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LE PREMONIZIONI DELLA GRANDE CRISI

DI PINO CABRAS
Megachip

Si sprecano le parole di sorpresa per la Grande Crisi in corso. Se ne
parla il più delle volte come di un evento improvviso e
imprevedibile.
In realtà c’era già chi riusciva a
intravedere il tracollo, anche senza andare a spulciare le vecchie
carte americane dei soliti ottimi Nouriel Roubini e Joseph Stiglitz.
Prendiamo ad esempio il compianto Paolo Sylos Labini.

In un appassionato intervento a un convegno della Cgil
nell’ormai lontano 2002 il grande economista italiano fece
una lucida analisi sull’imminente indebolimento del dollaro e
l’insostenibilità del debito pubblico e privato
negli Stati Uniti. Una disamina ricca di dati precisi, cui
corrispondevano analisi poi rivelatesi esatte. Un anno dopo, al momento
di ripubblicare quell’opera, Sylos Labini scriveva:
«esprimevo gravi preoccupazioni sulle prospettive
dell’economia americana, che condiziona fortemente le
economie degli altri paesi e, in particolare, quelle europee. La mia
diagnosi fu giudicata da molti pessimista, ma i fatti, finora, mi hanno
dato ragione. Oggi la mia diagnosi è ancora più
pessimista, ma, giusta o sbagliata che sia, essa si fonda non su
intuizioni o sul fiuto, bensì su un’analisi
approfondita.» La chiave giusta di quello studio era proprio
la profondità. Conviene leggerlo per intero, è
una lettura veramente istruttiva: [QUI]

Contrariamente a quegli economisti-sacerdoti che in questi ultimi anni
hanno officiato i riti e i dogmi neoliberisti, Sylos Labini usava la
memoria plurisecolare delle scienze economiche, interessandosi ai cicli
economici prosperi e a quelli recessivi o perfino depressivi del
capitalismo: «Da almeno due anni avevo notato alcune
rassomiglianze fra la situazione che si era determinata in America
negli anni Venti del secolo scorso, un periodo che sboccò
nella più grave depressione nella storia del capitalismo, e
la situazione che si andava delineando oggi in America»,
ricordava Sylos Labini. « Il motore dello sviluppo ciclico
è costituito dalle innovazioni: più sono
importanti, più sono diffuse le occasioni di investimento
che offrono e più dura la fase di prosperità. Al
tempo stesso, però, sono più vigorose le ondate
speculative, più frequenti sono gli errori dei manager e
più crescono i debiti, le cui dimensioni, cessata la
prosperità, condizionano la durata della crisi.»
Certo, Sylos Labini non era tanto di moda, nelle pagine economiche
della nostra grande stampa, compresa quella economica.
Si preferiva dar retta ai signori del ‘rating’,
quelli che ancora pochi giorni prima che Lehman Brothers sprofondasse
nel gorgo dei debiti, quest’anno, le attribuivano uno
sconsiderato AAA. Per loro era una bestemmia pensare che i manager
potessero commettere errori, per giunta «più
frequenti».

L’analogia con gli anni venti non finiva qui.
L’altra grande affinità (dalle conseguenze enormi,
ricordava Sylos Labini) era la disuguaglianza distributiva:
«si indebolisce la domanda di beni di consumo e vengono
alimentate le operazioni speculative e i debiti contratti per
finanziarle.» Ecco le bolle speculative, che nel capitalismo
di oggi diventano più grosse del PIL mondiale e si
contagiano istantaneamente.
Sylos Labini non riteneva che quei debiti fossero una scatola nera
misteriosa, da tralasciare. Rivendicava anzi la necessità di
una «teoria dell’instabilità finanziaria
fondata sull’indebitamento». Nel mondo bastava una
mano a contare, oltre a lui, gli economisti che se ne occupavano. Ma
era in ottima compagnia: fra questi c’era Paul Krugman,
un signore che poi nel 2008 ha vinto il Nobel per l’Economia.

Al centro della riflessione era la nuova fabbrica dei debiti, gli Stati
Uniti. L’insostenibilità dei tanti modi
d’indebitarsi compresenti nel sistema statunitense, per i
comuni cittadini come per il sistema-Paese, era evidente a uno sguardo
attento. Il Nobel dell’economia Joseph Stiglitz
lo faceva in qualche modo notare, ma rimaneva anche lui inascoltato.
Stiglitz ricordava che nel gli USA prendevano a prestito dal resto del
mondo oltre due miliardi di dollari
al giorno: «è improbabile che si possa andare
avanti così; […] rimane vero che qualsiasi cosa
sia insostenibile non è sostenibile per sempre».

Il mainstream preferiva amplificare le enunciazioni autogratificanti
dell’amministrazione Bush che vantavano una crescita
economica sostenuta del prodotto interno lordo USA. Invece la
qualità dell’occupazione era in decadimento, la
produzione interna crollava e l’economia nel suo complesso si
riorientava verso la guerra. Il debito con l’estero
già da anni era a un livello critico, senza precedenti per
un paese industrializzato. I giornali ignoravano perfino allarmi del
Fondo Monetario Internazionale (FMI), che vedevano in questa situazione
– ad oggi precipitata – un serio pericolo per l’economia
mondiale
.

