it/aneddoti/laranaeloscorpione.asp
http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/04/il-signoraggio-un-trompe-loeil-n.html

Pubblicato da Davide

  • RobertoG

    Come al solito sono le tue valutazioni politiche a lasciarmi perplesso.

    Continui a rivangare le responsabilità di Andreatta, Ciampi, Prodi che ormai sono fuori gioco e sembri dimenticare che da quasi dieci anni a questa parte il pallino è stato (ed è) quasi ininterrottamente in mano a qualcun altro.

    Nulla è stato fatto per migliorare le cose, nessuna azione concreta per incidere positivamente sulle scelte di PM. Per contro si procede sistematicamente nella devastante opera di privatizzazione.

    Assets dello stato per i quali sono stati spesi montagne di miliardi, svenduti o lasciati in gestione gratuita a privati amici degli amici (dopo ferrovie, telecomunicazioni e autostrade ora università, compagnie aeree, acquedotti, difesa e chissà cos’altro) col risultato che dai suoi investimenti lo stato (cioè noi) non ricava più un centesimo. Il FMI gongola, i ricchi ingrassano e quando inesorabilmente si arriverà alla resa dei conti sarà sempre pronta la storiella del “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità” per coprire le responsabilità e sommare alle iniquità pregresse le iniquità future.

    Per il resto ben tornato tra gli articolisti di CDC.

  • Firenze137

    Caro Lino Rossi

    se per ipotesi sostituiamo la parola signoraggio con la parola dumbo e cominciamo a diffondere la voce che dumbo è uno spiritello che ti frega dal portafoglio i biglietti da € 10, senza lasciare traccia e memoria, pensi che poi si scriverebbero libri e ci sarebbero sentenze e l’analogo di quello che persone dello spessore, competenza quali E. Pound e G. Auriti hanno scritto sul signoraggio, sarebbe pubblicato anche sullo spiritello dumbo ?

    Penso di no.

    Quindi se c’è tutto questo sforzo, scritti a profusione come il tuo, per confutare , screditare e ridicolizzare i signoraggisti .. secondo me qualcosa c’è

    Altrimenti dovremmo ammettere che un certo numero di volenterosi ed anime belle dedicano parte del loro tempo alla nobile missione di voler redimere i signoraggisti dalle loro ‘strane’ credenze e teorie! E che poi così facendo liberano l’umanità da queste pericolose credenze guadagnandosi contestualmente anche il paradiso.

    E questo mi sembra sinceramente davvero poco credibile.

  • nuvolenelcielo

    faccio presente al supponente signor rossi in questione
    che per sfottere e deridere in lungo e in largo qualcuno, ovvero “i signoraggisti”,
    bisogna anche spiegare perché e dove sbagliano.
    spiegacelo tu come mai, e con chi, tutti gli stati del mondo sono indebitati, e poi sfottici.

    un vago riferimento ai manuali accademici di economia (sic) e ai banchieri centrali che loro sì sanno di cosa parlano, non è sufficiente.

    buffone.
    di sicuro ti sei guadanato l’autocertificazione a buffone signor rossi.

  • A_M_Z

    Amen, allora non solo matti scrivono su CDC?

  • A_M_Z

    Voto 10 al sarcasmo ma rimandato in economia.
    Lo studente non si impegnava abbastanza.

    “””Altrimenti dovremmo ammettere che un certo numero di volenterosi ed anime belle dedicano parte del loro tempo alla nobile missione di voler redimere i signoraggisti dalle loro ‘strane’ credenze e teorie! “”””

    Vedi, i signoraggisti vogliono fare notizia e informazione. Idem chi sminuisce le loro teorie. 1-1 palla al centro.

    …e ma c’è scritto su internet!

  • alvit

    Mamma mia, adesso arriva il Sig Rossi che ci dice : tutto va ben madama la signora!
    Qui in US, c’e’ uno stato, il North Dakota, che va molto bene anziche un debito ha un surplus; Facile ha la banca SUA! e le altre tutte fuori da diversi decenni, che sia un caso?????

    Io suggerirei ai vari sigg Rossi una okkiatina al North Dakota, certo c’e’ da sapere l’inglese 🙂

  • ippweb

    Per chiamare matto qualcuno bisognerebbe dare delle prove oppure si rischia anche di essere denunciati. Questo articolo che non tratta affatto il signoraggio mi sembra scritto da un maldestro depistatore, che ha rudimenti di manipolazione come quelli di un bambino delle elementari. Che vuoi dire? Quali sono le argomentazioni? Sembra un articolo su una cosa seria scritto da un buffone. Sei hai argomenti per cortesia portali che sono molto interessato ad ascoltarli. Cordiali saluti

  • Tao

    Lettera di Claudio Proietti al quotidiano “Il Giornale di Vicenza “

    Innanzitutto la ringrazio per lo spazio che fornisce ai lettori, è un segno di considerazione e di grande rispetto. Mi rivolgo a Lei, ma anche ai lettori/cittadini/lavoratori di e per questo nostro Paese, mi chiedo con meraviglia come possiamo tollerare un sistema di emissione di denaro che espropria, affama e rende schiavi noi tutti. Perché non se ne parla diffusamente? Forse perché il sistema è così ben congegnato che a raccontarlo non viene creduto? Oppure perché ti prendono per pazzo o visionario? Devo ringraziare il Cielo di non essere un uomo influente, altrimenti davvero, se mi andasse bene, sarei finito in manicomio come è accaduto al poeta Ezra Pound, dopo aver denunciato e combattuto con tutte le sue forze lo scandalo del denaro creato dal nulla dalle banche centrali e ceduto allo Stato a prezzo nominale e per giunta con gli interessi. Se mi fosse andata peggio sarei stato ammazzato, come è successo a J. F. Kennedy subito dopo che fece emettere biglietti di Stato a corso legale.

    Che cos’è un “biglietto di stato a corso legale”? È moneta creata dallo Stato, anziché dalla banca centrale. Che differenza c’è? La moneta statale nasce di proprietà dello Stato (ovviamente senza contrarre alcun debito con se stesso) e quindi proprietà del cittadino, mentre la moneta di banca, quelle che usiamo attualmente, per intenderci, non è di proprietà del cittadino, ma della banca centrale che lo ha emesso e per questa “leggera” differenza lo Stato contrae un debito che corrisponde all’intero ammontare della somma di denaro fornitagli. In sostanza tutto il denaro che il cittadino possiede nel suo portafogli e nel suo conto corrente è in realtà un debito per lo Stato e quindi anche per lo stesso cittadino. Crediamo di possedere il denaro che abbiamo, frutto del nostro lavoro, invece possediamo il nostro personale debito con la Banca Centrale. E con quel debito noi effettuiamo tutte le nostre normali transazioni economiche, paghiamo il pane, gli svaghi, la benzina, le tasse e percepiamo lo stipendio o un compenso di prestazione. Siamo comunque sempre pagati, in realtà, con un debito! Con un debito che sta a monte del sistema di emissione! Non è assurdo, questo?! Come possiamo pagare qualcuno con un debito? Facile, basta che nessuno sappia che si tratta di un debito e sia considerato da tutti come una ricchezza, una risorsa, e magicamente il sistema regge. Per le banche regge di sicuro! Ma può reggere all’infinito per il cittadino, per lo Stato, inconsapevole del danno di questa truffa? È una truffa che non ha neppure un supporto giuridico che la rende legale. Il secondo comma del primo articolo della Costituzione stabilisce che la sovranità appartiene al popolo: sovranità intesa in senso pieno e quindi anche quella di emettere e gestire la propria moneta, moneta di proprietà del popolo, che attualmente non abbiamo perché appartiene alla banca centrale, che è una normale S.p.A, svincolata dallo stato. Il professore di diritto Giacinto Auriti, ex docente dell’Università di Teramo, lo ha dimostrato con le sue denuncie alla Banca d’Italia. Denuncie finite con risposte del tutto semplicistiche e banali, del tipo “è sempre stato così”. Ora si rivolge alla collettività perché prenda consapevolezza di questa realtà: “Poiché la banca emette moneta solo prestandola, le collettività nazionali sono danneggiate due volte: prima perché sono espropriate della loro moneta e poi perché sono indebitate di altrettanto. In tal modo il costo del denaro, all’atto dell’emissione, è diventato del 200% cui vanno aggiunti gli ulteriori interessi bancari ed i prelievi fiscali.
    L’usura sta ormai dilagando con tale imponenza da minacciare non solo le libertà fondamentali, ma la stessa possibilità di sopravvivenza.

    Si impone ormai l’assoluta, inderogabile necessità di sostituire alla moneta-debito la moneta-proprietà. (…) Dunque la soluzione del problema consiste nell’istituzionalizzare una moneta carta di proprietà dei cittadini.
    (…) Noi ci auguriamo che il legislatore e la magistratura dichiarino, con legge o con sentenza, che la moneta all’atto dell’emissione sia di proprietà dei cittadini e non delle banche, colmando un vuoto legislativo non più tollerabile”.

    L’on. Teodoro Buontempo il 3 ottobre 2005 ha presentato alla Camera un disegno di legge dal titolo: “Sovranità popolare della moneta e conto di cittadinanza”, in tale disegno, nel quale viene citato anche lo studio condotto dal prof. Auriti, si può ben sperare che la moneta ritorni ad essere espressione del lavoro e della ricchezza della popolazione, considerando anche chi non lavora, perché rappresenta comunque una risorsa ed una ricchezza potenziale per la collettività. In tal caso si eliminerebbe la grande farsa del debito pubblico, vero e proprio peccato originale gravato sulle teste di ciascuno di noi per mantenerle chine ed assoggettate al Signor Banchiere; non sarebbe più necessario pagare le tasse, se non in piccolissima parte, dato che non avremmo debiti assurdi con Chicchessia.
    “La Verità vi renderà liberi” disse Qualcuno più di duemila anni fa. Ed Egli affermava anche l’identità del proprietario della moneta e di chi la batte: “Di chi è quel volto sul talento?”. “Di Cesare” gli fu risposto. “Quindi, date a Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di Dio.”

    Il volto del proprio lavoro impresso nella propria moneta! Questo è il diritto inalienabile che il popolo deve riconquistare con tutte le sue forze. Non possono farci pagare l’aria che respiriamo. Ma approfittando della nostra totale inconsapevolezza è un giochetto che stanno già facendo molto bene con il denaro, che, come l’aria per il corpo fisico, è veicolo di scambio delle nostre energie sociali. Per questo nuovo anno auguro ed invito tutti, di accogliere la sfida e di raggiungere la consapevolezza di una verità che ci libera, se tutti ne siamo ben consapevoli: informiamoci (internet ed i motori di ricerca sono una grande risorsa) ed informiamo i nostri conoscenti sul signoraggio, sul meccanismo perverso dell’emissione monetaria che impoverisce il cittadino ed ingrassa il Banchiere.