Non ammaestrati dalla crisi delle borse dopo la bolla della New
Economy, i media riportavano acriticamente i comunicati trionfali
diffusi a fine 2003 dal Dipartimento del Commercio USA, proprio nel
momento in cui i tassi d’interesse erano minimi e partiva la
bolla immobiliare, così come decollavano alla grande i fondi
d’investimento che si portavano in pancia una finanza opaca e
incomprensibile che rendeva illeggibili i rischi e i debiti, la finanza
dei derivati e delle «posizioni su veicoli di investimento
strutturati». Con un rialzo dell’8,2% del PIL per
il terzo trimestre, si magnificava il fatto che il paese non avesse mai
conosciuto una crescita così forte da 19 anni. La stampa
salutava «il ritorno della crescita negli Stati
Uniti».
Sylos Labini smontava già allora pezzo per pezzo questa
euforia irresponsabile.
Alle osservazioni dell’economista possiamo aggiungere il
nostro senno di poi. Intanto aumentava la disoccupazione. Ma
soprattutto l’entusiasmo rimuoveva due questioni di
eccezionale importanza. E cioè il fatto che le performance
di crescita del PIL erano legate a una spirale
d’indebitamento e a una riallocazione della enorme spesa
pubblica in direzione del settore militare.
L’incapacità operativa di fronte
all’uragano Katrina – che nel 2005
spazzò via New Orleans – è uno dei
più terribili sintomi di questa riallocazione delle
priorità. Obama punterà molte carte sulla
manutenzione. Aumenterà la domanda aggregata di beni e
darà segni tangibili di cura del bene comune.

La base della crescita degli Stati Uniti prima del Grande Crollo
borsistico del 2008 si è fondata finanziariamente
sull’indebitamento. Mentre negli anni della presidenza di
Bill Clinton si arrivò addirittura a un forte surplus, nel
2002, per la prima volta dal 1997 gli USA scontarono di nuovo un
deficit di bilancio. Era all’1,5% nel 2002, al 3,5% nel 2003,
al 4,2% nel 2004. L’aumento delle spese militari non si
bilanciava nemmeno con i pesanti tagli sociali, come
l’abbattimento del sistema di assistenza sanitaria Medicare.
Negli ultimi mesi del 2008 questi parametri impazziscono. È
come se si buttassero banconote dagli elicotteri. Il deficit schizza
verso l’alto, la massa monetaria esplode, e per il momento
viene accalappiata dalla più tipica “trappola
della liquidità” keynesiana. Ma è una
bomba a tempo.

Possiamo solo immaginare quale sarebbe stato lo sguardo di Sylos Labini
di fronte al pauroso grafico che segue, che mostra l’aumento
della base monetaria negli Stati Uniti a partire dalla prima guerra
mondiale. Alti e bassi, com’è ovvio. Eppure mai –
neanche durante la costosissima seconda guerra mondiale – la Federal
Reserve aveva osato espandere la crescita della base monetaria a tassi
del 300% su base annua, come è avvenuto nel 2008.
Praticamente un asintoto.

Citato QUI

Tutta questa immane massa di moneta resta oggi disperatamente congelata
nei buoni del tesoro statunitensi. Poiché oggi questi buoni
perdono meno rispetto ad investimenti alternativi, le banche li
comprano, anche per mostrarsi meno avventuriste rispetto al passato. Il
fatto è che se i buoni del tesoro a breve non rendono o
addirittura fanno perdere qualcosa, tanto vale ricorrere al vecchio
materasso: non guadagni interessi da una banconota, ma di sicuro non ne
perdi. Nessuno presta denaro, e questo per ora si traduce in
deflazione. Ma per quanto? L’acquisto dei titoli del debito
pubblico statunitense è l’ennesima bolla, forse la
più devastante delle “bolle atomiche”.

Nel corso del 2009 gli Stati Uniti per poter sperare di reggere in
qualche modo dovranno emettere nuovi titoli per un valore di 2 trilioni
(due milioni di milioni) di dollari. I compratori sono ormai pochi e
stanno fuori dagli Stati Uniti. Pretenderanno che ci sia un certo
rendimento. Ecco perché non è da escludere che si
avvii la macchina trituratrice dell’inflazione, in grado di
far collassare il sistema basato sul dollaro. Quando la bolla
scoppierà potrà interagire con le altre terribili
bolle compresenti e da tutti temute. Salteranno in aria gli hedge
funds. Non potranno reggere molti soggetti finanziari che emettono
carte di credito, per le troppe insolvenze dei debitori (un buco
previsto con valori che oscillano intorno ai cento miliardi di
dollari).
Non dimentichiamo che il valore nozionale dei derivati finanziari –
ossia futures, options, swaps, tutta la materia cosiddetta “Over the Counter
(OTC) in gestione fuori dai bilanci supera varie volte il PIL di tutto
il mondo.