    Claudio Proietti

    Dal quotidiano “Il Giornale di Vicenza
    3.02.2006

    visto su: http://leconomistamascherato.blogspot.com

  • vic

    Siamo in citta’

    Bambino: Signore, venga signore!
    Signor A.: Che c’e’ bambino?
    Bambino: Signore, aggio perso na monetina!
    Sig. A: Dimmi, dove e come l’hai persa, bambino?
    Bambino: Signore, aggio fatto lo saltello e dling, persa l’ho.
    Sig. A: Dove, bambino, dove l’hai persa?
    Bambino: Acca’, nel tobino, signore, aggio persa la monetina mia.
    Sig. A: Tombino, si dice tombino, bambino. Quante monetine ti sono rimaste bambino?
    Bambino: Quante? Un so’ quante. Quante sono signor Richard?
    Richard (passava per caso): Sei fortunato bambino, io so tutto sui quanti. Tutto vuol dire niente.
    Bambino: Uao.
    Sig. A: Un autografo, signor Feynman, per favore.
    Richard: Quante sono, vediamo: una due ..
    Bambino: Signor Richard, non me le butti nel tobino, tombino, tombino!
    Richard: Per contarle devo usarle, bambino. Quante quante!
    Bambino: Quante?
    Richard: Tante, tante. Erano proprio tante, bambino.
    Bambino: Emmo’? Che faccio emmo’?
    Sig. A: Non disturbare il signor Feynmann, quando conta i quanti.
    Richard: Fotone, dagli un fotone a costui bambino.
    Bambino: Molla un fotone al signor A.
    Sig. A: Cosa vi prende, siete proprio un po’ fuori.
    Bambino: Aggio detto che li’ ista’ nel tobino, dentro nel tombino.
    Sig. A: Cerca di spostare la grata del tombino.
    Richard: Fa luce fra le fessure, usando uno specchietto.
    Bambino: Be’, che fammo, mo’?
    Richard: Famo famo, la fame famo!
    Bambino( scappando via): Aggio sete, tanti saluti, signor Richard.
    Richard (seduto sconsolato): Quanti quanti! Tanti, troppi!
    Sig. A: Signor Feynamnn, coraggio.
    Richard (seduto, tamburella sulle ginocchia): Tutti quanti non abbiam capito nulla dei quanti. Quanto ti devo bambino?
    Bambino (che e’ tornato con un sandwich): Coraggio signor Richard, le ho portato un sandwich. (Glielo porge) Sarebbe una monetina, signore!
    Richard: Quanto! Si’ tanto! (addenta il sandwich, si vede cha ha fame)
    Bambino: Aggio capito. E’ il trucco della doppia fessura. Nu so fesso!

    E dai colla fissa del fesso!

  • edo

    Il problema sollevato da chi mette l’accento sul signoraggio è culturale. Appare sempre più evidente l’anacronismo di un’abitudine che ha giustificato, finora, la stampa di banconote che pur prive di qualunque valore intrinseco vengono cedute per “convenzione” al costo del lavoro e di beni reali.
    E’ paradossale che questo scambio già sbilanciatissimo alla fine produca nient’altro che un debito al cubo!!! A tutto svantaggio di chi offre lavoro e beni in cambio di moneta convenzionale (carta colorata).
    Se questa realtà diventa sempre più evidente e diffusa significa che esiste la possibilità di capire e dire “il re è nudo”, una frase che apre alla possibilità di prendere coscienza delle potenzialità culturali proprie dell’uomo e che si manifestano compiutamente ogni volta che la cultura consuetudinaria CAMBIA.
    Gli argomenti tecnici e le argomentazioni ragionieristiche sono, in questo caso, analoghe alle argomentazioni burocratiche: ruotano intorno a possibilità interpretative che assorbono le energie e spostano il punto di vista, con il fine di bloccare qualunque cambiamento sostanziale.

  • guido

    Succo logico dell’articolo:
    partendo dall’assioma che banchieri e politici siano onesti la conseguenza è che non esiste signoraggio.

    Il ragionamento è corretto, complimenti all’autore.

    Il fatto è che l’ipotesi di partenza non corrisponde alla realtà.
    Saluti.

  • Kerkyreo

    Articolo interessante….
    Non puoi dire pero’ che il signoraggio non conta un cazzo!!!
    Il signoraggio e’ un fattore che sommato a tanti altri rappresentano le cause di tutti i problemi dei cittadini! Il signoraggio esiste ed e’ innegabile, ma non rappresenta l’unica causa di questa crisi!
    Io non sono un signoraggista , ma sono uno che ha studiato l’economia e se permetti anche chi non l’ha studiata puo capire molte cose sul suo funzionamento, quindi basta con questa onnipotenza intellettuale che molti come te sbandierano ai quattro venti!!
    Le cause di questa crisi economica mondiale sono tante ma tutte piu o meno con un importanza rilevante. Certo a mio parere la non regolamentazione del mercato finanziario e’ alla base di tutto insieme forse a questa globalizzazione che ci ha distrutti economicamente!

  • AlbertoConti

    Gli “antisignoraggisti” sono quelle persone che preferiscono arrampicarsi sui vetri e/o sgusciare tra le pieghe della logica pur di giustificare il paradigma monetario corrente delle banche centrali, descrivendolo come assolutamente corretto e onesto nella forma e nella sostanza. L’ing. Lino Rossi è invece di un altra categoria, ancor più pericolosa, che egli stesso ha definito come degli “ex-signoraggisti pentiti”. Dal giorno del loro pentimento si presume che utilizzino tutte le loro risorse intellettive per negare e fingere di dimostrare l’inconsistenza della truffa insita nell’emissione di cartamoneta da parte di un istituzione che non rappresenti la collettività, o meglio che non utilizzi il ricavo del valore facciale della cartamoneta emessa per coprire spese di Stato in favore della collettività.
    Ora sappiamo molto bene che questo “problemino” non spiega tutti i mali del mondo, si è trattato dopotutto di una decina di miliardi di euri l’anno, emessi da bankitalia negli anni pre-crisi, e che le banconote circolanti pesano attorno al 5% del circolante complessivo, così come viene restrittivamente descritto nel gergo bancario. Di ben altra portata quindi la truffa dei mutui bancari, che lucrano interessi elevati, spesso fluttuanti, su denaro emesso dal nulla grazie alla ridicola riserva frazionaria autoimpostasi dallo stesso sistema bancario privato, anzi “privatizzato” nella nostra storia contemporanea. Il responsabile di B. Popolare di Milano ha dichiarato pubblicamente in TV che coi tremonti-bond ricevuti all’8% d’interesse loro ci ricavavano prestiti alla clientela per almeno 15 volte l’importo, cosicchè questo prestito dallo Stato è come se lo pagassero 8/15 di punti percentuali, che è molto meno di quanto ci ricavano dai mutui alla clientela. Al terzo livello c’è poi la grande bisca planetaria dei “prodotti finanziari”, coi “derivati” che la fanno da padroni di questo curioso “mercato”, che si mangia letteralmente i veri mercati fisici.
    A me del termine “signoraggio” non me ne po’ frega de meno, anzi lo trovo francamente inadeguato e un po’ stupido per descrivere la grande truffa complessiva della moneta e della finanza. Tuttavia non si può ignorare che sia ormai entrato nell’uso comune, con diversi significati tra i quali quelli descritti nello stesso gergo bancario, dal quale non si può certo pretendere un esplicita confessione di reato.
    Ma torniamo al tema, Ing. Lino Rossi, che è il lucro sull’emissione della banconota nel sistema vigente in Europa e Usa. Da fisico a ingegnere la invito a riflettere sull’aspetto sistemico della questione, che è quello proprio dell’argomento. Il sistema in questione è presto detto, è la comunità degli utilizzatori della banconota, la platea degli operatori economici che ne fanno uso nelle reciproche transazioni commerciali. La banconota è intesa come mezzo di pagamento senza scadenza, garantito e imposto dallo Stato in convenzione con l’emittente, la BC. Emettere una banconota non significa stamparla e basta, ma “spenderla” per la prima volta dall’atto della sua creazione dal nulla. La prima di una serie potenzialmente infinita di volte, in un futuro senza limite di legge. E’ l’unico “debito” che abbia queste caratteristiche: interesse zero, scadenza all’infinito. Caratteristiche talmente uniche e peculiari che ne ridefiniscono la sostanza: il debito dell’emittente svanisce, non esiste proprio (inconvertibilità della banconota), quindi il solo sostenerlo (che sia un debito dell’emittente) e addirittura il certificarlo attraverso un bilancio (pubblico per legge come per ogni società di lucro e non) sia nel conto economico che nello stato patrimoniale (rendendoli tra loro “coerenti”) è un imbroglio, in francese un “tricher”. A meno che l’emittente non conservi le ricchezze acquisite con l’emissione delle banconote per garantirne il “rimborso” qualora quel sistema valutario fosse dichiarato concluso. In poche parole almeno un quantitativo di titoli di Stato pari al complessivo circolante in banconote, ben oltre i 100 miliardi per bankitalia. E’ così Ing. Lino Rossi? A no, e allora si rimangi il suo sarcasmo e non cambi argomento, altrimenti, se pur interessanti, le sue diverse considerazioni perdono significato.

  • stefanodandrea

    Io non ho la competenza di Lino Rossi per poter prendere posizione così netta a favore o contro i signoraggisti, anche se una volta tentai una intervista ad un noto guru del signoraggio, il quale non sapeva rispondere ad una sola delle mie domande (voleva che chiedessi ciò che lui desiderava, come i peggiori politici: alla fine sospese l’intervista perché “controproducente”: per chi? per lui e le sue conferenze?).
    Ciò che mi sento di dire con certezza è che, posto che il signoraggio, secondo i signoraggisti, esiste da qualche secolo, il fenomeno in sé non ha impedito, per fare soltanto qualche esempio: i) la rivoluzione francese e quella bolscevica; ii) che fossero scritti i grandi romanzi francesi e russi dell’ottocento; iii) che il produttivismo (marxista, socialdemocratico o democratico liberale) superasse il problema della fame e distribuisse uno o più diritti sociali; iv) che al monopolio che la chiesa aveva nell’istruzione si affianchessa la scuola pubblica, dapprima elitista e classista, poi universale e popolare (anche se adesso non è più scuila; ma questo è un altro discorso); e potrei continuare all’infinito (la filosofia, la storia delle nazioni, l’arte, ecc).
    Intendo dire che sotto il profilo economico, politico, culturale, ideale, religioso, artistico, letterario, del pensiero sono accadute tante di quelle cose, importanti e non importanti, belle o brutte, grandi o piccole che diostrano che la storia e la vita possono essere grandi e grandiose anche con il signoraggio.
    Spiegatemi: senza signoraggio sareste più coraggiosi di come siete? sareste più capaci di amare la donna che avete lasciato o che vi ha lasciato? sareste più colti? eliminereste la vostra dipendenza dalla televisione oppio dei popoli? ai vostri figli non verrebbero più regalati giocattoli idioti e malefici o bambole dalle sembianze di prostitute? dalle nostre città scomparirebbero quegli oggetti per i quali oggi esse sembrano esistere, ossia le automobili? tornerebbero i campetti dove far giocare lberamente i vostri bambini, che oggi indirizzate verso il destinto di consumatori iscrivendoli alla scuola calcio?
    Quanto precede sta a dimostrare che senza dubbio il cosiddetto signoraggio non è né il maggior problema né uno dei maggiori che abbiamo.
    Se poi consideriamo che, nelle materie che interessano ai signoraggisti, è possibile tornare alla disciplina di qualche temmpo fa, riattribuendo la manovra della riserva frazionaria al parlamento e al governo e che è possibile che lo Stato riacquisti le quote della banca d’italia o torni alla separazione tra banche ordinarie e d’affari e nazionalizzi le più importanti banche ordinarie, credo che queste proposte siano concrete e perseguibili e accettabili da molti.
    Il signoraggio è un mito sotto il quale si nasconde un bieco materialismo (saremmo più ricchi e meno indebitati) e la nostra incapacità di proporre soluzioni reallizzabili ai problemi della politica monetaria (e della finanza).
    Perciò bravo Lino Rossi.

  • LucaV
  • LucaV

    Tutto ciò che non sapete su Keynes e che L’ing. dott. omeop. econom. Linuccio Rossi non vi dirà mai!

  • DANTEGUEST

    TANTE PAROLE,MA ALLA FINE CHI VUOLE COMPRENDERE IL TEMA DEL SIGNORAGGIO PONE SOLO QUALCHE PICCOLA DOMANDA:
    LE BANCHE CENTRALI (FED-BCE) EMETTONO MONETA APPLICANDO UN TASSO DI INTERESSE ALLE COMUNITA’/STATI CHE LA RICHIEDONO?
    IL TASSO DI INTERESSE APPLICATO DALLE BANCHE CENTRALI (CHE SONO SPA)GENERA IL DEBITO PUBBLICO?
    IL DEBITO PUBBLICO TOGLIE RISORSE ALLE COMUNITA’/STATI CHE POTREBBERO ESSERE REINVESTITE ( O PEGGIO DISINVESTONO X FAR FRONTE AL DEBITO) IN RICERCA, SERVIZI E QUANT’ALTRO?
    CREDO CHE SE LE RISPOSTE A QUESTE DOMANDE SONO AFFERMATIVE,NON VI E’ OMBRA DI DUBBIO CHE IL SISTEMA IN ATTO SIA UN SISTEMA (USUROCRATICO?) CHE TENDE INEVITABILMENTE A IMPOVERIRE L’ECONOMIA REALE E LA COLLETTIVITA’.
    SENZA ENTRARE NEI DETTAGLI DELLA RISERVA FRAZIONARIA DELLE SINGOLE BANCHE,PENSO CHE QUESTI SIANO ARGOMENTI SU I QUALI RIFLETTERE. COLORO (COME IL SIG.ROSSI)CHE ETICHETTANO SARCASTICAMENTE CON L’APPELLATIVO DI “ANTISIGNORAGGISTI” DEFINEDO “ILARI”COLORO CHE MOSTRANO UN CERTO INTERESSE SUL TEMA,GLI ESORTO A FARE MENO SARCASMO E AD AFFRONTARE NEL MERITO LA QUESTIONE,PERCHE’ COLORO CHE RISCHIANO DI ESSERE ILARI SONO PROPRIO COLORO CHE NON LESINO AGGETTIVAZIONI MA CHE SONO AVARI DI ARGOMENTAZIONI.

  • maumau1

    io mi meraviglio solo che cdc ti faccia scrivere..qua se c’è un folle quello e chi nega il signoraggio..che o per andare controtendenza non sapendo fare due conti e rendendosi ridicolo o quelli che sono al soldo dei banchieri..
    e mi spiace per entrambi non convincerà mai nessuno ,perchè semplicemente quello che afferma è falso è frutto di artifizi contabili e logici che fanno acqua da tutte le parti.artifizi ragionieristici alla Tonna(quello di parmalat!)

    Datela a me la possibilità di stampare moneta,il costo attuale per una banca centrale è 3 cent per stampare 100euro ossia spende 3 centesimi che cede allo stato (senza aver acquistato nè oro nè altro a garanzia se non in minima parte visto che il capitale della banca emettitriche è solo una piccolissima frazione dei denari emessi)
    lo stato mi dà in cambio 100euro in titoli di stato(o meglio 102,5 con gli interessi!).
    Quindi alla banca avere 100euro di titoli di stato è costato 3 centesimi..
    ad un comune cittadino che compra 100euro di titoli di stato ,gli costano 100euro veri!!
    basta questa differenza per capire che la banca centrale truffa!!
    Ok Lino Rossi?Non ci vuole tanto!!

    Ora cosa poi ci faccia la banca centrale con quei titoli di stato non rientra
    nella questione della truffa che c’è ed è grave ed evidente.
    Non esitono di fatto vincoli di nessun tipo sull’uso dei titoli che la banca può tenere a garanzia dei suoi investimenti o di emissione di proprii titoli..
    o spendere sul mercato..
    Infatti la banca può emettere proprii titoli o prestare denaro in ragione dei suoi capitali edi titoli di stato considerati alla stregua di oro(in quanto lo stato garantisce con beni solidi i proprii titoli non come la banca centrale)
    ed in genere usa i titoli di stato proprio per quello
    ma li può anche vendere in alcune occasioni o per fare cassa o per speculare sullo stato stesso per un proprio ritorno o per altri tornaconti anche di tipo politico o per qualasiasi altra evenienza cmq non ci sono vincoli perchè non lo faccia..
    di fatto li usa per accrescere la propria ricchezza ,la propria garanzia,la propria capacità di investimento emissioni di titoli,la propria capacità di prestare denaro(basta ricordare Basilea 2)

    e qui la questione è chiusa.

    ———————————————–

    Il signoraggio oltre ad essere stato ammesso da illustri banchieri e da politici di alto livello è stato il percorso naturale dei prestatori dei soldi .
    in origine la moneta aveva il valore nominale equivalente all’oro o all’argento della moneta stessa.. poi la cosa è andata scemando ed il valore è diminuito gradualmente permettendoa chi coniava quella monete(ossia le banche)
    di spacciare monete truffaldine ossia il cui valore nominale era superiore al costo che il banchieri ha sostenuto nell’emetterla e quindi ricevendo in cambio materie prime o altri oggetti a pagamento del prestito che invece hanno un valore nonimale ancorato al valore oggettivo.

    Chi non vorrebbe fare il mestiere di stampare moneta?Anche Lino Rossi lo vorrebbe fare..perchè avrebbe costi minimi in cambio di titoli di stato dal valore nominale coincidente con valore vero infatti lo stato garantisce con beni solidi ed oggettivi che sono tutto il suo immenso patrimonio e quindi può liquidare l’eventuale creditore ,volendo,con beni solidi,cosa che invece non ha la banca centrale che stampa soldi senza garanzie solide che siano oro,argento,case,palazzi,monumenti,terreni,acciaio,petrolio..tutti in teoria convertibili in oro.
    Tutta qui la asimmetria..che dimostra come a tutti conviene emettere moneta senza preoccuparsi delle garanzie questo è stato sancito da Nixon ufficialmente quando decretò la fine della solvibilità in oro del dollaro e lo fece senza peli sulla lingua,dichiarando che questo impediva di stampare moneta a volontà ossia creando di fatto una moneta sganciata dalla realtà dell’economia e della ricchezza reale sottostante..
    tutti gli economisti riconoscono quest’atto come la mela del peccato..
    che ha asservito l’economia alla finanza..di cui oggi vediamo le conseguenze..
    tranne Lino Rossi,lui non ce la fa…
    L’avete sentita la notizia delle centinaia di tonnellate di titanio ricoperto d’oro invece di lingotti d’oro molti dei quali si trovano nella Fed che infatti si è categoricamente rifiutata che i lingotti vengano esaminati?
    Be questo dovrebbe far capire pure a Lino Rossi cosa significa..ossia che i banchieri centrali che emettono moneta(e la Fed è la più grande al mondo)
    anche prima che Nixon annullasse definitivamente l’ancoraggio all’oro,già facevano di tutto per non comprare l’oro a garanzia della moneta emessa..compravano titanio ossia una cosa che costa 1/100 dell’oro(ma che ha lo stesso peso circa per volume)..quindi già allora garantivano 1/100 della moneta emessa comprando titanio ..quindi il signoraggio fa parte proprio della natura stessa del prestare denaro.. oggi non comprano più manco titanio ma solo carta ed inchiostro e poi con una minima quantità di beni immobili che hanno al massimo arriveranno a garantire 1/5000 1/10000 a dire tanto.. bel passo in avanti per loro rispetto a quando dovevano garantire con l’oro 1/1 o in vero col titanio verniciato d’oro 1/100

    Datela a me la possibilità di stampare moneta,il costo attuale è 3 cent per stampare 100euro ossia io spendo 3 centesimi ed in cambio cedo allo stato 100euro di carta(senza aver acquistato nè oro nè altro a garanzia)
    lo stato mi dà in cambio 100euro in titoli di stato(o meglio 102,5 con gli interessi!).
    Quindi alla banca avere 100euro di titoli di stato è costato 3 centesimi..
    ad un comune cittadino che compra 100euro di titoli di stato ,gli costano 100euro veri!!
    basta questa differenza per capire che la banca centrale truffa!!

    ——————————————

    attenzione poi a non confondere il signoraggio con la sovranità monetaria..
    la prima è una truffa nella truffa che senza la seconda non potrebbe esistere,mentre la seconda esiste anche senza la prima..
    La sovranità monetaria è il fatto stesso di emettere moneta..
    infatti lo stato invece di emettere moneta da se stesso e lo potrebbe fare visto l’immenso patrimonio solido e capacità di garanzia che ha (l ovediamo con la grecia..dove è già stato detto che se non paga i debiti dovrà vendere le isole..oltre ai monumenti!)la fa emettere alle banche.. e siccome sul debito c’è poi l’interesse del 2.5% questo cresce fine a diventare impagabile..
    infatti storicamente tutti i debiti salgono cosa che si attribusice solo ai latrocinii della politica ma non è cosi’ è di fatto intriseso..visto che per definizione lo stato non può lucrare ma deve andare a pari con le sue aziende..mentre dovebbe avere un interesse minimo di guadagno per potere pagare gli interessi sul denaro..non applicandolo è ovvio che salga la forbice del debito..
    se poi ci agigungiamo anche gli sprechi e che si spende più di quanto il PIL permetta ecco che il debito va alle stelle..
    togliendo la sovranità alle banche il debito si azzera..
    questo non significa che puoi emettere moneta quanto te ne serve ma in ragione del Pil ma anche se emetti di più aumenta l’inflazione(come nel caso la emette la banca centrale privata)ma almeno non interessi sul debito o il debito stesso da pagare ad una entità privata esterna..
    ma lo hai con i cittadini che sono poi lo stato stesso e non hanno interesse a defraudarlo o mandarlo in fallimento come ha di fatto la banca privata che emette perchè cosi’ può acquistare i beni dello stato all’asta fallimentare..ossia a due soldi e l’abbiamo visto con le privatizzazioni successive alle speculazioni di Soros che indebolirono la lira aumentando il debito del 30% debito che fu pagato svendendo i gioielli di stato!!

    Quindi il debito viene fatto salire finchè in bancarotta lo stato è costretto per pagare o a ipertassare la popolazione o a svendere il proprio patrimonio
    cosa che stiamo vedendo in diretta in Grecia e forse tra poco da noi!!