Non parliamo dell’esplosione del debito estero. In questo
quadro, un’anomalia pur gigantesca rischia di apparire poca
cosa.

Le tendenze convergono dunque per l’indebitamento privato e
per quello pubblico. Nel 2004, secondo l’Ufficio di Bilancio
del Congresso, il debito avrebbe dovuto spingersi fino a 14mila
miliardi entro il 2014. L’ex Ministro del Tesoro Paul
O’Neill – oggi una figura molto critica nei
confronti dell’amministrazione Bush, perfino sul punto
dell’11 settembre – aveva fatto proiezioni ancora
più pessimistiche. Tutte queste previsioni hanno avuto una
brusca accelerazione.

È prevedibile che ancora per un po’, la
“bolla estrema” riesca daccapo ad assorbire buona
parte dell’extra-risparmio dei paesi con attivo delle partite
correnti.
Fino al 2000 i risparmiatori del resto del mondo finanziavano la
crescita degli investimenti americani. Dopo l’11 settembre la
crescita dei consumi. Ora sono chiamati a finanziare la crescita dei
debiti che tentano disperatamente di salvare il sistema in panico,
mentre si prosciuga la possibilità di finanziare
investimenti produttivi.
Se non si troveranno più acquirenti per questi titoli si
stamperà moneta. Il famoso elicottero di Ben Bernanke che
volteggerà a lanciare banconote su Main Street.

Un altro economista che non si era fatto ammaliare dal mainstream, lo
statunitense Robert Freeman, nel 2004 – mentre osservava
l’aumento eccessivo del debito che sormontava di gran lunga
la solvibilità del paese – si chiedeva quali possibili strategie
d’uscita
avrebbe potuto usare
l’amministrazione statunitense.

Sopra tutte le strategie, ciascuna con le sue specifiche
controindicazioni (aumentare le imposte, stampare dollari, privatizzare
gli asset nazionali e svenderli all’estero in un perfetto
contrappasso del Washington Consensus,
rifiutarsi di onorare i debiti secondo una sorta di
‘soluzione bolscevica’) Freeman vedeva una
strategia più estrema: il saccheggio: «Quando il
rimborso del debito di una nazione diviene così imponente
che diventa impossibile rassicurare i creditori, questo paese deve
cercare una qualche sorgente di ricchezza, non importa quale sia la
fonte.»
Non dimentichiamo che la vera uscita dalla Grande Depressione avvenne
con una guerra mondiale.

Nella brochure della UK Defence Conference, tenutasi a Londra il 10
settembre 2007, sul tema “Defence in 2020 and
beyond” (La Difesa nel 2020 e oltre, ndt), il testo
riassumeva le sfide affrontate – anche con errori –
in materia di politica di Difesa, e proiettandosi sul 2020 lasciava
cadere, come se niente fosse, la seguente frase:
«Il Joint Doctrine and Concepts Centre delle forze armate
britanniche prevede un collasso generale dell’ordine globale
nel prossimo decennio, e altri pensatori strategici sono parimenti
pessimistici.»
Il Joint Doctrine and Concepts Centre è l’organo
più importante di pianificazione e valutazione preventiva
delle forze armate del Regno Unito. Con una certa noncuranza ci ha
informati sul fatto che i grandi strateghi intendono prepararsi al
peggio.

Di sicuro c’è un senso paralizzante di attesa
anche nei piani alti della finanza. In un’intervista

a «El Pais» del 21 dicembre 2008, il governatore
della Banca di Spagna, Miguel Ángel Fernández
Ordóñez, lamenta che «la sfiducia
è totale» e teme un collasso generale, nel momento
in cui la velocità di circolazione della moneta è
spaventosamente bassa.

Molti elementi portano a fare previsioni, ma non sono in gioco soltanto
variabili strettamente finanziarie. Da sempre in molti raccomandano
“Never Bet Against FED”, mai scommettere contro la
banca centrale federale degli USA.

Allora torniamo all’opera di Paolo Sylos Labini. Era una
critica competente dei difetti del sistema, ma conteneva molti
apprezzabili elementi di prudenza che non spingevano la sua analisi
sino a studiare la scena ancora ipotetica di un crollo sistemico.
Esprimeva semmai un ragionamento sull’intervento pubblico,
che avrebbe prodotto grandi risultati se fosse stato applicato per
tempo. Abbiamo invece visto che l’improvvisa corsa allo
statalismo da parte delle ex vestali del liberismo è stata
disordinata e sbigottita.

Sylos Labini citava la prospettiva, deprimente, fatta da John Maynard
Keynes nella sua Teoria generale,
quando osservava che «una caratteristica preminente del
sistema economico nel quale viviamo è che […] esso sembra capace di rimanere in una condizione cronica di
attività inferiore al normale per un periodo considerevole,
senza una tendenza decisa verso la ripresa o verso la rovina
totale».