    Ovviamente una banca non si accontenta di creare debito che poi esigerà e i relativi interessi annuali..no..ci carica sopra pure il signoraggio.mentre se acquistasse oro vero(non titanio ricoperto di oro!!) non avrebbe questo ulteriore guadagno..

    —————————
    nonostante le evidenze fattuali ed innegabili della convenienza incredebile che le banche hanno ad emettere moneta..Lino Rossi che ha scritto quest articolo continuerà a ripetere le stesse cose che non convincono nessuno
    tranne lui e pochi altri molto felici di sentire queste cose (visto che di fatto lavorano per il sistema monetario attuale)

  • Cippala

    Ma basta..non leggo neppure questo articolo.Il signoraggio è la critica ad una dottrina quella del debito. PUNTO. Auriti sapeva che il problema non sono solo le banche centrali ma la sovranità monetaria consentiva agli stati di diventersi da quelli che Wall Street.. Lino Rossi esperto de che? Lo dica a Chomsky,Bauman se il debito è una questione economica o è una dottrina..MA chi è sto Lino Rossi?
    I Signoraggisti rivendicano il reddito di cittadinanza ovvero il diritto ad avere diritti..
    Tutto Il resto sono inutili polemiche..
    Ma cosa vuole Lino Rossi(l’espertone) dai signoraggisti? Mah..Lino la canna falla girare..

  • Cippala

    Chomsky che è un genio dice il debito è una dottrina non una questione economica.
    Lino Rossi chi lè?

  • marcop

    Ancora co sta storia dei siggnoraggisti!

    Le Etichette sono uno strumento per il controllo delle masse!

    Suvvia cerchiamo di dimostrare un tantino, non dico tanta, ma solo un tantino infinitesimo di intelligenza!

    Nun ce ne pò fregà de meno del vocabolo, ma oibò le evidenze sui complotti globali per il controllo globale delle masse ormai sono evidenti anche per il mio criceto ed è veramente incredibile che ci sia qualcuno che tenti di nasconderle sotto al tappeto.

    La prima evidenza per ovvie ragioni molto ben occultata, ma stupida, è proprio il debito pubblico ed il sistema di creazione di moneta da parte di entità private che solo rendersi conto che questo avvenga è oltre l’assurdo, ….in questo la razza dei criceti, quella vera dei simpatici animaletti, ci dimostra molta più intelligenza rispetto all’antipatica progenie della razza umana cogliona.

    …delle altre evidenze ne è pieno il web e ringraziando Dio Internet, Angelo divino del vero DIO.

    La guerra tra la stupidità e la vera intelligenza è aperta, unica speranza il risveglio delle masse.

  • Cippala

    Chi prende pesci in faccia ? GLi economisti quando si parla di proprietà della moneta.
    PErchè questo accanimento contro i signoraggisti? Dovremmo fare tutti come Travaglio eh? “Di economica non capisco nulla quindi non ne parlo”. Noi continueremo a rompervi i coglioni ovunque…non staremo zitti. La moneta ha solo valore indotto.Punto.I cittadini devono pretendere il loro diritto ovvero il reddito di cittadinanza.Punto. Se poi a qualche signoraggista piace Ron Paul o critica Keynes non vuol dire che tutti i signoraggisti sono dei coglioni.

  • marcop

    Bravo

  • marcop

    …. bravo perché lucido, semplice, sintetico

  • marcop

    La Catena del Banchiere

    Il monopolista delle catene del mondo ne fornisce in quantità per tutti e senza limiti, talmente è furbo che le crea dal nulla.

    Ed è incredibile come tutti gli schiavi del mondo incantati da questa illusione, scelgano con certosina dedizione la loro catena, litigando con gli altri schiavi, anche rubando le catene degli altri ed abbellendo le proprie. …. poverini proprio non riescono a capire che bella o brutta, brillante o meno pur sempre rimane una catena, ma si illudono, vogliono illudersi, perché trovano più facile illudersi che guardare in faccia la realtà. In realtà politici, cittadini, commercianti, navigatori, pensatori, maestri, operai e professori, commercialisti e industriali, notai e nullafacenti, hanno la chiave della loro catena, semplicemente non la usano ne hanno paura. E questa è la felicità del banchiere che può continuare a creare catene tra gli applausi delle masse.

    Purtroppo come tutti i bimbi viziati il banchiere è capriccioso e annoiato ed ha grande necessità di stringere e strozzare e gli riesce benissimo con grande goduria. Milioni e Miliardi ne fanno le spese, ma in fondo che fà sono stupidi schiavi che non usano neanche la chiave per aprire e buttare la loro catena, tanto vale giocarci e buttarli quando vengono a noia, sono stupidi schiavi!

    Un giorno nei tempi passati, molto molto tempo fa, il banchiere invento il suo gioco preferito, perfetto per i suoi capricci, la moneta, e stuoli di dottori e scenziati con la loro supponenza la studiarono emettendo il sacrosanto verdetto: bisogna aumentare di quà e diminuire di là, l’economia è una scienza importante e va ben gestita, aggiungi e metti, aggiungi e metti, regola qui regola la, ricevevano anche loro la loro bella catena dorata, felici contenti, sordi e coglioni andarono a ninna e si addormentarono, (speriamo non si svegliono mai più).

Altri coglioni ora scriveranno il seguito.
Per quelli un tantino + intelligenti che vogliono inserire la chiavetta nella fessuretta della loro catenella e aprirla, le iscrizioni sono aperte! Ma no! Apritela pure senza timori vedrete con grande vostro stupore nessuno vi dirà nulla, nessuno è a guardia della gabbia, il guardiano della gabbia e della tua catena in realtà sei tu.

  • Grayfox1893

    Quale sarebbe il fine di questo articolo? lino rossi, hai insultato chi parla di signoraggio, hai tirato fuori argomenti esclusivamente per dimostrare che gli insulti provengono da una persona che se ne capisce di politica monetaria(…?) e hai ripetuto gli insulti.

    vorrei dirti che chi come me non è bene sicuro della veridicità del signoraggio con questo articolo si è fatto una bella risata, perchè di fatto tu non hai spiegato niente di niente, hai solo insultato senza motivare e senza smentire fonti dei signoraggisti in particolare.
    “Sono riconosciuti validi solo i numerosi libri scritti da loro stessi ed i documenti ufficiali sono tutti sistematicamente falsi”
    quali scusa? attenzione che così si rischia di essere etichettati come CIARLATANI

  • Firenze137

    Semplice, diretto immediato ed elegante : clap clap clap

  • Bubba

    Cippala,
    il problema è quello che ha posto Paolo Barnard. I signoraggisti, in maggioranza, propongono tesi i cui pilastri sono sballati (lo ha detto a proposito di Zeitgeist. Ha aggiunto che su internet circolano al più mezze verità, e poi le sparate ignoranti e fesserie varie.)

    Capisci perchè è importante avere una conoscenza ferrata della materia? Se vuoi criticare il sistema lo devi conoscere a menadito. Invece molto spesso i signoraggisti infilano certe assurdità che… è finita.

    Per rovesciare il sistema bisogna conoscerlo, non replicare slogan come “la moneta è del popolo” che vogliono dire tutto e niente allo stesso tempo.
    Ma dove vuoi andare con queste rivendicazioni? La questione non è solo di diritto, è anche tecnica.

  • brumbrum

    L’unica cosa certa che so della moneta è che non la stampo io……. per il resto tenetevi tutti le vostre ragioni professori e professore

  • Altrove

    Quoto e chiedo a Lino Rossi di esplicitare le sue argomentazioni in modo serio e competente (come dice di essere) in un prossimo articolo. Questo offende la mia intelligenza. Da tanto tempo gli utenti di questo sito chiedono un confronto a regola d’arte e invece cosa abbiamo? un festival della masturbazione… P.s: Le consiglio di leggere qualche trattato di meccanica quantistica, poi mi dica…

  • stefanodandrea

    Lino Rossi non ha spiegato un bel niente. E potrebbe avere torto o comunque non saper argomentare per quale ragione il problema del signoraggio non esiste(rebbe).
    Tuttavia, ho cercato di chiarire, in un commento che precede, perché il signoraggio non è nemmeno il centesimo problema che abbiamo; e perché coloro che credono che, eliminato il signoraggio (lo hanno fatto il comunsimo russo rivoluzionario, mi sembra fino al 1936 e il nazismo), la vita sarebbe, chi sa perché, più facile o più bella, sono degli ingenui.
    Qualcuno sa chiarirmi per quale ragione il signoraggio sarebbe un problema più grave di quelli che ho segnalato nel precedente commento?

  • ClaudioCecchetti

    Proviamo un ragionamento semplice.
    Se io prendo 10 euro, vado in una piazza e davanti a tutti li brucio, rischio la galera.
    Perchè?
    Perchè non è roba mia! Quella banconota non è riba mia, ma di qualcun’altro. E questo qualcun’altro è così attento ai suoi dieci euro, che se io li brucio mi vuole mandare in carcere.
    Lo fa perchè in questo modo lo impoverisco di 10 euro? No. Lui il culo lo ha parato, sul suo computer c’è scritto che quei dieci euro sono suoi e anche se li brucio lo stato glie li paga.
    Il mio gesto però, rischia di mostrare a chi mi vede, e soprattutto chi vede quando mi incarcerano, che è tutto un trucco. Rischia di far capire a tutti che quella non è roba nostra, ma anche se non è roba nostra dobbiamo pagarla!
    I soldi non sono nostri; solo il debito che procurano è nostro, far capire questo è pericoloso per il potere che per questo vuole che i suoi 10 euro siano intatti.
    Ci sono altri motivi per la causa del debito nazionale?
    Certo che ci sono. La privatizzazione?
    Certo che c’è!
    Ma voler far passare per idiota e superficiale chi parla di signoraggio vuol dire essere in malafede.
    Il Trattato di Lisbona è un buon esempio di come il problema del signoraggio e della privatizzazione.
    A presto!

    -Claudio Cecchetti-

  • vimana2

    Ma almeno fate qualcosa! Date il potere decisionale sul TUS al governo, date il potere alla banca di italia di comprare i titoli di stato quando questi hanno degli interessi troppo alti…..dite una volta per tutte che l’inflazione nn è un male assoluto ed eterno e dite anche che nn occorre alzare il TUS per abbassare l’inflazione…
    Quando c’è urgenza fate vendere l’oro e altri preziosi…..se nn lo si fa quando c’è emergenza quando lo si fa?
    Articoli proprio del cavolo!!

  • marcop

    …. Spiegatelo anche a POVIA che i Banchieri sono gli uomini ideali per guidare il Mondo con la loro MMERDA di Governo Unico Mondiale sponsorizzato dai Traditori degli uomini e dei tanti che ci si lavano la bocca con NWO vedi anche i nostri politici e massoni ai massimi livelli. Merde! Sono solo MMMMERDE!!!! Ma sono tutti sotto osservazione.
    http://itunes.apple.com/it/album/scacco-matto/id355175284
    La conzone di POVIA Scacco Matto è Bellissima a pagamento su iTunes o Gratis da Internet, ma fatela girare…. Good Future a Tutti!

  • marcop

    ops! La canzone si chiama “Come fai” e fa parte dell’album Scacco Matto!

  • santo105

    chiedo una volta per tutte e credo anche a nome di parecchi altri utenti interessati alla questione monetaria che il Rossi ci esponga succintamentre, magari con un bell articolo chiarificatore i punti controversi e dia dimostrazione delle sue tesi contro i signoraggisti invece di criticare senza costrutto.

  • wld

    Dell’oro ricoperto di titanio, ne ho già parlato tempo fa tra queste pagine di CDC. Non sono molto afferrato in economia, ma la differenza tra signoraggio e non la conosco molto bene, anche se il Signor Lino Rossi vuole portarci su un piano diverso, e non voglio nemmeno farmi passare da uno che si auto certifica usando la parolina magica. Certamente sono incompetente come altri, ma almeno una piccolissima economia domestica me la riconosco come tanti altri, ad esempio conosco la differenza che ha cambiato il Marco Tedesco alla pari con l’€uro, (uno a uno) e la differenza di cosa ci è costata la nostra Lira 1936,27, quasi il doppio delle vecchie mille lire, uno a due quasi) e questo la dice lunga sui poteri economici di chi li detiene. Comunque vista la mia ignoranza in politica economica mi domando: se per assurdo tutti quelli che hanno i loro €. in deposito nelle banche o investiti in azioni, si svegliassero domani decidendo di togliere tutti i propri (piccoli, medi, e grandi averi) risparmi dalle banche, eliminando carte di credito, bonifici bancari elettronici, e altre operazioni cosa succederebbe? Avrebbero qualche problemino i direttori di banca nel corrispondere tutta la moneta necessaria ad estinguere il C/C? Io credo di sì perché non circola così tanta moneta cartacea in Italia, la maggior parte è solo scritta nei terminali delle banche, sono solo moneta elettronica e non reale. Questa idea di chiudere il c/c è già stata postata in queste pagine di CDC, ci sto pensando da un pochino di tempo, e credo che non sia un’idea balzana, forse e dico forse (vista la mia ignoranza in economia) potrebbe contribuire a qualche cambiamento. Cordialmente, wld

  • Altrove

    Concordo. Anche col precedente commento. Questo però non giustifica il fatto di lasciare la questione incompresa, ambigua o poco chiara e ciò vale per qualsiasi cosa. Serve a poco avere la sovranità monetaria se non si ha quella del proprio cervello… E’ necessario aggiungere altro?

  • Altrove

    vuoi dire tungsteno ricoperto d’oro, vero?

  • wld

    Ops, si! Certamente ho sbagliato chiedo scusa, avevo scritto in un post tempo fa di tungsteno e non di titanio … sorry 🙂

  • Zret

    E’ un articolo che ho passato ad attivissimo, tant tra negazionisti delle scie tossiche del signoraggio se la intendono.

  • Truman

    Per Roberto G

    se oggi noi italiani siamo in questa condizione lo dobbiamo a quei signori che hanno demandato la PM alle società di rating. gli andreatta boys sono lì, sia nel centrosinistra che nel centrodestra, pronti a ripetere i virtuosismi del loro maestro.
    non si cresce finchè non si fanno i conti con i propri errori. la sinistra sarà relegata alla sconfitta finchè non metterà alla gogna politica coloro che hanno tradito il proprio elettorato.

    oggi l’unica speranza è legata agli Union Bond, osteggiati dalla Germania.

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/9-febbraio-2010/ue-rilancio-union-bond.shtml

    i successori di quei signori che fanno? fanno di tutto per segare Tremonti, l’unico che si impegna per portarli avanti.

    è veramente penoso vedere i politici che si definiscono di sinistra continuare a fare di tutto tranne che fare qualcosa di utile per il proprio elettorato, dopo averlo messo in grave difficoltà.

    ciao
    lino

  • Rossa_primavera

    Questa storia del signoraggio bancario ha molti punti in comune con
    quella delle scie chimiche e della teoria dei rettiliani.

  • Firenze137

    Ritornando all’esempio del monopoli truccato a me caro, il fatto che esiste un monopoli col trucco ( come una roulette truccata) non impedisce al gioco di essere
    giocato. Bella soddisfazione ! Davvero !!!

    Cari Lino Rossi & CO, beatevi pure delle vostre soddisfazioni che portate pure ad esempio , ma io non ci sto a giocare al monopoli col trucco !

  • nettuno

    cosa fai se c’ è la mafia ? ne parli almeno. Vai avanti tu se sei capace ?

  • nettuno

    buffone epirla sei tu. Guarda la Cina – è proprieARIA DELLA SUA MONETA E CI FREGA .IDEM LA rUSSIA E INGHILTERRA. Canada ecc .Dimmi caro che cosa ha guadagnato la Grecia entrando nell’euro ?

  • bstrnt

    “Leggere i loro interventi e libri equivale a leggere una trattazione di meccanica quantistica effettuata da un bambino delle elementari in possesso dei soli strumenti dell’aritmetica.”
    Può darsi! Ma non mi sembra che i postulati sui quali si basano tutte le teorie economiche siano così perfetti. Forse che l’economia si sia servita dell’avvallo di ferrei algoritmi matematici al fine di dimostrare quello che non potrebbe mai essere dimostrato, addomesticandoli alla bisogna?
    Non sono un “signoraggista” ma nemmeno un beota, diffido dei se dicenti economisti che predicano crescite infinite in sistemi finiti.
    Comunque credo che se si continua su queste teorie, necessarie per prolungare lo status quo, molte persone saranno prese dalle pulsioni, e, novelli Goebbels, quando sentiranno parlare gli “economisti”, metteranno mano alla pistola.
    Mi sembra esista una affermazione, non certo marxista che dice: “quando qualcuno acquisisce un bene che non ha prodotto, da qualche altra parte c’è qualcuno che produce un bene che non riuscirà ad acquisire”.
    Se poi parliamo di signoraggio primario, mi sembra vada contro a delle leggi di fisica note fin dai tempi di Anassagora e provate con puntuali misurazioni da Lavoisier (legge di conservazione di massa).
    Se come banca centrale stampo per esempio un miliardo di €, la massa monetaria esistente è di un miliardo di €.
    Ora quella cifra la banca centrale la presta con interesse allo stato che dovrà corrispondere dopo un anno, ipotesi il 5% di interesse, quindi dovrebbe rendere un miliardo e 50 milioni di €.
    Credo che l’unica soluzione per non cadere in una spirale perversa sia quella di pretassare la banca esattamente dell’importo degli interessi ed eseguire una compensazione, così mon sarebbe necessario incrementare la massa monetaria (che di solito invece viene incrementata in base a presupposti alquanto arbitrari).
    Ma su quale pianeta questo avviene? Non certo nel nostro dove le banche tengono in ostaggio gli stati (negli ultimi decenni è stata istituita una scienza e una corrente di pensiero per depredare il bene comune).
    Credo che questo sia il meccanismo perverso, controllato da un’elite, che provoca alla bisogna tutte le fasi di contrazione ed espansione dei mercati e di conseguenza crisi, bolle speculative, guerre ….
    Troppo facile dire è sempre stato così, magari datando il tutto al 1694 con l’istituzione della banca d’Inghilterra.
    L’attuale situazione, peggiorerà ulteriormente visto che l’economia occidentale punta la sua sostenibilità sulla crescita infinita; attualmente si sta consumando oltre il 150% delle risorse rinnovabili.
    La diminuzione della popolazione terrestre a circa un 20% dell’attuale sembra sia l’ipotesi più gettonata da questa elite, che qulcuno definisce superclan.
    Certo è l’ipotesi più brutale, ma mi sembra che quella elite disponga di avidità più che genio per poter risolvere il problema in altro modo più intelligente.

  • duxcunctator

    COS’E’ IL DENARO ( http://forum.escogitur.com/index.php/topic,29090.0.html )

    Appena ricevuto da un amico di Escogitur questo articolo, che trovo bellissimo in quanto mirabile equilibrio di chiarezza e approfondimento. E so, per esperienza personale, quanto sia facile, trattando l’argomento moneta, privilegiare un aspetto a danno dell’altro.

    COS’ E’ IL DENARO (di Andrea Cavalleri)

    Il grande Giacinto Auriti, nel ”paese dell’ utopia” fornisce alcune spiegazioni essenziali di cosa sia il denaro. Ripartiamo dalle sue considerazioni per esporle nel modo più semplice e comprensibile e anche per approfondirle.

    La sua prima considerazione è che il denaro è un bene che riguarda il futuro.

    Chiunque, se ragiona un minuto, capisce che il valore dei soldi non sta nella carta o nei numeri del suo conto in banca, perché se questi soldi non vengono spesi, il proprietario potrebbe morire di fame.

    Persino nell’ operetta “hello dolly” questa verità viene suonata e cantata nel modo più chiaro: “il denaro non esiste!” dice il protagonista, “i soldi non sono nulla, finché non vengono spesi”.

    Questa evidenza viene espressa dall’ Auriti dicendo che il valore del denaro consiste nell’ aspettativa di conseguirne dei beni in cambio. E questa aspettativa si realizza quando qualcuno mi darà dei beni in cambio di denaro, perché anch’ egli si aspetta, in seguito, di poter scambiare quel denaro con altri beni.

    Il secondo concetto da avere ben chiaro, è che il denaro vale per convenzione.

    Dice l’ Auriti: “il simbolo acquista valore monetario per il semplice fatto che ci si mette d’accordo

    che lo abbia.” Cioè la carta su cui è stampato il denaro, in sé non vale nulla, ma tutti coloro che sono d’ accordo ad attribuire un valore a quella carta, glielo conferiscono effettivamente. Chiunque può fare esperienza di questa realtà, semplicemente andando all’ estero in un paese con moneta diversa: la sua valuta non viene accettata e, perciò, deve acquistare la moneta locale. Si potrebbe obiettare che il cambio sia solo una “traduzione” di un unico valore, proprio come la traduzione tra lingue diverse mantiene un unico significato da comunicare. Ma non è così. Infatti se si presentasse in Italia un africano dell’ Angola, cercando di cambiare la propria moneta, nessuno gliela accetterebbe, considerando la sua valuta di valore pressoché nullo. Ma tale valuta, al suo paese, viene tranquillamente spesa e funziona benissimo, proprio in quanto gli angolani, per convenzione, ne riconoscono il valore. Ora, se la moneta avesse un suo proprio valore oggettivo, non si potrebbe spiegare come lo stesso denaro abbia valore zero in un posto e un valore “tot” diverso da zero, in un altro posto.

    Un terzo concetto, che integra e rafforza il primo, l’ Auriti lo esprime dicendo che il denaro non solo è “misura del valore, ma anche valore della misura”. L’ esempio che porta è quello del metro, che è sì misura della lunghezza, ma è anche l’ oggetto metro che, pur essendo stato adottato per convenzione, ha una sua esistenza e una sua lunghezza, che è la lunghezza della misura. Applicando l’ esempio al denaro, questo esprime la misura del valore (ad esempio posso stabilire che una svanzica è il valore di un chilo di pane) ma esso stesso ha un valore, in quanto garantisce la previsione di un acquisto (questo valore è dato dalla certezza con cui cui posso prevedere di ottenere un chilo di pane in cambio di una svanzica). Il valore virtuale e quindi, in definitiva, mentale, del denaro, tuttavia non è pura fantasia ma si appoggia sulla realtà della trasformazione del potere d’ acquisto (virtuale) dei soldi, in beni reali. Ovvero è la circolazione del denaro che ne crea il valore, quel valore che l’ Auriti definisce “indotto”.