Quale soluzione pubblica, dunque? Per Sylos Labini «Il
problema centrale, che a mio parere rende incerta e probabilmente
lontana la ripresa, è quello dei debiti a lungo termine,
ossia degli immobilizzi. Non credo che convenga riesumare la formula
IRI, come pare voglia fare il Giappone. Forse bisognerà
pensare a un’altra soluzione, in cui tuttavia
l’intervento pubblico svolga pur sempre un ruolo di rilievo
per rendere sostenibili i debiti a lungo termine, promuovendo
attivamente, nello stesso tempo, misure per la ripresa. Si potrebbero
ottenere effetti importanti attraverso un accordo fra i principali
paesi industrializzati volto a stimolare l’espansione
reciproca dei mercati: penso a una serie coordinata di trattati
commerciali, che fra loro s’intarsino e promuovano una
politica opposta a quella del protezionismo emulativo (beggar-my-neighbour policy),
adottata dai paesi industrializzati negli anni Trenta e ripescata da
Bush con le sue misure protezionistiche. Per uscire dalla crisi penso
anche a misure di tipo keynesiano, con un forte aumento delle spese
pubbliche in deficit e tagli fiscali.»

Ora, noi possiamo immaginare come una politica di questo tipo, sebbene
sospinta dalla necessità, potrebbe essere resa inefficace
dalle strutture corrotte del potere di un paese come
l’Italia, in deficit di morale e perciò segnato in
troppe sue fibre da amoralità, immoralità e
demoralizzazione.
Sylos Labini ricordava che comunque era necessaria una grande e
mobilitante riforma intellettuale e morale, perché
«tale strategia comporterebbe l’impegno di tante e
tante persone per attività, retribuite e volontarie, e
potrebbe offrire ideali degni di essere perseguiti dalle nuove
generazioni, in luogo dell’ossessiva caccia ai soldi che oggi
domina e immiserisce la vita sociale dei paesi sviluppati: i giovani
hanno un bisogno addirittura biologico di ideali.»

Il 2009 inaugurerà una crisi durissima che
colpirà pesantemente il lavoro. Non ci sono ricette per
uscirne magicamente. Siamo entrati in un territorio senza mappe, dove
non funzionano i GPS. È il momento in cui riacquistano
dignità pensieri e idee trascurate, nonché
studiosi di straordinario spessore, che ridanno un’anima alla
“scienza triste”, l’economia. Sylos
Labini è fra questi. E ci sarebbe anche un autore da lui
citato, Irving Fisher,
un economista eclettico che aveva studiato a fondo il problema del
debito e della velocità di circolazione della moneta
(proprio quel che oggi si è quasi fermato). Fisher era
arrivato a scrivere un librettino di straordinario interesse
Stamp Scrip»)
che conteneva la proposta di instaurare la moneta deperibile, un
sistema con le banconote bollate. Fisher propose a Franklin D.
Roosevelt si sperimentare il sistema in dimensione nazionale. Ogni
banconota andava bollata ogni settimana, recando un bollo pari al 2%
del valore facciale. Era impossibile speculare con una simile moneta,
intaccata dal punto di vista della funzione di riserva di valore,
ma sicuramente si risvegliava la velocità di circolazione.
Alcuni esperimenti realizzati in Austria avevano funzionato
così bene da essere spenti bruscamente dalle
autorità monetarie.
Il Congresso bocciò un disegno di legge che proponeva
l’adozione del sistema.
Si badi che Fisher non era un “eretico”, ma un
economista capace di inserirsi bene nel sistema. Soprattutto aveva una
conoscenza profonda dell’economia, capace di scardinare le
pretese dogmatiche di “teologi” di scarsa scienza.
Altre sue proposte andavano in direzione di una finanza più
ancorata alla dotazione materiale dell’economia, senza i
sostituti monetari che l’ingegneria finanziaria è
in grado di creare in totale contiguità con poteri forti e
intrinsecamente criminali.

Mentre aspettiamo Godot, cioè la nuova Bretton Woods, le
banche centrali lanciano la loro liquidità dagli elicotteri,
non tanto al cittadino comune, quanto ai soliti speculatori. Basterebbe
una legge di un solo articolo per porre fine allo scempio. Ma il Grande
Casinò vive alla giornata, e rinvia ancora, di poco, il
conto più salato, che intanto iniziano a pagare milioni di
persone.

Pino Cabras
Fonte: www.megachip.info
Link: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8452
23.12.08

Pubblicato da Davide

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    Il futuro teoricamente e nelle nostre mani, diciamo meglio nelle mani delle poche persone risvegliate .Dico risvegliate perchè non trovo nessun altro termine per classificare quegli uomini e quelle donne che si domandano come me perché nessuno ferma il TITANIK. Ormai in questi anni chi avuto voglia di capire ha imparato le cure sono le solite.

    1)Smantellare il carrozzone da 600.000 auto blu e di tutto il sistema partitocratico , portare tutta questa gente a stipendi equi impiegandola in cose utili. Dimagrire drasticamente la baracca statale .

    2)Ripensare l’esercito sul modello svizzero Abolire operazioni fuori dai confini

    3)Abolire il danaro inventato sulla base della riserva frazionaria. Vedi le banche che con due euro ne imprestano 100 aumentando di fatto la massa monetaria

    4)Lo stato si riappropria della moneta . Fine del signoraggio .Lo stato crea una inflazione programmata aumentando ufficialmente la massa monetaria del 5% , utilizzando il ricavato
    per le opere pubbliche

    5)Proibire il commercio, creare barriere doganali con i paesi che non hanno regole salariali e tutele e stipendi simili al nostro sistema. E’ impensabile che due economie senza barrire con forti squilibri possano operare liberamente ciò avviene unicamente a vantaggio della lobby che produce a 1 euro per poi ricavarne 100 senza dare nessun beneficio al mercato stesso.

    Ho forse detto qualcosa di strano ?
    No ho solo usato un pò di buon senso. Ho citato cose che tutti ( i risvegliati) sanno. Ridurre il lusso in un momento di crisi .Portare la pressione fiscale al 35% no al 73%(Sole 24 ore)
    Quante possibilità abbiamo di potere fare questo ? 0
    Troppe lobby , troppi interessi e privilegi quindi alla fine vista l’impossibilità di attuare il buon senso cosa che accade ciclicamente all’inizio di guerre e gradi crisi aspettiamoci come sempre il peggio siamo in pochi a sentire il risveglio nel nostro cuore e come sempre non contiamo un cazzo

  • rosacroce

    sono d’accordo con le misure proposte da next.e anche
    con le colclusioni,aggiungo che penso che ormai i debiti(nella nostra società del debito) sono cosi’ tanti,che è impossibile salvarsi.
    aggiungo anche che viviamo in una società dove il debito è funzionale allo sviluppo ,uno sviluppo canceroso,tumorale,che infatti porta prima o dopo alla fine: la morte del paziente.
    il problema è che i vertici del nostro sistema piramidale di potere succhiano il sangue al resto della piramide usando il debito come sistema.i vampiri si nutrono del corpo sociale, fino al suo collasso,ormai imminente.
    nei pressi della morte,ecco apparire soluzioni,progetti uno più assurdo dell’altro ,pur di non riconoscere la verità,è il debito il problema.
    questa è la società del DEBITO,dell’usura a tutti i livelli.

  • Affus

    ma pensi che un regime di democrazia , con la presenza dei partiti che debbono raccattare voti ad ogni costo, si potranno mai fare queste riforme ?
    con l’attuale sistema sono un utopia !

  • LonanHista

    a parte il fatto che io non sono un cazzo e quindi non posso pretendere che mi si dia ascolto e tantomeno si legga quello che scrivo da 5 anni a questa parte, da quando cioè ho “incontrato” il web, dove non c’è solo la crisi economica anticipata da anni,ma l’andamento politico Italiano(lo sgancio di casini dal cdx, la caduta di prodi per opera di mastella, l’andamento economico o la vittoria di medevedev e sarko e pure quella di obama, anche se a obama non do vita lunga perché negli usa i WASP non tollerano certo un negro alla casa bianca…però c’è anche da dire che bisognava passare la patata bollente in mano a qualcuno..cioè la gravissima crisi economica, le guerre in corso l’attacco all’iran la fine del dollaro..insomma tutto quello che succederà sarà sulle spalle di obama..E QUELLO CHE SUCCEDERà NON SARà CERTO POSITIVO A COMINCIARE DAI PROBLEMI INTERNI, con reparti delle FFAA addestrati per operazioni urbane antisommossa e richiamati dall’iraq negli ultimi mesi..quindi significa che presto saranno impiegati nelle città americane).

    Non posso pretendere di essere letto e seguito, nonostante abbia una cognizione chiara della situazione.
    COSA QUESTA CHE PURTROPPO NON HA CHI DEVE DECIDERE PER NOI..e non avendo chiaro quello che succede ed il perché ogni azione ogni rimedio è sbagliato a cominciare ad esempio dal ribasso dei tassi di interesse dell’euro operati dalla BCE, che in pratica porteranno l’europa nella stessa situazione degli Usa..cioè FARE DEBITI SU DEBITI SENZA LA POSSIBILITà DI PAGARLI..il problema non sono il soldi o i debiti..IL PROBLEMA è CHE NON C’è PIù MODO DI FARE I SOLDI NEPPURE PER LE COSE INDISPENSABILI..quindi tu governo è inutile che mi dai 100 euro in più al mese per qualche mese..ti dico grazie, però il problema è che più passano i mesi e MENO POSSIBILITà DI REPERIRE SOLDI HO…

    è il sistema che non è più in grado di generare ricchezza!