    Vorremmo a questo punto fare alcune osservazioni, nei termini più semplici possibili, su questi spunti iniziali.

    Innanzitutto va detto che, se il valore del denaro è legato alla sua trasformazione futura in beni reali, tale valore glielo conferisce chi lo accetta e non chi lo stampa. Cioè la banconota nuova (o equivalente simbolo numerico, presente nel conto in banca) chiusa nel cassetto e mai utilizzata, ha valore zero. Assume sì valore quando viene spesa, ma non tanto quando viene ceduta, bensì quando viene accettata.

    L’ esempio dell’ angolano sopra citato è evidente a riguardo: in europa la sua banconota non viene accettata e ha valore zero, in Angola la accettano e quindi ha il suo valore. Ora se riflettiamo un secondo sul significato della proprietà, ci rendiamo conto che chi crea un valore ne è il proprietario naturale. Ad esempio, se io scrivo un libro ne sono anche il proprietario e non certo il produttore dei fogli di carta su cui l’ ho scritto. Allo stesso identico modo, la proprietà naturale del denaro dovrebbe essere dei cittadini che, utilizzandolo, gliene conferiscono il valore e non certo della banca centrale che lo stampa o lo emette in altre forme. Sul problema del signoraggio (così si chiama il diritto di emettere moneta) affidato a delle s.p.a. a scopo di lucro, perché tali sono le banche centrali, rimandiamo alle pubblicazioni esistenti in materia. Ricordiamo solo l’ enorme iniquità per cui con le nostre tasse paghiamo a dei privati (le banche centrali) un bene (il denaro circolante) che noi stessi creiamo, in quanto il denaro semplicemente emesso, privo di circolazione, di valore non ne ha ancora alcuno.

    Vorremmo invece soffermarci un po’ di più sul fatto che il denaro valga per convenzione e comprenderne le implicazioni. Nel discutere spesso si semplifica la complessità delle convenzioni, quasi fossero delle banalità che valgono automaticamente. Ad esempio, possiamo pensare ai cartelli stradali e concludere che se un cartello rosso con striscia orizzontale bianca significa divieto d’ accesso, mentre un altro triangolare indica il dovere di precedenza, la cosa è indifferente, e i due cartelli potrebbero essere scambiati, tanto è una “pura convenzione”. Quello che ci si dimentica di osservare è che per entrare in vigore la convenzione ha avuto bisogno di una regolamentazione stradale, di scuole ed esami di guida, di industrie che producessero e impiantassero i cartelli, di vigili e polizia stradale che li facessero rispettare, insomma, di un sistema e di una cultura. Anzi in principio non esistevano neppure le norme stradali, che si sono sviluppate con l’ aumentare del traffico, al fine di razionalizzarlo, quindi la convenzione è stata preceduta dalla necessità, dal problema, dal faticoso conseguimento delle soluzioni, dal costume e infine dalla cultura. Che dunque la convenzione non sia né automatica e neppure neutrale, dovrebbero farcelo capire l’ esistenza di convenzioni minoritarie e scomode, ma tuttora in vigore, come le misure del sistema anglosassone: lo yarde, il pound e l’ oncia al posto di metro, chilo e litro. Perché le convenzioni coinvolgono gruppi di persone, sono fenomeni sociali e politici in senso lato, quindi riguardano la complessità della persona e il suo carattere.

    Questa considerazione sulla natura sociopolitica delle convenzioni ci porta dritti a indagare donde nascano il denaro e il suo valore. Si diceva sopra, con i termini giuridici dell’ Auriti, che il valore del denaro consiste nella certezza con cui posso prevedere di trasformarlo in beni reali e che esiste per convenzione. In termini più descrittivi e intuitivi, il significato è questo: fin quando ognuno pensa per sé, la sua attività sarà completamente assorbita dal provvedere ai propri bisogni primari: mangiare, coprirsi, trovare un riparo. E se ciascuno si comportasse come se fosse solo al mondo, dovendo coltivare il cibo e badare alle bestie, costruirsi una casa e tessere i vestiti, a stento riuscirebbe a sopravvivere. Nel momento in cui un gruppo di persone si organizza e si specializza, scopre che può produrre molti più beni e servizi, tali da soddisfare i bisogni di tutti. Resta il problema di come scambiare questi beni e servizi, che vanno distribuiti fra tutti, poiché, evidentemente, non serve che il contadino mangi per trecento persone e gli altri abbiano fame, né che il muratore disponga di dieci case e gli altri dormano al lume di stelle e cosivvia. Il sistema usato per questo scambio, è esattamente il denaro, cioè la convenzione adottata da una società di persone, che ha deciso di collaborare, per soddisfare collettivamente le proprie necessità materiali.

    Tornando al valore del denaro, cioè la certezza con cui cui si può prevedere che questa convenzione funzioni, su cosa potrà basarsi? Abbiamo visto che la convenzione-denaro esprime un’ intenzione di collaborare, di provvedere collettivamente ai bisogni, al fine di rendere migliore la vita sulla terra. Questa intenzione collaborativa la potremmo definire come patto sociale, che nasce dalla coscienza di un comune destino e che presuppone un certo accordo sui fini da perseguire e la disponibilità a superare l’ egoismo in vista di un benessere comune. Quindi, tanto maggiore è la consapevolezza di questo patto sociale, tanto più la collettività è coesa nello spirito di collaborazione, tanto più forte sarà la convenzione, cioè sarà più alto il valore del denaro. Ecco perché ogni nazione ha la sua moneta: perché una società di persone con lingua propria e comune, con simile cultura, con familiarità di usi e costumi, esprime il proprio patto sociale con la propria valuta.

    Dobbiamo a questo punto interrogarci se la strada presa dal mondo contemporaneo sia salubre o meno. Non posso fare a meno di chiedermi come facciano le persone di una società multirazziale, con coscienza di destini differenti, dovuta a religioni inconciliabili, in cui vige una diffidenza generalizzata, indotta dalle diversità di usi costumi e persino di aspetto fisico, a produrre l’ autentico valore del denaro.

    Di fatto stiamo assistendo al rovesciamento del sistema: i codici occidentali, a partire da quello statunitense e, purtroppo, dopo il trattato di Lisbona, anche quelli europei, promuovono la relatività di tutti i valori, etici, religiosi, culturali, mantenedo come unico assoluto il denaro. Cioè chiunque può inserirsi nella vita sociale, pur essendone un corpo totalmente estraneo e dannoso, a patto di riuscire a procacciarsi denaro. E, per converso, chiunque non riesca a procacciarsi denaro, viene messo ai margini della società, pur costituendone magari la più genuina e benefica espressione. Ma se il vero valore del denaro è prodotto dalla coesione della società, su cosa si regge lo pseudo valore del denaro odierno, espressione di una società snaturata e atomizzata in individui?

    Le uniche risposte che ho trovato sono: l’ abitudine e i nomi altisonanti che si auto-attribuiscono i sacerdoti del –falso- dio denaro: “banca centrale, governatore, alto commissario…”

    L’ abitudine regge, finché non si fa troppo scomoda, e i nomi altisonanti sono specchietti per le allodole, che funzionano finché dura l’ ignoranza.

    Quanto dureranno? Non credo sia possibile fare questa previsione, ma la grave crisi economica e le povertà che susciterà, creeranno le condizioni per mettere in discussione le abitudini, quanto all’ ignoranza sull’ argomento, soprattutto grazie a internet, sta diminuendo visibilmente.

    Perciò possiamo trarre due tipi di conclusioni.

    La prima, pessimistica, ci conduce dritti alla perdita del valore del denaro. Essendo il denaro il simbolo di un patto, nel momento in cui venisse a morire il patto, anche il simbolo perderebbe senso. Proprio come un cartello di divieto di transito, che perde senso quando la maggioranza degli automobilisti comincia a trasgredirlo e i restanti guidatori non avessero la forza di ripristinare la convenzione. Significherebbe andare incontro alla babele anarchica, soprattutto in un sistema, come sta diventando il nostro, basato unicamente sul denaro stesso. Una situazione in cui ogni previsione catastrofica sarebbe lecita.

    Tuttavia vi è una seconda considerazione, figlia di queste stesse nostre riflessioni, che lascia intravedere degli esiti più ottimistici. Se finora la nazione è stata il soggetto naturalmente preposto ad esprimere il patto sociale, non vuol dire che, con la distruzione dell’ identità nazionale, non possano emergere altri soggetti capaci di esprimere identità e volontà collaborativa, tali da attribuire valore a una propria moneta. Aldilà delle considerazioni legali (queste sì relative), ogni gruppo, in cui viga fiducia reciproca e capacità di soddisfare almeno ai bisogni primari, può battere la propria moneta, con piena liceità etica ed economica, sia esso un gruppo etnico, un gruppo di amici, un gruppo religioso.

    Certo, tale moneta avrà il limite di un valore circoscritto agli aderenti al gruppo, ma avrà la forza di essere espressione autentica di una volontà di collaborazione e, anzi, di più: di un reciproco sostegno.

    Non è detto e non è neppure probabile che si realizzino degli scenarii estremi come questi ultimi descritti, tuttavia credo che siano degli esempi utili per capire appieno la natura del denaro, concetto pur sempre fondamentale per ogni ragionamento economico corretto: cioè posto nel suo contesto, che è umano e non puramente astratto. Non basta dare a cesare ciò che è di cesare, se non si dà a Dio ciò che è di Dio: la salute economica dipende dalla salute di tutto l’ uomo, a partire dall’ anima.

  • duxcunctator

    SIGNORAGGIO SECONDARIO: PARLIAMONE ( http://forum.escogitur.com/index.php/topic,29935.0.html )

    Di solito, quando si aprono per la prima volta i propri occhi sulla Matrice Monetaria, lo si fa percependo la truffa dell’emissione a debito della moneta-carta.
    Magari osservando una banconota, realizzando la piena consapevolezza che è fatta di carta, acquisendo la nozione che non è contro-garantita da alcun valore fisico (è dal 15/8/71 che ha smesso di sussistere la convertibilità aurea del dollaro e quindi, tramite questa valuta, di tutte le altre).
    E poi venendo a scoprire che essa è stampata e messa in circolazione (emessa) da Banche Centrali che sono di solito del tutto o in parte private (è interamente privata la Banca Centrale della nazione leader dell’occidente nell’ultimo secolo: la Federal Reserve, che è tanto “federale” quanto lo è la Federal Express, privatissima azienda di trasporto) e che fanno entrare in circolo questa carta stampata PRESTANDOLA alla collettività, che l’accetta tramite il governo più o meno legittimamente eletto.
    Il che comporta il doverla restituire, ad una certa scadenza, maggiorata di una quantità (interesse) di carta stampata stessa: non maggiorata di una quantità di grano, immobili, brevetti scientifici (che sarebbe comunque una vampirizzazione illegittima della ricchezza prodotta dal talento degli uomini) ma maggiorata di una quantità di carta stampata,evidentemente NON ANCORA STAMPATA (visto che qualsiasi altro stampatore che non sia la Banca Centrale è perseguito penalmente come “falsario”) e quindi fisicamente INESISTENTE.
    Da qui la spirale viziosa e discendente del debito pubblico che non può mai essere ripagato.

    Fin qui, la truffa dell’appropriazione del signoraggio primario (che, formando un gigantesco fondo nero -dato che la legge permette alle Banche Centrali di mettere a passivo il valore della moneta emessa e non il suo effettivo costo tipografico- finisce, plausibilmente, ad alimentare i macrocircuiti della Grandi Mafie di tutto il mondo, utilissimi carabei stercorari di Lorsignori.

    Tutto noto, vero?
    Purtroppo girano in rete personaggi che affermano che questo sia uno pseudo-problema, da “paleo-signoraggisti”, per il semplice motivo che tale debito sia in realtà uno “pseudo-debito non esigibile e non oneroso”.
    Vi faccio anche due nomi, di chi sostiene tale pseudo-argomento: il collega ingegnere Lino Rossi (scrive su comedonchisciotte.org); il co-fondatore di ArcipelagoScec, Giuseppe Sblano (il cui sito è signoraggio.info)

    Questa discussione è però incentrata, invece, sull’altro meccanismo (profondamente satanico, per un credente in Gesù Cristo) della Matrice Monetaria, quello che, pur avendo come premessa logica, psicologica e spirituale quello dell’emissione a debito della moneta-carta, è di fatto quello che ci condiziona molto più pervasivamente, fino ad insediarsi in tutti i giorni delle nostre vite: quello dell’emissione della moneta-credito da parte delle Banche Commerciali, che avviene ogni volta che una qualsiasi banca ci eroga un qualsiasi finanziamento: mutuo ipotecario, prestito personale, prestito finalizzato, fido di conto, cessione del quinto, carta di credito.

    Cosa andrò a fare nelle prossime righe?
    Proverò a fare una descrizione il più possibile semplice di come agisce questo meccanismo.
    Sperando che tutti coloro (non solo gli utenti di questo forum ma anche coloro che ho invitato da altri siti, in particolare FdiF) che non sono d’accordo su qualcosa, entrino NEL MERITO in maniera altrettanto semplice.

    LEVA FRAZIONARIA E SIGNORAGGIO SECONDARIO SULLA MONETA-CREDITO

    Perché si parla di moneta-credito, per distinguerla dalla moneta-carta?
    Per il semplice motivo che è una cosa diversa: è vero che essa è, nella vita quotidiana, considerata come moneta, sia nel suo aspetto di “flusso” che nel suo aspetto di “stock” (infatti chiunque di noi si considera “pagato” quando ciò avviene con strumenti di pagamento differenti dal contante: bonifici, assegni bancari -ovviamente coperti e non “cabrio” – , assegni circolari; e chiunque di noi considera di possedere moneta quando possiede, invece di contanti: uno o più conti correnti in attivo, uno o più depositi titoli popolati da: azioni e/o obbligazioni e/o quote di fondi comuni, uno o più libretti di risparmio, una o più polizze vita).
    Ma, parimenti, essa è SOSTANZIALMENTE diversa dalla moneta-carta per un motivo molto semplice: essa NON è perfettamente convertibile in moneta-carta.
    Chi di noi possiede mille, diecimila, centomila o un milione di euro in depositi in conto corrente, deposito titoli ect ect, e va a dormire la sera con la beata certezza (ma ogni sera di meno) di poterli “convertire” in moneta-carta, arriva ad apprendere che così NON E’ e che NON VI E’ moneta-carta corrispondente alla moneta-credito totale esistente al mondo.
    Di quant’è la differenza? Quanta moneta-carta manca rispetto alla moneta-credito?
    Una quantità ENORME. Per 100 euro di moneta tout-cour che “girano” per il mondo, solo 2 o 3 sono biglietti di banca. Il resto è moneta-credito che esiste a livello scritturale ma non a livello fisico.

    Motivo per cui le banche sono terrorizzate dalla “corsa agli sportelli”: il sistema cade rovinosamente se vengono fatti prelievi in contante per appena più del 2 o 3% dei depositi.
    Motivo per cui i direttori di banca ci rendono sistematicamente difficili gli incassi degli assegni (non importa se bancari o circolari) agli sportelli: “E’ preferibile che lo versi sul suo conto”, ci rispondono.
    Così per loro diventa una compensazione di moneta-credito fra banche.
    Motivo per cui le banche hanno dichiarato da tre anni a questa parte la “guerra al contante”, argomentandola con le note scuse che esso favorisce i criminali e gli evasori.
    Facendo sparire il contante, Lorsignori realizzano contemporaneamente tre obiettivi:
    – ci controllano in maniera perfetta (senza bisogno di microchip sottocutaneo per realizzare lo scenario apocalittico del marchio della Bestia)
    – fanno sparire la “pistola fumante” del reato, la moneta-carta: è molto più facile (lo dicevamo all’inizio) arrivare alla consapevolezza della Matrice Monetaria a partire dall’osservazione di una banconota che da quella di un estratto conto, di una carta di credito o di un deposito titoli
    – “stabilizzano” un sistema che è in equilibrio permanentemente instabile, proprio per la “corsa agli sportelli” che rovina probabilmente i sogni di Lorsignori: non essendoci più contante, non è più possibile corsa agli sportelli

    Ed ora entro, finalmente direte voi, nel merito della creazione della moneta-credito.

    Quando una qualsiasi banca ci eroga un qualsiasi finanziamento (sia esso mutuo, prestito, cessione del quinto, fido, carta revolving), essa NON ci accredita tramite bonifico (o assegno circolare o apertura di credito) dei soldi che esistevano GIA’ PRIMA che noi chiedessimo il finanziamento in questione.
    Essa li CREA, in virtù del “moltiplicatore” bancario (se l’uomo-Dio nato a Betlemme moltiplicava i pani ed i pesci, chi vi sarà dietro quest’altra “moltiplicazione”? Per i credenti, che ben sanno che l'”omicida fin dall’inizio” è anche detto “simia Dei”, la risposta è chiara), che altro non è che l’INVERSO (e l’inversione è un altro tratto caratteristico del cornuto) del coefficiente di “riserva frazionaria”, la cui esistenza sentirete difendere da qualcuno con l’argomento : “Embé? Se non ci fosse la riserva frazionaria, non ci sarebbe la crescita economica che conosciamo”)
    La banca CREA quindi QUASI TUTTO il denaro (moneta-credito) che gli chiediamo: il 98%, per l’esattezza.
    E ci chiede, però, l’interesse su TUTTO l’ammontare del prestito.
    Così appropriandosi della maggior parte della ricchezza futura che con quel prestito andremo a creare.
    In termini pratici fa una DIFFERENZA ENORME, per le nostre vite e le vite dei nostri cari.
    Se una banca mi “presta” 100mila euro per 30 anni, al tasso diciamo fisso del 5%, mi fa pagare una rata di 530 euro al mese.
    Ma la realtà è che la banca, di suo, mi sta prestanto solo 2mila euro, gli altri li ha creati perché glieli ho chiesti e perché ha la garanzia della casa che acquisto.
    QUINDI, l’interesse va calcolato SOLO su 2mila euro, restituiti nell’arco di 30 anni: il che da una rata mensile (composta da capitale restituito + interessi) pari a 11 euro.
    Il resto della moneta-credito (98mila) va (andrebbe) restituita SENZA INTERESSI: quindi 98.000 diviso 360 (i mesi che ci stanno in 30 anni) uguale 273.
    Più gli 11 euro di cui sopra, arriviamo ad una rata di 284 euro al mese.
    Un attimo, qualcuno obietterà: “e il costo del servizio bancario?”
    A parte il fatto che sul denaro effettivamente prestato gli paghremmo comunque un interesse; vi sono comunque numerose alternative a quella di far pagare l’interesse anche su ciò che non è proprio (quel denaro l’hanno creato per noi, è cioé NOSTRO: è parte della ricchezza che creeremo in futuro col nostro lavoro e di cui abbiamo bisogno di disporre ANTICIPATAMENTE. E’ un furto puro e semplice che ci venga imposto il pagamento di un interesse su qualcosa che NON appartiene al prestatore), ad esempio, come viene fatto nella finanza islamica (e l’Islam, non a caso, è sotto il tiro di Lorsignori), la compartecipazione agli utili dell’impresa finanziata.
    Mi obiettate: ” E se trattasi di mutuo ipotecario per un privato e non di un finanzamento aziendale? In cui, quindi, non si può parlare propriamente di “utile” “?
    A parte il fatto che un utile potrebbe comunque esservi nel momento in cui il mutuatario vende il proprio immobile ad un prezzo maggiore di quello d’acquisto.
    Ma ipotizziamo pure assenza di plusvalenza.
    Basterebbe, per rendere più che redditizia l’attività bancaria, il pagamento di una spesa d’istruttoria fissa, anche alta (il 10% va bene?) calcolato sull’ammontare erogato.
    Quindi, su 100mila euro, essa ammonterebbe a 10mila euro, interamente creati dalla banca erogante (e su cui quindi il mutuatario NON paga interessi durante il mutuo)
    Quindi, il mutuo erogato sarebbe di 110mila.
    Il netto al cliente, di 100mila.
    I soldi effettivamente prestati dalla banca (e di cui la banca stessa, od i suoi depositanti, NON HANNO più disponibilità immediata ma ne devono attendere il rimborso mensile da parte del mutuatario) restano gli stessi 2mila.
    La quota di rimborso per questi 2mila resta di 11 euro.
    La quota capitale mensile sui restanti 108mila passa da 273 (98mila diviso 360) a 300 (108mila diviso 360).
    Quindi la rata totale passa da 284 (273 più 11) a 311 (300 più 11)

    Resta il fatto, nudissimo e crudissimo, che invece di pagare una rata di 311 euro al mese ne paghiamo una di 530.
    Quella differenza, pesantissima, di 219 euro mensili (che ovviamente raddoppia se invece di un mutuo di 100mila ne chiediamo uno di 200mila), non è SOLTANTO un furto della ricchezza da noi creata.
    Ma è, anche, il nostro personale contributo ad alimentare Mammona, nelle cui fauci arrivano, ogni mese che Dio manda su questa terra, milioni anzi miliardi di contributi del genere.

    Più semplice di così non riesco ad essere.
    A coloro che sono convinti che questa descrizione del meccanismo della riserva frazionaria sia errato, chiedo la cortesia di utilizzare un pari livello di semplicità nel dimostrarmi dove sbaglio, cosicché la discussione possa essere seguita da tutti, anche da coloro che non hanno tecnicismi tecnico-contabili.

    +Christus Vincit+

  • ericvonmaan

    Come sempre, maumau è la persona più saggia e lungimirante che posta su CDC. Quoto le sue considerazioni, come sempre riipeto, al 100%. E speriamo che d’ora in avanti Lino Rossi ci parli di come curare il tumore con l’acqua distillata e lasci perdere le questioni monetario/signoraggistiche.