    E QUESTO è PALESE ED EVIDENTE DA ANNI..in Italia addirittura oramai da quasi 20 anni..fino a che c’era la lira si operava con le svalutazioni, ma poi con l’euro è venuta a galla la verità:NON C’è PIù IL MODO E LA POSSIBILITà DI ESPANDERSI, FAR CRESCERE IL PIL..IN POCHE PAROLE, NON C’è PIù IL MODO DI FARE I SOLDI nella maniera con la quale si era finora proceduto, cioè lavorando. e i perché sono tanti, però a riflettere bene a guardare tutto il sistema occidentale ci si accorge(o si dovrebbe)che è finito un megaciclo, l’espansione è finita, il mercato è saturo..quindi o si azzera tutto e si riparte daccapo oppure bisogna cambiare il sistema.

    era palese che c’era la crisi e da anni.
    è semplice:
    con il lavoro i soldi che guadagno non sono più sufficenti per mantenere lo stesso standard di vita! la retribuzione non è sufficente per arrivare alla fine del mese, perché è aumentato tutto mentre lo stipendio è rimasto lo stesso se addirittura non calato.
    oltretutto si sono persi posti di lavoro, per cui ci sono persone che proprio non hanno la possibilità di disporre del necessario per vivere.

    però ad esempio negli usa, a chi aveva difficoltà economiche sono stati concessi prestiti e le famiglie si sono indebitate non tenendo conto di 2 cose:
    1-la possibilità di pagare questo debito è remota, le retribuzioni sono al ribasso per cui i debiti non si riesce a saldarli e chi aveva capitali immobili intestatii ha saldato il debito, ma è rimasto in mezzo alla strada
    2-i debiti fatti per consumare il danaro speso per i consumi, nel caso degli usa e non solo, ha avvantaggiato non l’economia Usa, ma i paesi produttori di merci di consumo come i cinesi, ovvero non solo sono stati fatti debiti, ma questo danaro ha arricchito persone e paesi aldifuori degli usa e di FATTO C’è STATO UN TRASFERIMENTO DI RICCHEZZA DALL’OVEST VERSO L’ORIENTE.

    Queste cose erano palesi da anni, e soprattutto erano e sono semplici da osservare. SE CINA, GIAPPONE PETROMONARCHIE, PAESI ASIATICI INDIA ETC ACCUMULANO RISERVE VALUTARIE STRATOSFERICHE(la cina in 5 anni ha in deposito 2mila milairdi di dollari) e anche un idiota dovrebbe rendersi conto:MA QUESTI SOLDI DA DOVE VENGONO?
    e non solo le riserve delle banche centrali, ma gli accumuli dei nuovi ricchi cinesi, indiani dei nababbi russi e beduini..questi soldi da dove vengono?

    VENGONO DALLE TASCHE DI NOI OCCIDENTALI..SOPRATTUTTO DALLE TASCHE DEGLI AMERICANI CHE DOPO AVER DILAPIDATO I RISPARMI, AVER IPOTECATO E MESSO ALL’ASTA ABITAZIONI TERRENI CAPANNONI ETC.SI SONO INDEBITATI CON LE BANCHE AL PUNTO CHE QUESTE A LORO VOLTA si sono indebitate a tal punto che sono dovute ricorrere a truffe vere e proprie per evitare di fallire…e siccome l’esposizione è arrivata ad un punto tale da essere insostenibile è scoppiato il patatrac con la questione subrpime e QUELLO CHE DOVRà VENIT FUORI DALL’AFFARE MADOFF..cioè che negli Usa le maggiori istituzioni finanziarie sono tutte MADOFF..

    ma questo era evidente da anni.

    addirittura bruce springsteen, il cantante rock americano, the Boss come viene soprannominato nel 1995 scriveva e cantava un apposita canzone sulla crisi:THE GHOST OF TOM JOADD… dove di fatto raccontava della crisi imminente traendo spunto dal fantasma della crisi del 1929.

    E per essere convincente il boss cantava questa canzone in un album acustico, realizzato senza la sua band con l’apporto della sola chitarra ed armonica(ed in studio del contrabbasso).

    E qualche anno prima, i,l sociologo GIOVANNI ARRIGHI pubblicava il libro:IL LUNGO XX SECOLO (ed.IL saggiatore) DOVE oltre a fare un sunto della storia del capitalismo moderno in pratica già alla fine degli anni 80, preconizzava quanto sta succedendo, ovvero la fine del ciclo americano.
    Un ciclo nato dopo quello inglese che a sua volta era nato dopo quello olandese etc. In pratica succede come in tutte le cose, che questi cicli nascono si sviluppano fino a raggiungere l’apice e poi implodere ed essere sostituiti da nuovi cicli.

    Una cosa normale.
    MA RISPETTO AL PASSATO OGGI LA SVOLTA è EPOCALE E SE VOGLIAMO DRAMMATICA PERCHé SE IN PASSATO I CICLI CHE SI SONO SUSSEGUITI SONO STATI PERTINENZA DELL’OCCIDENTE E DELLA SUA CULTURA:.Ovvero a cominciare dai genovesi arrivando fino al dominio economico Usa, la cultura i modelli non sono mutati perché tutto è rimasto nel contesto dell’occidente della sua cultuta dei suoi modelli.