  • ericvonmaan

    Solo una piccola correzione, il metallo usato per sostituire l’oro è il TUNGSTENO non il titanio. Una svista. Ciao

  • amensa

    bene, finora gli improperi e le rimostranze di chi non ha mai capito una sega ne del sistema bancario ne del sistema monetario se l’è tirati addosso qualcun altro.
    caro lino rossi, purtroppo in questo campo, raccontare la cruda realtà è scomodo, e soprattutto non è gradito.
    e il tutto parte, credo dal debito pubblico, creato da governanti incoscenti, che invece di coprire le spese dello stato con entrate sufficienti hanno preferito (per essere rieletti) farseli imprestare dal mercato (in primo luogo proprio da coloro che evadendo le tasse, accumulavano capitali).
    ammettere questa semplice , banale verità comporterebbe il riconoscere la propria stupidità nel continuare ad eleggere governanti che invece di condurre la cosa pubblica con la cura del “buon padre di famiglia” hanno continuato ad indebitarsi, invece di provvedere a riscuotere quanto dovuto, soprattutto dai ceti più facoltosi.
    dopo di che, dato che la cosa è diventata pesante, a furia di spostare il carico sulle spalle di “chi viene dopo”, allora bisogna trovare un colpevole.
    è ovvio che tutti coloro che hanno potuto approfittare di questa situazione , lo hanno fatto, anche in modo delinquenziale come le banche, ma la causa prima non è loro, ma come ho detto di chi ha speso più di quanto incassava.
    ora, credo, che questa ondata di signoraggisti, che oltretutto non concluderà mai nulla perchè se la prendono con qualcosa di inesistente (don chisciotte insegna), bisognerebbe solo stabilire se sono dei poveretti che usano i loro neuroni solo a giorni alterni oppure se sono dei volgari mercenari, che questo mestiere lo fanno per denaro, o ltri tipi di pagamento.
    si perchè avere questo dubbio non è insensato.
    se considerate i miliardi di cui dispongono gli hedge founds, che giocando finanziariamente anche contro i loro paesi, raggiungono a volte “guadagni” annuali anche del 20-30%, hanno una caratteristica: per parteciparci non bisogna aver bisogno di quei soldi, ovvero devono essere tutti soldi giocabili al tavolo della finanza, con la clausola che si possono anche perdere integralmente.
    ora, se posso mettere in uno di questi fondi 1 miliardo di euro, vuol dire che per vivere, per la pensione, per l’eredità dei figli, ecc… di soldi ne ho tanti altri.
    nessuno correrebbe mai il rischio di giocarsi tutto in una avventura che può farti guadagnare tanto, ma può anche costarti il tutto.
    allora se ci sono persone che globalmente ( e questa è la stima globale delle disponibilità di tali fondi) possono giocare 400 trilioni di dollari, vuol dire che il capitale totale di questi “ricchi” è almeno il doppio.
    se è impensabile che onestamente si possa guadagnare cifre simili, è difficilmente contestabile il fatto che quasi sicuramente tali capitali sono frutto, come minimo , di evasione fiscale.
    ora prima che alla maggioranza della popolazione , costretta a sacrifici e rinunce, venga in mente che forse sarebbe ora che gli stati andassero a REQUISIRE una bella fetta di tali capitali, primo per ripianare parte dei debiti di stati che anche a costoro hanno dato ogni sorta di servizio, rinunciando di riscuotere il dovuto e quindi indebitandosi, prima che venga in mente che a chi “guadagna” 1 milone di euro andrebbe applicata una aliquota marginale di almeno il 90%, ecco allora che a questo clan di paperoni conviene finanziare un po di pseudo intellettuali, di pennivendoli , di sottoeconomisti per digffondere dei falsi obiettivi, tutto per sviare l’attenzione e concentrarla su falsi scopi.
    non importa se tali azioni non daranno mai risultati, l’importante è che si parli d’altro, si litighi come i galli di Renzo, ma non si guardi a chi i soldi li ha, e continua a far di tutto per tenerseli ben stretti e guadagnare sulle disgrazie dei poveri polli da spennare.
    complimenti ! ci state riuscendo a fare il vostro sporco lavoro, coadiuvati dalla schiera di imbecilli che non capiscono il gioco che state giocando.

  • anonimomatremendo

    Il valore del denaro in quanto ecquivalente generale di tutte le merci consiste nel tempo socialmente necessario a produrre quelle merci.niente merci ,niente denaro.niente rapporti di proprietá capitalisti,niente merci….

  • robertoz

    Mi sembra che Kennedy abbia avuto il coraggio di fare stampare della banconote dalla zecca di stato e non dallla FED, e per questo non abbia riscontrato troppe simpatie dai banchieri in mano alla solita lobbi.
    In secondo luogo mi sembra tempo perso discutere su chi può o non può stampare le banconote e se vanno scritte a passivo o attivo, le banconote devono essere stampate dalle varie zecche di stato, come lo sono le monete, come ha ricordato il primo presidente della BCE a Tremonti che almeno le monete da 2 e 1 euro non pagano il signoraggio.

  • 21

    Accetta-re una trave è impresa ardua e… interessa una sega, anche se usata?

    E’ un pezzo, che risale ai tempi della rivoluzione culturale dei ’70.

    Ogni tanto perde dei colpi, perché sdentato.

    Il prezzo è frazionabile, ma con riserva.

    Credito solo post accertamenti.

    Ciao ciao 😉

  • amensa

    @ duxcunctator
    visto che ti hanno indottrinato così bene, prova a rispondere a questa semplice, banale domanda : “con quali soldi , le banche, pagano i loro dipendenti, gli edifici in cui operano, le bollette di luce, gas , telefono, le tasse, i dividendi e se ne avanzano li investono in immobili, opere d’arte, ecc… “.
    dimmi, signor sapientone, da dove credi che arrivino queste risorse ? e non tornano forse in quel mercato da cui i debitori prendono i soldi “mai stampati” per pagare gli interessi ?
    se le banche si inventassero pure questi soldi, ormai dovremmo nuotare nel denaro, non pensi ?

  • AlbertoConti

    Il silenzio di Lino Rossi nel merito dell’argomento è più eloquente di ogni altra parola. Ma se invece si pentisse esplicitamente di essersi pentito dei suoi primi articoli sul signoraggio? La sua dignità è solo affar suo.

  • AlbertoConti

    Infatti ci sono piscine olimpioniche stracolme di quel denaro, dotate di potenti impianti di riciclaggio dell’acqua sporca. Altro che Paperon de Paperoni. Non le conosciamo personalmente perchè son tutti club privè. Il “vantaggio” (per chi?) è che non creano inflazione, finche l’acqua non traborda nel mondo reale, di chi si guadagna giornalmente la pagnotta. Quel che ti manca è la relazione tra la mala-finanza e la mala-produzione del denaro. Una relazione che corrompe la politica, più che esserne corrotta.

  • lino-rossi

    sono moltissimi coloro che apprezzaro i miei interventi.
    non mi preoccupo quindi di chi non ha limiti nel ricoprirsi di fango.

    storicamente la tesi del signoraggio ha preso piede quando, in Italia, la baldoria e gli sprechi che regnavano in bankitalia erano tali e tanti da far ritornare allo Stato solo delle briciole.

    in quel periodo anche io ero con i signoraggisti, perchè sarebbe stato assurdo che il reddito legato all’attività di creazione della moneta non fosse girato allo Stato.

    quando invece ho scoperto che la procedura applicata era quella che doveva essere (da sempre in quasi tutto il mondo, da quando è sotto pressione in bankitalia) ho subito informato i vari propugnatori della tesi signoraggista dell’errore nel quale incorrevano, invitandoli a correggere il tiro, in modo da non disperdere il patrimonio umano messo in gioco.

    bankitalia pubblica e stop alla politica monetaria indebitante all’infinito, sono i punti fondamentali della posizione signoraggista, che condivido in pieno anche oggi e che ho perorato con numerosi interventi. l’essenza della lotta signoraggista è quindi corretta. non è corretta invece la ricostruzione tecnica dei signoraggisti, così come non è corretta la ricostruzione tecnica del nostro debito pubblico. ma prima o poi ci arriveranno anche loro, nonostante che siano in preda ad un vero dogma.

  • duxcunctator

    Egregio ing. Rossi,
    notando -en passant- che il suo argomentare è stato apprezzato da chi (e mi riferisco ad amensa, al cui commento lei rispondeva) ha manifestato una notevole “scompostezza” sia nella sostanza che nella forma (potrei rispondergli utilizzando i suoi stessi toni e lo saprei fare meglio: ma non credo più da tempo nell’approccio “pascucciano” di svillaneggiare quelli convinti che alla base di tutto vi sia l’EVASIONE FISCALE. Mi rendo semmai conto che costoro, quando non sono in cattiva fede, sono vittima di un vera e propria ipnosi, intellettuale e spirituale. Rispetto alla quale le argomentazioni logiche trovano un muro invalicabile), apprendo con sollievo che riconosca la correttezza sostanziale della “lotta signoraggistica”, rispetto alla quale si differenzia per una semplice “ricostruzione tecnica”.
    Le chiedo cosa intende quando parla di “stop alla politica monetaria indebitante all’infinito”.
    E la invito, contestualmente, ad un confronto a tutto tondo, sul tema dell’emissione monetaria, sul sito cattolico (e anti-modernista, anti-sionista, anti-sinarchico e anti-millenarista) alla cui fondazione e mantenimento ho l’onore di aver dato e star dando un contributo:
    http://www.forum.escogitur.com

    Spero che voglia accogliere questo invito, che è anche un’aperta e cavalleresca sfida.

    Fabio Massimo

  • duxcunctator

    Grazie, AlbertoConti, per la risposta icasticamente felice alla provocazione scomposta di Amensa.

    Estendo anche a lei l’invito fatto poco fa a linorossi, a visitare il seguente sito: http://www.forum.escogitur.com

    Dove le questioni della sovranità monetaria e dell’appropriazione indebita del signoraggio primario e secondario, vengono inquadrate in categorie finalmente unitarie e svincolate dalle idee “ricevute”.

  • enricotorielli

    Ma quello che mi schifa di più è l’uso e abuso di etichette come “signoraggista” o “sciachimista” per definire l’avversario. Questo “Lino Rossi” è quindi un ex-“signoraggista” che si unisce alla già forte cricca degli screditatori e dei disinformatori vaganti in rete. Ora, posso essere disposto a credere che il signoraggio (meglio definibile come “usura monetaria”) possa essere stato estremizzato da molti complottisti (Pascucci in primis), ma negarne l’esistenza significa andare contro tutte le vicende della storia recente, che va dalla rivoluzione francese a oggi, la sostituzione dell’ “antico regime” dei monarchi e degli imperatori con la pseudodemocrazia odierna, dalla FED al Fondo Monetario Internazionale e al WTO. Quindi, caro “Lino Rossi”, signoraggio come “complotto mondiale” oppure no, il problema esiste eccome, ed è lo strumento sempre molto valido per sostituire a una dittatura implicita una schiavitù monetaria mascherata con l’abito elegante delle costituzioni democratiche e dei “diritti”!