    MA ORA TERMINATO IL CICLO AMERICANO CHI LO SOSTITUIRà NON è OCCIDENTALE, MA ORIENTALE, OVVERO UN ‘altra cultura, modellli differenti ai quali bisognerà adeguarsi..se la cina fra 20 anni avrà il dominio economica significa che avrà anche l’influenza politica e militare di imporre i propri modelli..

    già oggi i cinesi possono permettersi di venire a comprare ad esempio la fiat..e per farla sopravvivere, per mantenere l’occupazione avranno la prerogativa di imporre le proprie regole.
    ti dicono:vuoi mangiare? hai bisogno di lavorare..ok allora o fai come diciamo noi ..oppure fai la fame.

    questo è un esempio terra terra, però il fatto che la cina l’asean(si parla poco di questa realtà. ma comprende una decina di paesi orientali le cui economie sono agguerritissime) avranno la leadership economica signifca che potranno imporre i loro modelli le loro regole…

    potranno imporre anche il cinese come lingua_vuoi lavorare?impara il cinese…vestiti cinese, segui le nostre usanze..

    QUESTO è IL PROBLEMA DELLA CRISI ECONOMICA DELL’OCCIDENTE!

    che non è solo la fine di un ciclo, il che è normale, MA è LA FINE DI UN EPOCA, DI UNA STORIA O MEGLIO DI CHI PER OLTRE 20 SECOLI HA FATTO LA STORIA DEL MONDO!
    e oggi, con la cina non ci si trova difronte ad un paese che subisce i modelli esterni, un paese che non ha una sua storia..NO..SIAMO DIFRONTE AD UN PAESE CHE HA UNA STORIA ANTICA QUANTO LA NOSTRA, ANZI FORSE PIù ANTICA DELLA NOSTRA…solo che la cina da sempre è rimasta nel suo ambito..e oggi invece uscirà da questo ambito e imporrà i suoi modelli al resto del mondo, anche a chi come l’occidente per secoli ha imposto la sua cultura.

    QUESTA è UNA SVOLTA EPOCALE PERCHé L’OCCIDENTE PERDERà LA SUA LEADERSHIP, il suo potere.

    comunque il modo di SALVARE IL SALVABILE CI SAREBBE…il guaio è che non ci sono le teste adatte a governarci..abbiamo una massoneria dedita soprattutto alla diabolica pratica del potere che si ottiene con il danaro,e non si rende conto che se non si reagisce per tempo si rischia di perdere tutto!

    COME LA STRONZATA DI AIZZARE UNA GUERRA DI CIVILTà CON L’ISLAM…i cinesi ridono di gioia..2 loro “nemici” si eliminano a vicenda..mentre si dovrebbe fare il contrario, unirsi cioè con l’islam per frenare i cinesi…lo HANNO COMPRESO I RUSSI CHE CERCANO ALLEANZE IN EUROPA ED IN MEDIO ORIENTE PER CREARE UN FRONTE COMUNE ANTI CINA…purtroppo gli invasati della casa bianca hanno invece accresciuto il potere e l’influenza cinese.

    mentre i pazzoidi istigavano la guerra di civiltà assecondavano le mire isrealiane, i cinesi hanno occupato quasi tutta l’africa e senza sparare un colpo stanno occupando il mondo, si stanno appropriando delle ricchezze, stanno occupando i vuoti quello che noi scartiamo..

    nel 2001, sul tavolo della casa bianca c’era una priorità assoluta:LA CINA..RIVEDERE LE TROPPE CONCESSIONI FATTE DA CLINTON..poi l’11-9 cambiò tutto.

    se non si “sveglia”NON PASSERANNO 2 DECENNI CHE CI TROVEREMO A FARE I CINESI DEI CINESI .

    però, ci sono gli “esperti” e se certe cose le dico io non contano un cazzo, ma se le dice un “esperto” allora contano.

    …CAZZO..IL MEDITERRANEO COME PRIMA SVOLTA STRATEGICA…ASSOLUTAMENT UN PONTE CON L’ISLAM MODERATO E CERCARE COMPROMESSI CON L’ISLAM RADICALE, PRIMA CHE IL PONTE LO FACCIANO I CINESI…
    israele non può continuare ragionare ed agire come:
    SE CADE SANSONE, CADE LUI E TUTTI I FILISTEI!

    si dovrebbe cercare di rimanere tutti in piedi…i nemici stanno ad oriente.

    i cinesi sono figli di puttana..ho letto il resoconto dei preti che di psicologia se ne intendono dove c’è scritto che i cinesi più sono gentili e più ti hanno fregato, che se non li sottometti sono loro a sottomettere te..che non c’è una via di mezzo con loro..o stai sopra o stai sotto, questo è il motivo per cui per millenni non sono usciti dai loro confini.

    e lo si vede nella loro società, dove c’è chi ha il potere assoluto e chi è sottomesso senza alcuna libertà…

  • LonanHista

    guarda il caso:

    Une entreprise privée du Shandong acquiert quatre entreprises européennes
    Shandong Show Long Apparel Co., Ltd, une entreprise non publique installée à Yantai, Province du Shandong, a acquiert récemment d’un seul coup, à des prix relativement faibles et réduits, quatre entreprises européennes de textile et d’habillement, rapporte le quotidien « Qilu Evening News ».

    « Le processus d’acquisition a été accompli dans son ensemble de fin novembre à début décembre et les quatre entreprises acquises sont surtout des usines italiennes : une filature de laine, une usine textile et deux autres. », a dit un responsable du Département de la culture d’entreprise de Show Long Apparel Co., Ltd qui a ajouté que ce dernier et les quatre entreprises italiennes en question ont parvenu à une entente quant à l’achat des marques italiennes, à l’acquisition du droit d’exploitation et à la coopération technique et que les négociations sur les détails de la coopération bilatérale sont en cours. « En cas où tout se passe bien, les techniciens de l’une de ces entreprises italiennes pourront commencer à travailler pour notre entreprise l’année prochaine et devenir nos nouveaux employés », a-t-il dit.

    « La présente crise financière internationale présente pour nous une occasion exceptionnelle extrêmement rare. Grâce à elle, le coût de revient est tombé à un niveau très bas que nous n’osions imaginer auparavant. », a révélé le Président de Show Long Wu Jianmin qui a poursuivi en disant que les quatre entreprises italiennes que vient d’acquérir Show Long était auparavant les fournisseurs de matières premières et les partenaires de conception de marques de ce dernier. Quant au coût d’acquisition, Show Long a investi seulement 10 millions d’euros (soit à peu près 100 millions de yuans renminbi) pour que les quatre entreprises italiennes lui appartiennent. Avant la crise financière mondiale, l’achat d’une seule de ces entreprises nécessiterait 300 millions de yuans.
    Source: le Quotidien du Peuple en ligne

    http://french.peopledaily.com.cn/Economie/6562380.html

    sfogliando il web….COSA CHE TUTTI DOVREBBERO FARE PRIMA DI SCRIVERE LE CAZZATE CHE SENTONO NEI TG O CHE LEGGONO NEI GIORNALI DI MERDA CHE ESCONO IN ITALIA, CHE SI LEGGE?

    si legge che 4 aziende tessili italiane diventano cinesi.

    però in Italia non lo scrivono.

    comunque do un consiglio sulle informazioni da leggere e non i pareri,alcuni siti:

    contreinfo.info
    lesechos.fr
    la tribune.fr
    romandie.com
    xinhua
    quotidiendu people
    chinaradio
    presstv
    eurotopics + courierinternational(anche se filo atlantici però riassumono la stampa europea)
    euroactive(sull’attivitàdelparlamento europeo)
    bloomberg
    rianovosti
    iribtv
    rue89
    lestemps

    questi sono alcuni dei siti informativi, alcuni dei quali però occorre tenere conto del contesto, esempio irib e press(come fars irna isna mehr etc)sono filo governative iraniane per cui su ciò che riguarda nucleare usa israele sono a senso unico, come lo è novosti…oppure le agenzie cinesi ovviamente non accennano ai diritti umani.
    però sono le meno peggio e sicuramente più attendibili di tutta la merda che si pubblica in usa uk ed italia fatta qualche eccezione come ad esempio bloomberg.
    cioè i media anglo-usa italiani, danno le notizie con un carattere pregiudiziale, cioè prima ancora del fatto che viene raccontato c’è l’impostazione pregiudiziale..si guardi per esempio solo alle notizie che provengono da gaza e dalla palestina…un ferito israeliano vale più di 1000 morti palestinesi .

    oppure la stampa italiana quando parla del nostro governo in rapporto all’ue o agli altri paesi:sembra che all’estero pendano dalle nostre labbra.

    ma aprendo con internet giornali blog etc, dell’Italia proprio non si parla e se se ne parla è perché abbiamo il debito più alto, gli arresti per corruzione, la mafia , la monnezza…e comunque in ambito Ue si viene citati, quando succede, solo insieme a grecia portogallo malta..

    naturalmente l’inserimento di questa lista di siti vuole richiamare i lettori a consigliare a loro volta siti interessanti che divulgano notizie e non le solite pappardelle nostrane.

    CHI HA DA CONSIGLIARE SITI INFORMATIVI SU TUTTO è PREGATO DI SCRIVERLI.

  • lino-rossi

    non ci siamo Pino.
    l’aumento della BM in questo frangente è corretto.
    ciò che non è corretto è:
    1) L’IMPIEGO CHE SE NE FA;
    2) IL MANCATO AUMENTO DELLA RISERVA OBBLIGATORIA;
    3) la mancata stroncatura degli hedge fund e dei paradisi fiscali;
    4) l’eccessiva riduzione dei tassi.
    ma sui punti 3) e 4) dovremmo essere d’accordo, se non erro.
    sempre se non erro, in megachip c’è ancora qualcuno (G. Chiesa) che si fa delle seghe mentali con il signoraggio?
    se così fosse non sarebbe il caso di fare un po’ di chiarezza?

  • lino-rossi

    le banche insolventi vanno tutte fatte fallire, ovviamente, nazionalizzandole senza costi per la collettività.